Dichiarazione dei Redditi scadenza modello 730 Redditi 2019

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La dichiarazione dei redditi è il principale documento con il quale i contribuenti rendono noti all’Amministrazione Finanziaria i propri redditi.

Si tratta, in particolare, dei redditi percepiti nel corso del periodo di imposta (anno) precedente.

L’obiettivo della dichiarazione dei redditi è quello di determinare il reddito imponibile complessivo per ciascuna imposta.

Conseguentemente determinare l’importo da versare a saldo ed in acconto per ciascuna imposta (IRPEF, Cedolare Secca, Addizionali, etc).

In questo articolo analizziamo in dettaglio tutte le scadenze che ci aspettano per la dichiarazione dei redditi 2019.

In particolare per la presentazione del modello Redditi PF e del modello 730 precompilato.

Non perderti questo articolo per arrivare preparato alla dichiarazione dei redditi senza perdere la scadenza relativa ai guadagni dell’annualità 2018.

Cominciamo!

Dichiarazione dei redditi 2019
Dichiarazione dei redditi 2019

CHE COS’E’ LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2019?

La dichiarazione dei redditi è un documento avente natura fiscale e contabile con il quale i contribuenti (residenti fiscalmente e non) dichiarano all’Amministrazione i propri redditi.

Sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi in Italia:

  • I contribuenti ivi fiscalmente residenti, per i redditi ovunque prodotti;
  • I soggetti non fiscalmente residenti sono tenuti esclusivamente per i redditi prodotti in Italia. Vedi l’articolo 3 del DPR n 917/86.

La dichiarazione dei redditi 2019 deve essere presentata dai:

  • Contribuenti non titolari di Partita IVA che hanno percepito redditi nell’anno;
  • Contribuenti titolari di Partita IVA anche se non hanno percepito redditi nell’anno.

Attraverso la dichiarazione dei redditi il contribuente determina il proprio reddito imponibile fiscale. Reddito diverso per ciascuna imposta da versare: IRPEF, Cedolare secca, Addizionali, IVIE, IVAFE.

Attraverso la dichiarazione dei redditi 2019 il contribuente autodetermina il proprio reddito imponibile e versa le relative imposte.

La dichiarazione dei redditi rappresenta, quindi, una dichiarazione di scienza, e non di volontà.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2019: I MODELLI DICHIARATIVI

I contribuenti sono tenuti a presentare la dichiarazione attraverso uno dei seguenti modelli dichiarativi.

  • Modello 730 ordinario;
  • Modello 730 precompilato (anche congiunto);
  • Il Modello Redditi PF ordinario;
  • Modello Redditi PF precompilato.

E’ necessario prestare la dovuta attenzione a questi modelli dichiarativi.

Primo perché la presentazione di un modello piuttosto che dell’altro è vincolato ad alcuni requisiti.

Secondo perché ogni modello di dichiarazione dei redditi ha scadenza di presentazione differenziate.

Infine, in ultima analisi è necessario tenere presente che la presentazione della dichiarazione dei redditi su modello non conforme a quello ministeriale presuppone l’effettuazione di un errore formale.

CASI DI ESONERO DALLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Non tutti i contribuenti sono obbligati alla presentazione della Dichiarazione dei Redditi 2019.

Vediamo nella seguente tabella i principali casi di esonero e se previste, le relative condizioni.

