Imposte sugli Affitti Brevi: come si dichiara il reddito?

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Imposte sugli Affitti Brevi. Come si dichiara il reddito derivante dalle Locazioni Turistiche? Tassazione IRPEF del 95% del reddito da locazione, oppure tassazione del 100% del reddito con cedolare secca. Ma come avviene la tassazione in caso di subaffitti o locazioni a carico del comodatario? Tutte le info in questo articolo.

I soggetti che effettuato attività di Locazione Breve si trovano a dover analizzare la redditività del proprio immobile anche in relazione alle modalità di tassazione.

Il Tax Rate, infatti, è in grado di influenzare ogni investimento. Per questo, in un settore ormai molto competitivo come quello degli Affitti Brevi, ottimizzare la tassazione può rappresentare un vantaggio competitivo.

In questo articolo voglio andare ad analizzare, nel dettaglio, le modalità di tassazione dei redditi da locazione per gli Affitti Brevi, di cui al D.L. n. 50/2017.

Sostanzialmente, come avremo modo di analizzare, le opzioni a disposizione del titolare del reddito sono (Circolare n. 24/E/2017):

  • La tassazione ai fini IRPEF del reddito. Può essere un reddito fondiario, per il proprietario oppure un reddito diverso per il comodatario;
  • La tassazione con Cedolare Secca. Questo sia per il proprietario, per chi opera con sublocazioni o se si è il comodatario dell’immobile.

In entrambi i casi si deve tenere conto che se si opera per il tramite di un portale web o di un intermediario (che interviene nei pagamenti) è prevista l’applicazione di una ritenuta del 21%.

Si tratta di una ritenuta di acconto che il portale o l’intermediario trattengono sul reddito da locazione e che versano per conto del titolare del reddito. Tale somma rappresenta un acconto sulle imposte da versare.

Vediamo, in questo articolo la dichiarazione delle imposte sugli Affitti Brevi a carico del proprietari, dei sub-locatori, e dei locatori a seguito di comodato d’uso gratuito.

Cominciamo!


LOCAZIONI BREVI TURISTICHE

Ai sensi dell’articolo 4 del DL n 50/2017 si definiscono Locazioni Brevi Turistiche, i contratti di locazione che:

  • Hanno ad oggetto immobili abitativi (non vengono prese in considerazione le pertinenze);
  • Hanno durata non superiore a 30 giorni. In questo caso il contratto non ha obbligo di registrazione. Tuttavia, occorre valutare se nell’anno per uno stesso locatario su uno stesso immobile si è superato il limite di giorni. Vedi l’articolo 2-bis, Tariffa, Parte II, DPR n 131/86;
  • Siano stipulati da persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività di impresa. Requisito riferito ad entrambe le parti del contratto.

Ricadono poi nell’ambito di applicazione della disciplina:

  • Anche i contratti di locazione che prevedono la prestazione dei servizi accessori di fornitura di biancheria e di pulizia dei locali. Solo quando tali servizi risultano preponderanti di fronte alla mera locazione si ricade nell’attività di impresa alberghiera (attività commerciale);
  • Anche i contratti di locazione stipulati non direttamente dalle parti private. Bensì per il tramite di soggetti che esercitano l’attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online.

La norma amplia il concetto di Locazione Turistica anche alle seguenti fattispecie:

  • Le sublocazioni. Ovvero, la situazione in cui l’inquilino subaffitta la casa (in tutto o in parte);
  • Le situazioni in cui un soggetto ha la casa in comodato di uso gratuito e la concede in “locazione” a un altro soggetto (più propriamente, è una concessione a titolo oneroso). È un caso che può verificarsi più spesso di quanto si creda in ambito familiare. Quando ad esempio il figlio cura la locazione della casa al mare di proprietà dei genitori. Magari tramite un portale internet su cui si registra come “locatore” (si pensi ad Airbnb).

Tali contratti, sono regolati dalle disposizioni del codice civile in tema di locazione.


DISCIPLINA FISCALE DELLE LOCAZIONI BREVI TURISTICHE

Analizziamo, di seguito, gli adempimenti fiscali peculiari al mondo delle Locazioni Brevi e le principali imposte sugli Affitti Brevi.

Al termine della lettura avrai una panoramica completa della situazione da un punto di vista fiscale.

