Il socio amministratore di SRL che esercita anche l’attività lavorativa partecipando concretamente all’attività nella società è tenuto al versamento dei contributi. Si tratta dei contributi alla Gestione Separata, per la quota dei suoi compensi, ed anche alla Gestione IVS Commercianti o artigiani dell’INPS per la sua attività di socio lavoratore. Tuttavia, come vedremo, la doppia iscrizione deve essere utilizzata andando ad accertare l’attività concretamente svolta dal socio. La mera attività di direzione e coordinamento dell’attività non determina l’iscrizione alla Gestione Commercianti o artigiani INPS, ma qualora il socio svolga anche attività lavorativa per la società, fuori dall’incarico di amministratore la doppia contribuzione è dovuta. Per quanto riguarda le iscrizioni automatiche dell’INPS dei soci di SRL, dopo la sentenza n. 1759/2021 della Cassazione, non dovrebbero più esserci, in quanto l’iscrizione per il socio alla Gestione IVS deve passare da un effettivo accertamento dell’attività svolta dal socio per la società.

La pianificazione fiscale passa attraverso l’attenta analisi della propria impresa per capire eventuali margini di intervento per l’ottimizzazione delle uscite. Da questa analisi passa anche l’aspetto contributivo che interessa i soci amministratori di SRL. Questi soggetti, infatti, sono tenuti ad adempiere ad una doppia contribuzione INPS.

I contributi INPS rappresentano le quote della retribuzione (in caso di lavoro subordinato) o del reddito da lavoro (in caso di lavoro autonomo) destinate al finanziamento delle prestazioni previdenziali ed assistenziali previste dalla legge. I soggetti che esercitano contemporaneamente un’attività da cui percepiscono:

  • Redditi assoggettabili alla gestione separata
  • Redditi assoggettabili altra attività imprenditoriale (con obbligo di iscrizione alla gestione commercianti o artigiani)

sono tenuti a imposizione contributiva nell’ambito di entrambe le gestioni. 

Questa disciplina si rende applicabile anche ai soci amministratori di Società a Responsabilità Limitata (SRL) che:

  • Prestano la loro attività prevalente all’interno dell’impresa e
  • Percepiscono un compenso per la loro attività.

Se rientri anche tu in questa categoria di soggetti ti consiglio di non perdere questo articolo sull’argomento. Dopo aver visto le regole che riguardano la doppia iscrizione INPS del socio amministratore di SRL, vedremo quali possono essere le soluzioni praticabili per superare questa fattispecie. Al termine, se vorrai approfondire la tua situazione troverai il link per metterti in contatto con me. Vediamo di approfondire meglio questi concetti nel presente contributo. Cominciamo!

Gestione Artigiani e Commercianti INPS: le regole di iscrizione

L’iscrizione alla gestione IVS Artigiani e Commercianti INPS avviene a seguito dell’attività economica dell’impresa all’interno di queste categorie economiche. Solo i soci amministratori di attività artigianali o commerciali sono tenuti all’iscrizione in questa gestione previdenziale. Sostanzialmente, l’iscrizione alla Gestione Commercianti o Artigiani dell’INPS è possibile al ricorrere di condizioni previste dall’articolo 1, comma 203, Legge n. 662/1996. Si tratta delle seguenti:

  • Essere titolari o gestori in proprio di imprese che siano organizzate o dirette prevalentemente con il proprio lavoro;
  • Avere la piena responsabilità dell’impresa o assumere tutti gli oneri e i rischi relativi alla sua gestione;
  • Partecipare personalmente al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza;
  • Essere in possesso di autorizzazioni, licenze, iscrizioni ad albi necessari per esercitare l’attività d’impresa.

Detto questo ci sono delle considerazioni diverse da fare tra società di persone e società di capitali.

L’iscrizione per i soci di società di persone all’INPS

Classico caso del rispetto di tutti questi requisiti è dato dai soggetti che partecipano a Società di Persone (SNC e SAS). Questi soggetti sono di fatto soci, ma anche amministratori, in quanto hanno piena facoltà di operare attivamente per conto dell’impresa. I soci di società di persone (tranne l’accomandante di SAS), quindi, hanno l’obbligo di iscrizione alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS.

L’iscrizione per i soci di società di capitali all’INPS

A differenza delle Società di Persone, nelle Società di Capitali (SRL, SPA, SAPA) non è detto che tutti i soci siano anche amministratori. Il fatto che vi sia una separazione tra proprietà e controllo, determina alcune particolarità, anche per quanto riguarda gli adempimenti previdenziali del socio. Infatti, in questo caso, uno dei requisiti previsti dalla Legge n. 662/1996 per l’iscrizione alla Gestione Commercianti o Artigiani non trova sempre riscontro. Mi riferisco alla piena responsabilità d’impresa e l’assunzione di tutti gli oneri e i rischi relativi alla sua gestione. Inoltre, nelle società di capitali i soci sono limitatamente responsabili per le obbligazioni sociali, quindi non è possibile l’iscrizione alla gestione dei soci amministratori ma per essi è prevista solo l’iscrizione alla gestione separata INPS. Vediamo, a questo punto, con maggiore dettaglio, la situazione nelle SRL.

Contribuzione previdenziale INPS per i soci di SRL

La situazione contributiva del socio di SRL è relativamente semplice. Trattandosi di soggetto che ha investito soltanto “capitale” nell’impresa, non è soggetto ad alcuna forma contributiva. Il socio di SRL, infatti, non può avere poteri gestori e non ha possibilità di lavorare per conto dell’impresa. Discorso diverso è, invece, quello del socio amministratore di SRL. In questo caso il socio, divenendo anche amministratore della società si carica di poteri gestori. Il socio amministratore di SRL ha pieni poteri gestori, e quindi, come nel caso delle Società di Persone opera per conto della società. Sul punto la Legge n. 662/96 non ha previsto il requisito della piena responsabilità per l’iscrizione alla Gestione Commercianti INPS. Questo significa che il socio amministratore di SRL è obbligato ad iscriversi alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS.

I requisiti affinché il socio amministratore di SRL sia iscrivibile nella gestione IVS artigiani e commercianti INPS sono:
– L’esercizio come attività prevalente di attività commerciale o artigianale della SRL;
– Lo svolgimento come attività prevalente dell’attività per la SRL (rispetto ad altre attività di lavoro dipendente o autonomo).

Che cosa accade se il socio amministratore di SRL percepisce un compenso amministratore?

Come anticipato, il socio amministratore di SRL ha l’obbligo di iscriversi alla Gestione Commercianti o Artigiani INPS. Questo significa che il socio amministratore è chiamato ogni anno a versare contributi previdenziali in relazione alla quota di reddito societario a lui fa riferimento. Oltre a questo, qualora al socio amministratore venga attribuito un “compenso amministratore” da parte dell’assemblea dei soci, vi è una conseguenza. Quel compenso, da un punto di vista previdenziale deve essere soggetto ad altra forma previdenziale. Mi riferisco alla contribuzione alla Gestione Separata INPS.

La Gestione Separata INPS è una gestione previdenziale che prevede il versamento dei contributi in percentuale sul reddito. Per il compenso amministratore:

  • 1/3 dei contributi dovuti è a carico dell’amministratore attraverso una trattenuta dalla busta paga;
  • 2/3 dei contributi dovuti sono a carico dell’azienda (SRL) che eroga il compenso amministratore.

Quindi i soci amministratori di SRL devono adempiere a due tipi di contribuzione INPS:

  • Quella relativa alla gestione commercianti o artigiani e
  • Quella relativa alla gestione separata Inps per i compensi di amministratori corrisposti.

La doppia contribuzione obbligatoria per il socio amministratore di SRL

Per capire meglio la questione occorre obbligatoriamente effettuare un passo indietro. Negli anni la posizione dell’INPS è sempre stata quella di sostenere l’obbligatorietà di doppia contribuzione per il socio amministratore e lavoratore di SRL. Questo soggetto era tenuto ad iscrizione e versamento dei contributi previdenziali:

  • Sia alla Gestione Commercianti o Artigiani, per l’attività come socio lavoratore;
  • Sia alla Gestione Separata per il compenso amministratore percepito.

Questa tesi sostenuta dall’INPS ha visto contrapposta la giurisprudenza di legittimità (Cassazione, sentenza n. 3240/2010). La Suprema Corte sosteneva l’applicabilità dell’articolo 1, comma 208 della Legge n 662/96 solo se l’attività nella SRL era svolta in maniera prevalente. La prevalenza doveva essere valutata in relazione a tutte le attività svolte dal soggetto.

Il concetto di “attività prevalente

La questione è stata poi definitivamente chiarita con l’entrata in vigore del D.L. n 78/2010. Tale norma ha fornito una interpretazione autentica delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 208, della Legge n. 662/96. L’articolo 12, comma 11, del D.L. n. 78/10, stabilisce l’interpretazione dell’articolo 1, comma 208, Legge n. 662/96. In particolare, le attività autonome per le quali opera il principio dell’iscrizione alla gestione INPS sono quelle svolte in maniera prevalente. Questo significa che ogni qualvolta il socio amministratore di SRL presti attività nella società in modo prevalente rispetto ad altre attività da lui svolte, abbia l’obbligo di contribuzione INPS. Allo stesso modo, qualora il socio amministratore abbia una attività prevalente rispetto a quella di operare nella SRL, per lui non vi sarà obbligo di iscrizione INPS. Classico caso è quello del socio amministratore che contemporaneamente svolge attività di lavoro dipendente presso altra azienda. Queste considerazioni riguardano solo l’obbligo relativo alla Gestione Artigiani e Commercianti. Restano esclusi, quindi, gli obblighi relativi alla Gestione Separata. Disposizione prevista ai sensi dell’articolo 2, comma 26, Legge n. 335/95, secondo la quale la gestione separata rimane obbligatoria in caso di amministratori di SRL che percepiscono un compenso.

Cosa si intende per prevalenza dell’attività lavorativa svolta?

Aspetto dirimente nella questione della doppia contribuzione INPS del socio amministratore di SRL è il concetto di prevalenza. E’ opportuno, quindi, capire in che termini deve essere valutata la prevalenza dell’attività svolta dal socio amministratore. Negli anni, il concetto di prevalenza è stato poi, di fatto, sostituito dal concetto di abitualità e di professionalità della prestazione lavorativa. Quindi, per determinare se vi sia o meno l’obbligo della doppia iscrizione e, conseguentemente della doppia contribuzionela risposta non può che essere positiva qualora sussistano contemporaneamente in capo allo stesso soggetto, rispettivamente le funzioni di:

  • Socio Amministratore con conseguente obbligo di iscrizione Gestione Separata per il compenso erogato (lavoro autonomo);
  • Socio-lavoratore con prestazioni personali e abituali a favore della società. Con conseguente obbligo di iscrizione gestione commercianti (attività d’impresa).

Socio Amministratore di SRL con doppia attività

Stante quanto abbiamo appena detto, il socio amministratore di SRL che partecipa all’attività lavorativa nella società è tenuto al versamento della doppia contribuzione alla:

  • Gestione commercianti o artigiani di cui alla Legge n. 613/1966;
  • Gestione separata Inps, di cui all’articolo 2 della Legge n. 335/1995.

Questo aspetto è stato chiarito anche dalla Circolare n. 78/2013, l’INPS. Questa circolare prende in esame caso di socio amministratore di SRL o, più in generale, di un soggetto che svolga un’attività che lo obbliga all’iscrizione nella gestione separata INPS e una sola attività imprenditoriale (commerciante, artigiano o coltivatore diretto) che lo obbliga all’iscrizione nella corrispondente gestione commercianti o artigiani. In questo caso, poiché il soggetto svolge una sola attività imprenditoriale, il criterio della prevalenza non ha ragione di essere applicato. Così, il socio amministratore di SRL, che svolge attività di commerciante nella sua impresa, come amministratore è tenuto ad iscriversi nella gestione separata, e come commerciante è tenuto ad iscriversi anche nella gestione commercianti. Questo a condizione che partecipi personalmente ed abitualmente al lavoro aziendale. In questo caso non è applicabile il richiamo al principio della prevalenza, considerato che l’attività di socio lavoratore è l’unica attività imprenditoriale svolta. Pertanto, nel caso del socio amministratore di SRL che percepisca compensi e che svolga una sola attività imprenditoriale vi è certamente l’obbligo di iscrizione alla gestione separata. Mentre l’obbligo di iscrizione alle gestioni commercianti, artigiani o coltivatori diretti è subordinata alla condizione della abitualità della prestazione lavorativa di natura imprenditoriale. E’ irrilevante, quindi, che questa sia o meno prevalente rispetto a quella di amministratore. Va da sé che, se il socio è un lavoratore dipendente a tempo pieno, l’attività prevalente non può che essere quella da lavoratore subordinato.

