NASPI 2021

Naspi è l’acronimo di “Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego”, è un sostegno al reddito, erogato mensilmente, ed è previsto in favore dei lavoratori con rapporto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato. La NASPI è una indennità mensile di disoccupazione, istituita dall’articolo 1, decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI, in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a decorrere dal 1° maggio 2015. Essa viene erogata su domanda dell’interessato.

Puoi richiedere la NASPI se:

  • il tuo rapporto di lavoro subordinato è cessato involontariamente;
  • hai almeno 13 settimane di contributi contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti la cessazione.

La NASPI, come spiega il sito ufficiale dell’INPS, è destinata a tutti quei lavoratori dipendenti che hanno perso in modo involontario la propria occupazione. Sono inclusi dai possibili beneficiari anche gli apprendisti, i soci di cooperative che detengono una rapporto di lavoro di tipo subordinato, e i dipendenti delle pubbliche amministrazioni a tempo determinato. Anche il personale artistico subordinato può richiedere la NASPI.

Non possono richiedere questo tipo di indennità i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni, gli operai del settore agricolo, i lavoratori che possono accedere al pensionamento, i lavoratori che hanno un assegno ordinario di invalidità oppure i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale.

La NASPI è una misura in favore dei cittadini italiani e comunitari che perdono involontariamente il lavoro e quindi rimane privo di reddito. Puoi presentare la domanda di NASPI entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro esclusivamente in modalità telematica attraverso il sito dell’Istituto, accedendo con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CIE (Carta Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) nella sezione Prestazioni e servizi>Servizi, digitando ” Naspi ” nel campo “Testo libero” e cliccando su NASpI : invio domanda.


Naspi: quando nasce e quando e possibile usufruirne?

Come abbiamo appena visto, non tutti i dipendenti disoccupati possono usufruirne. Sono necessarie determinate condizioni.

La Naspi è stata istituita dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.54 del 06-03-2015 ed entrato in vigore il 7 marzo 2015. Ha sostituito le indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI, con riferimento agli aventi diritto alla disoccupazione a partire dal 1 maggio 2015.

La Naspi viene erogata su domanda, pertanto occorre presentare una richiesta per poterne usufruire. In base a quanto previsto articolo 14, comma 3, Decreto-Legge n. 104 del 2020, l’indennità di disoccupazione è prevista anche nel caso di accordo collettivo aziendale che prevede un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro.

A differenza di quanto molti pensano, la Naspi non è rivolta soltanto ai lavorati dipendenti privati, a tempo determinato o indeterminato ma riguarda anche gli apprendisti e i dipendenti pubblici assunti a tempo determinato, i soci lavoratori di cooperativa con un rapporto di lavoro subordinato e il personale artistico con contratto di lavoro subordinato.

La misura invece non è prevista per gli operai agricoli, i dipendenti pubblici a tempo indeterminato e i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale. Questi ultimi, infatti, sono soggetti a una normativa specifica.

A chi è rivolta la NASPI?

La NASPI è una indennità mensile di disoccupazione, istituita dall’articolo 1, decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22, che sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione ASpI e MiniASpI, in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a decorrere dal 1° maggio 2015, compresi:

  • Gli apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

Chi non può beneficiare della NASPI?

Non possono accedere alla NASPI:

  • dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASpI .

Come usufruire della Naspi?

Il lavoratore, che è nelle condizioni viste fino ad adesso, che si trova privo di lavoro e di retribuzione, deve innanzitutto rilasciare la DID (Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’Impiego).

La domanda di presentazione della domanda Naspi equivale al rilascio della DID. Quindi, il richiedente deve presentarsi al Centro per l’impiego, entro 15 giorni dalla presentazione della domanda, per stipulare il patto di servizio personalizzato. Inoltre, sono necessarie le seguenti condizioni ai fini dell’accoglimento della domanda:

  • aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione, nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Per raggiungere il requisito contributivo sono considerati utili i contributi previdenziali, i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria e per i periodi di congedo parentale, i periodi di lavoro all’estero in Paesi comunitari o convenzionati e i periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli 8 anni, fino a un massimo di 5 giorni all’anno;
  • avere svolto almeno 30 giorni di lavoro effettivo, a prescindere dalla durata oraria, nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione. Per i lavoratori per i quali non è possibile risalire al numero di giornate di lavoro, viene preso come riferimento il numero di settimane di contribuzione, che devono essere almeno 5.

