L’assegno unico ed universale è un beneficio economico mensile per le famiglie con figli a carico e comporta l’abrogazione degli ANF e delle detrazioni fiscali applicate direttamente in busta paga dal datore di lavoro. Il contributo spetta per i figli dal settimo mese di gravidanza e fino ai 21 anni di età.

Che cos’è l’assegno unico ed universale per i figli a carico?

L’assegno unico ed universale per i figli a carico è un sostegno economico che viene erogato dall’INPS alle famiglie con figli. Si tratta di una misura che sostituisce le principali agevolazioni per i figli a carico sino ai 21 anni di età. Il sostegno economico viene erogato dall’INPS dietro presentazione di una apposita domanda. Il nuovo sito web dedicato all’Assegno Unico si trova all’indirizzo https://assegnounicoitalia.it/ ed è accessibile a tutti. L’introduzione della misura è legata alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge 1° aprile, n. 46.

L’assegno è una misura di sostegno cumulabile con altre prestazioni sociali, come il reddito di cittadinanza. Tuttavia, porterà all‘abolizione di alcuni bonus, come il Premio alla nascita (Bonus mamma domani), l’Assegno di natalità (Bonus bebè), gli ANF e le detrazioni per i figli a carico al di sotto dei 21 anni. Rimarrà invece vigente il bonus nido. L’assegno, inoltre, è usufruibile sia dai lavoratori autonomi che dagli “incapienti“.

Per approfondire: “Detrazione per figli a carico: sarà eliminata?!”.


Chi può presentare la domanda?

Possono beneficiare dell’assegno unito, tutti i contribuenti con figli. Tutti i soggetti fiscalmente residenti in Italia ne hanno diritto, indipendentemente dalla condizione lavorativa (occupati e disoccupati) e senza limite massimo di reddito. È possibile fare richiesta, per ogni figlio a carico, dal 7° mese di gravidanza fino ai 21 anni d’età. Con maggiore dettaglio, possono presentare la domanda:

  • Lavoratori dipendenti;
  • Lavoratori autonomi;
  • Liberi professionisti;
  • Incapienti;
  • Figli maggiorenni fino a 21 anni di età.

L’ammontare dell’assegno è individuato sulla base della condizione economica del nucleo familiare (ISEE) e la percezione dello stesso è pienamente compatibile con la fruizione del reddito di cittadinanza.

La domanda può essere presentata da un genitore o da chi esercita la responsabilità genitoriale. In caso di affidamento esclusivo, l’assegno spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di nomina di un tutore, l’assegno è riconosciuto nell’interesse esclusivo del tutelato. I figli maggiorenni possono presentare la domanda in sostituzione dei genitori e richiedere la corresponsione diretta della quota di assegno loro spettante.

Quali sono i requisiti?

  • Essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare, titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno annuale;
  • Essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  • Essere residente e domiciliato con i figli a carico in Italia per la durata del beneficio;
  • Essere stato o essere residente in Italia per almeno due anni, anche non continuativi, ovvero essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno biennale.

Come funziona?

L’assegno viene erogato dall’INPS dal settimo mese di gravidanza, fino al ventunesimo anno di età del figlio. L’erogazione avviene per ciascun figlio, con un importo composto da una quota fissa ed una variabile. La parte variabile è calcolata in base al numero dei figli e alla loro età, oltre che sulla base del coefficiente ISEE. L’assegno è progressivo: questo significa che l’importo dell’assegno cresce al diminuire del valore dell’ISEE. Nel caso in cui non venga presentato l’ISEE al momento di presentazione della domanda, viene erogato comunque l’importo minimo previsto. In alcuni casi sono previste delle maggiorazioni: per esempio, se hai un figlio a carico con disabilità o se sei una giovane madre. I cittadini che percepiscono il reddito di cittadinanza non devono presentare la domanda: riceveranno l’assegno in automatico dall’INPS.

E’ prevista la possibilità di erogazione direttamente al figlio maggiorenne, su sua richiesta, per favorirne l’autonomia.

L’assegno unico per i figli va a sostituire alcuni bonus precedentemente attivi, ovvero i seguenti:

Resterà in vigore il Bonus asilo nido.

Come presentare la domanda?

La domanda può essere presentata a partire dalla nascita del figlio, utilizzando la modalità telematica attraverso il portale dell’INPS, oppure attraverso gli istituti di patronato. È possibile presentare domanda fino a giugno 2022 mantenendo il diritto agli arretrati a partire dal mese di marzo 2022. Da luglio 2022, è possibile beneficiarne soltanto dal mese di presentazione della domanda. Per la presentazione della domanda è opportuno che il contribuente richiedente si attivi per effettuare l’aggiornamento del proprio ISEE, in quanto l’importo dell’assegno decresce al crescere dell’ISEE, anche in relazione degli aggiornamenti annuali (obbligatori).

