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Prestiti Personali | Peer to Peer lending| Tassazione

Modalità di tassazione dei proventi legati ai prestiti personali provenienti da portali di peer to peer lending. Monitoraggio fiscale ed IVAFE.

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Negli ultimi anni in fenomeno dei prestiti personali (peer to peer lending) tra privati o tra privati e PMI è cresciuto moltissimo. Per questo motivo anche gli aspetti giuridici e fiscali sono stati oggetto di attenta analisi.

Riceviamo molte richieste di consulenza su questo argomento, specialmente da chi decide di operare attraverso piattaforme non residenti, spesso anche offshore. Il consiglio che mi sento di darti, prima di tutto, è sempre quello di verificare bene l’affidabilità della piattaforma con coi investi.

Con il termine “peer to peer lending” si intende uno strumento finanziamento, che rientra nel più ampio novero dei servizi di crowdfunding. Si tratta di un servizio alternativo rispetto agli intermediari creditizi, attraverso il quale famiglie e piccole imprese possono essere finanziate direttamente da una moltitudine di investitori (non istituzionali).

Mentre nel crowdfunding tradizionale si finanziano per lo più imprese, nel per to peer lending privati finanziano altri soggetti privati, in cambio di una remunerazione sotto forma di interesse.

In questo contributo voglio partire dalle indicazioni fornite dalla Legge n 145/18 e dal documento di ricerca pubblicato il 6 marzo 2019 dalla Fondazione Italiana Commercialisti “Il peer to peer lending: aspetti operativi e opportunità per aziende e investitori“. L’obiettivo è quello di individuare la corretta modalità di tassazione del peer to peer lending (P2P) e gli obblighi legati al monitoraggio fiscale.

Cominciamo!


Prestiti personali peer to peer lending: che cosa sono?

La definizione di peer to peer lending che troviamo su Wikipedia.it è la seguente:

un prestito personale erogato da privati ad altri privati su Internet. Ha luogo sui siti di aziende di social lending, senza passare quindi attraverso i canali tradizionali rappresentati da società finanziarie e banche

Più semplicemente, il P2P lending mette in relazione:

  • Soggetti interessati a prestare denaro (“prestatori“)
  • Con altri (non solo individui, ma anche aziende) meritevoli che necessitano di risorse finanziarie (“richiedenti“). 

I prestiti tra persone (peer to peer lending) sono finanziamenti personali che assicurano un servizio, in linea con la normativa del credito al consumo. In pratica si tratta di una forma di credito verso privati non effettuata da istituti finanziari o di credito al consumo, ma direttamente da altri privati.

Questo meccanismo di credito, solitamente offre migliori condizioni rispetto all’offerta di altri operatori tradizionali.

Solitamente i prestiti personali presentano le seguenti caratteristiche:

  •  Finanziano le persone meritevoli ed i loro progetti;
  •  Sono generalmente erogati a tasso fisso;
  •  In media sono erogati per importi compresi fra € 1.500 e i € 25.000;
  •  Hanno durate fra 12 e 72 mesi;
  •  Vengono rimborsati con rate fisse mensili e uguali.

In cosa si differenzia il peer to peer lending?

I prestiti fra persone si differenziano dai normali finanziamenti in quanto gli interessi rimborsati dai richiedenti non vanno a beneficio di istituti finanziari.

I finanziatori non sono operatori economici ma altre persone (privati). Soggetti che hanno deciso di mettere a disposizione i loro risparmi per finanziarie possibili richiedenti.

In sostanza il prestito è abbinato ad una responsabilità sociale che viene espletato attraverso la selezione e la valutazione delle richieste di finanziamento.

Ogni richiedente viene valutato e inserito in una “Classe”.

Gli viene quindi proposto un proprio tasso dipendente dalla Classe di merito, assicurando che non pagherà più di quanto strettamente dovuto rispetto al proprio profilo di rischio.

Rispetto ai normali prestiti al consumo il prestito personale non è accompagnato da prodotti assicurativi collaterali, ritenuti poco utili per il richiedente e spesso eccessivamente costosi.

Funzionamento dei prestiti personali

In pratica, sfruttando la tecnologia e al web, l’intera catena di montaggio dell’erogazione di un prestito è stata trasportata online.

Questo con la conseguenza che:

  • richiedenti possono prendere a prestito da individui che non hanno mai conosciuto;
  • prestatori invece possono prestare ad una molteplicità di richiedenti anonimi basandosi esclusivamente sul loro profilo creditizio.

L’incontro tra domanda e offerta avviene sul web (in particolare su piattaforme digitali propriamente dette Marketplaces) attraverso l’intervento di un operatore professionale. 

Oggi nel mondo esistono numerose aziende che possiedono ed operano piattaforme di questo tipo.