ADEMPIMENTI FISCALI OBBLIGATORI

Sostanzialmente i contratti di Locazione Breve (articolo 4 DL n 50/17) secondo quanto stabilito dalla Circolare n 24/E/2017 delle Entrate, portano ad un vero e proprio regime fiscale a parte.

I contratti di Locazione Breve sono assoggettati ad obblighi del tutto peculiari. Gli obblighi fiscali variano a seconda del fatto che vi sia o meno un intermediario che interviene nell’ambito della locazione o meno.

PRESENZA DI UN INTERMEDIARIO

Nel caso in cui l’attività di Locazione Breve sia effettuata per il tramite di portali di prenotazione online (OTA), vi sono degli adempimenti che gravano su intermediario e titolare del reddito.

In particolare le casistiche che si possono presentare sono le seguenti:

  • Intermediario che interviene nella riscossione dei canoni. In questo caso l’intermediario è tenuto ad applicare una ritenuta di acconto del 21% sul canone di locazione lordo. La ritenuta funge da acconto se si sceglie la tassazione IRPEF, mentre è imposta effettiva se si sceglie la cedolare secca. In questo caso l’intermediario è tenuto a rilasciare una Certificazione Unica (modello CU), al soggetto titolare del reddito, entro il 28 febbraio dell’anno successivo. Tale certificazione è indispensabile per la dichiarazione dei redditi da Locazione Breve;
  • Intermediario che non interviene nella riscossione dei canoni. In questo caso non si applica la ritenuta. In alternativa, entro il 30 giugno dell’anno successivo l’intermediario deve comunicare i dati di tutti i contratti di locazione conclusi per il suo tramite all’Agenzia delle Entrate. L’intermediario, non applicando la ritenuta, non ha alcun obbligo di rilasciare la Certificazione Unica.

LOCAZIONE BREVE SENZA INTERMEDIARIO

Quando l’attività di Locazione Breve avviene senza la presenza di un intermediario il soggetto titolare del reddito deve operare in autonomia.

Questo significa, in buona sostanza, che tutti gli obblighi dichiarativi ai fini delle imposte dirette gravano sul proprietario. Egli, infatti, è obbligato a presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi.

Solo in questo modo, infatti, potrà adempiere agli obblighi di tassazione del reddito da locazione.

CODICE IDENTIFICATIVO LOCAZIONI BREVI

L’unico obbligo fiscale comune per tutti i titolari di redditi da Locazione Breve riguarda il codice identificativo dell’unità immobiliare.

Infatti, a partire dal 1° agosto 2019 tutti i proprietari di unità abitative destinate a Locazione Breve devono dotarsi di un codice identificativo alfanumerico.

Questo codice serve per andare ad aggiornare una banca dati degli immobili destinati a Locazione Turistica in Italia. Tale codice deve essere sempre messo a disposizione e visualizzato, anche sui portali.

IMPOSTE SUGLI AFFITTI BREVI: PIANIFICAZIONE FISCALE

Arrivati a questo punto è necessario capire come è possibile fare una corretta pianificazione fiscale per quanto riguarda la tassazione sugli Affitti Brevi.

Le imposte sugli affitti brevi, infatti, variano dall’IRPEF alla Cedolare Secca. La scelta per la tassazione migliore non è assoluta. Infatti, solitamente essa dipende dalla situazione personale del soggetto che deve dichiarare il reddito.

Il punto di partenza da ricordare è che se sei il proprietario dell’unità immobiliare il reddito che vai a percepire con la Locazione Breve è un reddito fondiario. Mentre, se il reddito ti arriva come sub-locazione o locazione a seguito di comodato si tratta di un reddito diverso.

Vediamo di seguito le due diverse tipologie di tassazione del reddito e per quali fattispecie possono essere applicate.

TASSAZIONE IRPEF DEL REDDITO DA LOCAZIONE BREVE

La modalità classica di tassazione del reddito da Locazione Breve è l’IRPEF.

Attraverso la tassazione IRPEF il reddito da locazione (reddito fondiario) concorre a tassazione per il 95% del suo ammontare. Il restante 5% è considerato deduzione forfettaria (per tener conto di eventuali spese sostenute).

