Le modalità di presentazione della dichiarazione IVA ed i termini di presentazione sono definiti dall’art. 8 del D.P.R n. 322/1998. Questa disposizione prevede che i soggetti obbligati a presentare la dichiarazione IVA, devono presentarla in via telematica, tra il 1 febbraio e il 30 aprile (quest’anno entro il 2 maggio in quanto il 30 di aprile cade di sabato). Quindi, i termini di presentazione della Dichiarazione IVA 2022 vanno dal 1 febbraio al 2 maggio 2022.

La dichiarazione IVA deve considerarsi presentata nel giorno in cui è conclusa la ricezione da parte dell’Agenzia delle Entrate, dei dati trasmessi tramite le procedure telematiche. Nel caso in cui la dichiarazione annuale IVA venga presentata, entro il mese di febbraio, può assolvere in sé l’obbligo di comunicazione della liquidazione periodica IVA relativa al quarto trimestre dell’anno precedente (semplificazione da tenere in considerazione).


Quali sono le modalità presentazione dichiarazione IVA?

La dichiarazione IVA può essere presentata esclusivamente in modalità telematica da parte dei contribuenti obbligati alla presentazione. In caso di presentazione della dichiarazione IVA tramite posta, è considerata redatta su modello non conforme e di conseguenza è applicabile la sanzione da 250,00 euro a 2.000,00 euro.

Sono obbligati in linea generale alla presentazione della dichiarazione annuale IVA tutti i contribuenti esercenti attività d’impresa ovvero attività artistiche o professionali, di cui agli artt. 4 e 5, titolari di partita IVA. Per la presentazione della dichiarazione da parte di particolari categorie di dichiaranti (curatori fallimentari, eredi del contribuente, società incorporanti, società beneficiarie in caso di scissione, ecc.) si vedano i successivi paragrafi 2.3 e 3.3.

Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione IVA, in particolare, i seguenti soggetti d’imposta:

  • I contribuenti che per l’anno d’imposta abbiano registrato esclusivamente operazioni esenti di cui all’art. 10, nonché coloro che essendosi avvalsi della dispensa dagli obblighi di fatturazione e di registrazione ai sensi dell’art. 36-bis abbiano effettuato soltanto operazioni esenti. L’esonero non si applica, ovviamente, qualora il contribuente abbia effettuato anche operazioni imponibili (ancorché riferite ad attività gestite con contabilità separata) ovvero se sono state registrate operazioni intracomunitarie (art. 48, comma 2, del decreto-legge n. 331 del 1993) o siano state eseguite le rettifiche di cui all’art. 19-bis2 ovvero siano stati effettuati acquisti per i quali in base a specifiche disposizioni l’imposta è dovuta da parte del cessionario (acquisti di oro, argento puro, rottami ecc.);
  • I contribuenti che si avvalgono del regime forfetario per le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni previsto dall’art. 1, commi da 54 a 89, della legge 23 dicembre 2014, n. 190;
  • I contribuenti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità previsto dall’art. 27, commi 1 e 2, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98;
  • I produttori agricoli esonerati dagli adempimenti ai sensi dell’art. 34, comma 6;
  • Gli esercenti attività di organizzazione di giochi, di intrattenimenti ed altre attività indicate nella tariffa allegata al d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 640, esonerati dagli adempimenti IVA ai sensi dell’art. 74, sesto comma, che non hanno optato per l’applicazione dell’IVA nei modi ordinari;
  • Le imprese individuali che abbiano dato in affitto l’unica azienda e non esercitino altre attività rilevanti agli effetti dell’IVA (cfr. circolari n. 26 del 19 marzo 1985 e n. 72 del 4 novembre 1986);
  • I soggetti passivi d’imposta nell’ipotesi di cui all’art. 44, comma 3, secondo periodo, del decreto-legge n. 331 del 1993, qualora abbiano effettuato nell’anno d’imposta solo operazioni non imponibili, esenti, non soggette o comunque senza obbligo di pagamento dell’imposta;
  • I soggetti che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione delle disposizioni recate dalla legge 16 dicembre 1991, n. 398, esonerati dagli adempimenti IVA per tutti i proventi conseguiti nell’esercizio di attività commerciali connesse agli scopi istituzionali;
  • I soggetti domiciliati o residenti fuori dall’Unione europea, non identificati in ambito comunitario, che si sono identificati ai fini dell’IVA nel territorio dello Stato con le modalità previste dall’art. 74-quinquies per l’assolvimento degli adempimenti relativi a tutti i servizi resi a committenti, non soggetti passivi d’imposta;
  • I raccoglitori occasionali di prodotti selvatici non legnosi di cui alla classe ATECO 02.30 e i raccoglitori occasionali di piante officinali spontanee ai sensi dell’art. 3 del decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 75, che nell’anno solare precedente hanno realizzato un volume d’affari non superiore ad euro 7.000 (art. 34-ter).

