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IVIE l’imposta sugli immobili all’Estero

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Enti non commerciali società semplici e persone fisiche residenti fiscalmente in Italia, devono adempiere al Monitoraggio Fiscale. Il possesso di beni immobili all’estero è soggetto a monitoraggio ed al versamento di una imposta patrimoniale, IVAFE. In questo articolo tutte le informazioni e le modalità di dichiarazione e versamento del tributo.

Le persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali residenti che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, sono soggetti ad obbligo di monitoraggio fiscale.

Il monitoraggio fiscale è un obbligo che comporta il fatto di dover dichiarare annualmente il possesso dell’immobile e versare un’imposta patrimoniale.

In pratica, tutti i contribuenti residenti che possiedono un immobile all’estero sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, modello Redditi Persone Fisiche.

All’interno della dichiarazione vi è l’obbligo di monitoraggio nel quadro RW, per il monitoraggio fiscale. Tale indicazione, come vedremo, può comportare il pagamento di una imposta patrimoniale chiamata IVIE.

L’IVIE, è un imposta patrimoniale dovuta sul valore degli immobili detenuti all’estero da parte dei contribuenti residenti fiscalmente in Italia.

E’ un tributo la cui ratio è quella di sottoporre a tassazione il possesso, da parte della persona fisica fiscalmente residente in Italia, di un immobile sito in un Paese estero.

In pratica, si vuole applicare l’IMU agli immobili posti all’estero da parte dei contribuenti italiani.

Vediamo, di seguito, tutte le informazioni utili sull’imposta per capire chi è soggetto al pagamento e con quali modalità operative deve essere effettuato.

Cominciamo!


IMPOSTA PATRIMONIALE SUGLI IMMOBILI ESTERI (IVIE): AMBITO DI APPLICAZIONE

L’IVIE è un imposta patrimoniale che colpisce i titolari di diritti reali su beni immobili detenuti al di fuori dei confini nazionali. Presupposto per l’applicazione dell’imposta è che il soggetto titolare del diritto reale sia residente fiscalmente in Italia.

L’IVIE è entrata in vigore nel 2012, con la Legge n 214/2011. Essa prevede che i contribuenti, fiscalmente residenti in Italia, che possiedono immobili all’estero, a qualsiasi uso destinati, hanno l’obbligo di versare ogni anno la relativa imposta patrimoniale (IVIE).

L’IVIE è dovuta soltanto se l’importo spettante supera la franchigia di € 200,00.Da un punto di vista soggettivo, sono tenuti al pagamento dell’imposta i seguenti soggetti:

  • I proprietari di fabbricati, aree fabbricabili e terreni destinati ad attività di impresa o di lavoro autonomo;
  • I titolari dei diritti reali di usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi e superficie sugli stessi;
  • I concessionari, nel caso di concessione di aree demaniali;
  • I locatari, per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria. L’obbligo sussiste dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.

CARATTERISTICHE DELL’IVIE

Esattamente come previsto dalla disciplina dell’IMU, l’IVIE è un’imposta patrimoniale dovuta in misura proporzionale:

  • Alla quota di possesso e
  • Ai mesi dell’anno nei quali si è protratto il possesso.

Nel calcolo viene conteggiato per intero il mese nel quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni.

L’introduzione nel nostro ordinamento dell’imposta risponde all’esigenza dell’Amministrazione finanziaria di effettuare il monitoraggio fiscale di tutte le attività:

  • patrimoniali e
  • finanziarie

detenute oltre confine da tutti i soggetti residenti.

Per questo motivo tutti i soggetti che detengono queste attività (immobiliari o finanziarie) sono tenuti ad effettuare il monitoraggio fiscale, che si ottiene andando obbligatoriamente a compilare il quadro RW del modello “Redditi” Persone Fisiche.

La compilazione del quadro è soltanto il punto di partenza per la determinazione dell’imposta. L’IVIE è pari allo 0,76%del valore degli immobili esteri. Nel caso in cui l’imposta si attesti su valori non superiori alla soglia di  200,00 essa non è dovuta. In tal caso, il contribuente è comunque tenuto alla compilazione del suddetto quadro dichiarativo.

