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Fiscalità internazionale: che cos’è? Definizione e analisi

Gli ambiti di applicazione della fiscalità internazionale per i contribuente: esempi pratici e consulenza.

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Che cos’è la fiscalità internazionale? Quali sono le fonti del diritto tributario internazionale? I principi generali di applicazione. La risposta a queste domande in questo articolo.

Ho deciso di dedicare questo contributo ad analizzare, senza alcuna pretesa di esaustività, che cosa sia la fiscalità internazionale oggi. Molto spesso, infatti, il diritto tributario si crede che possa riguardare esclusivamente il pagamento delle imposte in relazione ai redditi percepiti.

Tuttavia, specialmente nel mondo di oggi, caratterizzato da interconessioni e facilità di spostamento da un continente all’altro, trovarsi di fronte a problematiche o aspetti di fiscalità internazionale è molto più facile di quanto si creda.

Negli ultimi dieci anni del mio percorso lavorativo ho deciso di dedicarmi assiduamente allo studio e all’approfondimento di tematiche di fiscalità internazionale che possiamo ritrovare tutt’oggi sia nel mondo dei soggetti privati, sia e soprattutto nel mondo delle imprese.

Da allora la fiscalità internazionale è cambiata, ci sono stati nel frattempo molti cambiamenti, ed inevitabilmente anche le implicazioni che questa porta con se sono cambiate. Oggi svolgo prevalentemente, con il mio studio, attività di consulenza a privati ed imprese nell’ambito della fiscalità internazionale ed in questo contributo voglio darti un piccolo quadro della situazione.

Naturalmente, non ho alcuna pretesa di esaustività, ma può esserti utile leggere l’articolo per capire se vuoi verificare che la tua problematica sia tra quelle in cui opero e nel caso per contattarmi.

La fiscalità internazionale nel mondo di oggi: esempi pratici

Sempre più spesso nella nostra vita quotidiana abbiamo a che fare con il diritto tributario internazionale. Basti pensare ad un figlio all’estero per studio che fa qualche lavoretto per mantenersi. Oppure, può essere il caso della tassazione di un’immobile acquistato all’estero.

Oltre a questi esempi ci sono poi tutti quei casi in cui un soggetto si trova a doversi trasferire all’estero (temporaneamente) per lavoro, oppure i casi di effettivo trasferimento di residenza fiscale all’estero.

In questi, come in tantissimi altri esempi, è fondamentale capire come deve essere gestita la tassazione dei redditi percepiti all’estero. Infatti, in molti casi, si assiste ad una potestà impositiva concorrente, tra lo Stato che ha erogato il reddito (cd “Stato della fonte“) e lo Stato di residenza fiscale del soggetto percipiente.

Tuttavia, la fiscalità internazionale non riguarda soltanto le persone fisiche, ma anche e soprattutto imprenditori ed imprese. All’interno di un mercato globalizzato come il nostro le imprese per sopravvivere devono necessariamente affacciarsi all’estero con strumenti di investimento diretto. In tutti questi casi di insediamento all’estero nascono problematiche di fiscalità internazionale, che possono essere legate ai criteri di collegamento del reddito, al tax planning o a discipline come il transfer pricing o la normativa CFC.

Ed è proprio in questo contesto internazionale che poi, in alcuni casi si possono verificare problematiche di elusione (o evasione) fiscale transfrontaliera. Una problematica che sta spingendo i Governi di tutto il mondo a un impegno comune che non ha precedenti.

L’obiettivo di questi Governi è quello di mettere all’angolo le giurisdizioni non collaborative (c.d. “paradisi fiscali“) e le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva poste in essere da taluni gruppi multinazionali.

La fiscalità internazionale, sta diventando a tutti gli effetti una vera e propria questione etica e sociale, trovando spazio nelle agende politiche di tutti i principali Paesi.

Che cos’è la fiscalità internazionale?

Il diritto tributario internazionale è formato da una serie di regole, codificate da norme, contraddistinte da uno scopo comune così sintetizzabile:

Ottenere una tassazione equa delle attività economiche e degli investimenti internazionali, ed anche ottenere l’eliminazione delle distorsioni fiscali nella tassazione degli investimenti internazionali

L’equità nella tassazione delle attività economiche e degli investimenti internazionali è perseguita a livello nazionale attraverso l’applicazione del principio della capacità contributiva (contenuto anche nell’articolo 53 della Costituzione italiana).

Si tratta del principio che intende ottenere una distribuzione equa del carico fiscale fra i contribuenti, facendo concorrere ogni contribuente a tassazione, in modo progressivo al crescere dei suoi redditi.

Altro strumento cardine è il principio dell’uguaglianza, ovvero l’applicazione dello stesso trattamento fiscale al verificarsi delle stesse condizioni e circostanze. Tuttavia, questo principio ancora oggi non è concretamente applicato.

E’ all’interno di questi principi che si manifesta la potestà impositiva dei vari Stati. Ognuno di essi, nel corso della sua storia, ha codificato il proprio sistema tributario interno. Si tratta essenzialmente di un sistema tributario autonomo basato su principio di:

  • Territorialità;
  • Residenza fiscale.

