Ritenuta di Acconto Professionisti: calcolo e versamento

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Calcolo della ritenuta di acconto in fattura per professionisti e agenti di commercio e redditi derivanti dall’utilizzazione delle opere di ingegno. Versamento della ritenuta di acconto e ravvedimento operoso. Tutte le informazioni utili nella nostra guida.

La determinazione dell’importo della ritenuta di acconto rappresenta da sempre una problematica che privati e professionisti si trovano ad affrontare.

Effettuare il calcolo della ritenuta d’acconto corretto significa essere in grado di analizzare una serie di dati, non sempre facili da ricavare.

In questo contributo andremo ad analizzare le modalità di calcolo della ritenuta di acconto da applicare:

Vedremo le aliquote da applicare e le modalità di versamento all’Amministrazione finanziaria.

Faremo particolare riferimento ai diversi regimi fiscali esistenti e alle diverse situazioni soggettive che possono presentarsi. Il tutto senza dimenticare alcuni esempi pratici di calcolo.

Sei pronto? Si comincia!


LA RITENUTA DI ACCONTO DEI PROFESSIONISTI

La ritenuta di acconto è un prelievo che viene operato dal committente di una prestazione professionale, sull’importo dovuto dal soggetto che ha effettuato la prestazione professionale.

Il committente è chiamato a trattenere l’importo della ritenuta di acconto per versarlo all’Amministrazione finanziaria mediante modello F24.

Affinché possa trovare applicazione questo meccanismo, che viene definito come “sostituzione di imposta“, è necessario che il committente rientri tra i soggetti indicati dal comma 1 dell’articolo 23 del DPR n 600/73. Questi soggetti sono definiti con il termine di “sostituti di imposta“.

CHI PUO’ SVOLGERE LA FUNZIONE DI SOSTITUTO DI IMPOSTA?

Possono assolvere la funzione di sostituto di imposta le seguenti categorie di soggetti:

  • Le società di capitali residenti nel territorio dello Stato;
  • I Gruppi Europei di Interesse Economico (GEIE);
  • Gli enti pubblici e privati, diversi dalle società, nonché i trust che abbiano o meno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciale. Ma anche i consorzi, le associazioni non riconosciute e le altre organizzazioni senza personalità giuridica non appartenenti ad altri soggetti nei cui confronti si verifica il presupposto di imposta, residenti nel territorio dello Stato;
  • Le società e gli enti di qualsiasi tipo compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato;
  • Le amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento autonomo;
  • Le società semplici, in nome collettivo ed in accomandita semplice;
  • Le società di fatto e le società di armamento;
  • Le associazioni senza personalità giuridica, costituite tra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni;
  • Le persone fisiche che esercitano per professione abituale, ancorché non in via esclusiva, attività di natura commerciale;
  • Le imprese agricole;
  • Le persone fisiche che esercitano arti e professioni;
  • Il condominio;
  • Il curatore fallimentare e il commissario liquidatore (D.L. n. 233/2006).

Nel caso in cui il committente la prestazione professionale non rientri tra questi soggetti la ritenuta di acconto non si applica.

APPLICAZIONE DELLA RITENUTA DI ACCONTO

Tutti questi soggetti quando ricevono una prestazione da parte di un professionista o di un Agente sono tenuti a trattenere parte del suo compenso, al fine di versarlo all’Erario.

Questo a titolo di acconto sulle imposte che successivamente dovrà versare a titolo definitivo il professionista presentando la dichiarazione dei redditi.

In pratica, la ritenuta di acconto è una somma che il sostituto è obbligato ad operare e versare periodicamente all’Amministrazione finanziaria a titolo di IRPEF.

La ritenuta si calcola sul reddito spettante al percipiente come controprestazione del servizio reso.

Attraverso il meccanismo della sostituzione d’imposta l’Amministrazione finanziaria riesce a spostare l’obbligo di versamento di un onere tributario:

  • Dal soggetto che ha effettuato la prestazione professionale
  • Verso un soggetto terzo.