L’imposta da confrontare con il limite di € 200 è quella determinata sul valore complessivo dell’immobile. Questo, a prescindere da quote e periodo di possesso e senza tenere conto delle detrazioni previste per l’eventuale credito d’imposta.

L’eventuale credito di imposta è riconosciuto nel caso in cui sia stata eventualmente versata una tassa patrimoniale nello Stato estero in cui è situato l’immobile.


DETERMINAZIONE DEL VALORE DELL’IMMOBILE POSSEDUTO ALL’ESTERO AI FINI IVIE E MONITORAGGIO FISCALE

La determinazione del valore dell’immobile detenuto all’estero è sicuramente uno degli aspetti più ostici di quest’imposta.

La base imponibile dell’IVIE deve essere rinvenuta, in modo gerarchico, con i seguenti valori:

  • Costo di acquisto dell’immobile;
  • Costo di costruzione (se l’immobile è stato edificato dal contribuente stesso);
  • Valore di mercato. Si utilizza soltanto nel caso in cui i due valori precedenti non siano disponibili. Il valore di mercato deve essere preso nel luogo id ubicazione, al termine del periodo d’imposta di riferimento.

Per quanto riguarda gli immobili acquisiti per successione o donazione, il valore è quello dichiarato:

In assenza può riferirsi al costo riconosciuto in capo al de cuius. Ovvero ancora al valore di mercato.

IL VALORE CATASTALE DELL’IMMOBILE ESTERO

Nel caso in cui, invece, gli immobili sono ubicati in Paesi appartenenti:

  • Alla Unione europea o7
  • Allo Spazio Economico Europeo (SEE) che garantiscono un adeguato scambio di informazioni (quindi Norvegia e Islanda),

è possibile far riferimento al valore catastale.

Si tratta del valore catastale così come determinato nel Paese in cui l’immobile è situato ai fini dell’assolvimento di imposte di natura reddituale o patrimoniale. Ovvero di altre imposte determinate sulla base del valore degli immobili.

Sul punto la Circolare n. 28/E/2012 individua per ciascun Paese, se presente, l’imposta che deve essere presa a riferimento. Per questo motivo è sempre opportuno prendere il valore indicato nella circolare di prassi delle Entrate, e sviluppare il calcolo necessario a trovare la base imponibile IVIE.

Immobile estero in nuda proprietà ed IVIE

La nuda proprietà viene considerata una consistenza estera astrattamente produttiva di reddito dalla disciplina sul monitoraggio fiscale e, come tale, deve essere indicata nel quadro RW. In tale prospettiva, la nuda proprietà di un immobile estero potrebbe essere equiparata ad un diritto reale rilevante ai fini IVIE, come, ad esempio, avviene in sede di cessione immobiliare plusvalente ai sensi dell’art. 67 del TUIR.

CASI PARTICOLARI DI APPLICAZIONE DELL’IVIE

La corretta applicazione dell’IVIE presenta alcune situazioni particolari su cui voglio soffermarmi.

Vi sono, infatti, alcuni paesi, in particolare:

  • Belgio,
  • Irlanda e
  • Malta

nei quali non è presente alcuna imposta che presenti una base imponibile catastale.

Pertanto, per la determinazione della base imponibile dell’IVIE, si deve fare riferimento al costo risultante dall’atto di acquisto dell’immobile. In assenza di questo, al valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

Oppure, si deve far riferimento al valore che si ottiene moltiplicando il reddito medio ordinario (l’equivalente della rendita catastale), eventualmente previsto dalle legislazioni locali, per i coefficienti IMU stabiliti per ciascuna categoria di immobili.

Il reddito medio ordinario così ottenuto deve essere preso a riferimento tenendo conto di eventuali rettifiche previste dalla legislazione locale.


IMMOBILI ESTERI CONSIDERATI COME ABITAZIONE PRINCIPALE

Se l’immobile detenuto all’estero è adibito ad abitazione principale e per le relative pertinenze si applica l’aliquota IVIE ridotta dello 0,4%.

Inoltre, dall’imposta dovuta per l’abitazione principale e per le relative pertinenze si detrae, fino a concorrenzadel suo ammontare, l’importo di € 200,00.

Importo che deve essererapportato al periodo dell’anno durante il qualel’immobile è destinato a tale uso.