Come funziona la NASPI?

La NASpI spetta a partire:

  • dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno successivo alla cessazione, ma entro i termini di legge;
  • dall’ottavo giorno successivo al termine del periodo di maternità, malattia, infortunio sul lavoro/malattia professionale o preavviso, se la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata dopo l’ottavo giorno ma entro i termini di legge;
  • dal trentottesimo giorno successivo al licenziamento per giusta causa, se la domanda viene presentata entro il trentottesimo giorno. Dal giorno successivo alla presentazione della domanda, se presentata oltre il trentottesimo giorno successivo al licenziamento, ma entro i termini di legge.

L’eventuale rioccupazione nel corso degli otto giorni che seguono la cessazione non dà luogo alla sospensione della prestazione e dovrà essere presentata una nuova domanda di NASpI in caso di cessazione involontaria dalla suddetta rioccupazione.

La NASpI è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni. Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi di contribuzione che hanno già dato luogo a erogazione di prestazioni di disoccupazione. Non è computata la contribuzione che ha prodotto prestazioni fruite in unica soluzione in forma anticipata.

I periodi di fruizione della NASpI sono coperti da contribuzione figurativa.

Quanto spetta?

La misura della prestazione è pari al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, se la retribuzione è inferiore a un importo di riferimento stabilito dalla legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT e reso noto ogni anno dall’INPS con circolare pubblicata sul sito.

Se la retribuzione media è superiore al predetto importo di riferimento annuo (1.227,55 euro per il 2021), la misura della prestazione è invece pari al 75% dell’importo di riferimento annuo stabilito dalla legge (1.227,55 euro per il 2021) sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e il suddetto importo stabilito dalla legge. In ogni caso l’importo dell’indennità non può superare un limite massimo individuato con legge e rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT e reso noto ogni anno dall’INPS con circolare pubblicata sul sito (pari per il 2021 a 1.335,40 euro).

L’indennità è commisurata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni (comprensiva degli elementi continuativi e non continuativi e delle mensilità aggiuntive), divisa per il totale delle settimane di contribuzione (indipendentemente dalla verifica del minimale) e moltiplicata per il coefficiente numerico 4,33.

Sospensione e decadenza NASPI

La prestazione è sospesa in caso di:

  • Rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata non superiore a sei mesi. L’indennità è sospesa d’ufficio per la durata del rapporto di lavoro sulla base delle comunicazioni obbligatorie, salvo che il beneficiario della prestazione non effettui la comunicazione del reddito annuo presunto ai fini del cumulo e sempre che il reddito sia inferiore a 8.145 euro;
  • Nuova occupazione in paesi dell’UE o con cui l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione o in paesi extracomunitari (vedi sezione a seguire dedicata al lavoro all’estero).

Il lavoratore decade dal diritto alla prestazione se:

  • perde lo stato di disoccupazione;
  • inizia un’attività di lavoro subordinato, di durata superiore a sei mesi o a tempo indeterminato senza comunicare all’INPS il reddito presunto che ne deriva entro il termine di un mese dall’inizio del rapporto di lavoro o dalla data di presentazione della domanda se il rapporto lavorativo era preesistente alla domanda medesima;
  • non comunica, entro un mese dalla domanda della NASpI , il reddito annuo che presume di trarre da uno o più rapporti di lavoro subordinato part-time rimasti in essere all’atto di presentazione della domanda di NASpI conseguente alla cessazione di altro rapporto di lavoro di cui era titolare;
  • inizia un’attività lavorativa autonoma o parasubordinata senza comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro un mese dal suo inizio o dalla data di presentazione della domanda se l’attività lavorativa autonoma o l’iscrizione alla Gestione Separata era preesistente alla domanda stessa;
  • raggiunge i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • acquisisce il diritto all’assegno ordinario di invalidità e non opta per l’indennità NASpI ;
  • nei casi previsti dall’articolo 21, comma 7, decreto legislativo 150 /2015, non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di orientamento predisposte dai centri per l’impiego.

