NASPI

Naspi è l’acronimo di “Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego”, è un sostegno al reddito, erogato mensilmente, ed è previsto in favore dei lavoratori con rapporto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato. La NASPI è una indennità mensile di disoccupazione, istituita dall’articolo 1, decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI, in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a decorrere dal 1° maggio 2015. Essa viene erogata su domanda dell’interessato.

Puoi richiedere la NASPI se:

  • il tuo rapporto di lavoro subordinato è cessato involontariamente;
  • hai almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti la cessazione.

La NASPI, come spiega il sito ufficiale dell’INPS, è destinata a tutti quei lavoratori dipendenti che hanno perso in modo involontario la propria occupazione. Sono inclusi dai possibili beneficiari anche gli apprendisti, i soci di cooperative che detengono una rapporto di lavoro di tipo subordinato, e i dipendenti delle pubbliche amministrazioni a tempo determinato. Anche il personale artistico subordinato può richiedere la NASPI.

Non possono richiedere questo tipo di indennità i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, i lavoratori che possono accedere al pensionamento, i lavoratori che hanno un assegno ordinario di invalidità oppure i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale.

La NASPI è una misura in favore dei cittadini italiani e comunitari che perdono involontariamente il lavoro e quindi rimane privo di reddito. Puoi presentare la domanda di NASPI entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro esclusivamente in modalità telematica attraverso il sito dell’Istituto, accedendo con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CIE (Carta Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) nella sezione Prestazioni e servizi>Servizi, digitando ” Naspi ” nel campo “Testo libero” e cliccando su NASpI : invio domanda.

La legge di Bilancio 2022 ha apportato importanti modificazioni e integrazioni alle disposizioni che disciplinano, rispettivamente, l’ambito di applicazione dell’indennità di NASPI , i requisiti di accesso alla prestazione, nonché la misura e la durata della prestazione medesima. Con la circolare INPS 4 gennaio 2022, n. 2 l’INPS illustra le novità legislative e le modalità di applicazione per gli eventi di disoccupazione che si verificano dal 1° gennaio 2022 e precisa che per evento di disoccupazione si intende l’evento di cessazione dal lavoro che ha comportato lo stato di disoccupazione.


Naspi: quando nasce e quando e possibile usufruirne?

Come abbiamo appena visto, non tutti i dipendenti disoccupati possono usufruirne. Sono necessarie determinate condizioni. La legge di Bilancio 2022 ha apportato importanti modificazioni e integrazioni alle disposizioni che disciplinano, rispettivamente, l’ambito di applicazione dell’indennità di NASPI , i requisiti di accesso alla prestazione, nonché la misura e la durata della prestazione medesima. Con la circolare INPS 4 gennaio 2022, n. 2 l’INPS illustra le novità legislative e le modalità di applicazione per gli eventi di disoccupazione che si verificano dal 1° gennaio 2022 e precisa che per evento di disoccupazione si intende l’evento di cessazione dal lavoro che ha comportato lo stato di disoccupazione.

La Naspi è stata istituita dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.54 del 06-03-2015 ed entrato in vigore il 7 marzo 2015. Ha sostituito le indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI, con riferimento agli aventi diritto alla disoccupazione a partire dal 1 maggio 2015.

La Naspi viene erogata su domanda, pertanto occorre presentare una richiesta per poterne usufruire. In base a quanto previsto articolo 14, comma 3, Decreto-Legge n. 104 del 2020, l’indennità di disoccupazione è prevista anche nel caso di accordo collettivo aziendale che prevede un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro.

Possono beneficiare della prestazione di disoccupazione NASpP : i lavoratori dipendenti, gli apprendisti, i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all’instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata, nonché il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato.

Restano esclusi i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche Amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nonché gli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato.

Si fa presente che gli operai agricoli a tempo indeterminato, essendo destinatari della prestazione NASpI esclusivamente per le cessazioni involontarie intervenute dal 1° gennaio 2022, possono accedere alla indennità di disoccupazione agricola in competenza 2021 qualora nel predetto anno abbiano maturato i requisiti di accesso legislativamente previsti per l’indennità di disoccupazione agricola, presentando apposita domanda, come di consueto, entro il 31 marzo 2022.

A chi è rivolta la NASPI?

