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Come aprire un conto corrente estero? Procedura e normativa fiscale

Come aprire un conto corrente offshore per difendersi da rischi patrimoniali e finanziari? La procedura e la normativa fiscale da rispettare per il trasferimento di denaro e per il monitoraggio fiscale di attività finanziarie estere.

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Aprire un conto corrente estero è legale? Chi può farlo? Ci sono delle limitazioni? Come si dichiara in Italia un conto corrente estero? Sono residente in Italia, posso aprire un conto corrente all’estero? E’ legale? E’possibile aprire un conto cifrato?

L’argomento che voglio affrontare con te in questo articolo è tra quelli che maggiormente sono oggetto di domande da parte dei miei clienti. Mi riferisco alla possibilità di aprire un conto corrente in un Paese estero. Il principale dubbio che mi viene posto è se questa sia una operazione del tutto legale.

L’apertura di un conto corrente all’estero è un’operazione del tutto in regola con la normativa legale italiana?

Nessuno può impedirti di aprire un conto corrente all’estero. Ogni soggetto ha facoltà di aprire all’estero un conto corrente per depositare i propri risparmi. Il denaro che ogni soggetto legittimamente possiede è un bene mobile di sua proprietà e come tale lo può utilizzare come vuole, senza problemi di sorta.

Non vi sono limiti nell’utilizzo legale dei propri soldi. Naturalmente a patto che vengano rispettate le normative vigenti nello stato di residenza fiscale ed in quello ove i soldi vengono depositati.

Senza rispettare la normativa fiscale aprire un conto corrente all’estero diventa un operazione rischiosa. Infatti, in questo caso è possibile andare incontro a sanzioni per riciclaggio, per la normativa sul monitoraggio fiscale o per evasione fiscale.

Per questo motivo ho deciso di fornirti tutte le informazioni utili per aprire un conto corrente in un Paese estero. Se non dovessero esserti sufficienti al termine del report troverai tutte le informazioni per metterti in contatto con me e con il mio studio, per una consulenza personalizzata. Cominciamo!

Come aprire un conto corrente estero

E’ possibile aprire un conto corrente offshore? e perché dovrei aprire un conto all’estero?

Hai mai pensato a cosa potrebbe accadere ai tuoi risparmi se il debito pubblico italiano venisse declassato dalle agenzie di rating? Ti sei mai posto il problema di come tutelare i tuoi risparmi ed il tuo patrimonio in caso di default di un istituto finanziario italiano?

Se non hai ancora dato una risposta a queste domande, significa che probabilmente hai necessità di capire come rendere più sicuro e protetto il tuo patrimonio. Oggi, la sicurezza degli investimenti in un mercato finanziario globale è difficile da raggiungere. Tuttavia, è possibile utilizzare gli strumenti che abbiamo a disposizione per riuscire a tutelarci al meglio.

In Italia, per scarsa cultura finanziaria, non tutti sono a conoscenza che aprire un conto estero è perfettamente legale. Naturalmente la cosa deve essere fatta rispettando la normativa ma non ci sono limiti o preclusioni particolari. Aprire un conto all’estero può essere un valido strumento per sentirsi garantiti in caso di perdita di valore dei titoli italiani, sia in caso di default del sistema finanziario nazionale.

Quello che voglio dire è che il principale vantaggio nell’apertura di un conto estero è insito, prima di tutto, per difendersi dal rischio Paese. Rischio che si identifica nella possibilità che la solidità del sistema finanziario nazionale possa divenire problematica. Allo stesso tempo il conto estero può garantire, al titolare del conto, minori spese di gestione, burocrazia e maggiore redditività.

Se poi il conto estero è situato in un Paese con una diversa moneta, allora questo strumento è capace anche di garantirti sia sul fronte dell’inflazione sia su quello di un investimento in valuta (vedi mercato del Forex). In un mondo sempre più connesso e globalizzato un conto corrente offshore (o conto estero) rappresenta uno strumento in grado di proteggere dai rischi finanziari legati al Paese in cui si risiede stabilmente (es. Italia). Pensa al caso di un conto corrente aperto in un Paese che ha una valuta diversa dall’Euro. Il conto oltre ad assicurare maggiore sicurezza offre anche difesa dall’inflazione e dal rischio di una svalutazione della moneta.

Come anticipato, l’apertura di un conto corrente offshore o estero, è legale, ma a patto di rispettare alcune condizioni. Infatti, è sempre necessario che:

  • Il denaro conferito nel conto corrente provenga sempre da fonti di reddito legittime e correttamente dichiarate, in relazione ai criteri di collegamento del reddito;
  • Il rispetto della normativa sul monitoraggio fiscale di attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero (che vedremo in dettaglio di seguito).

Vediamo, a questo punto come aprire un conto estero in modo del tutto legale.

