Nell’ultimo periodo sono aumentati i prezzi di molte materie prime, tra cui i carburanti, che hanno subito un’impennata senza precedenti. All’inflazione si sono aggiunte le conseguenze economiche dell’attuale situazione geopolitica che coinvolge Russia e Ucraina, e i timori che l’Italia possa subire ulteriori conseguenze soprattutto in merito alla fornitura di gas.

Tuttavia tra le ipotesi di un’economia di guerra, e le proposte per aumentare la produzione di gas e energia interna al paese, sorge anche quella di introdurre un “contributo di solidarietà” a carico di alcuni settori che negli ultimi anni hanno cumulato diversi profitti.

Tuttavia c’è chi parla di una vera e propria patrimoniale di guerra, ovvero di una tassa aggiuntiva da applicare a tutti i cittadini proprio a causa delle difficoltà economiche conseguenti alla guerra, in particolare per introdurre un cuscinetto economico sugli aumenti dei carburanti. Ma cosa si intende con patrimoniale di guerra? E quali sono le reali ipotesi per il prossimo periodo? Tutte le novità nell’articolo.

Cos’è una patrimoniale

Prima di analizzare la situazione attuale e vedere cos’è una patrimoniale di guerra, va chiarito il concetto di patrimoniale. Una patrimoniale di fatto è una imposta che viene introdotta dallo stato sul patrimonio personale dei cittadini, che va quindi ad influire sulla ricchezza.

Una patrimoniale può essere introdotta per diversi motivi, primo tra tutti la necessità dello stato di cumulare fondi per affrontare una specifica situazione di emergenza, o evento particolare. Solitamente quando si parla di patrimoniale ci si riferisce ad una imposta che viene applicata a carico dei più ricchi, per sostenere alcuni comparti della popolazione più svantaggiati, o per sopperire a specifiche necessità. Ma una patrimoniale può anche essere applicata a tutti i cittadini.

In Italia è già accaduto che lo stato introducesse una patrimoniale specifica per particolari eventi, nel passato. Tra questi vanno ricordati:

  • Nel 1919 il governo Nitti introdusse una patrimoniale sui profitti degli industriali per sopperire ai debiti di guerra;
  • Nel 1992 il governo Amato introdusse una patrimoniale per tutti i cittadini tramite il prelievo diretto dai conti correnti di una percentuale, per raggiungere il pareggio di bilancio.

Si è parlato di patrimoniale anche in tempi più recenti a proposito della possibilità di introdurre una ulteriore tassazione IMU anche sulla prima casa. Attualmente questa patrimoniale non si è concretizzata, tuttavia le preoccupazioni a riguardo sono ricomparse a causa dell’ultima riforma prevista per il catasto.

Patrimoniale di guerra: di cosa si tratta

Qualcuno ha parlato recentemente di una patrimoniale collegata direttamente alle conseguenze economiche dell’Italia rispetto alla situazione geopolitica che vede al centro Russia e Ucraina. Si è parlato di patrimoniale di guerra, tuttavia l’ipotesi di introdurre una nuova imposta di questo tipo non sembrerebbe essere accertata.

Si tratta di voci conseguenti alla proposta introdotta dall’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che avrebbe ipotizzato una nuova forma di contributo di solidarietà a carico di alcuni settori specifici dell’economia italiana.

Non si tratterebbe quindi di una vera e propria patrimoniale, ma di un contributo che alcuni settori dell’economia italiana andrebbero a versare per sostenere i costi aumentati a dismisura dei carburanti e dell’energia. La proposta interesserebbe quindi quei settori economici che in Italia hanno ricavato maggiori introiti negli ultimi anni.

Oltre ai rincari dei carburanti, al centro dell’attenzione al momento vi sono anche gli aumenti del prezzo delle bollette del gas e dell’energia elettrica, che stanno provocando non pochi problemi alle famiglie italiane. Per garantire un sostegno ai cittadini di fronte al pagamento di queste cifre aggiuntive, potrebbe quindi essere introdotta la soluzione di prelevare alcuni contributi direttamente dai settori che hanno cumulato maggiore fatturato.