La NASPI garantisce una erogazione mensile economica a favore dei soggetti che hanno perso il proprio posto di lavoro, in modo involontario. Questa misura molto richiesta nel 2021 torna nel 2022, e il primo cambiamento preso nei confronti della NASPI per il 2022 è l’ampliamento della platea dei destinatari.

Vengono infatti inclusi tra i potenziali beneficiari tutti i lavoratori agricoli dipendenti, anche apprendisti, soci di lavoratori di cooperativa, e tutti i soggetti con un rapporto di tipo subordinato. Si tratta di lavoratori appartenenti al settore privato, perché sono comunque esclusi dalla possibilità di richiedere questa indennità i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni.

La modifica include nella misura tutti gli operai agricoli a tempo indeterminato, dipendenti di cooperative e consorzi. Sono inclusi anche gli operai agricoli a tempo indeterminato dipendenti dei datori di lavoro nel settore merceologico individuato: operai che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici.

Si tratta in ogni caso di una misura rivolta ai cittadini che hanno perso in modo involontario il proprio lavoro dal primo gennaio 2022. Per quanto riguarda i requisiti per poter accedere a questa indennità, rimangono gli stessi presenti precedentemente, con alcune modifiche, includendo anche gli operatori del settore agricolo.

Possono beneficare della NASPI:

  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito un rapporto di lavoro in forma subordinata, ed il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • operai agricoli, a partire dal 2022 a tempo indeterminato dipendenti dalle cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici prevalentemente propri o conferiti dai loro soci.

Gli operai agricoli a tempo indeterminato, potendo beneficiare della NASPI per le cessazioni involontarie intervenute dal 1° gennaio 2022, possono accedere alla indennità di disoccupazione agricola qualora abbiano maturato i requisiti di accesso legislativamente previsti per l’indennità di disoccupazione agricola, presentando apposita domanda entro il 31 marzo 2022.

Chi non può beneficiare della NASPI?

Non possono accedere alla NASPI:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI .

Gli operai agricoli a tempo indeterminato, essendo destinatari della prestazione NASpI esclusivamente per le cessazioni involontarie intervenute a fare data dal 1° gennaio 2022, possono accedere alla indennità di disoccupazione agricola qualora abbiano maturato i requisiti di accesso legislativamente previsti per l’indennità di disoccupazione agricola, presentando apposita domanda, come di consueto, entro il 31 marzo 2022.

Requisiti per l’accesso alla NASPI 2022

Per poter accedere alla NASPI 2022 è necessario presentare il proprio stato di disoccupazione nel momento in cui si chiede l’accesso alla misura, e aver versato almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti al momento della disoccupazione.

Dato che recentemente è stata allargata la platea di beneficiari anche gli operatori agricoli, sono inclusi per l’accesso a questa misura tutti i contributi contro la disoccupazione che sono stati versati nel settore agricolo.

Tuttavia l’INPS propone anche un’altra precisazione: questi contributi che sono stati versati precedentemente al primo gennaio 2022, non sono utili per il calcolo della durata della NASPI se questi ricadono nel quadriennio di osservazione e sono già stati utilizzati per fruire di un’indennità di disoccupazione agricola.

La NASPI è una indennità che comporta una erogazione mensile che si attesta intorno al 75% rispetto alla retribuzione prevista dal lavoro svolto dal cittadino precedentemente. Tuttavia il calcolo per questa erogazione viene fatto rivalutando ogni anno la variazione dei dati Istat: per il 2021 è stata stabilita una cifra di 1227,55 euro per operai e impiegati. Per questo motivo la cifra da erogare come indennità nel 2022 è calcolata sulla base del 75% di questo importo.

Per quanto riguarda invece la durata per cui un cittadino può ricevere questa erogazione mensile, è stabilita su un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione avvenute negli ultimi quattro anni. Da questo calcolo vanno esclusi tutti i periodi in cui il cittadino ha già ricevuto indennità diverse di disoccupazione. Per quanto riguarda la disoccupazione agricola, per questo settore il calcolo si svolge sul 30% della retribuzione media giornaliera.

Requisiti eliminati per la NASPI 2022

Una misura importante che cambia nel 2022 rispetto al 2021 riguarda il requisito delle 30 giornate lavorative effettuate nei 12 mesi precedenti alla disoccupazione. Secondo l’ultima manovra infatti è possibile accedere alla NASPI anche senza aver svolto le 30 giornate effettive di lavoro che erano previste lo scorso anno.