Gli iscritti alla Gestione Separata sono tenuti alla dichiarazione del reddito presunto – anche se pari a zero – pur in assenza di svolgimento di attività di lavoro. Questa dichiarazione deve essere resa, prioritariamente, in domanda o, in alternativa, entro un mese dalla data di presentazione della stessa a pena di decadenza. È possibile controllare l’eventuale iscrizione alla Gestione Separata verificando il proprio estratto contributivo.

In caso di lavoro all’estero:

  • recandosi in un paese UE, in Svizzera, Liechtenstein, Norvegia e Islanda alla ricerca di lavoro, il diritto a percepire la prestazione di disoccupazione viene conservato per un massimo di tre mesi nel rispetto dei Regolamenti CE 883/2004 e 987/2009 e il lavoratore non è soggetto alle regole di condizionalità; dal primo giorno del quarto mese si conserva il diritto a percepire la prestazione, ma nel rispetto delle regole di condizionalità di cui agli articoli 20 e 21, decreto legislativo 150/2015, la cui violazione comporta l’applicazione delle conseguenti misure sanzionatorie;
  • recandosi in un paese UE, in Svizzera, Liechtenstein, Norvegia e Islanda o in un paese extracomunitario per motivi diversi dalla ricerca di lavoro, si conserva il diritto a percepire la prestazione, ma nel rispetto delle regole di condizionalità di cui agli articoli 20 e 21, decreto legislativo 150/2015, la cui violazione comporta l’applicazione delle conseguenti misure sanzionatorie;
  • recandosi in un paese extracomunitario alla ricerca di lavoro si conserva il diritto a percepire la prestazione, ma nel rispetto delle regole di condizionalità di cui agli articoli 20 e 21, decreto legislativo 150/2015, la cui violazione comporta l’applicazione delle conseguenti misure sanzionatori.

L’importo della Naspi 2021

Se ti stai chiedendo a quanto ammonta, proviamo a fare un po’ di chiarezza. Non vi è un ammontare standard ma esiste un modo per calcolare l’importo della Naspi che spetta al beneficiario.

Essa equivale al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali percepita dal lavoratore negli ultimi 4 anni.

Nel caso in cui essa risulti inferiore a ad un determinato importo massimo, previsto dalla legge e rivalutato ogni anno in base alla variazione dell’indice ISTAT, e comunicato dall’Inps attraverso un’apposita circolare.

Se invece l’importo supera il massimale previsto, la misura della prestazione è pari al 75% dell’importo di riferimento annuo sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e tale importo.

Inoltre, è bene tenere presente che l’importo della Naspi non rimane il medesimo per tutta la durata dell’erogazione prevista. La somma infatti, diminuisce mensilmente, a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione, e nello specifico viene ridotta del 3% per ciascun mese.

Attraverso la Circolare n. 7 del 21-01-2021, L’INPS ha annunciato che a partire dal 1 gennaio 2021 l’importo massimo dell’indennità di disoccupazione Naspi è fissato a 1.335,40 Euro. La retribuzione da prendere a riferimento per calcolare la prestazione da erogare, invece, è pari a 1.227,55 Euro.

L’indennità è ridotta in determinati casi, consultabili nel dettaglio collegandosi al sito internet dell’Inps.

Requisiti NASPI

La NASpI è riconosciuta ai lavoratori subordinati che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:

Stato di disoccupazione

Si considerano disoccupati i soggetti privi di impiego che abbiano perso involontariamente la propria occupazione e che dichiarino in forma telematica al portale nazionale delle politiche del lavoro la propria disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa. La presentazione della domanda di NASpI equivale a rilascio della predetta dichiarazione di immediata disponibilità (DID). Nei 15 giorni successivi alla presentazione della domanda, il richiedente deve recarsi presso il centro per l’impiego per la stipula del patto di servizio personalizzato. In mancanza, l’assicurato è convocato dal centro per l’impiego.

