Paesi Black List e Paradisi fiscali: aggiornamento Paesi 2019

Ecco l’elenco aggiornato al 2019 dei Paesi Black List e dei Paradisi Fiscali per l’Italia. L’unica lista di Paesi Black List valida è quella relativa alla presunzione di residenza fiscale per le persone fisiche. Elenco completo dei Paesi Black List.

La disciplina riguardante i Paesi Black List è stata oggetto di numerosi interventi nell’arco degli ultimi anni.

Il legislatore italiano, di concerto con le normative UE ha effettuato una profonda rivisitazione dell’elenco dei Paesi che adottano un regime fiscale privilegiato.

Lo scambio automatico di informazioni tra i vari Paesi e la firma di trattati bilateriali contro le doppie imposizioni ha portato alla fuoriuscita dall’elenco Black List di numerosi Paesi.

Si tratta del risultato portato avanti negli ultimi anni dall’OCSE per la lotta all’evasione e all’elusione fiscale internazionale.

Molto probabilmente, nei prossimi anni l’elenco dei Paesi con un regime fiscale privilegiato diventerà soltanto un ricordo.

Tuttavia, di seguito vi riepiloghiamo gli elenchi Black List in vigore nel 2019.


CHE COSA SONO I PAESI BLACK LIST O PARADISI FISCALI?

La lista dei Paesi Black List, rappresenta un elenco di nazioni in cui è in vigore un regime fiscale privilegiato.

Ovvero, un regime fiscale la cui caratteristica principale sta nell’avere un livello di tassazione molto basso oppure nullo.

Accanto al regime fiscale questi Paesi solitamente si caratterizzano anche per il fatto di non aver previsto alcun meccanismo di scambio di informazioni fiscali con altri Paesi.

Comunemente questi Paesi sono definiti come Paradisi Fiscali.

Ad oggi l’unica black list italiana (DM 4 maggio 1999) serve solo ad attivare l’inversione dell’onere della prova riguardo all’effettiva
residenza fiscale dei cittadini italiani emigrati nei Paesi indicati nella lista (articolo 2, comma 2-bis del Testo unico).

Tutte le altre liste di Paesi Black List sono state sostituite da normative specifiche.


BLACK LIST AI FINI DELLA PRESUNZIONE DI RESIDENZA FISCALE DELLE PERSONE FISICHE

La prima lista di Paesi Black List rimasta è quella che riguarda la presunzione di residenza per le persone fisiche. Si tratta dell’elenco di Paesi contenuto del D.M. 4 maggio 1999.

Decreto emanato in attuazione dell’articolo 2, comma 2 del DPR n. 917/86, che disciplina la residenza fiscale delle persone fisiche che emigrano in Paesi Black List.

In particolare, l’articolo 2, comma 2, afferma che nel caso in cui un soggetti si trasferisca stabilmente in uno di questi Stati è a suo carico la prova che contrasti la presunzione relativa di fittizia residenza estera.

Infatti, per la nostra normativa tributaria chi emigra in un Paese Black List è chiamato a provare  che il suo trasferimento di residenza è effettivo e non legato a meccanismi di evasione fiscale.

Per le persone fisiche cancellate dalle anagrafi della popolazione residente, ed iscritte all’AIRE trasferite in Paesi BL opera la presunzione di residenza in Italia. Questo a meno che il contribuente stesso non sia in grado di fornire prova contraria.

Si tratta di un aspetto molto importante. La prova contraria da fornire deve essere nominativa, precisa, in grado di portare l’Amministrazione finanziaria a considerare la residenza fiscale estera del contribuente. Per questo consiglio sempre di farsi assistere da un dottore commercialista esperto.

Il D.M. 4 maggio 1999 è stato nel corso degli anni ripetutamente modificato. In particolare, il decreto del ministero dell’Economia e delle Finanze del 12 febbraio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2014, ha introdotto modifiche al decreto 4 maggio 1999. Decreto relativo all’individuazione di Stati e territori aventi un regime fiscale privilegiato.

Gli Stati a fiscalità privilegiata ai fini IRPEF, secondo le modifiche apportate dal citato decreto, sono quelli indicati nell’articolo 1 del D.M. che di seguito proponiamo.

ELENCO PAESI BLACK LIST RESIDENZA FISCALE PERSONE FISICHE

AlderneyAndorra Antigua e Barbuda Antille Olandesi
ArubaBahamaBahreinBarbados
BelizeBermudaBruneiCosta Rica
DominicaEmirati Arabi UnitiEcuadorFilippine
GibilterraGibuti GrenadaGuernsey
Hong KongIsola di ManIsole CaymanIsola Cook
Isole MarshallIsole Vergini Britanniche JerseyLibano
LiberiaLiechtensteinMacaoMalaysia
MaldiveMauritiusMonserratNauru
NiueOmanPanama Polinesia Francese
Principato di MonacoSarkSeicelleSingapore
Saint Kitts e Nevis Saint LuciaSaint Vincent e GrenadineSvizzera
TaiwanTongaTurks e CaicosTuvalu
UruguayVanuatuSamoa

BLACK LIST IMPRESE: ANALISI CASO PER CASO

L’articolo 1, comma 142 della Legge n. 208/2015 ha modificato l’articolo 167, comma 4, del DPR n. 917/86.