I soggetti obbligati alla presentazione della dichiarazione IVA, possono avvalersi di un intermediario abilitato o presentare direttamente la dichiarazione.

Modalità presentazione dichiarazione IVA tramite soggetti abilitati

I soggetti abilitati alla trasmissione delle dichiarazioni in via telematica, sono:

  • Iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro;
  • Soggetti iscritti al 30 settembre 1993, dei ragionieri ed esperti tenuti dalle CCIAA per la subcategoria di tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti, o diploma di ragioneria;
  • Iscritti negli albi degli avvocati;
  • Iscritti nel Registro dei Revisori contabili;
  • Associazioni sindacali di categoria tra imprenditori;
  • Associazioni che raggruppano prevalentemente soggetti appartenenti a minoranze etnico-linguistiche;
  • Centri di assistenza fiscale (CAF) per i lavoratori dipendenti e pensionati;
  • Centri di assistenza fiscale (CAF) per le imprese;
  • Studi professionali o società di servizi di cui almeno la metà degli associati o più della metà del capitale sociale sia posseduto da soggetti iscritti negli albi, ruoli, collegi;
  • Coloro che esercitano abitualmente attività di consulenza fiscale;
  • Iscritti negli albi dei dottori agronomi, dottori forestali, agrotecnici e periti agrari;
  • Notai.

Il Provv. del 9 marzo 2018, l’Agenzia delle Entrate, recependo le disposizioni di cui all’art. 10, L. n. 183/2011, ha individuato nuove tipologie di incaricati della trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali:

  • Società tra professionisti iscritte all’albo dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili;
  • Società tra professionisti iscritte all’albo dei Consulenti del Lavoro.

Gli intermediari abilitati hanno l’obbligo di trasmettere all’Agenzia delle Entrate in via telematica le dichiarazioni IVA, per conto del contribuente. Gli intermediari hanno, altresì, l’obbligo di accettare le dichiarazioni consegnate dal contribuente, già compilate. Una volta, che, sono state accettate, hanno l’obbligo di trasmetterle in via telematica, e l’intermediario può richiedere un corrispettivo per l’attività prestata.

La tardiva o l’omessa trasmissione delle dichiarazioni da parte degli intermediari, è prevista, a carico degli stessi una sanzione amministrativa da 516,00 a 5.164,00 euro.

Modalità di presentazione della dichiarazione IVA in forma diretta dal contribuente

Il contribuente può trasmettere direttamente la dichiarazione IVA, tramite le modalità telematica. Questa modalità di presentazione, può essere, adempiuta, nel caso in cui il contribuente predisponga direttamente e personalmente la dichiarazione IVA attraverso le proprie credenziali su canale Fisconline dell’Agenzia delle Entrate.

Documentazione da conservare

L’Agenzia delle Entrate, ricevuta la dichiarazione telematicamente, invia una ricevuta contenente:

  • Data di ricezione della dichiarazione;
  • Dati identificativi del dichiarante;
  • Numero di protocollo attribuito alla dichiarazione del servizio telematico;
  • I principali dati fiscali contenuti nella dichiarazione.

La ricevuta potrà essere consultata via internet, oppure richiesta all’Agenzia delle Entrate. Qualora il soggetto scelga l’invio della dichiarazione IVA con modalità diretta, la dichiarazione si considera presentata nel giorno in cui viene ricevuta telematicamente dall’Agenzia delle Entrate. I soggetti che effettuano direttamente, l’invio telematico, devono conservare, la dichiarazione trasmessa fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di presentazione.

Per approfondire: “Termini di accertamento per le imposte sui redditi ed IVA“.

Modalità di presentazione dichiarazione IVA nell’ambito dei gruppi

La trasmissione telematica della dichiarazione relativa ai soggetti appartenenti a gruppi può essere effettuata da uno o più soggetti dello stesso gruppo attraverso Entratel. La norma, trova applicazione, in ogni caso, relativamente alle società ed agli enti tenuti alla redazione del bilancio consolidato. Appartengono al gruppo, le società controllanti e controllate.

