Pensionati esteri nel Mezzogiorno: tassazione al 7%

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I soggetti titolari di pensione di fonte estera che si trasferiscono nel Mezzogiorno possono avere una tassazione sostitutiva dell’IRPEF al 7% per cinque periodi di imposta. Esenzione dal Monitoraggio Fiscale e da IVIE ed IVAFE per i pensionati esteri che si trasferiscono nelle regioni del Sud d’Italia.

L’articolo 24-ter del DPR n 917/86 (introdotto dalla Legge n 145/2018) introduce una agevolazione volta all’impatrio in Italia di pensionati esteri.

Si tratta di una norma a carattere agevolativo volta ad incentivare l’arrivo in Italia, in particolare nelle regioni del Sud, di pensionati titolari di pensione di fonte estera.

A fronte del Trasferimento di Residenza in Italia (nel Sud), il legislatore ammette una tassazione agevolata al 7% per cinque anni. Il tutto con l’esenzione dal Monitoraggio Fiscale di attività patrimoniali e finanziarie estere. Si tratta quindi, dell’esenzione dalla compilazione del quadro RW e dal pagamento di IVIE ed IVAFE.

Si tratta della prima forma di incentivazione all’arrivo in Italia di pensionati che vivono all’estero. Attenzione, però, l’agevolazione riguarda soltanto soggetti che percepiscono pensioni di fonte non italiana.

Accanto alle agevolazioni molte da molti Paesi Europei, vedi in particolare il Portogallo e la Tunisia, anche l’Italia ha deciso di dotarsi di una agevolazione per i pensionati esteri. Si tratta di una novità per il regime tributario italiano.

Di seguito puoi trovare tutte le informazioni utili per fruire di questa agevolazione.

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Pensionati Esteri: agevolazione per il rientro in Italia

Il legislatore ha introdotto una particolare agevolazione volta al rientro in Italia di pensionati che vivono all’estero. Si tratta di pensionati titolari di pensione di fonte estera, indipendentemente dalla nazionalità.

Si tratta dell’articolo 24-ter del DPR n 917/86. Norma introdotta dall’articolo 1, commi 273-274 della Legge n 145/18. Tale norma introduce una imposizione sostitutiva dell’IRPEF per le persone fisiche titolare di redditi di pensione di fonte estera.

Deve trattarsi di soggetti che trasferiscono la propria residenza fiscale in una delle Regioni del Mezzogiorno d’Italia.

Questi soggetti, nel rispetto delle condizioni di seguito esposte, possono beneficiare di una tassazione sostitutiva. Si tratta di una tassazione forfettaria con aliquota del 7% per i 5 periodi di validità dell’opzione.

La ratio della norma è quella di spingere soggetti esteri a trasferirsi in una delle regioni del Mezzogiorno d’Italia per incentivarne la crescita economica.


Pensionati esteri nel Mezzogiorno: decorrenza della norma

La norma non prevede una decorrenza specifica. Il regime agevolativo in commento, quindi, trova applicazione a partire dai trasferimenti di residenza fiscale effettuati dal 1° gennaio 2019.

Questo significa che i primi effetti del regime troveranno riscontro a partire dalla dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) del 2020 in relazione al 2019.

Per l’applicazione della norma devono ritenersi valide le indicazioni già fornite dall’Agenzia delle Entrate per il regime dei c.d. “neo-domiciliati” in Italia. Regime di cui all’articolo 24-bis del DPR n 917/86.

Questo significa, ad esempio, che il nuovo regime potrebbe trovare applicazione anche nel caso in cui il trasferimento di residenza sia avvenuto nel 2018 (nel rispetto delle ulteriori condizioni della norma). Questo con opzione da effettuare nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2019.


Pensionati esteri nel Mezzogiorno: requisiti soggettivi

Sono interessati al regime dei pensionati esteri le persone fisiche, titolari di redditi di pensione di fonte estera, che soddisfano i seguenti requisiti.

Trasferimento della Residenza in Italia nel Mezzogiorno

Sono interessati al regime i soggetti che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia (ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del DPR n 917/86).

La residenza deve essere spostata in uno dei Comuni appartenenti al territorio delle Regioni:

  • Sicilia;
  • Calabria;
  • Sardegna;
  • Campania;
  • Basilicata;
  • Abruzzo;
  • Molise;
  • Puglia.

Deve trattarsi di Comuni appartenenti ad una di queste Regioni con popolazione non superiore a 20.000 abitanti.

Residenza fiscale estera per 5 anni

Il secondo requisito richiesto per ottenere l’agevolazione fiscale in commento riguarda la residenza fiscale estera pregressa.

I soggetti non devono essere stati fiscalmente residenti in Italia per almeno cinque periodi di imposta precedenti a quello in cui l’opzione diventa efficace. Vale a dire il periodo di imposta in cui avviene il trasferimento della residenza fiscale in Italia.


Pensionati esteri nel Mezzogiorno: requisiti oggettivi

Possono esercitare l’opzione per il regime dei pensionati esteri le persone fisiche che trasferiscono la residenza da Paesi con i quali sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa.

