Fatture da non residenti con IVA errata: come regolarizzare?

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Soggetto non residente che emette fattura a cessionario italiano con IVA italiana (presenza di rappresentante fiscale o identificazione dello stesso in Italia). In questo caso l’IVA non è assolta con autofattura ed il cessionario è soggetto a sanzione fissa (da € 250 a € 10.000). La regolarizzazione può avvenire con la mancata detrazione dell’imposta o con emissione della fattura in reverse charge dal cessionario. Fatture da non residenti con IVA errata: sanzioni e rimedi.

Il soggetto passivo IVA italiano è tenuto ad assolvere l’IVA per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate in Italia da soggetti non residenti attraverso:

  • L’emissione di un’autofattura, in caso di cedente soggetto passivo extra-UE;
  • L’integrazione della fattura in caso di cedente soggetto passivo comunitario.

Queste disposizioni sono previste ai sensi dell’articolo 17, comma 2, del DPR n 633/72. Per approfondire: “Autofattura o Integrazione: guida all’assolvimento dell’IVA

Questa procedura si rende applicabile anche nel caso in cui il soggetto estero disponga di una partita IVA italiana. Cosa che può verificarsi a seguito:

In quest’ultimo caso, tuttavia, può accadere che il soggetto non residente, mediante la propria partita IVA italiana, effettui erroneamente la rivalsa dell’IVA per un’operazione rilevante in Italia (Risoluzione n 21/E/15 dell’Agenzia delle Entrate).

In questa fattispecie il soggetto cessionario italiano si trova in una situazione irregolare. Infatti, se si detrae quell’IVA siamo di fronte ad un indebito assolvimento dell’Imposta.

Vediamo come poter risolvere questa fattispecie.

Fatture da non residenti con IVA: sanzioni e rimedi
Fatture da non residenti con IVA: sanzioni e rimedi

FATTURE DA NON RESIDENTI CON IVA ERRATA: SANZIONI

La fattispecie oggetto di analisi è quella legata alla ricezione di una fattura che presenta un assolvimento dell’IVA irregolare.

Classico caso è quello di un soggetto non residente che emette fattura ad un soggetto cessionario italiano con la propria partita IVA italiana. Questa fattispecie, prevede, infatti, l’assolvimento dell’IVA mediante Reverse Charge.

Ma come comportarsi quando si riceve, in questa fattispecie, una fattura con IVA italiana?

Prima di tutto occorre chiarire che la fattura con IVA italiana deriva o dal Rappresentante fiscale italiano del soggetto estero, o dalla sua identificazione diretta.

In questo caso, se il cessionario italiano si detrae l’IVA si trova in una fattispecie di detrazione irregolare dell’IVA. In questo caso è applicabile una sanzione in misura fissa, che va da € 250,00 a € 10.000,00.

Sanzione dovuta all’assolvimento del tributo secondo le modalità ordinarie invece che con il meccanismo del Reverse Charge (articolo 6, comma 9-bis1 del Dlgs n 471/97).

FATTURE DA NON RESIDENTI CON IVA: QUALE IL CORRETTO COMPORTAMENTO DA TENERE?

Ufficialmente non vi è alcun documento di prassi dell’Agenzia delle Entrate su questa fattispecie. In particolare, non si sa quale sia il parere dell’Agenzia delle entrate sul comportamento che il cessionario o committente deve tenere al fine di non incorrere in sanzione.

Proviamo, tuttavia, ad effettuare qualche ragionamento sulla disciplina sanzionatoria. La norma in questione, articolo 6, comma 9-bis1 del Dlgs n 471/97, stabilisce che, se l’IVA è stata comunque assolta dal cedente o prestatore, il committente non è tenuto a sua volta ad assolvere l’imposta. Questo significa, che rimane salvo, per quest’ultimo il diritto alla detrazione.