Come aprire il tuo conto corrente estero

L’apertura di un conto corrente all’estero, di per se, è una procedura legittima, a patto di rispettare i requisiti descritti sopra, ovvero il patrimonio conferito nel conto deve derivare da fonti di reddito lecite e dichiarate. Inoltre, deve essere rispettata la normativa sul monitoraggio fiscale di attività patrimoniali e finanziari estere (in dichiarazione dei redditi). Solo passando attraverso questi requisiti l’operazione si può reputare pienamente legittima. La legittimità di aprire un conto estero è confermata anche dalla stessa Comunità Europea, secondo la quale:

tutti i cittadini di uno Stato appartenente alla Comunità hanno il diritto di aprire un conto corrente bancario in qualsiasi altro Stato membro, ed anche in istituti finanziari di Paesi non appartenenti all’UE

Naturalmente il Paese dove puoi aprire il conto estero devi deciderlo, magari facendoti consigliare da un esperto. Non devi fare riferimento solo ai Paesi UE. Ci sono, infatti, tantissimi Paesi che possono offrirti garanzie e condizioni di gestione interessanti.

Naturalmente mi sto riferendo ai conti correnti messi a disposizione da Paesi Offshore. In questo caso, tuttavia, occorre prestare maggiore attenzione, ma è assolutamente lecito pensare di aprire un conto offshore in questi Paesi. Per la mia esperienza consigli paesi offshore solamente se si hanno somme ingenti da gestire, altrimenti ci sono tantissime soluzioni di conti esteri più semplici da gestire e con garanzie solide.

In quali paesi aprire un conto corrente estero?

Quando si parla di conto corrente estero, fino a qualche tempo fa, sicuramente ti sarebbe venuto in mente come primo Paese la Svizzera. Infatti, fino al 2016, la Svizzera è stata uno dei paradisi per i soggetti che volevano avere un conto estero secretato al portatore. Una garanzia di sicurezza e riservatezza. Adesso, invece, la Svizzera ha aderito a vari accordi relativi allo scambio di informazioni finanziarie. Per questo motivo, se vuoi aprire un conto in Svizzera devi renderti conto che nei confronti delle autorità finanziarie non c’è più anonimato. Sostanzialmente, se stai facendo le cose in regola non cambia niente. Ancora oggi mi sento di consigliarti i cantoni svizzeri come luogo di apertura del tuo conto estero.

Se leggi online vedi che molti siti consigliano l’apertura di conti in Serbia o in Brasile. Paesi perfetti per chi vuole scommettere il proprio denaro ed ama rischiare in cambio di interessi sicuramente interessanti. In ogni caso non si tratta di paesi da prendere in considerazione se vuoi tutelare il tuo patrimonio.

Senza scomodarsi troppo, invece, due Paesi ove puoi pensare di spostare il tuo denaro, sono:

  • L’Inghilterra, e la sua sterlina, come moneta forte nei mercati finanziari internazionali, anche se con la brexit i requisiti di apertura si stanno facendo più stringenti; oppure
  • Gli Stati Uniti, facendo leva sul dollaro. Da dire che non è semplice aprire un conto corrente negli USA se non si ha un domicilio o un’attività sul posto.

Dici che ho dimenticato le Isole Caymann per il tuo conto estero? Assolutamente no!
Se stai pensando a questo Paese significa che molto probabilmente hai bisogno anche di costituire una società Offshore. In questo caso le cose devono essere per forza analizzate singolarmente ed in dettaglio. I rischi di commettere violazioni fiscalmente rilevanti sono davvero elevati. Per questo consiglio sempre la massima attenzione perché le sanzioni, in caso di accertamenti, sono importanti e non devono essere sottovalutate.

Disciplina legata al trasferimento di somme di denaro dall’Italia all’estero

Una volta individuato il Paese ove aprire il tuo conto estero, devi pensare la trasferimento delle somme di denaro. Devi sapere, infatti, che anche il trasferimento di somme di denaro sul conto corrente estero rappresenta un atto perfettamente legale. Questo purché, chiaramente, le somme trasferite, che devono essere di provenienza lecita ab origine, vengano versate:

  • Tramite canale bancario (senza alcun limite) al valore del denaro trasferibile; oppure
  • In contanti, ma entro il limite concesso per l’esportazione di valuta da un Paese all’altro.

Ogni operazione legata al trasferimento di somme di denaro verso l’estero, infatti, è monitorata dall’Amministrazione finanziaria. L’Agenzia delle Entrate, infatti, si pone l’obiettivo di reprimere ipotesi di evasione fiscale, ma anche di terrorismo e criminalità organizzata. Se trasferisci il denaro attraverso un canale bancario, gli istituti bancari possono far partire delle segnalazioni sia ai fini antiriciclaggio, sia per eventuali inserimenti nelle banche dati dell’Amministrazione finanziaria per operazioni sopra la soglia. L’inserimento del contribuente, con la relativa operazione effettuata, in questa banca dati lo espone ad essere potenzialmente assoggettato a controlli legati alla provenienza del denaro trasferito all’estero.

