Imposte sugli Affitti Brevi. Come si dichiara il reddito derivante dalle Locazioni Turistiche? Tassazione IRPEF del 95% del reddito da locazione, oppure tassazione del 100% del reddito con cedolare secca. Ma come avviene la tassazione in caso di subaffitti o locazioni a carico del comodatario? Tutte le info in questo articolo.

I soggetti che effettuato attività di Locazione Breve si trovano a dover analizzare la redditività del proprio immobile anche in relazione alle modalità di tassazione.

Il Tax Rate, infatti, è in grado di influenzare ogni investimento. Per questo, in un settore ormai molto competitivo come quello degli Affitti Brevi, ottimizzare la tassazione può rappresentare un vantaggio competitivo.

In questo articolo voglio andare ad analizzare, nel dettaglio, le modalità di tassazione dei redditi da locazione per gli Affitti Brevi, di cui al D.L. n. 50/2017.

Sostanzialmente, come avremo modo di analizzare, le opzioni a disposizione del titolare del reddito sono (Circolare n. 24/E/2017):

  • La tassazione ai fini IRPEF del reddito. Può essere un reddito fondiario, per il proprietario oppure un reddito diverso per il comodatario;
  • La tassazione con Cedolare Secca. Questo sia per il proprietario, per chi opera con sublocazioni o se si è il comodatario dell’immobile.

In entrambi i casi si deve tenere conto che se si opera per il tramite di un portale web o di un intermediario (che interviene nei pagamenti) è prevista l’applicazione di una ritenuta del 21%.

Si tratta di una ritenuta di acconto che il portale o l’intermediario trattengono sul reddito da locazione e che versano per conto del titolare del reddito. Tale somma rappresenta un acconto sulle imposte da versare.

Vediamo, in questo articolo la dichiarazione delle imposte sugli Affitti Brevi a carico del proprietari, dei sub-locatori, e dei locatori a seguito di comodato d’uso gratuito.

Cominciamo!


LOCAZIONI BREVI TURISTICHE

Ai sensi dell’articolo 4 del DL n 50/2017 si definiscono Locazioni Brevi Turistiche, i contratti di locazione che:

  • Hanno ad oggetto immobili abitativi (non vengono prese in considerazione le pertinenze);
  • Hanno durata non superiore a 30 giorni. In questo caso il contratto non ha obbligo di registrazione. Tuttavia, occorre valutare se nell’anno per uno stesso locatario su uno stesso immobile si è superato il limite di giorni. Vedi l’articolo 2-bis, Tariffa, Parte II, DPR n 131/86;
  • Siano stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa. Requisito riferito ad entrambe le parti del contratto.

Ricadono poi nell’ambito di applicazione della disciplina:

  • Anche i contratti di locazione che prevedono la prestazione dei servizi accessori di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali. Solo quando tali servizi risultano preponderanti di fronte alla mera locazione si ricade nell’attività di impresa alberghiera (attività commerciale);
  • Anche i contratti di locazione stipulati non direttamente dalle parti private. Bensì per il tramite di soggetti che esercitano l’attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online.

La norma amplia il concetto di Locazione Turistica anche alle seguenti fattispecie:

  • Le sublocazioni. Ovvero, la situazione in cui l’inquilino subaffitta la casa (in tutto o in parte);
  • Le situazioni in cui un soggetto ha la casa in comodato di uso gratuito e la concede in “locazione” a un altro soggetto (più propriamente, è una concessione a titolo oneroso). È un caso che può verificarsi più spesso di quanto si creda in ambito familiare. Quando ad esempio il figlio cura la locazione della casa al mare di proprietà dei genitori. Magari tramite un portale internet su cui si registra come “locatore” (si pensi ad Airbnb).

Tali contratti, sono regolati dalle disposizioni del codice civile in tema di locazione.


DISCIPLINA FISCALE DELLE LOCAZIONI BREVI TURISTICHE

Analizziamo, di seguito, gli adempimenti fiscali peculiari al mondo delle Locazioni Brevi e le principali imposte sugli Affitti Brevi.