In questo modo si rende meno probabile una frode nei confronti dell’Erario.


PRESTAZIONI PROFESSIONALI SOGGETTE A RITENUTA

La ritenuta a titolo di acconto si applica nel caso in cui vengano effettuate da parte del soggetto prestatore, le seguenti prestazioni professionali, da cui derivano:

  • Compensi per prestazioni occasionali;
  • Compensi per prestazioni derivanti da rapporti di agenzia mediazione rappresentanza sia di carattere occasionale che non;
  • I compensi derivanti anche dalle indennità di cessazione di rapporti di agenzia limitatamente al caso in cui siano erogate a persone fisiche o società di persone;
  • Indennità per la cessazione di funzioni notarili;
  • Compensi erogati cambia agenti ho venditori a domicilio;
  • Proventi derivanti la partecipazione di associati per il solo lavoro;
  • Prestazioni derivanti dall’utilizzazione di marchi brevetti opere dell’ingegno (20% anche se percettore non residente);
  • Compensi erogati a sportivi professionisti sempre nell’ambito di attività non caratterizzati dall’imprenditorialità ho anche compensi erogati sotto forma di indennità oppure rimborsi (23%);
  • Ultima fattispecie che mi capitata di recente è rappresentata dai compensi percepiti dagli eredi di un lavoratore autonomo che subentreranno nel rapporto richiedendo l’applicazione della ritenuta sempre nella misura del 20%.

Ad esempio, la prestazione eseguita da un impresa, non rientra nell’ambito della ritenuta di acconto.


BASE IMPONIBILE PER IL CALCOLO DELLA RITENUTA DI ACCONTO

La ritenuta di acconto è deve essere esposta nel documento che certifica l’avvenuta prestazione professionale: fattura o ricevuta, a seconda dei casi.

L’elemento su cui è necessario prestare maggiore attenzione, quando si calcola una ritenuta di acconto è l’imponibile della ritenuta.

La prima voce che rientra nella base imponibile ed è, quindi, soggetta a ritenuta di acconto è l’onorario o compenso professionale.

Una seconda voce da prendere in considerazione riguarda il contributo previdenziale integrativo addebitato al committente.

Stiamo parlando del contributo solitamente del 2% o 4% che i professionisti iscritti ad autonome casse professionali (Ingengeri, Architetti, Geometri, Commercialisti, Avvocati) sono tenuti ad applicare in fattura.

Attenzione!

Questa voce non rientra nella base imponibile, in quanto non è considerata reddito per il professionista, ma soltanto un anticipazione contributiva.

La rivalsa che, invece, applicano in fattura i professionisti iscritti alla Gestione separata dell’INPS.

La rivalsa, infatti, è considerata a tutti gli effetti reddito. Per questo motivo essa rientra nella base imponibile per il calcolo della ritenuta di acconto.

Infine, dovranno essere prese in considerazione anche il riaddebito delle spese anticipate dal professionista e riaddebitate in fattura in modo forfettario (l’addebito forferttario è considerato reddito per il professionista, quindi soggetto a ritenuta di acconto).

Allo stesso modo dovranno essere trattate le diverse indennità che spettano al professionista e che riaddebita in fattura al committente.

Una volta quantificata la base imponibile su cui applicare la ritenuta di acconto deve essere individuata la corretta aliquota da applicare.


LE ALIQUOTE DELLA RITENUTA DI ACCONTO

Per i redditi di lavoro autonomo è prevista l’applicazione di una ritenuta di acconto IRPEF sui compensi erogati a fronte di prestazioni professionali, con una aliquota del 20% sul 100% del reddito incassato (individuando la base imponibile come sopra evidenziato), per i professionisti residenti nel territorio dello Stato.

Oppure, una ritenuta del 30% sempre sul 100% del reddito, nel caso in cui il professionista sia un soggetto non residente.

