La detenzione di una seconda casa nel Regno Unito è stata una possibilità di investimento per moltissimi italiani. Negli ultimi anni il prezzo degli immobili è notevolmente aumentato e con esso anche la speculazione immobiliare. La possibilità di acquistare un immobile (anche con mutuo) da mettere a reddito con i turisti è stata per svariati anni una possibilità per moltissimi italiani che volevano investire all’estero allettati dalle prospettive di rendita. Questi contribuenti, tuttavia, a fronte di questo investimento oltreconfine devono sottostare ad alcuni adempimenti di natura fiscale. Mi riferisco, in particolare a:

  • La disciplina sul monitoraggio fiscale delle attività patrimoniali detenute all’estero;
  • Alla determinazione ed al versamento dell’IVIE, l’imposta patrimoniale sugli immobili detenuti all’estero.

Questi adempimenti obbligatori, fino al 2020, consentivano comunque di beneficiare dei vantaggi legati al fatto che il Regno Unito faceva parte della UE. Tuttavia, a partire dal 2021 le regole legate alla determinazione della base imponibile IVIE si sono modificate in relazione al perfezionamento della Brexit. Sul punto è intervenuta anche l’Agenzia delle Entrate in occasione di incontri con la stampa specializzata, la quale ha confermato i cambiamenti su questa disciplina per gli immobili nel Regno Unito a partire dal 2021.

Per questo motivo, per i possessori di beni immobili nel Regno Unito è necessario valutare bene l’investimento a fronte di una nuova determinazione dell’IVIE annuale da versare.

IVIE-immobili-Regno-Unito
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Le imposte patrimoniali italiane su immobili nel Regno Unito

Un soggetto fiscalmente residente in Italia che acquista una casa nel Regno Unito è tenuto ad assolvere obblighi fiscali anche in Italia. Mi riferisco, in particolare, al monitoraggio fiscale di attività patrimoniali estere da assolvere attraverso la compilazione del quadro RW del modello Redditi P.F. Attraverso la compilazione di tale quadro il contribuente è tenuto anche alla determinazione ed all’eventuale pagamento dell’imposta patrimoniale, IVIE. Si tratta dell’imposta patrimoniale dovuta sugli immobili detenuti all’estero da parte dei contribuenti italiani.

Il monitoraggio fiscale degli immobili esteri

Le disposizioni sul monitoraggio fiscale sono contenute nel D.L. 28.6.90 n. 167 (conv. L. 4.8.90 n. 227). Questa disciplina consente all’Amministrazione finanziaria di avere una compiuta conoscenza delle attività detenute all’estero dai contribuenti residenti in Italia. In buona sostanza, questa disciplina consente di verificare il corretto assolvimento dei relativi debiti tributari in applicazione del principio della tassazione in capo ai residenti del reddito ovunque prodotto.

Secondo la prassi dall’Agenzia delle Entrate, sono considerate attività estere di natura patrimoniale da indicare nel quadro RW (circ. 38/2013, 43/2009, 85/2001 e ris. 134/2002):

  • Gli immobili (anche se tenuti a disposizione);
  • I preziosi e le opere d’arte che si trovano (anche in custodia) fuori dal territorio dello Stato;
  • Gli yacht e le imbarcazioni o le navi da diporto “esteri“;
  • altri beni mobili detenuti e/o iscritti nei pubblici registri esteri, nonché quelli che pur non essendo iscritti nei predetti registri avrebbero i requisiti per essere iscritti in Italia;
  • I beni immateriali (marchi, brevetti, ecc.);
  • Mobili e gli oggetti di antiquariato (cfr. ris. Agenzia delle Entrate 27.2.2002 n. 57).

Secondo quanto previsto dal provv. 18.12.2013 n. 151663 e dalla circ. 23.12.2013 n. 38, per l’individuazione del valore degli immobili esteri da indicare nel quadro RW devono essere adottati gli stessi criteri validi ai fini IVIE, anche se non dovuta.