Contenuto della domanda

La domanda richiede soltanto l’autocertificazione di alcune informazioni di base quali:

1) composizione del nucleo familiare e numero di figli;
2) luogo di residenza dei membri del nucleo familiare;
3) IBAN di uno o di entrambi i genitori

La domanda può essere o meno accompagnata da ISEE aggiornato: la presentazione dell’ISEE è necessaria per ottenere un assegno pieno commisurato alla situazione economica della famiglia. Resta salva la possibilità di presentazione della DSU per l’ISEE in data successiva alla presentazione della domanda di AUU. In tal caso l’importo spettante verrà comunque ricalcolato a decorrere dalla data di acquisizione dell’ISEE.

Per ottenere un assegno proporzionato, fai prima la certificazione ISEE

  • Al momento della domanda, per ottenere un assegno proporzionato è necessario essere in possesso di una certificazione ISEE. Se viene presentata una domanda senza essere in possesso di una certificazione ISEE valida, l’INPS erogherà esclusivamente l’importo minimo previsto, indipendentemente dal reddito.
  • Per ottenere l’ISEE, è necessario compilare la Dichiarazione sostitutiva unica (DSU).

Come sarà erogato?

L’assegno unico per i figli viene accreditato direttamente sul conto corrente del beneficiario. L’erogazione avviene mediante accredito su IBAN, oppure mediante bonifico domiciliato. I percettori del reddito di cittadinanza ricevono l’importo con le stesse modalità di erogazione del Reddito di cittadinanza. Esso è riconosciuto a decorrere dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Nel caso in cui è presentata entro il 30 giugno dell’anno di riferimento, l’assegno è riconosciuto a decorrere dal mese di marzo del medesimo anno. Ferma restando la decorrenza, l’INPS provvede al riconoscimento dell’assegno entro 60 giorni dalla domanda.

Nel caso di modifiche nel nucleo familiare durante la percezione dell’Assegno unico (pensiamo alla nascita di un nuovo figlio) la modifica alla composizione del nucleo familiare deve essere comunicata con apposita procedura telematica all’INPS o presso patronati entro 120 giorni dalla nascita del nuovo figlio, con riconoscimento dell’assegno a decorrere dal settimo mese di gravidanza.

A quanto ammonta l’assegno?

L’importo è variabile, ovvero varia in base all’ISEE del nucleo familiare e all’età del figlio.

Età del figlioIsee pari o inferiore a € 15 milaIsee superiore a € 15 mila e inferiore a € 40 milaIsee pari o superiore a € 40 mila, o nessuna certificazione Isee
Figlio a carico con età inferiore a 18 anni€ 175/meseFra € 175 e € 50/mese, decresce in base all’Isee.€ 50/mese
Figlio a carico con età superiore a 18 anni e inferiore a 21 anni€ 85/meseFra € 85 e € 25/mese, decresce in base all’Isee.€ 25/mese

Per ogni figlio successivo al secondo, è prevista una maggiorazione.

Isee pari o inferiore a € 15 milaIsee superiore a € 15 mila e inferiore a € 40 milaIsee pari o superiore a € 40 mila, o nessuna certificazione Isee
Maggiorazione per ogni figlio successivo al secondo€ 85/meseFra € 85 e € 15/mese, decresce in base all’Isee.€ 15/mese

Maggiorazioni

Per i figli a carico con disabilità

  • Per ogni figlio con disabilità con età inferiore ai 18 anni, è prevista una maggiorazione sulla base della condizione di disabilità come definita ai fini Isee, pari a € 105/mese in caso di non autosufficienza, € 95/mese in caso di disabilità grave, € 85/mese in caso di disabilità media.
  • Per ogni figlio con disabilità con età fra 18 e 21 anni, è prevista una maggiorazione dell’importo pari a € 80/mese.
  • Per ogni figlio con disabilità a carico con età superiore ai 21 anni, è previsto un assegno dell’importo pari a € 85/mese nel caso di Isee pari o inferiore a € 15 mila, fra € 85/mese e € 25/mese nel caso di Isee fra € 15 mila e € 40 mila, e pari a € 25/mese nel caso di Isee pari o superiore a € 40 mila.

Per le madri di età inferiore ai 21 anni

  • Per le madri di età inferiore ai 21 anni, è prevista una maggiorazione pari a € 20/mese per ogni figlio.

Per le famiglie numerose

Secondo quanto chiarito dall’INPS nel Messaggio n. 1714 è prevista una maggiorazione per ciascun figlio successivo al secondo di importo pari a 85 euro mensili, che spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro e che si riduce gradualmente, fino a raggiungere un valore pari a 15 euro, in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro l’importo rimane costante.

E’ prevista poi una maggiorazione forfettaria per i nuclei familiari con quattro o più figli, pari a 100 euro mensili per nucleo.
Al riguardo, si precisa che, ove siano presenti nel nucleo figli con genitori diversi, le maggiorazioni spettano unicamente ai soggetti per i quali è accertato il rapporto di genitorialità con i figli (ad esempio, in un nucleo composto da 4 figli nel quale i 2 genitori
facenti parte del nucleo ISEE hanno in comune solo 3 dei 4 figli dichiarati nella DSU, la maggiorazione spetta al 100% al genitore, madre o padre, di tutti e 4 figli presenti nel nucleo).