Se l’unità immobiliare è utilizzata come abitazione principale da più soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi. La detrazione sarà proporzionale alla quota detenuta.


DOPPIA IMPOSIZIONE SULL’IMMOBILE DETENUTO ALL’ESTERO

Molto spesso può accadere che l’immobile estero sia gravato da due imposte:

  • Una dovuta nel Paese ove è situato
  • L’altra nel Paese di residenza nel detentore

Al fine di evitare la doppia imposizione sull’immobile detenuto all’estero è possibile dedurre dall’imposta dovuta un credito.

Tale credito è pari all’ammontare dell’eventuale imposta patrimoniale versata nello Stato in cui è situato l’immobile.

Il credito si utilizza direttamente nel quadro RW del modello Redditi PF.

E’ possibile trovare nella Circolare n. 28/E/2012 dell’Agenzia delle Entrate e all’interno delle istruzioni del modello “Redditi” un quadro dettagliato di tutte le imposte estere fruibili.

Queste imposte, se versate nell’anno, contribuiranno ad ottenere il credito di imposta.

Mentre, per gli immobili situati in Paesi appartenenti all’Unione europea o in Paesi aderenti allo Spazio economico europeo è possibile operare in modo diverso.

In particolare, per i Paesi che garantiscono un adeguato scambio di informazioni, dalla somma dovuta per l’IVIE si detraggono, prioritariamente, le imposte patrimoniali effettivamente pagate. Per ciascun anno di riferimento.

Il credito di imposta utilizzabile in abbattimento dell’IVIE non può, in ogni caso, superare l’imposta dovuta in Italia.


ESENZIONE IVIE PER L’IMMOBILE ESTERO DETENUTO COME ABITAZIONE PRINCIPALE

E’ prevista l’esenzione dall’IVIE per l’immobile posseduto all’estero, adibito ad abitazione principale. L’esenzione comprende anche le pertinenze.

Questa esenzione da IVIE è prevista anche per la casa coniugale assegnata al coniuge a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio.

L’esenzione non opera per le abitazioni c.d. di lusso. Si tratta degli immobili con categoria catastale A/1, A/8 e A/9.

In questi casi va applicata l’aliquota ridotta dello 0,4% e la detrazione, fino a concorrenza dell’imposta dovuta, di € 200,00. Eventualmente, la detrazione rapportata al periodo durante il quale si realizza la destinazione ad abitazione principale.

Per l’immobile abitazione principale di più soggetti, la detrazione va ripartita tra gli aventi diritto. In proporzione alla quota per la quale tale destinazione si verifica.


LIQUIDAZIONE E VERSAMENTO DELL’IVIE SUGLI IMMOBILI ESTERI

Per quanto possibile, si adottano per l’IVIE le stesse disposizioni previste per le imposte sui redditi (IRPEF).

Quindi, per il versamento, la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, le sanzioni, i rimborsi e il contenzioso relativi all’IVIE, si rimanda alle disposizioni sull’IRPEF. Questo, anche per i versamenti di acconto e saldo.

In pratica nel mese giugno si dovrà versare il saldo relativo all’imposta dell’anno precedente e il primo acconto per l’anno in corso. Il secondo acconto, invece, sarà dovuto entro il mese di novembre di ogni anno.

CREDITO PER IMPOSTE PATRIMONIALI ESTERE

Una volta determinata l’imposta teoricamente dovuta, per calcolare l’importo da versare è possibile portare a scomputo, fino a concorrenza del suo ammontare, un credito d’imposta.

Tale credito è pari all’importo dell’eventuale imposta patrimoniale versata nell’anno di riferimento nello Stato estero in cui è situato l’immobile e ad esso relativa.

Con riferimento agli immobili detenuti in Europa, la Circolare n 28/E/2012 individua (ove vi siano) le imposte di natura patrimoniale che danno diritto allo scomputo dall’IVIE.

Lo scomputo è previsto anche per i paesi diversi da quelli UE e SEE. Sul punto la circolare individua, a titolo esemplificativo, quale imposta può essere scomputata per gli immobili situati negli:

  • Stati Uniti. La Real Property Tax;
  • Argentina. La Impuesto Inmobiliario;
  • Svizzera. Imposta sulla sostanza delle persone fisiche e l’Imposta immobiliare e
  • Russia. La Nalog na imuschestvo fizicheskih litz.