TIPO DI REDDITOCONDIZIONI

Abitazione principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati (*)
Lavoro dipendente o pensione1. Redditi corrisposti da un unico sostituto d’imposta obbligato ad effettuare le ritenute di acconto o corrisposti da più sostituti purché certificati dall’ultimo che ha effettuato il conguaglio. Le detrazioni per coniuge e familiari a carico sono spettanti e non sono dovute le addizionali regionale e comunale
Lavoro dipendente o pensione + Abitazione principale, relative pertinenze e altri fabbricati non locati (*)
Rapporti di collaborazione coordinata e continuativa compresi i lavori a progetto. Sono escluse le collaborazioni di carattere amministrativo-gestionale di natura non professionale rese in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche
Redditi esenti. Esempi: rendite erogate dall’Inail esclusivamente per invalidità permanente o per morte, alcune borse di studio, pensioni di guerra, pensioni privilegiate ordinarie corrisposte ai militari di leva, pensioni, indennità, comprese le indennità di accompagnamento e assegni erogati dal Ministero dell’Interno ai ciechi civili, ai sordi e agli invalidi civili, sussidi a favore degli hanseniani, pensioni sociali
Redditi soggetti ad imposta sostitutiva (diversi da quelli soggetti a cedolare secca). Esempi: interessi sui BOT o sugli altri titoli del debito pubblico
Redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta.Esempi: interessi sui conti correnti bancari o postali; redditi derivanti da lavori socialmente utili
(*) L’esonero non si applica se il fabbricato non locato è situato nello stesso comune dell’abitazione principale.

In pratica, se rientri in una delle fattispecie sopra elencate i redditi che hai percepito non devono essere inseriti in dichiarazione dei redditi.

Questo vuol dire che ne sei esentato dalla presentazione.

Per approfondire: “Casi di esonero dalla dichiarazione dei redditi

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2019: NOVITA’

Vediamo adesso le principali novità e la scadenza relativa alla Dichiarazione dei Redditi 2019.

MODELLO REDDITI PF PRECOMPILATO

Tra le novità 2019 vi è l’introduzione del modello Redditi PF precompilato per professionisti, artigiani e imprenditori dotati di Partita IVA.

L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti titolari di Partita IVA che hanno optato per la trasmissione telematica delle fatture e dei corrispettivi alle Entrate.

In sintesi, la novità riguarda esclusivamente i soggetti che operano in Contabilità Semplificata.

RIMBORSI DA 730 > € 4.000

E’ stata abolita la norma che prevede l’effettuazione di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate sui crediti di importo superiore a € 4.000.

La norma imponeva controlli per i crediti superiori alla soglia derivanti da detrazioni per carichi di famiglia e crediti derivanti da dichiarazioni precedenti.

Adesso, le suddette verifiche sono sostituite da controlli preventivi, ma solo in presenza di rimborsi di importo rilevante. Il controllo dovrà essere effettuato entro massimo 4 mesi dal termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.

SPESE SANITARIE

Si amplia la platea degli enti pubblici chiamati a comunicare al Sistema Tessera Sanitaria. Entro il 31 gennaio di ogni anno, ospedali, cliniche, farmacie, professionisti del settore medico sono obbligati alla comunicazione al STS dei dati dei soggetti che hanno ricevuto prestazioni nell’anno precedente.

Nella Dichiarazione dei Redditi 2019 ci saranno anche i dati di psicologi, oculisti, ostetriche, veterinari e tecnici radiologi.

Questi dati sono utilizzati dall’Amministrazione Finanziaria per la predisposizione del modello 730 Precompilato.

Le sanzioni per chi non adempie in tempo vanno da € 100 a € 50.000 per la tardiva od omessa comunicazione dei dati. Questo per ciascun periodo di imposta. La sanzione può essere evitata se la comunicazione viene inviata entro un massimo di cinque giorni.

DETRAZIONE TRASPORTO PUBBLICO

A partire dal 1° gennaio 2018 è prevista una detrazione del 19% sugli abbonamenti ai mezzi del trasporto pubblico. Faccio riferimento a bus di linea, metro, treni, e ogni altro mezzo pubblico.

La detrazione del 19% della spesa sostenuta dal contribuente è agevolabile sino alla soglia massima di detrazione di € 250,00 annue.