Le società controllate sono S.P.A, S.A.P.A., S.R.L., le cui azioni o quote sono possedute dalla controllante, in misura superiore al 50% del capitale fino dall’inizio del periodo d’imposta precedente.

Per incaricare un’altra società del gruppo alla trasmissione telematica della propria dichiarazione, la società deve consegnare la propria dichiarazione (sottoscritta) alla società che effettuerà l’invio telematico. La società incaricata, dovrà osservare tutti gli adempimenti per la presentazione della dichiarazione IVA da parte degli intermediari abilitati.

La dichiarazione del Gruppo IVA

Il Gruppo IVA, la cui costituzione è opzionale, si differenzia dalla liquidazione IVA di gruppo, in quanto autonomo soggetto tenuto al rispetto di tutti gli adempimenti IVA e non soltanto un “centro” di liquidazione dell’imposta unica tra le società partecipanti. E’ il rappresentante del gruppo IVA a dover provvedere alla presentazione della dichiarazione IVA.

Novità della dichiarazione iva 2022

Le principali modifiche e novità introdotte nella dichiarazione IVA 2022 riguardano i seguenti quadri dichiarativi:

QUADRO VE
Nella sezione 1, rigo VE3, la percentuale di compensazione del 6 per cento è stata sostituita con la percentuale del 6,4 per cento, prevista dal decreto ministeriale 19 dicembre 2021. Inoltre, sono state eliminate le percentuali di compensazione del 7,65 e 7,95 per cento, sostituite con la percentuale di compensazione del 9,5 per cento dall’articolo 68, comma 1, del decreto-legge n. 73 del 2021. Conseguentemente i righi della sezione sono stati rinumerati.

QUADRO VF
Nella sezione 1, rigo VF4, la percentuale di compensazione del 6 per cento è stata sostituita con la percentuale del 6,4 per cento, prevista dal decreto ministeriale 19 dicembre 2021. Inoltre, sono state eliminate le percentuali di compensazione del 7,65 e 7,95 per cento, sostituite con la percentuale di compensazione del 9,5 per cento dall’articolo 68, comma 1, del decreto-legge n. 73 del 2021. Conseguentemente i righi della sezione e anche i righi della sezione 2 sono stati rinumerati. Nella sezione 3-A, rigo VF34, il campo 7 è stato ridenominato “ Operazioni esenti art.19, co.3, lett. a-bis) e d-bis)” per consentire l’indicazione delle operazioni esenti di cui all’articolo 10, terzo comma, equiparate alle operazioni imponibili ai fini della detrazione, Inoltre, il campo 9, quest’anno, è denominato “Operazioni esenti legge n. 178/2020” per tenere conto in sede di determinazione della percentuale di detrazione delle operazioni di cui all’articolo 1, commi 452 e 453 della legge n. 178 del 2020. Nella sezione 3-B, rigo VF41, la percentuale di compensazione del 6 per cento è stata sostituita con la percentuale del 6,4 per cento, prevista dal decreto ministeriale 19 dicembre 2021. Inoltre, sono state eliminate le percentuali di compensazione del 7,65 e 7,95 per cento, sostituite con la percentuale di compensazione del 9,5 per cento dall’articolo 68, comma 1, del decreto-legge n. 73 del 2021. Conseguentemente i righi dello scorso anno da VF44 a VF50 sono stati rinumerati.

QUADRO VO
Nella sezione 1, i righi VO10 e VO11 sono stati ridenominati “Vendite a distanza intracomunitarie di beni– Art. 41, primo comma, lett. b), d.l. n. 331 del 1993” per tenere conto delle modifiche introdotte nel decreto-legge n. 331 del 1993 dal decreto legislativo n. 83 del 2021. Inoltre, è stato previsto il nuovo rigo VO17 per consentire ai soggetti che effettuano le prestazioni di servizi indicate nell’art. 7-octies nei confronti di committenti non soggetti passivi stabiliti in Stati membri dell’Unione europea diversi dall’Italia di comunicare la revoca dell’opzione in precedenza esercitata.

QUADRO VX
Nel rigo VX4 è stato eliminato il campo 6 riservato ai subappaltatori.

