Lavorare in UK: Il Regno Unito ha abbandonato l’Unione Europea, ed i nuovi provvedimenti, per i visti di ingresso e permanenza, ispirati a quelli australiani, sono molto rigidi.

Tra le varie caratteristiche del nuovo modello, troviamo, la buona conoscenza dell’inglese e una corsia preferenziale assegnata ai lavoratori altamente qualificati come scienziati, accademici, etc…

Il nuovo sistema a punti, messo in atto dal governo britannico, entrerà in vigore nel 2021 ed è molto restrittivo per i lavoratori non specializzati, vediamo quali sono le principali novità.

Le nuove disposizioni trovano applicazione anche per i cittadini dei Paesi Ue, oltre ai cittadini di Pesi Extra-Europei.

Lavorare in UK
Lavorare in UK: permessi di lavoro

Non sarà più possibile, quindi, trasferirsi nel Regno Unito con l’idea di far lavoretti più o meno saltuari nei pub o nei ristoranti. Non sarà neanche, più possibile, trasferirsi, per pochi mesi per imparare meglio l’inglese.

Per questo motivo è opportuno iniziare a conoscere e familiarizzare con il nuovo sistema a punteggio per ottenere il visto per lavorare in UK dal 2021.

Vediamo tutte le informazioni a disposizione.

Il visto e il passaporto per lavorare in UK dal 2021

Dal 1° febbraio 2020 il Regno Unito non fa più parte dell’area di libera circolazione di persone e merci, previsto nella UE. Tuttavia, per tutto il 2020 potrà ancora essere utilizzata la sola carta di identità per entrare nel Paese. 

A partire dal 1° gennaio 2021, per entrare nel Paese, occorrerà essere in possesso di un passaporto valido. Inoltre, i turisti che arriveranno in UK da Paesi UE, quindi anche dall’Italia, dovranno essere muniti del visto, da conseguire almeno tre giorni prima della partenza per la Gran Bretagna.

Per ottenere questo particolare visto sarà necessario seguire una procedura online, simile a quella prevista per ottenere l’ESTA (Electronic System for Travel Authorization). Al momento, il costo del futuro visto per il Regno Unito non è ancora chiaro.

Un turista, munito di visto, che sarà registrato, potrà fermarsi in UK, per un massimo di 3 mesi, dopodiché dovrà far ritorno nel suo Paese di origine. Si tratta del classico visto turistico che non richiede particolari formalità.

Per quanti, invece, desiderino rimanere nel Regno Unito oltre i tre mesi, si renderà necessario ottenere un permesso di lavoro (cd visto lavorativo).

Lavorare in UK: il sistema a punti per il permesso di soggiorno

Al fine di regolare l’accesso e la permanenza di soggetti esteri il Regno Unito ha deciso di regolamentare in modo rigido le possibilità di restare oltre i tre mesi nel Paese. Le possibilità di permanenza sono legate ad sistema a punti, ispirato al modello australiano, a stabilire chi avrà il diritto di ottenere il permesso di soggiorno per motivi lavorativi.

Gli aspetti essenziali di questo sistema a punti sono i seguenti:

Per poter entrare in UK, sarà necessario possedere almeno 70 punti.

I primi 50 punti sono obbligatori per tutti i migranti e devono essere raggiunti con i requisiti obbligatori, ovvero la conoscenza della lingua inglese, offerta di lavoro già valida per un mestiere specializzato.

I restanti 20 punti si possono ottenere con ulteriori caratteristiche. Ad esempio, se la posizione lavorativa è in un settore in cui vi è carenza di forza lavoro, si ottengono 20 punti.

Ulteriori 10 punti vengono assegnati a coloro che possiedono un dottorato di ricerca in una disciplina coerente con il mestiere che si vorrebbe fare in Gran Bretagna.

Anche il salario può portare ad accumulare punti, più è alto, più punti si possono ottenere.

Per tali ragioni, non sarà più possibile, trasferirsi nel Regno Unito con l’idea di far lavoretti più o meno saltuari nei pub o nei ristoranti, come il cameriere o il lavapiatti. Non sarà neanche, più possibile, trasferirsi in UK, per pochi mesi (oltre i 3 di visto turistico), al fine di imparare l’inglese.