Il credito d’imposta utilizzabile in abbattimento dell’IVIE non può, in ogni caso, superare l’imposta dovuta in Italia.

Da notare che per gli immobili ubicati in un Paese appartenente all’UE o aderente allo Spazio economico europeo che garantisce un adeguato scambio di informazioni, è possibile detrarre anche l’eventuale eccedenza d’imposta reddituale gravante sull’immobile, non utilizzata come credito IRPEF ai sensi dell’articolo 165 TUIR. Calcolo che comunque si dimostra tutt’altro che agevole.

CODICI TRIBUTO PER IL VERSAMENTO DELL’IVIE

I codici tributo da utilizzare per il versamento dell’Ivie sono i seguenti:

Codice tributo 4041 – Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – SALDO

Codice tributo 4042 – Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – Società fiduciarie – SALDO

Codice tributo 4044 – Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla Legge n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO PRIMA RATA

Codice tributo 4045 – Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011, conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – ACCONTO SECONDA RATA O ACCONTO IN UNICA SOLUZIONE

Codice tributo 4046 – “Imposta sul valore degli immobili situati all’estero, a qualsiasi uso destinati dalle persone fisiche residenti nel territorio dello Stato – art. 19, c. 13, DL. n. 201/2011 conv., con modif., dalla L. n. 214/2011, e succ. modif. – Società fiduciarie – ACCONTO”


SANZIONI PER IL MANCATO O RITARDATO VERSAMENTO DELL’IVIE

Il mancato adempimento dell’obbligo del monitoraggio fiscale delle attività estere comporta delle sanzioni.

Sanzioni amministrative che vanno dal 3% al 15% del valore dell’attività patrimoniale non dichiarata.

Tali sanzioni verranno comminate al soggetto soltanto in caso di accertamento fiscale nei suoi confronti.

Tali sanzioni raddoppiano nel caso in cui le attività finanziarie siano detenute in un Paese Black List. Gli importi delle sanzioni, in questo caso salgono dal 6% al 30% del valore dell’immobile estero non dichiarato.

In ogni caso se ti sei accorto di aver presentato la dichiarazione senza aver compilato il quadro RW, ricorda che è ancora possibile intervenire.

In queste situazioni, infatti, è ancora possibile presentare una dichiarazione dei redditi integrativa. Cosa possibile fino a quando non ti verrà notificata un’avvio di procedura di controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Non sono rari i casi in cui la dichiarazione dei redditi debba essere integrata per la compilazione del quadro RW e per il pagamento dell’IVIE.

Il consiglio che posso darti è quello di rivolgerti sempre ad un dottore commercialista esperto in questo ambito. Altrimenti le possibilità di errore possono essere davvero elevate.

Se vuoi approfondire direttamente gli aspetti dedicati al ravvedimento operoso e alla presentazione della dichiarazione dei redditi integrativa ti lascio a questo contributo.

Per approfondire:

Mancata compilazione del quadro RW: ravvedimento operoso

Altrimenti, se hai bisogno del mio supporto di seguito puoi trovare tutti i riferimenti per contattarmi.


IMMOBILI ALL’ESTERO NELL’ISEE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA

Gli immobili detenuti all’estero devono essere inclusi nel calcolo del valore del patrimonio immobiliare del contribuente anche ai fini ISEE.

Questi immobili devono essere dichiarati ai fini ISEE con riferimento al valore del 31 dicembre dell’anno precedente, indicando il valore previsto ai fini dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE).

Tale valore, quindi, concorre alla verifica della soglia di € 30.000, come valore del patrimonio immobiliare (esclusa la casa di abitazione) ai fini dell’ottenimento del Reddito di Cittadinanza (RdC).


CONSULENZA FISCALE IMMOBILI DETENUTO ALL’ESTERO MONITORAGGIO FISCALE E IVIE

Se vuoi avere maggiori informazioni sulla disciplina riguardante la corretta compilazione del quadro RW, per la determinazione dell’IVIE, avrai a disposizione la mia esperienza sul campo.

Posso assicurarti che sono tantissime le possibilità di errore, o di non corretta indicazione del valore del tuo immobile all’estero. Per questo occorre prestare la dovuta attenzione.

