Cessione di quote nelle società di persone

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Cessione di quote nelle società di persone: profili fiscali di responsabilità del cedente e del cessionario. Le quote di società di persone possono essere oggetto di cessione tramite atto notarile: particolare attenzione deve essere prestata ai profili di responsabilità tra cedente e cessionario e agli effetti fiscali del trasferimento.

Nelle società di persone (S.s., S.n.c., S.a.s) la quota di partecipazione di ciascun socio al capitale sociale, in linea di principio, è trasferibile esclusivamente previo consenso di tutti i soci.

Essendo il contratto di società di persone basato sul c.d. “intuitus personae”, la cessione di quote partecipative non può essere effettuato liberamente, ma di regola, implica la modifica dei patti parasociali.

A differenza delle società di capitali, ove la qualifica di socio, assume minore rilevanza, considerata la responsabilità limitata al solo patrimonio conferito nella società, nelle società di persone, invece, la responsabilità illimitata e sussidiaria nelle operazioni sociali, da parte del socio fa si che il trasferimento di quote sociali.

Nell’ambito delle società di persone, quindi, la cessione di quote partecipative assume rilevanza soprattutto per i relativi diritti ed obblighi sottostanti, sia in capo al soggetto cedente che in capo al cessionario.

Vediamo di chiarire meglio questi aspetti nel nostro contributo dedicato alla cessione di quote nelle società di persone.

Cessione di quote nelle società di persone

Cessione di quote nelle società di persone

Efficacia della cessione

Nelle società personali l’integrazione del socio nella organizzazione societaria comporti la necessità del consenso di tutti i soci per procedere alla cessione della partecipazione sociale, realizzandosi appunto attraverso la cessione una modificazione del contratto sociale.

La scelta fatta dal legislatore nell’articolo 2252 c.c. appare perfettamente in linea con il connotato personalistico della società fondata sulla reciproca fiducia dei soci e sulla loro responsabilità illimitata, connotato che verrebbe completamente stravolto ove si attribuisse alla iniziativa individuale la sostituzione di uno o più soci senza il consenso degli altri.

Conseguenza del medesimo principio è che la cessione della partecipazione senza il consenso degli altri soci non sia opponibile alla società.

La cessione di quote nelle società di persone è opponibile ai terzi solo con l’iscrizione dell’atto di cessione nel Registro Imprese (art. 2300 c.c.) il che presuppone che la cessione sia avvenuta almeno per scrittura privata autenticata.

Quindi, con riferimento alla cessione di partecipazioni nelle società di persone, è possibile individuare tre diversi livelli di efficacia della cessione:

  • Efficacia tra le parti;
  • Efficacia verso la società;
  • Infine, efficacia verso i terzi.



Efficacia verso la società

Per quanto concerne l’efficacia della cessione di quote nelle società di persone nei confronti della società, il trasferimento “inter vivos” di una quota di partecipazione in società di persone è efficace nei confronti della società sulla base del “mero” consenso perfezionatosi tra le parti solo se nel contratto sociale vi è una apposita clausola che dispone espressamente in tal senso.

Laddove tale clausola non risulti prevista, l’efficacia verso la società del trasferimento della quota è subordinato:

  • All’espletamento degli obblighi previsti in materia di diritto di prelazione degli altri soci, se nel contratto sociale risulta prevista la libertà di trasferimento delle quote, salvo appunto il diritto di prelazione dei soci;
  • Al consenso della maggioranza degli altri soci, se nel contratto sociale risulta prevista una clausola che subordina a tale circostanza l’efficacia verso la società dei trasferimenti di quote;
  • Al consenso unanime di tutti i soci, se nel contratto sociale non risulta prevista alcuna clausola espressa in materia di trasferibilità delle quote di partecipazione.

