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Quali sono gli strumenti di tutela del patrimonio personale? Qual è quello maggiormente conforme alle tue esigenze individuali? Vediamo come puoi tutelare il tuo patrimonio personale.

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Molti sono i rischi a cui è esposto il tuo patrimonio personale, sia afferenti alla tua vita privata che professionale. In quest’epoca di crisi, anche pandemica, l’esigenze di proteggere i propri risparmi è divenuta sempre più sentita.

Sei chiamato allora a vagliare possibili scenari come la crisi di impresa, che ha colpito molti piccoli imprenditori a seguito delle chiusure imposte della misure sanitarie. Non è allora improbabile che si palesi un’improvvisa precarietà lavorativa. A ciò si aggiungono anche gli inaspettati eventi di natura familiare o personale, a causa dei quali si è sviluppata la tendenza a ricercare idonee strumenti cautelativi.

Vediamo quali sono gli strumenti di tutela del patrimonio personale.

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Rischi a cui è esposto il tuo patrimonio personale

I rischi a cui è esposto il tuo patrimonio personale, come poc’anzi accennavamo, sono invero molteplici. La realtà quotidiana, come testimoniano le recenti vicende sanitarie, è piena di insidie.

Proprio per questo che dovrai poter valutare cosa ti si prospetta in futuro e cercare di pianificare e programmare i passi necessari a metter al sicuro i tuoi beni. A tal proposito ci sembra, allora, preliminarmente opportuno andare ad individuare quali sono i principali rischi a cui sei esposto.

In primo luogo dovrai tener presente che molti dei tuoi beni, come quelli immobili, sono esposti a rischi naturalistici. Pensa agli incendi, agli allagamenti oppure ad una struttura che cede mentre i dipendenti sono al lavoro. I danni che derivano da questi fenomeno possono, infatti, esser ingenti ed aggravati laddove coinvolgano persone.

Ulteriori rischi possono poi essere connessi alla tua attività di impresa, come già citato. Questi produrranno ripercussioni eventualmente anche sul tuo patrimonio personale, ove i creditori non risultino soddisfatti in altro modo.

A ciò si aggiungono i c.d. rischi prettamente personali, attinenti alle ripercussioni sul patrimonio di alcuni eventi della vita quotidiana. Pensiamo a tal proposito alle implicazioni economiche di separazione e divorzio, nonché la morte inaspettata del coniuge o parente prossimo.

Proprio per tali motivazioni che ti invitiamo ad anticipare i possibili esiti negativi e adottare strategie preventive.

Tutela del patrimonio personale

I rischi che abbiamo evidenziato possono, dunque, comportare rilevanti ripercussioni, in termini economici. La scelta di ricorrere ad una strategia di tutela del patrimonio personale può rivelarsi fondamentale e vincente.

In questa sede intendiamo offrirti alcuni spunti su quali istituti previsti dal nostro ordinamento, possono esser funzionali a realizzare suddetto scopo di prevenzione.

Polizze assicurative

Le polizze assicurative costituiscono uno dei principali rimedi che hai a disposizioni, per prevenire eventuali rischi. Queste, infatti, sono un valido strumento di tutela del patrimonio personale.

I contratti con cui si stipulano le polizze assicurative rientrano nella particolare categoria di contratti aleatori. Con tale espressione si richiamano gli atti negoziali connotati, oltre che dalla necessaria alea economica, anche da un’alea giuridica. Con ciò si intende la circostanza per la quale una delle prestazioni sono ancorate nell’an ad un evento incerto e futuro.

Le polizze assicurative nella sostanza, invero, producono un effetto segregativo. Le somme devolute tramite il pagamento del premio assicurativo verranno poi restituite al verificarsi dell’evento, ma nel periodo intercorrente non potranno essere aggrediti dai creditori.

L’esempio più consueto di polizza assicurativa è l‘assicurazione sulla vita, disciplinata all’art. 1882 c.c.. Ivi è introdotta una figura contrattuale con cui l’assicuratore si obbliga a pagare un capitale o una rendita, al verificarsi di un evento attinente la vita umana. Il carattere aleatorio si identifica nel c.d. rischio demografico, ossia un evento come la morte o una malattia, di cui non si conosce il momento esatto della sua realizzazione.

Vincolo di destinazione

La tutela del patrimonio separato può realizzarsi anche mediante un atto di destinazione ex art. 2645 ter c.c., il quale afferma che:

Gli atti in forma pubblica con cui beni immobili o beni mobili iscritti in pubblici registri sono destinati, per un periodo non superiore a novanta anni o per la durata della vita della persona fisica beneficiaria, alla realizzazione di interessi meritevoli di tutela (…) possono essere trascritti al fine di rendere opponibile ai terzi il vincolo di destinazione”

L’art. 2645 ter c.c. ti offre un importante strumento di organizzazione flessibile dei tuoi beni. Consente di costituire un vincolo, individuando determinati beni del patrimonio personale, in modo che tu possa destinarli al fine per cui l’atto è stato realizzato, come in questo caso l’assistenza del parente disabile. 

Suddetto strumento, quindi, realizza una deroga al principio di universalità della responsabilità patrimoniale ex art. 2740 c.c., in virtù del quale il debitore risponde delle obbligazioni assunte con tutto il suo patrimonio. Grazie al vincolo di destinazione, invece, è possibile creare un patrimonio separato che non sarà aggredibile se non dai creditori, il cui diritto è sorto come conseguenza del vincolo stesso.

Trust

Una particolare tipologia di vincolo di destinazione, ad avviso della dottrina più accreditato, è il trust. Questo è un rapporto, in genere trilatero, in virtù del quale un soggetto, denominato disponente o settlor, dispone di una certa quantità di beni che vuole tutelare. Questi beni, detti anche fondo in trust, vengono assoggettati sotto il controllo di un secondo individuo, che prende il nome di gestore o trustee, per farli gestire ed amministrare da lui nei confronti di un terzo soggetto beneficiario, il beneficiario beneficiary

Similmente al vincolo di destinazione, i beni confluiti al trust sono sottratti all’aggressione da parte di alcune categorie di creditori.

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