Per questo motivo, prima di aprire un conto corrente all’estero e versarvi delle somme è necessario verificare in dettaglio tutti i vari aspetti dell’operazione. Questo non può che evitarti possibili controlli, o comunque, nel caso in cui vi fossero, di essere preparato con tutta la documentazione a tua difesa. Solo in questo modo potrai dimostrare che hai operato in tutta regolarità e trasparenza.

Monitoraggio fiscale dei conti correnti esteri detenuti da soggetti residenti in Italia

Il presupposto da cui bisogna sempre partire per aprire un conto corrente estero è farlo in sicurezza. Questo significa rispettare la normativa è che ogni conto estero aperto da un soggetto residente in Italia deve essere sempre dichiarato all’Amministrazione finanziaria. Solo in questo modo un conto estero può essere considerato come un conto corrente detenuto legalmente.

La corretta esistenza e gestione di un conto corrente estero, comporta l’obbligo di compilazione del quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche. Il quadro RW è previsto dalla normativa che riguarda il monitoraggio fiscale delle attività finanziarie detenute all’estero da parte di soggetti fiscalmente residenti in Italia.

Monitoraggio fiscale ed IVAFE

Oltre alla disciplina sul monitoraggio fiscale l’indicazione del conto corrente estero in dichiarazione dei redditi deve essere effettuata anche ai fini del pagamento dell’IVAFE.

L’IVAFE è l’imposta patrimoniale che colpisce i possessori di attività finanziarie detenute in Paesi esteri. Per i conti correnti l’importo dell’IVAFE da pagare annualmente (in dichiarazione dei redditi), è fisso e pari a €. 34,20.

La Legge n. 186/2014 ha previsto che l’obbligo di monitoraggio fiscale per le attività finanziarie detenute all’estero non sussista per i depositi e i conti correnti bancari costituiti all’estero il cui valore massimo complessivo raggiunto nel periodo di imposta non sia superiore a €. 15.000,00. Tuttavia, l’obbligo di compilazione del quadro RW sussiste comunque laddove lo stesso sia obbligatorio ai fini del calcolo dell’IVAFE, e cioè nel caso in cui la consistenza media sia superiore a €. 5.000.

Di conseguenza, la compilazione del quadro RW potrebbe portare ad alcune situazioni particolari. Ad esempio, si possono avere i seguenti:

  • Conto corrente estero con giacenza media maggiore di €. 5.000 ma che, nel corso dell’anno, non ha superato come valore massimo i €. 15.000. Il quadro RW andrà compilato esclusivamente ai fini IVAFE;
  • Conto corrente estero con giacenza media inferiore a €. 5.000 ma che, come valore massimo, ha superato i €. 15.000. Il quadro RW deve essere compilato soltanto ai fini del monitoraggio fiscale.

Per approfondire: “Ivafe: imposta sulle attività finanziarie all’estero“.

Esistono conti correnti esteri segretati?

Un aspetto importante e frutto di molti dubbi ed incertezze è la possibilità di aprire un conto estero “segreto” (c.d. “conti cifrati“). Ne ho accennato anche prima, ma arrivati a questo punto ritengo sia opportuno fare chiarezza. Se per conto estero segreto intendi la segretezza dell’esistenza del conto stesso di fronte ai terzi privati la risposta è affermativa. In generale, qualsiasi conto corrente Offshore garantisce, innanzi ai terzi privati una riservatezza assoluta, praticamente vicina al 100%. Se invece per segretezza si intendi la mancata conoscenza da parte dell’Amministrazione finanziaria italiana dell’esistenza del conto estero stesso la risposta è assolutamente negativa.

L’Amministrazione finanziaria italiana deve, obbligatoriamente, essere informata dell’esistenza dei conti detenuti all’estero da parte dei residenti fiscali italiani. Questo per i conti correnti la cui movimentazione durante l’anno abbia superato la consistenza media di €. 5.000. Questa forma di monitoraggio avviene, tramite l’apposita compilazione del quadro RW nella dichiarazione dei redditi (modello Redditi P.F). La mancata dichiarazione è fonte di gravi sanzioni in capo a colui che non effettua la dichiarazione. Si tratta di sanzioni che, ordinariamente vanno dal 3% al 15% del valore dell’attività finanziaria non dichiarata. Se, invece, il conto corrente non dichiarato è detenuto in Paese black list le sanzioni raddoppiano e vanno dal 6% al 30% del valore del conto non dichiarato (per ciascun anno di violazione). Inoltre, in quest’ultimo caso di assiste all’applicazione di due presunzioni legali relative, ovvero, il raddoppio dei termini di accertamento, e la presunzione che tali conti correnti si siano formati con redditi sottratti a tassazione.