Come funziona dunque il Peer to Peer Lending?

  1. Il richiedente (individuo o azienda) inoltra la domanda per un finanziamento. Se possiede l’affidabilità economico-finanziaria richiesta dalla piattaforma (“merito creditizio“),gli viene proposto un tasso d’interesse che varia secondo il suo rating. Se il richiedente accetta la proposta la sua domanda di prestito viene inserita sul Marketplace
  2. Il prestatore, attraverso la piattaforma, allocando quote ai singoli richiedenti, investe il suo capitale scegliendo profilo di rischio e rendimento atteso;
  3. Nel momento in cui la domanda del richiedente avrà ricevuto un numero di quote sufficienti a coprire l’intera somma, quest’ultimo riceverà il denaro tramite bonifico bancario direttamente sul suo conto;
  4. Il richiedente rimborserà tramite addebito diretto (normalmente con rate mensili) il finanziamento ricevuto, restituendo e remunerando le quote di ognuno dei prestatori;
  5. La piattaforma (o Marketplace) svolge un’importante funzione di intermediario: accreditando il conto del richiedente per la somma richiesta e addebitando i vari conti dei prestatori, ognuno per la propria quota parte. 
    Durante la vita del prestito, la piattaforma si occupa anche di gestire il buon esito dei flussi inversi (rimborsi) dai richiedenti ai prestatori, nonché di fornire ad entrambi la reportistica necessaria. In caso di ritardi o interruzioni nei rimborsi da parte del richiedente, la piattaforma svolge anche la funzione di assistenza ai prestatori nella gestione di quelli che in banca si chiamerebbero “incagli e sofferenze“. 

Prestiti personali: disciplina fiscale per il P2P lending italiano

Una volta analizzato il funzionamento dei marketplace che si occupano di prestiti personali (peer to peer lending), vediamo adesso la normata tributaria.

Partiamo dalla disciplina previgente in vigore sino al 31 dicembre 2017.

Secondo questa disciplina, per le persone fisiche (prestatori) le somme erano sottoposte a tassazione IRPEF. In pratica il reddito derivante dall’interesse ottenuto dal prestito di denaro confluiva tra i redditi imponibili IRPEF. Il soggetto che prestava denaro, quindi, era soggetto a scontare su tali importi la propria aliquota marginale dal 23% al 43%.

La legge n 145/18 è intervenuta andando a modificare la norma.

Dal primo gennaio 2018 per le persone fisiche i proventi che derivano dal peer to peer lending vengono assimilati a Redditi di Capitale. Per questo motivo tali redditi sono assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, con aliquota del 26%.

La ritenuta viene trattenuta dal marketplace di social lending (es. Smartika) che in questo caso funge da sostituto d’imposta. Il finanziatore, infatti, si vede bonificare gli importi al netto della tassazione. In caso contrario, invece, si deve passare obbligatoriamente dalla dichiarazione dei redditi.

Prestiti personali: disciplina fiscale per il P2P lending estero

Anche in caso di portale non residente il reddito (sotto forma di interesse) percepito è considerato reddito diverso. In questo caso, tuttavia, il portale non residente non può fungere da sostituto d’imposta in Italia. Il denaro viene bonificato al lordo della tassazione.

Questo significa che il finanziatore italiano è tenuto a presentare la propria dichiarazione dei redditi indicando tale provento nel quadro RL. Andando in dettaglio, il rigo da compilare è RL 02, indicando:

  • In colonna 1, il codice 1: “In caso di interessi e di altri proventi derivanti da capitali dati a mutuo e da altri contratti (depositi e conti correnti diversi da quelli bancari e postali) compresa la differenza tra la somma percepita alla scadenza e quella data a mutuo o in deposito ovvero in conto corrente“;
  • In colonna 2, l’importo degli interessi percepiti;
  • Mentre, non deve essere indicato niente in colonna 3, in quanto la piattaforma di P2P lending estera non ha obblighi di trattenere ritenute.

Il reddito, così indicato, concorre poi alla formazione del reddito imponibile IRPEF. Quindi, la tassazione non sarà proporzionale (come in caso di utilizzo di piattaforma residente), ma piuttosto, variabile. Infatti, l’IRPEF è un’imposta progressiva per scaglioni di redditi. Nella tabella seguente potete verificare i differenti livelli di tassazione a seconda del vostro reddito imponibile IRPEF.

Tabella: tassazione IRPEF degli interessi da peer to peer lending con piattaforma residente/non residente

Nazionalità piattaformaScaglione IIRPEFAliquota IRPEFTassazione sostitutiva
Residente 26%
Non residenteEntro i 15K23%
Non residente 15K – 28K27%
Non residente 28K – 55K38%
Non residente 55K -75K41%
Non residente Oltre 75K43%

Peer to peer lending con piattaforme estere e monitoraggio fiscale

Quando si effettua attività di peer to peer lending attraverso piattaforme non residenti (Mintos, Grupeer, Envestio ecc) stiamo effettuando un’investimento finanziario estero. Per questo motivo si rende necessario andare a compilare il quadro RW per dichiarare le attività estere di natura finanziaria che possono generare redditi di fonte estera imponibili in Italia.

