Il Fondo patrimoniale è un complesso di beni determinati, costituito da uno o da entrambi i coniugi o da un terzo, destinato a far fronte ai bisogni della famiglia. Esso, infatti, è un istituto volto a tutelare e segregare i beni destinati alla famiglia. Con la costituzione del Fondo patrimoniale viene a crearsi un patrimonio autonomo di scopo. Pertanto, determinati beni ivi inseriti potranno essere destinati esclusivamente a far fronte a tali bisogni. Lo scopo è quello di tutelare i beni familiari dalla possibile aggressione dei creditori nei casi di difficoltà economica o di fallimento dell’attività esercitata da uno dei coniugi. Infatti, i beni facenti del fondo sono sottoposti ad un vincolo di destinazione ciò significa che possono essere utilizzati esclusivamente per il soddisfacimento dei bisogni della famiglia.

Oggi il Fondo patrimoniale è un istituto non diffusamente utilizzato, ma che presenta comunque una valida opportunità quando si vuole tutelare la famiglia da possibili attività esecutive di creditori terzi. E’ un ottimo veicolo, quindi, per destinare parte del proprio patrimonio ad esclusivo vincolo delle necessità familiari.

Come si costituisce il fondo patrimoniale?

L’istituto del fondo patrimoniale, introdotto nel nostro ordinamento con la riforma del diritto di famiglia nel 1975. Esso è uno strumento destinato ad accogliere beni, con l’obiettivo di destinarli al soddisfacimento degli interessi della famiglia. Tale strumento, quindi, può essere costituito da:

  • Beni immobili;
  • Beni mobili registrati;
  • Titoli di credito.

L’azienda non può mai essere oggetto di conferimento in un fondo patrimoniale.

Conferire beni nel fondo comporta l’apposizione di un vincolo di destinazione anche senza il necessario trasferimento della proprietà. Il vincolo di destinazione evita che su questi beni possa esserci una attività esecutiva da parte del creditore particolare di un componente della famiglia.

Non è necessario effettuare un trasferimento della proprietà o del possesso del bene a favore di terzi, esso implica soltanto che sul bene venga apposto ad un vincolo di destinazione. Il vincolo è legato al soddisfacimento dei bisogno della famiglia per tutelarla contro eventuali future difficoltà. Da questo possiamo evidenziare una importante differenza rispetto all’istituto del trust, dove invece si assiste ad un trasferimento della proprietà dei beni ivi conferiti.

La costituzione del fondo può avvenire:

  • Da parte dei coniugi;
  • Da parte di un terzo. In questo caso, la costituzione del fondo patrimoniale si perfeziona con l’accettazione di entrambi i coniugi.

La sua disciplina è rinvenibile dagli artt. 167 e seguenti del c.c.:

“Ciascuno o ambedue i coniugi, per atto pubblico, o un terzo, anche per testamento, possono costituire un fondo patrimoniale, destinando determinati beni, immobili o mobili iscritti in pubblici registri o titoli di credito, a far fronte
ai bisogni della famiglia.
La costituzione del fondo patrimoniale per atto tra vivi, effettuata dal terzo, si perfeziona con l’accettazione dei coniugi. L’accettazione può essere fatta con atto
pubblico posteriore.
La costituzione può essere fatta anche durante il matrimonio.
I titoli di credito devono essere vincolati rendendoli nominativi con annotazione
del vincolo o in altro modo idoneo”.

Per costituire un fondo patrimoniale è necessario un atto pubblico redatto da un notaio, all’interno del quale è contenuto l’elenco di tutti i beni in esso contenuti. Possiamo stimare, indicativamente che il costo sia intorno ai € 1.500,00.

Qual è la sua durata?

Il Fondo patrimoniale viene meno in seguito ad annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, salvo che non vi siano figli minori. In tal caso la durata si protrae fino al compimento della maggiore età dell’ultimo figlio (quindi quello più giovane).

Uno dei limiti di questo istituto è proprio questo, ovvero l’essere legato con il matrimonio. In caso di annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio anche il Fondo patrimoniale viene meno e con esso gli effetti che esso comporta nella tutela verso terzi.

Secondo quanto stabilito dall’art. 168 C.C. i coniugi non possono utilizzare i beni del fondo allo stesso modo e con la stessa libertà con
cui dispongono degli altri beni propri ma devono sempre rispettare il vincolo di destinazione e cioè “i bisogni della famiglia”.

Data l’incertezza della locuzione, la Corte di Cassazione con la sentenza del 7.1.1984 n. 314 ha descritto i bisogni di famiglia come:

“esigenze volte al pieno mantenimento ed
all’armonico sviluppo della famiglia, nonché al potenziamento della sua capacità lavorativa, restando escluse solo le esigenze voluttuarie o caratterizzate da intenti meramente speculativi”.

E’ davvero inattaccabile?

Il fondo patrimoniale costituito tra coniugi è considerato “inattaccabile” da eventuali creditori a partire dall’anno successivo la sua costituzione. Il codice civile prevede che tale istituto sia pignorabile entro il suo primo anno di vita.