Sono considerati tutti i figli a carico sulla base delle regole di appartenenza al nucleo ISEE, ancorché alcuni di essi non abbiano diritto all’AUU. In mancanza di ISEE, dovrà farsi riferimento per la determinazione del numero dei figli alla composizione del nucleo familiare autodichiarato, in base alle medesime regole valide per l’ISEE.

Maggiorazioni se entrambi i genitori sono titolari di reddito da lavoro

L’INPS con il Messaggio n. 1714 ha chiarito che, secondo quanto previsto dall’art. 4, comma 8, del decreto legislativo n. 230/2021 prevede, nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro, una maggiorazione dell’assegno per ciascun figlio
minore pari a 30 euro mensili.

Tale importo spetta in misura piena per un ISEE pari o inferiore a 15.000 euro e si riduce gradualmente, fino ad annullarsi in corrispondenza di un ISEE pari a 40.000 euro. Per livelli di ISEE superiori a 40.000 euro la maggiorazione non spetta.

Ai fini della maggiorazione, rilevano i redditi da lavoro dipendente o assimilati nonché i redditi da pensione, i redditi da lavoro autonomo o d’impresa che devono essere posseduti al momento della domanda e percepiti per un periodo prevalente nel corso dell’anno.
Relativamente ai redditi assimilati a quelli da lavoro dipendente, si precisa inoltre che rilevano gli importi percepiti a titolo di NASPI e DIS-COLL, a condizione che il soggetto risulti percettore di tali prestazioni al momento della domanda e per un periodo prevalente nel corso dell’anno. Rileva anche il reddito del genitore che lavora all’estero con residenza fiscale in Italia. Spetta la maggiorazione anche ai nuclei di genitori lavoratori agricoli autonomi.

La maggiorazione per i genitori lavoratori non può essere richiesta in caso di domanda presentata per un nucleo composto da un solo genitore anche se lavoratore.

Riconoscimento dell’AUU ai genitori separati

Il principio regolatore generale è che l’Assegno unico e universale è erogato in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale ovvero hanno l’affidamento condiviso dei figli. Tuttavia, i genitori possono stabilire che il contributo venga interamente erogato solo a uno dei due, attestando in procedura l’accordo tra le parti.

L’assegno viene sempre erogato interamente a un solo genitore se da un provvedimento del giudice o da un accordo scritto tra le parti risulta che quel genitore ha l’esercizio esclusivo della responsabilità genitoriale ovvero l’affidamento esclusivo. L’assegno viene altresì sempre erogato a un solo genitore se il giudice, nel provvedimento che disciplina la separazione di fatto, legale o il divorzio dei genitori, ha disposto che dei contributi pubblici usufruisca uno solo dei genitori.

Nei casi sopra riportati, il richiedente che si trovi nelle suddette condizioni lo dichiara nella domanda, selezionando l’apposita opzione, chiedendo l’erogazione dell’AUU al 100%.

Qualora l’assegno venga già erogato con ripartizione al 50%, il genitore ha la possibilità di chiedere la modifica delle modalità di erogazione, integrando la domanda on line a suo tempo già presentata, chiedendo il pagamento al 100%.

Figli maggiorenni

L’articolo 2, comma 1, lettera b), del decreto legislativo n. 230/2021, prevede che l’AUU è riconosciuto ai nuclei familiari per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, per il quale ricorra una delle seguenti condizioni:

  • frequenti un corso di formazione scolastica o professionale, ovvero un corso di laurea;
  • svolga un tirocinio ovvero un’attività lavorativa e possieda un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
  • sia registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
  • svolga il servizio civile universale.

Le condizioni elencate dalla norma devono sussistere al momento della domanda e per tutta la durata della prestazione.

Il figlio maggiorenne fino ai 21 anni, che convive con uno o entrambi i genitori, fa parte del nucleo familiare del genitore/dei genitori con il quale/con i quali convive, a prescindere dal carico fiscale e con l’ulteriore condizione che, nell’anno di riferimento della domanda di AUU, non deve possedere un reddito complessivo ai fini IRPEF superiore a euro 8.000.

Nell’ipotesi di figlio maggiorenne, che non convive con alcuno dei genitori, il figlio può comunque fare parte del nucleo dei suoi genitori in cui “viene attratto”; ciò si verifica qualora il figlio abbia un’età inferiore a 26 anni, sia a carico dei genitori ai fini IRPEF e non sia, a sua volta, coniugato e/o abbia figli propri. Nel caso in cui i genitori appartengano a nuclei familiari distinti, il figlio maggiorenne di età inferiore a 26 anni, a carico IRPEF di entrambi i genitori, fa parte del nucleo di uno dei due genitori, da lui scelto.

Raggiungimento della maggiore età successivamente all’inoltro della domanda di AUU

Nell’ipotesi di figli che raggiungono la maggiore età successivamente all’inoltro della domanda, la norma prevede la possibilità che il figlio presenti domanda di AUU per conto proprio. L’erogazione avverrà direttamente al figlio maggiorenne, limitatamente alla quota di assegno a lui spettante.


Fonte: Sole 24 Ore

Per conoscere come fare ISEE: “Isee: calcolo e documenti occorrenti”.