Si tratta comunque di disoccupazione involontaria, ma per cui non è richiesto un requisito lavorativo di continuità. I requisiti quindi rimangono esclusivamente quelli visti sopra: il versamento dei contributi e lo stato di disoccupazione accertato.

Un’altra novità interessante riguarda anche la riduzione delle erogazioni mensili della NASPI: dal primo gennaio 2022 l’indennità ogni mese scende del 3% sull’importo complessivo, a partire dal sesto mese che questa indennità viene corrisposta. Nel caso in cui invece il cittadino abbia già compiuto 55 anni di età, la riduzione viene applicata dall’ottavo mese di ricezione delle indennità.

La legge di Bilancio 2022 ha quindi abolito il requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione, per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2022. L’accesso alla prestazione è ammesso in presenza di entrambi seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione involontario;
  • tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Obbligo di contribuzione per datori di lavoro

Con la Circolare numero 2 del 4 gennaio 2022, l’INPS comunica anche quali sono gli obblighi contributivi dei datori di lavoro, specialmente in ambito agricolo. Le imprese inquadrate nel settore di industria commercio, o terziario, sono già tenute al versamento della contribuzione per il finanziamento della NASPI.

Le imprese che invece si muovono nel settore dell’agricoltura sono tenute al versamento per la contribuzione per il finanziamento della cassa integrazione per i lavoratori a tempo indeterminato. Anche queste aziende dovranno versare la contribuzione NASPI per tutti i lavoratori assunti a tempo indeterminato come operai agricoli.

La regola si applica sia successivamente che precedentemente al primo gennaio 2022, con aliquota contributiva al 1,61% dell’imponibile contributivo.

Una precisazione ulteriore viene effettuata per quanto riguarda i lavoratori con contratto di apprendistato. L’indennità di disoccupazione NASPI è rivolta anche a tutti i lavoratori che sono assunti con questo tipo di contratto, pertanto i datori di lavoro sono tenuti agli obblighi anche per questi lavoratori.

Lavoratori assunti con contratto di apprendistato

Con decorrenza dal 1° gennaio 2022, gli obblighi contributivi a fini NASpI si applicano anche in relazione ai lavoratori assunti a tempo indeterminato con contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, il diploma di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore (apprendistato di primo livello) cui non si applica il ticket di licenziamento.

Importo NASPI 2022

L’indennità mensile continuerà ad essere calcolata dividendo la retribuzione imponibile INPS dell’ultimo quadriennio per il totale delle settimane di contribuzione e moltiplicando il risultato per il coefficiente fisso 4,33.

Se il risultato è:

  • pari o inferiore a 1.227,55 euro l’indennità è calcolata in misura pari al 75% della retribuzione;
  • superiore a 1.227,55 euro l’indennità è pari al 75% di 1.227,55 euro + il 25% della differenza tra la retribuzione di riferimento ed euro 1.227,55.

In ogni caso la somma mensilmente erogata non può eccedere il massimale determinato annualmente dall’INPS, per il 2021 a 1.335,40 euro. Per quanto riguarda gli eventi di disoccupazione a partire dal 1° gennaio 2022, la NASpI si riduce del 3% ogni mese a decorrere:

  • dal primo giorno del sesto mese di fruizione;
  • dal primo giorno dell’ottavo mese di fruizione nel caso in cui il beneficiario abbia compiuto il cinquantacinquesimo anno di età alla data di presentazione della domanda.
  • Per quanto riguarda ì trattamenti in erogazione al 31 dicembre 2021 continua ad applicarsi il previgente meccanismo decorrente dal quarto mese di fruizione.

Sospensione e decadenza NASPI

La prestazione è sospesa in caso di:

  • Rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi. L’indennità è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro sulla base delle comunicazioni obbligatorie, salvo che il beneficiario della prestazione non effettui la comunicazione del reddito annuo presunto ai fini del cumulo e sempre che il reddito sia inferiore a 8.145 euro;
  • Nuova occupazione in paesi dell’UE o con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione o in paesi extracomunitari (vedi sezione a seguire dedicata al lavoro all’estero).