In questo caso la ritenuta non è a titolo di acconto ma a titolo di imposta. La stessa ritenuta si applica anche in caso di prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

Sui redditi corrisposti per prestazione di lavoro autonomo riguardanti l’utilizzo economico delle opere d’ingegno da parte di soggetti residenti, sulla parte imponibile (compenso percepito al netto della deduzione forfettaria spettante: del 25% in caso di età superiore ai 35 anni, o del 40% se il professionista è di età inferiore) all’atto del pagamento deve essere effettuata una ritenuta di acconto Irpef del 20% o, nel caso di reddito assimilato, con l’aliquota Irpef secondo lo scaglione di reddito.

Nel caso in cui i compensi per prestazione di lavoro autonomo riguardanti l’utilizzo economico delle opere d’ingegno siano corrisposti a soggetti non residenti deve essere effettuata un a ritenuta a titolo di imposta pari al 30%.

Questo anche per le prestazioni effettuate nell’esercizio di imprese (la ritenuta verrà applicata al 100% dei compensi) ad eccezione dei compensi per prestazioni di lavoro autonomo effettuate all’estero e quelli corrisposti a stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti.

Per quanto riguarda, invece, i compensi spettanti agli sportivi dilettanti, sui redditi annui percepiti superiori alla soglia di €. 20.658,28 deve essere operata una ritenuta alla fonte a titolo di imposta ai fini Irpef, con aliquota 23%, maggiorata di addizionale regionale e comunale.

TABELLA ALIQUOTE RITENUTA DI ACCONTO

PRESTAZIONE PROFESSIONALERITENUTA DI ACCONTO
Professionista residenteAliquota ritenuta del 20%
Professionista non residenteAliquota ritenuta del 30%*
Sfruttamento opere d’ingegnoAliquota ritenuta del 20%
Sfruttamento opere d’ingegno non residenteAliquota ritenuta del 30%*
Sportivi dilettanti compensi sopra € 20.658,28Aliquota ritenuta 23% oltre addizionali
Agenti di commercioRitenuta del 23% sul 50% del compenso

(*) Salva l’applicazione della ritenuta convenzionale più conveniente (se presente).


ESEMPI DI CALCOLO DI FATTURA CON RITENUTA DI ACCONTO

Passiamo adesso alla parte pratica di questa guida.

Di seguito ti propongo alcuni esempi di calcolo di fattura e ricevuta per prestazioni professionali. In tutti gli esempi scoprirai come applicare la ritenuta di acconto.

Vediamo, quindi, come effettuare concretamente il calcolo della ritenuta di acconto.


FATTURA CON RITENUTA DEL PROFESSIONISTA ISCRITTO A CASSA PROFESSIONALE

Il classico esempio dei professionisti iscritti cassa previdenziale di categoria è quello degli:

  • Avvocati;
  • Medici;
  • Architetti
  • Geometri;
  • Biologi;
  • Ingegneri;
  • Commercialisti;
  • Etc…

In questo caso il professionista deve addebitare il 2% o il 4% (a seconda di quanto è previsto dalla propria cassa professionale) del compenso al cliente come contributo integrativo alla casa professionale.

Il contributo previdenziale deve essere incluso nella base imponibile IVA della fattura.

Vediamo di chiarire meglio la situazione con un esempio pratico. Ipotizziamo i seguenti dati di partenza:

  • Prestazione professionale € 1.000
  • Contributo integrativo alla cassa di previdenza del 2%
  • Applicazione dell’IVA 22%
  • Ritenuta di acconto del 20% da applicare in fattura.

Il primo passo per la predisposizione della parte numerica della fattura è quello di individuare il valore della prestazione di € 1.000. A questo valore deve essere aggiunto il contributo integrativo alla cassa di previdenza pari a € 20,00 (2% di €. 1.000).