Si tratta di una detrazione che può fruire direttamente il contribuente, oppure, il familiare di cui il contribuente è a carico. Vedi, ad esempio, la detrazione per Trasporti Pubblici effettuata dai figli del contribuente, per la scuola.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI SCADENZA 2019

Quando si parla delle scadenze per la Dichiarazione dei Redditi 2019 bisogna tenere a mente che vi sono scadenze che variano a seconda della categoria alla quale si appartiene.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI SCADENZA DEL MODELLO 730/2019

Nel caso del Modello 730 le scadenze per la presentazione del modello dichiarativo sono:

  • 7 luglio se la dichiarazione dei redditi è stata presentata dal contribuente attraverso il proprio sostituto d’imposta;
  • 23 luglio, quando si invia la dichiarazione precompilata tramite un professionista abilitato. Ad esempio tramite un dottore commercialista, per via telematica.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI SCADENZA DEL MODELLO REDDITI PF 2019

La scadenza per il Modello Redditi 2019 è il 30 novembre.

In questo caso la presentazione della dichiarazione deve avvenire per via telematica. Questo sia che ci si avvalga del modello Reddito PF precompilato o meno.

Nella stessa data vi è anche il termine di presentazione di altri adempimenti:

  • I redditi esenti da lavoro autonomo, i contribuenti forfettari e minimi attraverso le certificazioni uniche (CU);
  • La trasmissione telematica delle dichiarazioni correttive riguardanti il precedente periodo d’imposta;
  • La compilazione del registro dei beni ammortizzabili;
  • La comunicazione delle opzioni oppure delle revoche dei regimi contabili per i soggetti esenti e dei regimi di determinazione dell’imposta;
  • La trasmissione delle dichiarazioni integrative per via telematica riferibile al periodo d’imposta di due anni precedenti.

RIEPILOGO SCADENZA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Scadenza dichiarazione dei redditi Modello 730Modello Redditi
8 luglio. Per chi presente la dichiarazione con il sostituto di imposta30 novembre
23 luglio. Per chi presenta la dichiarazione con altro intermediario30 giugno presentazione cartacea

MODELLO 730 O MODELLO REDDITI PF? COME SCEGLIERE

Una delle problematiche che molti lettori ci pongono riguarda la scelta tra modello 730 e modello Redditi per la dichiarazione dei redditi.

Vediamo, quindi, di fornire qualche informazione aggiuntiva per chiarire definitivamente questo dubbio.

Chi deve presentare il modello 730?

La dichiarazione dei redditi 2019 modello 730 deve essere utilizzata dalle seguenti categorie di contribuenti:

  • Lavoratori dipendenti;
  • Pensionati;
  • Lavoratori in cassa integrazione e mobilità;
  • Soci di cooperative di produzione e lavoro;
  • Sacerdoti della Chiesa Cattolica;
  • Consiglieri provinciali, regionali, etc;

Chi deve presentare il modello Redditi PF?

La dichiarazione dei redditi 2019 modello Redditi PF deve essere utilizzata dalle seguenti categorie di contribuenti. In particolare si tratta di tutti quei casi in cui non è possibile utilizzare il modello 730.

Devono utilizzare il modello Redditi PF i contribuenti che:

  • Hanno percepito nel periodo di imposta redditi di lavoro autonomo o di impresa tramite una Partita IVA;
  • Non hanno risieduto in Italia nel periodo oggetto di dichiarazione;
  • Hanno percepito redditi da lavoro dipendente da parte di datori di lavoro non obbligati ad effettuare ritenute;
  • Devono presentare la dichiarazione dei redditi per conto di soggetti deceduti;
  • Soggetti che devono dichiarare redditi percepiti all’estero;
  • Soggetti che devono effettuare il Monitoraggio fiscale di attività patrimoniali e finanziarie estere;
  • Devono dichiarare plusvalenze, redditi di capitale o redditi finanziari incassati nel periodo di imposta.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2019: SOFTWARE DI COMPILAZIONE

L’Agenzia delle Entrate ogni anno mette a disposizione dei contribuenti dei software di compilazione della dichiarazione dei redditi.

Contribuenti ed intermediari possono scaricare gratuitamente questi software dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate. L’accesso ai servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate è consentito solo previo accreditamento del PIN di Fisconline o Entratel.

Soltanto tramite questo tipo di accessi è possibile accedere ai software di compilazione relativi alla dichiarazione dei redditi.

