Grazie all’istituto dell’Autotutela il contribuente può ottenere velocemente l’annullamento di un atto. Può trattarsi di un avviso di accertamento, una comunicazione di irregolarità o una cartella esattoriale. L’esercizio di questo diritto può essere espletato su qualsiasi atto emesso dall’Amministrazione finanziaria. L’Autotutela è uno strumento deflattivo del contenzioso tributario, e dovresti utilizzarlo sempre.

L’Autotutela è uno dei diritti messi a disposizione del contribuente quando si vede notificare un atto illegittimo da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Un atto di accertamento o di constatazione, una comunicazione di irregolarità o una cartella esattoriale illegittimi devono essere annullati da parte dell’Amministrazione finanziaria. Quando questa non vi provvede autonomamente è compito del contribuente portare a conoscenza dell’errore l’ente che ha emesso l’atto.

Tutto questo avviene tramite l’esercizio del potere di Autotutela.

L’Autotutela è una istanza bonaria che il contribuente invia all’Amministrazione finanziaria per far valere un suo diritto. Questo consente di evitare il ricorso al giudice tributario. E’ per questo motivo che devi conoscere e saper utilizzare il potere di Autotutela.

In questa guida, infatti, ho intenzione di farti conoscere il potere di autotutela che puoi esercitare, spiegandoti i vantaggi che puoi ottenere. Inoltre ti spiegherò come poter redigere una istanza in Autotutela.

Non perderti questo contributo se ti hanno appena notificato un atto illegittimo.

Autotutela

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IL POTERE DI AUTOTUTELA DEL CONTRIBUENTE

Voglio parlarti chiaro.

Ad oggi il potere di Autotutela è scarsamente utilizzato dai contribuenti.

Considera che molto spesso gli Uffici, quando riscontrano l’emissione di un atto palesemente errato consigliano al contribuente che la cosa migliore è fare il ricorso tributario. Lo consigliano come unica soluzione alternativa al pagamento delle somme richieste.

Niente di più sbagliato!

Il contribuente in questi casi è mal consigliato.

Gli Uffici molto spesso confidano nel fatto che per importi non rilevanti il contribuente preferirà sempre pagare piuttosto che iniziare un ricorso tributario, sicuramente lungo e costoso. Naturalmente questo è a loro stretto vantaggio.

Se sei in questa situazione devi sapere che prima di intentare il ricorso tributario hai a disposizione uno strumento gratuito per risolvere la questione in modo bonario. Mi riferisco all’istituto dell’Autotutela.

Posso assicurarti per mia esperienza personale che gli Uffici dell’Amministrazione Finanziaria su questo aspetto tendono ancora a fare orecchie da mercante.

In caso di errori cercano di tutelare al massimo la loro posizione. Magari confidando sul fatto che soltanto in casi di imposta richiesta di valore molto elevato il contribuente è disposto ad accollarsi gli oneri che un ricorso tributario comporta.

Per questo motivo è bene già arrivare preparati all’incontro con l’Ufficio, presentandosi già con in mano in istanza di riesame dell’atto in autotutela.

Naturalmente ti consiglio di fare questo assieme al tuo dottore Commercialista di fiducia.

Potere di autotutela: normativa

Laddove l’Amministrazione finanziaria prenda atto di aver commesso un errore nell’emissione di un documento, può correggerlo autonomamente.

Pensa al caso più frequente di avvisi bonari o di avvisi di accertamento per imposte dirette o indirette, con palesi errori di notifica o di prescrizione.

In questi casi l’Ufficio può autonomamente annullare il proprio operato e correggere l’errore riscontrato, senza necessità di attendere la decisione di un giudice. Questo potere di autocorrezione è disciplinato dal D.M. n. 37/1997.

L’atto illegittimo può essere annullato d’ufficio, in via autonoma, o su richiesta del contribuente.

La presentazione dell’istanza in Autotutela, tuttavia, non sospende i termini per la presentazione del ricorso dinanzi al giudice tributario. Questo poiché l’Autotutela è per l’Amministrazione una facoltà discrezionale.

L’annullamento dell’atto illegittimo comporta automaticamente anche quello degli atti ad esso consequenziali e l’obbligo di rimborso delle somme riscosse in forza dei medesimi.

