Fattura elettronica verso soggetti esteri
Fattura elettronica verso soggetti esteri

Procedura per effettuare correttamente l’emissione della fattura elettronica verso soggetti esteri. Utilizzo codice destinatario “xxxxxxx”. Emissione della fattura cartacea per il soggetto cliente estero. Stessa cosa per i soggetti esteri non identificati in Italia. Tutte le info utili in questo articolo.

Dal prossimo luglio 2022 le operazioni da e verso l’estero (UE o extra-UE) dovranno essere gestite obbligatoriamente tramite fatturazione elettronica. L’art. 5, co. 14-ter del D.L. n. 146/21, differisce (dal 1° gennaio) al 1° luglio 2022 l’efficacia delle modifiche alla disciplina del c.d. “esterometro“, le quali prevedono l’invio dei dati al Sistema di Interscambio (SdI) attraverso il formato XML della fattura elettronica.

Come sappiamo (dal 2019), le operazioni legate alla cessioni di beni e alla prestazione di servizi effettuate tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, ove soggette a fatturazione, devono essere documentate obbligatoriamente mediante fattura elettronica, ai sensi dell’art. 1 co. 3 del D.Lgs. n. 127/2015 e nel rispetto delle regole tecniche approvate con provv. Agenzia delle Entrate 89757/2018. Per tali operazioni, dunque, la fattura è emessa in formato XML e trasmessa al Sistema di Interscambio. In merito all’applicazione della fattura elettronica l’Amministrazione finanziaria ha fornito chiarimenti con la Circolare n. 13/E/2018 dell’Agenzia delle Entrate. Adesso, le imprese devono aggiornare le loro procedure per permettere l’adeguamento dell’obbligo di emissione della fattura elettronica anche per le operazioni effettuate con controparti estere.

In questo articolo intendo andare ad approfondire le regole che disciplinano l’emissione della fattura elettronica per operazioni effettuate da operatori residenti verso soggetti esteri. In particolare, analizzeremo le regole che riguardano l’emissione della fattura elettronica verso soggetti esteri.

La modifica dell’esterometro da luglio 2022

La nuova disciplina dell’esterometro riguarderà, come anticipato, le operazioni effettuate dal 1° luglio 2022, guardando al momento di effettuazione delle cessioni e prestazioni, definito, ai fini IVA, dall’art. 6 del DPR n. 633/72. Pertanto, solo a partire da questa data, si renderà obbligatorio l’invio dei dati delle operazioni transfrontaliere via SdI, con il formato XML della fattura elettronica. In relazione a questo aspetto sono state aggiornate le specifiche tecniche della e-fattura, con provv. Agenzia delle Entrate n. 293384/2021 (che ha modificato il provv. n. 89757/2018), prevedendo i seguenti aspetti:

  • I dati relativi alle operazioni verso soggetti non stabiliti devono essere trasmessi con codice destinatario “XXXXXXX”;
  • I dati relativi alle operazioni ricevute da soggetti non stabiliti devono essere trasmesse al SdI con documento indicate i codici “TipoDocumento” TD17, TD18 o TD19.

Fatturazione elettronica verso soggetti esteri: la procedura

A partire dal 1° luglio 2022 le operazioni (cessioni di beni e prestazioni di servizi) effettuate da soggetti residenti o stabiliti in Italia verso committenti esteri (UE o extra-UE) devono essere effettuate tramite emissione di fattura elettronica in formato XML da trasmettere al Sistema di Interscambio.

La procedura da adottare al fine di poter emettere fattura elettronica verso soggetti non residenti deve essere attenzionata. L’Agenzia delle Entrate sul punto ha presentato dei chiarimenti nel Provvedimento n. 89757 del 30 Aprile 2018. Al punto 4 del Provvedimento citato è riportato quanto segue:

“4. Esclusivamente per i dati delle fatture emesse (verso soggetti non residenti, non stabiliti, non identificati in Italia). i dati delle fatture possono essere trasmessi anche utilizzando l’intera fattura o l’intero lotto di fatture, rappresentate secondo il formato di cui al paragrafo 2. 