Limite compensazioni orizzontali a 2milioni di euro

Altro aspetto importante è che nel modello di dichiarazione IVA si è tenuto conto della soglia di 2milioni di euro di compensazione “orizzontale” (o del rimborso in procedura semplificata) portata a regime dall’art. 1, co. 72 della Legge n. 234/2021. Per approfondire: “Compensazione dei crediti fiscali: guida alle regole“.

Termini di versamento della dichiarazione IVA

Le modalità di versamento dell’IVA, derivante dalla dichiarazione IVA, è il modello F24. Il limite minimo di versamento dell’IVA è fissato nella misura del 10,33 euro. Il saldo IVA va versato, alternativamente:

  • Entro il 16 marzo di ciascun anno;
  • Entro il termine di pagamento delle somme dovute in base alla dichiarazione dei redditi con la maggiorazione del 0,40% per ogni mese/frazione di mese successivo al 16 marzo.

Persone fisiche e società di persone

Le persone fisiche e le società di persone, devono effettuare il versamento delle imposte dovute a saldo entro il 30 giugno dell’anno di presentazione della dichiarazione dei redditi. Nel caso in cui, questi soggetti, intendano differire il pagamento, il versamento si considera effettuato nei termini, se avviene entro il 30 giorno successivo al 30 giugno, applicando una maggiorazione dello 0,40%.

Per le persone fisiche e le società di persone, i termini per effettuare il pagamento delle imposte sui redditi sono:

  • 30 giugno;
  • 1 luglio – 30 luglio, con maggiorazione dello 0,40%.

Il contribuente, persona fisica, società di persone, può versare l’IVA, entro il 30 giugno, con la maggiorazione a titolo di interessi, nella misura dello 0,40% per ogni mese o frazione a decorrere dal 16 marzo.

Differimento del versamento IVA e compensazione con i crediti

In caso di un saldo IVA 2020 a debito, il cui pagamento, è differito al 30 giugno 2021 e do crediti da utilizzare in compensazione, la maggiorazione dell’1,60% va applicata esclusivamente all’ammontare non compensato.

Rateizzazione

L’art. 20 del D.Lgs. n. 241/1997 prevede la possibilità di rateizzare il versamento dell’IVA annuale, suddividendo il debito d’imposta in un numero di rate scelte dal contribuente. La scelta di rateizzare il debito IVA deve essere effettuata al momento del versamento con il modello F24.

Il numero di rate può essere scelto dal contribuente, tuttavia, il pagamento deve concludersi entro il mese di novembre dell’anno di presentazione della dichiarazione IVA. I soggetti titolari di partita IVA devono versare le singole rate entro il 16 del mese. Il versamento va effettuato soltanto se l’IVA dovuta annualmente, supera l’importo di 10,33 euro.

Il termine ultimo di versamento per l’IVA annuale dovuta al contribuente, è il 16 marzo, di conseguenza per tali soggetti, è possibile optare per un numero do rate (da 2 a 9 rate), dal 16 marzo al 16 novembre. Il contribuente che rateizza l’IVA, deve corrispondere un interesse pari allo 0,33% mensile.

Rateizzazione con compensazione

Nel caso in cui il contribuente, vanti, in una dichiarazione, alcuni crediti d’imposta, da utilizzare in compensazione con altri debiti d’imposta, ed il risultato finale (dopo la compensazione tra debiti e crediti) sia un ulteriore debito d’imposta. Anche per tale debito residuo è previsto il versamento tramite modello F24, in un’unica soluzione, oppure, alternativamente rateizzato. Qualora il contribuente opti per la seconda soluzione può essere compilato:

  • Unico modello F24 in cui viene effettuata sia la compensazione, sia la rateizzazione;
  • Più modelli F24.

Modalità di versamento

Il versamento delle imposte, tra cui l’IVA, deve avvenire tramite modello F24. Tutti i contribuenti titolari di partita IVA, devono inviare all’Agenzia delle Entrate, il modello F24, con modalità telematiche. Il canale telematico è l’unica via, per professionisti, imprenditori individuali, società di effettuare versamenti tributari e contributivi.

I contribuenti ed i sostituti d’imposta sono tenuti a presentare il modello F24, tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, qualora sia esposta la compensazione dei crediti appartenenti alle seguenti categorie:

  • Imposte sostitutive;
  • Imposte sui redditi ed addizionali;
  • IRAP;
  • IVA;
  • Agevolazioni e crediti indicati nel quadro RU della dichiarazione dei redditi;
  • Sostituti d’imposta.
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Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.

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