L’abitualità nell’attività di Socio Amministratore di SRL

Nel caso del socio amministratore di SRL, che svolga una sola attività tra quelle di commerciante, ai fini dell’obbligo dell’iscrizione nella corrispondente gestione, diventa cruciale, valutare con la massima attenzione il carattere personale e abituale dell’attività lavorativa del socio. Per quanto riguarda la verifica del carattere della abitualità, la circolare n. 78/2013 offre, alcune linee guida per valutarla:

  • Sistematicità e reiterazione della prestazione, che potrebbe essere anche di breve durata, di poche ore al giorno e non tutti i giorni;
  • L’abitualità può manifestarsi anche nella realizzazione di un singolo affare diretto al conseguimento di un profitto e che richieda una organizzazione complessa e articolata;
  • Presenza o assenza di altri dipendenti, secondo il suggerimento della Cassazione, sentenza n. 11685/2012, che ritiene legittima la valutazione del giudice di merito di ritenere provata la condizione dell’abitualità dalla circostanza che l’impresa fosse affidata al lavoro di due soli soci;
  • L’attività lavorativa può avere tanto un contenuto esecutivo, quanto un contenuto organizzativo e direzionale, contenuti che vanno indagati entrambi.

Doppia contribuzione INPS per il socio “nudo proprietario” della quota societaria

Che cosa succede qualora uno dei soci di una SRL decida di cedere la nuda proprietà della sua quota, rimanendo usufruttuario?

Ebbene, come usufruttuario tale soggetto potrebbe sia partecipare agli utili che mantenere il diritto di voto, seppur non rivestendo (ufficialmente) la qualità di socio. Questo significa che tale soggetto potrebbe anche rivestire la carica di amministratore ed esercitare varie attività all’interno dell’azione, senza essere qualificato come socio/lavoratore. Tuttavia, sul punto, dobbiamo notare come l’INPS si sia espressa per quanto riguarda l’obbligo della doppia iscrizione INPS per il nudo proprietario che presta attività lavorativa nella società. Con la Circolare n. 32 del 15 febbraio 1999 l’INPS afferma che:

La concessione della quota societaria in usufrutto, viceversa, non fa venir meno l’obbligo contributivo per il nudo proprietario che continui a svolgere la sua attività nella società

circolare n. 32 del 15 febbraio 1999

Tuttavia, l’istituto nulla ha affermato per quanto riguarda la posizione dell’usufruttuario che presta attività lavorativa per la società. Ad avviso dello scrivente si ritiene che l’INPS possa far valere il principio della sostanza sulla forma ed assoggettare comunque l’usufruttuario lavoratore alla gestione commercianti INPS. Tuttavia, sul punto si attendono chiarimenti ufficiali.


Socio Amministratore di SRL: come evitare la doppia contribuzione INPS

Stante quando indicato sinora pare proprio che non ci sia soluzione: il socio lavoratore e amministratore è tenuto al duplice obbligo contributivo. Tale obbligo, per la gestione commercianti viene calcolato su un reddito che non è ancora stato attribuito al socio e che appartiene ad altro soggetto, la società. Come sappiamo, la società è un soggetto giuridico con propria autonomia, che per assurdo potrebbe anche non deliberare mai la distribuzione di detti utili. Ci troviamo di fronte, quindi, ad un dilemma particolare che ci lascia perplessi. Si tratta di un meccanismo che, oltre a far versare al socio amministratore doppi contributi, ne determina parte su redditi della società, redditi questi che il socio non ha ancora percepito e che forse mai percepirà.

Arrivati a questo punto vorrei fare un riepilogo della situazione, per verificare quando è necessario versare i contributi INPS. In particolare mi vorrei concentrare su un aspetto su cui spesso vengo chiamato ad offrire consulenza. Mi riferisco alla possibilità di evitare la doppia contribuzione INPS del socio amministratore di SRL. Sul punto occorre verificare quando si è obbligati a versare i contributi (artigiani e commercianti) INPS. L’iscrizione a questa gestione previdenziale è dovuta quando si verificano contemporaneamente questi due requisiti:

  • Esercitare un’attività iscrivibile alla gestione artigiani e commercianti INPS;
  • Essere un socio / lavoratore della SRL.

In sostanza, se riesci a verificare uno di questi due requisiti, sicuramente puoi essere esonerato dalla doppia contribuzione INPS. Proviamo a vedere in dettaglio questi due requisiti.

Attività economica NON iscrivibile alla gestione artigiani e commercianti INPS

Quali sono, quindi in concreto, le attività che portano all’iscrizione alla gestione artigiani e commercianti INPS?

Si tratta delle seguenti:

  • Attività commerciali in senso proprio e attività ausiliarie del commercio;
  • Attività di servizi e del turismo;
  • Oppure, attività di assicurazione e di promozione finanziaria.

Praticamente restano escluse solo le attività professionali e le attività industriali. Ed è proprio qui che devi prestare attenzione. Infatti, devi verificare se puoi inquadrare la tua azienda come “attività industriale“. Infatti

se inquadri la tua azienda come “attività industriale” non sei tenuto all’iscrizione alla gestione artigiani e commecianti INPS.

L’errore che commettono molti imprenditori è quello di richiedere volontariamente l’iscrizione come artigiani. Il fatto è che l’iscrizione come impresa artigiana ha delle facilitazioni per quanto riguarda i contratti di lavoro per i dipendenti. In sostanza, l’impresa artigiana paga minori contributi sulle buste paga dei dipendenti. Tuttavia, questo vantaggio, porta con se il fatto di rendersi iscrivibili alla gestione artigiani INPS.

Che cosa fare quindi? Verifica l’attività che concretamente svolgi. Ti faccio qualche esempio. Se importi dall’estero prodotti per venderli nei tuoi negozi allora sei sicuramente un commerciante (ovvero paghi INPS). Se invece acquisti dei semilavorati e poi termini la produzione qui in Italia allora non sei più un commerciante. Diventi un “produttore che vende”. In questo caso puoi liberamente scegliere di iscriverti come industria, invece che come artigiano. Tuttavia, devi verificare di essere in possesso dei requisiti per poterti iscrivere nel settore industria, da verificare con la Camera di Commercio di competenza.. In caso positivo avresti una soluzione praticabile per ridurre la contribuzione INPS!

Ridurre la tua quota di partecipazione nella società

Il secondo requisito per essere obbligato a pagare i contributi INPS è quello di essere un socio lavoratore. Il socio lavoratore è una persona che lavora dentro all’azienda. Quando parlo di “lavoro in azienda” mi riferisco ad una attività svolta in modo abituale e continuativo. Solitamente si parla dell’amministratore o di un socio di minoranza che opera con contratto di lavoro dipendente nella società. In pratica se la tua SRL si occupa di ingegneria e tu sei l’amministratore che firma tutti i progetti, sei un socio lavoratore. Quindi sei obbligato ad iscriverti all’INPS.

Come è possibile allora ridurre la contribuzione INPS?

In questo caso devi valutare se ti è possibile ridurre la tua quota di partecipazione nell’azienda! In pratica i contributi INPS artigiani e commercianti vanno calcolati sulla tua percentuale di partecipazione all’azienda. Se la tua azienda realizza, ad esempio, una quota di 100.000 euro di utili e tu hai il 90% delle quote della società allora il tuo INPS sarà calcolato su 90.000 euro di imponibile. Con un aliquota di circa il 25% di contribuzione INPS, la quota da versare ogni anno è elevata. Se decidi di intestare (cedere, donare, o cedere l’usufrutto) delle quote che detieni verso un altro soggetto (non amministratore della società), la tua quota di reddito imponibile previdenziale scende e con essa anche i contributi previdenziali da versare. Insomma, minore è la quota societaria che detieni, minore è la quota di contributi che devi versare!

In questo caso non è possibile evitare la contribuzione, ma almeno è possibile ridurre di molto la quota dei contributi dovuti. La soluzione, quindi, potrebbe essere quella di intestare le quote della tua SRL a soci di capitale che non intervengono nella gestione, lasciandoti una partecipazione di minoranza nella società. La soluzione più estrema è quella di non essere più socio della SRL. Infatti, l’amministratore che non è socio della medesima SRL non deve iscriversi alla gestione commercianti o artigiani (prevista soltanto per i soci), ma sul compenso da amministratore è sottoposto all’INPS Gestione separata.

Creazione di un gruppo societario:
In alcuni casi la creazione di un gruppo societario, può determinare un cambiamento degli oneri contributivi a carico dei soci della SRL operativa. Immagina una situazione dove una SRL viene detenuta da due soci al 50%, che sono anche amministratori della stessa. Qualora i due soci decidano di conferire le proprie quote di partecipazione in una holding, si viene a costituire un gruppo societario. A quel punto la SRL operativa non è più partecipata dalle due persone fisiche, che possono decidere di restare amministratori, se vogliono effettuare questa attività, oppure restare come soci della holding, senza intervenire nella gestione della SRL, nominando un manager come amministratore della società.

Società semplice holding che controlla la SRL operativa

Una ulteriore possibilità che può essere valutata per superare la problematica della doppia contribuzione INPS è quella di costituire una società semplice holding, ovvero una società che non può svolgere attività commerciale, per detenere le quote della SRL operativa. In questo modo, non essendoci più coesistenza della figura del socio con quella dell’amministratore della SRL, l’INPS non può richiedere il versamento dei contributi dovuti alla Gestione commercianti. La costituzione di una società semplice in cui conferire le quote di partecipazione della tua SRL comporta l’effettuazione di un’operazione fiscalmente realizzativa, tuttavia, tale svantaggio deve essere ponderato attraverso i vantaggi che questa scelta può portarti, come ad esempio:

  • L’impignorabilità da parte di terzi delle quote della società semplice, ed indirettamente della tua SRL;
  • La protezione patrimoniale;
  • L’esenzione dal versamento dei contributi previdenziali sulla SRL.

Questa opzione, comunque, deve essere ponderata e valutata attentamente, in relazione alle tue esigenze, ma soprattutto alle esigenze della SRL con cui operi.


Doppia contribuzione del socio amministratore di SRL: la giurisprudenza

Per quanto riguarda la giurisprudenza sull’argomento devono essere segnalate due interessanti pronunce della Corte di Cassazione. Si tratta della sentenza n. 3637 del 13 febbraio 2020 e la sentenza n. 3829 del 14 febbraio 2020 entrambe emesse dalla Sezione Lavoro della Corte di Cassazione. Entrambe le sentenze hanno confermato l’orientamento giurisprudenziale secondo il quale l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti dell’INPS, in caso di socio amministratore di SRL, vi è solo se vi sia da parte del socio la concreta partecipazione al lavoro aziendale con carattere di abitualità e prevalenza.

Nel tempo abbiamo assistito a diversi contenziosi che hanno avuto ad oggetto la questione in quanto l’INPS in alcuni casi procede d’ufficio all’iscrizione alla gestione commercianti di soggetti che cumulano entrambe le qualifiche. Si tratta di doppia iscrizione previdenziale che, talvolta, come dimostrato anche nelle sentenze sopra citate, risulta illegittima. Da un punto di vista giurisprudenziale possiamo dire che solo quando il socio amministratore di una SRL partecipi al lavoro aziendale con abitualità e prevalenza ha l’obbligo di doppia iscrizione INPS. Al contrario, se l’attività svolta è solo quella di amministratore l’unica iscrizione dovuta è quella alla gestione separata.

Il presupposto imprescindibile per l’iscrizione alla gestione commercianti è, in conformità alla Legge n. 662/96, art. 1, comma 203, lo svolgimento di un’attività commerciale e la partecipazione personale al lavoro aziendale, con carattere di abitualità e prevalenza, come espressamente previsto tra i requisiti dalla norma, non essendo sufficiente la qualifica di socio di una società commerciale. Nel caso in cui l’attività dell’amministratore, anche socio, si concreti in un atto sostanzialmente gestorio e manchi  la prova dell’esercizio abituale e prevalente dell’attività d’impresa oggetto della società si deve desumere l’assenza dell’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti (vedi anche, Cassazione Sezione Lavoro, n. 18281 del 08/07/2019).

Le novità dell’ordinanza 1759/2021 della Corte di Cassazione 

Con la pubblicazione dell’ordinanza 1759 del 27 gennaio 2021, la Corte di Cassazione, sezione civile è intervenuta sul tema della doppia iscrizione previdenziale dei soci amministratori di società a responsabilità limitata. L’aspetto da evidenziare è che l’ordinanza non esclude la fattispecie di doppia iscrizione previdenziale, che rimane in vigore (in quanto prevista dalla legge). L’importanza di questa pronuncia riguarda il principio da seguire per la doppia iscrizione previdenziale.

Di fatto, le mansioni intellettuali svolte da parte dell’amministratore di società a responsabilità limitata non presentano da sole caratteristiche idonee a poter iscrivere il socio che svolge questo incarico alla gestione commercianti.

