Comunemente è conosciuta come indennità di disoccupazione ma quanto è corretta questa definizione? Chi può beneficiarne e per quanto tempo? Prima di addentrarci sul funzionamento di questa politica attiva del lavoro, è necessario precisare che Naspi è l’acronimo di “Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego”

Si tratta di un sostegno al reddito, erogato mensilmente, a favore degli aventi diritto. Esso non riguarda tutti i lavoratori ma soltanto quelli con rapporto di lavoro subordinato, a tempo determinato o indeterminato. Si tratta di una misura a favore dei cittadini italiani e comunitari che perdono involontariamente il lavoro e quindi rimane privo di reddito.

NASPI-2021
NASPI 2021

Naspi: quando nasce e quando e possibile usufruirne?

Come abbiamo appena visto, non tutti i dipendenti disoccupati possono usufruirne. Sono necessarie determinate condizioni.

La Naspi è stata istituita dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.54 del 06-03-2015 ed entrato in vigore il 7 marzo 2015. Ha sostituito le indennità di disoccupazione ASpI e mini-ASpI, con riferimento agli aventi diritto alla disoccupazione a partire dal 1 maggio 2015.

La Naspi viene erogata su domanda. Ciò vuol dire che i soggetti che ne hanno diritto devono presentare una richiesta per poterne usufruire. In base a quanto previsto articolo 14, comma 3, Decreto-Legge n. 104 del 2020, l’indennità di disoccupazione è prevista anche nel caso di accordo collettivo aziendale che prevede un incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro.

A differenza di quanto molti pensano, la Naspi non è rivolta soltanto ai lavorati dipendenti privati, a tempo determinato o indeterminato ma riguarda anche gli apprendisti e i dipendenti pubblici assunti a tempo determinato, i soci lavoratori di cooperativa con un rapporto di lavoro subordinato e il personale artistico con contratto di lavoro subordinato.

La misura invece non è prevista per gli operai agricoli, i dipendenti pubblici a tempo indeterminato e i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale. Questi ultimi, infatti, sono soggetti a una normativa specifica.

Come usufruire della Naspi?

Il lavoratore, che è nelle condizioni viste fino ad adesso, che si trova privo di lavoro e di retribuzione, deve innanzitutto rilasciare la DID (Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il Centro per l’Impiego).

La domanda di presentazione della domanda Naspi equivale al rilascio della DID. Quindi, il richiedente deve presentarsi al Centro per l’impiego, entro 15 giorni dalla presentazione della domanda, per stipulare il patto di servizio personalizzato. Inoltre, sono necessarie le seguenti condizioni ai fini dell’accoglimento della domanda:

  • aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione, nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione. Per raggiungere il requisito contributivo sono considerati utili i contributi previdenziali, i contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria e per i periodi di congedo parentale, i periodi di lavoro all’estero in Paesi comunitari o convenzionati e i periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli 8 anni, fino a un massimo di 5 giorni all’anno;
  • avere svolto almeno 30 giorni di lavoro effettivo, a prescindere dalla durata oraria, nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione. Per i lavoratori per i quali non è possibile risalire al numero di giornate di lavoro, viene preso come riferimento il numero di settimane di contribuzione, che devono essere almeno 5.

L’importo della Naspi 2021

Se ti stai chiedendo a quanto ammonta, proviamo a fare un po’ di chiarezza. Non vi è un ammontare standard ma esiste un modo per calcolare l’importo della Naspi che spetta al beneficiario.

Essa equivale al 75% della retribuzione media mensile imponibile ai fini previdenziali percepita dal lavoratore negli ultimi 4 anni.

Nel caso in cui essa risulti inferiore a ad un determinato importo massimo, previsto dalla legge e rivalutato ogni anno in base alla variazione dell’indice ISTAT, e comunicato dall’Inps attraverso un’apposita circolare.

Se invece l’importo supera il massimale previsto, la misura della prestazione è pari al 75% dell’importo di riferimento annuo sommato al 25% della differenza tra la retribuzione media mensile e tale importo.

Inoltre, è bene tenere presente che l’importo della Naspi non rimane il medesimo per tutta la durata dell’erogazione prevista. La somma infatti, diminuisce mensilmente, a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione, e nello specifico viene ridotta del 3% per ciascun mese.

Attraverso la Circolare n. 7 del 21-01-2021, L’INPS ha annunciato che a partire dal 1 gennaio 2021 l’importo massimo dell’indennità di disoccupazione Naspi è fissato a 1.335,40 Euro. La retribuzione da prendere a riferimento per calcolare la prestazione da erogare, invece, è pari a 1.227,55 Euro.

L’indennità è ridotta in determinati casi, consultabili nel dettaglio collegandosi al sito internet dell’Inps.

