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Domicilio fiscale del contribuente: come si individua?

Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale
5 min di lettura
In sintesi

Domicilio fiscale: cos'è, come si individua e come si distingue dalla residenza fiscale. Procedura di modifica con l'Agenzia delle Entrate.

Il domicilio fiscale individua l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per notifiche e accertamenti, un concetto distinto dalla residenza fiscale. Ecco come si individua e come procedere per modificarlo.


Uno degli aspetti che crea molta confusione nei contribuenti riguarda il concetto di domicilio fiscale. Nel corso della mia attività di consulenza verso soggetti che intendono trasferirsi all’estero sento molto spesso confondere il domicilio fiscale con la residenza fiscale. Si tratta di due concetti molto diversi tra loro anche se spesso, erroneamente, questi termini vengono usati come sinonimi.

Residenza e domicilio sono due termini che indicano fattispecie molto diverse tra di loro. Per questo motivo è opportuno conoscere il significato di questi termini. Il punto di partenza è sicuramente quello di individuare la differenza tra residenza e domicilio.

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Differenze tra residenza e domicilio

DefinizioneDescrizione
RESIDENZASi riferisce all’abitazione di una persona. La residenza si individua attraverso l’iscrizione agli elenchi di residenza anagrafica dei contribuenti istituiti presso i vari comuni.
DOMICILIOSi riferisce al luogo ove una persona svolge la propria attività lavorativa o professionale.

Questi due termini sono riferiti alla normativa civilistica. Quando, invece, parliamo di domicilio fiscale e/o di residenza fiscale dobbiamo necessariamente fare riferimento alla normativa fiscale. In questo articolo ho deciso di riportare in modo semplice e schematico gli elementi che differenziano questi due concetti molto importanti per fare chiarezza sulla questione.

Per approfondire: Falsa residenza: sanzioni e conseguenze.

Dove si trova il domicilio fiscale?

Il concetto di domicilio fiscale è un termine che attiene prettamente al diritto tributario. Infatti, questo non è disciplinato dal codice civile, ma dal DPR n. 600/73. Si tratta del testo che disciplina le modalità di accertamento fiscale dei contribuenti. Come avrai capito, quindi, il domicilio è elemento fondamentale per la disciplina fiscale e per il contribuente.

Tabella: definizione di domicilio per persone fisiche e per società

CasisticaDescrizione
Persone fisiche Per le persone fisiche è situato nel Comune di residenza anagrafica
SocietàPer le società è situato nel Comune dove è stabilita la sede legale o in mancanza quella amministrativa

Qualora avvenga il trasferimento in un Comune diverso, il domicilio varia automaticamente dopo 60 giorni dal cambio della residenza anagrafica. Il domicilio fiscale è molto importante perché definisce qual è l’ufficio tributario competente per territorio ai fini dei controlli e fissa dove devono essere notificati i provvedimenti fiscali, gli accertamenti (ai fini delle imposte dirette ed indirette).

Importanza del domicilio fiscale dei contribuenti

Come avrai capito non sei tu direttamente che puoi modificare il tuo domicilio. Esso, infatti, è speculare al tuo indirizzo di residenza anagrafica. Se, invece, sei una società, il tuo domicilio fiscale è individuato automaticamente nella tua sede legale o amministrativa. Come detto, il l’identificazione del proprio domicilio è fondamentale in quanto individua l’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate. Inoltre, a quell’indirizzo ti saranno notificati tutti gli atti tributari.

L’aspetto importante è che non tutti conoscono è che ogni contribuente può decidere di ricevere le comunicazioni fiscali dell’Agenzia delle Entrate ad un indirizzo diverso dal domicilio fiscale. Classico esempio è quello di incaricare il proprio commercialista a ricevere le proprie comunicazioni fiscale. In ogni caso, oggi, l’Agenzia delle Entrate notifica tutti gli atti tributari ai contribuenti titolari di partita Iva tramite Posta Elettronica Certificata (PEC). Molto presto, sarà possibile inviare in questo le notifica a tutti i contribuenti.

