Andiamo ad analizzare oggi quali sono le particolari detrazioni fiscali per i coniugi a carico, secondo le recenti normative. Abbiamo visto, recentemente, in questo articolo che possono esserci diverse situazioni in cui all’interno di un nucleo familiare sono presenti dei familiari a carico.

Può trattarsi sia di figli, che dei coniugi, che di altri familiari conviventi nella stessa abitazione, che non sono in grado economicamente di mantenere le spese per il proprio sostentamento. Per quanto riguarda i figli a carico le cose sono leggermente diverse, rispetto ai coniugi a carico. I figli di fatto possono rimanere a carico della famiglia d’origine anche se non sono conviventi con la stessa, e anche se maggiorenni.

I figli possono essere considerati a carico anche nel momento in cui si trasferiscono all’estero per motivi di studio o di lavoro, purché non superino un reddito complessivo annuale di una certa cifra. Ma per quanto riguarda le detrazioni fiscali, cosa si può fare nel caso in cui sia uno dei coniugi a risultare a carico?

Vediamo tutte le specifiche della normativa per il 2021.

Coniuge a carico
Coniuge a carico

Chiedere le detrazioni fiscali per il coniuge a carico

Nel caso in cui un coniuge sia a carico in un nucleo familiare, il nucleo può chiedere un sostegno fiscale e economico per il coniuge il cui reddito annuo non ha superato i 2840,51 euro. Mentre per i figli i criteri sul reddito cambiano leggermente, sia per i figli che per il coniuge a carico bisogna chiedere la detrazione fiscale nel momento in cui si presenta la dichiarazione dei redditi tramite modello 730.

Ricordiamo che la compilazione del modello 730 per i familiari a carico è obbligatoria al fine di ricevere le agevolazioni.
Compilando il modello 730, ne deriva che per poter ottenere la detrazione fiscale per il coniuge a carico, il coniuge non deve essere legalmente separato, e non deve superare il limite che abbiamo visto prima di reddito.

È considerato un coniuge a carico la persona che non riesce in autonomia a coprire le spese per il proprio sostentamento.

La detrazione fiscale tuttavia è ottenibile anche se il coniuge non convive con il richiedente, e non risiede in Italia. È importante però che il coniuge non sia separato o non sia in atto un divorzio. In questo caso a livello fiscale le cose cambiano perché si potrebbe fare riferimento alla misura dell’assegno di mantenimento.

Coniuge a carico: la normativa fiscale

Per quest’anno bisogna ricordare che è disponibile il modello di precompilata relativo al 730, in questo modello è possibile visionare tutte le informazioni che l’Agenzia delle Entrate già possiede in merito alla situazione reddituale, ai bonus fiscali richiesti, alla situazione familiare.

Secondo quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate, il documento va presentato entro il 30 settembre 2021 in modo diretto sul portale o attraverso un tramite, come un centro CAF o un professionista abilitato. Si ricorda che possono presentare il modello 730 precompilato o ordinario tutti i soggetti che hanno ricevuto redditi di lavoro dipendente di lavoro autonomo o di capitale, da terreni o fabbricati o redditi diversi.

C’è una sezione apposita nel modello in cui inserire i dati relativi ai familiari che nell’anno passato, il 2020, sono stati fiscalmente a carico di chi presenta il modello. Secondo quanto spiegato dal documento ufficiale relativo al 2021 dall’Agenzia delle Entrate, sono considerati familiari fiscalmente a carico:

“I membri della famiglia che nel 2020 hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili. Sono considerati fiscalmente a carico i figli di età non superiore a 24 anni che nel 2020 hanno posseduto un reddito complessivo uguale o inferiore a 4.000 euro, al lordo degli oneri deducibili.”

Somme che concorrono al reddito del coniuge a carico

Ma quali sono le cifre, i redditi e le somme che concorrono al reddito complessivo del coniuge a carico? L’Agenzia delle Entrate fa un elenco di redditi che si devono includere nel calcolo complessivo relativo al coniuge a carico. Tra questi ci sono: i redditi provenienti da fabbricati o su locazioni, retribuzioni derivate da enti o organismi internazionali, redditi di impresa o di lavoro autonomo, lavoro subordinato, altri redditi.

Un coniuge può essere considerato a carico di chi richiede l’agevolazione fiscale anche se non convive con lo stesso o è residente in un altro paese, purché non sia legalmente ed effettivamente separato. Va ricordato che oltre al coniuge e ai figli possono essere considerati a carico anche altri familiari, per cui rimandiamo a questa lettura.

La detrazione fiscale a cui si può accedere tramite la dichiarazione dei redditi è la compilazione del modulo che indica quali sono i familiari a carico, varia in base al reddito complessivo del nucleo familiare:

  • 15.000 euro di reddito o inferiore: detrazione di 800 euro;
  • Reddito che va da 15.000 euro a 40.000 euro: detrazione di 690 euro;
  • Redditi compresi tra i 40.000 euro e gli 80.000 euro: detrazione di 690 euro per la somma che supera i 40.000 euro.

Ovviamente le cifre possono variare, in base al numero di familiari a carico, alla presenza di eventuali figli a carico o di persone portatrici di handicap. Per esempio per quanto riguarda i figli, gli ultimi provvedimenti del governo hanno aumentato fino a 4000 euro la soglia di reddito che stabilisce quando un figlio è considerato a carico.

Detrazioni fiscali e assegno unico per i figli

Una delle ipotesi in circolazione in questi mesi riguarda lassegno unico per i figli. L’assegno unico è stato ipotizzato come misura che raggruppa l’insieme di bonus attualmente presente a sostegno delle famiglie, in particolare relativo ai figli.

L’assegno unico per i figli potrà essere erogato in forma di credito di imposta o di denaro, dal settimo mese di gravidanza fino al ventunesimo anno di età.

La misura, che va a sostituirsi a tutti i bonus familiari presenti o che sono stati aggiunti negli ultimi anni, subirà un ulteriore rinvio. L’assegno unico è stato ipotizzato per sostenere le famiglie italiane che hanno almeno un figlio, che si tratti di lavoratori dipendenti o autonomi.

La novità principale dell’ assegno unico è proprio l’estensione del bonus ai lavoratori autonomi, ed è una delle misure più attese nella riforma fiscale del 2021. Tramite l’assegno unico si potrebbe accedere ad aiuti che vanno dagli 80 ai 250 euro al mese, relativamente ai figli. Questo assegno non riguarda i coniugi a carico.

Dalle recenti notizie sappiamo che questa particolare misura rimane ancora sospesa, e non partirà almeno fino a gennaio del 2022. Tutte le detrazioni fiscali che riguardano in particolare i figli verranno raggruppate nell’assegno unico familiare, accessibile da gennaio 2022. Il suo valore massimo si attesterà intorno ai 250 euro, e sarà variabile in base al reddito totale del nucleo familiare.

L’assegno è interessante perché potranno richiederlo tutte le mamme anche dal settimo mese di gravidanza, prima ancora che il figlio sia nato. Lo stesso assegno coprirà anche i figli a carico maggiorenni, fino ai 21 anni. Siamo ancora in attesa di conferme a proposito dell’applicazione di questo assegno nel 2022.

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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura e ne ho fatto un lavoro. Autrice indipendente. Ho collaborato con agenzie web e svolto diverse attività di volontariato: durante gli anni di studio rappresentavo un’associazione studentesca impegnata ad organizzare eventi culturali nel mondo della comunicazione. Nel 2019 ho viaggiato all’estero, partecipando come volontaria ai lavori per il Global Platform for Disaster Risk Reduction presso l’ONU di Ginevra (Svizzera)."

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