Le differenze esistenti tra questi due criteri spesso determina delle distorsioni nella gestione della fiscalità nei gruppi multinazionali. Infatti, negli anni stiamo assistendo alla cd. “teoria delle bandiere“, ovvero un sistema dove le grandi imprese (ma anche i privati) sfruttano le distorsioni ed i vuoi normativi presenti nelle discipline tributarie dei vari stati per trarne un vantaggio.

Classici esempi si hanno quando vengono riconosciuti incentivi fiscali a livello territoriale, ovvero da misure dirette ad attrarre imprese nell’ambito di una certa area geografica, perché favorite da una tassazione più ridotta in termini di aliquote, o da specifici piani di incentivi agli investimenti, fra cui contributi o deduzioni particolari.

I fenomeni di doppia imposizione internazionale

La non completa applicazione dei principi di capacità contributiva ed uguaglianza, a livello internazionale ha come conseguenza una tassazione internazionale non equa.

Basti pensare alla discriminazione fiscale legata ad una tassazione fissata sulla residenza o nazionalità del soggetto, piuttosto che una tassazione territoriale. In questi casi quando ci si interfaccia con due o più Stati possono verificarsi ipotesi di ritenute su pagamenti effettuati a soggetti non residenti ed ancora la doppia imposizione internazionale.

Situazione che si può verificare nel caso in cui si svolga un’attività imprenditoriale all’estero che comporti l’applicazione di un trattamento fiscale diverso rispetto a quello dei soggetti residenti in quello Stato.

La doppia imposizione può essere di tipo economico, oppure di tipo giuridico. La doppia imposizione economica, in genere, si estrinseca mediante un conflitto con riferimento all’oggetto della tassazione, mentre la doppia imposizione giuridica in genere colpisce il soggetto tassato.

Esempi di distorsione nel trattamento degli investimenti di capitale sono la violazione della neutralità nelle operazioni di importazione ed esportazione di capitale. Ne sono esempi gli incentivi per investimenti riconosciuti solo a soggetti stranieri (fra i quali esenzioni fiscali), o una più alta aliquota di imposta, o maggiori obblighi di tipo formale posti a carico di stabili organizzazioni di società straniere.

Quali sono gli ambiti di applicazione della fiscalità internazionale?

Come abbiamo visto la fiscalità internazionale interessa la vita di molti di noi, sia come privati, sia per l’attività lavorativa o imprenditoriale che svolgiamo. Per questo motivo può essere interessante andare a verificare l’ambito di applicazione della tassazione internazionale di redditi e patrimoni.

In questo contesto andiamo a vedere quali sono i principali ambiti di applicazione della fiscalità internazionale.

La tassazione dei redditi di fonte estera

Un primo ambito riguarda la tassazione dei residenti di uno specifico Stato, relativamente a redditi di fonte straniera, e la tassazione in uno specifico Stato di soggetti non residenti per redditi che derivano da tale Stato.

Le norme fiscali che regolano tali casi sono in genere incluse nelle norme interne dei singoli Stati.

Al fine di evitare che specifiche categorie di reddito siano tassate nello Stato della fonte e nello Stato di residenza del percipiente, ci sono norme contenute preminentemente nei trattati contro le doppie imposizioni che allocano il diritto di tassazione relativamente a una specifica categoria di reddito a uno o a più Stati, anche se in quest’ultimo caso il diritto impositivo viene in genere limitato.

La distinzione fra contribuenti residenti e non residenti, come pure fra redditi di fonte estera e di fonte interna, si applica sia alle persone fisiche che alle persone giuridiche.

Con riferimento ai soggetti persona giuridica, è importante non solo fare una distinzione relativamente alla fonte da cui deriva il reddito, ma anche relativamente alla forma giuridica assunta dal contribuente per lo svolgimento dell’attività economica.

Esempio di fattispecie di doppia tassazione dei redditi di fonte estera

Nel caso di un’impresa internazionale, gli investimenti all’estero possono essere effettuati assumendo diverse forme giuridiche, fra cui:

  • Una società estera sussidiaria;
  • Una branch estera (stabile organizzazione);
  • Un ufficio di rappresentanza estero, ovvero
  • Svolgendo direttamente all’estero una specifica attività senza assumere alcuna particolare forma giuridica o
  • Effettuando investimenti esteri di natura “passiva“, ovvero
  • Mediante la detenzione di partecipazioni in una società all’estero senza intraprendere direttamente attività economiche in tale Stato.

Nel caso di persone fisiche è, inoltre, importante tenere conto della durata della permanenza della persona in un certo Stato al fine di stabilire il trattamento di tale persona quale residente o non residente di uno specifico Stato.

Ciò è particolarmente rilevante per il trattamento fiscale degli espatriati e dei trasferisti internazionali.

L’eliminazione dei fenomeni di doppia imposizione internazionale

La definizione tradizionale di “fiscalità internazionale” si riferisce alle norme giuridiche che stabiliscono regole volte a ridurre o eliminare la doppia imposizione.