Secondo la Cassazione l’attività che giustifica la doppia iscrizione previdenziale deve essere diversa dall’attività di amministratore che si sostanzia nell’attività di supervisione, dall’essere referente di clienti e fornitori o l’aver assunto un dipendente. Quindi, lo svolgimento della sola attività di amministratore, senza alcuna partecipazione all’attività materiale ed esecutiva dell’azienda non può giustificare l’iscrizione alla gestione commercianti. Di fatto, la sola qualifica di socio di capitale di una società di capitali, con responsabilità limitata al capitale sottoscritto e con partecipazione alla realizzazione dello scopo sociale esclusivamente tramite il conferimento di tale capitale, non può essere significativa dell’attività commerciale svolta nell’azienda. Le cose cambiano, tuttavia, ad avviso dello scrivente, quando l’amministratore è anche l’unica persona che opera all’interno della società. In questo caso è inevitabile che ci sia il concreto svolgimento di attività commerciale (per cui viene richiesta l’iscrizione alla gestione commercianti). In definitiva, soltanto l’attività intellettuale di direzione e coordinamento svolta dall’amministratore, non consente la doppia iscrizione alla gestione commercianti, a condizione che la concreta attività di gestione sia svolta dai dipendenti dell’azienda e non anche dal socio amministratore.

Onere probatorio sempre a carico dell’INPS

La prova della partecipazione al lavoro aziendale con abitualità e prevalenza del socio amministratore di SRL deve essere accertato con onere probatorio a carico dell’ente previdenziale, in modo da dimostrare effettivamente l’esistenza del presupposto impositivo. A tal proposito, possono assumere rilevanza ai fine della prova la complessità dell’attività, la presenza di dipendenti o collaboratori, la loro qualifica e le mansioni svolte (vedi Cass. n. 8613 del 2017) nonché l’organizzazione dell’attività stessa. Dunque, stando alla Corte di Cassazione, l’attività intellettuale di direzione e coordinamento svolta dall’amministratore SRL, qualora gli sia dato un compenso, è soggetta a contribuzione Separata. Tuttavia, questo tipo di incarico non presenta i requisiti per l’iscrizione alla Gestione IVS commercianti. Tra l’altro, questo obbligo, è escluso per coloro che sono solo soci di capitale della SRL.

Ad esempio, supponiamo che Mario sia socio amministratore di Alfa SRL. Se lui, nel suo ruolo, svolge solo attività di attività di supervisione e referente per i clienti o i fornitori, o si occupa dell’assunzione di un dipendente, non è soggetto a versare i contributi INPS commercianti. Questo in quanto tali mansioni rientrano tra le normali attività che che svolge l’amministratore di SRL (iscrivibile solo alla Gestione Separata).

L’aspetto innovativo della Sentenza in commento è che diventa onere dell’INPS individuare le prove della partecipazione diretta dell’attività materiale ed esecutiva nell’azienda del socio amministratore. Deve trattarsi di attività tale da far rientrare il socio tra le fattispecie di iscrivibilità alla Gestione Commercianti INPS. Dunque, la sentenza esclude la possibilità di una iscrizione d’ufficio solo per il semplice fatto che vi sia una figura di socio e amministratore, come invece finora avvenuto.

Doppia contribuzione del socio amministratore di SRL: conclusioni

In questo articolo ho cercato di riepilogarti la disciplina legata alla doppia contribuzione INPS del socio amministratore di SRL. Se ti trovi in questa fattispecie il doppio obbligo previdenziale sicuramente è un aspetto da non sottovalutare. Soprattutto da un punto di vista finanziario le uscite potrebbero arrivare ad essere rilevanti.

La Gestione Commercianti ed Artigiani INPS prevede, infatti, che il versamento contributivo sia basato sul reddito societario spettante al socio. Questo significa che se la SRL ha un reddito di 100.000 euro e la tua quota come socio è del 50% dovrai versare i contributi su 50.000 euro. Il versamento contributivo su questa quota è indipendente dal fatto che il socio abbia avuto davvero a disposizione questa cifra. L’SRL, infatti, potrebbe anche non aver erogato questa quota al socio. Socio che, comunque, si trova gravato da questo onere contributivo. Per questo motivo, è opportuno valutare bene, al momento della costituzione della tua SRL, la corretta struttura di corporate governance. Questo al fine di “gestire” correttamente la contribuzione INPS.

Quello che voglio dirti è che vi è la possibilità di eliminare la “problematica” della doppia contribuzione INPS del socio amministratore di SRL. Tuttavia, per poterlo fare è necessaria una attenta analisi della tua struttura societaria. Dopo la sentenza 1759/2021, si ha un piccolo passo avanti sulla questione. Infatti, ove vi sia lo svolgimento da parte del socio di attività di amministrazione ed attività concreta di lavoro per la società, questi deve essere iscritto da subito alla doppia contribuzione INPS. Tuttavia, nei casi in cui il socio svolta l’attività di amministratore, e non svolte attività economica prevalente per conto della società, l’INPS non dovrebbe procedere ad effettuare iscrizioni d’ufficio, ma dovrebbe portare prove per la dimostrazione dell’attività economica prevalente svolta dal socio di SRL.

Se hai letto questo articolo e ti sei reso conto che hai bisogno di una analisi della tua società per migliorare questo aspetto ed eliminare la doppia contribuzione, contattami! Segui il link seguente e mettiti direttamente in contatto con me. Ti risponderò nel più breve tempo ed insieme organizzeremo una call per risolvere i tuoi problemi.

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    248 COMMENTI

    1. Articolo interessante. Ma non mi é chiaro se ci si deve iscrivere ad entrambe le gestioni inps nel caso in cui l’amministratore é un socio NON LAVORATORE, nel caso cioé in cui il soggetto si limita ad amministrare la societá senza partecipare con ruoli operativi.

    2. Salve, per evitare l’iscrizione alla gestione commercianti il socio amministratore di Srl deve dare prova di avere un’altra attività lavorativa prevalente, come ad esempio un reddito da lavoro dipendente presso altra società. Se non si è in grado di dimostrare che effettivamente la nostra attività lavorativa è presso altri, l’iscrizione alla gestione commercianti dell’Inps è obbligatoria, anche se non si presta effettivamente un’attività lavorativa per la società. L’Inps presuppone che l’amministratore presti la propria opera lavorativa per l’azienda per cui è stato chiamato a coprire la carica, anche se poi di fatto non si effettua alcuna attività concreta.

    3. La ringrazio per la sua risposta e mi complimento con lei per la sua preparazione.
      Resta da capire cosa si intende per “prevalente”.
      1) Prevalente rispetto l’attività di amministratore? O prevalente rispetto l’attività svolta in azienda come socio lavoratore?
      2) Nel nostro caso il socio unico (che si è candidato come amministratore unico) ha una ditta individuale di libero professionista iscritto all’ex gestione ENPALS (lavora poco). Cosa guarda l’INPS per accettare che l’attività esercitata con la ditta individuale è prevalente rispetto quella esercitata nella società?

      Infine le chiedo se può indicarmi delle sentenze di cassazione che trattano il caso in cui un socio amministratore veniva aggredito da INPS per l’iscrizione alla gestione commercianti, pur avendo il soggetto altra attività, ma “non prevalente”. Leggendo qualche sentenza forse mi sarà più chiaro cosa si intende per “prevalenza” e cosa guarda INPS per accettare che vi sia prevalenza in altre attività.

      Grazie per il suo aiuto!

    4. Grazie, in questi casi per evitare la contribuzione Inps bisogna dimostrare che il socio amministratore svolge un’altra attività lavorativa in maniera prevalente rispetto a questa. In questo caso se il socio amministratore ha una ditta individuale e svolge, quindi, altra attività può essere esonerato dalla contribuzione Inps alla gestione commercianti, sempre che la stessa Inps valuti in maniera positiva che il socio amministratore svolga prevalentemente l’attività in forma individuale rispetto all’attività di socio lavoratore nella Srl. A mio avviso, può esserci il rischio che l’Inps non valuti l’attività di lavoro autonomo come prevalente e che quindi iscriva di ufficio il socio alla Gestione commercianti. Per quanto riguarda le sentenze, la ricerca è un’attività che richiede troppo tempo per essere svolta gratuitamente. Spero di averle risolto comunque qualche dubbio.

    5. Condivido l’interesse per l’articolo e i dubbi sul tema della “prevalenza” espressi da Carlo. Un socio amministratore che, senza compensi per l’attività di amministratore, ha un lavoro subordinato presso un’altra azienda, dovrebbe quindi evitare l’iscrizione e la contribuzione INPS come artigiano o commerciante e l’iscrizione alla gestione separata e contribuzione come amministratore?
      Nel caso in cui invece fosse dipendente della stessa società, oltre che socio ed amministratore, non varrebbe più il criterio della “prevalenza”?

    6. Salve, il caso del lavoratore dipendente che venga nominato ad essere anche amministratore di società rappresenta una fattispecie assai dibattuta, sia in ambito fiscale che previdenziale. L’Inps con la circolare n. 179/89 ha chiarito che quando il lavoratore subordinato assume la carica di amministratore unico o di presidente del consiglio di amministrazione, esprimendo i poteri di comando in prima persona, il dipendente diventerebbe il subordinato di se stesso e per questo motivo l’Ente disconosce la disconosce l’assoggettabilità agli obblighi contributivi. In pratica l’Ente, in questi casi, non eroga la pensione, nonostante i contributi versati come lavoratore dipendente (l’unica cosa da fare è chiedere il rimborso dei contributi). Questo significa che per l’Inps il lavoratore dipendente nominato amministratore deve comunque versare i relativi contributi in quanto il rapporto di lavoro subordinato viene disconosciuto, e con esso il riconoscimento della pensione da lavoratore dipendente. Anche il Fisco, in questi casi disconosce la deducibilità in capo all’azienda dei contributi versati in capo al lavoratore dipendente (articolo 95, comma 1, del Tuir).

    7. Fermo restando il dibattito in corso sulla doppia imposizione in gestione separata e iscrizione commercianti del socio amministratore (pur se non socio unico ma di maggioranza) il quale intraprenda una attività o un ruolo operativo in società (pur se non ravvisabile un rapporto di dipendenza subordinata); dando per assodata tale ovvia impostazione secondo l’INPS, cosa osta al versamento da parte della srl dei contributi IVS e di quelli in gestione separata ? Ovvero in altri termini è obbligatorio che tali versamenti siano esplicitamente a carico della persona fisica socio e amministratore che sia pertanto obbligato ad eseguire versamento tramite F24 da conto corrente bancario personale ? Cosa succede se invece tali versamenti vengano eseguiti dalla srl ?

    8. I contributi sono a carico del socio, e non della società. Se il contributo viene pagato dalla società, in caso di insolvenza della stessa, il pagamento dei contributi del socio potrebbe configurare una appropriazione indebita di attivo. Quindi il socio potrebbe essere chiamato alla restituzione della somma.

    9. condividendo quanto sopra detto, rimane il dubbio se tali contributi, seppur versati dalla società, possano essere portati in deduzione dal socio. Cosa ne pensate a riguardo?
      Grazie in anticipo.

    10. Ripeto il contributo è strettamente personale e come tale deve essere versato dal socio. Se impropriamente dovesse essere versato dalla società a nome del socio, l’interpretazione più stringente non ne permetterebbe la deduzione fiscale. Tuttavia, l’Agenzia chiede esclusivamente in caso di 36-ter copia del versamento ove non si capisce chi ha effettuato il versamento. Lei cosa ne pensa?

    11. buongiorno,
      io ho aperto una srl per una attività legata al fitness, volevo capire gli effettivi costi, cioè contributo INPS, SUI 900 EURO trimestistali, mentre come socio lavoratore in busta ho le stesse tasse di un lavorarore normale? posso detrarre qualcosa dalle tasse della p/i della società?

    12. I contributi Inps che le sono dovuti per la sua qualità di socio amministratore non possono essere pagati dalla società, ma sono a suo carico. Il patrimonio della società e il suo personale sono due cose distinte. Qualora dovessero esserci prelevamenti ingiustificati per suoi pagamenti personali, potrebbe rischiare molto nella malaugurata ipotesi in cui in futuro le cose andassero male. Quello che per la società è un costo che può detrarre dalla tasse è il pagamento del suo compenso e dei suoi contributi come amministratore lavoratore dipendente.

    13. Condivido la domanda del sig. Vincenzo, che non è per nulla banale. La questione è che l’Amministratore percepisce un compenso e la società può avere un utile (fiscale) che non viene distribuito. In sede di calcolo dei contributi a percentuale dovuti, il socio potrebbe trovarsi a non avere liquidità per versare contributi a percentuale su utili che non sono stati distribuiti. Purtroppo individuare una soluzione è complicato

    14. Buongiorno, ringrazio per l’interessante articolo. Di seguito un semplice caso che vorrei comprendere nel migliore dei modi. Srl con due soci A e B, A all’80% B al 20%. B ha un’attività lavorativa presso altra società che lo occupa per la maggior parte del suo tempo. A verrebbe assunto dalla società in oggetto con contratto a tempo indeterminato etc. B sarebbe l’amministratore unico senza compenso. In questo caso, A dovrebbe versare i contributi, mentre B non dovrebbe versare alcun contributo, è corretto? grazie mille per la cortesia

    15. Si, il ragionamento è corretto: A versa i contributi da dipendente, B non versa contributi alla gestione commercianti perché quella di amministratore non è la sua attività prevalente.

