Ditta individuale o srl? Come decidere tra queste due forma di imprese. Cerchiamo di esaminare brevemente i vantaggi e gli svantaggi dell’una e dell’altra.

La ditta individuale è un’impresa che adotta un modello semplice e non dispendioso di gestione. Si distingue infatti dalla precedente forma esaminata in quanto non costituisce una società, quindi non è necessario che siano presenti più soci. Tuttavia, dobbiamo ricordare che la giurisprudenza ha ammesso le SRL composte da un unico socio. Ciò ha posto problemi circa la differenze che sussistono tra queste due fattispecie.

La differenza principale è che le società a responsabilità limitata è una società di capitali che consente alle imprese sociali di ridotte dimensioni di fruire del beneficio della responsabilità limitata.

Questa è solo una delle ragioni per le quali si può decidere di ricorrere ad una forma piuttosto che all’altra. Tuttavia, a fare da contro altere alla responsabilità limitata, nella ditta individuale vi è l’assenza dell’obbligo di versare un capitale minimo e la possibilità di adottare un regime forfettario.

Quindi, vediamo quali sono le ragioni per cui dovresti decidere di ricorrere alla ditta individuale o alla srl.

Cos’è una SRL?

Brevemente, prima di procedere ad individuare qual è preferibile tra ditta individuale ed SRL, vediamo quali sono le caratteristiche di queste due fattispecie di impresa.

Le società a responsabilità limitata è una società di capitali che consente alle imprese sociali di ridotte dimensioni di fruire del beneficio della responsabilità limitata.

Società a responsabilità limitata è “la persona giuridica che esercita un’attività col patrimonio conferito dai soci e con gli utili eventualmente accumulati ed in cui le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni”.

La disciplina giuridica delle S.R.L. è stata completamente riscritta dalla riforma societaria che ne ha delineato un tipo del tutto nuovo ed autonomo rispetto a quello previgente.

La società a responsabilità limitata è una delle forme più ricorrenti per svolgere attività d’impresa. E’ dotata di un’autonomia patrimoniale perfetta e i soci non sono responsabili personalmente per le obbligazioni sociali, anche qualora abbiano agito in nome e per conto della società.

Atto costitutivo

La S.R.L. può essere costituita con un contratto o con un atto unilaterale. L’atto costitutivo della s.r.l. deve essere redatto per atto pubblico. L’atto costitutivo deve essere fatto per atto pubblico dal notaio che provvede al deposito presso il Registro delle imprese, a seguito dell’iscrizione presso il competente Registro delle imprese la società a responsabilità limitata può dirsi effettivamente venuta ad esistenza. Inoltre, il suo capitale sociale non può essere inferiore a 10.000 euro. Tuttavia la L. 99 del 1993 di conversione del D.L. 76 del 2013, ha introdotto la possibilità, per tutte le s.r.l., di determinare l’ammontare di capitale in misura inferiore a 10.000 euro, pari almeno ad un 1 euro, con conferimento esclusivamente in denaro.

In tale ipotesi, la somma è pari ad un quinto degli stessi, obbligo che permane sino a che riserva legale e capitale non abbiano raggiunto l’ammontare di 10.000.

Cos’è una ditta individuale?

Dopo aver delineate brevemente cos’è una SRL, stabiliamo quali sono le caratteristiche di una ditta individuale. Per aprire una ditta individuale è sufficiente compilare il modulo di inizio attività presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate, ed aprire la partiva IVA relativa alle imprese individuali completando il relativo modello. Una volta eseguiti questi due passaggi, verrà attribuito il tuo numero di partita IVA, da indicare su tutti i documenti che produrrai, che ti consentirà di emettere e ricevere fatture.

La ditta individuale è un’impresa che adotta un modello semplice e non dispendioso di gestione. Si distingue infatti dalla precedente forma esaminata in quanto non costituisce una società, quindi non è necessario che siano presenti più soci. Tuttavia, dobbiamo ricordare che la giurisprudenza ha ammesso le SRL composte da un unico socio. Ciò ha posto problemi circa la differenze che sussistono tra queste due fattispecie.

Gli adempimenti contabili di una ditta individuale sono minori di quelli richiesti da una contabilità ordinaria di una SRL.

Per poterla costituire non sono richieste formalità, a differenza della SRL che deve essere necessariamente iscritta nel registro della imprese.E’ dunque sufficiente l’apertura di una partita IVA.

Questa impresa fa riferimento ad unico soggetto, ossia l’imprenditore. Quest’ultimo è titolare ed unico responsabile dell’attività di impresa. Inoltre, a differenza della precedente categoria, non è necessario che sia versato un capitale per iniziare.