Quali gli effetti in busta paga per i lavoratori dipendenti?

Ne consegue che, a partire dall’entrata in vigore dell’assegno unico universale, cesseranno di essere corrisposti dal datore di lavoro/sostituto di imposta in busta paga gli importi relativi a:

  • Assegni nucleo familiare (ANF e relative maggiorazioni disposte con D.L. n. 79/2021);
  • Detrazioni IRPEF per figli a carico.

Il beneficio economico spetta, indifferentemente dalla posizione lavorativa del richiedente, ai nuclei familiari con figli:

  • Minori;
  • Disabili (senza limiti di età e senza limitazioni legate al reddito del nucleo familiare);
  • Maggiorenni entro il limite dei 21 anni di età, qualora siano:
    • a) studenti (frequentatori di un corso di formazione scolastica, professionale o di un corso di laurea);
    • b) occupati in attività lavorativa o in percorsi di tirocinio, con reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
    • c) Disoccupati iscritti negli appositi elenchi istituiti presso i servizi pubblici per l’impiego;
    • d) Impiegati nello svolgimento del servizio civile universale.

L’entità dell’assegno è stabilito tra un minimo di 25 euro ed un massimo di 175 euro mensili per ciascun figlio a carico, oltre le maggiorazioni previste al ricorrere di specifiche circostanze.

Chi guadagna e chi ci perde?

Sicuramente i primi a guadagnare sono i lavoratori autonomi, che prima dell’arrivo dell’Assegno unico percepivano solo le detrazioni fiscali, oltre ai lavoratori autonomi ci guadagneranno anche i disoccupati e gli incapienti che non riuscivano a beneficiare delle detrazioni. Tra i lavoratori dipendenti la valutazione su chi ci guadagna è più complicata, in quanto ci sono famiglie con reddito medio/basso che possono avere risparmi elevati o altri immobili, e trovarsi con in ISEE alto e dall’altro lato ci sono famiglie con reddito medio/alto che possono vivere solo dello stipendio, avere un ISEE non alto che possono beneficiare di un importo dell’Assegno unico molto più elevato. Sulla base delle elaborazioni svolte dal Ministero delle finanze emerge che la stragrande maggioranza delle famiglie avrà aumenti, soprattutto tra i redditi medi.

Casi particolari

Genitori separati

In presenza di due genitori esercenti la responsabilità genitoriale, uno dei due dovrà presentare la domanda, una volta sola per ogni anno, indicando tutti i figli per i quali si richiede il beneficio e il codice fiscale dell’altro genitore. L’assegno spetta a entrambi i genitori, a prescindere dal versamento dell’assegno di mantenimento stabilito dal giudice o da chi convive con il minore. Tuttavia, l’assegno unico 2022 può essere richiesto e pagato al 100% al solo richiedente. Resta salva però la possibilità, anche successivamente, di richiedere che l’erogazione venga suddivisa in misura uguale (al 50%) tra i genitori aventi diritto. Pertanto, il genitore richiedente, può scegliere, al momento della presentazione della domanda di farsi erogare il 100% dell’importo, indicando che le modalità di ripartizione sono state definite in accordo con l’altro genitore. Tuttavia, il secondo genitore ha la facoltà di modificare la scelta del primo, con una richiesta successiva, accedendo con le proprie credenziali alla procedura e indicare i suoi dati per il pagamento del 50%.

Donne in gravidanza

L’assegno decorre dal settimo mese di gravidanza. Tuttavia, la domanda deve essere presentata dopo la nascita, dopo che è stato attribuito al minore il codice fiscale. Con la prima mensilità, saranno erogati gli arretrati a partire dal settimo mese di gravidanza.

Presentazione della domanda con errori

In caso di errore nella presentazione della domanda è possibile cliccare su «Rinuncia», scegliendo l’opzione «errore di compilazione». In questo modo è possibile inserire una nuova domanda corretta.

Assegno unico: ulteriori info

Assegno unico per i figli: FAQ

È possibile fare la domanda senza avere ancora un Isee in corso di validità?

Sì, è possibile fare domanda senza avere ancora un Isee in corso di validità. I canali per fare domanda sono tre:
– online sul sito internet dell’Inps, tramite Spid, Cie o Cns;
– telefonicamente, tramite il contact center al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o al numero 06.164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori);
– presso gli istituti di patronato.
Se successivamente l’Isee viene elaborato, automaticamente, gli importi erogati saranno calcolati in base all’indicatore della situazione economica del nucleo familiare. Non è necessario allegare l’Isee alla domanda. E’ direttamente l’Inps a leggere i dati incrociando le banche dati.
La prestazione ha carattere universalistico e può essere richiesta anche in assenza di ISEE . Se il richiedente, o comunque il nucleo familiare del richiedente, non ha un ISEE valido al momento di presentazione della domanda, l’Assegno sarà calcolato con l’importo minimo previsto dalla normativa.
Per coloro che presentano ISEE successivamente alla domanda, entro il 30 giugno 2022, comunque, verranno riconosciuti gli importi arretrati spettanti, a decorrere dal mese di marzo 2022, in base al valore dell’ ISEE presentato.
ATTENZIONE: È obbligatorio comunicare all’INPS eventuali variazioni del nucleo familiare sia attraverso la procedura dell’Assegno unico sia tramite ISEE .

