Le criptovalute per molto tempo sono rimaste senza normative di riferimento specifiche, in Italia come all’estero. Le criptovalute corrispondono ad un nuovo metodo di pagamento, una nuova moneta virtuale che ha conseguito diverso successo negli ultimi anni.

Questa moneta virtuale è basata interamente sui sistemi informatici, e non è direttamente confrontabile con le monete correnti presenti nei diversi paesi. Molti hanno creato una sorta di business intorno alle criptovalute, investendo tramite applicazioni specifiche per ricavare un guadagno dagli scambi di questa moneta virtuale.

In Italia per diversi mesi la questione criptovalute è rimasta priva di norme precise, ma al momento arrivano novità interessanti sulla gestione delle informazioni relative ai soggetti che operano nel mondo delle criptovalute. Si tratta di una nuova anagrafe criptovalute, che coinvolge sia gli operatori che le operazioni svolte.

Insieme all’anagrafe criptovalute arrivano alcuni obblighi che i soggetti che operano con la moneta virtuale devono rispettare necessariamente, tra cui quello di essere iscritti ad un registro specifico. Vediamo nell’articolo quali sono gli obblighi introdotti recentemente a proposito della gestione delle operazioni con le criptovalute.

Anagrafe criptovalute: di cosa si tratta

L’anagrafe criptovalute è una disposizione che sta per arrivare e coinvolge tutti gli operatori che svolgono attività in questo ambito. I dati che riguardano operatori e operazioni dovranno essere inviati direttamente al Ministero dell’Economia, e in Italia verrà introdotto un registro apposito in cui gli operatori saranno obbligati ad iscriversi, dichiarando le proprie operazioni.

Il provvedimento è preso in concomitanza con l’espansione ramificata dell’utilizzo della moneta virtuale, che fino a questo punto è rimasta priva di normative e regolamenti specifici sia in diversi paesi del mondo che in l’Italia. Come dice il nome, l’anagrafe criptovalute intende essere una lista aggiornata di tutti gli operatori che si interessano di criptovalute, individuando i dati anagrafici e demografici di ci si occupa di moneta virtuale, ma non solo.

Secondo le intenzioni del provvedimento, sono anche incluse le operazioni specifiche svolte nel mondo della moneta virtuale. I dati dovranno essere inviati periodicamente dagli operatori, almeno una volta ogni tre mesi, e riguardare tutte le singole movimentazioni di moneta virtuale.

Il registro sarà gestito dall’OAM, l’organismo agenti e mediatori, e si tratterà di un vero e proprio censimento di operatori e dati. Non solamente i soggetti singoli, ma anche le società che operano nel contesto della moneta virtuale dovranno provvedere alla comunicazione dei dati relativi alle operazioni effettuate, ogni trimestre.

Anagrafe criptovalute: arriva la regolamentazione

La regolamentazione costituita dall’anagrafe criptovalute in Italia è stata assente per diverso tempo, tant’è che è piuttosto complesso anche stabilire una tassazione sui guadagni prodotti dai movimenti effettuati con le criptovalute.

Si tratta di redditi simili a quelli derivati da operazioni finanziarie e delle azioni in borsa, tuttavia la moneta virtuale come visto prima non ha nessuna corrispondenza con il denaro reale. La mancanza di normative quindi ha provocato anche molta confusione sulla dichiarazione di questi redditi, e sulla gestione stessa di operazioni, controversie e eventuali rischi connessi.

Senza calcolare che intorno alle criptovalute al momento vige l’anonimato, caratteristica che potrebbe portare all’utilizzo illecito del denaro così guadagnato. A questo proposito senza normative precise è difficile applicare norme anti riciclaggio, o stanare possibili illeciti.

Una regolamentazione italiana era attesa da tempo, e a proporla per quest’anno è il nuovo decreto firmato dal MEF. Le regolamentazioni verrebbero introdotte per garantire quindi maggior controllo su operatori che trattano con le monete virtuali come investimento, contro agli operatori che compiono illeciti utilizzando le criptovalute.

