Quali sono i contributi INPS che deve versare una partita IVA in regime forfettario? Attraverso la risposta a questa domanda andiamo ad analizzare le casistiche in cui una partita IVA è tenuta ad effettuare versamenti alle gestioni previdenziali dell’INPS. Questo articolo è dedicato a tutti gli imprenditori individuali ed ai professionisti (non iscritti ad albi o ruoli professionali) che devono, obbligatoriamente, versare i contributi all’INPS connessi alle gestioni previdenziali degli artigiani o dei commercianti, o della gestione separata.

Regime forfettario e contributi INPS

I Contributi INPS rappresentano, sicuramente, l’aspetto che desta maggiore preoccupazione per i soggetti che vogliono avviare un’attività professionale o imprenditoriale in proprio. La motivazione principale di questa preoccupazione così diffusa è che in molti casi i contributi devono essere versati anche in caso di fatturato pari a zero. Nella mia esperienza di consulente fiscale ho visto molti aspiranti imprenditori rinunciare alla possibilità di avvio della loro impresa, perché spaventati dalla gestione contributiva.

Non ci sono differenze, che tu sia un artigiano che vuole vendere i propri prodotti home made, o che tu sia un marketer che vuole sfruttare affiliazioni o advertising sul web, la gestione IVS INPS artigiani e commercianti è comunque dovuta, con i suoi versamenti fissi per circa 4.000 euro annue. Tuttavia, come vedremo meglio in seguito, attraverso il regime forfettario è possibile chiedere una riduzione del 35% dei contributi previdenziali dovuti annualmente. Per quanto riguarda, invece, i professionisti in regime forfettario, la gestione separata non prevede versamenti previdenziali obbligatori. In questo caso i contributi previdenziali dovuti sono calcolati in percentuale sul reddito prodotto dal professionista (questo significa che in assenza di fatturato, non sono dovuti contributi). Tuttavia, per i professionisti in regime forfettario non è prevista alcuna agevolazione contributiva connessa alla gestione separata.

In questi anni ho ricevuto tantissimi contatti di imprenditori individuali che dopo aver aperto la partita IVA  non sono poi riuscite a stare al passo con i contributi previdenziali INPS da pagare. Si comincia sempre “saltando” una scadenza, pensando che potrà essere versata quando le cose andranno meglio, per poi finire, quasi senza rendersene conto, con un debito insostenibile (con la notifica, nel tempo, di avvisi di irregolarità e cartelle di pagamento). Per questo motivo è importante iniziare la propria avventura di lavoratore autonomo con il piede giusto, individuando, da subito il proprio “peso” previdenziale anche in relazione al fatto che il regime forfettario permette di stimare, anche fattura per fattura (e quindi incasso per incasso) l’importo dei contributi previdenziali dovuti.

Partite IVA in cattiva salute

Riuscire a tirarsi fuori da queste situazioni di omessi versamenti previdenziali non è mai semplice e soprattutto è molto costoso (più passa il tempo maggiori sono le sanzioni e gli interessi di mora dovuti per la regolarizzazione). Trovarsi in una situazione dove non si riesce ad adempiere regolarmente agli obblighi previdenziali, nel lungo termine, può portare ad avere vita corta come imprenditore, e soprattutto problematiche legate alle azioni cautelari ed esecutive che potrebbe porre in essere l’Agente della riscossione.

Ti dico questo non tanto per scoraggiarti nel portare avanti la tua idea di business, ma per renderti cosciente di come sta la situazione. Soltanto conoscendo i problemi si può trovare una soluzione per superarli! Per questo motivo ci tengo a ricordarti quanto sia importante prestare la massima attenzione ai primi anni di attività. Sono in assoluto i più difficili. Il consiglio è quello di assicurarti sempre di avere accanto un professionista (dottore Commercialista) che possa davvero essere un valore aggiunto per i tuoi adempimenti amministrativi fiscali e contributivi.

Partita IVA: lavoratore autonomo o ditta individuale?

Vuoi sapere quanti Contributi Inps dovrai pagare se apri la Partita Iva con il nuovo Regime Forfettario? 

Questa domanda è sicuramente quella che più di ogni altra mi è stata rivolta negli ultimi due anni. Per questo ho dedicato questo articolo alla spiegazione dettagliata del funzionamento dei contributi INPS da versare per le partite IVA che operano con il regime forfettario. Innanzitutto devi sapere che una delle prime scelte che deve fare chi vuole aprire la partita IVA è decidere quale attività andrà a svolgere. So che sembra una cosa banale e in alcuni casi lo è.

Un architetto, un commerciante, o chi vuole avviare un ristorante (ad esempio) non ha difficoltà a dirti quale attività vuole iniziare. In altri casi invece può essere più complicato, magari perché non si sa bene come “catalogare” il lavoro che si andrà a fare. Oppure non si tratta di una sola attività, ma di molteplici da esercitare contemporaneamente. Ti parlo di questo perché devi stare molto attento in questa fase: da questa scelta dipende quanto dovrai pagare di contributi INPS. Puoi farti un’idea in questo contributo che ho dedicato all’argomento: “Partita IVA: lavoratore autonomo o ditta individuale?“.

Attività professionale o commerciale

Ad ogni modo, qualunque sia la tua attività, rientra in una di queste due categorie:

  • Attività commerciale;
  • Lavoro autonomo.

Queste due categorie sono soggette al pagamento di contributi INPS in misura diversa e presentano entrambe dei vantaggi e degli svantaggi. Attenzione al fatto che questa classificazione non avviene a scelta del contribuente, ma vi sono binari obbligatori a seconda dell’attività che viene concretamente svolta nell’attività (attività professionale o attività artigianale o di impresa).

Come regola generale, se tu eserciti un’attività ove è prevalente il lavoro intellettuale rispetto all’impiego di capitale e mezzi, allora sei un professionista (lavoratore autonomo), altrimenti stai esercitando un’attività commerciale, quindi sei un’impresa. Questa distinzione avviene attraverso l’importantissima scelta del codice attività (ATECO) al momento di apertura della partita IVA.

Attenzione! la distinzione tra attività professionale, artigianale o di impresa non è sempre così semplice. Per questo l’analisi con un professionista della tua situazione e dell’attività che vuoi avviare è indispensabile! Detto questo andiamo ad analizzare le due diverse contribuzioni INPS per attività commerciali e per lavoratori autonomi (professionisti).

Contributi INPS in regime forfettario per attività commerciali e artigianali

Nella categoria delle imprese commerciali rientrano tutti i soggetti che svolgono le attività tipiche dei commercianti (quindi negozi, ristoranti, esercizi al minuto, etc), ma anche i soggetti che svolgono attività artigiane (come ad esempio i fotografi, e i consulenti informatici, etc). Se la tua è attività è considerata un’attività di tipo commerciale, sei tenuto obbligatoriamente, al momento di apertura della partita IVA, ad iscriverti alla Gestione IVS INPS artigiani e commercianti. Si tratta di una gestione previdenziale assai onerosa, ma che garantisce, al momento di maturazione dei requisiti, di ottenere una pensione, rapportata ai contributi effettivamente versati.