L’accesso tramite Fisconline è quello dedicato ai contribuenti. Attraverso questo accesso è possibile accedere alla propria dichiarazione dei redditi precompilata (modello 730 o redditi). E’ possibile verificare il modello dichiarativo, controllarlo ed inviarlo telematicamente all’Agenzia.

L’accesso tramite Entratel è invece riservato agli intermediari. Come ad esempio i dottori Commercialisti per l’accesso alle dichiarazioni dei redditi dei propri clienti. Anche in questo caso è possibile predisporre, modificare, controllare, ed inviare telematicamente le dichiarazioni dei redditi.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2019: DOCUMENTI OCCORRENTI

Il contribuente tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi deve compilare il modello 730 o il modello Redditi PF.

Per la presentazione della dichiarazione dei redditi è necessario essere in possesso di alcuni documenti. La dichiarazione dei redditi, infatti, si fonda sulla presenza di elementi documentali a sostegno dei numeri inseriti. Questo sia per la dichiarazione del reddito da tassare, sia per poter beneficiare di eventuali oneri deducibili e detraibili.

A partire dall’annualità 2016 sono già presenti nella dichiarazione dei redditi precompilata alcuni dati dei contribuenti. Mi riferisco alle Certificazioni Uniche, trasmesse dai sostituti di imposta, alle spese sanitarie, e a molte altre detrazioni.

Sicuramente questo agevola di molto i contribuenti, che si vedono buona parte del lavoro già predisposto. Tuttavia, per la mia esperienza quello che posso consigliarti è di verificare sempre i dati inseriti nella dichiarazione precompilata. Non sono pochi, infatti, gli errori trovati da molti contribuenti. Errori, che se non corretti in tempo possono portare all’applicazione di sanzioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Elenco documenti per la dichiarazione dei redditi 2019

In ogni caso, il contribuente è chiamato a conservare, per un periodo di sei anni, la seguente documentazione:

  • Certificazioni uniche rilasciate dai vari sostituti di imposta. Documenti che accertano i redditi percepiti dal contribuente e le ritenute fiscali subite;
  • La Certificazione unica è anche quella che viene rilasciata dall’INPS per i redditi da pensione. Ed anche la certificazione INPS per le misure a sostegno del reddito, vedi NASPI;
  • Certificazione unica di eventuali redditi percepiti da parte di familiari fiscalmente a carico;
  • Certificazione unica per prestazioni di lavoro autonomo occasionale;
  • Contratti di affitto di eventuali abitazioni, box, fabbricati ed immobili, con modello RLI e F24 Elide relativi al pagamento dell’imposta di registro;
  • Deleghe di pagamento dei modelli F24 pagati nel periodo di imposta;
  • Fatture e ricevute fiscali, relative agli oneri deducibili e detraibili sostenuti nel periodo di imposta.

Detrazioni e spese da dedurre e detrarre

  • Spese sanitarie: visite mediche, ticket farmaci, scontrini per acquisto farmaci e dispositivi medici, etc;
  • Acquisto di protesi mediche;
  • Spese dentistiche;
  • Apparecchi aucustici;
  • Occhiali da vista e lenti a contatto;
  • Degenze ospedaliere o in case di cura private;
  • Retta della casa di riposo;
  • Spese per riabilitazione;
  • Cure termali;
  • Spese per l’assistenza ai portatori di handicap;
  • Spese per acquisto di autoveicoli ai portatori di handicap;
  • Interessi passivi per mutui;
  • Spese per risparmio energetico 65%;
  • Spese per ristrutturazioni edilizie 50%;
  • Bonus mobili;
  • Bonus verde;
  • Contributi previdenziali;
  • Bonus abbonamento trasporto pubblico;
  • Spese scolastiche e asilo;
  • Spese universitarie;
  • Le spese sportive per ragazzi;
  • Assicurazioni sulla vita;
  • Previdenza complementare;
  • Contributi per collaboratori domestici;
  • Assegno periodico corrisposto all’ex coniuge;
  • Erogazioni liberali.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2019: LE SANZIONI

L’aspetto importante da sottolineare a questi fini è che la mancata dichiarazione di redditi comporta delle sanzioni amministrative.