Efficacia tra le parti

Per quanto concerne l’efficacia tra le parti (cedente e cessionario o donante e donatario), della cessione di quote nelle società di persone, l’orientamento prevalente della giurisprudenza è quello di ammettere la piena efficacia del negozio traslativo, a prescindere dalle vicende legate alla sua opponibilità nei confronti della società (Corte di cassazione, sentenze 9 settembre 1997, n. 8784 e 10 aprile 1979, n. 2055).

In altre parole, anche nei casi in cui risulta inefficace verso la società, il trasferimento “inter vivos” della partecipazione di società di persone resta comunque efficace tra le parti, nel senso che l’avente causa non acquisisce la qualifica di socio, ma può vantare nei confronti del dante causa il diritto che questi gli trasferisca quanto percepito dalla società, sia a livello di utili che a livello di restituzione degli apporti.

Efficacia verso i terzi

Per quanto concerne l’efficacia verso i terzi della cessione di quote nelle società di persone, è appena il caso di sottolineare che il trasferimento delle quote, in quanto atto modificativo del contratto sociale, ha efficacia verso i terzi con l’iscrizione nel registro delle imprese del contratto sociale modificato (cd. “pubblicità dichiarativa”).

In altre parole, la modificazione soggettiva è opponibile ai terzi solo a decorrere dalla data in cui il trasferimento è stato portato a conoscenza con “mezzi idonei” che, nel caso di società tenute all’iscrizione nel registro delle imprese, risultano appunto integrati dalla pubblicazione sul registro delle imprese della modificazione societaria.

Sul punto giova per altro ricordare che, per effetto di quanto previsto dall’art. 2 del D.Lgs. n. 228/2001, il regime di pubblicità legale proprio di s.a.s. e s.n.c. “regolari” è stato esteso anche alle società semplici esercenti attività agricola (tali soggetti hanno, infatti, l’obbligo di iscrizione in una sezione speciale del registro delle imprese di cui all’art. 2188 del codice civile).

È appena il caso di sottolineare come l’individuazione della data di efficacia verso i terzi del trasferimento delle quote rileva ai fini della definizione dei profili di responsabilità patrimoniale verso i terzi del socio uscente, conformemente a quanto previsto dall’art. 2290 del codice civile, nonché ai fini della individuazione del termine entro cui, in caso di successiva dichiarazione di fallimento della società di persone, può essere dichiarata l’estensione del fallimento ai soci fuoriusciti.

Cessione di quote e atto notarile

La cessione di quote di società di persone è un atto che è soggetto ad autentica da parte di del notaio, che poi si occuperà della registrazione e del successivo deposito dello stesso presso il Registro delle Imprese.

Il notaio è chiamato a verificare la titolarità e la corretta intestazione della partecipazione oggetto di cessione, nonché quali siano i soggetti legittimati alla modifica dei patti parasociali, i quali devono necessariamente intervenire in atto a prestare il loro consenso.

La partecipazione oggetto di cessione, ai fini del corretto perfezionamento dell’atto stesso, non deve essere gravata da formalità pregiudizievoli e devono essere rispettate le clausole di limitazione al suo trasferimento, iscritte nello statuto sociale.



Profili di Responsabilità

Da un punto di vista civilistico la cessione di quote, a titolo oneroso, non è una delle fattispecie espressamente disciplinate dal codice civile, per questo è necessario prendere a riferimento le regole che disciplinano il contratto di vendita.

In particolare, è necessario prendere a riferimento l’autonomia patrimoniale imperfetta che caratterizza le società di persone, per capire quali siano i profili di responsabilità in capo al cedente e al cessionario, in caso di cessione di quote:

Responsabilità del cessionario

Per quanto riguarda i profili di responsabilità del soggetto cessionario che acquista le quote della società di persone, l’articolo 2269 del c.c., afferma che “chi entra a far parte di una società già costituita risponde con gli altri soci per le obbligazioni sociali anteriori all’acquisto della qualità di socio”.