Questo avendo cura di valorizzare l’elemento <CodiceDestinatario> con “XXXXXXX”

In pratica, è possibile inviare la fattura elettronica emessa nei confronti di soggetti non residenti con modi e termini di una normale fattura interna. Quindi, trasmissione al Sistema di Interscambio con le modalità previste per le e-fatture emesse nei confronti dei soggetti residenti. Questo inserendo come codice destinatarioXXXXXXX“. L’unico accorgimento aggiuntivo è quello di effettuare la consegna della fattura anche con modalità analogica. Il cliente estero in questo modo riceverà copia della fattura emessa (non potendo ricevere quella in formato XML che transita dal SdI). Questo in quanto probabilmente il cliente estero non sarà in condizioni di interpretare il formato XML.

Andiamo ad analizzare, di seguito, i singoli passaggi della procedura da adottare. In particolare, per l’emissione di una fattura elettronica ad un soggetto (cliente) estero, sia esso un’azienda o un privato consumatore, devi ricordati di compilare alcuni specifici cambi del formato XML, come indicato di seguito:

CAMPODESCRIZIONE
Codice Destinatario (SdI)Deve essere compilato il campo “Codice Destinatario” con la sequenza di 7 caratteri “XXXXXXX”. Questo vale sia per i clienti UE (residenti nell’Unione Europea), sia extra UE.
“IdPaese”Nel campo “IdPaese”, in cui deve essere indicato il paese del “Cessionario/Committente” della fattura elettronica, quindi del cliente, si deve inserire la sigla del paese estero. La sigla deve essere di due caratteri ed espressa secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2.
CAPIn caso di cliente estero, è necessario compilare il campo utilizzando il valore generico “00000”
Partita IVAAll’interno della fattura elettronica, è necessario specificare la partita IVA del “Cessionario/Committente”.
In caso di cliente estero:
Se ha sede all’interno dell’Unione Europea: è necessario inserire la partita IVA comunitaria con l’identificativo della nazione di appartenenza;
Se ha sede al di fuori dei confini dell’Unione Europea: in questo caso, è necessario indicare la partita IVA del cliente extra UE utilizzano il codice “OO99999999999” (due volte la lettera O e 11 volte il numero 9).
Se è un cliente estero privato (senza partita IVA): è necessario compilare il campo con il codice numerico “0000000” (codice a 7 zeri).
“IdCodice” e Codice FiscaleNella fattura elettronica, all’interno della sezione “IdFiscaleIVA”, blocco “Cessionario/Committente”, si trova il campo “IdCodice” e “CodiceFiscale”. L’Agenzia delle entrate, nelle specifiche 1.6.2, li definisce come:
– “IdCodice”: numero di identificazione fiscale del cessionario/committente;
– “CodiceFiscale”: numero di codice fiscale del cessionario/committente.
L’Agenzia delle entrate, nelle FAQ pubblicate il 12 febbraio 2021, ha indicato come comportarsi se il destinatario estero della fattura elettronica (operatore o consumatore, UE oppure extra UE) non ha un codice fiscale italiano:
– Nel campo “IdCodice” si deve inserire un valore alfanumerico identificativo dell’operatore o del consumatore finale, fino ad un massimo di 28 caratteri alfanumerici su cui il SdI non effettua controlli di validità;
E’ necessario compilare anche il “CodiceFiscale”, con lo stesso valore riportato nel campo “IdCodice”.
Codici “Natura IVA” per operazioni con l’esteroDevono essere utilizzati i seguenti codici natura IVA per le fatture elettroniche connesse alle operazioni con l’estero. Si tratta dei seguenti:
N3.1: non imponibili – esportazioni;
N3.2: non imponibili – cessioni intracomunitarie;
N3.3: non imponibili – cessioni verso San Marino.

Esclusione da fattura elettronica per i soggetti identificati ai fini IVA in Italia

Per quanto riguarda il trattamento dei soggetti identificati in Italia a fini IVA, ai sensi della normativa comunitaria, occorre una precisazione. Le novità non riguardano i soggetti non residenti, identificati ai fini IVA in Italia direttamente o mediante nomina di un rappresentante fiscale, i quali permangono esonerati all’adempimento. La fattura elettronica è obbligatoria per i soggetti “stabiliti” in Italia. Tra di essi, sicuramente, non possono essere inclusi i soggetti non residenti meramente identificati. Questo a meno che non possa essere dimostrata l’esistenza di una stabile organizzazione in Italia. Pertanto, solo i soggetti stabiliti in Italia possono essere obbligati ad emettere fattura elettronica. I soggetti identificati in Italia, senza che vi sia una stabile organizzazione, hanno facoltà di emettere fattura cartacea (vedasi risposte a interpello Agenzia delle Entrate n. 67E/2019 e n. 104/E/2019).