    16. Grazie mille per la celere risposta, credo che questo possa essere uno dei tanti modi di rendere più efficiente una struttura in cui uno dei soci risulta operativo. O sbaglio? Grazie di nuovo

    17. Molto utile l’ultimo intervento!! Ma scusate nel caso di una SAS invece (al di la del rischiare sino al capitale versato nell srl) non risulta più conveniente? Socio A al 40% socio B al 60%. A accomandatario e B accomandante. In questo caso A dovrebbe versare contributi solo sul 40% dell’utile mentre B nessun contributo. giusto? l’IRPEF invece è calcolata sulla quota di capitale detenuta?

    18. Sono Rocco, attualmente ho una snc insieme a mio fratello, il quale vuole usciere come socio e continuare come dipendente. Cosa mi consigliate una ditta individuale o una srls. Il volume d’affari attualmente non è molto alto. Grazie

    19. Salve Rocco, non è possibile con solo queste poche informazioni fornirle una risposta concreta e utile. Per capire cosa è meglio fare è necessario analizzare i dati della snc prima di poter rispondere.

    20. Buonasera, mi permetto di chiedere lumi sul mio caso: srl con 2 soci entrambi non lavoratori, nominano un Amm. Unico senza compenso, che ha già un contratto di lavoro dipendente par time (20 ore sett.) presso altra azienda.
      In merito ai contributi INPS i due soci non devono versare nulla (corretto?), mentre l’Amm. Unico come si deve porre?
      Grazie
      saluti

    21. Buongiorno, complimenti per il servzio, molto interessante.
      Volevo porvi una domanda: siamo due soci alla pari di Srl e coamministratori, nonché soci lavoratori, se ho ben capito siamo tenuti a pagare aliquota contributiva alla sezione commercianti come soci lavoratori e a alla gestione separata i contributi come amministratori, sappiamo che il lavoro di amministratori è molto limitato nel tempo rispetto al lavoro tecnico giornaliero, è possibile con verbale di cda stabilire un compenso come amministratori es 20% del reddito prodotto procapite e pagare i contributi inps alla gestione separata limitatamente a questo 20%?
      Se così non fosse, non ritiene ingiusto che una persona fisica che faccia lo stesso ns lavoro si limita a pagare solo i contributi alla sezione commercianti?
      Grazie
      Saluti

    22. I contributi alla gestione commercianti si pagano in base al reddito della società, mentre la gestione separata si paga in base al compenso da amministratore. Per stabilire il vostro compenso da amministratori, dovete fare un verbale assembleare che ne stabilisca l’importo.

    23. Mi trovo proprio in questa situazione. In quanto socio unico e amministratore, percepisco un compenso come amministratore e gli utili non verranno distribuiti. La contribuzione INPS che sono tenuto a versare, è quindi superiore allo stesso compenso che percepisco (indicativamente 15.000€ di contributi dovuti, con un compenso di 1200€/mese netti). Come posso quindi pagarlo dal mio conto personale, non avendo liquidità? Mi sembra assurdo che debba per forza prelevare utili (pagandoci ulteriori tasse) solo per riuscire a far fronte al pagamento dei contributi! Qualche idea?

    24. Purtroppo il meccanismo è questo, i contributi dovuti alla gestione commercianti si calcolano sulla quota parte di reddito attribuibile a lei dalla società, anche se questo reddito non è stato effettivamente percepito. Poi ci sono i contributi alla gestione separata che vanno in base al compenso preso nell’anno come amministratore. E’ molto frequente che ci si trovi nella sua situazione, ma è possibile adottare degli accorgimenti. Uno è quello di prendere dividendi, ad esempio.

    25. Buonasera. Nel mese di giugno 2016 sono andato in pensione e ho trasformato la mia società snc in sas diventando socio accomandante e mia figlia accomandataria. Il 16 febbraio dovrei versare la quarta rata di contributi relativi all’attività di Commercio esercitata appunto fino al 2016. Sono altresì socio e amministratore unico di una srl immobiliare proprietaria di una palazzina da cui non ricevo nessun compenso come amministratore, non ci sono dipendenti e che gestisce solo due affitti uno di un negozio e uno di un’abitazione. In pratica mi limito a porre una volta all’anno le firme sui bilanci che predispone il commercialista. E’ corretto che l’Inps mi chiede di versare i contributi come amministratore di questa immobiliare? grazie

    26. Buona sera. Vorrei acquistare una quota di una società srl, la società è composta da 4 soci e ognuno ha il 25%. Io dovrei acquistare la quota dell’amministratore che ha p.iva e quindi si paga i contributi personali. Potrei acquistare la quota dell’amministratore ma essere assunto? Praticamente dovrei essere l’amminisrtatore socio lavoratore, è possibile? Vi ringrazio per la risposta che mi fornirete… Distinti Saluti

    27. Lei acquista la quota del socio che è anche amministratore. Tenga presente che lei acquista la quota e non la carica. Se il socio amministratore esce dalla società darà le dimissioni dalla carica di amministratore e l’assemblea dei soci eleggerà il nuovo amministratore, che potrebbe anche non essere lei.

    28. salve,
      nel caso in cui una sas artigiana si trasformi in srl, conviene che mantenga la qualifica di artigiana oppure no? in termini di contributi inps cosa cambia? premetto che il socio accomandatario manterrebbe la partecipazione maggioritaria nella società.. qualora diventasse srl industria l’ex accomandatario potrebbe essere assunto dalla società come socio lavoratore? di modo che i contributi vengano pagati direttamente dalla società?
      nel caso in cui invece rimanesse srl artigiana… lui continuerebbe a versare i contributi inps in qualità di artigiano? e lui come verrebbe tassato? ringrazio anticipatamente per l’attenzione…

    29. Il fatto che una società abbia la qualifica di artigiana non è discrezionale ma dipende dall’attività esercitata. Ogni Srl ha almeno un amministratore, che se riceve compensi versa i contributi alla gestione separata dell’Inps. Se poi l’amministratore è anche socio deve versare i contributi anche alla Gestione commercianti. I contributi sono personali. La società in ogni caso versa solo quelli relativi alla propria quota di competenza, il resto è a carico dell’amministratore.

    30. buongiorno,
      vorrei sapere se i contributi riguardanti la gestione commercianti possono essere pagati all’inps dalla società stessa o se è obbligatorio il pagamento da parte dei soci.
      grazie e saluti

    31. L’iscrizione alla Gestione commercianti è del socio e non della società. La responsabilità di tale pagamento è esclusivamente in capo al socio. Se paga la società, in caso di procedure fallimentari l’amministratore potrebbe essere accusato di distrazione di pagamento, o bancarotta preferenziale. Bisogna fare attenzione.

    32. Buongiorno, nel caso in cui si dovesse costituire una srl unipersonale, relativa a noleggio a freddo di mini escavatori, il socio unico con carica di amministratore può essere esonerato dal versamento dei contributi inps pur non essendo dipendente di altre società? In caso di risposta affermativa, per evitare il pagamento di detti contributi, è possibile coadiuvare l’amministrata mezzo terza persona a titolo gratuito?
      Grazie e buon lavoro

    33. Certamente, i soci nominano un amministratore che lavora per la società, in questo modo si è esonerati dal versamento dei contributi alla gestione commercianti.

    34. Buongiorno, ho intenzione di costituire una Srl di cui essere socio unico amministratore. La Srl verrebbe amministrata grazie alla mia attività lavorativa ma non sarei un dipendente della stessa. Non avrei altri impieghi di lavoro dipendente ne svolgerei altre attività di lavoro autonomo al di fuori della Srl.
      In questo caso dovrei iscrivermi all’INPS alla gestione artigiani e commercianti ed anche alla gestione separata? Oppure i contributi che verserei sono sono quelli dell’iscrizione artigiani e commercianti?
      Ringrazio anticipatamente per la risposta, distinti saluti.

    35. Buongiorno,
      Sono da 20 anni iscritto alla gestione commercianti. Da quest’anno sono socio al 50% di una Srl, di cui sono anche amministratore unico. Lavorerò prevalentemente (se non esclusivamente) per la Srl, e da questà verrò pagato sulla base di un contratto che prevede un fisso (es 50) + un variabile (es altri 50) commisurato ai risultati che sarò in grado di generare per la Società. Non percepirò alcun compenso come amministratore. In questa fattispecie, potrò continuare ad assoggettare i miei redditi a contribuzione INPS gestione commercianti? Se sì, sulla base di quale norma? Se invece percepissi anche (o solamente) un compenso come amministratore, come dovrei comportarmi? Grazie in anticipo.

    36. Sicuramente come socio amministratore della società che presta la propria attività nella società è tenuto ad iscriversi alla gestione commercianti. Se lei è amministratore allora dovrà pagare i contributi alla gestione separata Inps.

    37. Salve sono un artigiano e socio amministratore di una srl non lavoratore la mia attività e esclusivamente nella mia azienda artigiana, L inps mi chiede i contributi calcolati su utili mai divisi del srl è corretto ?
      Mi consigliano il ricorso

    38. L’Inps le chiede, immagino, i contributi sul reddito della Srl. Si tratta dei contributi, in forma variabile, per i redditi che superano il minimale. Con queste informazioni quello che sta facendo l’Inps è corretto.

    39. Buongiorno,
      siamo due soci al 50% di una srls, dipendenti della stessa, quindi con attività prevalente nella stessa.
      Semplificando, la società dichiara un utile di 100.
      – i contributi Inps dell’amministratore dovuti alla gestione commercianti su che base si calcolano? su 100 o su 50?
      – è possibile avere dei dividendi per i due soci, in modo tale da abbattere questo problema?
      Ringrazio anticipatamente per la risposta, Cordiali Saluti.

    40. I contributi dei soci si calcolano sul reddito della società in base alle percentuali di partecipazione. Sull’utile i soci possono decidere di distribuirlo attribuendosi i dividendi.

    41. Buonasera, sono socio al 50% di una srls che si occupa di commercio al dettaglio di articoli da regalo.
      Sia io che il mio socio siamo amministratori della società. non percepiamo compenso come amministratori. La società ha assunto un familiare con contratto Full Time come dipendente del negozio.
      In tale scenario, i due soci amministratori dovranno essere iscritti alla gestione separata inps, ma non saranno tenuti ad alcun versamento in quanto non percepiscono compenso giusto? i due soci – amministratori sarebbero obbligati all’iscrizione anche alla gestione commercainti, nonostante la presenza di un dipendente a tempo pieno, che si dedica all’attività?

    42. I due soci devono iscriversi e versare i contributi fissi alla gestione commercianti se la loro attività prevalente è quella che svolgono nei confronti dell’attività. Se non ci sono compensi amministratore non occorre l’iscrizione alla gestione separata.

    43. Buongiorno, sto valutando di acquisire le quote dei miei altri due soci di Srl. Io ho anche una PI personale e sono iscritto alla gestione separata INPS autonomi. Nel caso diventassi socio unico e amministratore della Srl, e, trattandosi di società di servizi informatici, mi occupassi prevalentemente di progetti venduti dalla società, se non ho capito male sarei tenuto ad iscrivermi anche alla gestione commercianti, corretto?

    44. Il socio amministratore di Srl che presta la propria attività prevalentemente nella società è tenuto all’iscrizione obbligatoria alla gestione commercianti Inps. Nel suo caso per evitare l’iscrizione dovrebbe dimostrare che la sua attività prevalente è quella di lavoro autonomo, ma non credo che otterrebbe, comunque l’esonero dall’iscrizione.

    45. No, come lavoro autonomo avrò solo qualche consulenza esterna. E poi, non essendo dipendente della società, fatturerei per progetti i servizi resi.
      Quindi per non essere soggetto a doppia contribuzione l’unica sarebbe avere un amministratore terzo. In questo caso quali sarebbero le condizioni per cui l’amministratore esterno non debba pagare ulteriori carichi contributivi?

    46. Grazie, vi chiedo solo alcuni chiarimenti, per me molto importanti.

      1. Sono amministratore unico della Srl ma non percepisco compensi a tale titolo. In questo caso non devo iscrivermi anche alla gestione separata. E’ corretto?

      2. Inoltre, sono già iscritto alla gestione commercianti poiché a livello personale sono un libero professionista iscritto all’albo dei consulenti finanziari (ex promotori), e per questa figura era previsto (fin dagli anni 90) l’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti. In qualità di consulente finanziario, quindi, presterò la mia attività (prevalente se non unica) per la Srl, la quale mi pagherà a fronte dell’emissione da parte mia di regolari fatture aventi per oggetto “consulenza finanziaria” (ciascuna fattura poi preciserà il tipo di consulenza finanziaria e il contenuto e lo specifico progetto). Questi ricavi, e solo questi, saranno assoggettati a contribuzione Inps gestione commercianti. E’ corretto?

      3. L’eventuale utile che resta nella Srl, qualora venga distribuito come dividendo, si aggiungerà (per la quota a me spettante) al mio reddito e sarà tassato come dividendo. E’ corretto?

      Grazie moltissime per i chiarimenti.

    47. 1. Corretto.
      2. Con la sua partita Iva assoggetterà a contribuzione tutti i compensi percepiti, sia quelli da amministratore che gli altri. Questo perché la gestione commercianti riguarda tutta la sua attività di consulente finanziario.
      3. Corretto.