Residenza fiscale: cosa cambia rispetto al domicilio fiscale

Il domicilio fiscale non va confuso con la residenza fiscale, che individua lo Stato titolare della potestà impositiva sul contribuente. Mentre il domicilio fiscale stabilisce l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente per notifiche e accertamenti, la residenza fiscale determina se un soggetto è tenuto a dichiarare in Italia tutti i redditi ovunque prodotti, secondo il principio della world wide taxation.

I criteri per stabilire la residenza fiscale delle persone fisiche sono disciplinati dall’art. 2 del TUIR e comprendono, tra gli altri, il domicilio inteso come luogo delle relazioni personali e familiari prevalenti. Per un approfondimento su questo specifico criterio, incluse le novità del 2024 e la giurisprudenza più recente, leggi: Domicilio fiscale delle persone fisiche: quando radica la residenza in Italia. Per una panoramica completa di tutti i criteri e delle regole di accertamento: Residenza fiscale delle persone fisiche: criteri, regole e accertamento.

Iscrizione all’AIRE

La mera circostanza che un soggetto risulti iscritto all’AIRE non rappresenta necessariamente uno status di “non residenza” fiscale italiana. Questo principio è stato correttamente inteso anche dall’Amministrazione nella misura in cui si afferma che:

l’iscrizione all’AIRE costituisce condizione necessaria ma non sufficiente per poter essere considerato non residente, a differenza dell’iscrizione nell’anagrafe della popolazione residente che, da sola, costituisce presupposto per essere considerato residente in Italia

Quindi, anche in presenza di cancellazione dall’anagrafe è necessario valutare gli altri requisiti previsti dall’articolo 2 del TUIR. In particolare, il domicilio (per quanto attiene alla residenza, infatti, essa presuppone la dimora abituale e, quindi, una presenza fisica che, nel caso di specie, sembra essere esclusa a priori).

Il contrasto all’evasione fiscale

Le problematiche legate a domicilio e residenza fiscale sono al centro dei controlli dell’Agenzia delle Entrate sulle emigrazioni fittizie. Per un approfondimento sulle modalità di verifica: Accertamento della residenza fiscale: le prove digitali usate dall’ADE.

Se hai dubbi leggi qui: Espatriati: metodi di verifica della residenza fiscale.

Come modificare il domicilio fiscale all’Agenzia delle Entrate

Il cambio di domicilio fiscale può essere effettuato presentando un’apposita istanza presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Il modulo di cambio di domicilio fiscale deve essere presentato in forma cartacea o telematica.

Domanda in forma cartacea

Se vuoi presentare il modello in forma cartacea, devi compilarlo e presentarlo presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Il link al documento è a questo link: “Modulo cambio di domicilio fiscale“. In alternativa, il modulo può essere inviato anche per raccomandata con ricevuta di ritorno.

Domanda in via telematica

Il trasferimento di residenza può essere presentato anche in via telematica. Tale domanda può essere presentata direttamente dal contribuente tramite l’accesso attraverso il PIN dell’Agenzia o tramite SPID. A prescindere dalla modalità di presentazione della domanda, ricordo che, l’effetto di cambiamento del domicilio fiscale avviene trascorsi trenta giorni dalla presentazione della domanda.

I controlli dell’Agenzia delle Entrate in caso di residenza falsa

Attenzione, perché i controlli anagrafici non sono svolti soltanto dagli ufficiali del Comune o dalla Polizia Municipale. Al fine di contrastare i casi si evasione o abuso del diritto, anche l’Amministrazione Finanziaria ha facoltà di disporre controlli per accertare eventuali situazioni anomale o cambi di residenza che possano essere ritenuti artificiosi e falsi. Vedi il caso di una famiglia con quattro figli, ognuno dei quali con residenza diversa, in abitazioni di proprietà dei genitori, magari in note località di mare, di montagna o di campagna.