Lo stato di disoccupazione deve essere involontario, sono esclusi i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato a seguito di dimissioni o di risoluzione consensuale. Tuttavia, l’accesso alla NASpI , sussistendo gli altri requisiti, è consentito anche nei seguenti casi:

  • dimissioni per giusta causa, qualora le dimissioni non siano riconducibili alla libera scelta del lavoratore ma siano indotte da comportamenti altrui che implicano la condizione di improseguibilità del rapporto di lavoro;
  • dimissioni intervenute durante il periodo tutelato di maternità, ossia a partire da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del bambino;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, purché sia intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro secondo le modalità di cui all’articolo 7, legge 15 luglio 1966, n. 604 come sostituito dall’articolo 1, comma 40, legge 92/2012;
  • risoluzione consensuale a seguito del rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso altra sede della stessa azienda distante più di 50 chilometri dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile con i mezzi pubblici in 80 minuti o più;
  • licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’articolo 6, decreto legislativo 22/2015;
  • licenziamento disciplinare.

Requisito contributivo

Sono necessarie almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. “Per contribuzione utile si intende anche quella dovuta, ma non versata, e sono valide tutte le settimane retribuite, purché risulti erogata o dovuta per ciascuna settimana una retribuzione non inferiore ai minimali settimanali”.

Per il perfezionamento del requisito contributivo, si considerano utili:

  • contributi previdenziali comprensivi di quota contro la disoccupazione versati durante il rapporto di lavoro subordinato;
  • contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria, se all’inizio dell’astensione risulta già versata o dovuta contribuzione e per i periodi di congedo parentale, se indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro;
  • periodi di lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati dov’è prevista la possibilità di totalizzazione;
  • periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli otto anni, per massimo cinque giorni lavorativi nell’anno solare.

Non sono considerati utili in quanto non coperti da contribuzione effettiva:

  • malattia e infortunio sul lavoro, se non c’è integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro, nel rispetto del minimale retributivo;
  • Cassa Integrazione Straordinaria e Ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore;
  • contratti di solidarietà, risalenti nel tempo e utilizzati in concreto a zero ore;
  • assenza per permessi e congedi fruiti dal lavoratore che sia coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità, parente o affine entro il terzo grado convivente della persona disabile in situazione di gravità nel caso in cui il coniuge convivente, entrambi i genitori, i figli conviventi e i fratelli o sorelle conviventi siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti;
  • aspettativa non retribuita per funzioni pubbliche elettive o cariche sindacali, ai sensi dell’articolo 31 della legge 20 maggio 1970, n. 300.

Non sono considerati utili i periodi di lavoro all’estero presso Stati con i quali l’Italia non ha stipulato accordi bilaterali in tema di assicurazione contro la disoccupazione.

Per quanto riguarda i lavoratori con rapporto di lavoro in somministrazione, con contratto di lavoro intermittente e i lavoratori inseriti nelle procedure di riqualificazione professionale, i periodi di non lavoro non sono neutralizzati ai fini della ricerca del requisito contributivo.

Quando fare domanda per NASPI?

La domanda per beneficiare della NASPI deve essere presentata all’INPS esclusivamente in via telematica e a pena di decadenza entro 68 giorni, decorrenti:

  • dalla data di cessazione del rapporto di lavoro;
  • dalla cessazione del periodo di maternità indennizzato qualora la maternità sia insorta nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale, qualora siano insorti nel corso del rapporto di lavoro successivamente cessato;
  • dalla definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • dalla cessazione del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.

Il termine per la presentazione della domanda è sospeso:

  • in caso di maternità indennizzabile insorta entro i 68 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro, il termine è sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento di maternità indennizzato e riprende a decorrere per la parte residua al termine del predetto evento;
  • in caso di malattia comune indennizzabile da parte dell’INPS o di infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile da parte dell’INAIL, insorti entro i 60 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, il termine è sospeso per la durata della malattia o dell’infortunio e riprende a decorrere per la parte residua al termine della malattia o dell’infortunio.

Come fare domanda NASPI?

Puoi presentare la domanda di NASPI entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro esclusivamente in modalità telematica attraverso il sito dell’Istituto, accedendo con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CIE (Carta Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) nella sezione Prestazioni e servizi>Servizi, digitando ” Naspi ” nel campo “Testo libero” e cliccando su NASpI : invio domanda.

