I patti parasociali sono dei contratti che intercorrono tra più soggetti, solitamente due o più soci di una società di persone o di capitali, che hanno lo scopo di regolamentare il comportamento da tenere durante la vita della società o in occasione dell’esercizio di alcuni diritti sociali..

In altre parole, possono essere definiti come degli accordi stipulati dai soci, al di fuori dell’atto costitutivo e dello statuto, diretti a regolare reciprocamente i rapporti e gli obblighi, scaturenti dal contratto sociale. Essendo collocati al di fuori del contratto di società, sono correlati e subordinati ad esso, regolamentando situazioni giuridiche originanti da tale contratto. I patti parasociali possono essere stipulati tra tutti i soci, o soltanto tra alcuni di essi, al momento della costituzione della società o anche in un momento successivo. Si tratta di accordi che sono vincolanti solo per i soci che li firmano, a differenza delle clausole statutarie che invece hanno valenza per tutti i soggetti che di tempo in tempo saranno soci della società.

Al di là di quanto si possa pensare i patti parasociali hanno oggi un importante utilizzo pratico, soprattutto nelle società ove vi partecipano soci non appartenenti ad uno stesso nucleo familiare. In questi casi, ove si rende importante la stabilità societaria ai fini delle governance, i patti parasociali rappresentano uno strumento da prendere seriamente in considerazione. Non bisogna pensare, infatti, che tali accordi trovino applicazione soltanto nelle SPA. Anche nelle SRL questi accordi possono trovare applicazione, ma la loro redazione è totalmente lasciata all’autonomia negoziale delle parti coinvolte.

Vediamo, quindi, di seguito un approfondimento sulla disciplina dei patti parasociali.

Patti parasociali

Che cosa sono i patti parasociali di SPA ed SRL?

I patti parasociali sono dei contratti stipulati tra alcuni soci di una società. Tramite questi contratti sì disciplina il modo in cui i soci che li stipulano gestiranno i loro rapporti interni, quelli con gli amministratori della società e/o con i terzi. L’obiettivo dei patti parasociali è quello di andare a regolamentare alcuni diritti spettanti ai soci, volendo gestire gli stessi in modo unitario per i soci aderenti all’accordo.

Sostanzialmente, questi accordi, in quanto contratti di diritto privato (e quindi sotto la giurisprudenza del codice civile), sono vincolanti solo per i soci che li firmano, a differenza delle clausole statutarie che invece hanno valenza per tutti i soggetti che di tempo in tempo saranno soci della società.

Da un punto di vista normativo è necessario rifarsi alla disciplina dettata per le SPA, di cui all’art. 2341-bis c.c., rubricato “patti parasociali”. Questa disposizione trova applicazione soltanto per le SPA (e non per le SRL). Tuttavia, è da ritenersi ammissibile anche l’applicazione dei patti parasociali nelle SRL, tuttavia, non è possibile fare riferimento alla normativa dettata per le SPA, ma esclusivamente all’autonomia contrattuale (quindi, al codice civile).

Perché si stipulano i patti parasociali?

L’utilizzo dei patti parasociali si rende utile ogni qualvolta in cui alcuni soci vogliono regolamentare in modo diverso da quanto indicato dallo statuto, alcuni diritti loro spettanti. L’utilizzo di patti parasociali comporta il vantaggio per i soci che li stipulano di poterli non rendere noti, sia per quanto riguarda la loro esistenza sia per quanto riguarda il loro contenuto, ad altri soggetti esterni ai patti.

Il limite dei patti parasociali sta, d’altro canto, nel fatto che siccome essi vincolano solo i soci contraenti, la loro violazione da parte di un socio rende quest’ultimo passibile soltanto dell’applicazione di rimedi contrattuali (applicazione di penali, risoluzione per inadempimento, richiesta di risarcimento del danno) ad opera degli altri soci, senza che la società possa sanzionare in alcun modo tale violazione.

Caso classico di stipulazione di patti parasociali si ha quando alcuni soci vogliono tutelare i loro interessi quando, ad esempio, subentra nella compagine societaria un socio terzo, oppure una società di venture capital. In questi casi alcuni soci possono decidere i criteri in base al quale indicare i propri doveri societari.

Quante tipologie di patti parasociali esistono?