In situazioni come questa il rischio maggiore è quello di vedersi revocare la residenza e con essa i benefici fiscali concessi. Oppure, vedersi chiedere il pagamento di quanto dovuto a titolo di imposte (es. l’IMU). Altro caso in cui possono partire questi controlli è quando un soggetto chiedere l’iscrizione AIRE per un trasferimento fittizio di residenza all’estero. Anche in fattispecie come questa, quando un soggetto finge un trasferimento all’estero al solo scopo di evadere materia imponibile in Italia l’Amministrazione Finanziaria può effettuare direttamente accertamenti sulla residenza anagrafica di un soggetto. Senza dimenticare, infine, i soggetti che dichiarano la propria residenza presso il vecchio indirizzo della madre. In questo modo credono di poter sfuggire alle notifiche degli atti giudiziari, alle multe, alle cartelle esattoriali per il bollo auto, alle raccomandate dei creditori. Anche in questi casi l’Amministrazione Finanziaria interviene con i controlli.

Ipotesi di residenza “di comodo

Quando vengono effettuati controlli come nelle fattispecie che ti ho mostrato sopra non è molto difficile individuare una “residenza di comodo“. Spesso, infatti, le residenze fittizie si concentrano nelle seconde case ubicate in luoghi di villeggiatura e sulle stesse i consumi delle utenze domestiche (acqua, energia elettrica e gas) sono generalmente molto limitati. E’ sufficiente un controllo sulle utenze per capire se davvero qualcuno vive nell’immobile o se la residenza è soltanto “di comodo“. Il Comune che ha accertato una residenza “di comodo” può richiedere al contribuente il pagamento delle imposte dovute (es. IMU) non corrisposte a suo tempo e non ancora prescritte. Per questo tipo di imposte patrimoniali la richiesta del pagamento degli arretrati può riguardare gli ultimi cinque anni. Dopodiché se il pagamento degli arretrati non è mai stato richiesto tale debito cade in prescrizione.

Tutti hanno l’obbligo di rendersi reperibili

Il fatto che, il più delle volte, le condotte illecite sopra descritte non diano origine ad alcuna conseguenza è solo sintomo di una pubblica amministrazione inefficiente. Molto spesso, specialmente nei piccoli centri abitati, le stesse autorità comunali sono tacitamente consenzienti. Magari perché avere qualche residente in più nel Comune, anche fittizio, fa comodo anche a loro. Tuttavia, questo non vuol dire che si possa o si debba agire in modo tale da aggirare la norma di legge. La Residenza Falsa è un fattispecie di irregolare dichiarazione, perseguita sia da un punto di vista amministrativo che penale. L’aspetto su cui ti invito a riflettere è che:

tutti i cittadini hanno l’obbligo di rendersi reperibili. Non tanto agli altri privati (che pur potrebbero avere il giusto interesse a sapere dove abiti per notificarti, ad esempio, una citazione) ma anche e soprattutto alla pubblica amministrazione, alle autorità, all’Amministrazione Finanziaria

Come ho cercato di farti capire in questo articolo le residenze di comodo sono vietate, checché ne dica o faccia la gente. La residenza falsa non deve mai essere dichiarata all’ufficio Anagrafe. Per questo motivo ti consiglio sempre di prestare la massima attenzione quando vuoi effettuare un trasferimento di Residenza.

Per approfondire: Pagamento delle imposte dall’estero.

Consulenza fiscale online

Se hai letto questo report molto probabilmente hai dei dubbi riguardanti il domicilio fiscale e la residenza fiscale. Se hai bisogno di un esperto in ambito fiscale che sia in grado di consigliarti, contattami!

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Dott. Federico Migliorini
Commercialista | Fiscalità Internazionale

Dottore Commercialista iscritto all’Ordine di Firenze, Tax Advisor e Revisore Legale. Specializzato in Fiscalità Internazionale, aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale strategica. La gestione delle convenzioni internazionali e i processi di internazionalizzazione d’impresa sono il cuore della mia attività quotidiana. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

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