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Come sfruttare la teoria delle bandiere?

Come sfruttare le asimmetrie nella fiscalità dei vari Stati per effettuare attività pianificazione fiscale internazionale sfruttando la teoria delle bandiere.

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Le possibilità di sfruttare al massimo i regimi fiscali di vari Paesi differenziando i propri assets, in ottica di pianificazione fiscale: la teoria delle bandiere. Si tratta di una strategia di ottimizzazione fiscale che sfrutta l’indipendenza della posizione e il geoarbitraggio per aumentare la libertà personale e ridurre le tasse.

“La teoria delle bandiere è per coloro che hanno il coraggio di perseguire la libertà”. –

W.G. HILL

Sono sicuro che se stai leggendo questo articolo è perché hai sentito parlare della c.d. “teoria delle bandiere” e vuoi saperne di più. Online puoi trovare molti articoli che parlano di questo argomento. Tuttavia, il mio consiglio è quello di fare molta attenzione.

Quando si parla di fiscalità internazionale e di possibilità di riduzione del carico fiscale è sempre possibile, anche non volendo, sfociare in comportamenti non corretti o possibilmente sanzionabili. Per questo motivo, prima di parlarti della teoria delle bandiere e del suo utilizzo voglio consigliarti di affidarti sempre a professionisti esperti in fiscalità internazionale, proprio per evitarti brutte sorprese in futuro.

Prima di proseguire voglio dirti che quanto ti indicherò in questo articolo è perfettamente in linea con la normativa fiscale nazionale e convenzionale. Naturalmente, ci sono versioni della teoria delle bandiere che possono sfociare in vere e proprie situazioni di elusione o evasione fiscale internazionale. Per questo motivo, come dicevo, evita di affidarti a professionisti non esperti di tax planning internazionale.

Vediamo, quindi, a questo punto come puoi sfruttare in modo del tutto legale la teoria delle bandiere per pianificare al meglio la tua fiscalità personale.

Teoria delle bandiere

Che cos’è la teoria delle bandiere?

La teoria delle bandiere ruota attorno al concetto di diversificazione internazionale. Indica una via da seguire per gli imprenditori che desiderano sfruttare le esenzioni fiscali ridotte al minimo.

La teoria delle bandiere è un particolare schema utilizzato da anni per la pianificazione fiscale. Naturalmente, è una teoria che ha trovato negli anni 90 la sua piena attuazione e che oggi, può essere attuata ma con molta più cautela.

Questa teoria si basa su un assunto molto semplice:

Immagina di vedere i vari stati del mondo avendo a disposizione vantaggi e svantaggi dei sistemi tributari di ciascun paese. A quel punto individua i regimi fiscali che maggiormente si confanno con le tue caratteristiche personali e sfruttali

Sostanzialmente, la teoria delle bandiere nasce per permettere di sfruttare le asimmetrie tra i vari sistemi fiscali mondiali, al fine di sfruttare i regimi che maggiormente consentono di ottenere vantaggi.

Molto semplicemente, quasi come all’interno di una sorta di Risiko fiscale, puoi pensare di piantare le bandiere nei Paesi che intendi sfruttare per:

L’aspetto logico di questa teoria è che si discosta da quelli che sono i normali “paradigmi” in ambito fiscale. Nel economia moderna, anche nonostante la facilità di spostamenti, siamo abituati a scegliere il Paese dove vivere in base a criteri come patriottismo, legami familiari, etc. Al contrario, molto difficilmente siamo in grado di vedere i vari Paesi per quello che possono concretamente offrire per opportunità di business, servizi offerti, carico fiscale, etc.

Perché è nata la teoria delle bandiere?

Senza alcuna pretesa di esaustività, la ratio della teoria delle bandiere sta nel vivere una vita in continuo spostamento tra un Paese all’altro, organizzando i tuoi interessi personali e patrimoniali in modo che nessun governo al mondo possa mettere in pericolo il tuo patrimonio. In pratica, significa trovare delle soluzioni in grado di evitarci di subire le conseguenze derivanti da misure arbitrarie dei governi (vedi ad esempio, l’aumento della pressione fiscale o imposte patrimoniali).

