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Conguaglio IRPEF in busta paga: quando si versa?

Come funziona il conguaglio IRPEF? Quando si effettua il conguaglio IRPEF? Tutte le informazioni sul conguaglio in busta paga per lavoratori dipendenti e pensionati.

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Come funziona il conguaglio IRPEF delle imposte derivanti dal modello 730, in busta paga? Vediamo le casistiche possibili e tutte le domande sull’argomento.

I lavoratori dipendenti ed i pensionati possono usufruire dei vantaggi del modello 730 per la presentazione della propria dichiarazione dei redditi. Il modello 730, come sai, è un modello dichiarativo semplificato che ha il vantaggio di permettere:

  • Il rimborso dei crediti fiscali direttamente in busta paga;
  • Il pagamento delle trattenute fiscali (e del conguaglio) direttamente in busta paga.

Per quanto riguarda il rimborso dei crediti fiscali ce ne siamo già occupato in questo contributo dedicato, a cui ti rimando: “Rimborso modello 730 in busta paga: quando arriva?“. In questo contributo, invece, mi voglio concentrare sul conguaglio IRPEF che deriva dal pagamento di imposte dovute dalla presentazione del modello 730.

Vediamo, quindi, come avviene il conguaglio IRPEF derivante dal modello 730, direttamente in busta paga, ed il conguaglio IRPEF di dicembre.

Quando si paga l’IRPEF in busta paga?

L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche ed è dovuta da tutti i lavoratori dipendenti e dai pensionati che sono dotati di sostituto di imposta. In questi casi è direttamente il sostituto di imposta (datore di lavoro) ad effettuare le ritenute IRPEF direttamente nella busta paga del lavoratore dipendente. Le ritenute IRPEF mensili in busta paga sono quelle riepilogate secondo le aliquote della tabella seguente:

SCAGLIONI DI REDDITO MENSILIALIQUOTA
Fino a 1.250,00 €23%
Da 1.250,01 a 2.333,33 €27%
Da 2.333,34 a 4.583,33 €38%
Da 4.583,34 a 6.250,00 €41%

Quando non si paga l’IRPEF in busta paga?

Ci sono però delle categorie di contribuenti che sono esonerati dal pagamento dell’IRPEF. Per esempio coloro che hanno un reddito minimo e alcune categorie di pensionati: vediamo di seguito a chi si applica precisamente l’esenzione.

I redditi esenti, che non sono sottoposti all’IRPEF, sono:

  • I redditi dei pensionati che non superano i 7.500 euro annui. Se il pensionato ha più di 75 anni, il limite per l’esenzione sale a 8.000 euro annui. Per essere esenti non bisogna avere altri redditi oltre la pensione.
  • I redditi da fabbricati che fruttano fino a 500 euro annui. Oppure, i redditi da terreni che fruttano fino a 185,92 euro;
  • I redditi da lavoro dipendente, se non superano gli 8.000 euro annui.
  • I redditi da lavoro autonomo, se non superano i 4.800 euro annui.

Il lavoratore dipendente con un reddito che non supera gli 8.000 euro lordi annui, dovrà quindi informare il proprio datore di lavoro dell’assenza di altri redditi. Il datore di lavoro provvederà a non applicare l’IRPEF in busta paga. Lo stesso vale per il pensionato, che deve invece avvisare l’INPS.

Le trattenute in busta paga derivanti dal modello 730

Il contribuente, ogni anno, è chiamato a verificare se è obbligato a presentare la propria dichiarazione dei redditi (nel caso puoi approfondire quì: “Casi di esonero dalla presentazione della dichiarazione dei redditi”).

Ad esempio, se il contribuente detiene più Certificazioni Uniche, deve sicuramente presentare la dichiarazione dei redditi alle scadenze annuali previste. In questo caso, molto probabilmente, si troverà ad versare maggiori imposte rispetto a quelle trattenute.

Questo accade in quanto il contribuente ha versato minori imposte in busta paga rispetto a quelle effettive. Le imposte effettive, naturalmente, sono quelle risultanti dalla dichiarazione dei redditi.

