Tassazione dei redditi da pensione di fonte estera al 7% per i pensionati che si trasferiscono in Grecia. Il nuovo regime fiscale forfettario per i pensionati entra in vigore il prossimo 30 settembre.

La Grecia segue l’esempio del Portogallo e dell’Italia con un regime fiscale agevolato per i pensionati che decidono di trasferirsi nel Paese. Ormai questo tipo di regime fiscale inizia ad essere diffuso in molti Stati UE. In Portogallo, al momento per i pensionati la tassazione dei redditi pensionati è al 10%, in Italia al 7%. Adesso in questa particolare graduatoria entra anche la Grecia con una tassazione forfettaria al 7%.

Si parla, esattamente come negli altri Paesi di un regime fiscale agevolato temporaneo, della durata di 10 anni.

Sostanzialmente, stiamo assistendo ad una competizione all’interno degli Stati UE che si affacciano sul mediterraneo per offrire un luogo di residenza per i pensionati. Il target, dunque, è costituito da soggetti over 60 che finora si erano rivolti al Portogallo o ai paesi dell’est europeo.

Vediamo, quindi, cosa prevede la Grecia per la tassazione dei redditi dei pensionati e come è possibile sfruttare questa agevolazione.

Pensionati in Grecia

La tassazione flat al 7% per i pensionati esteri che si trasferiscono in Grecia

La Grecia, a partire dal 30 settembre 2020, va ad introdurre una particolare agevolazione fiscale volta al trasferimento (di residenza fiscale) nel Paese di pensionati che vivono all’estero. Si tratta di pensionati titolari di pensione di fonte estera, indipendentemente dalla nazionalità.

Questi soggetti, nel rispetto delle condizioni di seguito esposte, possono beneficiare di una tassazione sostitutiva. Si tratta di una tassazione forfettaria con aliquota del 7% per i 10 periodi di validità dell’opzione.

La ratio della norma è quella di spingere soggetti esteri a trasferirsi in una delle regioni greche per incentivarne la crescita economica del Paese.

Pensionati esteri in Grecia: decorrenza della norma

Come anticipato, la disposizione in commento, salvo eccezioni, entrerà in vigore il prossimo 30 settembre 2020. Tuttavia, i primi impatti di questa disposizione si avranno soltanto a partire dal 2021, quando i primi pensionati trasferiti inizieranno a maturare residenza fiscale greca.

Pensionati esteri in Grecia: requisiti soggettivi

Sono interessati al regime dei pensionati esteri le persone fisiche, titolari di redditi di pensione di fonte estera, che soddisfano i seguenti requisiti:

  • Trasferimento di residenza fiscale in Grecia;
  • Residenza fiscale estera pregressa;
  • Soggetti titolari di redditi da pensione.

Vediamo in dettaglio i requisiti richiesti.

Trasferimento della residenza in Grecia

Sono interessati al regime i soggetti che trasferiscono la propria residenza fiscale in Grecia (ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del DPR n 917/86). Questo significa che il pensionato deve, necessariamente, pensare di trascorrere in Grecia almeno 183 giorni nell’anno.

Il pensionato, infatti, deve dimostrare di voler stabilire in Grecia il proprio “centro degli interessi vitali“, ovvero il centro dei propri interessi familiari ed economici.

Possono esercitare l’opzione per il regime dei pensionati esteri le persone fisiche che trasferiscono la residenza da Paesi con i quali sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa.

Questa formulazione deve intendersi riferita agli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni, ai sensi della Direttiva n 2011/16/UE.

Residenza fiscale estera pregressa

Il secondo requisito richiesto per ottenere l’agevolazione fiscale in commento riguarda la residenza fiscale estera pregressa.

I soggetti non devono essere stati fiscalmente residenti in Grecia nei periodi di imposta precedenti a quello in cui l’opzione diventa efficace. Vale a dire il periodo di imposta in cui avviene il trasferimento della residenza fiscale in Grecia.

Solo soggetti pensionati

Naturalmente, possono beneficiare di questa agevolazione soltanto i soggetti che non sono più lavoratori attivi (ma pensionati). L’agevolazione, infatti, non riguarda i soggetti titolari di redditi da lavoro.

Possono esercitare l’opzione per il regime dei pensionati esteri le persone fisiche che trasferiscono la residenza da Paesi con i quali sono in vigore accordi di cooperazione amministrativa.

I dipendenti pubblici non possono ottenere benefici sul trasferimento della pensione

Esattamente come per il Portogallo, la tassazione flat al 7% per i pensionati esteri che si trasferiscono in Grecia, riguarda solo gli ex lavoratori del settore privato.

Per questo motivo è fondamentale, prima di trasferirsi all’estero, controllare la propria posizione per evitare problemi dopo il trasferimento. In questi termini, infatti, gli ex dipendenti pubblici andanti in pensione non hanno la possibilità di chiedere all’Inps l’erogazione della pensione lorda, senza alcuna trattenuta fiscale. Per gli ex dipendenti pubblici, infatti, l’Inps continuerà a tassare alla fonte la pensione.

A regolare la questione è l’art. 19 (paragrafo 2) della convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia Grecia. Si tratta dell’articolo che regola la tassazione dei redditi da pensione, in particolare i “servizi resi allo Stato“, ovvero il lavoro dipendente pubblico, che sono tassabili solo nel Paese di provenienza.

Naturalmente, una soluzione esiste per questa situazione: si tratta di chiedere la cittadinanza greca. Tuttavia, per molte ragioni questa scelta viene seguita soltanto in rari casi, anche perché non sempre è possibile ottenere la doppia cittadinanza.