La gestione previdenziale IVS INPS artigiani e commercianti, prevede il versamento, durante l’anno, di due tipologie diverse di contributi:

  • Contributi fissi (da versare a prescindere del reddito conseguito);
  • Contributi a percentuale (che si versano in percentuale sul reddito), se il lavoratore autonomo ha percepito un reddito superiore al minimale per il quale vengono versati i contributi fissi.

Vediamoli insieme.

Contributi fissi

Sicuramente è la categoria di contributi che non fa dormire sonni tranquilli a buona parte di artigiani e commercianti. Il motivo è che sono contributi obbligatori, quindi devono essere sempre versati, indipendentemente dal reddito. Attualmente i contributi fissi da pagare sono di circa 4.000 euro annui sia per gli artigiani che per i commercianti. Tali contributi dovuti in quatto rate annuali, le cui scadenze sono:

  • 16 febbraio;
  • 16 maggio;
  • 22 agosto;
  • 16 novembre.

Contributi a percentuale sul reddito

Questa seconda tipologia di contributi, non è sempre dovuta. I contributi in percentuale alla gestione IVS artigiani e Commercianti sono dovuti solo se il tuo reddito imponibile (derivante dall’attività) alla fine dell’anno supera la soglia di €. 16.243,00. Fortunatamente tali contributi non sono dovuti su tutto il reddito imponibile ma soltanto sulla quota che supera la franchigia di minimale contributivo (per la quale sono già stati versati i contributi in misura fissa).

Proviamo a fare un esempio. Supponiamo che il tuo reddito derivante dalla tua attività di artigiano, sia di 16.700,00 euro.  I contributi dovuti alla gestione IVS INPS artigiani e commercianti solo su 457,00 euro.

Nella tabella qui sotto puoi vedere a quanto ammonta la percentuale da pagare in base alla tipologia di attività e all’anzianità:

SOGGETTI INTERESSATISCAGLIONE DI REDDITOARTIGIANICOMMERCIANTI
Titolari di qualunque età e coadiuvanti/ coadiutori di età superiore ai 21 annifino a € 48.279,00
superiore a € 48.279,00
24%

25%
24,48%

24,48%
Coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 annifino a € 48.279,00
superiore a € 48.279,00
22,80%

23,80%
23,28%

24,28%

Regime forfettario: agevolazione sui contributi INPS per artigiani e commercianti

Quella appena descritta è la situazione oggettiva, che vale per tutti i contribuenti. Tuttavia, i soggetti che aprono partita IVA scegliendo il regime forfettario (avendo preventivamente verificato il rispetto dei requisiti di accesso previsti) hanno la possibilità di chiedere all’INPS l’applicazione di una riduzione del 35% dei contributi dovuti alla gestione artigiani e commercianti da pagare. Tale agevolazione non vale solo per i soggetti che avviano l’attività, ma per tutti i contribuenti che esercitano un’attività commerciale o artigianale e adottano il regime forfettario per la determinazione del loro reddito. La cosa più importante da sottolineare è che la riduzione del 35% dei contributi si calcola sul totale dei contributi dovuti, sia quelli fissi che quelli a percentuale (contributi variabili sulla quota eccedente il minimale contributivo).

L’aspetto negativo della riduzione contributiva consiste nel fatto che tale riduzione potrebbe portare l’imprenditore a non riuscire a maturare una annualità contributiva piena, se non versa un importo complessivo annuale almeno pari al minimale previsto.

Eccoti, di seguito, alcuni esempi pratici per capire meglio il risparmio che puoi ottenere attraverso la richiesta di questa riduzione contributiva all’INPS.

Esempio a) – Un soggetto ha iniziato l’attività di agente di commercio nell’anno “n”. Alla fine dell’anno il suo reddito imponibile, in regime forfettario è stato pari a 12.000 euro. I contributi che tale soggetto è tenuto a versare alla gestione IVS artigiani e commercianti dell’INPS sono soltanto quelli fissi che, grazie allo sconto del 35%, si riducono a 2.589 euro (invece di 3.983,73).

Esempio b) – Nel caso in cui, invece, alla fine dell’anno il reddito del soggetto ammonti a 23.000 euro, oltre ai contributi fissi (€. 2.589 euro, calcolati come nell’esempio precedente), è tenuto a pagare anche i contributi in percentuale. Infatti, come abbiamo detto, i contributi a percentuale si pagano sulla quota di reddito che supera la soglia di 16.243 euro e quindi nel nostro esempio (avendo un reddito di 23.000 euro) su 6.757 euro. Su tale importo deve essere applicata l’aliquota del 24,48%, sottraendo poi la riduzione del 35%, per un totale di ulteriori 1.075 euro di contributi eccedenti il minimale. Pertanto, in questo caso, il totale dei contributi dovuti dall’agente di commercio è apri a 3.664 euro (2.589 + 1.075).

Versamento dei contributi con modello f24 per artigiani e commercianti in regime forfettario

Artigiani e commercianti sono tenuti a pagare i contributi dovuti all’a gestione IVS INPS mediante modello F24, indicando nel modello i seguenti dati:

  • Codice sede: indicare il codice della sede Inps presso la quale è aperta la posizione contributiva;
  • Causale contributo: indicare l’esatta causale di pagamento per artigiani e commercianti, ovvero, se si tratta di:
    • Pagamento contributi dovuti sul minimale di reddito. Gli artigiani devono indicare AF e i commercianti CF;
    • Pagamento contributi eccedenti il minimale di reddito (a debito): artigiani AP e commercianti CP;
    • Pagamenti rateale dei contributi dovuti eccedenti il minimale: per artigiani APR e commercianti CPR;
    • Causale per contributi Inps primo pagamento con F24: Contributi dovuti sul minimale di reddito anni pregressi. AFP e CFP e Contributi dovuti sul reddito eccedente il minimale anni pregressi: APP e CPP;
    • Regolarizzazione pagamento contributi scaduti a seguito di accertamento: Pagamento per intero dei debiti segnalati con avviso di pagamento. AR ARN e CR ARN. Pagamento contributivi scaduti eccedenti il minimale a seguito di accertamento con adesione: APMF e CPMF. Rateizzazione pagamento contributi a seguito di domanda di dilazione in fase amministrativa AD e CD;
  • Codice Inps: riportare il codice di 17 cifre, indicato nella lettera INPS presente nel Cassetto previdenziale;
  • Indicare il periodo di riferimento “da”: ossia, il mese e l’anno di inizio periodo contributivo a cui si riferisce il pagamento;
  • Indicare il periodo di riferimento “a”: il mese ed anno di fine periodo contributivo;
  • Indicare in importi a debito versati: l’importo dei contributi o degli interessi che artigiani e commercianti versano;
  • Indicare gli importi a credito eventualmente da compensare.

Per approfondire la riduzione contributiva INPS per artigiani e commercianti in regime forfettario ti consiglio la lettura di questo articolo: “Riduzione contributi inps 35% per forfettari“.

