La figura del consulente di immagine (Image consultant) è una figura professionale specializzata. Il suo compito principale è quello effettuare un’attività di comunicazione, di consiglio e di assistenza ai propri clienti (privati o aziende). L’obiettivo è quello di ottenere un miglioramento del look, inteso come comportamento, abbigliamento, gestione del guardaroba e shopping. In buona sostanza, il consulente di immagine aiuta il cliente a comunicare il giusto messaggio attraverso il proprio aspetto. Una giusta immagine, infatti, può essere fondamentale per raggiungere successi professionali e personali.

In questo contributo dopo aver identificato l’attività del consulente di immagine andrò ad analizzare la disciplina fiscale di un consulente freelance sia da un punto di vista fiscale che contributivo. Se vuoi diventare un consulente di immagine questo articolo devi assolutamente leggerlo completamente.

Consulente di immagine
Consulente di immagine

Qual’è l’attività del consulente di immagine?

Il consulente di immagine si occupa di sviluppare un’immagine personale di successo per i propri clienti. Un buon consulente deve analizzate tutte le caratteristiche fisiche naturali della persona:

  • La figura;
  • L’ossatura;
  • Il viso;
  • I colori della pelle;
  • Occhi, capelli, fino alla voce.

Poi si passa allo studio della personalità. Si analizza lo stile di vita, personale gli obiettivi che si pone nella vita e i motivi per migliore la propria immagine personale.

Una volta analizzate tutte queste caratteristiche, il consulente fornisce delle linee guida che possono aiutare a rendere più attraente e accattivante la propria immagine.

Generalmente le consulenze d’immagine sono di tre tipi:

  • Consulenza d’immagine personale. Attività che si rivolge a donne e uomini che desiderano un nuovo look;
  • Consulenza d’immagine professionale. Attività che si rivolge a persone in cerca di un nuovo lavoro, persone recentemente promosse a cariche più alte o celebrità;
  • Infine, consulenza corporate. Attività che si rivolge ad aziende che intendono creare un codice di abbigliamento o un’uniforme. Oppure per le aziende che vogliono trovare soluzioni di successo riguardo all’aspetto del personale, l’ambiente fisico e l’etichetta del business.

Come si diventa consulente di immagine?

Come tutte le attività da freelance per poter svolgere l’attività di consulente di immagine è necessario possedere determinate qualità personali ed attitudinali oltre a quelle professionali. Il consulente di immagine, infatti, deve essere in possesso di un forte senso estetico. Devi essere predisposto ai rapporti interpersonali, devi possedere una buona capacità comunicativa e di ascolto attivo. Oltre a questo una buona lettura ed interpretazione della comunicazione non verbale non guastano. Inoltre, devi godere di buone capacità organizzative, avere una predisposizione alla cura dei dettagli e deve essere flessibile.

Per i consulenti d’immagine che facciano anche personal shopping è indispensabile conoscere la propria città e percorsi interessanti per soddisfare le richieste dei clienti.

Nonostante questa professione si possa esercitare senza un titolo di studio formale o una certificazione, è necessario approfondire la materia dei propri servizi e tenersi costantemente aggiornati. Più ampia sarà la conoscenza, più sarà possibile acquisire le credenziali che permettono di ottenere compensi più elevati.

La formazione relativa a questa professione è affidata quindi a corsi professionali o di specializzazione specifici. Corsi che possono essere frequentati in seguito al raggiungimento della licenza di scuola media inferiore.

Corsi di formazione per consulenti di immagine

Le istituzioni che offrono questa tipologia di corsi di formazione per consulenti di immagine sono le scuole di moda. Ne sono esempi l’Accademia del Lusso, la Marangoni e la Fashion Academy Up to Date (Milano) e il Polimoda (Firenze). Solitamente alla fine del corso viene rilasciato un attestato di partecipazione e frequenza. Molto importante è anche l’esperienza pratica e diretta. Per questo motivo può essere utile un periodo di stage presso un’agenzia di consulenza di immagine.

Come lavora il consulente di immagine?

Il consulente di immagine è un professionista che lavora solitamente in autonomia. Strumento indispensabile del consulente di immagine è il proprio sito internet. Attraverso l’attività di personal branding questo professionista riesce nel tempo, in relazione alle sue abilità a crearsi un proprio circuito di clientela. I clienti possono essere sia privati, studenti, soggetti in cerca di lavoro, professionisti affermati, ma anche imprese.

Solitamente il consulente di immagine lavora con società di consulenze specializzate in personal branding che hanno già avviato questo tipo di attività, specializzate in pubbliche relazioni e comunicazione, con sedi nelle principali città italiane e straniere.


Disciplina fiscale per il consulente di immagine

Una volta individuati i tratti salienti dell’attività del consulente di immagine andiamo a vedere qual’è la disciplina fiscale ai fini delle imposte dirette applicabile. Il mio primo consiglio se intendi avviare un’attività di consulente di immagine è quello di metterti in contatto con un dottore Commercialista (se non ne hai uno siamo a tua disposizione). In questo modo hai la possibilità di analizzare la tua situazione personale e programmare la modalità di avvio della tua attività.