In sostanza, quindi, quando ti trovi in una situazione di notifica di atto illegittimo puoi trasmettere all’Ufficio competente una semplice domanda in carta libera. Istanza contenente un’esposizione sintetica dei fatti e corredata dalla documentazione idonea a dimostrare le tesi sostenute.

Il tutto per ottenere l’annullamento dell’atto, evitando il ricorso al giudice tributario. Vantaggio sicuramente non trascurabile.

I casi più frequenti di autotutela

Al fine di farti comprendere meglio in quali fattispecie puoi utilizzare il potere di Autotutela di seguito troverai l’indicazione dei casi più frequenti in cui puoi utilizzarla.

In pratica, i casi più frequenti per i quali l’Amministrazione finanziaria si attiva per correggere un atto, attraverso la presentazione dell’istanza in autotutela si hanno quando l’illegittimità deriva principalmente da:

  • Errore di persona nella notifica dell’atto. Situazione, frequente quando un atto è notificato al soggetto A, ma è intestato al soggetto B;
  • Evidente errore logico o di calcolo nella pretesa impositiva. Situazione in cui la pretesa tributaria non è calcolata in modo corretto all’interno dell’atto;
  • Errore sul presupposto dell’imposta. Situazione in cui l’imposta viene applicata in base ad un presupposto, ad esempio il percepimento di redditi, quando invece tali redditi non sono mai stati percepiti;
  • Doppia imposizione dello stesso tributo. Ad esempio viene notificata due volta la cartella esattoriale per il pagamento di uno stesso tributo relativo allo stesso anno;
  • Mancata considerazione di pagamenti regolarmente eseguiti dal contribuente. Situazione molto frequente. Soprattutto quando il contribuente effettua pagamenti utilizzando il Ravvedimento Operoso;
  • Mancanza di documentazione successivamente presentata (non oltre i termini di decadenza);
  • Sussistenza dei requisiti per fruire di deduzioni, detrazioni o regimi agevolativi, precedentemente negati;
  • Errore materiale del contribuente, facilmente riconoscibile dall’Amministrazione finanziaria.

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LA PRESENTAZIONE DELL’ISTANZA IN AUTOTUTELA AGLI UFFICI FINANZIARI: PREDISPOSIZIONE DELL’ISTANZA

Con la richiesta di esercizio dell’Autotutela, il contribuente può chiedere all’Ufficio di riesaminare un atto che deve essere corretto o annullato.

La richiesta del contribuente può essere fatta in carta libera, da presentare direttamente all’ufficio o da spedire a mezzo raccomandata A.R., o via email, seguendo le istruzioni riportate nell’atto notificato.

Il contribuente può anche usare il modello di Istanza in Autotutela reso disponibile dall’agenzia delle Entrate dal 22 ottobre 2012.

L’istituto dell’Autotutela consente all’amministrazione finanziaria, anche in pendenza di giudizio o nei casi in cui le pretese di recupero sono ormai definitive e non più impugnabili, di annullare i propri atti illegittimi.

In Autotutela, nel rispetto dei cittadini, gli atti sbagliati si possono annullare sempre, senza limiti di tempo. Sbagliare in materia fiscale è la cosa più facile che possa capitare. Però, non tutti sono pronti a riconoscere l’errore.

Istanza in Autotutela: a chi indirizzare l’atto?

L’atto di Autotutela deve essere emesso nei confronti dell’Ente che ha emesso la comunicazione per la quale si vuole ottenere un annullamento totale o parziale.

Nel caso, ad esempio, di autotutela per la notifica di una cartella esattoriale, la richiesta di annullamento va indirizzata:

  • Direttamente all’Agente della riscossione – nel caso in cui si voglia contestare esclusivamente la legittimità della cartella esattoriale emessa. Classico caso può essere quello della mancata firma del responsabile, per un vizio di notifica, o per iscrizione ipotecaria per un credito inferiore ad €. 8.000,00;
  • All’Ente titolare della pretesa impositiva – in tutti i casi in cui non si contesti la cartella esattoriale ma il contenuto della pretesa impositiva l’istanza di autotutela deve essere intestata all’Ente che ha emesso il documento che ha poi dato al concessionario l’incarico di riscuoterlo. Ad esempio se la cartella esattoriale deriva da un atto emesso dall’Agenzia delle Entrate, dal Comune, o dall’INPS, sarà nei confronti di uno di questi Enti che il contribuente dovrà indirizzare la propria istanza. Per esempio nel caso di avviso di accertamento per l’IRPEF la richiesta sarà indirizzata all’Agenzia delle Entrate, in caso di avvisi di accertamento per IMU, la richiesta andrà indirizzata direttamente al Comune. In questi casi è sempre opportuno mettere l’Agente della riscossione a conoscenza dell’istanza di autotutela presentata, spedendogli una copia della stesa.

Infine, nel caso, invece, di contravvenzioni per violazioni del codice della strada, la richiesta va inoltrata anche alla Prefettura competente.

Appare utile ricordare che, qualora ci si rivolga ad un Ufficio sbagliato (per esempio al Concessionario della riscossione quando questi non è competente) esso deve “far da tramite” inoltrando l’istanza all’Ufficio giusto.

Cosa riportare nell’istanza in Autotutela?

L’istanza in Autotutela da parte del contribuente deve indicare al suo interno alcuni elementi essenziali al fine di ottenere l’effetto sperato nei confronti dell’Ufficio.

In particolare l’istanza deve riportare indicato:

  • L’atto di cui viene chiesto l’annullamento (totale o parziale). Di solito si riporta la data di emissione dell’atto, quella di notifica e il numero di protocollo identificativo dello stesso;
  • I motivi per cui si ritiene tale atto illegittimo e quindi annullabile. Tali motivazioni, per potere essere effettivamente prese in considerazione dall’Ufficio, devono essere opportunamente corredata da documenti giustificativi. Ad esempio, se si ritiene che un atto è dovuto solo parzialmente si dovranno allegare le quietanze degli avvenuti pagamenti. Se si ritiene che un atto sia stato notificato in ritardo rispetto ai termini ultimi di accertamento si dovrà allegare la notifica della raccomandata. Ecco che allora in sede di difesa potranno contestarsi, nel caso:
    • L’emissione di un nuovo atto sostitutivo di quello originario, ma nel quale siano state inserite modifiche sostanziali e/o vi sia una diversa valutazione del medesimo materiale probatorio;
    • L’integrazione di accertamento attraverso un secondo atto che non si fondi su elementi nuovi o non conosciuti/conoscibili al momento del precedente accertamento;
    • L’illegittima riapertura dei termini per l’accertamento tramite tali atti sostitutivi o integrativi.

Possibili esiti dell’istanza di Autotutela

Dopo aver esaminato l’istanza e l’atto contestato, l’Ufficio dovrebbe comunicare al contribuente la propria decisione di accoglimento o di rigetto dell’istanza di Autotutela presentata.

Tuttavia, non sempre ciò avviene e spesso gli Enti non forniscono alcun riscontro al contribuente.

Attenzione, in quanto, in tali casi il silenzio non può essere considerato come assenso all’istanza presentata.

Inoltre, come già detto, la presentazione dell’istanza non interrompe i termini utili per la proposizione del ricorso alla Commissione tributaria competente.

Per cui, è bene ricordare che l’atto resta ancora valido in assenza di un espresso annullamento e se siamo vicini alla scadenza dei termini per la proposizione del ricorso è bene affrettarsi al presentarlo.

Se la comunicazione di accoglimento dell’istanza di autotutela dovesse pervenire dopo aver presentato il ricorso, non vi sono problemi, in quanto sarà cessata la materia del contendere e con essa anche il ricorso.

In questo caso, quando il contribuente ottiene l’annullamento dell’atto impositivo ha diritto di ottenere il rimborso delle somme eventualmente già versate.

Autotutela prima del ricorso

Contro l’atto impositivo viziato da errori, dunque, il contribuente può proporre sia l’istanza in autotutela all’Amministrazione finanziaria, che il ricorso tributario al giudice competente.