Ora, anche volendo e riuscendo ad aprire questa tipologia di conto corrente estero, l’inconveniente a cui tutti non pensano è che l’utilizzo di tali somme, diviene poi quasi impossibile se non si opera correttamente dichiarando da subito il possesso del conto corrente offshore.

Conto corrente estero e controlli fiscali

Chi crede che con l’apertura di un conto corrente estero si possa sfuggire ai controlli dell’Amministrazione finanziaria dovrebbe fare molta attenzione. Si possono detenere i propri risparmi ovunque nel mondo: tuttavia, non si deve dimenticare che tali depositi devono essere dichiarati allo stato di residenza fiscale del soggetto detentore delle somme (anche la mera delega al prelievo deve essere dichiarata, come anche l’eventuale cointestazione del conto). Se qualcuno ti dice il contrario, ti consiglio di non fidarti, non si tratta di informazioni corrette!

Il conto corrente estero aperto da un soggetto residente fiscalmente in Italia obbliga alla dichiarazione nell’apposito quadro RW. Diversamente il conto corrente estero sarà causa di sanzioni amministrative e di notevoli problematiche che possono portare anche a risvolti penali. Aprire un conto corrente all’estero serve a diminuire il rischio bancario del paese, non a trasferire illegalmente fondi. Ricordalo sempre!

L’incasso di redditi di capitale sul conto corrente estero

L’apertura di conto corrente estero in caso di capitali ivi detenuti può permettere anche l’incasso di redditi di capitale. Questo avviene, ad esempio, in caso di incasso di interessi attivi, oppure in caso di apertura di forme di gestione di capitale, anche di dividendi e plusvalenze. L’aspetto da evidenziare è che l’istituto finanziario estero che eroga redditi di capitale è tenuto a comunicare allo stato di residenza del contraente tutte le informazioni relative al suddetto conto corrente estero.

Accanto a questa comunicazione, rimane comunque l’obbligo per il contribuente dell’indicazione del conto nella dichiarazione dei redditi, ai fini del rispetto della normativa sul monitoraggio fiscale. Solo in questo modo il soggetto può effettuare durante l’anno, operazioni perfettamente legali, come i pagamenti con carta di credito o di debito collegata al conto estero. Non bisogna poi dimenticare che la normale operatività bancaria viene correntemente effettuata come in Italia, con home-banking, carta di credito o di debito, e quant’altro di ordinario per la gestione del conto corrente estero stesso. Naturalmente, molto spesso i costi di gestione di un conto estero non possono essere paragonati a quelli presenti in Italia.

Possiamo dire che avere un conto corrente estero garantisce la normale operatività bancaria come se si andasse in un normale istituto italiano, con in più un maggior grado di tutela e riservatezza. Grado ovviamente a seconda delle giurisdizioni ove si decide di aprire il conto corrente estero medesimo. In relazione a quanto detto sino a questo momento, possiamo dire che l’apertura di un conto corrente all’estero è un’attività che molte volte è realmente remunerativa per quanto riguarda minori spese da sostenere, miglior gestione, maggiore sicurezza sugli investimenti e maggior riservatezza nei confronti dei privati. Il tutto purché si sia accompagnati da un professionista che sia in grado di gestire nella massima correttezza legale e fiscale tali operazioni di apertura di un conto corrente estero.

L’incasso di interessi attivi sul conto estero

Il possesso di un conto corrente estero consente al titolare di percepire interessi attivi calcolati sulle somme depositate. Gli interessi costituiscono fiscalmente reddito di capitale (ex art. 6 del TUIR). I redditi di capitale, per un soggetto fiscalmente residente in Italia devono essere dichiarati nella propria dichiarazione dei redditi per essere assoggettati a tassazione in Italia. La regola generale da rispettare è che se hai percepito interessi attivi dal tuo conto corrente estero devi indicarli, ogni anno, nella dichiarazione dei redditi.

Sul punto occorre tenere presente che tali interessi potrebbero essere già stati tassati dallo Stato ove è stato aperto il conto corrente (magari attraverso l’applicazione di una ritenuta alla fonte). Per questo motivo, il consiglio è sempre quello di verificare cosa prevede come criterio di collegamento la convenzione contro le doppie imposizioni tra l’Italia e lo Stato estero di apertura del conto corrente (ove esistente).

Ebbene, in questo modo l’interesse finisce per essere soggetto ad una doppia imposizione giuridica: si tratta di una prima tassazione nel Paese della Fonte e la seconda nel Paese di residenza fiscale del proprietario del conto. Al fine di evitare questa situazione, ai sensi dell’articolo 165 del TUIR è possibile evitare la doppia tassazione del reddito attraverso l’applicazione di un credito di imposta calcolato in base alle imposte estere pagate, in questo caso sugli interessi esteri. In questo modo l’imposta effettivamente pagata in Italia, è pari esclusivamente alla maggiore imposta dovuta rispetto a quella già applicata all’estero.