NASPI 2021: pagamento e durata della prestazione

L’indennità della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego viene versata direttamente dall’INPS sul conto corrente bancario o postale oppure sul libretto postale dell’avente diritto.

In alternativa, essa può essere erogata mediante bonifico presso un ufficio postale del comune di residenza dell’interessato oppure a domicilio. Il sussidio viene corrisposto con cadenza mensile, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino ad un massimo di 24 mesi cioè 2 anni.

Non vengono presi in considerazione però i periodi contributivi che abbiano già dato luogo ad altre prestazioni di disoccupazione. Quindi, per poter calcolare la durata della prestazione sono presi in considerazione solo i periodi di contribuzione presenti negli ultimi quattro anni.

Inoltre, i periodi di contribuzione riguardanti al rapporto di lavoro successivi all’ultima prestazione di disoccupazione sono sempre utili per il calcolo della durata di una nuova Naspi. Essi infatti non hanno dato luogo a prestazioni di disoccupazione, quindi possono essere prese in considerazione.

Seguendo lo schema, appena illustrato, è possibile comprendere se si ha diritto o meno alla Naspi e in che misura. In questo modo, prima di compilare la domanda si avranno le idee chiare sull’effettivo importo del beneficio e sulla durata prevista dell’erogazione.

Da quando ho diritto a percepire la NASPI?

La NASPI ti spetta dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione del tuo rapporto di lavoro, se presenti la domanda entro i primi otto giorni dalla data di cessazione, se presenti la domanda successivamente, decorre dal giorno in cui invii la domanda.

Accoglimento NASPI

Quando la tua domanda è stata definita, l’Istituto ti invia un SMS, con invito a verificarne l’esito nella tua area personale MyINPS (accessibile con SPID, CNS, CIE o codice fiscale e PIN Dispositivo).

Oppure puoi accedere alla sezione Prestazioni e servizi>Servizi, digitando ” NASpI ” nel campo “Testo libero” e cliccando su NASpI : Consultazione domande.

Che fare se trovo un nuovo lavoro mentre prendo la NASPI?

Occorre comunicare l’assunzione tramite il servizio  NASPI -COM: invio comunicazione .

NASPI e lavoro all’estero

Durante la percezione della NASPI si può andare all’estero alla ricerca di lavoro?

Come ha chiarito l’INPS, durante la percezione della NASPI puoi andare alla ricerca di lavoro in un altro Stato dell’UE, senza perdere il diritto all’indennità, se:

  • prima della partenza devi essere iscritto almeno per un giorno al centro per l’impiego;
  • devi comunicare l’indisponibilità al Centro per l’impiego e cancellarti;
  • devi richiedere personalmente, previo appuntamento alla sede INPS territorialmente competente, il rilascio del documento portatile U2, che attesta il mantenimento del diritto alle prestazioni, e del documento portatile U1, che attesta invece i periodi di assicurazione;
  • devi iscriverti entro sette giorni come persona in cerca di occupazione presso gli uffici del lavoro dello Stato membro in cui ti rechi e devi presentare all’istituzione di tale Stato il documento portatile U2;
  • devi sottoporti ai controlli e rispettare le condizioni previste dalla legislazione in materia vigente nello Stato di arrivo;
  • la NASpI viene sospesa finché l’ufficio del lavoro dello Stato membro in cui ti sei recato non comunica all’INPS l’avvenuta iscrizione e la relativa data. Ricevuta tale comunicazione, l’INPS riprenderà a pagarti la prestazione dovuta per un massimo di tre mesi dalla data di partenza dall’Italia. Durante questo periodo non sarai soggetto alle regole di condizionalità in materia di NASpI ;
  • dal primo giorno del quarto mese, se non rientri in Italia, continuerai a percepire la prestazione ma sarai nuovamente soggetto alle regole di condizionalità previste per tutti i percettori di NASpI .

NASPI e altre prestazioni

L’INPS ha chiarito che, durante il periodo di fruizione della NASPI puoi percepire:

  • pensione ai superstiti;
  • pensione di invalidità;
  • Reddito di Cittadinanza (Attenzione: la NASPI costituisce reddito imponibile e rileva ai fini ISEE );
  • indennità Covid-19, ad eccezione dei lavoratori stagionali e somministrati del turismo.