Contributi INPS regime forfettario per lavoratori autonomi

Nella categoria dei lavoratori autonomi rientrano i liberi professionisti che non hanno una autonoma cassa di previdenza (come ad esempio i consulenti marketing e i grafici, gli amministratori di condominio, i fisioterapisti, etc). Tali soggetti, in virtù della non appartenenza ad una cassa di previdenza devono obbligatoriamente ad iscriversi alla gestione separata INPS. Si tratta di una gestione previdenziale in cui confluiscono un grande numero di soggetti che fanno attività assai diverse. La particolarità di questa cassa previdenziale è che riceve tantissimi contributi, ma purtroppo di importo, spesso assai limitato, e ad oggi non consente di generare soltanto pochi redditi da pensione. Tuttavia, il vantaggio principale per chi appartiene a questa categoria contributiva è che non deve versare i contributi fissi (a differenza di artigiani e commercianti). Infatti i lavoratori autonomi pagano i contributi INPS in percentuale sul reddito professionale determinato ai fini fiscali (quindi se non guadagni niente non hai niente da pagare).

L’aliquota attualmente in vigore (per il 2022) è del 26,23% che si paga sul reddito effettivo risultante dalla dichiarazione dei redditi. Vediamo un esempio pratico.

Esempio C – Un soggetto, consulente marketing, ha aperto la partita IVA. Alla fine dell’anno il suo reddito è pari a 25.000 euro, e quindi dovrà versare 6.558 euro di contributi alla gestione separata INPS. Il lato negativo è che, a differenza di chi svolge un’attività d’impresa, non sono previste agevolazioni neppure per chi sceglie di operare con il regime forfettario. I lavoratori autonomi, quindi, hanno contributi INPS da pagare più alti rispetto a chi svolge un’attività d’impresa.

Versamento dei contributi con modello F24 per i professionisti iscritti alla gestione separata

I professionisti versano i propri contributi previdenziali con modello F24, in cui devono essere riportati il saldo e gli acconti dovuti alla gestione separata INPS. Il modello F24 deve essere così compilato:

  • Codice PXX, se il professionista è soggetto all’aliquota piena del 26,23%;
  • codice P10, se il professionista è soggetto all’aliquota ridotta del 24,00%;
  • Codici PXXR e P10R, per il pagamento a rate;
  • codice DPPI, per gli importi dovuti a titolo d’interessi (la maggiorazione è pari allo 0,40% se il saldo ed il primo acconto sono versati entro il mese successivo alla scadenza).

Regime forfettario e contributi previdenziali INPS: conclusioni e consulenza

In questo articolo ho cercato di realizzare una breve panoramica di quelli che sono gli obblighi contributivi INPS per imprenditori, artigiani e professionisti che operano con una partita IVA in regime forfettario. Il consiglio che posso darti se stai pensando di avviare la tua attività in proprio è di valutare attentamente gli obblighi previdenziali a cui sarai soggetto per simulare le tue uscite finanziarie e non farti trovare impreparato. Per questo è opportuno approfondire questi aspetti con il tuo dottore Commercialista. Se non hai un riferimento e desideri approfondire la tua situazione con me, hai la possibilità di contattarmi per ricevere il preventivo per una consulenza fiscale in grado di sciogliere i tuoi dubbi sull’attività di lavoro autonomo che intendi avviare. Allo stesso modo se la tua attività è già iniziata potremo approfondire insieme verso quali obiettivi dovrai tendere in futuro.

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    Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

    162 COMMENTI

    1. Salve,

      alla sezione “Contributi Inps: Attività commerciali”, primo paragrafo, lei scrive:

      “che svolgono attività artigiane (come ad esempio i fotografi, e i consulenti informatici).”

      Mi chiedevo se il consulente informatico è finito lì per errore, quindi rientrerà nel libero professionista (ne parla più sotto), oppure è da considerarsi un artigiano.

      Grazie.

    2. Non è finito li per errore, bisogna vedere se l’attività del consulente informatico può rientrare tra le attività professionali, oppure commerciali, ad esempio se realizza siti web, è sicuramente attività commerciale. Così prevede l’AdE.

    3. Grazie per la sua risposta.

      Ho dato un’occhiata in giro leggendo qua e là, ma ho avuto l’impressione che le definizioni non fossero così chiare, oppure sono io a non aver capito bene.
      Quello che ho capito, facendo una semplificazione grossolana, è che
      – L’artigiano è colui che realizza qualcosa da “zero” e poi volendo la vende.
      – Il commerciante è colui che acquista prodotti, all’ingrosso, per poi rivenderli.

      E se non erro, queste due categorie si differenziano da quella del professionista in quanto l’attività intellettuale, in quest’ultimo, è predominante (non me ne vogliano gli artigiani e i commercianti).

      Ancora grossolanamente, il consulente informatico, sia esso soltanto consultabile o che realizzi prodotti informatici, a parer mio rientra nella categoria del professionista.

      La pura e realizzazione di un sito web è assimilabile alla realizzazione di qualsiasi prodotto informatico (programmi su PC ecc.) fatto su commissione e con un committente (escludendo il servizio di hosting del sito che sarebbe a parte).

      A mio parere, quindi, il consulente informatico non sarebbe né un commeciante e nemmeno un artigiano.

      Magari mi sbaglio. Cosa ne pensa?

      C’è da qualche parte una definizione rigorosa data dall’AdE o altro ente?

      Grazie infinite.

      (Scarti pure il mio commento se ritiene il mio commento assimibilabile ad una richiesta di consulenza)

    4. Tutto corretto quello che dice. Il fatto è che l’Agenzia delle Entrate prevede che il consulente informatico che realizza siti web debba utilizzare il codice attività “62.01.00 – Produzione di software non connesso all’edizione (Programmazione di pagine web)”. Questo codice attività è tra quelli per cui è necessario iscriversi alla gestione artigiani dell’Inps. In teoria concordo con lei, ma in pratica questo è quanto. Poi alcuni utilizzano altri codici attività che rientrano tra le attività professionali, ma in caso di controlli si rischia molto: si rischia di vedersi richiede i contributi Inps e i pagamenti della Camera di commercio non effettuati, oltre ad altre sanzioni.

    5. Salve il codice attività 62.09.01 rientra come commerciale o libero professionista, attualmente ho la gestione separata inps aperta perché in precedenza avevo un’altra Partita Iva.

    6. Salve, dovrei aprire una P.IVA per fare attività di tutoraggio e consulenza nel settore della formazione.
      Il codice Ateco 85.60.01 è corretto, o devo aggiungere altro?
      Inoltre, devo iscrivermi come gestione separata ?

      grazie

    7. Lei ha bisogno di un Commercialista che la segua, da sola rischia solo di commettere errori, magari trova queste informazioni, ma rischia molto, anche solo per l’emissione corretta delle fatture. Se vuole la contatto in privato.

    8. Ho un dubbio che sicuramente mi potrete togliere. Un soggetto intenzionato ad aprire la partita IVA per operare come consulente assicurativo ed iscritto alla sez E del RUI, con mandato di subagente, rientra nella categoria dei Commercianti oppure in quella dei Liberi Professionisti senza cassa?

    9. Salve vorrei capire per aprire un’attività di noleggio attrezzature per feste e organizzazione feste winner planner in che categoria rientra per quanto riguarda i contributi Inps?
      Posso iscrivermi a una cassa di previdenza con gestione separata e pagare i contributi Inps per quanto guadagno?
      Grazie

    10. L’articolo è utilissimo! Io aprirei la partita iva, lavoro come web programmer e dovrei fatturare sempre ad una ditta di Los Angeles. Non guadagnerei più di 8000€ all’anno. In questo caso sarei libero professionusta e pagherei “solo” 25,72% all’anno del mio fatturato?