Per ovviare a questo meccanismo, che a prima vista può sembrare macchinoso, è possibile chiedere all’istituto finanziario estero di trasferire l’interesse percepito su un conto corrente gestito da un intermediario finanziario italiano, in modo tale che questi effettui la ritenuta alla fonte su tali interessi (con aliquota del 26%). In questo modo, non sarà necessario, per il soggetto titolare del conto estero, andare a dichiarare gli interessi percepiti in dichiarazione dei redditi. Inoltre, la presenta dell’intermediario finanziario residente consente di essere esonerati dalla disciplina legata al monitoraggio fiscale di attività finanziarie estere.

Come aprire un conto estero?

Operativamente, la modalità di apertura di un conto corrente estero per un soggetto non residente varia da paese a paese. Pensa adesso alla situazione dell’Inghilterra che con la brexit sta intensificando i requisiti richiesti per l’apertura di un conto da parte di soggetti non residenti nel Paese. In generale, comunque si tratta di procedure che sono complesse, e con verifiche da superare. Ogni istituto finanziario estero, infatti, vi chiederà un’adeguata due diligence anti riciclaggio. Senza di essa diventa praticamente impossibile ottenere l’apertura di un conto corrente in una giurisdizione straniera.

L’opzione di aprire un conto corrente estero personalmente sussiste sempre, ma in pratica è difficilissimo che un istituto di credito estero apra un conto corrente ad un italiano senza che questi abbia fornito informazioni e documentazione sulla sua situazione, sulla provenienza del denaro e senza referenze. In ogni caso è fondamentale indicare le motivazioni legate alla richiesta di apertura di conto corrente estero.

Anche gli istituti finanziari, oggi, hanno bisogno di fornire un’adeguata informativa alle autorità fiscali del proprio Paese quando si vengono ad aprire conti correnti da parte di soggetti residenti all’estero. Le normative fiscali nazionali ed internazionali negli ultimi anni sono profondamente cambiate rispetto a quelle in vigore negli anni ’90.

Quale documentazione per aprire un conto estero?

Il documento indispensabile per poter procedere con l’apertura di un conto bancario offshore è una copia autenticata e apostillata del passaporto. Inoltre, gli istituti bancari esteri richiedono la traduzione in inglese di alcuni documenti:

  • Una bolletta legata ad utenze domestiche (elettricità, internet, acqua, etc.), a nome del richiedente;
  • Estratto conto bancario o busta paga, a nome del richiedente;
  • Referenze bancarie del richiedente per accertare che abbia una buona reputazione.

Conto corrente estero per una società

Aprire un conto corrente estero è possibile anche per una società. Naturalmente la procedura si complica ulteriormente rispetto a quanto abbiamo visto sinora. In questi casi la due diligence ai fini anti riciclaggio deve necessariamente comprendere tutti i soci della società italiana, e le motivazioni connesse all’apertura del conto corrente societario devono essere ancora più stringenti ed accurate rispetto a quanto richiesto per l’apertura di un conto personale. Inoltre, deve essere tenuto in considerazione che alcuni Stati non consento, per legge, l’apertura di un conto corrente in loco alle entità giuridiche non residenti rispetto alla nazione in cui viene richiesta l’apertura del conto.

Quello che voglio dirti è che l’apertura di un conto corrente estero per una società deve essere accompagnato da un vero e proprio processo di internazionalizzazione. Con questo termine voglio dire che un conto corrente all’estero per una società può avvenire solo se accompagnato da:

Solo in presenza della società all’estero con una forma di presenza stabile gli istituti bancari consentono l’apertura di un conto corrente estero. Per questo motivo è consigliabile pianificare in anticipo l’attività di internazionalizzazione della propria impresa.

Per aprire un conto corrente societario estero gli istituti bancari solitamente richiedono documenti aziendali ed un breve business plan.

Per approfondire: “Insediamento all’estero: stabile organizzazione o società?“.

Conto corrente estero: la normativa internazionale

L’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ha predisposto uno standard globale per lo scambio automatico di informazioni tra paesi (Automatic Exchange Of Information – AEOI). Si tratta di un modello di normativa che coinvolge in modo proattivo gli stati aderenti per effettuare procedure omogenee collegate allo scambio di informazioni finanziarie ai fini fiscali.

La disciplina dell’OCSE, definita Common Reporting Standard (CRS), prevede, al pari del FATCA di matrice USA, lo scambio automatico annuale tra Autorità Fiscali di informazioni fornite dalle Istituzioni Finanziarie di ciascun paese. L’impatto del CRS è esteso a numerosi paesi ed oggi sono oltre 100 i paesi si sono già formalmente impegnati ad implementare il sistema di scambio automatico delle informazioni in relazione ai clienti persone fisiche ed entità fiscalmente residenti all’estero. Oltre 50 paesi, tra cui l’Italia hanno attivato gli obblighi CRS a partire dal 1° gennaio 2016.