Appare indubbio, quindi, come diventi fondamentale per il soggetto che si appresta ad acquistare quote sociali di una società di persone, effettuare dei controlli per avere un’accurata conoscenza della società di cui andrà a fare parte, attraverso una due diligence effettuata da un advisor di fiducia.

Anche qualora venissero previste specifiche pattuizioni per cui il socio entrante ponesse limiti alla propria responsabilità, tale limitazione avrebbe efficacia soltanto tra i soci, non vincolando in alcun modo la società.

Responsabilità del cedente

La cessione di quote in una società di persone comporta lo scioglimento del vincolo sociale limitatamente al socio cedente, il quale resta comunque responsabile per le obbligazioni sociali sorte prima della cessione (la responsabilità sarà in misura propria del tipo di società partecipata e della qualità di socio rivestita).

Il socio cedente rimane tenuto a rispondere delle obbligazioni sociali verso i terzi sino al momento in cui la cessione di quote non è stata registrata presso il Registro delle imprese, o se precedente, sino al momento in cui i terzi ne siano venuti a conoscenza con mezzi idonei, ai sensi dell’articolo 2290 del c.c..

In ogni caso, la trascrizione dell’atto di cessione nel Registro delle Imprese, diventa momento fondamentale nell’operazione di cessione di quote, in quanto solo da quel momento il soggetto cedente perde la qualifica di socio.

Da ultimo, si ritiene opportuno ricordare che la responsabilità del socio uscente è relativa a tutte le obbligazioni facenti capo alla società, comprese quelle di natura tributaria.

Per questo motivo, una tempestiva pubblicità dell’atto di cessione, può essere utile a limitare per il socio uscente la responsabilità per i debiti sorti dopo la cessione della quota, ma prima della trascrizione della stessa nel Registro delle Imprese.

Reddito delle società di persone

Il reddito delle società di persone, se residenti nel territorio dello Stato, secondo il principio di trasparenza di cui all’articolo 5 del DPR n. 917/86, deve essere imputato direttamente a ciascun socio e indipendentemente dalla percezione, proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.

Le società di persone non sono soggetti passivi ai fini dell’Irpef e dell’Ires benché siano soggetti fiscalmente autonomi; infatti devono comunque procedere alla determinazione del proprio reddito, che andrà assoggettato a Irap, e sono obbligate alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il reddito attribuito ai soci trova indicazione nel quadro RK del modello Redditi SP, che deve essere utilizzato per indicare i dati relativi ai soci che risultano alla chiusura dell’esercizio. In particolare in apposito campo, va indicata la quota percentuale di partecipazione agli utili, secondo le indicazioni dettate dal comma 2 dell’articolo 5 del DPR n. 917/86.

Disciplina fiscale della cessione di quote

Il regime della tassazione della cessione di quote nelle società di persone riflette per le linee generali la disciplina dettata dagli articoli 67 e 68 del DPR n. 917/86.

Tuttavia la diretta imputazione del reddito da una parte, e le regole civilistiche sulla responsabilità illimitata dall’altra, offrono delle ulteriori casistiche meritevoli di approfondimento specie in relazione al non necessario allineamento tra le quote di partecipazione al capitale e agli utili.

Sotto tale profilo rilevano la modifica della sola partecipazione agli utili, la variazione della compagine sociale con l’ingresso di un nuovo socio e la cessione di quote tra gli stessi soci esistenti.

Vediamo adesso, più in dettaglio queste tre possibilità:

Cessione di partecipazione agli utili tra soci

Nel caso di cessione di quote nelle società di persone effettuata da un socio ad un altro socio (interamente o parzialmente), la variazione avrà effetto fiscale solo a partire dal periodo di imposta successivo a quello nel corso del quale avviene la cessione.

Il motivo è ovviamente quello di evitare manovre dei soci volte a modificare, in corso d’anno, le quote di partecipazione agli utili della società, per risparmiare il relativo pagamento delle imposte, secondo la situazione del reddito personale da dichiarare da parte di ciascuno di essi.