Viceversa, non puoi percepire:

  • pensione di vecchiaia o anticipata;
  • assegno ordinario di invalidità;
  • pensione di inabilità.

Ugualmente in caso di:

  • indennità di maternità/paternità, malattia, trattamenti antitubercolari (IPS) o infortunio, CIG, mobilità,
  • indennità di mancato preavviso (contratti a tempo indeterminato),
  • indennità di malattia successiva allo sbarco, nel caso di lavoratori marittimi, ex IPSEMA;

NASPI e Gestione Separata

I periodi di iscrizione alla Gestione Separata non sono utili per il diritto, la durata e la misura dell’indennità NASpI ha chiarito L’INPS.

L’INPS ha anche chiarito che, la sola iscrizione alla Gestione Separata non è ostativa al diritto alla prestazione.

Anche qualora non sussistano più da molto tempo contratti di collaborazione, deve comunque essere obbligatoriamente compilato il campo reddito presunto, inserendo il valore “zero”, perché l’iscrizione alla Gestione Separata non si può cancellare.

NASPI e nuova attività lavorativa

L’INPS ha chiarito che, qualora il richiedente si rioccupi, con contratto di lavoro subordinato, nei primi otto giorni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro o durante il periodo di preavviso, l’indennità NASpI non spetta.

Per poter beneficiare dell’indennità, dovrai quindi presentare una nuova domanda a seguito della cessazione del nuovo rapporto di lavoro.

In caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato inferiore a sei mesi e con un reddito annuo presunto inferiore a 8.145 euro, hai diritto alla prestazione a condizione che venga comunicato all’INPS il reddito annuo presunto. Se richiedi il “cumulo” potrai continuare a percepire la NASpI ridotta in misura pari all’80% del reddito presunto; in caso contrario, la prestazione viene sospesa per tutta la durata del nuovo rapporto di lavoro.

Cosa posso fare in caso di decadenza della NASpI a seguito di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato superiore a sei mesi e cessato anticipatamente?

In caso di rioccupazione con contratto di lavoro subordinato di durata superiore a sei mesi, la prestazione decade. Tuttavia, se il nuovo rapporto di lavoro cessa anticipatamente (ad esempio, per mancato superamento del periodo di prova), puoi presentare una nuova domanda di NASpI . Non puoi chiedere, invece, il ripristino del pagamento della precedente prestazione perché decaduta.

NASPI e partita IVA

In caso di svolgimento di attività lavorativa autonoma, spetta la NASPI?

L’INPS ha chiarito che, in caso di attività lavorativa autonoma, spetta la NASpI a condizione che il reddito annuo presunto non sia superiore a 4.800 euro. Se l’attività era preesistente, il reddito annuo presunto, anche se pari a “zero”, deve essere comunicato, per non perdere il diritto, entro 30 giorni dall’invio della domanda, oppure entro 30 giorni dall’inizio della nuova attività. Il richiedente potrà beneficiare della prestazione con l’abbattimento in misura pari all’80% del reddito presunto.

Come titolare di Partita IVA sono obbligato a dichiarare il reddito previsto nell’anno?

Sì. I titolari di una partita IVA attiva devono dichiarare il reddito presunto in corso d’anno, anche se pari a “zero”.

Per rendere più veloce la liquidazione della NASpI , la dichiarazione può essere resa nell’apposito campo della domanda, come indicato nella Guida all’uso del Servizio per richiedere la NASpI scaricabile dalla scheda prestazione NASpI .

In alternativa, la dichiarazione può essere effettuata entro 30 giorni dalla domanda o dall’avvio dell’attività, tramite il servizio NASpI -Com: invio comunicazione, accessibile dalla stessa scheda con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CIE (Carta Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o con Codice Fiscale e PIN dispositivo.

In ogni caso, il reddito presunto deve essere comunicato entro il 31 gennaio di ogni anno.