Quello che voglio dirti è che se credi che il tuo conto corrente estero (anche offshore) rimanga riservato (e quindi non conoscibile all’Amministrazione finanziaria italiana) ti stai sbagliando. Se lo Stato dove hai aperto il conto corrente aderisce al CRS, annualmente la banca effettuerà, tramite la sua autorità fiscale, le debite comunicazioni all’Amministrazione finanziaria del paese di residenza del correntista straniero.

La banca estera, di fronte alla clientela soprattutto quella estera è tenuta ad effettuare stringenti attività legate alla normativa antiriciclaggio, la quale richiede una precisa attività di adeguata verifica, a cui sarà aggiunta una certificazione e/o autocertificazione di residenza fiscale. Non è prevista, sul punto, l’applicazione della classificazione “High Value Account” o “Lower Value account“. Tuttavia, gli istituti bancari solitamente prevedono l’applicazione di un controllo annuale, che deve effettuare necessariamente il soggetto responsabile del rapporto. Questi deve verificare la presenza di eventuali specificità che, sulla base della propria conoscenza, possano avere causato la variazione dello status di residenza fiscale del cliente. Il messaggio che voglio farti passare è che al momento dell’apertura del conto corrente estero sarai necessariamente soggetto a monitoraggio e segnalazione. Tuttavia, questa procedura non deve rappresentare un ostacolo per coloro che desiderano aprire un conto estero per motivazioni legittime.

Quali paesi aderiscono allo scambio automatico di informazioni finanziarie ai fini fiscali (CRS)?

Una volta chiariti gli aspetti che riguardano la procedura di adeguata verifica della clientela ai fini dell’antiriciclaggio e della normativa CRS, può essere utile individuare quali sono i paesi del mondo che attualmente aderiscono alla normativa OCSE legata allo scambio automatico di informazioni finanziarie ai fini fiscali. Praticamente, si tratta di tutte le nazioni rilevanti ed importanti del mondo, indicate nella seguente tabella.

AlbaniaAlderneyAndorraAnguillaAntille Olandesi
ArgentinaArubaAustriaBahamasBarbados
BelgioBelizeBermudaIsole CaymanColombia
CroaziaCuracaoCiproDanimarcaEstonia
FilippineFranciaGermaniaGibilterraGrecia
GuernseyHong KongIslandaIrlandaIsola di Man
Isole FaroeIsole Vergini BritannicheItaliaJerseyLettonia
LiechtensteinLituaniaLussemburgoMaltaMauritius
MessicoMontserratOlandaNorvegiaPolonia
PortogalloRegno UnitoRep. CecaRomaniaSan Marino
SlovacchiaSloveniaSud AfricaSpagnaSvezia
SvizzeraTurks e CaicosUngheriaBarbadosCile
DominicaCoreaIndiaNiueSeychelles
UruguayTrinidad & TobagoArabia SauditaAustraliaBrasile
BruneiCanadaCinaCosta RicaDar Es Salaam
GrenadaEmirati ArabiIndonesiaIsraeleGiappone
Isole MarshallMacaoMalesiaPrincipato di MonacoNuova Zelanda
QatarRussiaSaint Kitts e NevisSanta LuciaSamoa
SingaporeSaint Vincent e GrenadinesSaint Maarten Turchia

Conto corrente estero anonimo: perché non aprirlo?

Molto spesso riceviamo domande inerenti la valutazione della possibilità di aprire un conto correnteanonimo“, magari in un Paese offshore al fine di evadere creditori privato o anche l’Amministrazione finanziaria. Ebbene, quello che possiamo dirti è che sicuramente non devi pensare ad aprire un conto corrente estero anonimo.

Per prima cosa devi sapere (l’ho già ribadito ma è opportuno farlo ancora) che aprire un conto corrente anonimo offshore significa violare la legge italiana. In secondo luogo pensare all’apertura di questo tipo di conto corrente è quasi del tutto inutile proprio per l’adesione all’accordo sullo scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali di sempre più Paesi nel mondo. Tieni presente che, oggi, i paesi che non consentono lo scambio di informazioni bancarie sono caratterizzati da un altissimo rischio Paese, sino a giungere alla volatilizzazione dell’intero patrimonio, oltre che a dei costi di gestione che possono superare il 30% di ogni singola operazione.

Per farti capire meglio quanto ti ho appena detto ti mostro la lista dei Paesi ad oggi non collaborativi a livello di scambio di informazioni bancarie con l’Italia. In particolare, tieni presente la seguente tabella (indicativa, ma non esaustiva).