Come viene pagato l’assegno per genitori divorziati o non conviventi? 

In presenza di due genitori esercenti la responsabilità genitoriale, uno dei due debba fare la domanda, una volta sola per ogni anno di gestione, indicando tutti i figli per i quali si richiede il beneficio e il codice fiscale dell’altro genitore. L’assegno spetta a entrambi, a prescindere dal versamento dell’assegno di mantenimento stabilito dal giudice o da chi convive con il minore. Tuttavia, l’assegno può essere richiesto e pagato al 100% al solo richiedente. Resta salva però la possibilità, anche in un secondo momento, di richiedere che l’erogazione venga suddivisa in misura uguale (al 50%) tra i genitori aventi diritto. Il richiedente, se al momento della domanda opta per il 100%, deve dichiarare che le modalità di ripartizione sono state definite in accordo con l’altro genitore. E l’altro genitore non deve obbligatoriamente confermare questa scelta, accedendo alla procedura con le proprie credenziali.

Pertanto, il genitore richiedente, può scegliere, al momento della presentazione della domanda di farsi erogare il 100% dell’importo, indicando che le modalità di ripartizione sono state definite in accordo con l’altro genitore. Tuttavia, il secondo genitore ha la facoltà di modificare la scelta del primo, con una richiesta successiva, accedendo con le proprie credenziali alla procedura e indicare i suoi dati per il pagamento del 50%.

Posso richiederlo se sono in stato di gravidanza al settimo mese? 

Per i nuovi nati la domanda di assegno unico deve essere presentata dopo la nascita, ovvero dopo che è stato attribuito al minore il codice fiscale. Attraverso l’erogazione della prima mensilità dell’assegno unico, verranno corrisposti anche gli importi arretrati, a partire dal settimo mese di gravidanza. E’ utile ricordare che l’assegno unico per i figli non è compatibile con il premio alla nascita (cancellato dal 2022 insieme al bonus bebè).

Il conto corrente di accredito deve essere quello dei genitori?

L’assegno può essere accreditato su un conto corrente bancario o postale, bonifico domiciliato presso sportello postale, libretto postale, Conto corrente estero area Sepa, Carta prepagata con Iban. L’importante è che i conti indicati siano intestati al richiedente, anche se con un altro soggetto (nel caso di ripartizione al 100%) o, se viene scelta la ripartizione dell’importo al 50%, devono essere indicati entrambi gli Iban dei genitori. Se il figlio è maggiorenne può essere inserito l’Iban del figlio (anche cointestato) se ha presentato lui la domanda.

E’ possibile modificare o cancellare la domanda?

Se ci si accorge di aver commesso un errore nella compilazione della domanda è possibile cliccare sulla voce “rinuncia“, facendo attenzione a scegliere come motivazione “errore di compilazione” e non “rinuncia alla prestazione“. In questo modo è possibile poi inserire una nuova domanda corretta.

Per i figli under 21 residenti all’estero è possibile chiedere l’assegno unico?

Si attendono chiarimenti all’interno della circolare Inps di prossima emanazione. Si ricorda che per figli a carico, in base all’articolo 1, comma 2, del D.Lgs. n. 230/21 sull’assegno unico (pubblicato sulla Gazzetta ufficiale 309 del 30 dicembre 2021), si intendono quelli che fanno parte del nucleo familiare indicato ai fini Isee.

FAQ INPS

L’ISEE è obbligatorio?

Non è obbligatorio ma non presentandolo si ha diritto solo all’importo minimo.

Quando verrà pagato?

Per le domande presentate a gennaio e febbraio i pagamenti cominceranno ad essere erogati dal 15 al 21 marzo. Per le domande presentate successivamente il pagamento verrà effettuato alla fine del mese successivo a quello di presentazione della domanda. Per chi presenta la domanda entro giugno 2022 i pagamenti avranno sempre decorrenza per le mensilità arretrate dal mese di marzo.

Quali prestazioni verranno sostituite?

Il Premio alla nascita (Bonus mamma domani), l’Assegno di natalità (Bonus bebè), gli ANF e le detrazioni per i figli a carico al di sotto dei 21 anni. Rimarrà invece vigente il bonus nido.

Quindi dal 1° gennaio 2022 non percepiremo più le detrazioni e gli assegni familiari?

Detrazioni e assegni familiari non saranno più presenti sui cedolini di stipendio dei lavoratori dipendenti e di pensione dal mese di marzo.

Bisogna presentare la domanda a gennaio?

Non c’è bisogno di presentare subito la domanda. È possibile farlo entro il 30 giugno 2022 senza perdere nessuna delle mensilità spettanti con decorrenza marzo.

Chi ha presentato domanda per l’Assegno temporaneo deve ripresentarla per Assegno unico?

La domanda deve essere ripresentata anche da chi percepiva l’Assegno temporaneo ad eccezione di coloro che hanno diritto al Reddito di Cittadinanza che riceveranno l’Assegno unico in automatico.

