assegno unico per i figli

Dal 1° gennaio 2022 è possibile effettuare la domanda per il riconoscimento dell’assegno unico. L’assegno verrà erogato mensilmente dal 1° marzo 2022 per ciascun figlio a carico. La domanda farà riferimento tra il periodo compreso di marzo a febbraio dell’anno successivo. L’assegno unico per i figli è previsto in favore delle famiglie con figli dal 7 ° mese di gravidanza  fino a 21 anni del figlio, se il figlio è ancora a carico, inoltre sarà possibile la corresponsione dell’importo direttamente al figlio maggiorenne se studia fuori sede.

L’assegno unico per i figli verrà accreditato direttamente sul conto corrente del beneficiario indicato in fase di domanda. L’erogazione avviene mediante accredito su IBAN, oppure mediante bonifico domiciliato. L’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Qualora la domanda venga presentata entro il 30 giugno dell’anno di riferimento, l’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese di marzo del medesimo anno. Ferma restando la decorrenza, l’INPS provvede al riconoscimento dell’assegno entro 60 giorni dalla domanda.

L’assegno è cumulabile con altre prestazioni sociali come ad esempio il Reddito di cittadinanza, eliminando la quota di reddito di cittadinanza collegata al numero di figli.

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L’assegno unico per i figli 2022 è un sussidio per le famiglie con figli che ha l’obiettivo di ridisegnare in un unica soluzione tutti i bonus e le detrazioni legate alle famiglie con figli. La sua introduzione è legata alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale lo scorso 6 aprile 2021 della legge 1° aprile, n. 46, che contiene la delega al Governo per riordinare, semplificare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l’assegno unico e universale. La legge delega approvata in Parlamento in vigore dal 21 aprile 2021, definisce i criteri che porteranno all’approvazione dei decreti attuativi sull’assegno unico.

L’assegno unico, è applicabile anche dai lavoratori autonomi e agli incapienti. Per conoscere i beneficiari e gli importi dell’assegno unico per i figli occorre attendere i decreti attuativi.

Per maggiori informazioni: “Assegno unico per i figli: come funziona, beneficiari, importi”

L’assegno unico 2022 sarà riconosciuto per ogni figlio a carico dal 7 mese di gravidanza fino al 21 anno di età. Sono previste alcune maggiorazioni per i figli successivi al secondo e per le madri con meno di 21 anni e per i figli disabili.

Ciascuna famiglia, riceverà per ogni figlio, dal 7 mese di gravidanza, fino al 21 anno di età, un assegno mensile, con una maggiorazione del 20% per i figli successivi al secondo. L’importo dell’’assegno unico e universale figli varia da 175 euro a 50 euro al mese per ogni figlio minorenne. Dai 18 ai 21 anni il contributo varia da da 85 euro a 25 euro. L’importo spettante varia dall’ISEE e all’età dei bambini, ad eccezione dei figli disabili per cui non vi sono limiti di età.

L’importo dell’assegno unico sarà composto da una quota fissa e una variabile, la parte variabile è calcolata in base al numero dei figli e alla loro età, oltre che sulla base del coefficiente ISEE.

Per conoscere come fare ISEE 2022: “Isee 2022: calcolo e documenti occorrenti”

Per beneficiare dell’Assegno unico per i figli 2022 occorre essere in possesso dell’ISEE. Se non si vuole presentare l’Isee occorre presentare un’autodichiarazione nella domanda da presentare all’INPS. A quel punto si riceverà la cifra minima possibile: 50 euro al mese a figlio, anziché al massimo 175 euro.

L’assegno è pienamente compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza. L’avvio dell’assegno unico 2021 porterà all‘abolizione di alcuni bonus, come gli assegni familiari, il bonus mamme domanibonus bebè e le detrazioni figli a carico.