Sul punto si deve tenere presente la frequente indisponibilità del soggetto passivo non residente a rettificare l’operazione attraverso l’emissione di una nota di variazione in diminuzione. Il tutto, con conseguente emissione della fattura senza esposizione dell’IVA in applicazione del reverse charge.

Vediamo, a questo punto le due soluzioni possibili.

INDETRAIBILITA’ DELL’IVA E AUTOFATTURA

Questa è la prima modalità di correzione di fatture da non residenti con IVA italiana esposta.

In questo caso il cessionario o committente dovrebbe regolarizzare in autonomia l’operazione ai sensi dell’articolo 6, comma 9-bis del Dlgs n 471/97.

  • Omettendo di esercitare la detrazione dell’IVA erroneamente addebitata in rivalsa da parte del soggetto non residente;
  • Presentando all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente un documento integrativo in duplice esemplare (autofattura), con indicazione dell’imponibile, dell’imposta e dell’aliquota, o, in alternativa, elaborando la predetta autofattura in formato elettronico e trasmettendola al SdI (provv. Agenzia delle Entrate 30 aprile 2018 n. 89757, §. 6.4, in merito alla regolarizzazione delle operazioni imponibili);
  • Annotando il documento (autofattura) sia nel registro delle vendite che nel registro degli acquisti;
  • Liquidando l’imposta secondo le regole ordinarie.

Qualora la procedura descritta venga attivata decorsi 30 giorni dalla data di emissione della fattura irregolare (con esposizione dell’IVA), sono dovute sanzioni.

E’ necessario anche versare la sanzione pari a € 250. Ferma la possibilità di ridurne l’importo da 1/9 a 1/5, avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso ex art. 13 del DLgs n 472/97.

In particolare, qualora l’autofattura venga presentata all’Agenzia delle Entrate (o trasmessa al SdI) con un ritardo non superiore a 90 giorni, la sanzione sarà ridotta a 1/9, divenendo pertanto pari a  27,80.

Il codice tributo da utilizzare è il 8904.

EMISSIONE DI AUTOFATTURA CON SOLO IMPONIBILE

Questa è la seconda modalità di correzione di fatture da non residenti con IVA italiana esposta.

In alternativa alla predetta procedura di regolarizzazione, ma sempre nel rispetto del limite dei 30 giorni al fine di non incorrere in sanzioni, il cessionario o committente, valorizzando quella parte della norma sanzionatoria che rende salvo il diritto alla detrazione dell’imposta erroneamente addebitata dal cedente o prestatore (circolari Agenzia delle Entrate nn. 16/2017 e 11/2019), dovrebbe poter agire nel modo seguente:

  • Corrispondere l’IVA esposta in fattura al cedente o prestatore non residente;
  • Registrare sul registro IVA degli acquisti la fattura emessa dal soggetto non residente;
  • Detrarre l’imposta in via ordinaria;
  • Regolarizzare l’operazione presentando all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente un documento integrativo in duplice esemplare (autofattura), con indicazione del solo imponibile oppure, in alternativa, elaborando la predetta autofattura in formato elettronico e trasmettendola al SdI.

FATTURE DA NON RESIDENTI: CONCLUSIONI

In questo articolo ho voluto riepilogare gli adempimenti legati alla correzione della fattispecie legata a fatture ricevute da non residenti con IVA esposta.

Le possibilità di regolarizzare questa situazione sono legate a due modalità:

  • Indetraibilità dell’IVA e autofattura;
  • Emissione di autofattura con solo imponibile.

Un modo di procedere come quello appena descritto appare rispettoso:

  • Da un lato, del principio di neutralità dell’imposta sancito in diverse occasioni anche dalla Corte di Giustizia Ue;
  • Dall’altro, delle esigenze di trasparenza e collaborazione alle quali devono conformarsi i rapporti con l’Amministrazione finanziaria.

Per qualsiasi dubbio sulla tua posizione fiscale, contattami per ricevere un preventivo legato alla risoluzione delle tue problematiche in ambito IVA.

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