La domanda che si pongono tutti i freelance all’avvio della propria attività riguarda il giusto momento per aprire partita Iva. Se hai ancora pochi clienti e la tua attività è ancora all’inizio, non è ancora stabile, posso capirti, aprire partita Iva può spaventare. Ti dico subito che non esiste in assoluto un preciso limite di guadagni oltre il quale si è obbligati ad aprire la partita Iva. La normativa fiscale prevede soltanto che un soggetto è obbligato ad operare professionalmente con partita Iva quando intende svolgere un’attività lavorativa in maniera abituale ed autonoma.

Professionalità e sistematicità dell’attività professionale

Per professionalità si intende la sistematicità e la non sporadicità dell’attività esercitata. Il requisito della professionalità implica anche lo scopo di lucro, cioè l’intento di conseguire ricavi superiori ai costi ed ottenere così un utile. Un’attività è professionale se è svolta in maniera “abituale” e quindi non occasionale, anche se non in modo esclusivo (lo stesso soggetto può svolgere diverse attività). Quindi, se stai svolgendo un l’attività da consulente di immagine in modo continuativo e professionale devi necessariamente operare con una partita Iva.

Di seguito riepilogherò brevemente i principali adempimenti che seguono il processo di avvio di questa attività. Vediamoli!

Apertura della partita Iva come consulente di immagine

L’apertura della partita Iva è il primo adempimento fiscale da effettuare per diventare consulenti di immagine freelance. La partita Iva è un codice numerico che identifica un soggetto che opera in modo professionale. Ogni attività economica è contraddistinta da uno specifico codice attività, che deve essere indicato al momento dell’apertura della partita Iva. In questo caso per i consulenti di immagine il codice attività da utilizzare è il seguente:

Codice attività ATECO per consulente di immagine: “96.09.09 – Attività di consulenza alla persona nca“.

L’apertura della partita Iva deve essere effettuata entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività. La presentazione del modello AA9/12 di apertura della partita Iva può essere presentato con due diverse modalità:

  • In modalità cartacea. La presentazione avviene di persona presentando il modello presso uno degli uffici dell’Agenzia delle Entrate;
  • In modalità telematica. Attraverso un intermediario abilitato (dottore Commercialista) il modello viene presentato con modalità telematica con uno dei servizi messi a disposizione delle Entrate (Entratel).

La scelta del regime fiscale da applicare per i consulenti di immagine

La scelta più importante quando si avvia un’attività di lavoro autonomo con partita Iva è quella legata alla scelta del regime fiscale da applicare. Si tratta di una scelta fondamentale, in quanto da essa dipenderà la modalità di tassazione dei redditi del professionista. Per questo motivo, il consiglio che posso darti è di effettuare questa scelta sempre con l’ausilio di un dottore Commercialista. Solo in questo modo, infatti, potrai essere seguito da un esperto e potrai evitare di commettere errori in una scelta così importante. Di seguito, in modo molto schematico ho deciso di indicarti quali sono i due regimi fiscali attualmente in vigore per l’avvio di un’attività professionale in forma individuale. Mi riferisco al:

  • Regime forfettario per i consulenti di immagine;
  • Contabilità semplificata per i consulenti di immagine.

Vediamo, con maggiore dettaglio le principali caratteristiche di questi due regimi fiscali.

Consulente di immagine in regime forfettario

Come detto, oltre al codice attività deve essere scelto anche il regime fiscale da applicare, al momento dell’apertura della partita Iva. Per i professionisti può essere vantaggioso, se si possiedono i requisiti (che potete trovare in questo articolo), aderire al c.d. “Regime forfettario“. Si tratta di un particolare regime fiscale semplificato introdotto dalla Legge n. 190/2014, successivamente modificata dalla Legge n. 208/2015.

Questo particolare regime fiscale (tra i migliori d’Europa per le piccole attività) prevede una tassazione forfettaria del reddito professionale derivante dall’attività, da calcolare in percentuale rispetto ai ricavi annui. In pratica, significa che il reddito dell’attività è calcolato in base ad una percentuale da applicare sui ricavi generati (che è del 78%). In pratica nessun costo dell’attività diventa deducibile analiticamente.

Nel regime forfettario, per i professionisti, i ricavi non possono superare i € 65.000 annui. Questo significa, ad esempio, che se i ricavi annui sono stati di 10.000 euro i costi forfettari sono pari a 2.200 euro, il reddito imponibile è di 7.800 euro (ovvero il 78% di 10.000 euro).

Su tale reddito, così determinato, deve essere applicata l’imposta sostitutiva del 15%, che per i primi 5 anni di attività, può ridursi sino al 5%. In questo regime fiscale non è prevista l’applicazione dell’Iva, dell’Irap e delle ritenute di acconto. Inoltre, non si è soggetti all’applicazione degli Isa.