Al termine della lettura avrai una panoramica completa della situazione da un punto di vista fiscale.

ADEMPIMENTI FISCALI OBBLIGATORI

Sostanzialmente i contratti di Locazione Breve (articolo 4 DL n 50/17) secondo quanto stabilito dalla Circolare n 24/E/2017 delle Entrate, portano ad un vero e proprio regime fiscale a parte.

I contratti di Locazione Breve sono assoggettati ad obblighi del tutto peculiari. Gli obblighi fiscali variano a seconda del fatto che vi sia o meno un intermediario che interviene nell’ambito della locazione o meno.

PRESENZA DI UN INTERMEDIARIO

Nel caso in cui l’attività di Locazione Breve sia effettuata per il tramite di portali di prenotazione online (OTA), vi sono degli adempimenti che gravano su intermediario e titolare del reddito.

In particolare le casistiche che si possono presentare sono le seguenti:

  • Intermediario che interviene nella riscossione dei canoni. In questo caso l’intermediario è tenuto ad applicare una ritenuta di acconto del 21% sul canone di locazione lordo. La ritenuta funge da acconto se si sceglie la tassazione IRPEF, mentre è imposta effettiva se si sceglie la cedolare secca. In questo caso l’intermediario è tenuto a rilasciare una Certificazione Unica (modello CU), al soggetto titolare del reddito, entro il 28 febbraio dell’anno successivo. Tale certificazione è indispensabile per la dichiarazione dei redditi da Locazione Breve;
  • Intermediario che non interviene nella riscossione dei canoni. In questo caso non si applica la ritenuta. In alternativa, entro il 30 giugno dell’anno successivo l’intermediario deve comunicare i dati di tutti i contratti di locazione conclusi per il suo tramite all’Agenzia delle Entrate. L’intermediario, non applicando la ritenuta, non ha alcun obbligo di rilasciare la Certificazione Unica.

LOCAZIONE BREVE SENZA INTERMEDIARIO

Quando l’attività di Locazione Breve avviene senza la presenza di un intermediario il soggetto titolare del reddito deve operare in autonomia.

Questo significa, in buona sostanza, che tutti gli obblighi dichiarativi ai fini delle imposte dirette gravano sul proprietario. Egli, infatti, è obbligato a presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi.

Solo in questo modo, infatti, potrà adempiere agli obblighi di tassazione del reddito da locazione.

CODICE IDENTIFICATIVO LOCAZIONI BREVI

L’unico obbligo fiscale comune per tutti i titolari di redditi da Locazione Breve riguarda il codice identificativo dell’unità immobiliare.

Infatti, a partire dal 1° agosto 2019 tutti i proprietari di unità abitative destinate a Locazione Breve devono dotarsi di un codice identificativo alfanumerico.

Questo codice serve per andare ad aggiornare una banca dati degli immobili destinati a Locazione Turistica in Italia. Tale codice deve essere sempre messo a disposizione e visualizzato, anche sui portali.

IMPOSTE SUGLI AFFITTI BREVI: PIANIFICAZIONE FISCALE

Arrivati a questo punto è necessario capire come è possibile fare una corretta pianificazione fiscale per quanto riguarda la tassazione sugli Affitti Brevi.

Le imposte sugli affitti brevi, infatti, variano dall’IRPEF alla Cedolare Secca. La scelta per la tassazione migliore non è assoluta. Infatti, solitamente essa dipende dalla situazione personale del soggetto che deve dichiarare il reddito.

Il punto di partenza da ricordare è che se sei il proprietario dell’unità immobiliare il reddito che vai a percepire con la Locazione Breve è un reddito fondiario. Mentre, se il reddito ti arriva come sub-locazione o locazione a seguito di comodato si tratta di un reddito diverso.

Vediamo di seguito le due diverse tipologie di tassazione del reddito e per quali fattispecie possono essere applicate.

TASSAZIONE IRPEF DEL REDDITO DA LOCAZIONE BREVE

La modalità classica di tassazione del reddito da Locazione Breve è l’IRPEF.