Conguaglio IRPEF derivante dal modello 730 direttamente in busta paga

Il modello 730 è un modello dichiarativo dal quale possono emergere due risultati: un credito IRPEF da rimborsare al contribuente, oppure un debito di imposta da trattenere in busta paga.

In questa seconda ipotesi, quando si pagano le maggiori imposte dovute dal 730 in busta paga?

In questo caso le maggiori imposte dovute dal modello 730 vengono trattenute direttamente in busta paga. Le trattenute avvengono in modo diverso a seconda che il contribuente sia un lavoratore dipendente o un pensionato.

Trattenute in busta paga per i dipendenti

I lavoratori dipendenti che hanno maturato un debito fiscale derivante dal modello 730 hanno la possibilità di rateizzare il debito in 6 rate. Queste rate vengono evase direttamente attraverso maggiori ritenute in busta paga. Le rate presentano le seguenti scadenze:

  1. 30 giugno, con possibilità di posticipare al 30 luglio con la maggiorazione dello 0,4%;
  2. 31 luglio;
  3. 31 agosto;
  4. 30 settembre;
  5. 2 novembre;
  6. 30 novembre.

Trattenute in busta paga per i pensionati

I pensionati che hanno un debito di imposta da pagare, derivante dal modello 730 subiscono la ritenuta sulla pensione a partire dal mese di agosto. Anche in questo caso il pensionato ha la possibilità di versare il conguaglio IRPEF in 5 rate mensili.

Il conguaglio imposte da modello 730 in busta paga: l’indicazione

Il contribuente che riceve il conguaglio imposte da modello 730 in busta paga trova l’indicazione delle trattenute direttamente nella busta paga. Infatti, all’interno della propria busta paga troverà la voce:

IRPEF a debito da dichiarazione modello 730

Che cos’è il conguaglio IRPEF di dicembre?

Se da lavoratore dipendente hai notato che lo stipendio di dicembre è stranamente inferiore a quanto guadagni di solito?

Il motivo è tutto nel conguaglio IRPEF. Un’operazione matematica che confronta le imposte pagate in anticipo durante l’anno con quanto effettivamente dovuto allo Stato.

Il calcolo può essere fatto a partire dalla busta paga di dicembre, dal momento che solo in questa sede è noto l’ammontare definitivo delle retribuzioni percepite nell’anno.

Da gennaio a novembre, invece, la tassazione che il dipendente vede trattenersi in ogni cedolino è parziale. In occasione della busta paga di febbraio, ad esempio, il datore simula quale sarà il reddito annuo e su questo calcola le tasse da trattenere nel mese specifico.

Il risultato, che dipende dalla tassazione applicabile al reddito annuale e dalle detrazioni spettanti per lavoro dipendente o carichi familiari, può essere una trattenuta o un rimborso fiscale.

Nella stessa busta paga il datore di lavoro deve riportare tutte le informazioni necessarie al lavoratore per poter verificare il corretto importo dei rimborsi o delle trattenute IRPEF a conguaglio.

In sostanza, il conguaglio IRPEF nella busta paga di dicembre viene effettuato dal datore di lavoro nel caso in cui siano state versate, durante l’anno, imposte in misura inferiore a quanto effettivamente dovuto.

La procedura prevede che sia il datore di lavoro (o l’Inps) ad effettuare il conguaglio fiscale, riversando successivamente all’Amministrazione finanziaria l’importo.

Cosa sto versando con il conguaglio fiscale?

Con il conguaglio fiscale in busta paga i lavoratori dipendenti e pensionati pagano, semplicemente, quelle che sono le imposte sul reddito effettivamente dovute.

Il ricalcolo che viene effettuato riguarda ad esempio i contributi Inps, l’IRPEF dovuta comprensiva di addizionali regionali e comunali e si ricalcolano eventuali detrazioni fiscali spettanti.

Una sorpresa ancora più amara per chi alla fine dell’anno e in base ai redditi percepiti risulta essere tra i contribuenti costretti a restituire in tutto o in parte il bonus Renzi di 80 euro.

Quali elementi per il calcolo del conguaglio IRPEF di dicembre?