Cessione di quote di capitale tra soci

Infine, nel caso in cui il trasferimento di quote tra soci abbia ad oggetto la partecipazione al capitale della società e quindi anche quella di partecipazione agli utili che ne deriva, esso potrà avere effetto fiscale sin dalla fine dell’esercizio nel corso del quale avviene la modifica.

In questo caso infatti, non possono valere le considerazioni di possibili manovre elusive nel pagamento delle imposte personali dei soci, con accordo tra loro, perché si tratta di modifica della quota di partecipazione al capitale della società e solo indirettamente agli utili.

Cessione di quote da socio a soggetto non socio

Nel caso in cui le quote di partecipazione al capitale della società, e quindi anche quella di partecipazione agli utili, vengano trasferite (interamente o parzialmente) da un socio a un soggetto non facente parte della compagine sociale, la variazione avrà effetto sin dal 31 dicembre dell’anno nel corso del quale avviene la modifica.

39 COMMENTS

  1. La risposta alla sua domanda dipende dallo statuto sociale. E’ li che deve essere cercata.

  2. Buongiorno,
    Come dovrei comportarmi se volessi cedere il 50% delle quote della mia snc? sono presenti altri due soci, uno al 45% e uno al 5%. L’azienda ha avuto un periodo di crisi dalla quale deve ancora uscire, rientrando per i suoi debiti, ma ora è rimessa sulla retta via e il trend è positivo. Il portafoglio clienti o le quote, hanno un valore quantifcabile oppure siccome l’azienda sta ancora rientrando, non hanno nessun valore?
    grazie per il consiglio

  3. Deve essere effettuata una valutazione di azienda per stimare il valore delle quote che vuole cedere. A quel punto poi il prezzo effettivo di vendite viene concordato tra le parti. Le servirà qualcuno che possa assisterla nell’operazione. Se vuole siamo a disposizione.

  4. Secondo lei il recesso di un socio di una Società S.n.c. Composta da due soci deve intendersi perfezionato trascorsi mesi tre dalla comunicazione inviata a mezzo raccomandata a.r. All’altro socio e alla società manifestando la propria volontà di recedere dalla società o per il suo perfezionamento si deve eseguire un atto presso un notaio o una scrittura privata autenticata è solo dopo dandone pubblicità al registra delle imprese deve considerarsi il socio non più facente parte della società

  5. Il recesso è un atto ricettizio, e si perfezione con la comunicazione dei recesso. Questo tra le parti. Per i terzi il recesso ha effetto con la cancellazione del socio da Registro Imprese. Attenzione però se la società rimane con unico socio ci sono dei provvedimenti immediati da prendere.

  6. La ringrazio per la risposta.
    Rimanendo la società S.n.c. Con unico socio quali sono i provvedimenti immediati da prendere e in che tempi, per ultimo quali sono le sanzioni se non vi si provvede.

  7. Non riesco a spiegarle tutto in risposta ad un commento. Se vuole ne parliamo in privato analizzando in dettaglio la sua situazione in consulenza.

  8. Faccio parte di una società in nome collettivo di 5 soci, tra i quali un socio è mio figlio. Vorrei passare la mia quota a mio figlio ( già socio al 10%) quali spese comporta tale passaggio? Devo fare una vendita? In quale misura sarò o saremo tassati? Le quote dei 5 soci sono io e una secondo socio al 35% e 3 soci al 10% . Cortesemente se potete darmi risposta, ancor meglio via E-Mail

  9. Per la cessione di quote è necessario un atto notarile. Se la cessione avviene al valore contabile della sua quota e non al valore economico della società, ovvero se non si determina una plusvalenza, non ci saranno imposte da pagare. Il mio consiglio è quello di rivolgervi ad un Commercialista che possa seguire l’operazione per voi.

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