Il lavoratore decade dal diritto alla prestazione se:

  • perde lo stato di disoccupazione;
  • inizia un’attività di lavoro subordinato, di durata superiore a sei mesi o a tempo indeterminato senza comunicare all’INPS il reddito presunto che ne deriva entro il termine di un mese dall’inizio del rapporto di lavoro o dalla data di presentazione della domanda se il rapporto lavorativo era preesistente alla domanda medesima;
  • non comunica, entro un mese dalla domanda della NASpI , il reddito annuo che presume di trarre da uno o più rapporti di lavoro subordinato part-time rimasti in essere all’atto di presentazione della domanda di NASpI conseguente alla cessazione di altro rapporto di lavoro di cui era titolare;
  • inizia un’attività lavorativa autonoma o parasubordinata senza comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro un mese dal suo inizio o dalla data di presentazione della domanda se l’attività lavorativa autonoma o l’iscrizione alla Gestione Separata era preesistente alla domanda stessa;
  • raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità e non opta per l’indennità NASpI ;
  • nei casi previsti dall’articolo 21, comma 7, decreto legislativo 150 /2015, non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento predisposte dai centri per l’impiego.

Gli iscritti alla Gestione Separata sono tenuti alla dichiarazione del reddito presunto – anche se pari a zero – pur in assenza di svolgimento di attività di lavoro. Questa dichiarazione deve essere resa, prioritariamente, in domanda o, in alternativa, entro un mese dalla data di presentazione della stessa a pena di decadenza. È possibile controllare l’eventuale iscrizione alla Gestione Separata verificando il proprio estratto contributivo.

In caso di lavoro all’estero:

  • recandosi in un paese UE, in Svizzera, Liechtenstein, Norvegia e Islanda alla ricerca di lavoro, il diritto a percepire la prestazione di disoccupazione viene conservato per un massimo di tre mesi nel rispetto dei Regolamenti CE 883/2004 e 987/2009 e il lavoratore non è soggetto alle regole di condizionalità; dal primo giorno del quarto mese si conserva il diritto a percepire la prestazione, ma nel rispetto delle regole di condizionalità di cui agli articoli 20 e 21, decreto legislativo 150/2015, la cui violazione comporta l’applicazione delle conseguenti misure sanzionatorie;
  • recandosi in un paese UE, in Svizzera, Liechtenstein, Norvegia e Islanda o in un paese extracomunitario per motivi diversi dalla ricerca di lavoro, si conserva il diritto a percepire la prestazione, ma nel rispetto delle regole di condizionalità di cui agli articoli 20 e 21, decreto legislativo 150/2015, la cui violazione comporta l’applicazione delle conseguenti misure sanzionatorie;
  • recandosi in un paese extracomunitario alla ricerca di lavoro si conserva il diritto a percepire la prestazione, ma nel rispetto delle regole di condizionalità di cui agli articoli 20 e 21, decreto legislativo 150/2015, la cui violazione comporta l’applicazione delle conseguenti misure sanzionatori.

Requisiti NASPI

La legge di Bilancio 2022 ha abolito il requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione, per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2022.

L’accesso alla NASPI è ammesso in caso in cui sussistano i seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione involontario;
  • tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Stato di disoccupazione

Si considerano disoccupati i soggetti privi di impiego che abbiano perso involontariamente la propria occupazione e che dichiarino in forma telematica al portale nazionale delle politiche del lavoro la propria disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa. La presentazione della domanda di NASpI equivale a rilascio della predetta dichiarazione di immediata disponibilità (DID). Nei 15 giorni successivi alla presentazione della domanda, il richiedente deve recarsi presso il centro per l’impiego per la stipula del patto di servizio personalizzato. In mancanza, l’assicurato è convocato dal centro per l’impiego.

Lo stato di disoccupazione deve essere involontario, sono esclusi i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o di risoluzione consensuale. Tuttavia, l’accesso alla NASpI , sussistendo gli altri requisiti, è consentito anche nei seguenti casi:

  • dimissioni per giusta causa, qualora le dimissioni non siano riconducibili alla libera scelta del lavoratore ma siano indotte da comportamenti altrui che implicano la condizione di improseguibilità del rapporto di lavoro;
  • dimissioni intervenute durante il periodo tutelato di maternità, ossia a partire da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del bambino;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, purché sia intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro secondo le modalità di cui all’articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604 come sostituito dall’articolo 1, comma 40, legge 92/2012;
  • risoluzione consensuale a seguito del rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso altra sede della stessa azienda distante più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile con i mezzi pubblici in 80 minuti o più;
  • licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’articolo 6, decreto legislativo 22/2015;
  • licenziamento disciplinare.