Anticipazione NASPI

Se hai avuto già accolta la domanda di NASpI , puoi chiedere la liquidazione dell’indennità in un’unica soluzione nel caso in cui tu intenda:

  • avviare un’attività lavorativa autonoma;
  • avviare un’impresa individuale;
  • sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa con rapporto mutualistico di attività lavorativa da parte del socio;
  • sviluppare a tempo pieno e in modo autonomo l’attività autonoma già iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che, essendo cessato, ha dato luogo alla NASpI .

Come fare domanda di NASpI anticipata?

Dopo aver ottenuto la NASpI , puoi presentare domanda online entro 30 giorni dall’inizio dell’attività autonoma, dell’impresa individuale o dalla sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa.

Se l’attività è iniziata durante il rapporto di lavoro dipendente che, essendo cessato, ha dato luogo alla prestazione NASpI , devi inviare la domanda di anticipazione entro 30 giorni dalla domanda di indennità NASpI .

I liberi professionisti non iscritti all’INPS possono richiedere la NASpI anticipata?

Sì. L’INPA ha chiarito che i liberi professionisti non iscritti a gestioni previdenziali INPS bensì a specifiche casse professionali, possono richiedere la NASpI anticipata.

Gli iscritti alla Gestione Separata possono richiedere la NASpI anticipata?

No. L’INPS ha chiarito che non possono richiedere la NASpI anticipata.

I soci accomandanti possono richiedere la NASpI anticipata?

L’INPS ha dato anche in questo caso risposta negativa.

NASPI e lavoro part time

Nel caso in cui il richiedente abbia contemporaneamente più rapporti di lavoro part time, alla cessazione di uno di essi può presentare domanda di NASpI a condizione che venga comunicato il reddito presunto per l’attività rimasta in essere, che deve essere pari o inferiore a 8.145 euro. Il richiedente potrà beneficiare della prestazione con l’abbattimento in misura pari all’80% del reddito presunto.

NASpI e soggiorno all’estero

In caso di soggiorno all’estero, si continua a percepire la NASPI?

Sì, ma solo per brevi periodi dovuti a matrimonio, malattia propria o del congiunto, lutto o ad altri motivi familiari. Il beneficiario deve produrre, tramite il servizio NASpI -Com: invio comunicazione, idonea documentazione attestante i motivi del soggiorno (certificato medico, certificato di morte, certificato di matrimonio, ecc.).

Cosa succede se il beneficiario espatria in via definitiva durante la fruizione della NASPI?

In caso di espatrio in via definitiva per rientro nel paese di origine o per accettazione di un lavoro all’estero, la prestazione decade dalla data di espatrio.

Titolarità di cariche sociali

Ho un ruolo in una società di persone/capitali. Devo dichiarare il reddito presunto per l’anno in corso?

Sì. La dichiarazione del reddito presunto, anche se pari a “zero”, per chi riveste cariche societarie (amministratore, sindaco, revisore) è prevista a pena di decadenza della NASpI . La dichiarazione non è prevista per la sola partecipazione agli utili societari.

Per rendere più veloce la liquidazione della NASpI , la dichiarazione può essere resa nella domanda, anche qualora sia pari a “zero”, come indicato nella Guida all’uso del servizio per richiedere la NASpI , scaricabile dalla scheda prestazione dedicata.

In alternativa, la dichiarazione può essere effettuata entro 30 giorni dalla domanda o dall’inizio dell’attività, tramite il servizio NASpI -Com: invio comunicazione reperibile sul sito INPS accedendo con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2, CIE (Carta Identità Elettronica) o CNS (Carta Nazionale dei Servizi) o con Codice Fiscale e PIN Dispositivo nella sezione Prestazioni e servizi>Servizi, digitando ” NASpI ” nel campo “Testo libero” e cliccando su NASpI -COM: invio comunicazione.

In ogni caso, il reddito presunto deve essere comunicato entro il 31 gennaio di ogni anno.

Iscrizione alla Gestione Artigiani e Commercianti

Sono iscritto alla Gestione Artigiani e Commercianti. Devo dichiarare il reddito previsto per l’anno in corso?

L’INPS ha chiarito che, gli iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti devono dichiarare, a pena di decadenza, il reddito previsto per l’anno in corso anche se pari a “zero”.

In ogni caso, il reddito presunto deve essere comunicato entro il 31 gennaio di ogni anno.


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