BarbudaGibutiGrenadaGuatemalaIsole Cook
KribatiLibanoLiberiaMaldiveNauru
NiueNuova CaledoniaJerseyOmanPolinesia francese
SalomoneIsole del CanaleSeychellesTongaVanuatu

Come puoi capire si tratta di nazioni che non sono certo nominate per la solidità dei propri sistemi finanziari. Molto probabilmente non ti sentiresti nemmeno sicuro ad aprire un conto corrente offshore in uno di questi paesi. Anche per questo motivo, non farlo assolutamente, oltre ad essere vietato dalla legge, potresti perdere tutti i tuoi soldi.

E’ possibile pignorare un conto corrente estero?

Altra domanda particolare sui conti correnti esteri, specialmente quelli offshore, che ci viene posta riguarda la possibilità di arrivare a pignorare il denaro presente su un conto corrente estero. Anche in questo caso si crede che sia impossibile arrivare a pignorare i soldi immessi in un conto corrente estero da parte di creditori nazionali. Quello che bisogna dire è che, in linea generale, per un creditore è perfettamente possibile riuscire a pignorare il saldo attività di un conto corrente estero di un debitore fiscalmente residente in Italia. Tuttavia, è necessario tenere in considerazione la diversa procedura esistente in due diverse casistiche, ovvero:

  • Il creditore privato;
  • Il creditore pubblico.

Vediamo le due casistiche.

Pignoramento su conto corrente estero da parte del creditore privato

Il creditore privato ha la possibilità di arrivare a pignorare il saldo attività presente sul tuo conto corrente estero. A fronte di questa possibilità, tuttavia, il creditore deve essere in possesso dell’informazione legata al Paese dove hai aperto il conto ed in quale banca estera detieni i tuoi soldi. Da un punto di vista pratico, le possibilità che il creditore possa venire in possesso di queste informazioni sono remote. Il tutto, tenendo in considerazione il fatto che i costi da affrontare per il pignoramento di un conto corrente estero sono elevati. Inutile dire che si tratta di procedure che, solitamente, vengono attivate quando l’importo del credito da riscuotere è elevato e consente di far fronte ai costi della procedura.

Creditore pubblico (lo Stato)

Per quanto riguarda la possibilità di pignorare il denaro presente su un conto corrente estero non è da escludere la possibilità di un’azione legale da parte dello Stato. In particolare, occorre rifarsi a quanto indicato dalla Direttiva 26 maggio 2008, n. 2008/55/CE e dal Regolamento 28 novembre 2008, n. 1179/2008 (successivamente modificati dalla Direttiva 16 marzo 2010, n. 2010/24/UE che è stata recepita dal D.Lgs. n. 149/12). Si tratta di una serie di disposizioni che indicano una mutua assistenza per il recupero dei crediti tributari sorti nel territorio nazionale o in un altro Stato membro della UE (disciplina applicabile con decorrenza dal primo gennaio 2012).

La norma prevede uno scambio di funzionari delle autorità nazionali deputate al recupero dei crediti tributari, tra paesi membri della UE. In teoria quindi, ma solo fra i paesi membri della UE, è possibile che possa esserci un’attività comune tra l’Amministrazione finanziaria italiana e quella dell’altro Stato UE, al fine di arrivare ad attivare una procedura di pignoramento pignoramento dei beni intestati all’estero e del saldo presente sul conto corrente. Anche in questo caso, è da dire che tutto dipende dall’entità del debito su cui si deve intervenire.

Per i conti correnti esistenti in paesi extra UE diventa tutto molto più complicato in quanto non vi sono normative internazionali che possono venire incontro alle esigenze del creditore.

Apertura di un conto corrente estero: conclusioni

In questo articolo ho cercato di spiegarti come funziona l’apertura di un conto corrente estero e quali adempimenti sono necessari per gestire questo tipo di conto. Naturalmente fare da solo molto spesso non è conveniente. Se non sei esperto ma soprattutto se non hai un intermediario finanziario affidabile, potresti trovarti ad avere delle problematiche. Per questo motivo ti consiglio sempre di muoverti con un consulente esperto.

Considera che ci sono tantissime offerte in giro per aprire conti correnti all’estero, anche in pochi giorni e con pochi adempimenti. Ti consiglio di prestare la massima attenzione. La possibilità che dietro queste offerte ci siano conti pochi chiari, o condizioni diverse da quelle preventivate è reale. Massima attenzione e cerca sempre intermediari certificati.