Questa formulazione deve intendersi riferita agli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni, ai sensi della Direttiva n 2011/16/UE.

Allo stesso modo sono compresi gli Stati con cui l’Italia ha concluso accordi bilaterali o sovranazionali che regolano tale scambio. Ad esempio, Convenzioni contro le doppie imposizioni, TIEA stipulati dall’Italia, Convenzione multilaterale per la mutua assistenza ai fini fiscali e Accordo FATCA).


Pensionati esteri: redditi agevolabili

Sono assoggettati ad imposta sostitutiva i redditi di qualunque categoria:

  • Percepiti da fonte estera o
  • Prodotti all’estero individuati mediante una lettura a “specchio” dei criteri previsti dall’articolo 23 per individuare quelli prodotti nel territorio dello Stato.

Le persone fisiche possono manifestare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva con riferimento ai redditi prodotti in uno o più Stati o territori esteri.

Questa possibilità è ammessa dandone specifica indicazione in sede di esercizio dell’opzione, oppure con successiva modifica.

Per i redditi prodotti in tali Stati o territori esteri si applica il regime ordinario e compete il credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero.

La fruizione del credito per imposte estere è, invece, inibita per i redditi sottoposti a tassazione sostitutiva.


Pensionati esteri nel Mezzogiorno: esenzione dal Monitoraggio fiscale

Per tutti e cinque i periodi di imposta di validità dell’opzione opera una ulteriore agevolazione. In particolare, mi riferisco all’esenzione dall’obbligo di compilare:

  • Il quadro RW del modello Redditi PF dedicato al Monitoraggio Fiscale di attività patrimoniali e finanziarie estere;
  • Le relative sezioni dedicate al calcolo e al pagamento di IVIE ed IVAFE.

In ultima analisi si deve ritenere che questo regime non possa beneficiare delle disposizioni di vantaggio in materia di successioni e donazioni. Disposizioni che, invece, competono ai c.d. “neo-domiciliati“, di cui all’articolo 24-bis del DPR n 917/86.


Pensionati esteri nel Mezzogiorno: esercizio dell’opzione

L’opzione è esercitata nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia.

In particolare, tale opzione è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta e per i primi cinque periodi di imposta successivi a quest’ultimo.

In sede di opzione, le persone fisiche interessate devono indicare la giurisdizione o le giurisdizioni in cui hanno avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione.

L’opzione è revocabile dal contribuente e, in tal caso, sono fatti salvi gli effetti prodotti nei periodi d’imposta precedenti.

Gli effetti dell’opzione cessano laddove:

  • Venga accertata l’insussistenza dei requisiti normativamente previsti, oppure, al venir meno degli stessi;
  • In ogni caso di omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva nella misura e nei termini previsti di legge.

Nei casi di revoca o decadenza è precluso l’esercizio di una nuova opzione.

Negli altri casi, in mancanza di un’espressa preclusione normativa, dovrebbe essere possibile rinnovare l’opzione.

Si ricorda, tuttavia, che con riferimento al regime dei neo-domiciliati di cui all’articolo 24-bis del DPR n 917/86 è esclusa la possibilità di rinnovo del regime a scadenza. Sul punto è utile vedere quanto disposto dalla Circolare n 17/E/2017 dell’Agenzia delle Entrate (parte III, § 6).


Pensionati esteri nel Mezzogiorno: conclusioni

L’articolo 24-ter del DPR n 917/86 offre una importante possibilità per i soggetti che percepiscono pensioni di fonte estera. Sul punto, il primo aspetto da fugare è che, l’agevolazione non riguarda i pensionati italiani trasferiti all’estero.

Il rientro in Italia di un soggetto titolare di pensione di fonte italiana non rientra nella fattispecie della norma. La stessa, invece, è tesa ad attrarre in Italia soggetti titolari di redditi di fonte estera.

E’ palese il fatto che l’intento del legislatore sia quello di attrarre a tassazione in Italia redditi di fonte estera. Redditi che grazie al trasferimento in Italia diventano imponibili nel nostro Paese. La tassazione è sicuramente agevolata, si tratta di una tassazione forfettaria al 7% sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali.

Con questo l’intento è quello di portare in Italia soggetti con capacità reddituali elevate e aiutare a stimolare la ripresa economica di aree svantaggiate del Sud d’Italia.

L’intento è sicuramente meritevole, ma per spingere un soggetto estero a trasferirsi in un’area svantaggiata d’Italia, forse l’agevolazione avrebbe dovuto consentire un maggiore risparmio d’imposta. Questo era possibile sia allungando il periodo di fruizione dell’incentivo, oppure legando lo stesso ad altre forme di incentivazione.

Vedi, ad esempio la non attrazione in Italia di altre categorie di redditi di fonte estera, oppure ancora un’agevolazione legata al passaggio generazionale. Magari con una riduzione delle imposte di successione o donazione.

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