Questo reddito, così ottenuto va a sommarsi ad eventuali altri redditi imponibili IRPEF. Il reddito complessivo così ottenuto viene assoggettato a tassazione secondo gli scaglioni di reddito IRPEF.

In pratica la tassazione del reddito da Locazione Breve sconta la tassazione della tua aliquota marginale IRPEF.

Volendo semplificare, maggiore è il tuo reddito imponibile IRPEF, più diventa onerosa e sconsigliabile questo tipo di tassazione.

L’unico vantaggio derivante da questa tassazione è quello derivante dalle ristrutturazioni edilizie o interventi di riqualificazione energetica. Infatti, queste spese detraibili concorrono ad abbassare l’imposta dovuta e quindi, possono concorre ad abbattere la tassazione IRPEF.

Il consiglio che posso darti è quello di sfruttare questo tipo di tassazione (IRPEF) dopo che hai sostenuto interventi di questo tipo sugli immobili.

La stessa cosa vale se hai importanti oneri deducibili o detraibili da sfruttare ai fini IRPEF.

IL RUOLO DELLA RITENUTA DI ACCONTO

Se scegli la tassazione IRPEF del reddito da Locazione Breve le imposte sulla Locazione Breve sono attenuate dalla ritenute di acconto.

Se operi con l’intervento di un intermediario che interviene nella riscossione dei canoni questi è tenuto ad applicarti una ritenuta del 21%.

Questa ritenuta, che viene versata all’Erario tutti i mesi per tuo conto rappresenta un tuo acconto IRPEF. Per questo motivo la tua tassazione definitiva viene attenuta dalla presenza di questa ritenuta.

Se operi senza intermediario, invece, non avendo la ritenuta sconterai tutta la tassazione direttamente in dichiarazione dei redditi.

QUANDO POSSO APPLICARE LA TASSAZIONE IRPEF?

Puoi applicare la tassazione IRPEF in caso di percepimento di:

  • Reddito Fondiario. Nel caso in cui tu possa vantare un diritto reale sull’immobile messo a reddito (proprietà, uso, usufrutto etc). In questo caso la scelta per la tassazione IRPEF avviene nel quadro dei redditi fondiari (RB del modello Redditi o B del 730);
  • Reddito diverso. Nel caso in cui tu stia sublocando l’immobile oppure nel caso in cui tu sta locando dopo aver ricevuto l’immobile in comodato. La scelta per la tassazione IRPEF in questo caso si fa nel quadro dei redditi diversi (RL del modello Redditi o L del 730).

TASSAZIONE A CEDOLARE SECCA DEL REDDITO DA LOCAZIONE BREVE

La seconda possibilità di applicare le imposte sugli affitti brevi riguarda l’applicazione della Cedolare Secca.

La Cedolare Secca è un’imposta del 21% che si applica sul canone lordo di locazione. Questo significa che se il tuo canone di locazione è stato di € 100,00 ed hai subito costi per € 30,00 ad esempio di intermediazione del portale, la cedolare secca si applica su € 100,00.

In sostanza la Cedolare Secca ha un aliquota di tassazione inferiore rispetto all’IRPEF (21% contro il primo scaglione IRPEF del 23%). Tuttavia, tale tassazione si applica sul 100% del reddito e non sul 95%.

IMPOSTE SUGLI AFFITTI BREVI: IL RUOLO DELLA RITENUTA IN CASO DI CEDOLARE SECCA

Se scegli la Cedolare Secca la tassazione sul reddito da Locazione Breve è attenuato dalla ritenute di acconto.

Se operi con l’intervento di un intermediario che interviene nella riscossione dei canoni questi è tenuto ad applicarti una ritenuta del 21%.

A differenza della tassazione IRPEF, in questo caso la ritenuta operata dall’intermediario è “a titolo di imposta“. Questo significa che in dichiarazione dei redditi non avrai altri importi da versare a saldo. La ritenuta applicata copre totalmente la tua imposta dovuta.

Se operi senza intermediario, invece, non avendo la ritenuta sconterai tutta la tassazione con Cedolare Secca direttamente in dichiarazione dei redditi.

QUANDO POSSO APPLICARE LA CEDOLARE SECCA?