Attraverso la tassazione IRPEF il reddito da locazione (reddito fondiario) concorre a tassazione per il 95% del suo ammontare. Il restante 5% è considerato deduzione forfettaria (per tener conto di eventuali spese sostenute).

Questo reddito, così ottenuto va a sommarsi ad eventuali altri redditi imponibili IRPEF. Il reddito complessivo così ottenuto viene assoggettato a tassazione secondo gli scaglioni di reddito IRPEF.

In pratica la tassazione del reddito da Locazione Breve sconta la tassazione della tua aliquota marginale IRPEF.

Volendo semplificare, maggiore è il tuo reddito imponibile IRPEF, più diventa onerosa e sconsigliabile questo tipo di tassazione.

L’unico vantaggio derivante da questa tassazione è quello derivante dalle ristrutturazioni edilizie o interventi di riqualificazione energetica. Infatti, queste spese detraibili concorrono ad abbassare l’imposta dovuta e quindi, possono concorre ad abbattere la tassazione IRPEF.

Il consiglio che posso darti è quello di sfruttare questo tipo di tassazione (IRPEF) dopo che hai sostenuto interventi di questo tipo sugli immobili.

La stessa cosa vale se hai importanti oneri deducibili o detraibili da sfruttare ai fini IRPEF.

IL RUOLO DELLA RITENUTA DI ACCONTO

Se scegli la tassazione IRPEF del reddito da Locazione Breve le imposte sulla Locazione Breve sono attenuate dalla ritenute di acconto.

Se operi con l’intervento di un intermediario che interviene nella riscossione dei canoni questi è tenuto ad applicarti una ritenuta del 21%.

Questa ritenuta, che viene versata all’Erario tutti i mesi per tuo conto rappresenta un tuo acconto IRPEF. Per questo motivo la tua tassazione definitiva viene attenuta dalla presenza di questa ritenuta.

Se operi senza intermediario, invece, non avendo la ritenuta sconterai tutta la tassazione direttamente in dichiarazione dei redditi.

QUANDO POSSO APPLICARE LA TASSAZIONE IRPEF?

Puoi applicare la tassazione IRPEF in caso di percepimento di:

  • Reddito Fondiario. Nel caso in cui tu possa vantare un diritto reale sull’immobile messo a reddito (proprietà, uso, usufrutto etc). In questo caso la scelta per la tassazione IRPEF avviene nel quadro dei redditi fondiari (RB del modello Redditi o B del 730);
  • Reddito diverso. Nel caso in cui tu stia sublocando l’immobile oppure nel caso in cui tu sta locando dopo aver ricevuto l’immobile in comodato. La scelta per la tassazione IRPEF in questo caso si fa nel quadro dei redditi diversi (RL del modello Redditi o L del 730).

TASSAZIONE A CEDOLARE SECCA DEL REDDITO DA LOCAZIONE BREVE

La seconda possibilità di applicare le imposte sugli affitti brevi riguarda l’applicazione della Cedolare Secca.

La Cedolare Secca è un’imposta del 21% che si applica sul canone lordo di locazione. Questo significa che se il tuo canone di locazione è stato di € 100,00 ed hai subito costi per € 30,00 ad esempio di intermediazione del portale, la cedolare secca si applica su € 100,00.

In sostanza la Cedolare Secca ha un aliquota di tassazione inferiore rispetto all’IRPEF (21% contro il primo scaglione IRPEF del 23%). Tuttavia, tale tassazione si applica sul 100% del reddito e non sul 95%.

IMPOSTE SUGLI AFFITTI BREVI: IL RUOLO DELLA RITENUTA IN CASO DI CEDOLARE SECCA

Se scegli la Cedolare Secca la tassazione sul reddito da Locazione Breve è attenuato dalla ritenute di acconto.

Se operi con l’intervento di un intermediario che interviene nella riscossione dei canoni questi è tenuto ad applicarti una ritenuta del 21%.

A differenza della tassazione IRPEF, in questo caso la ritenuta operata dall’intermediario è “a titolo di imposta“. Questo significa che in dichiarazione dei redditi non avrai altri importi da versare a saldo. La ritenuta applicata copre totalmente la tua imposta dovuta.