Tuttavia, essendo l’imprenditore l’unico responsabile su questo grava l’intero rischio di impresa. In questo caso, i creditori potranno rivalersi sull’intero patrimonio dell’imprenditore individuale, che è soggetto al rischio d’impresa.

La ditta individuale realizza la c.d. “confusione” tra il patrimonio personale e quello collegato all’attività imprenditoriale. Ciò comporta tuttavia, che di ogni obbligazione assunta potrà rispondere con tutto il patrimonio. A differenza di quanto accade nelle società dove si forma una sorta di segregazione patrimoniale.

La ditta individuale non si limita alla possibilità di essere un’azienda solo unipersonale ma può essere costituita anche come impresa familiare o società tra coniugi.

Nel caso di impresa familiare, la normativa prevede che possono partecipare alla gestione dell’azienda familiari, parenti fino al terzo grado e affini fino al secondo.

Perché scegliere la ditta individuale o la SRL?

Ora che abbiamo descritto brevemente cosa sono la ditta individuale e le srl, possiamo porre in evidenza le differenze e le ragioni che ti potrebbero indurre a decidere di adottare una forma piuttosto che altra.

Innanzitutto, come abbiamo già accennato non è necessario versare una capitale minimo per avviare una ditta individuale a differenza di quanto accade per la SRL. Il che potrebbe essere un incentivo per te, laddove tu decida di avviare una piccola impresa, con bassi rischi.

In caso di investimenti più elevati, invece, le cose potrebbero cambiare. Infatti, laddove sia necessario avviare un’attività imprenditoriale che comporta anche il ricorso a capitale di terzi, i rischi aumentano. In questo caso potrebbe essere preferibile anche decidere di avviare una SRL, che consente di porre in essere la c.d. separazione patrimoniale e ridurre la responsabilità dei soci.

Ricorrere ad una SRL potrebbe consentire un accesso più semplice al credito. Inoltre per le SRL, non più solo innovative, sono consentite forme di raccolta del capitale quali l’equity crowdfunding, tale procedura consente di reperire capitali, sottoforma di piccole donazioni, che è preclusa alla ditta individuale.

Vantaggi ditta individuale

  • adempimenti minimi nella fase di costituzione;
  • non serve un capitale iniziale;
  • assenza di soci, essendo imprenditore individuale;
  • non vi è l’obbligo di tenuta dei libri sociali ma soltanto di quelli obbligatori come da normativa fiscale;
  • Per chiudere una ditta individuale è sufficiente chiudere la partita IVA e comunicare la cessazione a Inps, Inail e Camera di Commercio.

Svantaggi di una ditta individuale

  • responsabilità illimitata del titolare nei confronti di creditori, banche ed erario. L’imprenditore risponde personalmente con tutto il suo patrimonio delle obbligazioni dell’impresa.

Regime fiscale

Una delle ragioni che potrebbero induriti a scegliere una ditta individuale o una srl attiene al regime fiscale. Una delle caratteristiche più interessanti della ditta individuale è la possibilità di ricorrere al regime forfettario.

Il regime forfettario costituisce l’unico regime fiscale agevolato, sostitutivo dell’IRPEF, utilizzabile per le partite IVA che vogliono intraprendere una nuova attività o per i professionisti e gli imprenditori individuali che ne rispettano i requisiti di permanenza. 

La disciplina sembra ormai essersi consolidata, almeno sicuramente il Governo non ha disposto modifiche per l’anno 2021. La Legge di Bilancio 2021 non ha introdotto novità in merito a limiti e requisiti d’accesso al regime forfettario. La tassazione del 15%, che scende al 5% per le imprese appena avviate, rimane tendenzialmente invariato. Quindi, come è evidente, questo regime non può essere applicato da tutti gli imprenditori, proprio di ciò dovrai tener conto al momento della tua scelta. In particolare, è regime fiscale che interessa imprenditori e professionisti che non superano determinati limiti di reddito (65.000 euro di fatturato annuo, ma attenzione ai requisiti di accesso e di permanenza nel regime).

Dunque, ti invitiamo ad un’attenta valutazione, perchè potresti decidere di scegliere la ditta individuale piuttosto che la srl in base a questa valutazione concernente il regime fiscale. Si cade nella trappola se si progetta la propria attività imprenditoriale considerando quella tassazione di favore come un piccolo paradiso fiscale e si considerano i limiti stabiliti dalla legge per rimanere il regime forfettario come l’obbiettivo di redditività sul lungo periodo. Tuttavia può accadere che superi il limite imposto dalla legge per accedere al forfettario, ciò ti esclude da predetto regime e dalle relative agevolazioni.

Articolo precedenteConto cointestato: come funzionano i controlli del fisco
Prossimo ArticoloIl passaggio dei beni per donazione: come funziona?
Avvocato "Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

Lascia una Risposta