Puoi applicare la Cedolare Secca in caso di percepimento di:

  • Reddito Fondiario. Nel caso in cui tu possa vantare un diritto reale sull’immobile messo a reddito (proprietà, uso, usufrutto etc). In questo caso la scelta per la Cedolare Secca avviene nel quadro dei redditi fondiari (RB del modello Redditi o B del 730);
  • Reddito diverso. Nel caso in cui tu stia sublocando l’immobile oppure nel caso in cui tu sta locando dopo aver ricevuto l’immobile in comodato. La scelta per la Cedolare Secca in questo caso si fa nel quadro dei redditi diversi (RL del modello Redditi o L del 730).

CALCOLI DI CONVENIENZA NELLE IMPOSTE SUGLI AFFITTI BREVI

Arrivato a questo punto della lettura avrai capito quanto sia importante effettuare una corretta pianificazione fiscale per la tassazione dei tuoi redditi.

Scegliere l’IRPEF piuttosto che la Cedolare Secca può avere delle conseguenze piuttosto importanti nella tua dichiarazione.

Per questo motivo il consiglio che posso darti è quello di effettuare annualmente una simulazione reddituale. Devi andare a simulare la tassazione che avresti con l’IRPEF e con la Cedolare Secca.

In questo modo, ogni anno puoi modificare la tassazione a tuo piacimento in relazione all’opportunità che ti porta un maggiore risparmio fiscale.

Per fare questo calcolo dovrai avere a disposizione tutti gli oneri deducibili e detraibili sostenuti. Saranno questi, infatti, a giocare un ruolo determinante nella scelta del tipo di tassazione da adottare.

Vediamo adesso, con maggiore dettaglio alcune situazioni particolari.

SUBLOCAZIONE CON LOCAZIONI TURISTICHE

Una casistica che si riscontra frequentemente nella pratica è quella legata alla sublocazione.

Nei casi di sublocazione con locazioni turistiche, il sublocatore può scegliere di trattare i proventi come redditi diversi tramite:

  • Tassazione IRPEF;
  • Cedolare secca.

La scelta dipende esclusivamente dalla convenienza economica.

Sostanzialmente, il sublocatore può scegliere tra:

  • Una tassazione ordinaria che gli consente la deduzione dei costi (locazione passiva, e/o ad esempio l’imbiancatura dei locali) articolo 71, comma 2 del DPR n. 917/86 e
  • Una tassazione a forfait al 21 per cento. In questo caso si tassa tutto il reddito da locazione breve senza tener conto di eventuali costi sostenuti.

Il tutto con un’avvertenza: anche il locatore continuerà a poter scegliere la cedolare sull’affitto per così dire “principale” e dunque si potrebbero avere due opzioni per la stessa casa. La prima, esercitata dal proprietario che effettua la prima locazione, e la seconda fattal dal locatario, per la locazione turistica.

Anche in questo caso, l’opzione per l’eventuale tassazione nei redditi diversi o con cedolare secca, deve passare dalla dichiarazione dei redditi (quadro RL o quadro RB del modello Redditi PF).

COMODATO GRATUITO DELL’IMMOBILE E LOCAZIONI TURISTICHE

Ipotizzaimo, ad esempio, il caso un figlio che decide di prendere in comodato di uso gratuito l’immobile della madre, per metterlo a reddito tramite locazioni turistiche.

Nel caso del comodato, la situazione che ci possiamo trovare di fronte è quella di uno sdoppiamento del regime di tassazione.

CONTRATTI DI LOCAZIONE BREVE DI DURATA FINO A 28 GIORNI

Se nel nostro esempio il figlio gestisce l’immobile con contratti di locazione di durata inferiore ai 28 giorni (ciascuno), il comodante (cioè il genitore) dovrà dichiarare il reddito fondiario dell’abitazione.

Il comodatario (il figlio, nel nostro esempio), invece, potrà scegliere la cedolare al 21% calcolata sul canone (cosa che in precedenza gli era preclusa, almeno interpretando alla lettera le indicazioni fornite a suo tempo dalle Entrate provvedimento del 7 aprile 2011). Oppure, in alternativa può tassare il reddito nei redditi diversi (come visto in caso di sublocazione).

Ipotizzando un incasso di € 1.500 – pari a dieci weekend in locazione a € 150 l’uno – significa chiudere i conti con le imposte sugli affitti brevi con sole € 315.