Se operi senza intermediario, invece, non avendo la ritenuta sconterai tutta la tassazione con Cedolare Secca direttamente in dichiarazione dei redditi.

QUANDO POSSO APPLICARE LA CEDOLARE SECCA?

Puoi applicare la Cedolare Secca in caso di percepimento di:

  • Reddito Fondiario. Nel caso in cui tu possa vantare un diritto reale sull’immobile messo a reddito (proprietà, uso, usufrutto etc). In questo caso la scelta per la Cedolare Secca avviene nel quadro dei redditi fondiari (RB del modello Redditi o B del 730);
  • Reddito diverso. Nel caso in cui tu stia sublocando l’immobile oppure nel caso in cui tu sta locando dopo aver ricevuto l’immobile in comodato. La scelta per la Cedolare Secca in questo caso si fa nel quadro dei redditi diversi (RL del modello Redditi o L del 730).

CALCOLI DI CONVENIENZA NELLE IMPOSTE SUGLI AFFITTI BREVI

Arrivato a questo punto della lettura avrai capito quanto sia importante effettuare una corretta pianificazione fiscale per la tassazione dei tuoi redditi.

Scegliere l’IRPEF piuttosto che la Cedolare Secca può avere delle conseguenze piuttosto importanti nella tua dichiarazione.

Per questo motivo il consiglio che posso darti è quello di effettuare annualmente una simulazione reddituale. Devi andare a simulare la tassazione che avresti con l’IRPEF e con la Cedolare Secca.

In questo modo, ogni anno puoi modificare la tassazione a tuo piacimento in relazione all’opportunità che ti porta un maggiore risparmio fiscale.

Per fare questo calcolo dovrai avere a disposizione tutti gli oneri deducibili e detraibili sostenuti. Saranno questi, infatti, a giocare un ruolo determinante nella scelta del tipo di tassazione da adottare.

Vediamo adesso, con maggiore dettaglio alcune situazioni particolari.

SUBLOCAZIONE CON LOCAZIONI TURISTICHE

Una casistica che si riscontra frequentemente nella pratica è quella legata alla sublocazione.

Nei casi di sublocazione con locazioni turistiche, il sublocatore può scegliere di trattare i proventi come redditi diversi tramite:

  • Tassazione IRPEF;
  • Cedolare secca.

La scelta dipende esclusivamente dalla convenienza economica.

Sostanzialmente, il sublocatore può scegliere tra:

  • Una tassazione ordinaria che gli consente la deduzione dei costi (locazione passiva, e/o ad esempio l’imbiancatura dei locali) articolo 71, comma 2 del DPR n. 917/86 e
  • Una tassazione a forfait al 21 per cento. In questo caso si tassa tutto il reddito da locazione breve senza tener conto di eventuali costi sostenuti.

Il tutto con un’avvertenza: anche il locatore continuerà a poter scegliere la cedolare sull’affitto per così dire “principale” e dunque si potrebbero avere due opzioni per la stessa casa. La prima, esercitata dal proprietario che effettua la prima locazione, e la seconda fattal dal locatario, per la locazione turistica.

Anche in questo caso, l’opzione per l’eventuale tassazione nei redditi diversi o con cedolare secca, deve passare dalla dichiarazione dei redditi (quadro RL o quadro RB del modello Redditi PF).

COMODATO GRATUITO DELL’IMMOBILE E LOCAZIONI TURISTICHE

Ipotizzaimo, ad esempio, il caso un figlio che decide di prendere in comodato di uso gratuito l’immobile della madre, per metterlo a reddito tramite locazioni turistiche.

Nel caso del comodato, la situazione che ci possiamo trovare di fronte è quella di uno sdoppiamento del regime di tassazione.

CONTRATTI DI LOCAZIONE BREVE DI DURATA FINO A 28 GIORNI

Se nel nostro esempio il figlio gestisce l’immobile con contratti di locazione di durata inferiore ai 28 giorni (ciascuno), il comodante (cioè il genitore) dovrà dichiarare il reddito fondiario dell’abitazione.