Come puoi capire se puoi applicare questo regime puoi contare su vantaggi non indifferenti. Tuttavia, per poter applicare questo regime è necessario essere in possesso di alcuni requisiti, tra cui il fatto non percepire redditi da lavoro dipendente di importo superiore a 30.000 euro lordi e non possedere partecipazioni societarie in attività riconducibili a quella esercitata con attività di lavoro autonomo.

Consulente di immagine in contabilità semplificata

In alternativa a questo regime semplificato i soggetti che non vi possono accedere entreranno automaticamente nel regime fiscale della “contabilità semplificata“. Si tratta del regime fiscale naturale dei professionisti, e prevede la tassazione a Irpef del reddito professionale (ricavi meno costi deducibili, ai sensi del DPR n 917/86).

Il regime prevede assoggettamento a IVA e ritenuta di acconto in fattura (maggiori informazioni qui). Si tratta sicuramente di un regime fiscale più complesso rispetto al regime forfettario. Questo in quanto è necessaria la tenuta della contabilità e si è soggetti all’applicazione dell’IVA in fattura, liquidata trimestralmente e all’applicazione della ritenuta di acconto in fattura.

Rispetto al regime forfettario la determinazione del reddito avviene attraverso la differenza tra ricavi incassati nel periodo di imposta e costi deducibili (secondo il DPR n. 917/86). Questo significa che in questo regime è possibile dedurre, interamente o parzialmente (a seconda dei casi), i costi sostenuti legati all’attività.

Aspetti previdenziali dell’attività del consulente di immagine

Oltre agli adempimenti fiscali, chi vuole diventare consulente di immagine freelance deve fare i conti anche con gli adempimenti legati alla gestione previdenziale. In particolare, i lavoratori autonomi non dotati di autonoma cassa professionale, come i consulenti di immagine, sono obbligati ad iscriversi alla Gestione separata dell’INPS (Legge n. 335/95).

Si tratta di un regime contributivo che prevede il versamento di contributi calcolati sul reddito imponibile ai fini delle imposte dirette. I contributi si calcolano in percentuale. Ogni anno l’Inps comunica con apposita circolare la percentuale di contribuzione dovuta dai professionisti iscritti a questa gestione. I contributi dovuti devono essere versati alle date di scadenza dei pagamento delle imposte sui redditi, ovvero il 30 giugno e il 30 novembre di ogni anno.

Quali sono i principali costi dell’attività del consulente di immagine

Dopo aver visto quali sono gli adempimenti legati all’avvio dell’attività di un consulente di immagine può essere importante andare ad analizzare quali sono i costi annui che questo professionista deve sostenere per la propria attività. Conoscere questi costi è importante sia per capire se e in che modo il proprio volume di affari potrà permettere di sostenerli sia per monitorare nel tempo il loro valore, al fine di pianificare al meglio l’attività.

Costi legati all’attività del consulente di immagine

Come ogni attività da freelance, anche quella del consulente di immagine è legata alle conoscenze tecniche del professionista. Il principale costo da sostenere sarà sicuramente quello legato all’aggiornamento professionale. Seguito dal costo dell’ufficio, o del blog, a seconda che operiate in loco oppure esclusivamente online.

Oltre a questi ci saranno sicuramente i costi legati alle varie riviste di settore, alle apparecchiature fotografiche, e nel caso i costi legati ad eventuali consulenze esterne, se decidete di essere affiancati da altri professionisti del settore, come ad esempio i personal shopper.

Costi amministrativi e fiscali del consulente di immagine

L’attività da freelance del consulente di immagine non ha rilevanti costi annuali. Da un punto di vista amministrativo, l’unico costo da sostenere è quello del Commercialista che vi seguirà da un punto vi vista fiscale, per la  dichiarazione dei redditi, la fatturazione, e tutti gli adempimenti legati alla disciplina fiscale.

La cosa importante da ricordare è che i versamenti di imposte e contributi seguiranno le stesse date, quindi ogni anno al 30 giugno e al 30 di novembre dovrete versare imposte e contributi. Il versamento del 30 giugno può essere rateizzato fino a 6 rate mensili. Mentre il versamento di novembre deve obbligatoriamente essere effettuato in un unica soluzione.

Diventare consulente di immagine: consulenza fiscale

Vuoi avviare un’attività di consulente di immagine? Hai già avviato questa attività e vuoi avere maggiori informazioni sugli adempimenti fiscali e contributi? Hai bisogno di un valido consulente fiscale che possa assisterti in tutti gli adempimenti fiscali del consulente di immagine?

Se hai risposto in modo positivo ad una di queste domande puoi contattarmi per ricevere una consulenza personalizzata. Compila il form presente al link sottostante per metterti subito in contatto con me.

Riceverai in breve tempo una risposta alle tue domande, una consulenza legata al tuo caso personale. Oppure un preventivo per la gestione annuale degli adempimenti fiscali. Possiamo assisterti nei tuoi adempimenti fiscali annuali in modo che tu possa dedicarti serenamente all’avvio ed allo sviluppo della tua attività professionale.

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