Requisito contributivo

Sono necessarie almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. “Per contribuzione utile si intende anche quella dovuta, ma non versata, e sono valide tutte le settimane retribuite, purché risulti erogata o dovuta per ciascuna settimana una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali”.

Per il perfezionamento del requisito contributivo, si considerano utili:

  • contributi previdenziali comprensivi di quota contro la disoccupazione versati durante il rapporto di lavoro subordinato;
  • contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria, se all’inizio dell’astensione risulta già versata o dovuta contribuzione e per i periodi di congedo parentale, se indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro;
  • periodi di lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati dov’è prevista la possibilità di totalizzazione;
  • periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli otto anni, per massimo cinque giorni lavorativi nell’anno solare.

Non sono considerati utili in quanto non coperti da contribuzione effettiva:

  • malattia e infortunio sul lavoro, se non c’è integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro, nel rispetto del minimale retributivo;
  • Cassa Integrazione Straordinaria e Ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore;
  • contratti di solidarietà, risalenti nel tempo e utilizzati in concreto a zero ore;
  • assenza per permessi e congedi fruiti dal lavoratore che sia coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità, parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • aspettativa non retribuita per funzioni pubbliche elettive o cariche sindacali, ai sensi dell’articolo 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300.

Non sono considerati utili i periodi di lavoro all’estero presso Stati con i quali l’Italia non ha stipulato accordi bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione.

Per quanto riguarda i lavoratori con rapporto di lavoro in somministrazione, con contratto di lavoro intermittente e i lavoratori inseriti nelle procedure di riqualificazione professionale, i periodi di non lavoro non sono neutralizzati ai fini della ricerca del requisito contributivo.

Quando fare domanda per NASPI?

La domanda per beneficiare della NASPI deve essere presentata all’INPS esclusivamente in via telematica e a pena di decadenza entro 68 giorni, decorrenti:

  • dalla data di cessazione del rapporto di lavoro;
  • dalla cessazione del periodo di maternità indennizzato qualora la maternità sia insorta nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale, qualora siano insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • dalla cessazione del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.

Il termine per la presentazione della domanda è sospeso:

  • in caso di maternità indennizzabile insorta entro i 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, il termine è sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di maternità indennizzato e riprende a decorrere per la parte residua al termine del predetto evento;
  • in caso di malattia comune indennizzabile da parte dell’INPS o di infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile da parte dell’INAIL, insorti entro i 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il termine è sospeso per la durata della malattia o dell’infortunio e riprende a decorrere per la parte residua al termine della malattia o dell’infortunio.

Come fare domanda NASPI?

Puoi presentare la domanda di NASPI entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro esclusivamente in modalità telematica attraverso il sito dell’Istituto, accedendo con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CIE (Carta Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) nella sezione Prestazioni e servizi>Servizi, digitando ” Naspi ” nel campo “Testo libero” e cliccando su NASpI : invio domanda.

Pagamento e durata della prestazione

L’indennità della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego viene versata direttamente dall’INPS sul conto corrente bancario o postale oppure sul libretto postale dell’avente diritto.

In alternativa, essa può essere erogata mediante bonifico presso un ufficio postale del comune di residenza dell’interessato oppure a domicilio. Il sussidio viene corrisposto con cadenza mensile, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino ad un massimo di 24 mesi cioè 2 anni.

Non vengono presi in considerazione però i periodi contributivi che abbiano già dato luogo ad altre prestazioni di disoccupazione. Quindi, per poter calcolare la durata della prestazione sono presi in considerazione solo i periodi di contribuzione presenti negli ultimi quattro anni.

Inoltre, i periodi di contribuzione riguardanti al rapporto di lavoro successivi all’ultima prestazione di disoccupazione sono sempre utili per il calcolo della durata di una nuova Naspi. Essi infatti non hanno dato luogo a prestazioni di disoccupazione, quindi possono essere prese in considerazione.

Seguendo lo schema, appena illustrato, è possibile comprendere se si ha diritto o meno alla Naspi e in che misura. In questo modo, prima di compilare la domanda si avranno le idee chiare sull’effettivo importo del beneficio e sulla durata prevista dell’erogazione.

Da quando ho diritto a percepire la NASPI?