“Detrazione per figli a carico: dal 1 luglio 2021 sarà eliminata”

Per conoscere gli altri bonus famiglia 2021: “Bonus famiglia 2021: quali sono i bonus previsti per il 2021?”


Chi può beneficiare dell’Assegno unico per i figli 2022?

Potranno beneficiare dell’assegno unico per i figli:

  • Lavoratori dipendenti;
  • Lavoratori autonomi;
  • Liberi professionisti;
  • Incapienti;
  • Figli maggiorenni, non è ancora chiaro se fino a 21 o a 25 anni.

L’assegno unico è realtà per lavoratori autonomi e disoccupati già dal mese di luglio 2021 mentre per i lavoratori subordinati è stato previsto un incremento dell’importo spettante a titolo di ANF. Il Consiglio dei Ministri, con l’approvazione del Decreto Legge nella seduta del 4 giugno 2021, ha approvato la disciplina volta a rendere operativa nell’immediato la misura dell’assegno unico per i nuclei familiari.

L’ammontare dell’assegno è individuato sulla base della condizione economica del nucleo familiare (ISEE) e la percezione dello stesso è pienamente compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza. Dal prossimo 1 luglio, dunque, l’assegno unico debutterà come misura unica di sostegno per i lavoratori autonomi e i disoccupati, che ai sensi della disciplina vigente non hanno accesso agli assegni familiari. L’estensione della misura ai lavoratori dipendenti è invece prevista a partire da gennaio 2022, ma per questa categoria di lavoratori è comunque previsto nell’immediato l’aumento dell’importo erogato a titolo di ANF.

Si tratta dunque di una fase transitoria, che servirà a gettare le basi per l’avvio della misura che entrerà a pieno regime dal 2022, dopo l’approvazione dei decreti delegati attuativi previsti dalla legge 1° aprile 2021, n. 46.

Dai 18 anni di età e fino ai 21 anni, una somma ridotta dell’assegno verrà accreditata direttamente al figlio se:

  • è iscritto all’università;
  • è un tirocinante;
  • è iscritto a un corso professionale;
  • svolge il servizio civile;
  • svolge un lavoro a basso reddito (reddito complessivo inferiore a 8.000 euro) o sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego.

Requisiti

  • Essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;
  • Essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • Essere residente e domiciliato con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio;
  • Essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.

Come funziona l’Assegno unico per i figli 2022?

L’assegno unico per i figli, viene erogato dal settimo mese di gravidanza, fino al ventunesimo anno di età. Esso è previsto per ciascun figlio e l’importo dell’assegno unico sarà composto da una quota fissa e una variabile, la parte variabile è calcolata in base al numero dei figli e alla loro età, oltre che sulla base del coefficiente ISEE.

E’ prevista la possibilità di erogazione direttamente al figlio maggiorenne, su sua richiesta, per favorirne l’autonomia.

L’assegno, viene esteso anche ai lavoratori autonomi e agli incapienti. L’assegno unico per i figli è chiamato universale perché potrà essere beneficiato a prescindere dal reddito, anche se l’importo dell’assegno varierà sulla base dell’ISEE.

L’assegno unico per i figli 2022 andrà a sostituire alcuni bonus attualmente in vigore. Ovvero i seguenti:

L’assegno è pienamente compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza.

A quanto ammonta l’importo dell’Assegno unico per i figli?

L’importo dell’Assegno unico è variabile, ovvero varia in base all’ISEE del nucleo familiare e all’età del figlio.

Per ciascun figlio minorenne

L’importo dell’assegno unico spetta nella misura di 175 euro per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 50 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro l’importo rimane di 50 euro.

Per ciascun figlio maggiorenne fino a 21 anni

L’importo dell’assegno unico spetta in misura piena di 85 euro per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro l’importo rimane di 25 euro.