In quali Paesi è possibile chiedere la detassazione dei redditi da pensione degli ex dipendenti pubblici?

Dall’elevato numero di domande che riceviamo su questo argomento sappiamo che solo pochi sono a conoscenza di questa limitazione. Questo, anche perché la legge che distingue i pensionati privati dagli ex lavoratori INPDAD, come insegnanti, militari o dipendenti pubblici, esiste solo in Italia. Gli unici tre paesi esteri nei quali non vige, per accordi bilaterali specifici, sono Tunisia, Senegal e Australia.

Cosa fare per trasferirsi a vivere in pensione in Grecia?

Il consiglio in questi casi è sempre quello di non improvvisare. Cambiare Paese e trasferirsi all’estero non è mai semplice. Mollare tutto e vivere in Grecia non è una scelta facile per un pensionato o una coppia di pensionati. Si tratta di scelte di vita che devono essere valutate molto attentamente.

L’aspetto principale da considerare riguarda il fatto che è necessario restare nel Paese per almeno 183 giorni all’anno. Tuttavia, questo è solo il numero minimo di giorni da considerare, è consigliabile, infatti, superare abbondantemente i 200 giorni per non avere problemi.

I problemi, infatti, possono derivare dagli accertamenti di residenza fiscale che potrebbe attivare l’Italia. Tutti i soggetti che si trasferiscono all’estero e si iscrivono all’AIRE (per obbligo di legge) sono soggetti a possibili controlli per verificare l’effettività del trasferimento all’estero.

E’ proprio in questi termini, infatti, che possono nascere problemi, sull’effettivo trasferimento all’estero dei pensionati e sul fatto che in Italia i legami economici e familiari devono essere ridotti al minimo.

Quali documenti occorrono per vivere in Grecia?

La Grecia è un paese dell’Unione Europea. Questo significa che le normative fiscali e civili sono simili a quelle italiane e degli altri paesi UE. Il documento valido per entrare in Grecia e vivere in Grecia è la semplice carta di identità o in alternativa il passaporto.

Tieni presente che dopo un primo periodo di 90 giorni trascorso in Grecia è necessario ottenere un permesso di soggiorno. Questo permesso si ottiene facendo domanda alle autorità locali.

Da non sottovalutare il fatto che in Grecia ci sono anche molte filiali di banche italiane, dove è possibile farsi accreditare la pensione direttamente dall’Inps.

Quali sono gli svantaggi di andare a vivere da pensionato in Grecia?

Arrivati a questo punto della lettura può essere opportuno anche fare qualche valutazione di convenienza legata al fatto di trasferirsi in Grecia da pensionati. Infatti, i vantaggi del vivere in Grecia, come abbiamo visto possono essere molti. Tuttavia, occorre valutare con attenzione anche gli aspetti negativi di questo trasferimento. In particolare abbiamo individuato i seguenti:

  • Attenzione al clima;
  • La lingua;
  • I costi di trasferimento.

Vediamo questi aspetti in dettaglio.

Il clima in Grecia

Il clima caldo per molte persone è un fastidio, e se il pensionato ha problemi di salute (pressione alta), il caldo intenso dell’estate greca potrebbe essere dannoso. Sicuramente in questi casi è consigliabile ottenere un parere medico, oppure semplicemente passare le vacanze di Luglio ed Agosto in Italia, magari in montagna. Il tutto, comunque, facendo attenzione a rispettare il periodo massimo di presenza in Italia per vacanze, ovvero 90 giorni.

Le difficoltà legate alla lingua

Se vuoi andare a vivere in Grecia non puoi pensare di non conoscere la lingua. In questi casi, imparare la lingua greca è indispensabile, soprattutto se l’obiettivo è quello di ottenere con il tempo la cittadinanza greca.

Quando si va a vivere in un paese straniero è necessario imparare la lingua, per rispetto del luogo e delle persone che ci ospitano principalmente, ma anche e sopratutto per creare rapporti umani.

I costi di trasferimento

Il costo dei viaggi di ritorno in Italia (e di ritorno in Grecia). Devi tenere presente che le possibilità di tornare in Italia sono legate al traghetto o al viaggio aereo. Devi sapere che, in generale, le opzioni di trasferimento hanno un costo da mettere un conto. Per questo motivo può essere opportuno arrivare a pianificare in anticipo quante volte tornare in Italia nell’anno. Il tutto, naturalmente, il relazione al budget che deriva dalla propria pensione.

Pensionati esteri in Grecia con tassazione al 7%: conclusioni

La Grecia offre un’importante possibilità per i soggetti che percepiscono pensioni di fonte estera. Come detto, questi soggetti hanno la possibilità, per un periodo di dieci anni dall’anno di residenza fiscale greco di ottenere una tassazione al 7% della pensione estera percepita. Il tutto, potendo chiedere all’Inps l’erogazione della pensione lorda.

E’ palese il fatto che l’intento del legislatore sia quello di attrarre a tassazione in Grecia redditi di fonte estera. Il tutto al fine di incentivare la ripresa economica del Paese portando soggetti stranieri a venire a stabilirsi in Grecia e spendere i loro soldi nel Paese.

Pensionati esteri che impatriano in italia: consulenza fiscale online

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Precisiamo che il nostro è uno studio tributario, non ci occupiamo di pratiche Inps, o di disbrigo pratiche di trasferimento. Quello che possiamo fare per te è indicarti come effettuare nel modo migliore e rispettando la normativa fiscale nazionale e convenzionale il tuo trasferimento di residenza all’estero. Ti spiegheremo come affrontare il trasferimento, come ridurre al minimo i tuoi interessi in Italia e come farti trovare preparato in vista di possibili futuri controlli.

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