I migranti europei che vivono già nel Regno Unito senza avere un permesso di soggiorno definitivo, oppure che si trasferiranno entro la fine del 2020, possono accedere già, ad un programma speciale per chiedere di rimanere nel Paese anche dopo il 2021.

Chi vive nel Regno Unito da più di cinque anni può chiedere un permesso definitivo, mentre chi è arrivato da meno tempo può chiedere un permesso temporaneo convertibile al termine di cinque anni di residenza.

Il salario minimo

Per quanto riguarda il salario, esso deve superare la soglia di 25.600 sterline annue (circa 30.800 euro al cambio attuale), per ottenere 20 punti.

Tuttavia, ci sono delle eccezioni, visto che ci sono anche ruoli universitari pagati meno di quella cifra, in questo caso si parla di soglie di tolleranza.

Si ha diritto ad ottenere 10 punti se il salario scende del 10%, ovvero da 23.040 a 25.599 sterline. Non si ha diritto a nessun punto se il salario è tra 20.480 a 23.039 sterline.

Scienziati e ricercatori

Il governo britannico ha anche lanciato una corsia preferenziale illimitata per scienziati, ricercatori e matematici, pensata per attirare nel Regno Unito, i talenti migliori del mondo.

La segretaria dell’Interno, ha, infatti, dichiarato che il piano, ha lo scopo di ridurre il numero di immigrati nel Paese e attirare i più brillanti, migliorando l’economia.

Formazione e carenza di lavoratori

Venti punti spetteranno a coloro che lavoreranno in settori in cui c’è carenza di professionalità a livello domestico (come gli infermieri).

Dieci punti per chi è in possesso di un dottorato (Phd) in una materia inerente il lavoro che andrà a svolgere.

Venti punti se il dottorato è in una materia come scienze, tecnologie, ingegneria e matematica.

Tabella riepilogativa per ottenere visto lavorativo in UK dal 2021

Nella tabella che segue, sono riepilogate le caratteristiche ed il relativo punteggio assegnato:

CaratteristicheEssenzialePunteggio
Offerta di lavoro da parte di uno sponsor approvatoSI20
Lavoro con un livello di conoscenza elevataSI20
Parlare inglese ad un livello richiestoSI10
Salario da 20.480£ a 23.039£NO0
Salario da 23.040£ a 25.599£NO10
Salario da 25.600£NO20
Posizione lavorativa in cui vi è carenza di forza di lavoro NO20

L’assicurazione sanitaria in UK

Fino al 31 dicembre 2020, non è in programma nessun cambiamento per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, essendo sufficiente possedere la tessera sanitaria italiana.

A decorrere dal 1° Gennaio 2021, le tessere sanitarie non saranno valide. 

Tuttavia, l’Unione Europea, nelle sue FAQ sulla possibilità di Brexit, ha chiarito che:

“I cittadini dell’Ue non saranno più in grado di accedere all’assistenza sanitaria nel Regno Unito con la loro tessera europea di assicurazione malattia. Controlla con il tuo ente assicurativo se le spese mediche di emergenza sono rimborsate in un Paese non appartenente all’Ue. Se non lo sono, puoi decidere di sottoscrivere un’assicurazione di viaggio privata”.

Lavorare in UK: le critiche dell’opposizione

Le principali critiche al nuovo modello arrivano dalle opposizioni: sostenendo che il modello australiano filtra ma incoraggia l’immigrazione.

I Liberaldemocratici hanno accusato il governo di “xenofobia”.

Molteplici perplessità sono venute fuori anche della Confindustria britannica che, anche se ha da parte sua elogiato alcuni aspetti della riforma, ha espresso riserve sui rischi di limitazione nel reperimento della forza lavoro.

Il governo però tira dritto, replicando che il mondo dell’impresa potrà contare ancora sugli oltre 3 milioni di cittadini Ue che già lavorano nel Regno, non toccati dalle nuove regole.

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