Il comodatario (il figlio, nel nostro esempio), invece, potrà scegliere la cedolare al 21% calcolata sul canone (cosa che in precedenza gli era preclusa, almeno interpretando alla lettera le indicazioni fornite a suo tempo dalle Entrate provvedimento del 7 aprile 2011). Oppure, in alternativa può tassare il reddito nei redditi diversi (come visto in caso di sublocazione).

Ipotizzando un incasso di € 1.500 – pari a dieci weekend in locazione a € 150 l’uno – significa chiudere i conti con le imposte sugli affitti brevi con sole € 315.

CONTRATTI DI DURATA SUPERIORE A 28 GIORNI

Riprendendo l’esempio, se invece il figlio decide di locare, ma vengono stipulati contratti di durata superiore ai 28 giorni sarà direttamente il soggetto titolare del diritto reale sull’immobile, ovvero il genitore comodante, a dover dichiarare il reddito da locazione nella propria dichiarazione dei redditi.

Tale reddito confluirà tra i redditi fondiari ne quadro RB del modello Redditi PF.

Nella locazione dell’immobile ricevuto in comodato, poi, gli aspetti pratici legati al rapporto tra comodatario ed agenzia immobiliare (o portale) hanno addirittura scardinato il principio in base al quale solo i diritti reali hanno il potere di “spostare” la soggettività tributaria.

Si pensi al caso del figlio che gestisce in via di fatto la locazione via internet della casa al mare di proprietà dei genitori. Superando le interpretazioni del passato, si è riconosciuto – ma solo per le locazioni “brevi” – che al reddito fondiario dichiarato dal proprietario si aggiunge quello “diverso” di cui è titolare il comodatario (che subisce la ritenuta).

LOCAZIONE TURISTICA CON PIU’ COMPROPRIETARI

Come si dichiarare il reddito da locazione con più comproprietari?

Prendiamo il caso di un immobile locato con Locazioni Brevi di proprietà di moglie, marito e due figli. Chi deve dichiarare il reddito?

Molti pensano che il reddito debba dichiararlo il soggetto o i soggetti presenti sul contratto di locazione. Nel caso potrebbero essere marito e moglie (lasciando fuori i figli, magari perché minori).

Questo comportamento non è corretto. Indipendentemente da chi è presente nel contratto il reddito da locazione deve essere ripartito tra tutti i proprietari in ragione delle loro quote di proprietà.

Questo significa che ogni proprietario deve dichiarare in modo indipendente la propria quota di reddito. Questo vale anche per i figli minori dell’esempio proposto.

Che cosa accade, invece alla ritenuta di acconto?

Ebbene, la ritenuta viene concentrata (per evidente praticità applicativa) su un unico soggetto.

Questi si troverà quasi sempre a gestire una posizione creditoria verso l’Amministrazione finanziaria (Circolare n 24/E/2017).

Gli altri comproprietari, invece, si troveranno sempre con un debito di imposta da versare.

Problema che, naturalmente, non si presenta nella locazione “non breve”.

In pratica, è importante prestare la dovuta attenzione alla tipologia di contratto ed alla presenza o meno delle ritenuta. Un errore di valutazione avrebbe conseguenze pesanti.


IMPOSTE SUGLI AFFITTI BREVI: CONSIDERAZIONI FINALI

Quello che possiamo dire, in conclusione, è che il regime fiscale di tassazione degli Affitti Brevi risulta essere del tutto peculiare e specifico.

L’applicazione della Cedolare Secca a locazioni, sublocazione e contratti di comodato permette sicuramente un buon risparmio. Per chi resta, invece, sulla tassazione IRPEF è opportuno valutare, di anno in anno, la convenienza economica.

Da un lato, infatti, la deduzione forfettaria del 5% del valore del canone di locazione è appetibile.

Dall’altra parte, tuttavia, è necessario valutare lo scaglione marginale IRPEF, e le deduzioni e detrazioni spettanti sul reddito imponibile generale.

Come detto, l’obiettivo è quello di confrontare la tassazione IRPEF con la Cedolare Secca (e valutare la tassazione più conveniente).