Accanto a questo aspetto verifica sempre di rispettare la normativa fiscale con il tuo dottore commercialista di fiducia. Come ho cercato di spiegarti l’apertura di un conto corrente all’estero richiede il rispetto di disposizioni fiscali che non riguardano soltanto un momento ma che devono essere rispettate nel tempo (durante gli anni in cui il conto corrente estero resterà aperto). Per questo motivo non puoi sottovalutare la normativa fiscale su questo ambito. Inoltre, devi tenere in considerazione i controlli che derivano dal trasferimento di denaro all’estero, anche su quel frangente potresti incorrere in un accertamento fiscale sul quale devi farti trovare preparato con la corretta documentazione.

Conto corrente estero: consulenza fiscale

Hai altre domande o richieste di approfondimento in merito all’apertura di un conto corrente all’estero? 

Se hai letto questo articolo e ti stai rendendo conto che necessiti dell’analisi della tua situazione personale, ti invito a contattarci attraverso il form di cui al link seguente. Riceverai il preventivo per una consulenza personalizzata in grado di risolvere i tuoi dubbi sull’argomento. Soltanto in questo modo, infatti, potrai essere sicuro di evitare di commettere errori, che in futuro possono esserti contestati e quindi sanzionati.

Commenti:
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18 COMMENTI

  1. Complimenti per il report chiaro ed esaustivo.
    Deduco che il cittadino Italiano che ha sempre usato il 730 per la sua dichiarazione dei redditi debba necessariamente utilizzare l’unico . È corretto ?
    Grazie per la risposta
    Marco

  2. Buongiorno, leggendo il suo articolo mi stavo facendo alcune domande a riguardo del conto che ho appena aperto tramite la banca N26 (Tedesca), che mette a disposizione l’apertura di un conto con carta di debito associata, inviando pochi e semplici documenti (selfie+foto fronte/retro della carta d’identità).
    Questo conto l’ho aperto semplicemente per avere la possibilità di utilizzare la loro carta che mette a disposizione la creazioni di “spazi” virtuali per organizzare meglio le spese.
    La mia intenzione è di tenere su questo conto delle cifre che mi serviranno per acquisti futuri, ben al di sotto di 5000€ e annualmente non arriverò mai a superare i 15000€.
    La domanda che pongo è la seguente, in questa mia situazione, devo muovermi in qualche modo per dichiarare allo stato italiano questo conto? Sono un lavoratore italiano e i soldi di che finiranno su questo conto saranno delle piccole cifre che preleverò dal mio conto e verserò in questo. Puntualizzo il fatto che questo conto corrente non genera interessi annui.
    Scusate il lungo post.

    Saluti,
    Daniele

  3. Salve Daniele, nella ipotesi prospettata non vi sono obblighi fiscali. Tuttavia, per la risoluzione di dubbi e problematiche personali mi scriva a questa mail: info@fiscomania.com per ricevere una consulenza personalizzata. Oltre a risolvere i suoi dubbi le indicherò i nostri servizi di assistenza fiscale continuativa che comprendono anche la dichiarazione dei redditi annuale.

  4. Un lavoratore all’estero che rimpatria in Italia, che tempo ha per trasferire i suoi fondi esteri in Italia e da quando ed in che condizioni dovrebbe compilare il campo RW per i conti correnti usati quando era residente all’estero?

  5. Salve Antonio, in generale tutti i conti correnti detenuti dal momento di acquisto della residenza fiscale italiana sono oggetto di monitoraggio. Naturalmente, se i conti superano le soglie indicate nell’articolo. Per maggiori info mi scriva in privato per una consulenza.

  6. salve,
    mi sembra che lo IOR abbia accettato e recepito molte normative vigenti internazionali, ma mi sorprende non vederlo tra i paesi aderenti al CRS.
    potrei per favore avere qualche informazione al riguardo ?
    grazie infinite
    antoine

  7. Volevo sapere a quanto ammontano gli onere richiesti dallo stato italiano in caso di apertura conto corrente estero con giacenze superiori a € 15.000? Se ad esempio un soggetto trasferisce da un conto corrente italiano una cifra maggiore di € 15.000 su un conto corrente svizzero o francese, in fase di dichiarazione dei redditi in Italia, quanto dovrà esborsare verso lo stato Italiano?

    Grazie

    Andrea

  8. Buongiorno
    Aprendo una Società Srls per ECommerce su Shopify
    Consiglia un conto Italiano o Straniero?
    Ci sono dei conti consigliati Italiani o Stranieri come Revolut?!

  9. sto per firmare un contratto per una borsa di studio di ricerca con una università polaccca. Il contratto richiede di avere, per i versamenti derivanti dalla borsa di studio, un conto corrente di una banca polacca.. Come mi posso regolare? La borsa di studio è considerata un reddito dallo stato italiano?
    Grazie Mario

  10. Per rispondere alle sue domande occorre individuare la sua residenza fiscale. Per questo occorre un’analisi più dettagliata della sua situazione che se vuole possiamo svolgere in privato in consulenza. Aprire un conto corrente estero è possibile, ma da li nascono obblighi fiscali, se vorrà ne parleremo insieme.

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