Si tratterebbe in particolare delle attività che lavorano nelle assicurazioni, oppure delle aziende che erogano energia che hanno cumulato profitti negli scorsi anni. Si tratterebbe quindi di un contributo di solidarietà, non di una vera e propria patrimoniale di guerra. Tuttavia un intervento così massiccio da parte dello stato in qualche modo si avvicinerebbe alla già citata “economia di guerra”, che al momento si cerca di scongiurare.

Economia di guerra: le prospettive

Al momento si parla solamente di ipotesi, tuttavia lo stesso Mario Draghi ha citato la possibilità concreta che l’Italia si avvicini ad una economia di guerra. In una economia di questo tipo, è lo stato a gestire l’economia del paese, almeno in parte.

Durante una economia di guerra è probabile che vengano introdotte misure come le patrimoniali di guerra, con l’obiettivo di redistribuire le risorse ai comparti del paese che più ne hanno bisogno. Principalmente durante un’economia di questo tipo, le risorse servono a sostenere le difese belliche, per cui le risorse possono essere sottratte a cittadini e imprese per questo scopo.

Attualmente questa prospettiva non si è concretizzata, tuttavia le ipotesi andranno in questa direzione se il conflitto tra Russia e Ucraina, e le relative conseguenze economiche, dovesse peggiorare. Durante un’economia di guerra, anche le industrie potrebbero cambiare le produzioni, in base alle decisioni dello stato, e ci sarebbe una ridistribuzione delle risorse.

Al momento i timori vanno nella direzione di un’economia di guerra, con conseguente introduzione di una patrimoniale, tuttavia per il momento si tratta solo di ipotesi. Il problema maggiore che l’Italia sta per affrontare riguarda la riserva di gas e energia di cui il paese può disporre, per cui si rendono necessari anche nuovi accordi internazionali.

Energia e speculazioni

Al momento la linea comune delle proposte politiche va nella direzione di prelevare un contributo di solidarietà specialmente a quelle aziende per cui si parla di una vera e propria speculazione connessa ai rincari dell’energia.

Le speculazioni secondo alcune parti politiche sarebbero da attribuire principalmente alle aziende fornitrici di energia elettrica, che stanno guadagnando profitto conseguente all’aumento delle spese delle bollette dell’energia elettrica, delle utenze domestiche e delle imprese.

L’idea di introdurre un contributo di solidarietà per sostenere i cittadini va principalmente verso l’introduzione di una imposta aggiuntiva per queste grandi aziende, per cui il prezzo pagato dai cittadini è nettamente maggiore rispetto alla spesa effettiva per la materia prima.

Le speculazioni quindi sarebbero al centro di quella che è stata definita da molti come una possibile patrimoniale di guerra, con l’obiettivo di ricavare fondi sufficienti per sostenere le famiglie e le imprese nel pagamento dei costi delle materie prime.

Misure contro i prezzi dei carburanti

Per quanto riguarda invece i carburanti, nelle ultime settimane è emerso il rischio di un blocco totale dell’autotrasporto, il settore più colpito dai rincari della benzina. Le associazioni di categoria hanno indetto una protesta per il 19 marzo, tuttavia questa settimana dovrebbero arrivare nuove misure a contrasto dei rincari dei carburanti.

Si stanno ipotizzando numerose misure che possano diminuire il prezzo dei carburanti, agendo per esempio sulle accise, le imposte indirette pagate dai cittadini che acquistano carburanti.

Al momento attuale il prezzo dei carburanti è schizzato alle stelle, superando i due euro al litro per la benzina, e con rincari anche sul metano, che era da tempo considerato uno dei carburanti più economici.

Secondo le prime ipotesi, con le misure che saranno introdotte a breve dal governo, si potrebbe risparmiare un 10% complessivo sul prezzo dei carburanti, ma anche in questo caso si tratta ancora di ipotesi da confermare.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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