    11. L’attività che vuole svolgere è commerciale, deve iscriversi alla gestione commercianti Inps. La scelta del regime previdenziale dipende dall’attività svolta, la scelta non è libera.

    12. Buongiorno
      Dopo 3 anni fegati dalla Fornero, dovevo andare in pensione lo scorso 1° maggio ma siccome nel 2016 ero a regime forfetario, al momento della domanda l’impiegato Inps mi comunica che gli anni a regime forfetario, a livello pensionistico, vengono conteggiati solo 7 mesi. Lei mi può confermare questa “truffa”? Dico truffa perché non ho trovato un professionista che fosse al corrente di ciò.
      La ringrazio per la gentile disponibilità. Buona serata.
      Roberto Marzari

    13. Se non si raggiunge il minimale contributivo non viene conteggiato un anno di contributi, ma in percentuale rispetto al versato. Questo non dipende dal regime forfettario, ma dal regime contributivo Inps.

    14. Buongiorno,

      in sede di dichiarazione dei redditi di quest’anno, come regime forfettario, e iscritta alla gestione separata, ho avuto ricavi pari a 1.000 euro e nessun costo. Per pagare i contributi INPS se non sbaglio devo moltiplicare il reddito fiscale X 25% e su quello pagare i contributi con F24?
      Grazie.

    15. Il calcolo dei contributi dovuti viene fuori dal quadro RR della dichiarazione dei redditi. Non improvvisi, rischia di commettere errori. Si affidi ad un professionista per la sua dichiarazione dei redditi.

    16. Buongiorno, volevo delle delucidazioni inerenti alla compilazione dell’F24, se possibile.
      1) Se si volessero pagare a rate i contributi INPS (gestione separata in quanto professionista autonomo senza cassa specifica) bisogna generare ogni mese un F24 con l’importo della rata con codice PXXR (o P10R se con altro piano previdenziale) già a partire da giugno? Oppure si deve fare una richiesta specifica?
      2) Il numero delle rate va da 3 a 6 come per l’imposta? esempio 4 rate: giugno, luglio, agosto e settembre? Oppure c’è un numero preciso da rispettare?
      3) In questo caso quali sono gli interessi? Sempre in riferimento a quelli dell’imposta? (0,14%; 0,47% ecc..)

      Grazie per la disponibilità

    17. Deve generare gli F24 del rateizzo, le cui date coincidono con quelle di versamento delle imposte. Può scegliere lei il numero di rate che vuole rispettando quelle massime consentite. Ci sono da calcolare gli interessi, naturalmente.

    18. Spero di non risultare pesante: quindi se ogni 16 del mese, a partire da giugno, pagassi telematicamente la rata per i contributi INPS mettendo codice P10R e da luglio anche la quota di interessi con codice DPPI andrebbe bene? Oppure si deve procedere in altro modo?
      Mi scuso sempre per il fatto che approfitto della Sua disponibilità.
      Grazie mille

    19. Buongiorno, sono un po’ di settimane che cerco di informarmi sull’apertura della partita Iva con il regime forfettario ma trovo sempre definizioni e esempi discordanti. Sarei grato se riusciste ad aiutarmi.
      L’attività dove inizierò a collaborare ha un codice Ateco tale che permetto un reddito lordo di 30000 euro annui, con un coefficiente di redditività del 78%. Quanto pago di tasse se apro la Partita Iva?
      Ringrazio in anticipo chiunque mi aiuti.

    20. Buongiorno. Sono un libero professionista autonomo, proprietario di una partita Iva in regime forfetario e iscritto alla gestione separata Inps. Mi trovo a dover versare per la prima volta i contributi previdenziali. Il mio reddito relativo all’anno d’imposta 2016 è inferiore al minimale contributivo. Ai fini fiscali sono obbligato a versare una quota minima o posso semplicemente applicare l’aliquota pur senza maturare un anno ai fini pensionistici? Grazie a chi vorrà aiutarmi.

    21. sono disoccupato.non ho nessun reddito da LAVORO.vivo di altre rendite finanziarie. faccio consulenze per un totale di incasso inferiore a 5000 euro anno.da luglio mi comunicano che posso essere pagato solo con partita iva.vorrei sapere aprendo p iva forfettario su questi 5000 euro lordi alla fine quanto intasco netto?

    22. ne approfitto.ultima domanda.ma imposte e contributi nel caso citato da me non sono fissi ma proporzionali al fatturato?se apro questa p iva forfettaria e poi non guadagno nulla perche’ non lavoro non ho costi fissi?grazie mille

    23. grazie.ne parlero’ al mio commercialista ma sono confuso.lui mi dice 30% inps e 15% stato totale 45% trattenute….molte persone che fanno queste consulenze pagano in modi tutti diversi… io cerco solo un modo per potere fare piccole consulenze solo per arrotondare …anche una fattura di 300-400 euro mi fa comodo…nulla di piu’

    24. Sono in procinto di aprire una partita Iva codice 74.90.99 reg forfettario.Mi hanno detto che posso forse richiedere la riduzione del 35% aliquota 25,72 % inps .E’ possibile?
      Inoltre volevo gentilmente chiedere se avendo lavorato per 24 anni con contratto indeterminato sul calcolo della pensione futura ci siano ricadute negative aprendo questa partita iva.Grazie

    25. Le hanno spiegato male, la deduzione c’è, ma per chi opera nella gestione commercianti. Lei ha bisogno di un commercialista, se vuole può affidarsi a noi. Per la gestione contributiva tutto dipende da alcune variabili.

    26. Se possiede i requisiti previsti dalla norma, avrà tassazione al 5%. Si avvalga dell’ausilio di un Commercialista per evitare errori. Se vuole siamo a disposizione per assisterla su tutti gli adempimenti fiscali.

    27. Buonasera, scusate se disturbo nuovamente. Allora io ho eseguito il pagamento telematico di F24 della prima rata del saldo e primo acconto ma è stato respinto dalla banca poiché ho un IBAN associato a carta prepagata e non a cc (cosa che sono venuto a sapere solamente dopo e non capisco per quale motivo non si possa addebitare su prepagata quando si ha la disponibilità nel conto). Quindi per rientrare comunque nel termine del 30/06 ho effettuato il pagamento allo sportello, ma ho saputo solo ora che per i contribuenti con P.Iva è obbligatorio il pagamento telematico. Ora se effettuo il pagamento dalla seconda rata in poi con conto corrente va bene oppure devo fare qualcosa di specifico per non incorrere in eventuali sanzioni (comunque non definite dalla Ag. delle entrate)?
      Grazie per la disponibilità

    28. Si si questo lo so, ma avendo sentito di eventuale sanzione (non spiegata da nessuna parte, in nessuna direttiva) volevo sapere se potessi fare qualcosa per la prima rata pagata allo sportello, oppure lasciare e così e sperar solo bene.

    29. Nella sezione lavoratori autonomi l’esempio c mi pone un dubbio, ovvero il reddito imponibile su sui calcolare l’aliquota inps 25,72% è dato dai ricavi totali o dai ricavi totali * coefficiente di redditività relativo al codice attività scelto?