E’ all’interno di questo scenario che si colloca la teoria delle bandiere. Uno strumento che può consentire di ottenere la libertà finanziaria, a patto, però di andare incontro ad inevitabili conseguenze sia sul lato giuridico che su quello fiscale.

Sostanzialmente, si tratta di trovare delle soluzioni pratiche per evitare che una situazione come quella che ha caratterizzato l’Argentina negli anni duemila o la Grecia nei primi duemila. Nessun Paese, infatti, può essere immune da crisi o complicazioni non preventivabili (crisi economiche, attentati, etc). Tutti aspetti che, da un giorno all’altro, possono cambiare l’ambiente in cui vivi.

In cosa consiste la teoria delle bandiere?

La teoria delle bandiere, nella sua prima applicazione, nasce negli anni ottanta con un investitore finanziario Harry D. Schultz. Questi sosteneva che tutti dovrebbero possedere un secondo passaporto e un indirizzo in un paradiso fiscale. Inoltre, tutti i beni dovrebbero essere tenuti fuori dal loro paese di origine.

Per farti capire meglio questa teoria voglio ricorrere ad una definizione data nel 1995 dal commentatore finanziario Bob Beckman. Questi ha commentato la teoria delle bandiere sulla sua situazione personale in questo modo:

“Molto tempo fa, mi è stato detto che il modo più efficiente per un individuo di gestire i suoi affari era di lavorare in un posto, mantenere i suoi soldi in un secondo posto e vivere al terzo posto. Vivo a Monaco. Non lavoro qui, i miei soldi sono collocati altrove, ma gestiti da qui. “

L’idea originaria è stata poi successivamente estesa ad una teoria delle “five flags“, che include anche un luogo in cui è stato guadagnato il denaro ed un luogo dove trascorrere le “vacanze“.

A questo punto esaminiamo le cinque bandiere della teoria:

  1. Risiedi in un paese in cui vengono tassati solo i redditi provenienti dal paese stesso;
  2. Produci i tuoi redditi in un paese in cui non c’è ritenuta in uscita nei trasferimenti;
  3. Detieni il tuo patrimonio in un paese sicuro;
  4. Vivi come un turista in un secondo paese di cui sei cittadino;
  5. Eventualmente sfrutta un terzo paese per trascorrere le tue vacanze.

Risiedi in un paese in cui vengono tassati solo i redditi provenienti da paese stesso

La prima bandiera da piantare (stato da prendere in considerazione) è un paese in cui vige una tassazione sui redditi basata sul criterio territoriale.

Criterio territoriale significa che deve trattarsi di un paese che prevede la tassazione dei soli redditi percepiti nel suo territorio, non prendendo in considerazione i redditi di fonte estera percepiti dal contribuente.

Il regime fiscale territoriale presuppone che vengano tassati solo quelli redditi provenienti da fonti che si trovano nel luogo in cui vivi. I redditi provenienti da altri paesi non sono soggette a imposte locali. Così, i cittadini di Singapore possono guadagnare soldi in tutto il mondo senza pagare le tasse a Singapore, ma se avessero dei redditi provenienti dall’affitto di immobili in Germania, pagherebbero in Germania l’imposta su quanto guadagnato grazie a questa attività.

Produci i tuoi redditi in un paese in cui non c’è ritenuta in uscita nei trasferimenti

La seconda bandiera da piantare è quella che prevede uno Stato in cui produrre i propri redditi che prevede una tassazione contenuta sui redditi (es. paradiso fiscale) e che non preveda ritenuta in uscita sui redditi trasferiti all’estero.

Questo secondo paese, in buona sostanza, è quello che devi identificare come di riferimento per la produzione dei tuoi redditi. Devi individuare uno Stato che consenta una facilità di costituzione e gestione di un’impresa che possa generare redditi per tuo conto. Solitamente, l’individuazione di questo paese è complessa è tra quelle che richiede maggiore analisi e tempo.