Chi deve presentare la domanda?

Uno dei due genitori esercenti la responsabilità genitoriale.

Come avviene il pagamento?

In via ordinaria su IBAN intestato al richiedente o bonifico domiciliato.
L’ IBAN da inserire deve essere attivo e correttamente intestato o cointestato alla persona che fa domanda per l’assegno unico. L’INPS non può accreditare l’assegno sul conto corrente di una persona differente da chi presenta la domanda.
È possibile comunque chiedere l’accredito dell’assegno unico su un conto corrente cointestato al beneficiario che ha presentato la domanda. Non è invece sufficiente essere delegati alla riscossione su quell’ IBAN .
È inoltre importante che il codice fiscale del richiedente, indicato nella domanda, e quello che risulta all’Istituto di Credito, come codice fiscale del titolare del conto corrente su cui si chiede l’accredito, corrispondano esattamente.

Come si presenta la domanda?

La domanda si presenta online con procedura semplificata accedendo al sito INPS con SPID, CIE, o CNS o tramite patronato.

L’Assegno unico concorre alla formazione del reddito imponibile ai fini IRPEF ?

No, l’importo non concorre alla formazione del reddito ai fini IRPEF , in quanto esente.

Dal 1° gennaio, quindi, non percepirò più le detrazioni e gli Assegni familiari?

Detrazioni e Assegni familiari per i figli di età inferiore ai 21 anni non saranno più presenti sui cedolini di stipendio dei lavoratori dipendenti e di pensione dal mese di marzo 2022. 

L’Assegno unico è compatibile con altri bonus?

L’Assegno è compatibile con la fruizione di altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali, ed è compatibile con il Reddito di Cittadinanza. È compatibile anche con il Bonus asilo nido.

Quali documenti servono per presentare la domanda?

Le informazioni richieste per presentare la domanda sono minime: dati dei figli (codice fiscale, eventuale disabilità), dati dell’altro genitore (se presente e solo il codice fiscale), dati per il pagamento, dichiarazioni di responsabilità e assenso al trattamento dei dati. Non vanno allegati documenti, se non in casi specifici di cui viene data comunicazione all’utente all’atto di presentazione della domanda.

L’Assegno unico come viene pagato per genitori separati, divorziati o non conviventi?

Nel caso di genitori separati, divorziati o comunque non conviventi, l’Assegno può essere pagato al solo richiedente o, anche a richiesta successiva, in misura uguale tra i genitori. Il richiedente deve dichiarare nella domanda che le modalità di ripartizione sono state definite in accordo con l’altro genitore e può indicare nella stessa domanda anche gli estremi dei conti dove pagare la quota di Assegno spettante all’altro genitore. 
In mancanza di accordo, il richiedente deve indicare che chiede solo il 50% per sé. In questo caso, l’altro genitore dovrà successivamente integrare la domanda fornendo gli estremi dei propri conti. 

Nel caso in cui il richiedente sceglie di percepire per intero l’Assegno unico, l’altro genitore (anche se sposato e convivente) deve successivamente confermare questa scelta accedendo alla procedura con le proprie credenziali?

No, non è prevista una conferma obbligatoria. Il richiedente seleziona nella domanda di voler percepire il 100% dell’assegno e, dichiarando di essere d’accordo con l’altro genitore, percepisce il 100% senza necessità di successiva conferma dell’altro genitore. Questa ripartizione può essere modificata successivamente, sia dal richiedente stesso sia dall’altro genitore. Quest’ultimo deve eventualmente accedere con le proprie credenziali alla procedura (nella sezione “Completa le domande presentate dall’altro genitore”) e indicare i suoi dati per il pagamento ( IBAN , bonifico domiciliato, ecc.).

Chi ha l’affido esclusivo cosa deve selezionare per avere il 100 per cento?

Nella domanda deve indicare che presenta la richiesta come “genitore affidatario”, poiché si tratta di “affido esclusivo”. In questo caso, l’importo viene automaticamente versato al 100% sui conti che saranno indicati dal richiedente. Questa opzione sarà disponibile dal 25 gennaio 2022.

Una ragazza madre che convive deve inserire i dati del compagno, anche se non è il padre?

No, se non è il genitore del figlio per cui si fa richiesta di Assegno unico.

Cosa succederà alle detrazioni e Assegno moglie a carico nel 2022? Con l’introduzione dell’Assegno unico perderemo quello della moglie?

Rimangono le detrazioni per gli altri familiari, compresi i figli maggiori di 21 anni ancora a carico.

Se vivo con mia figlia, mia madre e mio fratello quali componenti del nucleo, devo indicare anche loro?

Sì. Il nucleo è quello costituito con le regole ISEE (anche nel caso in cui non sia stato presentato).

Sono separata e abbiamo la custodia condivisa del bambino. Come devo fare la domanda?

Si può chiedere il pagamento al 50%, indicando anche l’ IBAN dell’altro genitore.

Per chi percepisce gli ANF solamente per il coniuge a carico, rimarranno sempre validi gli ANF anche da marzo 2022 o il nuovo Assegno unico?