La compilazione del quadro ai fini del monitoraggio fiscale richiede l’utilizzo del codice14” relativo ad “altre attività estere di natura finanziaria“.

In quest’ottica è necessaria la compilazione di una riga per ogni intermediario finanziario, contenente la somma delle giacenze medie di tutti i conti presenti presso quell’intermediario. Infatti, detenere somme presso questi intermediari corrisponde all’effetto di aprire un conto corrente estero.

Tra le informazioni da indicare vi sono:

  • Il valore iniziale e finale dell’investimento;
  • Il valore finale dell’investimento;
  • I soggetti titolari dell’investimento.
  • Il Paese di investimento.

Applicazione dell’IVAFE

Per i prodotti finanziari, sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1 del TUF è richiesto il versamento dell’IVAFE con l’aliquota prevista nella misura dello 0,2% da applicare al totale del capitale investito. Quindi, per ciascun investimento questa è l’importo dell’IVAFE dovuta ogni anno.

L’IVAFE deve essere calcolata nel quadro RW e liquidata con modello F24 alla scadenza prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi (30 giugno di ogni anno).

Attività finanziariaIVAFE
Codice 14 “altre attività estere di natura finanziaria0,2%

Tassazione del peer to peer lending nel settore no profit

Diversamente i peer to peer lending no profit godono di un particolare aspetto fiscale, dovuto al nuovo Codice del Terzo Settore.

In particolare, i gestori di piattaforme web che svolgono attività di social lending per il finanziamento delle attività di interesse generale, ossia del terzo settore, devono agire come sostituti di imposta e applicare così agli importi percepiti una ritenuta alla fonte a titolo di imposta.

In tale ipotesi l’aliquota è quella stabilita per le obbligazioni e titoli di stato, che è pari al 12,50%.


Prestiti personali e disciplina fiscale: conclusioni

In questo articolo ho cercato di spiegarti, in modo molto semplice e schematico, il funzionamento di un particolare meccanismo di social lending. Mi riferisco ai c.d. “prestiti personali” o “peer to peer lending” effettuati tra privati o tra enti del terzo settore e privati.

Si tratta di un fenomeno diffuso a partire dagli ultimi anni e per questo motivo la normativa fiscale è stata formulata da poco tempo. Il settore, tuttavia, è sicuramente destinato a crescere ancora.

La possibilità di finanziare progetti meritevoli con fondi di soggetti privati è sicuramente meritevole, e per questo destinata a trovare maggiore successo in futuro.

Il fatto di poter tassare separatamente dai redditi imponibili IRPEF questi proventi invoglierà sicuramente sempre più persone ad investire i propri risparmi in questa particolare forma di investimento.

Se hai bisogno di un Commercialista esperto in grado di indicarti la tassazione dei redditi derivanti da questa modalità di investimento e che si occupi della compilazione del quadro RW con calcolo dell’IVAFE, contattami. Potrai metterti in contatto con me e nel caso potrò seguirti negli adempimenti fiscali che ti riguardano. Segui il link sottostante e compila il form di contatto.

9 COMMENTI

  1. Salve Lorenzo, il meccanismo è identico anche se si opera con piattaforme estere, l’unico aspetto è che non può esserci tassazione separata, ma tassazione ordinaria IRPEF. Nel caso occorre verificare se vi sono obblighi ulteriori legati alla disciplina sul monitoraggio fiscale di attività finanziarie estere.

  2. buongiorno, volevo sapere se c’è una soglia minima di profitto sulle piattaforme estere di p2p al quale non è necessario portarla in dichiarazione dei redditi. Mi spiego, se investo 100 euro e ne guadagno in un anno 10, devo dichiarare ugualmente questo profitto e pagare un aliquota che potrebbe essere dal 23 al 43%?

  3. Mi permetto di dissentire sul fatto che anche per le piattaforma estere valga lo stesso tipo di tassazione separata. Non esiste una nota in merito agli intermediari esteri, nella circolare si fa solo riferimento agli intermediari in grado di operare come sostituito d’imposta. Per le piattaforme estere si opera come in precedenza, ovvero secondo gli scaglioni IRPEF.

  4. buongiorno
    scusate la comprensione scarsa, facendo un esempio:
    se investo 1000euro su Mintos
    dovrei compilare modello RW e F24 per l’IVAFE? qualsiasi sia la somma guadagnata?
    grazie

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