      Grazie

    30. Ok, la ringrazio. Ultima cosa: gli interessi di rateizzazione della parte INPS, da inserire con codice DPPI, sono uguali a quelli dell’erario? Quindi 0,18% per la seconda rata, 0,51% per la terza e 0,84% per la quarta?

    31. La partita iva reg forfettario lavoratori autonomi non ha costi fissi.i lavoratori autonomi pagano i Contributi Inps in percentuale sul reddito professionale determinato ai fini fiscali (quindi se non guadagni niente non hai niente da pagare).la mia domanda è questo regime per quanti anni si puo’ mantenere?

    32. sono lavoratore autonomo con regime forfettario.quest’anno non sto fatturando nulla.se resto a zero per tutto l’anno che cosa mi consigliate di fare?posso lascarla aperta senza costi?devo chiuderla?se la chiudo quanto mi costa?posso eventualmente riaprirla?grazie

    33. La risposta migliore dipende da una serie di considerazioni da fare, che riguardano la su attività e il suo futuro. Chiudere partita Iva e riaprila non è fattibile in tempi brevi.

    34. Grazie mille .Ma se mantenermela non ha costi fissi e se non fatturo non spendo nulla forse non costando nulla tenermela dormiente meglio lasciarla aperta in attesa di una ripresa delle fatture

    35. ok ma se il soggetto per anni ha un reddito inferiore al minimale previsto dovra’ quindi continuare a versare il 25% all’inps a fondo perduto cioe’ inutile ai fini contributivi?

    36. Quando raggiungerà il minimale raggiungerà un anno contributivo. Se ci vogliono 10 anni per raggiungere la soglia, dopo questo tempo si avrà un anno di contributi versati.

    37. Chiedo scusa per la mia ignoranza.Riassumendo:
      regime forfettario lav autonomo aperto ora nel 2017
      reddito annuo lordo 2017 5000 eur
      nel 2018 in sede di dichiarazione
      iva 25% circa
      tasse 5%
      l’acconto che dovro’ pagare per il 2019 è calcolato su un fisso minimo stabilito o sui 5000 eur guadagnati nel 2017?

    38. Se intende di imposte e contributi circa il 25% del fatturato. Se poi intende il costo del commercialista che la seguirà per dichiarazione e adempimenti possiamo farle un preventivo.

    39. Chiedo gentilmente se in un regime forfettario lavoratore autonomo sia obbligatoria la Pec.In altre parole se devo spedire per email la fattura devo procurarmi una Pec?

    40. Articolo fatto molto bene.Grazie.Nella fattura oltre alla dicitura ufficiale nella descrizione della prestazione puo’ andare:

      Spettabile Azienda Alfa

      Fattura numero 1 del 20/07/2017

      Servizi resi per vostro conto nel periodo di Luglio 2017

    41. Su una fattura gestione separata forfettaria lavoratore autonomo il mio commercialista oltre alla cifra che mi spetta(400 eur) ha aggiunto la dicitura Rivalsa Inps gestione separata 4% (16 euro) per un totale di 416 euro da pagare a me.Ora l’azienda non vuole pagare.Chi ha ragione?

    42. Per l’applicazione della rivalsa Inps doveva prima avere accordo con il cliente per poterla applicare. Adesso il cliente si vede cambiare l’importo della prestazione senza averlo concordato.

    43. Buongiorno avrei bisogno un informazione.
      Sono un elettricista con partita Iva e ho aderito al regime forfettario.
      L’hanno scorso ho emesso fatture per 24500 euro spendendo all’incirca 15000 euro per il materiale più Iva. Ora mi sono arrivate le tasse da pagare e vedo che l’inps mi chiede la percentuale sulla differenza del mio fatturato meno il primo scaglione.
      Volevo chiedere se è possibile una cosa del genere che vengo tassato anche sul materiale d’acquisto e non sul guadagno effettivo.
      Inoltre volevo sapere se quest’anno supero il limite dei 25000 euro come saranno le tasse che mi arrivano l’anno prossimo?(ad esempio fatturato complessivo 50000 con 30000 di materiale più iva)
      Grazie per disponibilità

    44. Lei deve presentare la dichiarazione e calcolare il suo reddito imponibile sul quale pagherà imposta sostitutiva e contributi Inps. Il reddito imponibile è dato dal fatturato per la percentuale di redditività al netto dei contributi Inps versati. Credo che lei stia facendo confusione. Il consiglio che posso darle per evitare di continuare a commettere errori è affidarsi ad un Commercialista. Se vuole possiamo assisterla noi. Nel caso possiamo inviarle il nostro preventivo per la consulenza annuale, con tutti gli adempimenti compresi. Mi faccia sapere.

    45. ho una gestione separata forfettaria lavoratore autonomo oltre alla cifra che mi spetta(400 eur)nella fattura ho concordato con l’azienda anche la dicitura Rivalsa Inps gestione separata 4% (16 euro) per un totale di 416 euro.chiedo gentilmente quale sia il prossimo anno il reddito imponibile.400 euro o 416 euro?io credo che ad esempio il 25,72%inps del 78% del fatturato si calcola sul totale cioe’ 416 euro

    46. salve,vorrei chiedere spiegazioni in merito all’apertura o trasformazione di partita iva come personal trainer in regime forfettario che pagamento tasse spetta.grz

    47. Prima di tutto bisogna vedere se ha i requisiti per aprire o aderire al regime forfettario. Se vuole possiamo contattarla per una consulenza sulla sua situazione specifica.

    48. Buongiorno,
      io ho aperto una partita IVA in regime forfettario(5%) dal 1 Febbraio 2016 ed a oggi risulta ancora attiva.
      Nello stesso anno (2016) ho iniziato un lavoro con contratto determinato, quindi dipendente, dal 16 Agosto 2016 a marzo 2017.

      Ora ho questi tre dubbi:

      – devo usare l’aliquota piena o ridotta (PXX o P10), e i periodi che si sovrappongono?
      – nel caso, devo dividere i periodi e quindi usare tutti e due i codici?
      – nel modello redditi inserirò aliquota di tipo A o B e periodo dal 2 al 12? (Che però non capisco perché li sono al 24% e al 27,72% e non le percentuali che avete indicato)

      Ho altre due domande se posso: posso fare un acconto unico e quindi posso pagare subito senza fare le due rate?
      Se eventualmente chiudo la partita iva e risulta che ho fatturato 0 €quest’anno…l’acconto, e quindi il credito INPS/IRPEF, mi vanno in compensazione con i crediti/debiti del lavoro dipendete? (sono determinato per 2 anni ora) o vanno persi/devo richiedere rimborso(magari nel modello redditi dell’anno prossimo)?

      Grazie mille
      Ringrazio in anticipo per un eventuale risposta
      Cordiali Saluti
      Loris

    49. Salve Loris, le domande e i suoi dubbi sono molti per rispondere in un commento. Lei ha bisogno della consulenza di un commercialista, da solo rischia di commettere errori. Per darle una risposta ho bisogno di maggiori informazioni. Se vuole siamo a disposizione per una consulenza o per l’assistenza nei suoi adempimenti.