Condizione del matrimonio

Questo istituto è riservato esclusivamente alla famiglia per cui indispensabile è la presenza dell’atto di matrimonio. Con il termine famiglia si intende genitori, figli legittimi, legittimati e adottivi, minorenni o maggiorenni con diritto di mantenimento. La sua costituzione può avvenire anche prima del matrimonio, tuttavia, produrrà effetti soltanto al momento in cui sorge tale vincolo.

Imposte dirette

La sua disciplina ai fini delle imposte sui redditi è rinvenibile nell’art. 4 del TUIR, che prevede l’attribuzione dei redditi relativi ai beni facenti parte del fondo in misura paritaria tra i coniugi. L’art. 4, co. 1, lett. b) del D.P.R. n. 917/1986, prevede che i redditi dei beni che formano oggetto del fondo sono imputati per metà del loro ammontare netto a ciascuno dei coniugi.

Alla luce di queste considerazioni, possiamo dire che, non assume rilievo l’effettiva titolarità dei beni che costituiscono il fondo, ma è determinante il potere di amministrarli e gestirli, il quale spetta ad entrambi i coniugi.

La costituzione di un Fondo patrimoniale non costituisce, pertanto, un’entità autonoma dotat di una propria soggettività passiva.

Il Fondo patrimoniale non è soggetto passivo ai fini delle imposte sui redditi, pertanto non deve essere presentata nessuna dichiarazione fiscale relativamente al fondo, a differenza del trust.

La dichiarazione dei redditi dei coniugi è effettuata secondo le regole ordinarie, ciascun provento viene dichiarato secondo le modalità previste per le singole categorie reddituali.

Cedolare secca

Il coniuge non titolare dell’immobile facente parte del fondo può optare per l’applicazione dell’imposta sostitutiva sui redditi fondiari (cedolare secca), qualora ne ricorrano i presupposti applicativi.

Beni apportati da terzi

Qualora sia costituito da beni apportati da terzi, il momento impositivo è quello dell’accettazione da parte dei coniugi.

Pertanto, devono essere dichiarati dal terzo, fino al momento dell’accettazione.

Cessazione

Nell’ipotesi di cessazione del fondo patrimoniale, i redditi vengono imputati:

  • Al coniuge superstite;
  • Al coniuge cui sia stata esclusivamente attribuita l’amministrazione del fondo.

Imposte indirette

L’atto di costituzione del fondo patrimoniale può determinare l’obbligo di corrispondere le imposte sulle successioni e donazioni, l’imposta di registro ed, in taluni casi, le imposte ipotecaria e catastale.

Infatti, la costituzione del fondo patrimoniale, può avvenire s

Imposte di successione e donazione

L’atto con cui viene costituito è soggetto all’applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni, qualora ci sia un trasferimento di beni:

  • Qualora, il vincolo di destinazione sia stato costituito con testamento, si rientra nell’ambito di applicazione dell’imposta sulle successioni;
  • Qualora, il vincolo di destinazione sia stato costituito per atto tra vivi, si rientra nell’ambito oggettivo dell’imposta di donazione.
Beneficiario del trasferimento del bene FranchigiaImposta sulle successioni e donazioni
Coniuge1 milione di euro4%
Parente in linea retta1 milione di euro4%
Fratello o sorella100.000,00 euro6%
Altro parente fino al 4° grado6%
Affine in linea retta6%
Affine in linea collaterale fino al 3° grado6%
Altri soggetti8%

L’imposta sulle successioni e donazioni, trova, pertanto, applicazione soltanto in presenza di un effetto traslativo, è necessario distinguere le ipotesi in cui si verificano effetti traslativi:

  • Fondo patrimoniale costituito con beni di proprietà di entrambi i coniugi;
  • Fondo costituito con beni di proprietà di uno solo dei coniugi, con riserva di proprietà;
  • Il Fondo costituito con beni di un terzo che non se ne riserva la proprietà;
  • Fondo costituito con beni di un terzo che se ne riserva la proprietà.

Costituzione del Fondo con beni di proprietà di entrambi i coniugi

Qualora entrambi i coniugi costituiscano un fondo patrimoniale con beni di proprietà di entrambi, non si verifica il trasferimento dei beni.

La costituzione del fondo comporta la creazione di un vincolo di destinazione.

In questa ipotesi, non sussiste il presupposto per l’applicabilità delle imposte di successione e donazione ma è applicata l’imposta di registro in misura fissa di 200 euro.

Costituzione del Fondo con beni di proprietà di un solo dei coniuge con riserva della proprietà

Anche in questo caso, non si verifica alcun trasferimento di beni. Il coniuge conferente rimane proprietario dei beni.

L’Amministrazione finanziaria, ha chiarito che l’atto di costituzione del fondo in tal caso fuoriesce dall’ambito di applicazione dell’imposta sulle successioni e donazioni, per mancanza del presupposto d’imposta, e va soggetto all’imposta di registro in misura fissa di 200,00 euro.

Costituzione del Fondo con beni di un solo coniuge

Il coniuge che decide di costituirlo con beni di sua proprietà esclusiva può anche non riservarsene la proprietà.