CONTRATTI DI DURATA SUPERIORE A 28 GIORNI

Riprendendo l’esempio, se invece il figlio decide di locare, ma vengono stipulati contratti di durata superiore ai 28 giorni sarà direttamente il soggetto titolare del diritto reale sull’immobile, ovvero il genitore comodante, a dover dichiarare il reddito da locazione nella propria dichiarazione dei redditi.

Tale reddito confluirà tra i redditi fondiari ne quadro RB del modello Redditi PF.

Nella locazione dell’immobile ricevuto in comodato, poi, gli aspetti pratici legati al rapporto tra comodatario ed agenzia immobiliare (o portale) hanno addirittura scardinato il principio in base al quale solo i diritti reali hanno il potere di “spostare” la soggettività tributaria.

Si pensi al caso del figlio che gestisce in via di fatto la locazione via internet della casa al mare di proprietà dei genitori. Superando le interpretazioni del passato, si è riconosciuto – ma solo per le locazioni “brevi” – che al reddito fondiario dichiarato dal proprietario si aggiunge quello “diverso” di cui è titolare il comodatario (che subisce la ritenuta).

LOCAZIONE TURISTICA CON PIU’ COMPROPRIETARI

Come si dichiarare il reddito da locazione con più comproprietari?

Prendiamo il caso di un immobile locato con Locazioni Brevi di proprietà di moglie, marito e due figli. Chi deve dichiarare il reddito?

Molti pensano che il reddito debba dichiararlo il soggetto o i soggetti presenti sul contratto di locazione. Nel caso potrebbero essere marito e moglie (lasciando fuori i figli, magari perché minori).

Questo comportamento non è corretto. Indipendentemente da chi è presente nel contratto il reddito da locazione deve essere ripartito tra tutti i proprietari in ragione delle loro quote di proprietà.

Questo significa che ogni proprietario deve dichiarare in modo indipendente la propria quota di reddito. Questo vale anche per i figli minori dell’esempio proposto.

Che cosa accade, invece alla ritenuta di acconto?

Ebbene, la ritenuta viene concentrata (per evidente praticità applicativa) su un unico soggetto.

Questi si troverà quasi sempre a gestire una posizione creditoria verso l’Amministrazione finanziaria (Circolare n 24/E/2017).

Gli altri comproprietari, invece, si troveranno sempre con un debito di imposta da versare.

Problema che, naturalmente, non si presenta nella locazione “non breve”.

In pratica, è importante prestare la dovuta attenzione alla tipologia di contratto ed alla presenza o meno delle ritenuta. Un errore di valutazione avrebbe conseguenze pesanti.


IMPOSTE SUGLI AFFITTI BREVI: CONSIDERAZIONI FINALI

Quello che possiamo dire, in conclusione, è che il regime fiscale di tassazione degli Affitti Brevi risulta essere del tutto peculiare e specifico.

L’applicazione della Cedolare Secca a locazioni, sublocazione e contratti di comodato permette sicuramente un buon risparmio. Per chi resta, invece, sulla tassazione IRPEF è opportuno valutare, di anno in anno, la convenienza economica.

Da un lato, infatti, la deduzione forfettaria del 5% del valore del canone di locazione è appetibile.

Dall’altra parte, tuttavia, è necessario valutare lo scaglione marginale IRPEF, e le deduzioni e detrazioni spettanti sul reddito imponibile generale.

Come detto, l’obiettivo è quello di confrontare la tassazione IRPEF con la Cedolare Secca (e valutare la tassazione più conveniente).

Se sei un proprietario il consiglio che posso darti è quello di individuare l’ambito della propria locazione. In un secondo momento è importante valutare bene il regime fiscale di tassazione applicabile. Per fare questo e ricercare il massimo risparmio occorre una simulazione annuale.

Per questo motivo, se hai bisogno di una consulenza in merito alla tua situazione personale, lasciatemi un comment. Ti ricontatterò in privato per una consulenza personalizzata.

Di seguito i miei consigli di lettura se desideri compilare in modo autonomo la tua dichiarazione dei redditi per le imposte sugli affitti brevi.