Dal calcolo si ottiene il valore imponibile ai fini IVA per € 1.020. Su questo valore deve essere applicata l’imposta del 22%, per un valore di € 224,40.

A questo punto si calcola la ritenuta di acconto del 20% sull’imponibile della prestazione. Rimane escluso il contributo alla cassa previdenziale.

La ritenuta di acconto è pari a € 200 (20% di € 1.000).

Come evidenziato dalla tabella sotto il calcolo del netto a pagare, pari a €. 1.024,00, è presto fatto:

DESCRIZIONE IMPORTO
Imponibile prestazione professionale€ 1.000,00
Contributo Integrativo Cassa di Previdenza 2%€ 20,00
IVA 22% (calcolata su € 1.020)€ 224,40
Ritenuta acconto 20% su imponibile prestazione€ 200,00
Netto a pagare (*)€ 1.044,40

(*) Il valore del netto a pagare è dato dal seguente calcolo:
(imponibile prestazione + contributo cassa previdenziale + IVA – ritenuta di acconto).


FATTURA CON RITENUTA DEL PROFESSIONISTA ISCRITTO A GESTIONE SEPARATA INPS

I professionisti che non hanno una cassa professionale di appartenenza, devono obbligatoriamente iscriversi alla gestione separata dell’INPS.

Rientrano in questa categoria, ad esempio, gli amministratori di condominio, i consulenti del settore informatico, e così via.

In questo caso il professionista ha facoltà di applicare in fattura la rivalsa Inps del 4%. Si tratta di un contributo integrativo addebitato al committente.

Questo importo, se applicato, rientra sia nel calcolo dell’imponibile IVA che ai fini della determinazione della ritenuta di acconto. In pratica, la rivalsa INPS costituisce reddito aggiuntivo per il professionista.

Vediamo un esempio pratico di compilazione della fattura anche in questo caso. Ipotizziamo i seguenti dati di partenza:

  • Prestazione professionale € 1.000;
  • Rivalsa INPS 4%;
  • Applicazione dell’IVA 22%
  • Ritenuta di acconto del 20% da applicare in fattura.

Anche in questo caso il primo passo è quello di individuare il valore della prestazione di € 1.000. Su tale valore deve essere applicata la rivalsa INPS del 4%. Si arriva così ad un valore di € 1.040. Come nel caso precedente questo valore costituisce l’imponibile ai fini IVA.

A questo punto si calcola l’IVA, che è pari a € 228,80.

Infine, si calcola al ritenuta di acconto del 20% sul totale imponibile (rivalsa INPS inclusa). La ritenuta è pari a € 208,00 (20% di €. 1.040,00).

La tabella qui sotto ci aiuta a determinare il netto a pagare, pari a €. 1.040,00:

DESCRIZIONE IMPORTO
Imponibile prestazione€ 1.000,00
Rivalsa INPS 4%€ 40,00
IVA 22%€ 228,80
Ritenuta acconto 20% (inclusa rivalsa INPS)€ 208,00
Netto a pagare (*)€ 1.060,80

(*) Il netto a pagare è così calcolato: (imponibile prestazione + contributo cassa di previdenza + IVA – ritenuta di acconto).


FATTURA CON RITENUTA DI AGENTI DI COMMERCIO ISCRITTI ALL’ENASARCO

Gli agenti di commercio non sono considerati professionisti, piuttosto imprenditori. Tuttavia, a questi fini, può essere utile vedere come si applica la ritenuta di acconto nella loro fattura.

Gli agenti di commercio devono versare i contributi previdenziali all’Enasarco. Si tratta di una cassa di previdenza che applica una gestione diversa da quanto visto sinora.

Ipotizziamo i seguenti dati di partenza:

  • Provvigione di vendita maturata dall’agente € 1.000;
  • Applicazione dell’IVA 22%;
  • Ritenuta Enasarco;
  • Applicazione della ritenuta di acconto del 23%.