Si tratta, però, di due procedimenti sostanzialmente diversi:

  • L’autotutela­­ è più celere, economica, può essere fatta direttamente dall’interessato e non richiede formule particolari. Viene presentata allo stesso organo che ha emanato l’atto viziato e che, pertanto, potrebbe non essere imparziale (nella maggior parte dei casi concreti è così). Certamente, quindi, esso tenderà a confermare la legittimità dei propri atti, salvo il caso di errori palesi ed incontestabili. L’autotutela è quindi opportuna nel caso di vizi palesi dell’atto, quali ad esempio il pagamento già avvenuto;
  • Il ricorso al giudice, invece, per quanto costoso (è necessario l’intervento di un avvocato, o di un dottore commercialista) e più lungo, apre un contraddittorio davanti a un giudice che è terzo e imparziale. In teoria nulla vieta di presentare contemporaneamente sia il ricorso in autotutela, sia quello in tribunale. Anche per via della più celere definizione del primo, il cittadino può sempre rinunciare alla causa in un secondo momento. Inoltre, la presentazione preventiva dell’istanza di autotutela consente al contribuente di poter fornire prova di aver voluto evitare il contenzioso, dimostrando che lo stesso è stato generato dall’eccessiva inerzia dell’Ufficio nel fornire una risposta all’autotutela presentata.

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ISTANZA IN AUTOTUTELA: CONSULENZA

Se hai letto questo articolo significa che molto probabilmente stai pensando di redigere una istanza in autotutela.

Per questo se hai un dubbio, oppure se vuoi spiegarmi la tua situazione per capire se possiamo presentare per te un’istanza di autotutela agli Uffici dell’Agenzia delle Entrate, contattami!

Sarò a vostra disposizione per una consulenza personalizzata. Potrai spiegarmi il tuo caso e ti spiegherò se ci sono gli estremi per agire con una istanza in autotutela. Nel caso potrai redigerla e seguire la pratica da solo. Oppure, se preferisci potremo pensare noi a tutto quanto.

Non aspettare, compila adesso il form di contatto seguente. Sarai ricontattato nel più breve tempo.

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58 COMMENTI

  1. Buongiorno!
    In presenza di diversi avvisi di accertamento tutti relativi allo stesso argomento (P.V.C. della G.di F.), ma separati per anno di competenza (5 anni=5 avvisi di accertamento), l’istanza di autotutela può essere una per tutti gli avvisi?

  2. Salve, l’istanza di autotutela deve essere emessa per ogni singolo avviso di accertamento, che seguirà la sua procedura. Anche se dovesse presentare ricorso, dovrà presentare singoli ricorsi per ogni avviso, salvo poi chiedere l’eventuale ricongiunzione in commissione tributaria.

  3. Con l’istanza in autotutela, nell’ ipotesi ad es. di accoglimento totale, le spese di notifica sono sempre e comunque dovute?, qual’è il riferimento legislativo in merito? Grazie

  4. Se l’istanza è accolta totalmente no ci sono importi che rimangono da versare, nemmeno le spese di notifica.

  5. Buongiorno il 7 dicembre ho ricevuto un avviso di accertamento imu (5.000€ circa) anno 2014 per terreni agricoli dal comune che preciso essere parzialmente montano prima e dopo D.L. 4/2015
    premesso che all’epoca non ho pagato i fogli che prima erano considerati montani in considerazione anche della retroattività in materia fiscale art. 3 statuto contribuente ed invece ho pagato regolarmente l’imu sulle particelle che non era nei fogli classificati montani del citato comune.
    l’accertamento richiede un importo complessivo che non tiene conto dei pagamenti da me effettuati IN AUTOTUTELA ed in forza di ciò posso richiedere che venga annullato l’intero avviso di accertamento e che ne riemettano uno nuovo?
    Se ciò non fosse possibile inviare lo stesso l’istanza in autotutela e d inoltrare successivamente il ricorso contestando la retroattività CTP di Grosseto sentenza n. 402/4/2015, e facendo riferimento all’ordinanza n. 14156 del 16 dicembre 2015, il Tar del Lazio, ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata, in relazione all’art. 23 Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1 del decreto legge 24 gennaio 2015, n. 4, convertito in legge 24 marzo 2015, n. 34, nella parte in cui, alle lett. a) e b), prevede l’esenzione dall’IMU agricola per i terreni ubicati nei comuni classificati totalmente montani o parzialmente montani nell’elenco dei comuni italiani predisposto dall’Istat, disponendo, quindi, la sospensione del giudizio e l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale anche in attesa che quest’ultima si pronunci?
    grazie in anticipo per l’attenzione e la vostra risposta

  6. Quello che le posso dire in questo momento è che se lei presenta l’istanza in autotutela per i pagamenti effettuati l’Ufficio è chiamato a riemettere l’atto per i soli importi ancora dovuti. Per la questione del ricorso, per fornirle una risposta concreta sarebbe necessario analizzare tutta la situazione in dettaglio, al fine di evitare risposte parziali o non corrette.