26 COMMENTS

  1. Salve, volevo porle due domande,
    sono nudo proprietario di un appartamento di cui è usufruttuario mio padre, in cui vivo, ho la residenza e la disponibilità di fatto.
    – per affittarlo turisticamente e dichiarare i redditi nella mia dichiarazione devo farmi fare un contratto di comodato da mio padre e registrarlo? o è già sufficiente la nuda proprietà con la disponibilità di fatto dell’appartamento.
    – i redditi derivanti dall’affitto turistico posso dichiararli in maniera indifferente come “redditi diversi” o applicare la “cedolare secca” o ci sono dei vincoli riguardo la scelta dell’uno o dell’altro?
    Io non ho redditi alti, per cui mi converrebbe dichiararli come redditi diversi.
    Grazie mille

  2. Nel suo caso è necessario un contratto di comodato. Per approfondire la sua situazione e valutare le migliori scelte da prendere da un punto di vista fiscale mi contatti per una consulenza personalizzata. Le indicherò le migliori scelte da prendere e se vorrà potrà fare la sua dichiarazione dei redditi con noi.

  3. Rimane sempre il grosso dubbio: in caso di sublocazione, sia se si opta per la cedolare secca sia se si sceglie la tassazione ordinaria, è possibile detrarre le spese di affitto? mi spiego. Se io pago un affitto di 1000 euro al mese per un totale di 12000 euro l’anno e subaffitto tramite locazione turistica per 5000 euro, in ogni caso le tasse le pago per 12000-5000= 7000 euro. è su questa cifra che devo considerare il 21% in caso di cedolare secca o la percentuale dovuta in caso di tassazione ordinaria.. e come considerare anche le spese di luce, gas, etc… Perché voi nell’esempio parlate solo di eventuale tinteggiatura delle pareti, ma non di queste spese che sono invece certe e non eventuali? Grazie per la risposta.

  4. In caso di sublocazione il reddito imponibile è la differenza tra affitto attivo e affitto passivo. Per portare in detrazione le spese sostenute è necessario scelgiere la tassazione Irpef.

  5. Ho acquistato un appartamento per locazioni turistiche. Dal momento che abito lontano da questo residence che intendo affittare nel periodo estivo, ho bisogno di dare mandato ad una agenzia ed incaricarla di promozione, dare la chiave, pulizia finale e sostituiire biancheria e asciugamani.
    Leggo però nell’interessante articolo sulle imposte, che se do il mandato a una agenzia devo per forza incaricarla di operare la ritenuta d’acconto con cedolare secca.
    La tasssazione più favorevole per me è senz’altro l’Irpef, dato che ho un reddito da pensione bassissimo e molte detrazioni spettanti sul reddito imponibile generale.
    Come fare? Le sarei molto grata per una risposta sollecita. Grazie.

  6. L’Agenzia è tenuta ad operare la ritenuta del 21%. Questa ritenuta può essere considerata come acconto per la cedolare secca, oppure acconto ai fini Irpef, a seconda del regime di tassazione che lei sceglierà in dichiarazione dei redditi.

  7. Salve, molto interessante la sua pagina. Sono agente immobiliare e rappresentante di una agenzia immobiliare che da tempo gestisce locazioni brevi turistiche al mare. Questo il ns modus operandi: Il proprietario conferisce un incarico (e non un mandato) per cercare il conduttore ad un canone stabilito. Il conduttore dopo aver visitato l’immobile per ns tramite provvede a formulare una proposta di locazione che viene in seguito accettata dal locatore. L’agenzia poi provvede a consegnare le chiavi ad inizio contratto e ritirarle alla fine. Con la accettazione della proposta di locazione (che contiene tutte le regole del contratto di locazione) si formalizza il contratto fra le parti. Normalmente l’agenzia provvede anche ad assistere le parti in caso di necessità nel reperire per conto del proprietario persone per la pulizia dell’immobile o per riparazioni in caso di guasti. Il proprietario sostiene i costi relativi. L’agenzia percepisce solo una percentuale sul canone di locazione a titolo di intermediazione.
    Noi in questo caso non dovremmo essere tenuti a trattenere il 21% dai canoni, in quanto vengono incassati direttamente dal locatore che ne rilascia quietanza (anche se a volta vengono lasciati in agenzia che li consegna poi al locatore). E’ giusto? Se non erro siamo però tenuti a comunicare nell’anno successivo all’ Agenzia delle Entrate la lista delle locazioni intermediate nell’anno precedente. E’ corretto continuare ad operare cosi o ci sono altri obblighi a carico dell’agenzia?