Doppia imposizione che deriva dalla situazione di conflitto dovuta al fatto che gli Stati, in genere, applicano la tassazione a livello mondiale sul reddito prodotto da parte dei propri residenti ma anche sul reddito di fonte interna percepito dai soggetti non residenti.

Tale forma di doppia imposizione è denominata doppia imposizione giuridica internazionale: un soggetto è tassato due volte in diversi Stati per lo stesso reddito.

Le regole per l’eliminazione o la riduzione della doppia imposizione giuridica possono rinvenirsi nel corpo delle norme fiscali proprie di uno Stato. Oppure, nelle norme principali che si propongono tale scopo sono i trattati contro la doppia imposizione per le imposte sui redditi e sul capitale.

La maggior parte di tali trattati sono bilaterali. Attualmente ci sono quasi 7000 trattati in essere.

La pianificazione fiscale internazionale (tax planning)

Una particolare area di applicazione della fiscalità internazionale è la pianificazione fiscale internazionale.

Essa consiste nell’utilizzo delle norme per l’eliminazione della doppia imposizione (siano esse derivanti da trattati fiscali, o da leggi interne) e anche di norme di altro tipo contenute nelle leggi fiscali di diversi Stati.

Questo al fine di ridurre il carico fiscale in modo tale che il contribuente paghi un importo quanto più inferiore possibile di imposte, spesso anche al di sotto del livello di tassazione perseguito dal legislatore.

Una parte rilevante della pianificazione fiscale internazionale è la strutturazione a livello societario di gruppi attraverso l’interposizione di società. Questo con lo scopo di svolgere specifiche attività economiche, fra cui la detenzione di partecipazioni, il finanziamento di gruppo, ecc.

Quale risposta alle strategie fiscali adottate dai contribuenti, molti Stati hanno introdotto nella propria legislazione domestica norme al fine di combattere l’elusione e l’evasione fiscale.

Tra cui segnalo la normativa sulle Controlled Foreign Companies  (CFC), norme anti abuso nell’utilizzo dei paradisi fiscali, il transfer pricing .

I trattati fiscali più recenti contengono un numero sempre più elevato di norme.

Questo con l’obiettivo di garantire che i benefici derivanti dal trattato siano riconosciuti solo ai contribuenti che rispettano una serie di condizioni o test.

Inoltre, sempre più spesso i trattati fiscali riconoscono la compatibilità delle norme antielusive con i trattati stessi.

L’identificazione dei principi di tassazione internazionale

Un’ambito rilevante della fiscalità internazionale riguarda l’applicazione dei principi di tassazione internazionale. Principi promulgati da alcune particolari associazioni sovranazionali, quali l’Unione Europea, l’OCSE e altri.

La maggior parte delle regole emesse dall’OCSE non sono vincolanti. Esse, tuttavia, vengono prese in considerazione da molti Stati  nello sviluppo delle proprie politiche fiscali e nell’ambito della negoziazione dei trattati.

Altre iniziative assunte dall’OCSE riguardano la pubblicazione di un Modello di Convenzione contro le Doppie Imposizioni di redditi e capitali.

Un altro esempio è un Modello di Accordo per lo Scambio di Informazioni in materia fiscale, che è stato utilizzato come base per la negoziazione di centinaia di accordi bilaterali per lo scambio di informazioni.

Diversamente, le direttive e i regolamenti emessi dall’UE sono vincolanti per gli Stati membri e devono essere obbligatoriamente recepite.

Lo stesso dicasi per le sentenze della Corte di Giustizia Europea.

La tassazione dei diplomatici

Un ultimo ambito di applicazione della fiscalità internazionale riguarda la tassazione dei diplomatici e dei dipendenti delle organizzazioni intergovernative.

Le regole che si applicano a tali fattispecie sono rinvenibili nelle tre convenzioni di Vienna, nelle norme interne e nella prassi internazionale.

Manuale di fiscalità internazionale: consigli

Come detto, in questo contributo, non ci sono pretese di voler esplicare in modo accademico la fiscalità internazionale. Piuttosto, invece, l’intento è quello di farti capire quali possono essere le implicazioni pratiche legate alla fiscalità internazionale nella nostra vita quotidiana.

Se desideri, invece, approfondire in modo accademico l’ambito della fiscalità internazionale, ti lascio a questo manuale che può esserti utile a questo scopo:

Consulenza in ambito di fiscalità internazionale

Se stai leggendo questo articolo probabilmente hai un dubbio un problema o una questione da risolvere riguardante uno degli aspetti che delimitano la fiscalità internazionale.

Prima di evitare di commettere errori inutili, che possono costarti caro in caso di un accertamento fiscale, è sempre opportuno affidarsi a professionisti preparati su questi particolari aspetti legati al diritto tributario.

Il mio studio tributario si occupa da anni di questi aspetti e saremo in grado sicuramente di ascoltare la tua problematica ed indicarti le modalità migliori per poterla risolvere. Il consiglio che posso darti, comunque, è quello di rivolgerti sempre a dottori commercialisti esperti in questo ambito. Solo in questo modo potrai essere sicuro di essere assistito da un professionista preparato e certificato dall’appartenenza all’albo professionale.

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