Le sanzioni amministrative sono di importo differenziato a seconda che la dichiarazione dei redditi venga presentata o meno. Vediamo le fattispecie.

Sanzione per Dichiarazione infedele

La sanzione per dichiarazione infedele si applica quando la dichiarazione dei redditi è stata presentata, ma alcuni redditi sono stati omessi o dichiarati in modo inesatto.

In questo caso la sanzione applicabile va dal 90% al 180% della maggiore imposta dovuta e non versata.

Accanto al pagamento della sanzione è necessario che il contribuente presenti la dichiarazione dei redditi integrativa, per dichiarare i redditi non corretti o omessi.

In caso di regolazione da parte del contribuente prima dell’attività accertatrice dell’Agenzia le sanzioni possono essere ridotte con Ravvedimento operoso.

Sanzioni per Dichiarazione omessa

La dichiarazione omessa si ha quando il contribuente non presenta la dichiarazione oltre i 90 giorni dalla scadenza ordinaria di presentazione.

Si tratta, quindi, di una fattispecie di maggiore gravità rispetto alla dichiarazione infedele. Per questo motivo le sanzioni applicabili sono più elevate.

In caso di dichiarazione omessa le sanzioni applicabili vanno, ordinariamente, dal 120% al 240% dell’imposta dovuta e non versata.

In questo caso non è possibile usufruire del ravvedimento operoso. Il contribuente potrà presentare la dichiarazione, per poi vedersi notificare le sanzioni piene da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Se la dichiarazione omessa, viene presentata entro il termine di scadenza della dichiarazione dell’anno successivo la sanzione scende dal 60% al 120% dell’imposta dovuta, con un minimo di € 200,00.

Dichiarazione dei redditi 2019: sanzioni penali

Il mancato pagamento di imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi può comportare, al superamento di alcune soglie, l’applicazione di sanzioni penali.

Questo si verifica quando il contribuente commette un reato penale in ambito tributario. Anche la normativa tributaria, in alcuni casi può far scattare la notizia di reato e l’avvio di un procedimento penale.

In ambito tributario le sanzioni penali scattano esclusivamente al verificarsi di alcuni eventi commessi dal contribuente, i c.d. “illeciti“. Vediamo di seguito i principali.

INFEDELE DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Si tratta del reato descritto dall’articolo 4 del DLgs n 74/00.

La fattispecie di reato si commette indicando nella dichiarazione dei redditi o in dichiarazione Iva ricavi inferiori al reale. Oppure costi “inesistenti“.

Ad esempio configura il reato l’indicazione in dichiarazione dei redditi di un risultato di bilancio inferiore a quello che risulta dal bilancio e dalla contabilità. Il reato si alimenta in questo caso con costi “artificiali” inseriti in bilancio.

A corollario della norma deve essere evidenziato che se il costo è realmente sostenuto ancorché indeducibile, questi non potrà così “alimentare” l’imposta evasa ai fini penali.

Inoltre, nella quantificazione dell’imposta evasa non si deve tener conto della non inerenza dei costi e, più in generale, della non deducibilità di elementi passivi reali.

In pratica i costi relativi al transfer pricing (T.P.) non possono essere sanzionati penalmente. 

Il DLgs n 158/2015 precisa poi che, per il calcolo dell’imposta evasa ai fini della configurabilità dei reati tributari subordinati al superamento della soglia, occorrerà scomputare le perdite eventualmente conseguite nell’esercizio o quelle pregresse spettanti e utilizzabili.

Ne consegue che l’imposta evasa non è quella teorica derivante dalla violazione contestata ma quella effettiva dopo il computo delle perdite stesse.

In sostanza se, a seguito di un accertamento a una società, viene ripresa a tassazione una base imponibile la cui imposta evasa supera la soglia di punibilità, non è detto che il reato sia commesso.

Potrebbe infatti verificarsi che la società in quell’esercizio sia in perdita e, pertanto, computando il valore negativo, la base imponibile da tassare diminuisca con l’effetto che l’imposta evasa potrebbe scendere sotto la soglia penale. 