La NASPI ti spetta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del tuo rapporto di lavoro, se presenti la domanda entro i primi otto giorni dalla data di cessazione, se presenti la domanda successivamente, decorre dal giorno in cui invii la domanda.

Accoglimento NASPI

Quando la tua domanda è stata definita, l’Istituto ti invia un SMS, con invito a verificarne l’esito nella tua area personale MyINPS (accessibile con SPID, CNS, CIE o codice fiscale e PIN Dispositivo).

Oppure puoi accedere alla sezione Prestazioni e servizi>Servizi, digitando ” NASpI ” nel campo “Testo libero” e cliccando su NASpI : Consultazione domande.

Che fare se trovo un nuovo lavoro mentre prendo la NASPI?

Occorre comunicare l’assunzione tramite il servizio  NASPI -COM: invio comunicazione .

NASPI e lavoro all’estero

Durante la percezione della NASPI si può andare all’estero alla ricerca di lavoro?

Come ha chiarito l’INPS, durante la percezione della NASPI puoi andare alla ricerca di lavoro in un altro Stato dell’UE, senza perdere il diritto all’indennità, se:

  • prima della partenza devi essere iscritto almeno per un giorno al centro per l’impiego;
  • devi comunicare l’indisponibilità al Centro per l’impiego e cancellarti;
  • devi richiedere personalmente, previo appuntamento alla sede INPS territorialmente competente, il rilascio del documento portatile U2, che attesta il mantenimento del diritto alle prestazioni, e del documento portatile U1, che attesta invece i periodi di assicurazione;
  • devi iscriverti entro sette giorni come persona in cerca di occupazione presso gli uffici del lavoro dello Stato membro in cui ti rechi e devi presentare all’istituzione di tale Stato il documento portatile U2;
  • devi sottoporti ai controlli e rispettare le condizioni previste dalla legislazione in materia vigente nello Stato di arrivo;
  • la NASpI viene sospesa finché l’ufficio del lavoro dello Stato membro in cui ti sei recato non comunica all’INPS l’avvenuta iscrizione e la relativa data. Ricevuta tale comunicazione, l’INPS riprenderà a pagarti la prestazione dovuta per un massimo di tre mesi dalla data di partenza dall’Italia. Durante questo periodo non sarai soggetto alle regole di condizionalità in materia di NASpI ;
  • dal primo giorno del quarto mese, se non rientri in Italia, continuerai a percepire la prestazione ma sarai nuovamente soggetto alle regole di condizionalità previste per tutti i percettori di NASpI .

NASPI e altre prestazioni

L’INPS ha chiarito che, durante il periodo di fruizione della NASPI puoi percepire:

  • pensione ai superstiti;
  • pensione di invalidità;
  • Reddito di Cittadinanza (Attenzione: la NASPI costituisce reddito imponibile e rileva ai fini ISEE );
  • indennità Covid-19, ad eccezione dei lavoratori stagionali e somministrati del turismo.

Viceversa, non puoi percepire:

  • pensione di vecchiaia o anticipata;
  • assegno ordinario di invalidità;
  • pensione di inabilità.

Ugualmente in caso di:

  • indennità di maternità/paternità, malattia, trattamenti antitubercolari (IPS) o infortunio, CIG, mobilità,
  • indennità di mancato preavviso (contratti a tempo indeterminato),
  • indennità di malattia successiva allo sbarco, nel caso di lavoratori marittimi, ex IPSEMA;

NASPI e Gestione Separata

I periodi di iscrizione alla Gestione Separata non sono utili per il diritto, la durata e la misura dell’indennità NASpI ha chiarito L’INPS.

L’INPS ha anche chiarito che, la sola iscrizione alla Gestione Separata non è ostativa al diritto alla prestazione.

Anche qualora non sussistano più da molto tempo contratti di collaborazione, deve comunque essere obbligatoriamente compilato il campo reddito presunto, inserendo il valore “zero”, perché l’iscrizione alla Gestione Separata non si può cancellare.

NASPI e nuova attività lavorativa

L’INPS ha chiarito che, qualora il richiedente si rioccupi, con contratto di lavoro subordinato, nei primi otto giorni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro o durante il periodo di preavviso, l’indennità NASpI non spetta.

Per poter beneficiare dell’indennità, dovrai quindi presentare una nuova domanda a seguito della cessazione del nuovo rapporto di lavoro.

In caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato inferiore a sei mesi e con un reddito annuo presunto inferiore a 8.145 euro, hai diritto alla prestazione a condizione che venga comunicato all’INPS il reddito annuo presunto. Se richiedi il “cumulo” potrai continuare a percepire la NASpI ridotta in misura pari all’80% del reddito presunto; in caso contrario, la prestazione viene sospesa per tutta la durata del nuovo rapporto di lavoro.

Cosa posso fare in caso di decadenza della NASpI a seguito di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato superiore a sei mesi e cessato anticipatamente?

In caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi, la prestazione decade. Tuttavia, se il nuovo rapporto di lavoro cessa anticipatamente (ad esempio, per mancato superamento del periodo di prova), puoi presentare una nuova domanda di NASpI . Non puoi chiedere, invece, il ripristino del pagamento della precedente prestazione perché decaduta.

NASPI e partita IVA

In caso di svolgimento di attività lavorativa autonoma, spetta la NASPI?

L’INPS ha chiarito che, in caso di attività lavorativa autonoma, spetta la NASpI a condizione che il reddito annuo presunto non sia superiore a 4.800 euro. Se l’attività era preesistente, il reddito annuo presunto, anche se pari a “zero”, deve essere comunicato, per non perdere il diritto, entro 30 giorni dall’invio della domanda, oppure entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività. Il richiedente potrà beneficiare della prestazione con l’abbattimento in misura pari all’80% del reddito presunto.

Come titolare di Partita IVA sono obbligato a dichiarare il reddito previsto nell’anno?

Sì. I titolari di una partita IVA attiva devono dichiarare il reddito presunto in corso d’anno, anche se pari a “zero”.

Per rendere più veloce la liquidazione della NASpI , la dichiarazione può essere resa nell’apposito campo della domanda, come indicato nella Guida all’uso del Servizio per richiedere la NASpI scaricabile dalla scheda prestazione NASpI .

In alternativa, la dichiarazione può essere effettuata entro 30 giorni dalla domanda o dall’avvio dell’attività, tramite il servizio NASpI -Com: invio comunicazione, accessibile dalla stessa scheda con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CIE (Carta Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o con Codice Fiscale e PIN dispositivo.

In ogni caso, il reddito presunto deve essere comunicato entro il 31 gennaio di ogni anno.

Anticipazione NASPI

Se hai avuto già accolta la domanda di NASpI , puoi chiedere la liquidazione dell’indennità in un’unica soluzione nel caso in cui tu intenda:

  • avviare un’attività lavorativa autonoma;
  • avviare un’impresa individuale;
  • sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa con rapporto mutualistico di attività lavorativa da parte del socio;
  • sviluppare a tempo pieno e in modo autonomo l’attività autonoma già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che, essendo cessato, ha dato luogo alla NASpI .

Come fare domanda di NASpI anticipata?

Dopo aver ottenuto la NASpI , puoi presentare domanda online entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, dell’impresa individuale o dalla sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa.

Se l’attività è iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che, essendo cessato, ha dato luogo alla prestazione NASpI , devi inviare la domanda di anticipazione entro 30 giorni dalla domanda di indennità NASpI .

I liberi professionisti non iscritti all’INPS possono richiedere la NASpI anticipata?

Sì. L’INPA ha chiarito che i liberi professionisti non iscritti a gestioni previdenziali INPS bensì a specifiche casse professionali, possono richiedere la NASpI anticipata.

Gli iscritti alla Gestione Separata possono richiedere la NASpI anticipata?

No. L’INPS ha chiarito che non possono richiedere la NASpI anticipata.

I soci accomandanti possono richiedere la NASpI anticipata?

L’INPS ha dato anche in questo caso risposta negativa.

NASPI e lavoro part time

Nel caso in cui il richiedente abbia contemporaneamente più rapporti di lavoro part time, alla cessazione di uno di essi può presentare domanda di NASpI a condizione che venga comunicato il reddito presunto per l’attività rimasta in essere, che deve essere pari o inferiore a 8.145 euro. Il richiedente potrà beneficiare della prestazione con l’abbattimento in misura pari all’80% del reddito presunto.

NASpI e soggiorno all’estero

In caso di soggiorno all’estero, si continua a percepire la NASPI?