Pertanto, fino a 15.000 euro di reddito ISEE, (si tratterebbe di circa il 50% delle famiglie), si percepiscono ogni mese 175 euro a figlio. Per i figli dal terzo in su la cifra è aumentata di 85 euro, ovvero 260 euro. Coloro che sono in possesso di un ISEE superiore a 15.000 l’importo scende gradualmente fino a 50 euro a figlio per gli Isee pari o superiori a 40.000 euro (il décalage è di 50 centesimi ogni 100 euro in più di Isee).

Inoltre, dai 18 ai 21 anni di età la cifra è dimezzata.

Le famiglie con più di 4 figli potranno beneficiare di 100 euro in più al mese. Sono previste maggiorazioni fisse per i figli disabili (da 100 a 50 euro a seconda del grado ed età), per le madri under 21 (20 euro fissi), per il secondo percettore di reddito (30 euro a scalare, ma solo per Isee fino a 25.000).

Per i figli sopra i 21 anni restano le detrazioni Irpef.


ISEE Importo assegno unico
Fino a 15.000 euro 175 euro (85 euro per i maggiorenni)
Fino a 40.000 euro Importo decrescente fino a un minimo di 50 euro (25 euro per i maggiorenni)
Oltre i 40.000 euro o senza presentare l’Isee 50 euro (25 euro per i maggiorenni)

Come precisato di sopra, sono previste alcune maggiorazioni per:

  • Le famiglie particolarmente numerose;
  • Mamme di età inferiore a 21 anni;
  • Le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano 

Maggiorazione famiglie con più di due figli

Per ciascun figlio successivo al secondo è prevista una maggiorazione da 85 euro a 15 euro al mese. L’importo spetta nella misura di 85 euro per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per coloro che sono in possesso di ISEE superiori, esso si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 15 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro l’importo rimane di 15 euro.

Maggiorazione figli disabili

Per ciascun figlio con disabilità minorenne è prevista una maggiorazione, sulla base della condizione di disabilità come definita ai fini ISEE:

  • 105 euro mensili in caso di non autosufficienza;
  • 95 euro mensili in caso di disabilità grave;
  • 85 euro mensili in caso di disabilità media.

Per ciascun figlio con disabilità maggiorenne fino al compimento del ventunesimo anno di età è prevista una maggiorazione dell’importo pari a 50 euro mensili.

Per ogni figlio con disabilità a carico di età pari o superiore a 21 anni è previsto un assegno dell’importo pari a 85 euro mensili spettante in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro. Per livelli di ISEE superiori, si riduce gradualmente fino a raggiungere un valore pari a 25 euro in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro l’importo rimane costante.

Madri under 21

E’ prevista una maggiorazione anche per le madri con meno di 21 anni pari a 20 euro mensili per ciascun figlio.

Maggiorazione per famiglie con quattro o più figli

Dal 2022 sarà riconosciuta una maggiorazione forfettaria per i nuclei familiari con quattro o più figli, pari a 100 euro mensili per nucleo.

Maggiorazione per i primi tre anni fino al 2025

Per i primi tre anni di applicazione dell’assegno unico, sarà istituita una maggiorazione di natura transitoria, su base mensile, dell’importo. La maggiorazione sarà riconosciuta ai soggetti aventi diritto all’assegno e in presenza della contestuale presenza di due condizioni:

  • valore dell’ISEE del nucleo familiare di appartenenza del richiedente non superiore a 25.000 euro;
  • effettiva percezione, nel corso del 2021, dell’assegno per il nucleo familiare in presenza di figli minori da parte del richiedente o da parte di altro componente del nucleo familiare del richiedente.

Come presentare domanda per beneficiare dell’Assegno unico per i figli 2022?

La domanda per l’assegno unico per i figli 2022 potrà essere presentata a partire dal 1° gennaio 2022 ed è riferita al periodo compreso tra il mese di marzo dell’anno di presentazione della domanda e quello di febbraio dell’anno successivo. La domanda dovrà essere presentata in modalità telematica all’INPS oppure presso gli istituti di Patronato. 