    48. Grazie mille,

      Mi pare di capire quindi (al punto 2) che, qualora percepissi anche un compenso come amministratore, tale compenso sarebbe comunque assoggettato a contribuzione Inps Commercianti e non a Gestione Separata. Questo perchè io presto la mia opera prevalente nella Srl (di cui sono amministratore, oltre che socio al 50%). Giusto?

      Mi potrebbe dare qualche riferimento (se ce ne sono) alle norme che regolano questa fattispecie? Glielo chiedo solo per mia cultura, perchè da quanto ho capito si fa un sacco di confusione! Grazie di nuovo.

    49. Lei ha una gestione previdenziale con partita Iva che prevede la gestione commercianti, quindi il compenso confluirà nei redditi per il calcolo di quei contributi. Il compenso sarebbe assoggettato a tassazione separata se lei avesse un cedolino paga come dipendente.

    50. Buongiorno,
      vorrei chiedere due informazioni.
      – il 31 marzo 2017 si è divisa una società SNC, uno dei due soci ha “regalato” le quote all’altro e per far si che il socio “unico” potesse prendere una giornata libera, per svago o necessità, il 10% di queste quote è stato “regalato” a me. Prima che mi arrivassero queste due lettere io ho aperto una partita iva per una srls a socio unico per un’attività in proprio.
      Ora le mie domande sono
      Devo versare i contributi di quel 10% delle quote dell’altra società o essendo proprietaria di una partita iva propria e di uan società propria pago doppi contributi? I contributi relativi ad un 10% sono comunque i circa 4000 Euro annuali?

    51. Ma l’importo da versare è lo stesso sia se ho il 100% sia se ho il 10%?
      Un’altra domanda riguardo la SRLS. Ho letto che l’ammontare della società va da 1 euro a 9.999.99 ma che le banche non ti danno molta credibilità. Che senso ha allora fare la SRLS invece che la SRL? Solo una questione di risparmio economico nell’aprire la ragione sociale?

    52. L’importo da versare è quello dei contributi fissi. La Srls è stata creata da qualcuno che non conosce come gira l’economia, visto che con una società dal capitale da un euro non puoi certo presentarti in banca a chiedere credito. E’ un pasticcio all’italiana.

    53. Salve, sono disoccupato e vorrei costituire una srl unipersonale in regime di trasparenza, dove sarei unico socio, amministratore e lavoratore, ma senza percepire alcun compenso. Mi è chiaro che dovrò pagare l’Irpef anche se l’utile rimane in società, ma con l’Inps quali saranno gli obblighi?

    54. Salve, sono un dipendente full time a tempo indeterminato. Vorrei costituire una srl semplificata unipersonale, della quale sarei amministratore senza compenso, lavoratore e i guadagni sarebbero solo gli utili.
      A quale gestione dovrei iscrivermi?
      Secondo i vari post che ho letto a nessuna in quanto:

      1) Come amministratore non dovrei iscrivermi in quanto non percepisco compenso.
      2) Come lavoratore, non dovrei iscrivermi in quanto non iscrivibile, avendo come attività prevalente il lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato.

      E’ Corretto?

      Grazie

    55. buona sera , sono amministratore di una srl, vorrei riattivare la mia vecchia posizione enasarco come agente, devo pagare doppi contributi, sia come amministratore che come agente? grazie

    56. Buongiorno, avrei un quesito da porvi, ho ricevuto parerei contrastanti da diversi commercialisti interpellati e mi piacerebbe avere un vostro parere.

      Io e il mio socio stiamo per aprire una srl (un negozio) le quote e le cariche saranno suddivise in questo modo:
      Io 40% Amministratore e responsabile dell’azienda.
      Altro Socio 60% Amministratore.

      Il mio socio lavorerà in negozio e verra assunto come dipendente (affiancherà e coordinerà altri tre dipendenti non soci), in questo modo riceverà uno stipendio da dipendente e non pagherà l’Inps commercianti trimestrale. (qua pareri contrastanti dai professionisti interpellati, la maggior parte dicono che e possibile e che e la soluzione migliore, altri dicono che un socio non può essere assunto come dipendente)

      Io invece non lavorerò direttamente in negozio a contatto con il pubblico ma mi occuperò della sola amministrazione, mi recherò in negozio solo per poche ore, non tutti i giorni, per prelevare le carte da passare poi al commercialista e per prelevare gli incassi da versare in banca.
      Mi e stato detto di iscrivermi all’Inps commercianti in quando socio e di farmi fare una busta paga mensile come amministratore come compenso per le mie mansioni svolte. In questo caso pero avrei la doppia contribuzione, pagherei solo tasse…

      Qualcuno mi ha consigliato di non iscrivermi all’Inps commercianti non essendo un socio che lavora direttamente in negozio e di pagare solo la gestione separata per la carica di amministratore, ma in questo caso è possibile che una srl abbia due soci e nessuno dei due iscritto all’Inps commercianti?

      Un altra soluzione consigliatami da un commercialista e quella di aprire una partita iva individuale e fatturare le mie competenze alla srl come collaboratore esterno, in questo caso non pagherei l’inps come ditta individuale in quanto già iscritto a quella commercianti della srl.
      Sembrava la soluzione migliore sino a quanto mi sono rivolto al mio commercialista storico per l’apertura della mia posizione da individuale, mi ha fatto infatti notare che per consulenze non potevo aprire una ditta individuale ma potevo essere solo libero professionista in gestione separata, ritornando al punto di partenza, commercianti + gestione separata professionista.

      Insomma invece di chiarirmi le idee le ho molto più confuse di prima…

      Vi ringrazio anticipatamente dell’eventuale consiglio che spero possiate darmi.

      Saluti

      Alessandro

    57. Sono anche io dell’opinione che un amministratore non possa essere assunto come dipendente. Un amministratore ha una sua busta paga, e può lavorare nell’azienda, ma non ha un contratto di lavoro dipendente, questo è fuori discussione. Non credo alla soluzione della partita Iva, complica le cose, e le fa aumentare i costi. Se volete essere entrambi amministratori e soci, non ci sono soluzioni, c’è la doppia contribuzione Inps da versare. Naturalmente opzioni alternative ci sono, ma le riservo per i miei clienti.

    58. Grazie mille, mi rimane un dubbio, sempre nell’esempio precedente, con un utile di 100.000 euro che pero’ non viene distribuito, gli unici versamenti Inps da effettuare saranno di circa 3.600 euro annui?

    59. Il reddito fiscale della società viene imputato ai soci amministratori, per il versamento dei contributi. Se eccede il minimo oltre ai contributi fissi ci saranno anche i contributi in percentuale. Non conta se l’utile viene o meno distribuito conta il reddito generato dalla società.

    60. Buongiorno, lavoro con contratto co.co.co per un’azienda (quindi già iscritto alla gestione separata) e allo stesso tempo sono amministratore unico di una srl al momento senza dipendenti e con un piccolissimo fatturato annuo (sotto i 10000 euro e con bilancio in perdita) corrispondente an un impegno lavorativo di gran lunga inferiore a quello del lavoro per l’azienda. Posso ritenermi esente dall’iscrizione all’Inps (artigiani credo sia il mio caso)?
      Grazie, saluti.

    61. Buongiorno e grazie mille per il servizio.
      Per una Start up innovativa aperta come Srl unipersonale in regime ordinario,
      che per 5 anni non distribuirà utili e avrà l’unico socio (amministratore e lavoratore) ma senza stipendio.
      Ipotizzando utili non distribuiti per 30.000 euro l’anno per i primi 5 anni,
      quali sono gli adempimenti Irpef dell’amministratore durante questi 5 anni?

    62. Dovrà presentare la dichiarazione dei redditi, iscriversi alla gestione commercianti e versare i contributi in base al reddito della Srl. Le serve un commercialista, nel caso, siamo a disposizione.

    63. Buonasera, spiego la situazione di mia moglie (insegnante di liceo di ruolo) dipendente pubblica part time al 50 %.
      E’ titolare del 100 % delle quote e amministratore unico di una società di consulenza srl.

      Come Amministratore percepisce un compenso su cui paga i contributi INPS alla gestione separata.

      La società si avvale per la sua operatività di un procuratore speciale e di una serie di professionisti esterni.

      Scopre dopo il suo primo anno di attività che dovrebbe pagare i contributi ivs commercianti pari al 28 % circa del reddito della società. Sono obbligatori ? Visto che resta sempre il suo lavoro principale da insegnante ?

      Se annulla il suo compenso non deve più pagarli ? Grazie saluti

    64. Egregi,
      mi complimento per la precisione delle indicazioni e risposte.
      Mi rimane un quesito importante dato che ho ricevuto una quantità di cartelle che ritengo illegittime.
      SE UN SOCIO AMMINISTRATORE DI SRL NON PERCEPISCE ALCUN STIPENDIO NE REDDITO DALLA SOCIETA’ DEVE LO STESSO ISCRIVERSI ALLA GESTIONE SEPARATA? LA SOCIETA’ E’ TENUTA A VERSARE LA QUOTA INPS COMMERCIANTI ANNUA?
      Nello specifico del mio caso io svolgevo altri lavori per cui ho percepito emolumento amministratore e stipendi da altre aziende.
      Grazie ancora.

    65. Se l’amministratore non percepisce compensi non è tenuto ad iscriversi alla gestione separata. L’iscrizione alla gestione commercianti, invece, dipende dall’attività esercitata. Nel suo caso probabilmente le hanno fatto l’iscrizione al momento in cui è stata presentata la “ComUnica”, e quindi le sono arrivate le cartelle per i mancati pagamenti dei contributi. A questo punto, bisogna valutare se ci sono i presupposti per dimostrare che la sua attività lavorativa principale era altrove, e quindi chiedere la cancellazione dall’iscrizione alla gestione commercianti, e presentare ricorso per le cartelle arrivate.

    66. Buongiorno e complimenti per l’ottimo sito!
      Ho una domanda:
      Sono socio al 50% e co-amministratore di srls che opera nel campo web-design, grafica e multimedia. Stò valutando di aprire partita iva personale nel regime forfettario e cominciare a fatturare ad alcuni clienti che prima fatturavo con la società (il codice attività sarebbe il medesimo) e quindi non percepire più il compenso mensile da amministratore. E’ una cosa fattibile secondo lei?
      La ringrazio molto.
      Saluti

    67. Salve, avrei un quesito da porvi,e mi piacerebbe avere un vostro parere.

      Io e il mio socio stiamo per aprire una srl artigiana impianti elettrici a fine anno la ditta dove lavoriamo chiude.
      Le quote e le cariche saranno suddivise in questo modo:
      Io 50% Amministratore, responsabile tecnico e lavoratore
      Altro Socio 50% Amministratore, responsabile tecnico e lavoratore
      Un operaio dipendente
      Agli inizi non abbiamo utili da dividere fino alla presentazione del primo bilancio quindi dobbiamo escludere l’amministrazione trasparente
      Se gli amministratori non ricevono compenso non devono pagare contributi
      Come soci lavoratori dovremmo iscriverci alla gestione inps artigiani (abbiamo entrambi più di 20 anni come dipendenti) potrebbe essere penalizzante ai fini pensionistici ?
      Domanda : come possiamo percepire un compenso mensile almeno fino alla prima distribuzione degli utili
      Possiamo essere assunti come dipendenti ?

    68. L’amministratore non può essere assunto come dipendente. L’amministratore ha una busta paga con la quale percepisce il suo compenso, ma non sarebbe possibile che l’amministratore possa essere anche un dipendente. Le due figure sono antitetiche. L’amministratore percepisce un compenso, il socio percepisce l’utile, questo è il tipo di compenso che si può percepire. Poi le eventuali vie alternative, eventualmente le indichiamo ai nostri clienti.

    69. Se fosse un mio cliente non le consiglierei di operare in questo modo: 1. Non si può fatturare come soci amministratori agli stessi clienti della società, a meno di particolari vincoli contrattuali, 2. Ci sarebbe comunque Inps da versare e sarebbe tutta a suo carico.

    70. Buongiorno,
      la ringrazio per l’informazione. Le chiedo, perché un socio amministratore non può fatturare agli stessi clienti della società, tenendo conto che i clienti che fatturerò io NON verranno più fatturati dalla società (sono clienti che gestisco io).

    71. Salve,

      in merito al pagamento dei contributi previdenziali INPS vorrei chiedervi. Un socio amministratore di srl che non percepisce compenso e che lavora h24 per la sua società deve o no pagare i contributi INPS?

    72. Grazie per l’ottimo sito.
      La mia domanda è: sono un libero professionista iscritto ad una Cassa privata non di artigiani. Sto per istituire una società SRL con altri due soci. Tutti e tre vogliamo essere amministratori con pari poteri e dividere gli utili. Uno dei soci è lavoratore dipendente con attività prevalente e contratto indeterminato, un socio è disoccupato.
      Da quanto ho capito ognuno verserebbe i contributi propri autonomamente.
      1 – il socio lavoratore dipendente NON dovrebbe versarsi alcun contributo e non dovrebbe iscriversi alla Gestione commercianti perchè già avente attività prevalente, nè alla Gestione separata perchè non percepirebbe stipendio in quanto Amministratore. Corretto?
      2 – Io non dovrei iscrivermi alla Gestione separata, ma alla Gestione Commercianti? Avendo sì un’attività come libero professionista già iscritto ad Altra cassa, che obblighi INPS avrei come Amministratore di una SRL?