Sussistono varie tipologie di patti parasociali, a titolo esemplificativo, possiamo individuare le seguenti:

  • Sindacato di voto. E’ una tipologia di patto parasociale, il quale, trova attuazione mediante l’esercizio del diritto di voto in assemblea secondo quanto stabilito dalla maggioranza dei soci che aderiscono al patto, oppure secondo quanto deciso da un organo interno al patto o, ancora, mediante il rilascio di una delega ad un rappresentante comune. I patti parasociali non possono violare i principi generali di buon funzionamento della società e di tutela degli interessi dei creditori, pertanto, è invalido il patto che vincola gli aderenti a non votare l’azione di responsabilità contro gli amministratori che abbiano cagionato un danno alla società;
  • Patti di consultazione. E’ un tipologia di patto parasociale che vincola le parti a discutere delle materie oggetto di voto nella successiva assemblea;
  • Sindacato di blocco. Esso vincola circa il libero trasferimento di azioni o quote. L’obiettivo di questo patto è vincolare alcuni azionisti a non uscire dalla società oppure evitare l’ingresso di estranei nella società;
  • Patto relativo al finanziamento della società. Mediante questa tipologia di patto, i soci che hanno stipulato l’accordo si impegnano ad offrire un prestito alla società fino a concorrenza di un multiplo prestabilito della partecipazione posseduta da ciascun socio;
  • Patto relativo agli utili e alle perdite. Mediante questa tipologia di patto parasociale sono fissati i criteri di ripartizione degli utili e/o delle perdite in modo diverso rispetto a quanto stabilito nell’atto costitutivo o nello statuto della società;
  • Patti di garanzia degli utili. Atto con il quale è garantito un utile minimo ad uno o più soci al momento della distribuzione dell’utile. Tuttavia, sussiste il divieto del c.d. patto leonino di cui all’art. 2265 cod. civ. il quale sancisce la nullità del “patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite”. Pertanto è nullo il patto che prevede l’assegnazione di una quota mensile forfetaria di utili ai soci di minoranza, con esclusione della loro partecipazione alle perdite. E’ invalida anche la convenzione che esclude in maniera assoluta e costante un socio dalla ripartizione degli utili.

Quali sono le caratteristiche dei patti parasociali?

patti parasociali possono essere stipulati per iscritto ma anche verbalmente. Essi possono essere stipulati al momento della costituzione della società, oppure, anche nel corso della sua vita, tra tutti i soci, tra alcuni, o tra gruppi di essi.

Il patto parasociale, in genere, è stipulato in un unico originale depositato presso un terzo scelto dalle parti.

I patti parasociali possono inoltre contenere penali per inadempimento, che sanzionano il loro mancato rispetto da parte dei soci con un obbligo di pagamento prefissato nell’importo.

Essendo, comunque, vincolanti soltanto per i soci contraenti, la loro violazione da parte di un socio, lo rende passibile soltanto dell’applicazione di rimedi contrattuali (applicazione di penali, risoluzione per inadempimento, richiesta di risarcimento del danno) ad opera degli altri soci, senza che la società possa sanzionare in alcun modo tale violazione.

Qual’è la durata dei patti parasociali?

Per quanto riguarda le SPA la durata dei patti è limitata. Il termine massimo di durata consentito per i patti parasociali è di 5 anni, a decorrere dalla data di sottoscrizione. Qualunque previsione di tempo che ecceda il termine di 5 anni, deve essere ricondotto in automatico al termine quinquennale.

Tale riconduzione non opera però per i patti parasociali relativi alla SRL. In questo caso non vi sono vincoli di durata dei patti. Tuttavia, è consentita la possibilità di libero recesso da parte del socio, con preavviso di 180 gg, nei casi di patti parasociali a durata indeterminata. Anche nella SRL, infatti, il socio che ha sottoscritto un patto parasociale a tempo indeterminato, senza previsione di durata, può esercitare liberamente il proprio recesso, notificandolo agli altri soci contraenti, con un preavviso di 180 giorni.

Contenuto dei patti parasociali

Il contenuto dei patti parasociali può essere il più vario (purché non contrari alla legge, all’ordine pubblico o al buon costume) e riguardare posizioni amministrative, diritti patrimoniali o situazioni giuridiche passive.

Patti parasociali e clausole statutarie

Come abbiamo detto in precedenza, i patti parasociali hanno una funzione diversa dalle clausole nello statuto, in quanto i primi vincolano solo i soci firmatari mentre lo statuto vincola tutti i soci pro tempore della SRL.

Il recesso dai patti parasociali

Il recesso dai parasociali si esercita applicando la clausola prevista nei patti stessi.

Nel caso in cui non sia prevista nessuna clausola, al fine di evitare controversie e conflitti interpretativi circa l’applicabilità o meno dell’art. 1373, 2° co. c.c. alla fattispecie, è preferible che le parti sciolgano il patto parasociale per mutuo consenso.

Efficacia patti parasociali

I patti parasociali, essendo contratti di diritto privato, producono effetti solo per le parti che li sottoscrivono.

Producendo effetti soltanto per le parti che sottoscrivano l’accordo, gli obblighi derivanti dal patto parasociale non sono suscettibili di esecuzione in forma specifica, mediante decisioni giudiziarie aventi effetti costitutivi.

La violazione del contenuto può comportare l’obbligo al risarcimento dei danni eventualmente arrecati agli altri soci partecipanti al sindacato, purché i soci danneggiati provino e quantifichino in giudizio il danno subito a causa dell’altrui violazione del patto.

Fac simile di patti parasociali

Al link seguente puoi trovare una bozza di accordo legati ai patti parasociali.

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