    50. Buongiorno,
      ho aperto a giugno una P.I. con regime forfettario e contestualmente ho iniziato un’attività per conto terzi di riparazione e installazione di POS. Come debbo considerarmi, un lavoratore autonomo o una ditta individuale? E per quanto riguarda l’INPS, in quale categoria mi colloco?

      Grazie per a risposta

      Carlo

    51. L’attività che mi ha descritto è un’attività commerciale, ma quello che conta è il codice ateco con cui ha aperto, che potrebbe anche essere errato. Si è iscritto alla gestione Commercianti e in camera di commercio? Ha presentato la SCIA in Comune? Probabilmente ci sono una serie di regolarizzazioni da fare. Senza un Commercialista che la segue, continuerà a commettere errori. Se vuole siamo a disposizione per seguirla.

    52. Buon giorno,
      se ho vinto al lotto 20 mila euro, questo mi fa uscire dal regime forfettario (con limite 30 mila) se supero i 10 mila euro di reddito da consulenza ?
      Grazie

    53. Buongiorno!
      Chiedo un chiarimento.
      Vorrei aprire una P.I. per un’attività di e-commerce (codice Ateco 47.91.10). In questo caso rientrerei nel Regime Forfettario con contributo fisso agevolato? E la quota variabile sarebbe sempre dovuta sopra i €15.549,00 di reddito o il limite del reddito sarebbe più alto?
      Grazie.

    54. La quota variabile scatta al superamento della soglia di reddito, perché la quota fissa da pagare copre i contributi fino a quella soglia. Per le altre info mi contatti in privato per una consulenza personalizzata.

    55. Buonasera,
      ho aperto P.I. come ditta individuale cod. ATECO 38.21.09, ho aderito al regime forfettario, il commercialista mi ha trasmesso molti dubbi, su un fatturato previsto di € 15.000,00 è possibile un utile che si aggira intorno ai € 6.000,00?
      Si tratta di deduzione forfettaria del 33%, INPS fissa regime agevolato al 75% (circa € 2.700,00/annui), commercialista € 700,00, è possibile un utile del genere?
      Grazie per i consigli.

      Cordiali Saluti

    56. Ciao! Innanzitutto grazie per questi articoli, sempre molto interessanti!
      Avrei bisogno solamente di alcune conferme riguardo i come e quando effettuare i versamenti.. Sono un fotografo ed ho appena aperto partita IVA, sono stato all’agenzia delle entrate e mi hanno messo come ditta individuale a regime forfetario ed il tipo di attività è la 742019.. Altre attività di riprese fotografiche! A questo punto dovrei iscrivermi alla Gestione Ivs Inps Artigiani e Commercianti e pagare trimestralmente i contributi per un totale di 3600€ annui.. Posso però, visto il sistema forfetario, avvalermi dello sconto del 35% giusto? All’INPS mi hanno detto che devo iscrivermi alla Gestione contributiva separata, è giusto questo? Dovrei farlo nei primi 30 gg dall’apertura della partita IVA, nel caso mi iscriva dopo che succede? A questo punto nel caso fatturi 10000€, l’imponibile è il 78% e su questo dovrei pagare il 5% forfetario ed il 25% per la gestione contributiva.. è tutto corretto? Nel caso di operazioni intracomunitarie (lavorerò saltuariamente per alcuni siti web, Booking etc..) devo solamente fatturare senza IVA e presentare trimestralmente il modulo intra 1-quater e non fare nient’altro?
      Ultima cosa.. l’invio di fotografie di hotel o case a ditte estere, per via telematica, si considera come vendita di un servizio e non cessione di beni, giusto?

      Grazie mille e scusa se mi sono dilungato.
      Saluti

    57. C’è molta confusione in quello che mi sta dicendo. La gestione previdenziale dipende dal tipo di attività esercitata. Prima di tutto bisogna capire l’attività che esercita, se può essere inquadrata come professionale o commerciale, poi da li bisogna vedere il codice attività e verificare a seconda dei casi l’iscrizione in Camera di commercio ed in ultima analisi si guarda l’iscrizione previdenziale. Fare da solo la farà risparmiare, ma non la esenterà da errori. Si affidi alla consulenza di un Commercialista. Se non ne ha uno di riferimento mi contatti in privato, per un nostro preventivo.

    58. Salve,volevo chiederle se un artigiano aderirisce al regime forfettario,pagando i contributi il 35% in meno,dopo un anno di versamenti(4 rate inps),avrà comunque 52 settimane di contributi?Oppure ne avrà di meno?Grazie anticipatamente.

    59. Buonasera, vorrei aprire una p. iva con regime forfettario come insegnante di musica (presso scuole private ed associazioni). Premessa: sono legale rappresentante di un’associazione culturale che ha aderito al regime della 398/91. Questo mi preclude l’accesso al regime fofettario? Nel caso a quanto ammontano i costi medi (contributi e tasse) in percentuale al fatturato? Circa il 30%? (Con tassazione al 15%). Ringrazio anticipatamente.

    60. Buongiorno, sono un libero professionista iscritto alla gestione separata, in regime di vantaggio ai sensi dell’art. 27, commi 1 e 2, D.L. 6 luglio 2011, n. 98.

      per la determinazione dei contributi INPS da versare, è necessario tener conto del minimale contributivo?
      O quest’ultimo si riferisce esclusivamente a commercianti e artigiani?

      la base imponibile per il 2016 è pari a 7.000 €. A quale percentuale faccio riferimento per il calcolo dei contributi? 25,72%?

      Grazie mille

    61. Salve Alessandra, come indicato nell’articolo, per il calcolo dei contributi dovuti alla gestione separata non ci sono minimali contributivi. Se vuole una consulenza più approfondita, può contatarmi attravero questo link, oppure se ha bisogno di un commercialista che la segua anche per la sua dichiarazione dei redditi, le scrivo in privato.

    62. Salve, un dubbio forte. Esempio, se apro p.iva regime forfettario per vendere dei servizi online e paghero 50% agli affiliati che promuovono queste servizio, cosa succede visto che non posso scaricare nulla? Esempio:
      Ho venduto servizi per 40 000, ma il 5% prende la piattaforma che gestisce l’affiliazione, e il resto viene diviso tra venditore e affiliato. Quindi a me arrivano 47.5% su ogni pagamento, in questo caso solo 19 000, pero la fattura di vendita fa vedere il prezzo complessivo, 100%. Praticamente dovro pagare le tasse su 40 000 (in questo esempio supero anche il limite per regime forfetario), pero realmente le entrate sul conto bancario sono solo 19 000…

    63. Buon giorno, Lei in alcune risposte dice che non raggiungendo il minimo contributivo non si potranno avere riconosciute le 52 settimane e perciò i 12 mesi ma 7. La domanda è: il minimo contributivo sono i 3.600 euro annui?
      Grazie.

    64. Il minimo contributivo significa raggiungere il reddito annuo tale per cui l’Inps le riconosce un anno di contributi versati. Si tratta di circa €. 15.000 di reddito a cui corrispondono i versamenti fissi di €. 3.600 circa.