Commettere un errore in questa bandiera, infatti, potrebbe compromettere la realizzazione di tutta la teoria delle bandiere.

Alcuni esempi di paesi che “teoricamente” potrebbero rientrare in questa casistica sono: gli Emirati Arabi, le Isole Cayman, le Isole Vergini Britanniche, il Belize, St. kitts e Nevis, le Seychelles e Hong Kong. In questi stati le aziende non nazionali normalmente non devono pagare le imposte sui redditi e le disposizioni riguardanti i bilanci annuali sono semplificate.

Detieni il tuo patrimonio in un paese sicuro

La teoria delle bandiere, fin dalla sua prima stesura, ha sempre previsto una separazione tra il luogo in cui si vive, il luogo in cui si produce il reddito ed il luogo in cui si detengono i propri risparmi.

Quello che ti serve è un paese sicuro in cui detenere i tuoi risparmi, un paese solido finanziariamente e conosciuto per garantire sicurezza e tutela per i risparmi ivi detenuti. Non c’è bisogno di fare molti esempi, ma Svizzera, Lussemburgo, Liechtenstein, ma anche Monaco sono sicuramente paesi idonei e sicuri a questo scopo.

Vivi come un turista in un secondo paese di cui sei cittadino

Questo è uno dei punti cardine della teoria delle bandiere. Infatti, il concetto di “perpetual traveller” è uno dei concetti chiave di questa teoria, che prevede un secondo paese in cui detenere un passaporto e dove trascorrere una parte dell’anno.

Il concetto importante di questa teoria è che nessuno Stato al mondo deve limitare la libertà di un individuo. In questo contesto, ad esempio, è possibile fare un’esempio per capire a cosa mi riferisco. Il caso è quello legato alla cittadinanza statunitense, che impone di rispettare vari obblighi anche se si vive all’estero (fuori dagli USA). Secondo la teoria delle bandiere, il passaporto degli Stati Uniti è il peggiore che si possa avere a causa della tassazione quando si vive all’estero.

Eventualmente sfrutta un terzo paese per trascorrere le tue vacanze

L’ultimo punto di questa teoria è quello di individuare un’ulteriore bandiera (Paese) in cui passare il tuo tempo dedicato alle vacanze. La scelta ottimale è quella di individuare un Paese che presenti imposte sui consumi relativamente basse.

In quest’ottica devi scegliere un Paese dove risiedere quota parte del tuo tempo e dove poter spendere liberamente in consumi senza incorrere in imposte indirette elevate.

Ad esempio, gli Emirati Arabi Uniti, non prevedono imposte dirette, e possono essere un bandiera per uno dei punti precedenti, e non presentano nemmeno imposte indirette elevate. L’Iva negli EAU è al 4%. Al contrario, la Malesia è un’ottima scelta per le prime tre bandiere, ma dato che le imposte indirette sul consumo (Iva) sono elevate, non è una bandiera utile per questo punto.

Esempio pratico di applicazione della teoria delle bandiere

Per capire meglio il funzionamento della teoria delle bandiere proviamo ad vederla con un esempio pratico.

Immagina Mario, un cittadino canadese, fiscalmente residente in Malesia (regola del domicilio). Il Canada, solitamente, non tassa i suoi cittadini non residenti, mentre la Malesia non tassa i suoi residenti se trascorrono meno di 60 giorni nel Paese per ciascun anno.

L’attività di Mario ha sede nelle Isole Cayman, con una filiale per l’elaborazione e l’incasso dei pagamenti nel Regno Unito. Nessuno dei due Paesi tassa il reddito derivante dall’attività svolta da Mario. Le Isole Cayman sono un paradiso fiscale, e per il Regno Unito la presenza del solo incasso dei pagamenti non costituisce stabile organizzazione.

Le attività liquide di Mario sono detenute a Hong Kong e Singapore, dove non sono soggette ad alcuna forma di tassazione. Mario trascorre la maggior parte del tempo viaggiando da un Paese all’altro. Non rimane mai abbastanza a lungo da diventare un residente fiscale né stabilisce legami locali sufficienti per spostare il suo domicilio in nessun altro Paese. In buona sostanza, Mario vive esentasse e gestisce la sua attività in esenzione fiscale.