    73. I contributi hanno una parte fissa e una parte variabile. La parte variabile è imputabile al reddito della società. Per quanto riguarda invece la parte fissa: questa è sempre da pagare anche nel caso di un amministratore unico di società di capitali (es. srl) che svolge come unica attività quella di socio lavoratore e amministratore unico di srl ma non percepisce alcun compenso? E aggiungo ci sono fattispecie differenti nel caso in cui la srl sia una startup innovativa?

    74. 1 – Deve essere in grado di dimostrare la prevalenza dell’attività da dipendente nell’altra società rispetto a quella di amministratore
      2 – Deve iscriversi anche lei alla gestione commercianti e versare i contributi.

    75. Salve, un socio di capitali e quindi non lavoratore all’interno di una Srl, e che tra l’altro è iscritto ad un albo professionale è tenuto a pagare i contributi previdenziali? Grazie

    76. Buongiorno ,

      vorremmo intreprendere una attivita’ commerciale tramite costituzione di una S.R.L. semplificata composta da due soci , il socio A gia’ titolare di ditta individuale artigiana,il socio B lavoratore dipendente presso altra azienda.
      L’amministratore non percepira’ alcun compenso ed entrambi i soci non svolgeranno nella srl la loro attività prevalente. Qualis saranno gli obblighi contributivi Inps a carico dei soci?Leggendo i precedenti post parrebbe nessuno. E’ corretto?
      Grazie mille per la risposta

    77. sono amministratore di una srl di famiglia dove non svolgo nessuna attività e non ho nessun reddito.
      in questi giorni l’inps di Lecce mi ha comunicato che dall’inizio attività della srl (20129 sino al 2016 non ho versato contributi inps a mio nome. Preciso che l’attività per i primi tre anni ha chiuso i bilanci in perdita ed io continuo a non percepire nessun reddito; per tale periodo, l’inps mi ha richiesto di pagare circa € 25.000.00, è possibile tutto cio’? e come faccio a pagare?
      Grazie per la risposta, sono veramente in crisi, spero che mi diate una possibilità di uscire da questo tunnel.

    78. Se lei è socio amministratore della Srl e non può dimostrare di avere un altra attività di lavoro prevalente rispetto a quella nella Srl, la contribuzione Inps che le chiedono è dovuta. Naturalmente, per una risposta più precisa tutto andrebbe analizzato nel dettaglio. Questo è quanto posso dirle in questo momento.

    79. Buon pomeriggio. Articolo veramente interessante. Ho un dubbio: il socio unico ed amministratore unico di una SRL risiede nel Regno Unito. Non percepisce altri redditi da lavoro né in Italia né all’estero, oltre ad un compenso annuale lordo di circa 3.000 euro, come collaboratore della sua srl. Non ha mai percepito utili. Nella società non svolge alcuna attività se non quella di apporre le necessarie firme. L’INPS esige il pagamento dei contributi dovuti per la Gestione Commercianti 2016 (€ 3.613+interessi+sanzioni+oneri).
      Sono dovuti?
      Grazie per l’attenzione.

    80. Buongiorno,

      Ho aperto una start-up innovativa a settembre per poter goder dell’erogazione di un piccolo contributo che ho vinto partecipando ad un concorso provinciale con una mia idea imprenditoriale. È una srl ordinaria e io sono l’amministratore unico (99% delle quote).
      Ad oggi la srl è attiva ma non ha dipendenti e fattura 0.

      In quanto socio amministratore devo pagare i contributi previdenziali all’INPS?
      Ora sto cercando un lavoro per sostentarmi perchè ovviamente l’azienda ha solo spese.
      Ciò che chiedo è:

      1. C’è qualche problematica a lavorare per qualcun altro e contemporaneamente essere il socio amministratore di una srl?
      2. Si può essere assunti solamente come lavoratori DIPENDENTI o anche con p.iva? E in quest’ultimo caso, potrei usare la p.iva aziendale o ne dovrei aprire un’altra individuale?
      3. Qualora fossi tenuto a pagare i contributi previdenziali, da quando questi inizierebbero ad accumularsi? Nel mio caso specifico ad esempio, dovrei pagare qualcosa entro la fine del 2017?
      4. Se supponiamo che nelle prossime settimane trovi un lavoro, sono tenuto a pagare i contributi compresi tra la data di costituzione della società e l’inizio del lavoro dipendente o anche dopo?

      Grazie in anticipo delle preziose risposte che potrà fornirmi!

      Un saluto

      Giacomo

    81. Salve, mia moglie, già in possesso dei requisiti previsti per legge, vorrebbe aprire un bar e pertanto, per una nostra tranquillità famigliare, avremmo pensato di costituire (entrambi soci) una srls.
      Lei è disoccupata mentre io (che ho comunque l’ex REC) sono impiegato bancario.
      Vorrei sapere se fosse possibile, avendo altra attività prevalente come dipendente, evitare l’iscrizione inps e se comunque saremmo obbligati a farla per mia moglie.

    82. Buongiorno,
      non mi è molto chiaro su che base imponibile si calcola la contribuzione all’Inps gestione commercianti nel caso di un socio di una SRL. Nelle sue risposte parla di reddito d’impresa; si intende l’utile netto conseguito dalla società e distribuibile ai soci o l’utile della società ante imposte (IRES e IRAP)? Oltretutto vorrei sapere se solo il fatto di essere pensionato o studente vale come requisito per dimostrare che come socio non si svolge attività prevalente nell’azienda e quindi essere esonerati dal pagamento di tale contributo.
      la ringrazio molto

    83. Salve Gennaro, per risponderle è necessario analizzare la situazione ed eventualmente trovare una soluzione possibile per risolvere il suo problema. Se vuole possiamo sentirci in privato per una consulenza.

    84. Salve Paola, il reddito a cui faccio riferimento è il reddito fiscale della società. Non l’utile civilistico, derivante dal bilancio, ma il reddito fiscale su cui sono poi calcolate le imposte della società.

    85. Una società amministrata da un amministratore titolare di partita Iva può accantonare il TFM e dedurlo? Vi sono riferimenti normativi / sentenze / circolari dell’agenzia che negano tale comportamento? Grazie.

    86. Il TFM può essere erogato anche all’amministratore che opera con contratto da lavoro assimilato a quello dipendente. Tuttavia, se l’amministratore opera con partita Iva il TFM non può essere erogato.

    87. Buongiorno,
      sono un agente di commercio con partita iva ed iscrizione inps gestione commercianti dal 2010 nonché ENASARCO, quella della ditta individuale è la mia attività prevalente insieme a quella di socio lavoratore e amministratore di una snc sempre nel ramo delle rappresentanze per le quali pago regolarmente ogni anno sulle redditi denunciati ai fini IRPEF contributi IVS minimali ed eccedenti il minimale.
      Nel 2011 abbiamo costituito una società srl composta di 3 soci, nella quale il sottoscritto è amministratore,gli altri lavoratori ed ha anche una dipendente, la srl non è la mia attività prevalente, non vi svolgo attività lavorativa se non quella dell’amministratore, dal 2013 percepisco dalla stessa anche un compenso, sempre come amministratore per il quale mi sono iscritto alla gestione separata e mi sembra di aver fatto tutto in regola.
      Ad oggi ho ricevuto un avviso bonario dell’INPS che mi richiede contributi IVS non versati per la mia posizione commercianti calcolati sulla quota di utile non distribuito dalla srl dal 2011 al 2014,iscritti d’ufficio come redditi IRPEF, non mi sembra corretto, cosa devo fare? è giusto?

    88. Analizzare una situazione come questa senza documentazione è un po’ complicato. In ogni caso, bisogna vedere se lei è socio di questa società. Se lo è diventa difficile la difesa. In caso contrario è possibile valutare di intervenire.

    89. Sono socio amministratore della Srl, come descritto anche nel vostro articolo il carattere dell’abiltualità e prevalenza è però nella mia ditta individuale e non nella srl, mi vengono richiesti contributi IVS sulla mia posizione personale assimilati a un reddito di impresa da srl che non esiste in quanto gli utili non sono stati distribuiti ed io non ho percepito gli stessi negli anni richiesti, come posso pagare se non ho avuto redditi dalla società, e qualora fosse, dato che sono deducibili devo rifare tutte le dichiarazioni dei redditi dal 2011, mi scusi ma siamo al paradosso, soprattutto assimilare un reddito da capitale di una srl ad un reddito d’impresa con una circolare…

    90. Buonasera,
      Le vorrei sottoporre il seguente quesito: costituzione di Srl con 2 soci amministratori al 50% di cui uno libero professionista iscritto ad Inarcassa. Quest’ultimo potrebbe essere retribuito a seguito di una sua parcella emessa nei confronti della Srl per prestazione d’opera e consulenza? Se la risposta fosse affermativa, potrebbe continuare a versare i contributi previdenziali ad Inarcassa e non all’INPS?
      La ringrazio anticipatamente per la risposta.

    91. La risposta dipende dall’attività della società e dalle competenze richieste al socio per esercitare l’attività di amministratore. La possibilità di operare con partita Iva non è una libera scelta basata sulla convenienza. Comunque, nel caso in cui fosse possibile farlo, l’amministratore verserebbe i contributi alla propria cassa professionale di appartenenza.

    92. Buonasera, vorrei sottoporLe la seguente domanda:
      Ho un’attività artigiana famigliare con 4 dipendenti in cui la mia quota è del 50%.
      Ho anche una Srl in cui la mia quota è del 65% e diventerà fra poco del 52 % in virtù dell’aumento di capitale di un nuovo socio. Le quote saranno quindi così divise tra tre soci: 52% 28% 20%
      La mia domanda è come mi devo comportare nel momento in cui avrò un compenso amministratore, dal punto di vista inps naturalmente.
      Chiaramente la mia attività prevalente è e rimarrà quella artigiana.

      GRAZIE MILLE:

    93. Buongiorno, devo costituire una srl con attività di vendita materiale di ferramenta con altri 2 soci. Uno di questi soci è il commercialista che poi gestirebbe anche la parte contabile dell’azienda. Chiedo: è fattibile questa soluzione o c’è il rischio di incompatibilità ? Se dovessi essere l’unico socio iscritto alla gestione commercianti sarei solamente io a pagare i contributi sull’utile d’esercizio totale o riproporzionato in base alla % di proprietà dell’azienda? Spero di essere stato chiaro. Grazie Anticipatamente.

    94. Buonasera, sono un pensionato e amministratore unico di una srl, non presto la mia opera lavorativa ma percepisco un piccolo stipendio come amministratore.
      Essendo pensionato devo solo essere iscritto alla gestione separata giusto?

    95. Buonasera,
      Vorrei sapere se è necessaria la doppia contribuzione in questo caso:

      – soggetto dipendente a tempo indeterminato presso una srl e contemporaneamente socio unico ed amministratore di srls a socio unico (però senza percepire alcuno stipendio).

      Si è in presenza di doppia contribuzione? Una come lavoratore dipendente ed una come socio lavoratore?

      Grazie mille

    96. salv, devo creare una srls con un altro socio. ho 33 anni e sono già dipendente a tempo indeterminate. Il mio socio 23 ed è libero professionista con partita iva. devo prevedere ra I costi della srls che stiamo per costitguire, il versamento dell’inps e dell’inail per entrambi?
      grazie

    97. Per rispondere alla domanda bisogna analizzare in concreto la situazione, verificando il contratto di lavoro e cosa è stato indicato nella pratica di apertura dell’attività.

    98. Sono socio lavoratore ed amministratore di una srl nel settore del commercio e verso da 10 anni inps del settore commercio e artigianato. Se dovessi cominciare a percepire un contributo come amministratore, dovrei inscrivermi alla gestione separata? Se si posso mantenere l’aliquota attualmente in essere?

    99. Buonasera, vorrei sapere se l’amministratore di una srl a socio unico può essere “inquadrato” come cococo;
      questa persona già versa i contributi come coltivatore diretto, deve iscriversi solo alla gestione separata?
      grazie

    100. Buonasera, sono l’amministratore di una srl a socio unico senza dipendenti vorrei sapere qual’è la soluzione migliore per non pagare o per pagare il meno possibile i contributi INPS

    101. Sono amministratore unico e socio al 50% di una srls iscritta nella sezione ordinaria della Camera di commercio (presumo sia industria non essendo né commerciante né artigiano) sono obbligato ad iscrivermi all’INPS per il versamento dei contributi come artigiano o commerciante. Grazie

    102. Salve, sono socio al 100% e amministratore unico di un società di formazione informatica (Codice Ateco 2007
      – 855920) mi devo iscrivere all’INPS gestione separata e gestione commerciante o artigiano?
      Grazie,
      Aldo

    103. SALVE, SONO TITOLARE/AMMINISTRATORE DI UNA SRL UNIPERSONALE, VORREI SAPERE, AI FINI DEL RILASCIO DEL DURC, SE L’AMMINISTRATORE E’ SOGGETTO DI CONTROLLO??? IN CASO AFFERMATIVO, LA VERIFICA E’ RIFETITA AL SOLO PERIODO SOCIETARIO OPPURE ANCHE PRIMA DELLA DATA DI COSTITUZIONE DELLA SRL UNIPERSONALE???
      GRAZIE

    104. Sono dipendente part time sotto al 50% di un ente privato iscritto INPS e ho deciso di aprire una srls. In tale srls svolgo l’attività di amministratore e socio al 50%. Se non percepisco indennità di amministratore sono obbligato o meno ad iscrivermi alla gestione separata dell’INPS.
      Oppure se percepissi un compenso (es. 1000 euro annuali) la quota di contribuzione da versare alla gestione separata dell’INPS è in relazione al compenso percepito oppure vi è un fisso annuale?