L’INPS avrà 20 giorni di tempo da quando avverrà la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del provvedimento per definire tutti i dettagli per l’invio della domanda, su cui vi terremo aggiornati. Il decreto impone già alcuni vincoli che presentiamo di seguito.

Si potrà fare domanda fino a giugno 2022 mantenendo il diritto agli arretrati a partire dal mese di marzo 2022. Da luglio 2022, sarà possibile beneficiare dell’assegno unico soltanto dal mese di presentazione della domanda. A gennaio dell’anno successivo bisognerà richiedere l’aggiornamento dell’ISEE (sui dati 2022) e rinnovare la domanda per l’assegno. Il cui importo verrà per l’appunto aggiornato sulla base dell’Isee così ricalcolato.

La durata dell’annualità va infatti da marzo dell’anno di presentazione dell’istanza al febbraio dell’anno seguente.

Chi può presentare la domanda per Assegno unico 2022?

La domanda per beneficiare dell’assegno unico per i figli 2022 può essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato. I figli maggiorenni possono presentare la domanda in sostituzione dei genitori e richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante.

Come sarà erogato?

L’assegno unico per i figli 2022 verrà accreditato direttamente sul conto corrente del beneficiario. L’erogazione avviene mediante accredito su IBAN, oppure mediante bonifico domiciliato. I percettori del reddito di cittadinanza ricevono l’importo con le stesse modalità di erogazione del Reddito di cittadinanza.

L’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Nel caso in cui è presentata entro il 30 giugno dell’anno di riferimento, l’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese di marzo del medesimo anno. Ferma restando la decorrenza, l’INPS provvede al riconoscimento dell’assegno entro 60 giorni dalla domanda.

Nel caso di modifiche nel nucleo familiare durante la percezione dell’Assegno unico (pensiamo alla nascita di un nuovo figlio) la modifica alla composizione del nucleo familiare deve essere comunicata con apposita procedura telematica all’INPS o presso patronati entro 120 giorni dalla nascita del nuovo figlio, con riconoscimento dell’assegno a decorrere dal settimo mese di gravidanza.

Chi guadagna e chi ci perde?

Sicuramente i primi a guadagnare dall’arrivo dell’Assegno unico sono i lavoratori autonomi, che prima dell’arrivo dell’Assegno unico percepivano solo le detrazioni fiscali, oltre ai lavoratori autonomi ci guadagneranno anche i disoccupati e gli incapienti che non riuscivano a beneficiare delle detrazioni.

Tra i lavoratori dipendenti la valutazione su chi ci guadagna è più complicata, in quanto ci sono famiglie con reddito medio/basso che possono avere risparmi elevati o altri immobili, e trovarsi con in ISEE alto e dall’altro lato ci sono famiglie con reddito medio/alto che possono vivere solo dello stipendio, avere un ISEE non alto che possono beneficiare di un importo dell’Assegno unico molto più elevato. Sulla base delle elaborazioni svolte dal Ministero delle finanze emerge che la stragrande maggioranza delle famiglie avrà aumenti, soprattutto tra i redditi medi.

Assegno unico per i figli 2022: genitori separati

Con l’erogazione dell’assegno unico per i figli è stata prevista la possibilità di poter beneficiare al 50% tra i genitori separati, in quanto, essendo un sostegno alla genitorialità e venendo meno le detrazioni per i figli a carico, spetta ad entrambi i genitori.

E’ prevista la possibilità di scegliere la fruizione dell’assegno per uno solo dei due genitori al 100%, ma l’altro deve dare il suo assenso altrimenti al genitore richiedente sarà riconosciuto solo il 50% dell’importo spettante.

A presentare domanda dell’assegno può essere soltanto il genitore convivente.

Residenza del minore e affido condiviso

Per quanto riguarda la residenza del minore, per beneficiare dell’assegno unico, occorre che il genitore che presenta la domanda e il figlio siano coabitanti e abbiano dimora abituale nello stesso Comune.