Tale articolo ha introdotto un nuovo criterio di individuazione degli Stati o territori a regime fiscale privilegiato.

Contestualmente è stato abrogato il sistema delle Black List ai fini della disciplina sulle CFC.

Allo stesso modo anche i regimi che fanno riferimento ai Paesi Black List per dividendi esteri e plusvalenze derivanti da partecipazioni estere.

E’ stato, quindi, abbandonato il sistema di elencazione tassativa degli Stati o territori a fiscalità privilegiata.

Questo per approdare ad un criterio di individuazione dei medesimi univoco e stabilito ex lege.

Criterio che consiste nella presenza nello Stato di residenza o di localizzazione della società controllata o partecipata di un livello nominale di tassazione inferiore al 50% di quello applicabile in Italia.

L’introduzione di questo criterio discende dal recepimento delle indicazioni provenienti dall’OCSE e contenute nell’Action 3 del progetto BEPS.

Entrando in dettaglio è bene porre attenzione sul fatto che il livello nominale di tassazione per quanto riguarda il regime fiscale generale di uno stato debba farsi coincidere con l’aliquota nominale di imposizione societaria.

Facendo comunque riferimento alle regole di formazione della base imponibile, in quanto esse potrebbero determinare un livello di tassazione sensibilmente inferiore.

CRITERIO DI DETERMINAZIONE DELLA TASSAZIONE

Sul punto la Circolare n. 51/E/10 ha affermato che il livello di tassazione per individuare stati White List (in contrapposizione agli Stati BL) è dato dal confronto tra la tassazione effettiva estera e quella virtuale interna.

Considerando esclusivamente le imposte sul reddito, da individuare facendo riferimento, qualora esistente, alla Convenzione per evitare le doppie imposizioni vigente con lo Stato estero, includendo in ogni caso l’Irap.

In mancanza di una Convenzione con lo Stato estero, devono essere considerate, sul fronte interno esclusivamente l’IRES e le sue addizionali, mentre sul fronte esterno, le corrispondenti imposte sul reddito a prescindere dall’ente riscossore.

LISTA DEI PAESI APPARTENENTI ALLA WHITE LIST

Come abbiamo visto utilizzando questo meccanismo per l’individuazione dei Paesi a fiscalità privilegiata è possibile anche costituire all’inverso una lista di Paesi White List.

Si tratta di Paesi che hanno sottoscritto standard di trasparenza globale, i quali sono stati individuati dal D.M. 17 gennaio 2017.

Quindi, possiamo riassumere che i Paesi White List che si sono impegnati a fornire scambio di informazioni rilevanti a partire dall’anno di imposta sono i seguenti.

LISTA PAESI WHITE LIST

AlbaniaAndorraAntigua e BarbudaArgentina
ArubaAustraliaAustriaBarbados
BelgioBelizeBrasileBulgaria
CanadaCileCiproColombia
CoreaCroaziaCosta RicaCuracao
DanimarcaEstoniaFederazione RussaFinlandia
FranciaGermaniaGiapponeGibilterra
GreciaGrenadaGroenlandiaGuernsey
IndiaIndonesia Irlanda Islanda
Isola di Man Isole Cook Isola FaroeIsole Marshall
IsraeleKuwaitLatviaLiechtenstein
Lituania LussemburgoMalesiaMalta
MauritiusMessicoMonacoMontserrat
NiueNorvegiaNuova ZelandaPaesi Bassi
PoloniaPortogalloRegno UnitoRepubblica Ceca
Cina (Rep. Popolare)Repubblica SlovaccaRomaniaSan Marino
Saint Kitts e NevisSanta Lucia Saint Vincent e GrenadinesSamoa
SeychellesSingaporeSint MaartenSlovenia
Sud AfricaSpagnaSvizzeraSvezia
UngheriaUruguay

ELENCO PAESI BLACK LIST: CONCLUSIONI

Nella nuova era di collaborazione e interscambio di informazioni non vi è più spazio per manovre di pianificazione fiscale aggressiva.

Con il passare del tempo le relazioni tra stati diventeranno sempre più strette. L’amministrazione finanziaria avrà sempre più informazioni per andare ad individuare le movimentazioni finanziarie dei contribuenti.

Per questo motivo è necessario effettuare operazioni internazionali calcolando adeguatamente costi e benefici di ogni operazione. Andando a valutare le operazioni non singolarmente ma per l’effetto complessivo che queste assumono in relazione ai vari Stati coinvolti.

Tutto questo, tuttavia, non deve spaventare nell’effettuare le normali politiche volte al risparmio fiscale legittimo e alla protezione del proprio patrimonio.

Affidarsi ad esperti diventa sempre più indispensabile se si vuole effettuare una corretta attività di Tax Planning internazionale. Infine, ricorda che se hai bisogno di un consulto in materia di fiscalità internazionale, oppure assistenza in materia di Paesi Black List contattaci al servizio di consulenza fiscale online.

Potrai affidarti a professionisti esperti e potrai risolvere i tuoi dubbi in poco tempo. Non aspettare!


Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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