    65. Salve, buongiorno. Devo dire che è una delle guide più complete e semplificate per capire la questione dei contributi Inps con il regime forfettario. Complimenti. Avrei soltanto una piccolissima domanda riguardo ai contributi in percentuale che lei non ha precisato. Questi contributi si pagano alla fine dell’anno o vengono pagate ogni tre mesi una volta superato la soglia prevista dei quindicimila?
      Faccio ancora i miei complimenti per l’articolo. Le auguro una buona giornata

    66. Se si riferisce ai contributi in percentuale che superano il minimale riguardo la gestione commercianti si pagano a giugno con le imposte sui redditi che scaturiscono dalla dichiarazione.

    67. Ok, grazie mille per una risposta tempestiva. Vorrei mettermi in contatto con voi per l’apertura e gestione della p.iva. ho mandato una richiesta per essere contattato però non ho trovato contatti telefonici di riferimento.

    68. buongiorno mi scusi ma relativamente alla riduzione INPS per il Regime Forfettario, ai fini pensionistici cambia qualcosa, visto che viene fatto un pagamento più basso?

      Inoltre – nel regime forfettario vanno sempre compilate le schede carburanti anche se non vengono registrate ?
      Grazie mille
      Arianna

    69. Se non si raggiunge il minimo contributivo non viene considerato un intero anno di contributi versati. Per il resto se vuole siamo a sua disposizione con la nostra consulenza fiscale per i soggetti in regime forfettario.

    70. Buongiorno, sono una consulente di viaggio, ho aperto partita iva con il codice ateco di riferimento 70 90 19, ma purtroppo non e’ riconosciuto in fase di passaggio all’INPS come devo fare per pagare le imposte?

    71. Buongiorno, nel caso di apertura della partita iva (ovvero chiusura) nel corso dell’anno (ovvero partita iva aperta nell’arco dell’anno per un periodo inferiore ai 12 mesi) i contributi dovuti (fissi e/o percentuali) vanno calcolati anche in funzione dell’effettiva durata di apertura della p.iva?
      Per esempio nel caso di apertura di p.iva da giugno a dicembre con un imponibile di € 27.000 in forfettario come si calcolano i contributi inps artigiani?

    72. I contributi fissi li trova nel suo cassetto previdenziale, pensa l’Inps a pubblicare i versamenti dovuti. Se eventualmente ci sono anche contributi variabili, lo vedrà in dichiarazione dei redditi. Non entro in calcoli per questioni di brevità, ma se vuole una simulazione mi contatti per una consulenza.

    73. Buongiorno,
      Avrei un quesito in merito all’apertura di una ditta individuale.
      Attualmente svolgo un lavoro dipendente con contratto a tempo determinato per circa 6 mesi stagionali per un totale di circa 10/12000 euro a stagione. Vorrei aprire una partita IVA come artigiano con l’obiettivo di raggiungere ricavi entro i 15000 euro l’anno. Potrei rientrare nel regime forfettario in questo caso? Altra domanda, i contributi INPS che a me pagano per il lavoro dipendente si possono scalare dall’eventuale totale conteggiando quelli dovuti per la partita IVA?
      Grazie Mille in anticipo e complimenti per il blog!!

    74. Ciao ho il regime forfettario con limite fino a 30.000 € opero nel marketing.
      Mi viene un dubbio per avere i contributi pieni quanto dovrei stare di fatturato annuo?

      La commercialista mi diceva circa 20.000€ è vero?

    75. Per il Regime forfettario: agevolazione sui Contributi Inps

      la riduzione del 35% dei contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti da pagare per tutti i contribuenti che esercitano un’attività commerciale o artigianale e adottano il Regime Forfettario per la determinazione del loro reddito.

      Comporta il non accredito di un anno di pensione da parte dell’INPS?

    76. In un regime forfettario, non essendoci iva ne quindi anticipi e/o giri, scegliendo poi una gestione inps separata, quali sono i tributi da pagare e quando (Inps e tasse o altro) ?
      Grazie

    77. Sono una lavoratrice autonoma e ho necessità di aprire partita Iva a regime forfettario. Il commercialista mi dice che i contributi per la gestione separata Inps si calcolano sulla base imponibile, cioè il 67% o 78% (a seconda della mia categoria) dei ricavi, e che nell’anno 2018 l’aliquota è salita al 34,23%.
      Ho capito bene la spiegazione del commercialista?
      Colgo l’occasione per ringraziare delle risposte sempre precise e chiare.

    78. La spiegazione è corretta. Comunque se vuole possiamo seguirla anche noi, qualora desideri un servizio di consulenza fiscale e contabile. Se desidera un preventivo mi faccia sapere, la ricontatto in privato.

    79. Innanzitutto complimenti per l’articolo decisamente esaustivo. Dato che sono “duro di comprendonio” ti chiedo una conferma: non esiste il contributo minimo obbligatorio per i liberi professionisti se ho capito bene. Quindi se guadagno 500 euro calcolo i contributi inps su 500 euro è corretto? D’altro canto non ci sono detrazioni rispetto al lavoro dimpresa.
      Grazie mille

    80. Salve Giulio, tutto corretto. I professionisti iscritti alla gestione separata non hanno versamento minimo, ma allo stesso tempo se versameno meno del limite che l’Inps individua per anno contributivo, si rischia di versare contributi, non rappresentano un’annualita contributiva piena. Bisogna fare attenzione.

    81. Grazie per queste info chiare ed esaustive!
      Ma aprendo la p.iva cme professionista senza cassa, regime forfettario, gestione separata inps a marzo 2018, il primo versamento sara a giugno 2019. Cosa succede nel caso in cui io chieda l’indennità per ricovero per un intervento operatorio con 7gg di ospedale ad ottobre 2018? Come calcola l’INPS il contributo se i miei versamenti arriveranno a giugno 2019?

    82. Si tratta di due cose non collegate tra loro. I contributi Inps sono legati al fatturato della partita Iva. Se ha bisogno di un commercialista che la segua nella sua attività la ricontatto in privato.

    83. Mi ricollego alla domanda di Giulio e alla sua risposta: i contributi minimi segnalati dall’inps per i lavoratori autonomi iscritti alla gestione separata non sono contributi da versare obbligatoriamente qualunque sia il reddito, ma rappresentano il limite al di sotto del quale non verrà riconosciuta un’annualità intera a fini pensionistici, esatto? Quindi se alla fine dell’anno i contributi dovuti all’inps calcolati sul mio reddito saranno, per esempio, 1000 euro, io quelli dovrò all’inps e non altro? Del resto, come eloquentemente ha detto lei nel suo interessantissimo articolo, “se non guadagni niente non hai niente da pagare”!
      Ho capito bene?
      La ringrazio per i suoi articoli sempre esaustivi e le sue risposte sempre puntuali e cortesi.

    84. Salve Simona, gli iscritti alla gestione separata versano i contributi previdenziali in base al reddito generato dall’attività, senza minimali obbligatori. Se non c’è reddito non ci sono contributi da versare. E’ corretto. Se ha bisogno di maggiori info mi contatti pure in privato.

    85. Buongiorno, ho aperto partita iva come artigiana nel 2017, regime forfettario, tassazione per 5 anni al 5%, contributi € 917 a trimestre .Ora nell’estratto conto previdenziale trovo la seguente nota: contributi accreditati in base ai versamenti effettuati: sono pienamente utilizzabili se il reddito corrisponde a quello fiscalmente accertato”.
      – Significa forse che l’inps può attribuirmi meno di 12 mesi ai fini della pensione nonostante abbia pagato i contributi senza la riduzione del 35% perché purtroppo ho riscosso per € 2000 circa nel 2017. E’ giusto?