Affidati sempre ad un professionista esperto per questo tipo di gestione fiscale.

Se hai una situazione particolare, oppure se ti sei dimenticato di effettuare il monitoraggio fiscale, non disperare. In molti casi è ancora possibile intervenire, sfruttando sanzioni ridotte.

Naturalmente è necessario analizzare la tua situazione in modo completo e dettagliato.

Per questo motivo se hai un quesito riguardante la tua situazione personale puoi usufruire del servizio di consulenza fiscale online.

Segui il link seguente e compila il form per metterti direttamente in contatto con me. Analizzerò la tua situazione e sarò in grado di farti un preventivo per eventualmente risolvere la tua situazione.

Non aspettare a risolvere i tuoi problemi, potrebbero diventare con il tempo ancora più grandi.


MONITORAGGIO FISCALE ED IVIE: APPROFONDIMENTI

Se tutto quello che ti ho riportato in questo articolo non fosse sufficiente a chiarire i tuoi dubbi o se vuoi saperne di più voglio aiutarti.

Ti segnalo due testi che mi sono stati utili per approfondire questo argomento e che ti segnalo di seguito. Mi auguro che possano essere utili anche te per approfondire nel modo migliore gli aspetti legati al quadro RW, al monitoraggio fiscale, e al calcolo IVIE.

153 COMMENTI

  1. Una nuova tassa Francese per gli immobili a beneficio delle regioni, sarà detraibile dall’IVIE come la Taxe Foncere oppure No? bienpublic.com/economie/2016/07/05/colere-contre-une-nouvelle-taxe-fonciere-molm

  2. Salve, ho un dubbio su cui ho sentito pareri molto contrastanti.
    Sono un transfrontaliero, cittadino italiano che lavora in italia ma ho comperato una casa all’estero. che è la mia unica proprietà immobiliare. Non possiedo immobili in Italia. Per motivi personali, ho mantenuto la residenza in Italia presso parenti. Secondo la legge di stabilità 2016, sono tenuto a pagare lì’IVIE anche se quella all’estero è (dimostrabile) la mia dimora abituale ?

  3. La Legge di stabilità 2016 ha esonerato dal pagamento delle imposte patrimoniali la “abitazione principale”, quindi, allo stesso modo non è soggetta al pagamento di Ivie l’abitazione principale sita all’estero (dei frontalieri). Naturalmente deve essere dimostrabile che quella estera è effettivamente la sua “abitazione principale”.

  4. Buongiorno,
    mio marito ho acquistato casa in Grecia mantenendo la residenza in Italia.
    Il rogito è scritto in Greco e sul documento è segnato sia il valore catastale che quello di acquisto.
    La traduzione però letterale del valore catastale dal greco all’italiano è VALORE OGGETTIVO, pertanto mi è stato riferito che non può essere considerato tale e quindi le tasse le devo pagare in base al valore di acquisto.
    Ma è possibile?
    Grazie

  5. Certamente, la base imponibile dell’Ivie è il costo di acquisto dell’immobile estero, e non il suo valore catastale. Tuttavia per i Paesi UE è possibile prendere a riferimento il valore imponibile di alcune imposte locali. Per la Grecia di deve prendere a riferimento il valore della base imponibile della Foros akinitis periousias. Sulla base di questo imponibile sarà calcolata l’Ivie italiana.

  6. Buon Giorno
    Sono proprietario di un appartamento e un monolocale all’ estero
    Nell’ appartamento ho la mia residenza e il monolocale è affittato
    Ho calcolato che con l’ imposta allo 0,4 % e la detrazione di 200 euro applicata all’ appartamento non ho nulla da pagare.
    Mentre per il monolocale con l’ imposta al 7,6 % raggiungo i 180 euro .
    Le chiedo, se anche per il monolocale si applica l’esenzione di 200 euro .
    Percui devo solo dichiarare il reddito che mi da l’ affitto per l’irpef o devo pagare anche ivie ?
    Una ulteriore delucidazione .
    Mia moglie non ha nazionalita Italiana e non lavora in Italia ha solo la residenza e l’ assistenza sanitaria , ed ha una casa di sua proprieta al suo paese nella dichiarazione dei redditi Unico devo
    Dichiarare anche la casa della moglie ?
    Noi siamo sposati con separazione dei beni .
    Grazie mille

    Attendo risposta

    Sergio

  7. I €. 200 non sono di detrazione, faccia attenzione. Anche sua moglie se residente deve dichiarare l’immobile estero. Per maggiori info utilizzi il servizio di consulenza online.