  8. Buongiorno, affitto ad uso turistico un appartamento in Lombardia in regime di cedolare secca. Posso detrarre le spese relative a riscaldamento, luce, acqua ecc?
    Grazie

  9. La cedolare secca non prevede che si possano scaricare costi legati alla locazione. Si dichiara il 100% del reddito.

  10. Salve, volevo sapere se nel caso di sublocazione da parte di un inquilino persona fisica di un immobile adibito esclusivamente ad affitti turistici, non scegliendo la cedolare secca, si può dedurre dal totale dei redditi diversi l’importo dei canoni di affitto. Se sì, il contratto originario di locazione deve avere una forma particolare oltre che naturalmente prevedere la possibilità di sublocare?

  11. La sublocazione prevede che se si sceglie la tassazione Irpef, si possa dedurre il canone di affitto pagato. Bisogna compilare correttamente la dichiarazione dei redditi.

  12. Buonasera
    Io ho affittato parte di casa dei miei genitori la scorsa estate per brevi locazioni turistiche tramite i portali piu comuni Posso dichiarare io i redditi percepiti dunque o lo devono fare i miei essendo i proprietari dicasa? Avendo fatto tutto a mio nome ho fatto un grave errore? Ce comunque un reddito minimo da dover dichiarare?
    Vorrei riaffittare quest anno e non vorrei commettere errori soprattutto in sede di dichiarazione
    La ringrazio

  13. Chi deve dichiarare il reddito sono i suoi genitori e non lei. Se vuole attribuirsi lei il reddito ci sono delle modifiche da fare. Se vuole saperne di più sono disponibile per una consulenza.

  14. Vorrei fittare in locazione brevi un appartamento intestato a mia mamma, ma come devo fare per dichiarare il reddito percepito a mio nome e non a suo?Devo fare che tipo di passaggio escludendo atti notarili.
    Grazie per la cortese attenzione.

  15. Salve Luca, se vuole possiamo aiutarla, ma tramite il servizio di consulenza. Mi faccia sapere se interessato la ricontatto in privato.

  16. Salve, ho un dubbio che mi fa impazzire. Ho preso un appartamento in affitto con cedolare secca con la possibilità di subaffittarlo a locazione turistica. L affitto è 12000 euro all anno quindi 1000 €al mese. Nella dichiarazione redditi posso anch io optare alla cedolare secca in quanto sublocatore? Devo dichiarare la differenza tra l affitto al proprietario e il reddito da me ottenuto da locazione turistica?e in che quadro va inserito nel 730?grazie di cuore

  17. Se vuole mi contatti in privato per una consulenza. Risolverò tutti i suoi dubbi e le indicherò le migliori scelte da fare nella sua situazione.

  18. Buongiorno,

    vorrei chiederle se in caso di sublocazione breve e di scelta del regime di cedolare secca, l’aliquota del 21% si applica al totale dei canoni di sublocazione o alla differenza fra quest’ultimi e il canone di affitto principale.

    La circolare della AdE riporta: “Per i contratti di sublocazione […] l’imposta sostitutiva si applica ai
    corrispettivi lordi derivanti dagli stessi contratti.”

    Cosa si intende quindi per “corrispettivi lordi”?

    Grazie,
    Giovanni

  19. Corrispettivo lordo, è il corrispettivo percepito al lordo di eventuali costi, come la locazione passiva.

  20. buongiorno io affitto una stanza con bagno come locazione turistica saltuariamente diciamo circa 1,550 euro l volevo sapere come comportarmi nella dichiarazione dei redditi e se e’ vero che non si paga nulla al disotto dei 5,00 euro grazie

  21. Lei è obbligata a presentare la dichiarazione dei redditi e a tassare ad IRPEF o cedolare secca, secondo convenienza il reddito percepito dalla locazione turistica.

  22. In caso di sublocazione con scelta della tassazione IRPEF e in assenza di altri redditi, qualora la differenza tra i proventi delle locazioni brevi e le spese sostenute per la locazione “principale” siano inferiori a 8000€, si è esonerati dal primo scaglione IRPEF?
    Quali sono le spese inerenti detraibili in caso di scelta IRPEF? Oltre alla spese dell’affitto principale è possibile detrarre anche le fatture delle utenze dei servizi?

    Grazie

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