Resta ferma la disciplina degli ANF per gli altri familiari a carico diversi dai figli.

Per fare domanda una volta entrate nell’ottavo mese di gravidanza, il sistema mi chiede il codice fiscale del bambino e non mi fa proseguire? Come posso fare, visto che la norma prevede questa possibilità?

Non si deve presentare la domanda all’ottavo mese, ma solo alla nascita, e saranno accreditate d’ufficio due mensilità di Assegno (settima e ottava), oltre a quella corrente. 

Cosa succede alle domande presentate da luglio?

Per le domande presentate dal 1° luglio in poi, la prestazione decorre dal mese successivo a quello di presentazione.

Quanto dura la domanda?

La domanda per beneficiare dell’Assegno è annuale e riguarda le mensilità comprese nel periodo tra il mese di marzo dell’anno in cui è presentata la domanda e il mese di febbraio dell’anno successivo.

Per i figli maggiorenni chi deve fare domanda?

Può fare domanda uno dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale oppure direttamente il figlio maggiorenne. Il figlio maggiorenne può fare domanda anche successivamente a quella presentata dal genitore che, in questo caso, viene annullata e sostituita.

Ho fatto domanda ma nella ricevuta non c’è il numero di protocollo. Può essere un problema?

La protocollazione non avviene al momento della presentazione della domanda, ma poco dopo. Per visionare il numero di protocollo occorre entrare nella sezione “Consulta e gestisci le domande che hai presentato”, selezionare la domanda e visualizzare il numero di protocollo assegnato alla domanda. Per la ricerca o l’individuazione della pratica è comunque sufficiente il numero della domanda che viene rilasciato con la ricevuta all’atto dell’invio della domanda.

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Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.

36 COMMENTI

  1. Buonasera,
    volevo fare una considerazione sul assegno unico ai figli, certo che è un altra complicazione. obbligano le persone a fare isee in questo momento di pandemia dove non riesci ad avere un appuntamento al caf, oppure devi essere un genio per poter entrare nei sistemi inps.
    Parlano tanto di semplificazione questi sono i risultati, non c’è un governo che mantiene la parola. poveri cittadini.
    Mariangela

  2. Ma questi si divertono a complicare la vita alle persone! Apparte che nulla cambia rispetto ad ora (in busta paga ho 95 euro circa di deduzione per figlio a carico + 95 circa di assegni nucleo familiare…), totale 190… Ora bisogna fare l’ISEE, prendersi permessi da lavoro, rinnovarlo ogni anno, e poi usarlo come credito d’imposta (per compensare cosa poi, da lavoratore dipendente mica ho tributi da compensare come una partita IVA).

  3. Cosa significa incapiente e disoccupato? Chi non ha mai lavorato (inoccupato) – e stendiamo un velo pietoso – e ha famiglia percepirà questo assegno in aggiunta al reddito di cittadinanza? Quindi se non ho capito male uno può a questo punto farsi una famiglia senza lavorare tanto adesso oltre al reddito di cittadinanza pure i figli ti mantengono….

  4. salve e grazie per le vostre informazioni sempre puntuali ed esaudienti, gentilmente possiamo sapere se esiste una tabella per fascia di reddito (isee), come saranno distribuiti i bonus? grazie

  5. Ma se lo stato ti controlla fino all’ultimo pelo come mai non eroga gli assegni senza tanti sbattimenti da parte dell’avente diritto?? Io tengo 4 figli e non ho tempo da perdere ai Caf i quali ti rispondono quando vogliono e quando finalmente hai la linea ti dicono che non hanno ancora pronto il calendario perche’ e’ ancora tutto nell’aria e niente di confermato. Concordo con il lettore che richiede una tabella circa l’importo aqpprox. in base al valore ISEE del nucleo familiare. Molte grazie.

  6. Salve. Vorrei sapere se ci sono notizie su come sarà per genitori separati o divorziati con figli a carico del padre con busta paga da cui verranno annullati detrazione per figli a carico e assegni familiari . Tutto andrà sempre alle ex mogli? O in caso di affido condiviso si potrà fare al 50×100? Perché questo aspetto non viene mai evidenziato..Grazie

  7. Salve,

    mi piacerebbe avere un’informazione relativa all’assegno unico. È possibile essere beneficiari anche qualora il proprio figlio ( con cittadinanza italiana) sia residente all’estero? In Cina nel mio caso specifico. Grazie

  8. Sono un lavoratore dipendente, spero che il dipendente questa volta possa scegliere che sia l Inps a versare l assegno (ho 3 figli) visto che il mio titolare se li fotte lui

  9. e come dare torto ad Angelo.
    Ho la netta sensazione che andremo a perderci (stop all’anf – detrazione figli a carico e bonus bebe’ ).
    Strano non valutino di assorbire anche l’intero stipendio….

  10. Buongiorno,
    se l’assegno viene corrisposto per i figli fino ai 21 anni e sostituisce le detrazioni e gli attuali AF,
    per i figli a carico oltre i 21 anni cosa spetta? Le detrazioni o nulla?