Ai fini del calcolo del conguaglio IRPEF, il sostituto d’imposta deve prendere a riferimento i seguenti elementi per il calcolo del reddito annuo del lavoratore:

  • Redditi percepiti: per il calcolo del conguaglio IRPEF di fine anno vengono prese a riferimento le somme corrisposte come reddito per lavoro dipendente, in base a quanto stabilito dall’art. 49 del TUIR e i redditi assimilati, ovvero – a titolo di esempio – quelle relative a compensi di collaborazioni a progetto o borse di studio;
  • Il sostituto d’imposta è chiamato a calcolare anche le somme erogate in favore del lavoratore sotto forma di cassa integrazione, mobilità, malattia, maternità, invalidità temporanea;
  • Lavoro all’estero: per attività svolte all’esterno per un periodo non inferiore a 183 giorni all’anno, se svolta in via continuativa;
  • Benefit: ovvero compensi in denaro ed erogazioni liberali nei confronti del lavoratore;
  • Pensioni, assegni equiparati alle pensioni, interessi e rivalutazioni su crediti da lavoro dipendente.

Tali elementi, ovvero la determinazione del reddito complessivo annuo del lavoratore, saranno utili alla determinazione della base imponibile lorda ai fini della determinazione dell’aliquota IRPEF di riferimento.

Come si arriva a determinare l’imposta netta in busta paga?

In sede di operazione di conguaglio IRPEF ed entro la scadenza relativa all’emissione delle buste paga del mese di febbraio, dal reddito lordo percepito dal lavoratore su base annua deve essere effettuata la detrazione di quanto spettante, ovvero sia le detrazioni effettuate nei singoli periodi di paga che quelle non concesse al dipendente.

In questo caso devono esser prese in considerazione le detrazioni relative a spese sanitarie, premi per assicurazioni contro infortuni, contributi previdenziali non obbligatori, erogazioni in conformità a contratti collettivi o accordi aziendali.

Inoltre, ai lavoratori titolari di reddito da lavoro dipendente spetta una detrazione d’imposta rapportata al periodo di lavoro annuale e proporzionata in relazione al reddito complessivo.

Dalla differenza tra l’imposta lorda annuale e l’ammontare delle detrazioni spettanti al lavoratore dipendente verrà ricavato il conguaglio IRPEF da applicare al lavoratore, che potrà essere a credito o a debito.

Nel caso in cui il totale delle detrazioni spettanti al lavoratori superi l’imposta lorda, l’imposta netta Irpef sarà pari a zero, poiché non è previsto un credito d’imposta nei confronti del lavoratore dipendente in caso di eccedenza delle detrazioni.

In caso di conguaglio a credito, il sostituto d’imposta dovrà restituire al lavoratore le ritenute maggiori applicate nel corso dell’anno.

Per conguaglio a debito, il prelievo delle imposte dovrà essere effettuato entro il termine del mese di febbraio dell’anno successivo, previa autorizzazione al prelievo in busta paga da parte del lavoratore.

Conguaglio IRPEF: FAQ

Che cos’è la capienza fiscale?

La capienza fiscale è la capacità del contribuente di abbattere l’imposta sul reddito utilizzando le detrazioni Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche).

Quando si paga l’IRPEF?

L’IRPEF i lavoratori dipendenti ed i pensionati lo pagano mensilmente in busta paga, secondo le varie aliquote previste per scaglioni. Il versamento del saldo e primo acconto IRPEF, deve essere pagato dai contribuenti obbligati entro il 30 giugno.

Quando viene effettuato il conguaglio in busta paga?

In sostanza, il conguaglio Irpef nella busta paga di dicembre viene effettuato dal datore di lavoro nel caso in cui siano state versate, durante l’anno, imposte in misura inferiore a quanto effettivamente dovuto. Il conguaglio annuale si fa a dicembre, quello da dichiarazione dei redditi a giugno e novembre.

Che cos’è l’IRPEF lorda?

L’imposta lorda viene calcolata applicando ad ogni scaglione una diversa aliquota di prelievo. Così ad esempio su un reddito imponibile di 25.000 l’imposta lorda è uguale al 23 per cento dei primi 15.000 euro (3.450) più il 27 per cento per i restanti 10.000 (2.700) quindi 6.150.

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