Di converso, la norma non richiede che il soggetto ricevente la fattura debba essere stabilito sul territorio nazionale. Non è, quindi, incompatibile con la decisione di deroga (e con il principio di proporzionalità) la possibilità di indirizzare una fattura elettronica a soggetti non residenti identificati in Italia. Sempre che a questi soggetti sia assicurata la possibilità di ottenere copia cartacea della fattura ove ne facciano richiesta.

Compilazione del formato XML della fattura elettronica verso soggetti non residenti

La fattura elettronica è un file predisposto ed emesso in formato XML. Uno dei campi fondamentali da compilare è il Codice Destinatario. Codice che (se non indicata la PEC) rappresenta il canale telematico sul quale recapitare la fattura. Esso deve contenere un valore alfanumerico di 7 caratteri. In particolare, il codice destinatario della fattura elettronica deve essere corrispondente:

  1. Ad uno dei codici che il Sistema di Interscambio attribuisce ai soggetti. Operatori economici con canale accreditato in ricezione, che ne abbiano fatto richiesta;
  2. A “0000000”. Questo nei casi di fattura destinata ad un soggetto che riceve tramite PEC e questa sia stata indicata nel campo PEC Destinatario;
  3. A “0000000”. Questo nei casi di fattura destinata ad un soggetto per il quale non si conosce il canale telematico (PEC o altro) sul quale recapitare il file;
  4. Ad “XXXXXXX”. Questo in caso di fattura emessa verso soggetti non residenti, non stabiliti, non identificati in Italia. Fattura creata e inviata al Sistema di Interscambio.

Nel caso in questione, legato all’emissione della fattura verso controparti non residenti, dunque, il campo codice destinatario della fattura deve essere valorizzato con “XXXXXXX”.

Emissione della fattura elettronica verso soggetti esteri: conclusioni

Il consiglio che sto dando a tutti i miei clienti è quello di predisporre comunque fattura elettronica attività verso tutti i soggetti, già a partire da gennaio 2022. Questo indipendentemente dal fatto che il cliente sia residente in Italia, identificato in Italia, oppure estero. Può essere importante sfruttare la Fattura Elettronica come modalità di emissione della fattura in generale. Emettere la e-fattura verso soggetti esteri, poi esonera dall’esterometro in questo primo semestre dell’anno. Questo significa che se operato correttamente, l’esterometro conterrà solo le fatture passive. Le fatture attive, invece, transitando da SDI (anche senza attendere luglio), non devono essere oggetto di comunicazione. Si attende, comunque, una pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate per eventuali chiarimenti legati all’esterometro 2022.

In ogni caso, per qualsiasi dubbio affidati sempre ad un Dottore Commercialista esperto. Se vuoi condividere la tua esperienza lascia un commento. 


Fattura elettronica verso soggetti esteri: FAQ

Come inviare una fattura elettronica ad un privato estero?

L’operatore IVA italiano può scegliere di emettere verso un cliente estero (comunitario o extracomunitario) sia soggetto business che consumatore finale, una fattura elettronica. La fattura elettronica predisposta deve riportare:
– nel campo Codice destinatario il 7 caratteri “XXXXXXX”
– nella sezione 1.4.1.1 “IdFiscaleIVA” del blocco 1.4 “Cessionario/Committente”, rispettivamente:
– nel campo 1.4.1.1.1 “IdPaese” il codice Paese estero (diverso da IT e espresso secondo lo standard ISO 3166-1 alpha-2 code);
– nel campo 1.4.1.1.2 “IdCodice” un valore alfanumerico identificativo della controparte (fino ad un massimo di 28 caratteri alfanumerici su cui il SdI non effettua controlli di validità); se il cliente è un soggetto consumatore finale estero, compilare anche in questo caso solo il campo 1.4.1.1.2 “IdCodice” lasciando vuoto il campo 1.4.1.2 “CodiceFiscale”
Infine, per indicare in fattura l’indirizzo estero del cliente bisognerà selezionare la nazione di appartenenza (e così non sarà necessario compilare la Provincia) e il campo CAP andrà compilato con il valore generico 00000. Si potrà utilizzare l’indirizzo per indicare il CAP straniero.

Quali indicazioni IVA inserire in una fattura verso l’estero?

Se un’azienda italiana vende beni o servizi a un’azienda estera, dovrà fatturare con l’indicazione “inversione contabile” se il committente è europeo; dovrà invece fatturare con l’indicazione “operazione non soggetta” se il committente é extra-UE.

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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