Se l’altro coniuge non proprietario accetta l’attribuzione del bene conferito al fondo patrimoniale, sussiste il trasferimento a titolo gratuito del 50% dei beni destinati al fondo. Su tale quota trova applicazione l’imposta sulle donazioni.

Qualora, invece, l’altro coniuge non proprietario dei beni conferiti in fondo non accetti, non si verifica alcun effetto traslativo della proprietà, pertanto non trova applicazione l’imposta sulle donazioni, ma l’imposta di registro in misura fissa di 200,00 euro.

Costituzione del Fondo con beni di un terzo senza riserva della proprietà

Qualora il Fondo sia costituito da un terzo, devono essere distinte due ipotesi:

  • I coniugi accettino i beni;
  • I coniugi non accettino i beni.

L’accettazione dei coniugi è necessaria per la creazione del fondo, in quanto, l’atto è perfezionato al momento dell’accettazione dei coniugi.

Qualora, i coniugi non accettano, l’atto di costituzione non si perfeziona, pertanto non trova applicazione l’imposta sulle successioni e donazioni.

Costituzione del Fondo con beni di un terzo con riserva della proprietà

Nel caso in cui, il terzo disponente, costituisca in fondo beni di sua proprietà esclusiva e se ne riservi la proprietà, anche in mancanza dell’atto traslativo della proprietà dei beni conferiti, l’atto dovrebbe essere assoggettato all’imposta sulle donazioni in quanto, dalla costituzione del fondo i coniugi possono utilizzare i frutti prodotti dai beni che vi sono destinati.

L’imposta non troverà applicazione sul valore della piena proprietà, occorre, preliminarmente definire il diritto sorto in capo ai coniugi nel caso in cui il terzo si riservi la proprietà sui beni del fondo.

Imposta di registro

Come abbiamo visto, ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro, devono essere distinte, le ipotesi in cui la costituzione del fondo provochi il trasferimento della proprietà o di altro diritto reale ai coniugi, dalle ipotesi in cui l’atto costitutivo implichi un vincolo di destinazione, senza incidere sulla titolarità dei beni medesimi.

La giurisprudenza di legittimità ritiene che, qualora, l’atto costitutivo del fondo non comporti alcuna attribuzione patrimoniale, vada applicato l’art. 11 della tariffa allegata al D.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, che prevede l’imposizione in misura fissa e l’imposta di registro in misura propor­zionale sia dovuta soltanto nel caso di trasferimento di un diritto reale, di proprietà o di godimento.

Imu

Per quanto riguarda l’IMU occorre indicare che non esiste una previsione analoga a quando previsto dall’art. 4 del DPR n. 917/86 per quanto riguarda le imposte dirette. Questo significa che non vi è un criterio utile per l’applicazione dell’Imposta Municipale Unica. Tale imposta, quindi, rimane sul soggetto passivo del tributo, ovvero il proprietario dell’immobile conferito nel fondo.

Per il fondo patrimoniale, quindi, si applica la regola ordinaria, ovvero che l’imposta deve essere versata dal soggetto titolare del diritto reale sull’immobile. Sul punto deve essere osservato che si applica l’eventuale effetto sostitutivo IMU-IRPEF, che esonera dalla tassazione fondiaria gli immobili non locati sui quali viene versato il tributo locale.

Qualora l’immobile conferito nel fondo rappresenti l’abitazione principale dei coniugi l’IMU non risulta essere dovuta.

Conclusioni

Oggi l’istituto del Fondo patrimoniale è sicuramente relegato all’utilizzo esclusivo in particolari situazioni. Infatti, ormai rispetto al suo utilizzo si preferisce, sovente, ricorrere ad altri istituti di tutela analoghi. Sicuramente il più famoso è il trust.

Il Fondo oltre ad essere un istituto legato al solo soddisfacimento dei bisogno della famiglia, è uno strumento che si lega inscindibilmente ad essa. Inoltre, occorre sapere che il criterio identificativo dei debiti per i quali può avere luogo l’azione esecutiva sui beni del fondo deve essere ricercato nella relazione tra il fatto generatore del debito ed i bisogno della famiglia. Questo significa, ad esempio, che un debito fiscale legato all’esercizio di un’attività di impresa o professionale, non essendo legato alla famiglia, è un debito su cui l’Amministrazione finanziaria può agire anche contro il Fondo patrimoniale stesso. Indirettamente, quindi, possiamo ricavare che il Fondo tutela i beni ivi presenti per i debiti legati al soddisfacimento dei bisogno della famiglia.

Oltre a questo occorre indicare anche il fatto che i debiti sorti precedentemente alla costituzione del Fondo possono trovare soddisfacimento. Infatti, per il creditore in questo caso è possibile effettuare una azione revocatoria con la quale si può ottenere l’inefficacia del fondo costituito. Questa azione può essere effettuata nei cinque anni dalla costituzione del fondo stesso.

Detto questo è sicuramente uno strumento di tutela valido, ma soltanto qualora ci si trovi di fronte ad una situazione per la quale questo strumento diventa inattaccabile dai creditori.

Articolo precedenteI vantaggi del modello 730 congiunto
Prossimo ArticoloCalcolo codice fiscale online
Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.

Lascia una Risposta