Una maggiore regolamentazione rende anche più facile l’applicazione delle imposte sui guadagni percepiti dalle criptovalute. Imposte che al momento vengono stabilite in modo diverso dai differenti paesi. Alcuni paesi sono sprovvisti di una tassazione sulle criptovalute, per cui sono considerati vantaggiosi per investire. Si tratta in Europa ad esempio di Portogallo, Germania, Malta e Svizzera. In Italia una tassazione è prevista, ma solamente quando vengono superati alcuni importi.

Anagrafe criptovalute: quali dati conterrà

L’anagrafe delle criptovalute sarà presto attiva, e riporterà tutte le informazioni salienti degli operatori e delle operazioni svolte in Italia. Per i soggetti singoli saranno incluse le seguenti informazioni:

  • I dati anagrafici degli operatori: nome e cognome, cittadinanza, codice fiscale, residenza e domicilio;
  • Estremi del documento per l’identificazione;
  • Indirizzo di posta PEC per la comunicazione con l’anagrafe delle criptovalute;
  • La tipologia di attività svolta in merito alle criptovalute;
  • Modalità in cui l’operatore presta un servizio;
  • I dati sull’indirizzo web da cui si opera.

Gli stessi dati devono anche essere indicati nel caso in cui ad operare con le criptovalute sono le società, o imprese con Partita Iva, aggiungendo:

  • Denominazione della società;
  • La Partita Iva;
  • La tipologia giuridica e la sede legale;
  • L’indirizzo di posta PEC;
  • Le modalità con cui viene svolto il servizio con le criptovalute.

Si tratta di tutta una serie di informazioni che concorrono a rendere più trasparenti le operazioni svolte con la moneta virtuale. L’anagrafe delle criptovalute introduce l’obbligo per tutti i soggetti inclusi di comunicare queste informazioni, e garantire un aggiornamento delle operazioni svolte ogni tre mesi.

Criptovalute e tassazione in Italia

L’espansione massiccia delle criptovalute, e i relativi ricavi che si possono ottenere dai movimenti di moneta virtuale, hanno portato ad una maggiore attenzione per questo particolare tipo di attività da parte del fisco, anche in Italia.

Secondo le ultime previsioni, l’anagrafe delle criptovalute non introdurrà un nuovo sistema fiscale, ma con molta probabilità incentiverà il rispetto delle norme fiscali attualmente presenti per le monete virtuali. Al momento chi detiene una cifra corrispondente ad un vero e proprio conto corrente derivata dall’utilizzo delle criptovalute, deve procedere alla dichiarazione dei redditi attraverso il Modello Unico, in particolare nei casi di trasferimento della moneta virtuale con l’estero.

Oltre all’obbligo di dichiarare i ricavi, bisogna considerare che sulla vendita delle criptovalute vanno applicate le imposte, come per la vendita di altri prodotti o servizi. Per il momento però si tratta di norme previste se si detengono almeno 51.645,69 euro per almeno 7 giorni.

Si tratta in sostanza di una tassazione al 26% sulla plusvalenza in base al guadagno derivato dalla compravendita delle criptovalute. Anche se queste sono le indicazioni generali, tuttavia si attendono normative più precise che riguardano la gestione delle monete virtuali.

Le prime direttive in questo senso derivano dall’anagrafe criptovalute, ma presto potrebbero arrivare nuove misure per regolamentare queste realtà. Secondo le prime ipotesi, in caso di mancata comunicazione all’anagrafe delle operazioni, molto probabilmente si potrà parlare presto di evasione fiscale, anche quando gli operatori guadagnano scambiando moneta virtuale.

Se desideri approfondire l’attuale normativa legata alla tassazione ed al monitoraggio fiscale delle valute virtuali in Italia ti lascio a questo articolo dedicato:

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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