Sì, ma solo per brevi periodi dovuti a matrimonio, malattia propria o del congiunto, lutto o ad altri motivi familiari. Il beneficiario deve produrre, tramite il servizio NASpI -Com: invio comunicazione, idonea documentazione attestante i motivi del soggiorno (certificato medico, certificato di morte, certificato di matrimonio, ecc.).

Cosa succede se il beneficiario espatria in via definitiva durante la fruizione della NASPI?

In caso di espatrio in via definitiva per rientro nel paese di origine o per accettazione di un lavoro all’estero, la prestazione decade dalla data di espatrio.

Titolarità di cariche sociali

Ho un ruolo in una società di persone/capitali. Devo dichiarare il reddito presunto per l’anno in corso?

Sì. La dichiarazione del reddito presunto, anche se pari a “zero”, per chi riveste cariche societarie (amministratore, sindaco, revisore) è prevista a pena di decadenza della NASpI . La dichiarazione non è prevista per la sola partecipazione agli utili societari.

Per rendere più veloce la liquidazione della NASpI , la dichiarazione può essere resa nella domanda, anche qualora sia pari a “zero”, come indicato nella Guida all’uso del servizio per richiedere la NASpI , scaricabile dalla scheda prestazione dedicata.

In alternativa, la dichiarazione può essere effettuata entro 30 giorni dalla domanda o dall’inizio dell’attività, tramite il servizio NASpI -Com: invio comunicazione reperibile sul sito INPS accedendo con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CIE (Carta Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o con Codice Fiscale e PIN Dispositivo nella sezione Prestazioni e servizi>Servizi, digitando ” NASpI ” nel campo “Testo libero” e cliccando su NASpI -COM: invio comunicazione.

In ogni caso, il reddito presunto deve essere comunicato entro il 31 gennaio di ogni anno.

Iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti

Sono iscritto alla Gestione Artigiani e Commercianti. Devo dichiarare il reddito previsto per l’anno in corso?

L’INPS ha chiarito che, gli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti devono dichiarare, a pena di decadenza, il reddito previsto per l’anno in corso anche se pari a “zero”.

In ogni caso, il reddito presunto deve essere comunicato entro il 31 gennaio di ogni anno.

7 COMMENTI

  1. Gentile Elisa,
    in seguito alla lettura dell’articolo, vorrei, gentilmente, chiederLe alcune informazioni. Io, ad oggi, percepisco la Naspi (fino Maggio 2022) e con l’inizio dell’anno 2022 vorrei avviare qualche collaborazione con la formula “Ritenuta d’acconto”. Quello che non mi è chiaro è:
    – devo dare comunicazione all’Inps se inizio a collaborare con qualche azienda?
    – è corretto che fino a 3000€ lordi non ho una decurtazione della Naspi?
    – la potenziale azienda cliente deve esser informata che percepisco Naspi?

    Attendo Sue gentili delucidazioni in merito,
    RingraziandoLa anticipatamente,
    Saluti,
    Francesca Marangoni

  2. Buonasera,
    desidero sottoporle un quesito relativo alla mia situazione.
    Per i primi cinque mesi del 2021 ho percepito la naspi ordinaria, poi interrotta in seguito a nuovo rapporto di lavoro dipendente nel settore agricolo cessato al 31 dicembre, con reddito inferiore a 8.000 euro e con 60 giornate effettive lavorate, ma non avendo 102 giornate nel biennio non ho diritto alla disoccupazione agricola.
    Al momento dell’interruzione della naspi rimanevano 32 giorni di disoccupazione non goduti. Non ho comunicato all’inps il reddito presunto dal nuovo rapporto dipendente agricolo: è possibile chiedere ad inps la riattivazione della naspi per le giornate residue?

  3. Buongiorno
    mi sono iscritta alla naspi 8 gennaio 2022 ma non capisco perché mi hanno considerato solo 14 mesi di naspi e non 2 anni .
    io sono stata licenziata il 31 dicembre 2021 dopo 25 anni di lavoro a tempo indeterminato e subordinato.
    solo negli ultimi 2 anni causa covid ho percepito la cigo ovvero sono stata in cassa integrazione x alcuni periodi .
    grazie
    cordiali saluti

  4. Buona sera,
    Percepisco la naspi da due mesi, e vorrei aprire una società srl o srls, posso richiedere la naspi anticipata?
    Perché leggendo le varie circolari INPS non mi è chiara la questione e chiamando l INPS ricevo risposte differenti in base all’ operatore che risponde.
    Grazie mille.

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