Se sei un proprietario il consiglio che posso darti è quello di individuare l’ambito della propria locazione. In un secondo momento è importante valutare bene il regime fiscale di tassazione applicabile. Per fare questo e ricercare il massimo risparmio occorre una simulazione annuale.

Per questo motivo, se hai bisogno di una consulenza in merito alla tua situazione personale, lasciatemi un comment. Ti ricontatterò in privato per una consulenza personalizzata.

Di seguito i miei consigli di lettura se desideri compilare in modo autonomo la tua dichiarazione dei redditi per le imposte sugli affitti brevi.

60 COMMENTI

  1. Buongiorno, con mia moglie sono comproprietario di un appartamento adibito a casa vacanze, lo affittiamo con contratti brevi tramite portali o contatti diretti, abbiamo sempre dichiarato gli affitti 50% ciascuno con cedolare secca. Volevo sapere se stipulando un contratto di comodato d’uso verbale, mia moglie può cedermi l’utilizzo dell’appartamento in modo da dichiarare gli affitti solo io al 100% e mia moglie dichiarando solo il reddito fondiario. Grazie

  2. Buonasera,
    dispongo di un appartamento in comodato d’uso di proprietà di mia madre, che affitto tramite locazioni brevi. E’ la mia sola fonte di reddito, e quest’anno non supererà le 8.000 €. Dichiarando questi redditi come “Redditi Diversi” e scegliendo il regime IRPEF, ricadrei nella cosiddetta “No Tax Area” e quindi non pagherei nulla? (Immagino che anche in caso affermativo la Dichiarazione dei Redditi vada comunque fatta).
    Grazie mille e complimenti per l’esposizione chiara e precisa

  3. Buonasera Silvio, grazie per i complimenti. Per i redditi da locazione non esiste “no tax area”, quindi deve comunque presentare la dichiarazione dei redditi anche se poi potrebbero non esserci imposte a debito da versare.

  4. Buongiorno
    Cortesemente, per la tassazione IRPEF, Come viene considerata la proviggione e gli oneri pagati da locatore al intermediario e se gli posso portare in detrazione, grazie

  5. Con tassazione IRPEF si può fruire di una deduzione forfettaria del 5% che tiene conto di tutte le spese sostenute dal dichiarante, non si possono dedurre spese in forma analitica.

  6. Buonasera, volevo chiedere se, optando per il regime ordinario con gli affitti brevi sono obbligata poi a pagare l imposta di registro affitti annuale. Lisa

  7. Buongiorno, in caso di tassazione di immobile sul quadro RL come reddito diverso in quanto l’immobile è condotto in locazione e sublocato con contratti turistici inferiori a 30 giorni, vorrei sapere quali spese inerenti tale attività non imprenditoriale di locazione turistica possono essere portate in detrazione dal reddito. Ad esempio, se ho percepito complessivamente 20.000 € di reddito da locazioni brevi e ho sostenuto nell’anno 10.000 € di spese per l’affitto dell’immobile, 2.000 € per il lavaggio della biancheria e 3.000 € per la pulizia dei locali (tutti regolarmente documentati) posso portare tali spese a detrazione del reddito da locazione e quindi subire la tassazione Irpef (no cedolare) solo su 5.000 €?

  8. Vittorio l’importo da indicare nel quadro RL è il reddito già al netto dell’affitto passivo. Possono essere portate a riduzione di questo importo gli oneri di diretta imputazione dell’affitto, tuttavia, occorre avere documentazione per il riscontro delle spese sostenute.

  9. Buongiorno, ho letto nel suo articolo che non c’é l’obbligo di registrare un contratto di meno 30 giorni alla agenzia delle entrate, allora adesso mi chiedo nel mio caso, in cui abito all’estEro e faccio le mie dichiarazioni dei redditi qui (Francia) posso dichiarare solo in Francia?

  10. Obbligo di registrazione del contratto e obbligo di dichiarare il reddito sono due cose molto diverse. Se l’immobile è in Italia deve sicuramente dichiarare in Italia il reddito fondiario.