  8. Grazie per la pronta risposta.
    Ossia …
    Per quanto riguarda il mio appartamento non devo nulla allo stato ,ok.
    Mentre per il monolocale affittato devo pagare i 180 euro, ok .
    E devo aggiungere il ricavato dell’ affitto ( circa 2.500 euro annuali ) al mio reddito e pagare Irpef al 38% ?
    Mia moglie deve compilare il modello unico, ok
    mah deve anche pagare Ivie?
    visto che il suo appartamento supera i 200 euro .
    Ho capito bene ?
    Grazie

  9. Buon Giorno
    Questo monolocale e’ in Romania e la convenzione tra talia e Romania firmata nel 1979 all’articolo 6 – redditi immobiliari scrive :
    I redditi derivati da beni immobili ,compresi i beni da attivita agricole o forestali sono imponibili nello stato contraente in cui detti beni sono situati .
    Percui se questa convensione e tuttora valida ,non dovrei versare nulla allo stato Italiano.
    E’ cosi’ ?

    Grazie

  10. La convenzione vale per i redditi, non per le imposte sul patrimonio. L’Ivie è un imposta sul patrimonio che compisce gli immobili detenuti all’estero. Le convenzioni servono per disciplinare fenomeno di doppia imposizione di uno stesso reddito. Non è questo il caso.

  11. Buonasera,
    in passato vivevo in Spagna, regolarmente iscritta all’AIRE e ho acquistato un appartamento. Nel 2016 sono ritornata in Italia, dove ho residenza fiscale dal 2016, e ora devo presentare la dichiarazione UNICO 2017 dove se non ho capito male dovrò compilare il modello RW per calcolare l’IVIE partendo dal valore catastale di costruzione dell’immobile (che allo 0.76% equivale ad un 370 euro a cui sottrarrò i circa 300 euro di tassa spagnola equivalente pagata nel 2016 e perciò dovrò pagare circa 70 euro per il 2016 a giugno, più l’anticipo per il 2017).
    L’appartamento dal feb 2016 è affittato e produce redditi immobiliari che devo dichiarare per legge in Spagna. Per gli accordi contro la doppia imposizione io capisco che devo denunciare i redditi ottenuti dall’affitto in Spagna e non Italia, mentre la tassa di patrimonio IVIE non posso fare a meno di pagarla. E’ corretto? Grazie mille in anticipo.

  12. Lei in Italia deve pagare sia l’IVIE che dichiarare i redditi derivanti dall’affitto estero. Gli accordi contro la doppia imposizione non prevedono l’esclusiva tassazione della locazione nel Paese estero, ma prevedono il meccanismo del credito di imposta. Faccia attenzione. Se ha bisogno di maggiori informazioni mi contatti al servizio di consulenza online dedicato ai redditi esteri.

  13. Buongiorno, ho un monolocale non locato in Francia per il quale dalla sua introduzione pago l’Ivie, compilo il 730 e nel rigo D4 metto i dati richiesti. Successivamente trasmetto il quadro RW di Unico con i righi RW1 e RW7 compilati. Quest’anno su RW1 colonna 18 deve essre inserito un numero per specificare la compilazione di uno o più quadri reddituali. Nel mio caso, cosa devo indicare? Grazie e cordiali saluti

  14. ho un dubbio : se si percepiscono affitti per locazioni vacanza di breve durata e nella dichiarazione dei redditi fatta in Francia non si paga nulla perchè si è in passivo (detrazioni per acquisto immobile, lavori di ristrutturazione ecc) bisognerà riportare questo importo a zero nella dichiarazione italiana ? un commercialista italiano a cui ho chiesto dice di si e fa così per i suoi clienti.

  15. Salve, come Melissa, sopra, anch’io e mia sorella abbiamo ereditato, assieme alla nostra madre ancora in vita, parte dal appartamento dei nostri genitori, quando papà è venuto a mancare. L’appartamento è all’estero, ci vive nostra mamma e paga le tasse dovute li.