    105. Salve,
      Sono amministratore di una società Srlsu.
      Nel mentre sono assunto a tempo indeterminato
      Presso un azienda.
      I contributi inps ovviamente sono regolarmente versati.
      La mia domanda dopo la ricezione della cartella inps dove mi invita a versare i contributi inps come commerciante.
      Se io non percepisco reddito dalla società devo pagare contributi?
      Grazie mille
      Distinti saluti

    106. La contribuzione Inps commercianti per il socio amministratore è sempre dovuta a meno che non si possa dimostrare che l’attività prevalente è un’altra. Nel suo caso c’è altra attività lavorativa prevalente, quindi quei contributi non sono dovuti. Con queste info quello che mi viene da consigliarle è di chiedere lo sgravio di quella comunicazione.

    107. Buongiorno, sono appena stata licenziata dall azienda per la quale ho lavorato per 18 anni. A novembre del 2017 ho aperto una srls (il primo bilancio lo chiuderó a dic. 2018) dove sono amministratore unico. Fino alla data del licenziamento versavi i contributi come dipendente. Ora cosa devo fare con l Inps? Come evitare la doppia iscrivione alle casse? Dovrei rientrare in Naspi e vorrei chiederne l anticipo per metterla tutta nella mia società è possibile? Ringrazio anticipatamente.

    108. Buonasera,
      sono socio di una srl al 51%, sono in pensione chiedo, devo pagare ancora i contributi Inps ?Ogni tanto vado a fare delle consegne con il camioncino della ditta.
      In attesa di una sua risposta
      La saluto
      Elio

    109. Buona sera, vorrei costituire una srls avente l’attività di pitturazioni. I soci sarebbero io al 10% e mia moglie al 90%. Io dovrei fare l’amministratore senza compenso. Sono tenuto al versamento dei contributi INPS e INAIL?
      Oppure siccome non percepisco nessun compenso non sono tenuto a pagare nulla? Ma io posso lavorare anche se non pago i contributi previdenziali e assistenziali?
      Grazie in anticipo per la risposta.

    110. Salve Pasquale, l’amministratore con compenso è soggetto a contributi Inps, e il socio amministratore è soggetto ad ulteriori contributi. Se vuole possiamo approfondire il tutto in consulenza. Le spiegherò come costituire la Srl potendo applicare una minima se non nulla contribuzione Inps.

    111. Buongiorno, ho un negozio a me intestato, sto per percepire la pensione, ho pensato di fare una SRL con mia moglie al 95% ed io al 5%, questo per non dover pagare il minimale INPS, mia moglie non lavorerebbe in negozio, io si, ma senza nessun stipendio, le chiedo se questo è possibile, grazie.

    112. Buonasera Dott.re,
      sono stato socio dal 1 giugno 2017 al 3 aprile 2018 di una società di ristorazione, con altri due soci. Io avevo il 34 %, l’altro socio il 51 %, il socio amministratore il 10 %, (tutti e tre lavoratori senza compenso, tutti e tre iscritti alla gestione commercianti) l’amministratore non ha mai preso un compenso (non abbiamo mai discusso di questa cosa), lui non era iscritto nemmeno alla gestione separata, ma pagava come ho detto prima solamente i contributi come commerciante (il bilancio 2017 presenta un utile di 320 euro). La mia domanda è adesso a distanza di mesi può chiedermi un compenso visto che sono uscito dalla società è purtroppo le cose per loro non vanno benissimo.
      Cosa rischio io che lui non era iscritto alla gestione separata?
      Distinti saluti.

    113. Se lei ha effettuato correttamente la procedura per uscire dalla società, la società non ha diritto di chiederle niente. In ogni caso occorre valutare la situazione in dettaglio. Se vuole siamo a disposizione per una consulenza.

    114. Una srl sche svolge attività di personal trainer (attività di per se soggetta alla gestione separata). Un socio è sia amministratore unico che socio che presta la sua attività lavorativa nella srl. Per il compenso amministratore iscrizione alla gestione separata. Per l’attività prestata nella srl, la quota parte dell’utile realizzato dalla srl, deve andarsi a sommare alla base contributiva della gestione separata (compensi amministratori + quota dell’utile realizzato dalla srl anche se non distribuito)?

    115. Ci sono molte imprecisioni nel suo commento. La contribuzione del socio amministratore è una contribuzione dovuta alla gestione commercianti INPS. Nel caso i versamenti devono essere fatti a due distinte sezioni. Se vuole ne parliamo in privato in consulenza, anche per trovare possibili soluzioni.

    116. Se il persona trainer è socio amministratore di una SRL, come mi sembra di aver capito, deve versare alla gestione commercianti. Altrimenti non ho capito bene la fattispecie descritta.

    117. Il socio lavoratore personal trainer e allo stesso tempo amministratore della srl perché dovrebbe pagare la contribuzione commercianti. L attività di personal trainer di per se é soggetta alla gestione separata come allo stesso tempo è soggetta l’attività di amministratore. Quindi secondo me nel quadro rr fel socio persona fisica l’ imponibile contributivo totale dovrebbe essere dato dalla somma del compenso somministrato e dalla quota parte del utile delka srl anche se non distribuito. La gestione commercianti per un personal trainer non capisco come possa essere interessata.

    118. Credo che sia spiegato nella’articolo il motivo per cui il socio amministratore di SRL è tenuto al pagamento della gestione commercianti INPS. L’attività professionale esercitata attraverso un’impresa, diventa attività imprenditoriale. Con questo ci sono conseguenze anche da un punto di vista previdenziale. Se vuole ne parliamo in consulenza.

    119. BUONASERA DOTT.RE
      SONO STATO PRESIDENTE DI UN CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE PER CIRCA 4 ANNI L’ULTIMO ANNO DAL 2014 AL 2015 DECISI DI SOSPENDERMI I CONTRIBUTI INPS CON RELATIVI STIPENDI,AD OGGI ESSENDOMI DIMESSO DALLA CARICA PUR SOLLECITANDO NON SONO STATI VERSATI I CONTRIBUTI E NE STIPENDI ARRETRATI DA CIRCA 3 ANNI COSA INCORRO IO?E COSA INCORRE LA SOCIETA’

    120. Salve Dott.,

      mio padre attualmente è titolare di una ditta edile individuale e io possiedo P.iva in regime forfettario per attività professionali ( iscritto alla gestione separata INPS).
      Vorrei trasformare la ditta individuale in SRLs in cui io e mio padre saremo i soci. Gentilmente potrebbe dirmi se esiste un modo per far sì che solo mio padre paghi l’INPS ( io continuerei a versare alla gestione separata tramite la mia partita IVA)? Potrebbe mio padre diventare socio-lavoratore ( quote al minimo ) e io socio amministratore senza stipendio?
      La ringrazio in anticipo

    121. Salve Marco, sicuramente esiste una possibilità per ottenere il risultato che desidera, ma di questi aspetti ne parlo esclusivamente in privato in consulenza. Se interessato mi contatti e sarò a sua disposizione.

    122. Buongiorno Dott.
      sono socio lavoratore in una srl e sono iscritto alla gestione commercianti INPS. Se dovessi essere assunto da un altra società srl di cui sono socio di minoranza, con contratto di lavoro subordinato potrei compensare i contributi INPS versati in busta paga con quelli della gestione commercianti?
      Grazie

    123. buongiorno ma un Amministratore di 2 società Srl che versa Inps tassazione separata per la società dove percepisce emolumento è tenuto a versare INPS anche nella seconda dove non percepisce nulla e dove non ha attività prevalente ?

    124. Buongiorno,
      un soggetto è amministratore di una SNC ed è allo stesso tempo amministratore (lavoratore parasubordinato) di una srl.
      Il soggetto devi iscriversi alla Gestione Artigiani e Commercianti o alla Gestione Separata?

      Nel caso in cui la SNC verrebbe messa in liquidazione e poi cancellata, a quale gestione INPS dovrà versare?

    125. Salve Antonella, in quello che mi scrive non ho tutte le informazioni per rispondere in modo completo, serve una analisi con maggiori dettagli, comunque per la SNC occorre l’iscrizione alla gestione commercianti, obbligatoriamente. Per tutte le altre opzione, in questo momento posso dirle solo “dipende”, da una serie di variabili- Se vuole sono a disposizione per una consulenza.

    126. Buongiorno sono amministratore di una srls senza compenso , perché lavoro in un’altra azienda dove sono messo in regola e pagano i versamenti Inps , mi e arrivato di pagare l’INPS della società dove faccio l Amministratore posso fare reclamo grazie

    127. Salve,
      nel caso di SRL, con 3 dipendenti che fanno tutta l’attivita operativa e 2 Soci non lavoratori di cui uno amministratore senza compenso, si è nella situazione di non dover pagare nulla di INPS nè alla gestione separata nè a quella commercianti ?

      Pagando solo ires, irap e imposta al 26% sulla distribuzione degli tuili?

      Grazie

    128. buongiorno,
      sono socia di una srl , sono iscritta alla gestione commercianti Inps e pago i contributi come tale. Adesso vorrei aprire una partita iva regime forfettario come procacciatrice di affari ( attività non prevalente ).
      quando farò la dichiarazione dei redditi dovrò assoggettare ad inps sia il reddito della srl che quello dell’attività secondaria ? oppure vige il principio della prevalenza ?
      grazie

    129. Salve,
      in una società nel settore industriale con 4 soci e un cda formato dagli stessi, per gli amministratori sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione artigiani e commercianti INPS? grazie

    130. Salve, ho una partita Iva come consulente informatico e sono quindi iscritto alla gestione separata INPS per la quale pago i contributi in base al reddito. Separatamente a questa attività sono socio ed amministratore di una SRL per la quale non percepisco alcun compenso. Non avendo mai percepito alcuna somma (neanche dividendi) devo pagare l’INPS?
      Grazie anticipatamente.
      Andrea

    131. Salve, vorrei chiedere un’informazione. Perché ai fini della contribuzione INPS viene considerato l’utile della srl? E se l’utile è accantonato e non distribuito? Anche perché un amministratore di srl non può nemmeno iscriversi come dipendente e avere una busta paga. Pertanto dovrebbe pagare i contributi su una quota di utile che non ha percepisce da quello che risulterebbe nel articolo.

    132. Salve dott. Migliorini,

      Dovendo costituire una SRL avente per scopo la fornitura di servizi nel campo dell’architettura, mi pare di capire che l’architetto amministratore senza compenso e “non socio”, assunto comunque per le sue prestazioni professionali per lo scopo della società, deve versare soltanto i contributi INARCASSA. È corretto?

      Nel caso lo stesso avesse la qualifica di “socio” per quota minima dovrebbe versare all’INPS anche € 3.800 che coprirebbero fino a € 15.000 di utili societari spettanti, ma a quale fondo? Sempre INARCASSA?

      Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

    133. Buongiorno,
      Sono socio unico e amministratore unico di una srls da un anno (ho una dipendente full time che si occupa di tutto) io personalmente non partecipo al lavoro in azienda. Ho chiesto l’iscrizione alla gestione commercianti con l’iscrizione alla camera di commercio ma non ho ancora ricevuto nulla dopo un anno. Il mio commercialista dice che siccome non faccio nessun tipo di lavoro operativo non devo essere iscritto alla gestione commercianti. Cosa ne pensa?

    134. Buonasera Federico,
      Innanzitutto, complimenti come sempre per la chiarezza e completezza dell’argomento trattato.
      Avrei i seguenti dubbi per un socio amministratore di Srl con compenso.
      Versa alla gestione commercianti come socio lavoratore sulla quota di reddito della Srl
      Versa alla gestione separata sul compenso
      1) è una società che si occupa di disegnare collezioni di moda: è corretto che sia nella gestione commercianti/artigiani?
      2) Per entrambe le gestioni versa fino al massimale, ossia fino a concorrenza di 102K per anno per ognuna?
      3) l’amministratore versa alla gestione separata con l’aliquota ridotta visto che versa già a quella commercianti?

      grazie mille in anticipo!

      Alex

    135. Salve Alex, per la prima domanda occorre maggiore dettaglio per rispondere, ma l’attività sembra possa rientrare tra quella artigiana. L’importo, eventualmente dovuto si versa fino al raggiungimento del massimale. Se vi è ulteriore gestione nella gestione separata si può sfruttare l’aliquota ridotta.