  7. buongiorno, ho presentato un’istanza all’ag.entrate di roma(seguendo tutta la procedura)in autotutela e non intendo fare altri ricorsi, per cui la mia domanda e’ questa: nell’avviso mi davano 60 giorni di tempo per pagare con f24 che mi hanno allegato unitamente alla contestazione, per cui la scadenza e’ il 05-febbraio-2017. La mia istanza interrompe i termini dei 60 giorni ?(nel frattemoi ho avuto anche conferma che l’hanno ricevuta),e se entro il 05-02-17 non mi dovessero rispondere, come mi devo comportare? posso sollecitare una risposta all’uff.?

  8. L’istanza in autotutela non interrompe i 60 giorni dovuti per il pagamento. Se l’agenzia non accoglie l’autotutela non comunica niente al contribuente, quindi se non vuole fare ricorso le consiglio di pagare nei 60 giorni. E’ opportuno comunque chiamare l’ufficio per avere conferma che l’istanza non è stata accettata.

  9. BUongiorno, ho presentato un’istanza di autotutela nel giugno 2016 . Mi venivano contestati dei canoni rai non pagati. Ad oggi 1 febbraio 2017 non ho ancora ricevuto nessuna risposta dall’ente che ha emesso la cartella di pagamento. Cosa posso fare? Nel frattempo per non pagare ulteriori interessi ho pagato la cartella. Posso chiedere un rimborso? Grazie .

  10. Nelle istanza in autotutela l’Agenzia non risponde a meno che l’istanza non venga accolta. Bisogna fare attenzione perché i tempi di pagamento dell’atto non vengono sospesi, quindi se scadono possono essere avviate azioni esecutive (se si parla di cartelle di pagamento). Nel suo caso la non riposta corrisponde al non accoglimento. Ha fatto bene a pagare, ma non deve ricevere rimborsi, l’importo era dovuto.

  11. Ho ricevuto un avviso di accertamento ici anno 2011 per fabbricato non locato avendo la residenza anagrafica ancora presso la casa di mia suocera.l?appartamento in questione e’di proprietà mia e di mio marito al 50% ed abitato effettivamente da noi dal 1994 quando mio marito ha fatto denuncia all’uff. tributi.Tutte le utenze tranne quella dell’acqua sono intestate a mio marito.Posso presentare ,dato che mio marito è deceduto,come prova contraria alla mancanza di residenza,tutte le fatture intestate anche a lui?Ho presentato istanza di autotutela ,ma a tuttoggi non hanno risposto e tra 10 giorni scadono i termini per poter fare ricorso.Cosa mi conviene fare?Grazie

  12. E’ difficile dare una risposta ci sono troppo pochi elementi. Solo vedendo le carte nel dettaglio è possibile fornire qualche consiglio utile.

  13. Ho acquistato il 23/6/2014l un locale c2 come pertinenza con agevolazione prima casa.Il 28/8/2014 ho volturato l’uso del locale in c6 box con relativo paasso carraio.Il 7/10/2014 ho presentato dichiarazione imu del box come pertinenza casa principale. Il box si trova ad numero civico e strada diversi rispetto la casa principale,ma girato l’isolato a circa 100 metri.Il comune ha considerato il box altro fabbricato con aliquota ordinaria,Cosa posso fare? Grazie!

  14. Ma ho delle possibilità ?Il locale può trovarsi distante dall’abitazione?Se si quale?Graze!

  15. Si può fare un atto di autotutela anche per sostenere la prescrizione di cartelle esattoriali passati 5 anni dall’ ultimo avviso ricevuto?