Nella fattura di un agente di commercio la provvigione maturata è direttamente l’imponibile IVA (in assenza di altri oneri aggiuntivi).

L’IVA, è calcolata su € 1.000 ed è pari a € 220.

A questo punto si calcola la ritenuta Enasarco, pari al 50% del contributo previsto. L’aliquota per il 2019 è del 16,50% complessivamente. Il 50% dell’aliquota è, quindi, pari all’8,25%.

Infine calcoliamo la ritenuta di acconto, pari al 23% del 50% dell’imponibile, quindi € 115 (23% di € 500).

Il netto a pagare risulta pari a €. 2.035,00. Vediamo il riassunto di calcolo della ritenuta nella tabella seguente.

DESCRIZIONE IMPORTO
Imponibile prestazione€ 1.000,00
IVA 22%€ 220,00
Ritenuta ENASARCO al 8,25%€ 82,50
Ritenuta di acconto (23% su 50% dell’imponibile)€ 115,00
Netto a pagare (*)
€ 1.022,50

(*) Il netto a pagare risulta essere così calcolato: (imponibile prestazione + IVA – contributo ENASARCO – ritenuta di acconto)


RICEVUTA CON RITENUTA PER LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE

Il soggetto che effettua una prestazione di lavoro autonomo occasionale è tenuto a rilasciare una ricevuta non fiscale al committente.

La ricevuta si emette al momento del pagamento del corrispettivo. Questa, infatti, rappresenta la quietanza del pagamento avvenuto.

Ipotizziamo i seguenti dati:

  • Compenso lordo del professionista € 1.000 (il professionista non ha svolto altre prestazioni nell’anno);
  • Applicazione della ritenuta di acconto del 20%.

Sul valore del compenso lordo di € 1.000 deve essere applicata la ritenuta di acconto. In questo modo si determina il corrispettivo netto, pari a € 800.

Gli eventuali rimborsi spese, se forfettari, rientrano nella base imponibile della ritenuta di acconto.

Al contrario, se i rimborsi spese sono analitici, ovvero documentati da ricevute o fatture, non devono essere considerati per il calcolo della ritenuta di acconto.

Questo aspetto è molto importante e spesso frutto di errori.

Vediamo la tabella seguente.

DESCRIZIONEIMPORTO
Compenso lordo della prestazione€ 1.000
Rimborsi forfettari (non documentati)€ 200
Ritenuta di acconto 20% (su compenso e rimborsi)€ 240
Netto a pagare (Compenso + rimborsi – ritenuta)€ 960

FATTURA PER PROFESSIONISTA IN REGIME FORFETTARIO

I contribuenti che aderiscono al regime di forfettario, di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014, e articolo 1, commi da 111 a 113, della Legge n. 208/2015, possono usufruire di alcuni vantaggi fiscali.

Questi vantaggi si riflettono anche nella compilazione della fattura. Infatti, i professionisti in regime forfettario sono esonerati:

  • Sia dagli obblighi IVA;
  • Dall’applicazione della ritenuta di acconto sui compensi.

L’unico aspetto da sottolineare riguarda il contributo alla Cassa Professionale di appartenenza. Oppure alla gestione separata INPS.

Questo significa che l’importo lordo della fattura corrisponde direttamente al netto a pagare, come possiamo vedere dalla tabella sottostante:

DESCRIZIONEIMPORTO
Imponibile prestazione€ 1.000,00
Contributo Cassa di Previdenza 2%€ 20,00
IVA
Ritenuta acconto 20%
Netto a pagare € 1.020,00

(*) Il netto a pagare è così calcolato: (imponibile prestazione + contributo cassa di previdenza )


IL VERSAMENTO DELLE RITENUTE DI ACCONTO DEI PROFESSIONISTI

Le ritenute di acconto devono essere versate dal sostituto di imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di avvenuto pagamento del professionista.

Quindi per una fattura pagata a gennaio, la ritenuta di acconto deve essere versata entro il giorno 16 di febbraio.