    136. Buongiorno Federico, in caso di apertura di SRL nel settore industria (attività produzione di energia elettrica da un impianto costruito dalla società stessa) con 2 soci, per semplcità al 50% ciascuno, amministratori (o un socio amministratore unico), tecnicamente esiste la possibilità di farlo se non ci sono dipendenti (l’impianto è costruito da fornitori e collaboratori), o l’inps richiede di iscrivere almeno un socio con una posizione INPS in sede di apertura della società?
      Grazie in anticipo per la disponibilità e per la chiarezza dell’articolo!

    137. Buongiorno Federico,
      Un socio unico ed amministratore unico di srl con attività commerciale di servizi di ingegneria, con iscrizione ad Inarcassa (ingegnere). Paga inarcassa sul compenso amministratore (attività tipica).
      La domanda è la seguente: siccome tra i requisiti di inarcassa vi è la non iscrizione ad altra previdenza, se deve versare i contributi alla gestione commercianti inps sulla quota di imponibile della srl in quanto socio-lavoratore, rischia di doversi cancellare da inarcassa?
      ciò potrebbe avvenire anche con effetto retroattivo a seguito di verifica dell’inps, in caso di mancato versamento alla gestione commercianti?
      grazie e cordiali saluti.
      Alex

    138. Salve,
      articolo molto ben fatto, così come tanti altri che ho letto sul sito, complimenti!.

      Sto valutando la possibilità di realizzare questa struttura ex-novo:

      MADRE srl (Holding pura)
      Quote: 95% Tizio (non lavoratore) + 5% Caio (lavoratore ma già impiegato altrove a tempo pieno)
      Amministratore: Caio
      Inps: Tizio non viene iscritto perché socio non lavoratore, Caio non viene iscritto perché già dipendente a tempo pieno. Caio versa eventualmente su compenso amministratore (possibile compenso zero visto che le attività sono davvero limitate?)

      FIGLIA srl (Società commerciale)
      Quote: 95% Madre srl + 5% Altrasocietà srl
      Amministratore: Tizio
      Inps: i soci sono società, non possono essere iscritte. Tizio versa contributi su compenso amministratore.

      E’ una via praticabile?
      Tizio potrebbe essere comunque iscritto d’ufficio a Inps Commercianti/Artigiani e versare il minimale?
      Altre contestazioni (società di comodo, abuso del diritto, ecc. )?

    139. Arturo la ringrazio, per questioni di carattere personale che richiedono una maggiore analisi le devo chiedere di scrivermi in privato, riceverà tutta l’assistenza di cui ha bisogno per risolvere i suoi dubbi ed individuare la struttura migliore per il suo business in relazione alle necessità che cerca. Grazie.

    140. Ciao, ho una ditta individuale e mi occupo di importazione prodotti extra UE, riconfezionamento e rivendita online a privati su e-commerce.
      Dato che l’utile sta aumentando vorrei costituire una società SRL a socio unico, per poter pagare meno tasse.
      è possibile avere il 100% delle quote, ed essere amministratore non lavoratore, per evitare di essere iscritto a inps commercianti?
      Da come ho capito oltre al minimale, pagherei anche lappante eccedente il minimale sul reddito prodotto dall’azienda, ANCHE se questo non viene ridistribuito (ed è una bella mazzata).
      La mia idea è quella di avere un dipendente che si occupa di tutto. il lavoro gestionale è molto poco e gran parte viene affidato ad esterni (fotografi, webdesigner ecc) e il dipendente svolge solo l’attività di spedizione merce, realizzare schede prodotto online, ordinare merce e pagare i fornitori.
      Grazie per eventuali risposte

    141. Buonasera, ho una Srl di cui sono Socio maggioritario insieme ad un’altra persona nonché Amministratore Unico. La Società si occupa di ristorazione ma nè io nè il mio socio lavoriamo nella stessa avendo assunto personale nel locale amministrato dalla Srl ed io non percepisco remunerazione per l’attività di amministratore unico.
      L’INPS anche se il commercialista aveva indicato che non dovevo essere iscritta all’alla gestione degli esercenti attività commercili mi ha inviato F24 per pagamento dei contributi. Il commercialista continua a dire che non devo pagare e così pure la consulente del lavoro. L’INPS, nonostante le richieste continua a non rispondere. E’ esatto che non debbo pagare, devo presentare ricorso? Grazie per la risposta

    142. Salve devo costituire una srl con un’altra persona ed inquadrandomi come amministratore della società, i contributi Inps sono dovuti da me (persona fisica) oppure sono a carico della società?

    143. Buona sera, continuo a non aver chiaro un caso specifico e con ogni probabilità non ho letto attentamente.
      Un Socio amministratore di Srl artigiana con contribuzioni INPS trimestrale (per prevalenza di attività dentro la stessa Srl) e con compenso mensile con contribuzione alla gestione separata, deve pagare l’INPS anche sulla distribuzione degli utili della società?
      Grazie.

    144. Buongiorno dottore,
      Sono un un’amministratore delegato di una srl da 30 anni,con una partecipazione societaria al 40 %.
      Sono nato nel 1958 e recentemente da una verifica del mio stato pensionistico ho appreso con stupore che ho un buco contributivo di 5 anni dal 1990 al 1995 per mancanza in quel periodo della cassa amministratori.
      La mia domanda è: posso legittimamente chiedere secondo lei il rimborso dalla società di cui faccio parte la somma corrispondente e rivalutata del mancato versamento dei miei contributi per quel periodo, visto che io non ho giovato di nessun compenso integrativo per i 5 anni .
      La ringrazio per un suo riscontro,
      Nel caso intraveda possibilità positive, le confermo mia disponibilità a riconoscerle il disturbo per portare avanti la questione.
      Grazie
      Distinti Saluti

    145. Buongiorno dottore,
      io e mio marito siamo soci di una s.r.l. che esercita attività di consulenza in ambito ambientale (codice ateco). La società non svolge quindi attività commerciale/artigianale ma un’attività di tipo professionale. Non si tratta però di una vera e propria stp in quanto non risultiamo iscritti ad una specifica cassa professionale, i nostri compensi sono soggetti alla gestione separata INPS. Mio marito, consulente ambientale, oltre ad essere socio nella srl è anche titolare di una partita IVA in qualità di professionista senza cassa. Siamo obbligati a versare anche i contributi commercianti/artigiani?
      Ringrazio anticipatamente e Le porgo Cordiali Saluti.
      Michela

    146. Buongiorno, bell’articolo che offre molti spunti.
      Tuttavia, mi resta un dubbio. Nel caso di amministratore non socio e senza compenso, leggo che si evita la contribuzione inps; ma così facendo non si ribalta il problema su un altro socio?
      Il mio commercialista dice che l’INPS vuole comunque uno dei soci iscritto alla gestione commercianti, per la presunzione che qualcuno deve pur svolgere l’attività della società, anche in presenza di dipendenti. O si considera così che l’amministratore svolge anche tutte le attività proprie della società?
      Grazie per un’eventuale gentile risposta

    147. Salve Dottore e grazie sempre per le sue nozioni!
      In caso di SRLS cosa succede del il socio unico (e amministratore) non versa i propri contributi INPS? A quali rischi va incontro?
      Grazie

    148. Buongiorno,
      commento molto interessante e ricco di spunti di riflessione ed approfondimento personali.
      Mi permetto di segnalare una imprecisione, ho l’impressione infatti che ci sia un refuso nel punto in cui si elencano le condizioni di iscrizione del socio amministratore alla gestione Art/Com.. L’articolo di legge a cui fare riferimento è l’art.1 comma 203 della legge 662/1996 e non l’art.2.

    149. Buongiorno
      sono amministratore unico e socio unico di una società che ha come oggetto la costruzione, manutenzione e riparazione di opere civili e industriali iscritta alla sezione ordinaria, allo stesso tempo sono anche pensionato. Volevo chiederle visto che la mia attivita’ prevalente è quella di pensionato posso evitare di iscrivermi alla gestione artigiani e commercianti?
      Grazie.
      Saluti
      Angelo

    150. Buongiorno, articolo interessante. Volevo sottoporLe un quesito: ho una srls inattiva (da oltre 1 anno) di cui sono socio ed amministratore che di fatto non ha praticamente mai iniziato (era per un progetto che non è partito). Ho anche un’attività di consulenza come lavoratore autonomo iscritto al gestione separata che svolgo costantemente da prima della costituzione della SRLS quando attiverò la srls sarò costretto ad iscrivermi alla commercianti? In teoria l’attività della SRLS non è prevalente nè abituale (almeno al momento).

    151. Buonasera,
      piccolo chiarimento ho una società srls nella quale l’amministratore presta la propria attività nella società,
      la società si occupa di “432201 – Installazione di impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria
      (inclusa manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione” inquadrata nel settore industria INPS,
      l’amministratore non ha altre forme di contribuzioni si deve iscrivere alla gestione separata sicuramente..
      ma anche a quella commercianti e artigiani?

    152. Buongiorno Federico,
      sono un Tuo collega, tra l’altro omonimo.
      Ottimo articolo e analisi. Mi chiedo se hai avuto modo di approfondire il caso della titolarità della quota quale usufruttuario.
      Un amministratore di una SRL commerciale che non risulti essere socio (qualifica attribuibile al titolare della piena o della nuda proprietà della quota) ma solo usufruttuario, potrebbe sfuggire all’obbligo di iscrizione all’IVS?
      Nella circolare 32/1999 dell’INPS si legge: “La concessione della quota societaria in usufrutto, viceversa, non fa venir meno l’obbligo contributivo per il nudo proprietario che continui a svolgere la sua attività nella società”. Molto chiara quanto alla conferma dell’assoggettamento per il proprietario (anche “nudo”), rimane il dubbio per l’usufruttuario.
      Mi piacerebbe sapere la tua opinione.
      Grazie molte

    153. Salve Federico, non mi sembra che ci siano chiarimenti ufficiali sulla possibilità di iscrizione dell’usufruttuario lavoratore e amministratore di SRL. A mio avviso, comunque, stante la situazione di soggetto che può esercitare diritti di voto e lavoratore a mio avviso, di fatto, ci sono gli estremi per l’INPS per procedere all’iscrizione del soggetto alla gestione commercianti. Tuttavia, nella pratica non ho mai avuto un caso di questo tipo quindi non saprei indicarti il comportamento degli Uffici.

    154. Salve Federico, ho da poco costituito una Srls iscritta all’albo artigiani, e sono socio al 90%. Amministratore e socio lavoratore. Non percepirò un compenso fisso e pertanto pagherò i contributi INPS in qualità di artigiano sul 90 % del reddito della società. La mia remunerazione, avendo già scontato IRES e IRAP in capo alla società sarà tassata al 26% a titolo definitivo? L’altro socio (al 10%) assunto nella società con contratto di lavoro subordinato con busta paga (socio dipendente lavoratore) dovrà pagare lo stesso i contributi INPS come artigiano anche se non percepirà alcun utile dalla società? Grazie anticipatamente per la risposta.

    155. Fin dall’inizio dell’articolo mi aspettavo che la soluzione che sarebbe stata consigliata fosse quella della holding. Capisco che possa essere fuori dalla portata per le piccole realtà ma già per srl che fanno utili superiori ai 50-100K reputo che questa sia la soluzione più appropriata in quanto i costi amministrativi aggiuntivi vengono ampiamente recuperati (ed inoltre questa soluzione apre ad ulteriori vantaggi oltre a quelli meramente fiscali).

    156. Costituire la holding non è sempre la scelta migliore, soprattutto per le PMI. Molto spesso i costi legati alla gestione di due società sono rilevanti, senza contare poi gli aspetti connessi al passaggio dei dividendi che sconta 1,2% di tassazione. E’ una soluzione, ma da cucire attorno all’impresa che ne presenta le caratteristiche, non è una soluzione generica per tutti.

    157. Condivido che non sia sempre la scelta migliore e che si tratti di un’opzione complessa che richiede un’analisi attenta e il supporto di un consulente. Del resto se ben progettata si può superare il limite dell’ulteriore 1,2% di tassazione (ad esempio utilizzando una società semplice o con holding all’estero).
      Come detto da voi dipende dall’impresa ed è una soluzione da studiare bene e personalizzare sull’azienda ma di certo in molti casi può essere una valida soluzione.

    158. Buon pomeriggio a lei,
      complimenti per le preziose consulenze erogate io le vengo a porre quesito forse già discusso, ho aperto una srl unipersonale, unico socio ed anche amministratore, nel 2012 per acquisto di un immobile commerciale non ho mai percepito reddito personale ma la srl percepisce reddito da affitto dell’immobile. Premetto che ho sempre anche contemporaneamente lavorato come dipendente di altra società. Nel 2016 ho aperto la posizione commercianti in quanto non più dipendente ed ho iniziato a versare i contributi INPS. A luglio del 2020 sono stato nuovamente assunto da altra società ed ho fatto richiesta di chiusura posizione sia alla camera di commercio che all’INPS ma mi hanno negato la chiusura in quanto la società è ancora attiva causa immobile affittato. Posso oppormi per gli anni 2020 2021 per i quali ad oggi risulto inadempiente per i contributi INPS ?
      Grazie e saluti

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