  16. Si, può fare ma non verrà mai accolta dall’ufficio. In questi casi bisogna fare ricorso.

  17. Buongiorno
    è possibile presentare l’istanza in autotutela a più uffici della stessa amministrazione (es. AdE) se siamo ancora nei termini e la prima unità territoriale l’ha respinto?
    Grazie

  18. L’autotutela si presenta all’Ufficio che ha emesso l’atto. In ogni caso può tentare uffici diversi, solo se si tratta di comunicazioni di irregolarità, sicuramente non in caso di accertamenti fiscali.

  19. Si tratta di un accertamento da controllo automatizzato per omesso versamento acconti da 730/2016. Non riesco a capire la contestazione in quanto gli acconti scaturiti dal 730/2016 sono stati regolarmente trattenuti dal datore di lavoro ma l’ufficio territoriale al quale ho inviato l’autotutela respinge la richiesta. Secondo loro la contestazione è corretta poichè nel quadro F del 730/2016 non risultano acconti…non capisco. Nel 730/2016 non risultano acconti poichè nel 730/2015 era stato scelto di non pagarli volutamente e per quella scelta già è stata notificata (e pagata) una sazione l’anno scorso per omesso versamento…Riuscite a chiarirmi le idee?

  20. Senza visionare documentazione e dichiarazione, è impossibile capire se la pretesa richiesta è fondata.

  21. Ok, capisco. Se invio una seconda richiesta di autotutela alla direzione provicnciale posso incorrere in qualche sanzione o precludere ulteriori azioni di contenzioso future?

  22. Si ricordi che l’autotutela non ferma i termini per il ricorso. Si faccia assistere da un Commercialista.

  23. Buon pomeriggio,
    a maggio ho presentato al Comune un’istanza di riesame e annullamento di atto illegittimo in merito a una Tassa rifiuti 2007 e Ici 2008 relativi a un immobile che però avevo già venduto nel 2004. Avendo il Comune già affidato i ruoli a Equitalia (con conseguente emissione di cartelle di pagamento), nell’istanza ho indicato anche i numeri di ruolo, i numeri delle cartelle, i nomi dei nuovi proprietari e gli estremi dell’atto di vendita. Ho inoltre allegato copia della Comunicazione di Cessione del fabbricato fatta alla Questura e copia delle cartelle di pagamento, chiedendo l’annullamento degli atti e di comunicare con Equitalia perchè questa predisponesse lo sgravio totale delle cartelle. Non avendo ancora avuto risposta dall’Ente, vorrei cortesemente sapere se ho compilato in maniera corretta l’istanza e dopo quanto tempo, in caso di silenzio da parte dell’Ente, si considera rigettata l’istanza?

  24. Quello che deve tenere presente è il tempo utile per il ricorso, se non ha risposta entro quel termine deve presentare ricorso. La mancata risposta significa non accettazione, quindi volontà di andare eventualmente verso il ricorso. Verifichi che non siano già scaduti i termini per il ricorso. Altrimenti non potrà fare più niente. In questi casi è sempre opportuno affidarsi fin da subito a professionisti, per evitare questi errori.

  25. Grazie dell’immediata risposta! I tempi per un ricorso erano già abbondantemente trascorsi da anni, ma credevo di aver capito che l’autotutela si può comunque esercitare senza limiti di tempo, cito dal vostro articolo:
    “L’istituto dell’autotutela consente all’amministrazione finanziaria, anche in pendenza di giudizio o nei casi in cui le pretese di recupero sono ormai definitive e non più impugnabili, di annullare i propri atti illegittimi. In autotutela, nel rispetto dei cittadini, gli atti sbagliati si possono annullare sempre, senza limiti di tempo. Sbagliare in materia fiscale è la cosa più facile che possa capitare. Però, non tutti sono pronti a riconoscere l’errore.”
    In un caso di errore così palese come il mio (tasse su un immobile non mio), pensavo non ci fosse alcun problema nel correggere la svista! Possibile che l’unica via ora sia attendere un nuovo atto dell’amministrazione da poter impugnare? E perchè dovrei pagare io le conseguenze di un errore dell’amministrazione? Mi scuso per lo sfogo e vi ringrazio per la pazienza e per la cortesia nel rispondere.

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