SOGLIE DI PUNIBILITÀ DEL REATO DI INFEDELE DICHIARAZIONE

Il reato è punito con la reclusione da 1 a 3 anni.

Il reato di dichiarazione infedele si verifica al superamento congiunto di due soglie di punibilità:

  • Evasione d’imposta di € 150.000,00 per ogni singola imposta (IRES/IRPEF o IVA);
  • Elementi attivi sottratti all’imposizione (ricavi o costi) di almeno €. 3.000.000,00. Tuttavia, se gli elementi fittizi indicati in dichiarazione (ricavi omessi o costi falsi) supera il 10% dell’ammontare complessivo degli elementi attivi indicati in dichiarazione il reato è consumato anche se gli elementi sottratti ad imposizione sono inferiori a € 3.000.000,00.

OMESSA DICHIARAZIONE DEI REDDITI

Si tratta del reato descritto dall’articolo 5 del DLgs n 74/2000.

La fattispecie di reato si commette quando la società o il contribuente persona fisica, al fine di evadere le imposte sui redditi o l’IVA, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni annuali.

Non si considera omessa la dichiarazione presentata entro 90 giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto (dichiarazione tardiva).

Il reato è punito con la reclusione da 1 a 3 anni

Il reato si consuma quando l’imposta evasa (Ires/Irpef e Iva) supera i € 50.000,00 per ogni singola dichiarazione omessa.

È necessario che l’imposta evasa sia superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte, a € 50.000,00. La pena è aumentata (da 18 mesi a 4 anni).

E’ inoltre introdotto il nuovo reato di omessa dichiarazione del sostituto d’imposta (chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d’imposta, quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore ad euro cinquantamila).

Secondo costante giurisprudenza, il reato di omessa presentazione della dichiarazione, non si consuma al momento della scadenza di presentazione della dichiarazione, ma allo spirare dei 90 giorni successivi.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI 2019: CONCLUSIONI

In questo articolo ho cercato di spiegarti tutte le informazioni che possono esserti utili per la presentazione della tua dichiarazione dei redditi.

Sono tantissime le informazioni di cui avrai bisogno per presentare correttamente la tua dichiarazione dei redditi nella scadenza. Non tutte le situazioni sono identiche, ma sicuramente possono esserci casi in cui consultare un dottore Commercialista è indispensabile.

Ebbene, se hai dei dubbi riguardanti la tua dichiarazione dei redditi, possiamo aiutarti. Lascia un commento alla pagina per essere poi ricontattato in privato per una consulenza.

6 COMMENTS

  1. Buonasera, ho ricevuto una comunicazione dall’Agenzia delle Entrate per la restituzione del bonus Renzi, 960 euro + sanzioni + interessi per il modello UNICO 2017, ho controllato i miei redditi complessivi e sono dentro la soglia richiesta per l’ottenimento del bonus, i redditi provengono da un’indennità per disoccupazione e il resto sono redditi prodotti all’estero tassati in Italia perché fuori fascia, complessivamente arrivano a 15.800 €. I redditi prodotti all’estero beneficiano del bonus Irpef?
    Grazie in anticipo

  2. Salve, Volevo sapere se sia possibile presentare sia il modello 730 che, in aggiunta, la sola dichiarazione Redditi PF per quanto riguarda Gli investimenti all’estero e operazioni di Trading (plus valenze, minus valenze, etc…) o se necessariamente, dovrei presentare solo il secondo modello che integra anche i campi (investimenti all’estero, trading, etc) che mancano nel Modello 730. Grazie

  3. Buongiorno,
    negli scontrini rilasciati dalla parafarmacia risulta la dicitura “ricette” per l’acquisto di alimenti per celiaci con impegnativa. L’importo “ricette” è ad esempio di 0,27 euro. Ho alcuni scontrini così. L’importo può essere inserito tra le spese sanitarie?
    Grazie.

  4. Salve Sonia, l’Agenzia delle Entrate ritiene che la dicitura “ricetta” o “ticket” siano considerati descrizione dell’oggetto acquistato e rientrano tra gli oneri detraibili.

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