      – Inoltre il commercialista mi dice che sono obbligata a tenere il regime forfettario per 6 anni affinchè i contributi che io verso vengano tenuti in considerazione dall’inps ai fini della pensione altrimenti è come averli versati per niente. E’ possibile? Ringrazio

    86. Salve, innanzitutto grazie per l’articolo molto esaustivo. Volevo porle una domanda riguardo all’inps sul forfettario. Supponiamo di essere al primissimo anno di attività e di partita iva, forfettario e gestione separata inps. Venendo al punto: la percentuale di INPS (es 25,72% dell’incasso totale) va pagata solo per l’anno passato o anche essa va pagata al 100%+ anticipata in due scaglioni per l’anno seguente sulla base dello stesso incasso? (come avviene per l’irpef) Grazie in anticipo.

    87. Si deve versare il saldo dell’anno che si va a dichiarare e poi il primo acconto per l’anno in corso. Ci sono dei meccanismi per il calcolo degli acconti. Se vuole ne parliamo in consulenza.

    88. Buongiorno, ma se apro la partita Iva con il regime forfettario, posso cumulare i contributi INPS che andrò a versare con quelli versati fin ora come lavoratore dipendente? Nello specifico intendo aprire la partita Iva come professionista autonomo per attività di consulenza e servizi. Però dopo più di 10 di contributi versati come lavoratore dipendente ho qualche perplessità sotto questo aspetto.
      Grazie mille in anticipo

    89. Le perplessità sono corrette, perché se la sua attività professionale prevede l’iscrizione alla gestione separata Inps, difficilmente riuscirà ad effettuare il cumulo con i contributi versati come dipendente. Consiglio comunque di fare un passaggio con l’Inps stessa per valutare la sua situazione contributiva.

    90. Salve, grazie per la cortesia con cui rispondete. Ho un dubbio sui contributi INPS. Qualora io superassi i 15.548 € si applica una percentuale sulla quota che supera tale cifra. A quanto ammontano i contributi totali da pagare? Dovrei comunque sommare il contributo minimo di 3.683,00 € + la quota a percentuale? Grazie fin d’ora.

    91. Nel caso in cui il reddito superi la quota di reddito relativa ai contributi fissi, si applica una ulteriore quota percentuale (il cui importo varia di anno in anno), sulla quota di reddito che eccede la soglia. I contributi totali da versare sono dati dalla somma tra i contributi fissi e quelli in percentuale.

    92. Di regola tutti i Liberi Professionisti che svolgono un’attività vincolata ad un Albo professionale di appartenenza saranno tenuti a pagare i propri Contributi Previdenziali presso la cassa del proprio ordine.

      Buongiorno! Mi sto documentando tra commercialisti e siti online che trattano la materia fiscale e prevale che “Nel caso specifico dei Fotografi non esiste un albo o una cassa previdenziale di riferimento. In questo fattispecie sarà dunque obbligatorio versare i propri Contributi di Previdenza in Gestione Separata INPS.
      La Gestione Separata INPS è stata istituita con l’ obiettivo di diventare la Cassa di Previdenza di riferimento di tutte quelle Attività professionali senza un Albo di riferimento”.
      quindi chi ha ragione?
      Voi sopra scrivete che “Nella categoria delle imprese commerciali rientrano tutti i soggetti che svolgono le attività tipiche dei commercianti (quindi negozi, ristoranti, esercizi al minuto,marketer, etc), ma anche i soggetti che svolgono attività artigiane (come ad esempio i fotografi, e i consulenti informatici).Sono tenuti a pagare l’INPS onerosa di 3600 euro, anche i Marketer che rientrano tra le figure della professione digitale.

      Ora ho molta confusione in testa!

    93. La gestione separata riguarda i “professionisti”, le c.d. professioni intellettuali che non hanno autonoma cassa professionale. I marketer che vendono online corsi o beni in ecommerce, non svolgono attività professionale ma commerciale. Per questo devono versare contributi alla gestione commercianti Inps. Se vuole sono a disposizione per approfondire il discorso in privato.

    94. Gentile FISCOMANIA. Forse è meglio continuare in pubblico in modo che anche la collettività possa seguire attentamente il discorso. Scusi,io continuo a non capire perché per altri consulenti e per altri blog, le attività di fotografo, di marketer, di chi opera con le affiliazioni sono considerate come attività senza cassa, quindi da registrare in gestione separata.Voi dite il contrario. Ci sono dei riferimenti inequivocabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate o dell’Inps?
      Non trovando un riscontro comune, io e credo tante altre persone, ora mi ritengo senza certezze, quindi timoroso.
      Perché in campo fiscale, se sbagli, paghi pesantemente le conseguenze.
      Aiuto!
      Grazie per la risposta.

    95. Non troverà mai riferimenti specifici. L’unico riferimento riguarda l’attività concretamente esercitata. Operare con le affiliazioni, è considerata attività commerciale, quindi si deve seguire quella strada per inquadrare il fotografo. Quello che fanno altri siti sinceramente non ci interessa.

    96. Buongiorno, ho un dubbio sul calcolo Inps.
      sono una l.p. senza cassa, il 25,72% si calcola sul lordo o al netto dell’aliquota di redditività?
      es: se fatturo 100, calcolo l’inps su 100 o sul 78% di 100?
      Grazie in anticipo

    97. Buonasera, mi può fare un esempio come se parlasse con un bambino? faccio il programmatore web quindi vorrei aprire partita iva per erogare servizi web, quali siti internet, posizionameti sui motori di ricerca e software home made. Mettiamo che per il primo anno io fatturi solo 6000€ iva compresa. Quanto dovrei pagare all’inps? Grazie in anticipo

    98. Buonasera, un’azienda e-commercie aperta maggio 2016 under 35 (in difficoltà con inps arretrati) chiede di passare al regime forfettario, potrebbe pagare il 5% come start up oppure non c’è più nulla da fare che pagare il 15%?

    99. salve, il mio quesito è il seguente:
      ho iniziato come startup regime forfettario nel 2016, quindi riduzione INPS e tassazione 5%
      nel 2017 ho fatturato 48000 e quindi nel 2018 sono stato in regime normale
      nel 2018 ho fatturato 49700 e per il 2019 torno ad essere un forfettario.
      Potrò per il 2019 di nuovo usufruire delle agevolazioni startup (riduzione INPS e tassazione 5%)?
      Il mio commercialista dice di no (sia per Inps e sia per imposte), io gli ho chiesto di documentarmi la sua risposta con qualcosa di ufficiale, sia ai fini contributivi e sia ai fini imposte, ma lui non mi risponde…..

    100. Gentile Fiscomania, vorrei sapere se, una volta registrato come impresa in regime forfettario alla gestione commercianti, riceverò direttamente via mail o pec (ho registrato autonomamente l’impresa, senza l’ausilio di un commercialista) gli F24 per il versamento contributi o se devo recarmi in un’area apposita online per poter effettuare i pagamenti, e, se quest’ultimo caso, vorrei conoscere l’indirizzo per saldare.
      Grazie

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