Aliquota e base imponibile IVIE per gli immobili nel Regno Unito

L’IVIE prevede un’aliquota nella misura dello 0,76% applicata, sulla base delle imposte catastali previste per i paesi appartenenti alla UE o allo SEE che garantiscono un adeguato scambio di informazioni (ossia, Norvegia, Islanda e Liechtenstein). Tuttavia, considerato che il Regno Unito è uscito dalla UE (a partire dal 1° gennaio 2021) il valore imponibile degli immobili ivi detenuti da parte di contribuenti fiscalmente residenti in Italia deve essere determinato attraverso:

  • Il costo risultante dall’atto o dal contratto di acquisto;
  • In mancanza, secondo il valore di mercato rilevabile nel luogo in cui è situato l’immobile.

Deve essere evidenziato che co n la Brexit, la Gran Bretagna non è più dentro alla UE. Questo significa che non sono più in essere accordi sullo scambio automatico di informazioni sul del mercato unico. Di fatto, tale evento comporta che l’IVIE non deve essere più calcolata sulla rendita catastale (valore imponibile della council tax), valore non più riconosciuto perché fuori area UE, ma piuttosto deve essere preso in considerazione il costo di acquisto dell’immobile o in mancanza il valore di mercato. Tutto questo, in soldoni, si tramuterà in importi più elevati di IVIE da versare per i proprietari italiani.

Naturalmente, questo è il caso di immobili la cui proprietà deriva da acquisto. Tuttavia, per le altre ipotesi di acquisizione del diritto reale sull’immobile, diverso dalla proprietà, quindi ad esempio in usufrutto, il valore da prendere a riferimento è quello dettato dalla legislazione del Paese in cui l’immobile è situato. Quindi, di fatto, senza alcuna variazione conseguente alla Brexit. Stesse considerazioni riguardano i casi di immobili costruiti, per i quali continua a farsi riferimento come base imponibile IVIE il costo di costruzione sostenuto dal proprietario e risultante dalla relativa documentazione

Per quanto riguarda gli immobili acquisiti per successione o donazione il valore della base imponibile IVIE è quello dichiarato nella dichiarazione di successione o nell’atto registrato o in altri atti previsti dagli ordinamenti esteri con finalità analoghe. In mancanza, si assume il costo di acquisto o di costruzione sostenuto dal de cuius o dal donante come risultante dalla relativa documentazione. In assenza di tale documentazione, si assume il valore di mercato come sopra determinato.

Casa nel Regno Unito, monitoraggio fiscale e IVIE: conclusioni

In questo contributo ho cercato di fornirti tutte le indicazioni utili riguardanti le imposte dovute in caso di acquisto di un’immobile nel Regno Unito. La Brexit da questo punto di vista ha portato ad una diversa determinazione dell’IVIE dovuta sull’immobile, che necessariamente parte da una base imponibile più elevata (il costo di acquisto o valore di mercato al posto della council tax). Questo, inevitabilmente, comporta il versamento di una maggiore IVIE rispetto a quella degli anni passati (con il Regno Unito dentro alla UE). Nulla cambia, invece, per gli immobili detenuti nel Regno Unito, derivanti da usufrutto, da costruzione oppure per quelli ricevuti in donazione o successione (in questi casi la base imponibile IVIE, non risente degli effetti della Brexit).

Il consiglio rimane sempre quello di prestare particolare attenzione alla corretta compilazione del quadro RW, per quanto riguarda il valore di determinazione dell’immobile estero. Posso dirti che molto spesso si commettono errori per quanto riguarda la corretta compilazione del quadro RW per quanto riguarda gli immobili detenuti all’estero. Per questo motivo il consiglio che posso darti è quello di rivolgerti sempre ad un esperto.

Se vuoi posso analizzare la tua situazione personale e risolvere i tuoi dubbi riguardanti le imposte dovute per un immobile nel Regno Unito, segui il link sottostante per metterti in contatto con me e ricevere una consulenza personalizzata.

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