    Noi, figlie, residenti in Italia, dobbiamo qualcosa al fisco italiano?

    Grazie

  16. Ringrazio per la risposta. Mamma è usufruttuario, io non ho redditto.. e devo pagare tasse per un immobile (per una parte, intendo) che per me non è nessuna fonte di reddito?…:(
    non capisco

  17. Sono ormai cinque anni che paghiamo questa maledettamente iniqua IVIE.
    Possibile che NESSUN politico se ne occupi? Non dico che vada eliminata ma che vada corretta in modo da non penalizzare chi ha un immobile all’estero anzichè in Italia.
    Il caso della Francia poi è scandaloso; due immobili IDENTICI nello stesso condominio sono tassati in in modo molto differente solamente perchè acquistati in periodi diversi e quindi a prezzi molto diversi. Ossia chi ha acquistato tanti anni fa, oltre ad aver fatto un ottimo affare immobiliare, non paga nulla di IVIE mentre chi ha acquistato recentemente a caro prezzo è anche tartassato dall’IVIE.
    Lo stato poi incassa poco in quanto tantissimi hanno acquistato negli anni 80 dove i bassi prezzi di quel tempo fanno si che l’IVIE non la devono pagare.
    E …. tutti tacciono.

  18. CONVENZIONE DOPPIA IMPOSIZIONE ITALIA-OLANDA RECITA:

    Capitolo III – Tassazione dei redditi
    Articolo 6 – Redditi immobiliari
    1. I redditi che un residente di uno degli Stati ritrae da beni immobili (compresi i redditi delle
    attività agricole e forestali) situati nell’altro Stato, sono imponibili in questo altro Stato.

    Capitolo IV – Imposizione del patrimonio
    Articolo 23 – Patrimonio
    1. Il patrimonio costituito da beni immobili previsti dall’articolo 6, posseduti da un residente di uno
    degli Stati e situati nell’altro Stato, è imponibile in detto altro Stato.

    DOMANDA: A CHE TITOLO E IN BASE A CHE ARTICOLO DI LEGGE / RIFERIMENTO NORMATIVO L’ITALIA IMPONE UN ULTERIORE TASSA (IVIE e IRPEF) DATO CHE PATRIMONIO E REDDITI SONO GIA TASSATI IN OLANDA ?
    LA CONVENZIONE A COSA SERVE ALLORA ?

  19. Salve Luca, la convenzione non prevede la tassazione esclusiva dei redditi nel Paese ove sono situati, ma prevede che la tassazione sia nel Paese di ubicazione dell’immobile e nel Paese di residenza fiscale del soggetto che ha un diritto reale sull’immobile. Si tratta, quindi, di tassazione concomitante. Questo per quanto riguarda redditi e patrimonio. Ognuno dei due stati, quindi, può applicare imposte patrimoniali sull’immobile, come avviene in Italia con l’Ivie riguardo agli immobili esteri.

  20. Salve, non ho capito bene la voce “è calcolata in proporzione alla quota di possesso e ai mesi dell’anno nei quali il possesso c’è stato”, se la casa e’ affittata a terzi e’ sempre mio il possesso?

    Mi sembra una tassa folle.

    Io vivo a londra da 10 anni, pago il council tax di 1000 sterline l’anno, sia se ci abito io sia se decidessi di affittarla.

    se domani rientrassi in italia e affittassi la casa dovrei pagare una cifra folle con questa ivie?

    ma poi si rendono conto che “Il valore dell’immobile è costituito, in generale, dal costo risultante dall’atto di acquisto e, in mancanza, dal valore di mercato rilevabile al termine dell’anno” non ha assolutamente senso.

    I prezzi a Londra schizzano spropositatamente.

    4 anni fa la casa l’ho acquistata a 250.000 e oggi vale 400.000 quindi o €1.900 o €3.040

    quindi chiunque riuscisse a comprare un buco a Londra oggi non potrebbe tornare in italia senza essere spennato da questa tassa??

  21. L’imposta Ivie è un imposta patrimoniale che grava sui proprietari, anche se l’immobile è in affitto. Putroppo non ci sono possibilità o alternative possibili.

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