L’assegno unico potrà in ogni caso essere erogato nella misura del 50% per anche all’altro genitore in caso di affido condiviso dei minori.

In caso di genitori coniugati tra loro, genitori naturali di figli nati fuori dal matrimonio, genitore solo ( vedovo/a, altro genitore che non ha riconosciuto il figlio, ecc.) o affidatario esclusivo del minore, il pagamento è effettuato interamente al genitore richiedente che convive con il minore.

21 COMMENTI

  1. Buonasera,
    volevo fare una considerazione sul assegno unico ai figli, certo che è un altra complicazione. obbligano le persone a fare isee in questo momento di pandemia dove non riesci ad avere un appuntamento al caf, oppure devi essere un genio per poter entrare nei sistemi inps.
    Parlano tanto di semplificazione questi sono i risultati, non c’è un governo che mantiene la parola. poveri cittadini.
    Mariangela

  2. Ma questi si divertono a complicare la vita alle persone! Apparte che nulla cambia rispetto ad ora (in busta paga ho 95 euro circa di deduzione per figlio a carico + 95 circa di assegni nucleo familiare…), totale 190… Ora bisogna fare l’ISEE, prendersi permessi da lavoro, rinnovarlo ogni anno, e poi usarlo come credito d’imposta (per compensare cosa poi, da lavoratore dipendente mica ho tributi da compensare come una partita IVA).

  3. Cosa significa incapiente e disoccupato? Chi non ha mai lavorato (inoccupato) – e stendiamo un velo pietoso – e ha famiglia percepirà questo assegno in aggiunta al reddito di cittadinanza? Quindi se non ho capito male uno può a questo punto farsi una famiglia senza lavorare tanto adesso oltre al reddito di cittadinanza pure i figli ti mantengono….

  4. salve e grazie per le vostre informazioni sempre puntuali ed esaudienti, gentilmente possiamo sapere se esiste una tabella per fascia di reddito (isee), come saranno distribuiti i bonus? grazie

  5. Ma se lo stato ti controlla fino all’ultimo pelo come mai non eroga gli assegni senza tanti sbattimenti da parte dell’avente diritto?? Io tengo 4 figli e non ho tempo da perdere ai Caf i quali ti rispondono quando vogliono e quando finalmente hai la linea ti dicono che non hanno ancora pronto il calendario perche’ e’ ancora tutto nell’aria e niente di confermato. Concordo con il lettore che richiede una tabella circa l’importo aqpprox. in base al valore ISEE del nucleo familiare. Molte grazie.

  6. Salve. Vorrei sapere se ci sono notizie su come sarà per genitori separati o divorziati con figli a carico del padre con busta paga da cui verranno annullati detrazione per figli a carico e assegni familiari . Tutto andrà sempre alle ex mogli? O in caso di affido condiviso si potrà fare al 50×100? Perché questo aspetto non viene mai evidenziato..Grazie

  7. Salve,

    mi piacerebbe avere un’informazione relativa all’assegno unico. È possibile essere beneficiari anche qualora il proprio figlio ( con cittadinanza italiana) sia residente all’estero? In Cina nel mio caso specifico. Grazie

  8. Sono un lavoratore dipendente, spero che il dipendente questa volta possa scegliere che sia l Inps a versare l assegno (ho 3 figli) visto che il mio titolare se li fotte lui

  9. e come dare torto ad Angelo.
    Ho la netta sensazione che andremo a perderci (stop all’anf – detrazione figli a carico e bonus bebe’ ).
    Strano non valutino di assorbire anche l’intero stipendio….

  10. Buongiorno,
    se l’assegno viene corrisposto per i figli fino ai 21 anni e sostituisce le detrazioni e gli attuali AF,
    per i figli a carico oltre i 21 anni cosa spetta? Le detrazioni o nulla?

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