  11. Ciao Federico, ottimo articolo e grazie per condividere qst spreziose info. Domanda per te se puoi risp:
    Se uso intermediari per affitti brevi casa vacanze ed il mediatore mi paga la cedolare secca 21%, i soldi rimanenti vanno in dichiarazione dei redditi o sono netti di qualsiasi tassa e scaglioni possibili?
    Grz in anticipo per l’aiuto

  12. Ho un immobile di proprietà che sto utilizzando per locazione turistica optando per cedolare secca (in forma non imprenditoriale). Nel caso in cui l’ospite non si presenti, ma io abbia comunque incassato una caparra o l’intera tariffa con addebito su carta di credito, questo importo è fiscalmente imponibile?

  13. Giorgio se scegli la tassazione con cedolare secca il netto che percepisci non subirà ulteriori tassazioni (ma deve essere indicato in dichiarazione). Se, invece, opti per la tassazione IRPEF, la ritenuta è solo in acconto delle imposte (eventualmente dovute).

  14. Salve, sono comodatario di un immobile che sto utilizzando d’estate per locazioni brevi attraverso Airbnb.
    Sono lavoratore dipendente e da come ho capito dovrò inserire gli incassi nel 730 quadro D in redditi diversi (D4). Quello che non mi è chiaro è se posso dedurre le spese imputabili all’affitto come bollette, acquisti per le camere, colazione, pulizie oppure no.
    Nei commenti sopra leggo: “con tassazione IRPEF si può fruire di una deduzione forfettaria del 5% che tiene conto di tutte le spese sostenute dal dichiarante, non si possono dedurre spese in forma analitica” e più in basso: “l’importo da indicare nel quadro RL è il reddito già al netto dell’affitto passivo. Possono essere portate a riduzione di questo importo gli oneri di diretta imputazione dell’affitto, tuttavia, occorre avere documentazione per il riscontro delle spese sostenute”.
    Ora io non capisco se mi trovo nel primo o nel secondo caso. Grazie per le delucidazioni

  15. Buongiorno,
    sono proprietario, insieme a mia madre e a mio fratello, che vive e lavora in Inghilterra, di un appartamento che nel 2019 abbiamo affittato come casa vacanze tramite Airbnb. Mi sembra di aver capito che anche nel caso di utilizzo della cedolare secca la quota da pagare al fisco vada suddivisa tra tutti i soggetti oppure posso accollarmela tutta io? Nel caso di mio fratello che paga le tasse in UK come va regolarizzata la posizione?

    Grazie

  16. Buongiorno, complimenti per il sito.
    Sono proprietario al 50% con mia moglie di una casa vacanza che affittiamo con locazioni brevi. Vorrei optare per la cedolare secca, nel 730 devo compilare solo il quadro B differenziando il periodo dove la casa è stata a disposizione e il periodo (in giorni) dove è stata affittata con l’importo percepito?
    Le cifre devono essere esattamente al 50% o possono essere conteggiate anche in base all’impegno portato (annunci, pulizie ecc).
    Inoltre possono essere dedotte dall’importo le spese documentabili per l’energia elettrica, acqua ecc.
    La ringrazio anticipatamente

  17. Gent.mo Federico, mio marito è a carico mio e pure i due figli, nel 2019 mio marito ha locato una stanza della casa dove tutti siamo residenti e mio marito ne è anche unico proprietario.La cifra risultante dalla locazione turistica è di 234 euro. mio marito dichiara nel suo 730 la cifra e posso compensarla invece nel mio 730, dove la imputiamo?

  18. Salve volevo gentilmente sapere a livello pratico in dichiarazione dei redditi se ho effettuato 50 locazioni inferiori a 30 giorni devo indicare 50 stringhe nel quadro fabbricati ognuna per i giorni occupati più anche le stringhe per quelli inoccupati? Qualcuno scrive che si possano accorpare tutti i giorni occupati e quelli non occupati. Ma poi come capisce l’agenzia delle entrate che sono inferiori a 30 giorni e quindi non soggetti a registrazione? Se li accorpassi scatterebbe controllo non essendoci registrazioni di locazione a carico dell’immobile?

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