Naspi 2021: come fare domanda?

La domanda Naspi deve essere effettuata tassativamente entro 68 giorni da alcuni eventi: 

  • Conclusione del rapporto di lavoro subordinato
  • Fine del periodo di maternità indennizzato o di malattia indennizzato o di infortunio sul lavoro/malattia professionale, se avvenuto durante il periodo del rapporto di lavoro
  • dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione del rapporto di lavoro subordinato, in caso di licenziamento per giusta causa.

In questi casi va presentata la domanda per via telematica, attraverso il portale dell’Inps, ma non solo. La richiesta Naspi può essere effettuata in una delle seguenti modalità:

  • utilizzando una identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS) e compilando la domanda tramite il modulo telematico sul sito dell’Inps
  • Chiedendo supporto agli Enti di Patronato
  • Rivolgendosi al Contact center dell’Inps, componendo il numero gratuito 803 164 da rete fissa oppure il numero 06 164 164 da rete mobile. Un valido strumento per ottenere un supporto telefonico di alta qualità.

Alcune particolarità che vanno a incidere sulla decorrenza della Naspi sono legate a determinate fattispecie quali malattia, infortunio sul lavoro o maternità. Per conoscerle dettagliatamente, è possibile consultare la pagina dedicata sul portale dell’Inps e accedere a tutti i dettagli.  

Naspi 2021 e Coronavirus

La pandemia e i suoi effetti sull’economia hanno inciso notevolmente sull’occupazione.

Questo ha ampliato di molto la platea di beneficiare della Naspi. Numerosi contratti a tempo determinato sono scaduti e diverse aziende non hanno avuto la possibilità di rinnovarli.

Per tale motivo, l’Inps ha adottato una scelta che interessa migliaia di italiani. Con il messaggio n. 1286 del 20-03-2020, ha annunciato la proroga del termine di presentazione delle domande Naspi 2020 e per la Naspi anticipata.

La scadenza per richiedere l’indennità Naspi Inps per i rapporti di lavoro che sono terminati tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2020 è stata prolungata di ulteriori 60 giorni, in aggiunta ai 68 normalmente previsti.

Inoltre, per quanto riguarda l’indennità di disoccupazione in forma anticipata, tale misura è stata prorogata di 60 giorni in aggiunta ai 30 ordinari.

Insomma, l’Ente previdenziale italiano per venire incontro alle vicissitudini di tanti lavoratori disoccupati e alla mole di lavoro che attanaglia i vari soggetti pubblici coinvolti, ha ampliato i tempi previsti per le scadenze.

Facendo un breve riepilogo, la domanda Naspi deve essere presentata entro 128 giorni dalla data di perdita involontaria del lavoro, in caso di rapporto di lavoro subordinato. Soltanto nel caso dell’incentivo all’autoimprenditorialità (Naspi anticipata), invece, il termine per fare richiesta è di 90 giorni.

Tutto ciò è stato previsto dal decreto-legge n. 18 del 17 marzo 2020, meglio noto come Decreto Cura Italia, che ha introdotto diverse misure a sostegno di lavoratori, delle famiglie e degli imprenditori. Un modo per supportare varie fasce sociali, che si trovano a fare i conti con l’emergenza epidemiologica causata dalla diffusione del virus COVID-19.

In base alla proroga, l’indennità inizia a decorrere dal sessantottesimo giorno successivo alla data di scadenza del rapporto di lavoro, per quanto riguarda le domande di Naspi ordinaria (non anticipata) presentate dopo i 68 giorni.

NASPI 2021: pagamento e durata della prestazione

L’indennità della Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego viene versata direttamente dall’Inps sul conto corrente bancario o postale oppure sul libretto postale dell’avente diritto.

In alternativa, essa può essere erogata mediante bonifico presso un ufficio postale del comune di residenza dell’interessato oppure a domicilio. Il sussidio viene corrisposto con cadenza mensile, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino ad un massimo di 24 mesi cioè 2 anni.

Non vengono presi in considerazione però i periodi contributivi che abbiano già dato luogo ad altre prestazioni di disoccupazione. Quindi, per poter calcolare la durata della prestazione sono presi in considerazione solo i periodi di contribuzione presenti negli ultimi quattro anni.

Inoltre, i periodi di contribuzione riguardanti al rapporto di lavoro successivi all’ultima prestazione di disoccupazione sono sempre utili per il calcolo della durata di una nuova Naspi. Essi infatti non hanno dato luogo a prestazioni di disoccupazione, quindi possono essere prese in considerazione.

Seguendo lo schema, appena illustrato, è possibile comprendere se si ha diritto o meno alla Naspi e in che misura. In questo modo, prima di compilare la domanda si avranno le idee chiare sull’effettivo importo del beneficio e sulla durata prevista dell’erogazione.

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