  11. Buongiorno, credo ci sia un’errore(o almeno lo spero)
    attualmente con l’assegno temporaneo un nucleo che ha a carico 3 figli minori percepisce a figlio 217,8 euro per un totale di 653,4 al mese, secono questo prospetto che avete messo diventano 175+175+260 per un totale di 610 euro….i soldi invece di aumentare diminuiscono? Secondo la mia opinione la circolare non è stata letta bene, i nuclei familiari con 3 figli minori percepiranno 260 a figlio,non di meno.

  12. La Family Act è un provvedimento interessante anche se complicato. Ma avrà un effetto:
    -Non stando in busta paga, e sarà inviato dall’INPS sul conto corrente farà aumentare l’isee l’anno successivo?
    -poi mancando le detrazioni famigliari a carico in busta paga, il primo effetto sarà maggior IRPEF da pagare, quindi meno netto in busta paga. Quindi una busta netta più leggere come effetto iniziale.

  13. PER UNA UNA COPPIA DI PENSIONATI CON UN SOLO FIGLIO MAGGIORENNE A CARICO COSA CAMBIA? SE PERDE LE DETRAZIONI D’IMPOSTA QUALE SARÁ L’IMPORTO DI QUESTO BENEDETTO ASSEGNO UNICO, TENUTO CONTO CHE IL REDDITO FAMILIARE COMPLESSIVO LORDO NON SUPERA 40000 EURO?

  14. Buongiorno. Sono divorziata e con affido condiviso ma con prevalenza da me di una ragazza di 15 anni che frequenta CFP. Io ho un contratto che scade a fine gennaio. Da giugno a fine dicembre e ora mi verrà rinnovato ancora di un mese. Ma poi non avrò nessun altro rinnovo. Potrò presentare cmq la domanda assegno unico se non avrò un lavoro ?
    Grazie anticipatamente

  15. Ecco come ci perderò 900.euro: per disposizione del giudice l,assegno.unico va alla mia ex; nella mia busta paga scompariranno le detrazioni per mia figlia, appunto 900 euro (al 100% d,accordo con la mia ex incapiente) – ditelo alla bonetti e al senatore lepri, che si rivolgano.a.persone Competenti prima di fare le leggi; non voglio assolutamente finanziare l assegnodei falsi disoccupati e degli autonomi evasori, alla faccia della ridicola clausola di .salvaguardia!, mi sfugge qualcosa&

  16. Grazie per l’esauriente informazione. Non mi è chiaro tuttavia un dato, per il quale mi piacerebbe ricevere una delucidazione. Il diritto al bonus forfettario di 100 euro mensili per famiglie con almeno quattro figli viene erogato solo se questi sono tutti al di sotto dei 21 anni, o anche qualora uno di questi abbia un’età compresa fra i 21 e i 26 anni?

  17. Ottima informazione: Gradirei tuttavia un chiarimento su un punto. Il diritto ai 100 euro mensili per famiglie con quattro figli sussiste solo se tutti i figli in questione hanno meno di 21 anni, oppure vale anche se uno di questi ha un’età superiore ai 21 anni, ma comunque compresa entro i 26? Grazie anticipate per la cortese risposta.

  18. Ho 2 figlie avute dal mio ex compagno mai sposato.
    Le figlie vivono con me e non ci sono accordi “legali” tra noi.
    Gli Anf li ho sempre presi io
    Lui le vede e le vive regolarmente e contribuiamo entrambi alle loro esigenze e non mi da mantenimento
    La richiesta la farò evidentemente io ma sono obbligata a dividerlo ?

  19. Salve,
    Situazione complessa la mia ma non rarissima.
    Sino separato e con la ex moglie ho 2 figli minorenni in affido condiviso (residenza con la madre).
    Attualmente ho una compagna con cui ho un figlio di 4 anni.
    Con la mia ex, ripartirò l’assegno al 50% convalidando la domanda dopo che lei ne avrà fatto richiesta.
    Per questioni lavorative (sono un militare) non ho ancora la residenza con la mia compagna e con il mio 3º figlio.
    Come devo comportarmi con l’assegno relativo al 3º figlio?
    Lascio che lo percepisca al 100% la mia compagna? Se anche in questo caso richiedo il 50% dell’assegno, ottengo la maggiorazione per il 3º figlio?
    Grazie mille per l’eventuale risposta

  20. Buonasera ho 19 anni lavoro e percepisco un reddito annuo totale di 6.000 euro. Mi sapreste spiegare se ho diritto o meno a prendere l’Assegno Unico? Sulle istruzioni leggo che il figlio può lavorare, l’importante che non superi un guadagno personale di 8.000 euro. Ho capito bene? Dunque rientro nel beneficio??

  21. si ho letto anche le istruzioni Inps dice chiaramente reddito annuo complessivo 8.000 euro. Quindi un ragazzo maggiorenne che lavora ma a basso reddito può comunque percepire l’assegno Unico. Invece con le vecchie detrazioni figli a carico il limite era molto più basso (2840 euro) è strana questa cosa…vero?

  22. Le solite cose all’italiana , in una famiglia dove lavora un solo coniuge si percepisce un assegno inferiore rispetto alle famiglie in cui lavorano in due. Si sempre al contrario mahh…

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