Quello che ti ho mostrato adesso è solo un esempio, è teoria. Passare dalla teoria alla pratica è molto difficile. Non si tratta di prudenza, ma semplicemente per il fatto che, per implementare correttamente questa teoria occorrono una serie di elementi di fondo che non sono proprio alla portata di tutti. Per questo motivo il mio consiglio è sempre quello di prestare attenzione e farsi assistere sempre da consulenti fiscali esperti di fiscalità internazionale.

Qual’è il “trucco” della teoria delle bandiere?

Sicuramente il “trucco” di una teoria che ha circa quarantanni è stato svelato: è la parte del viaggio

Un soggetto che vuole applicare la teoria delle bandiere deve viaggiare perennemente per evitare di diventare un residente fiscale in qualsiasi giurisdizione diversa da quella della bandiera due (ecco perché i teorici delle bandiere sono spesso indicati come viaggiatori perpetui). 

Il viaggio non deve essere veloce, tuttavia, poiché molti paesi consentono ai turisti di rimanere fino a 6 mesi prima di considerarli residenti fiscali. Detto questo, per alcuni questo movimento costante può ancora essere un affare, ma sicuramente difficilmente praticabile nel lungo periodo. Per questo motivo, rinnovo, il mio messaggio di prestare attenzione nell’implementazione della teoria delle bandiere.

Chi può beneficiare concretamente della teoria delle bandiere?

In linea generale chiunque può beneficiare della teoria delle bandiere. Questo, a patto che la sua principale fonte di reddito sia generata in modo indipendente dall’ubicazione della sua residenza fiscale.

Questo non solo dal punto di vista fiscale, ma anche dal punto di vista della protezione patrimoniale e della gestione dei rischi. Persino i cittadini statunitensi possono applicare questa teoria, sebbene il processo di attuazione sia leggermente più complicato e non porti sempre a una vita esente da imposte.

Come iniziare con la teoria delle bandiere?

La teoria delle bandiere ci insegna che se si è in grado di piantare correttamente tutte le bandiere in Stati corretti, puoi massimizzare la tua libertà. Tuttavia, questa teoria ha qualche controindicazione:

  • Il fatto che le normative fiscali dei vari Paesi del mondo cambiano nel tempo e questa teoria deve essere pianificata ed aggiornata di anno in anno;
  • Non è adatta a tutti i soggetti. Se non puoi separare il tuo lavoro dal luogo in cui vivi questa teoria non può essere applicata. Ad esempio, se sei un professionista ed il tuo lavoro dipende dal tuo intelletto non puoi applicare la teoria delle bandiere;
  • Se non sei disposto a lasciare il Paese di origine e viaggiare per oltre 200 giorni all’anno questa teoria non fa per te.

Da ultimo, comunque, tieni sempre presente che implementare questa strategia significa doversi affidare a consulenti fiscali e legali preparati che possano costantemente seguirti perché questa teoria lavora in maniera molto certosina sulle normative fiscali di tutti i paesi coinvolti. Per questo motivo, non può dirsi immune da possibili contestazioni o controlli fiscali.

Prima di iniziare questa teoria consiglio di viaggiare per un anno intero per testare la situazione. Se sei soddisfatto dello stile di vita e desideri implementare la teoria, il tuo primo passo sarà quello di costruire un piano, ma per questo avrai bisogno di consulenti esperti e preparati.

Teoria delle bandiere: consulenza fiscale

Se hai letto questo articolo e ti stai rendendo conto che necessiti dell’analisi della tua situazione personale, ti invito a contattarci attraverso il form di cui al link seguente. Riceverai il preventivo per una consulenza personalizzata in grado di risolvere i tuoi dubbi sull’argomento.

Soltanto in questo modo, infatti, potrai essere sicuro di evitare di commettere errori, che in futuro possono esserti contestati e quindi sanzionati.

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