Il versamento della ritenuta di acconto deve essere effettuato con modello F24.

Se stai cercando un modello F24 editabile da scaricare puoi trovarlo a questo articolo:

Adesso che hai a disposizione il modello F24 di seguito ti offro le indicazioni di compilazione che ho preso direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

ritenuta di acconto

Nella sezione erario deve essere utilizzato il:

  • Codice tributo1040” . Questo se la ritenuta riguarda i lavoratori autonomi relativamente a compensi per l’esercizio di arti o professioni, anche in forma non abituale;
  • Codice tributo1038“. Questo per ritenute su rapporti di commissione o di agenzia, mediazione o rappresentanza.

Nel campo “rateazione/regione/prov/mese” deve essere indicato il mese nel quale è avvenuto il pagamento della fattura.

Nella sezione “anno di riferimento” deve essere indicato l’anno di avvenuto pagamento del corrispettivo. Ed infine nel campo importi a debito deve essere inserito l’importo della ritenuta di acconto.

L’F24 così compilato deve essere versato utilizzando i canali telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline). Oppure, il pagamento può avvenire anche tramite home banking.

RAVVEDIMENTO OPEROSO DELLA RITENUTA DI ACCONTO

Le sanzioni relative alle violazioni commesse dai sostituti d’imposta possono essere oggetto di ravvedimento operoso. Questo è quanto prevede l’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97.

Per i tributi fiscali, il ravvedimento non è più inibito dall’inizio di un controllo fiscale, ma soltanto dalla notifica dell’accertamento o della comunicazione bonaria scaturente da liquidazione della dichiarazione.

Inoltre, sono stati postergati termini entro cui esso può avvenire, contemplando che la riduzione delle sanzioni decresce con l’aumentare del tempo in cui interviene.

Entro i termini indicati, dunque, è possibile rimuovere la violazione (presentando, ad esempio, il modello 770 emendato delle infedeltà dichiarative) e/o versare le ritenute, gli interessi legali e le sanzioni ridotte.

Per quanto riguarda le ritenute di acconto, nella tabella seguente si riepilogano le sanzioni da omesso versamento della ritenuta operanti in sede di ravvedimento operoso.

TABELLA SANZIONI DA RAVVEDIMENTO OPEROSO PER OMESSO VERSAMENTO DI RITENUTA DI ACCONTO

TermineSanzioni (30% o 15% tardivo versamento)
entro 14 giorni dalla violazionedallo 0,1% all’1,4%
da 15 a 30 giorni dalla violazione1,5%
da 31 a 90 giorni dalla violazione1,67%
dal 91° giorno al termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata commessa la violazione3,75%
entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione4,29%
oltre il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo a quello in cui è stata commessa la violazione5%
se la sanatoria avviene dopo il “PVC”6%

Per quanto riguarda la compilazione del modello F24 in caso di ravvedimento operoso di ritenute di acconto deve essere utilizzato il codice tributo8929” per le sanzioni.

Mentre gli interessi di mora dovuti, dovranno essere sommati all’imposta ed inseriti nel codice tributo1040” o “1038“.


CALCOLO RITENUTA DI ACCONTO PROFESSIONISTI: CONSULENZA

In questo articolo ho cercato di fornirti tutte le indicazioni utili per applicare correttamente la ritenuta di acconto in fattura.

Per quella che è la mia esperienza l’applicazione della ritenuta non è sempre così semplice, se non si padroneggia bene la fattura. Le possibilità di commettere errori sono molte. Per questo ti consiglio sempre di farti assistere da un dottore Commercialista.

Se vuoi avere maggiori informazioni sulla disciplina fiscale legata al calcolo o al versamento delle ritenute di acconto, sarò lieto di offrirti la mia consulenza.

Sarai ricontattato nel più breve tempo e potrai interagire con un professionista preparato.

Non aspettare!