Tobin tax raddoppia dal 2026: quanto pagherai sulle azioni

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Dal primo gennaio 2026 l’imposta sulle transazioni finanziarie passa da 0,2% a 0,4%: aumento immediato per coprire 1,5 miliardi della manovra. Colpisce chi compra azioni italiane quotate ad alta capitalizzazione.

Il governo ha deciso: dal primo gennaio 2026 la tobin tax raddoppia, passando dall’attuale 0,2% allo 0,4% sulle transazioni di azioni italiane. L’emendamento, presentato l’11 dicembre in Commissione Bilancio del Senato, è attualmente in fase di votazione definitiva. L’approvazione è prevista entro il 20 dicembre, con successivo passaggio alla Camera entro fine anno.

Cosa prevede l’emendamento approvato ieri

La decisione è contenuta negli emendamenti governativi alla legge di bilancio 2026 e modifica l’imposta introdotta nel 2013 dal governo Monti. L’aumento sarà immediato, senza la progressività triennale ipotizzata nelle prime bozze di fratelli d’italia.

Nel dettaglio, le nuove aliquote dal 2026 saranno:

  • Mercati regolamentati (come borsa italiana): dall’1 per mille al 2 per mille;
  • Mercati non regolamentati (OTC): dal 2 per mille al 4 per mille;
  • Contratti derivati su azioni italiane: imposta fissa raddoppiata secondo la tabella allegata alla Legge n. 228/2012

Restano confermate le esenzioni già previste: operazioni intraday, market making, emissioni primarie e trasferimenti particolari non pagano l’imposta.

Chi paga l’imposta e su quali operazioni

L’imposta si applica sui trasferimenti di proprietà di azioni e strumenti partecipativi emessi da società residenti in Italia, anche se negoziate all’estero. Questo significa che se compri azioni ad esempio: Eni, Unicredit o Ferrari paghi l’imposta, indipendentemente dalla piazza su cui le negozi.

Chi versa materialmente l’imposta? Non l’investitore direttamente, ma gli intermediari: banche, sim, società fiduciarie che eseguono l’ordine. Il costo però viene scaricato sul cliente al momento dell’operazione.

La tassa non colpisce:

  • Azioni estere (Google, Apple, Tesla, etc);
  • Etf armonizzati europei;
  • Obbligazioni e titoli di stato;
  • Operazioni che si aprono e chiudono nella stessa giornata.

 Il presupposto impositivo si verifica alla data di regolamento dell’operazione (non di negoziazione), quindi chi compra azioni italiane entro fine 2025 ma con regolamento nel 2026 paga già la nuova aliquota. La normativa prevede anche delle esclusioni specifiche:

  • Trasferimenti per successione o donazione;
  • Operazioni di riorganizzazione societaria (art. 4 direttiva 2008/7/CE);
  • Operazioni infragruppo;
  • Assegnazioni di azioni a fronte di distribuzione utili o restituzione capitale;
  • Società con capitalizzazione sotto 500 milioni di euro.

Quanto costa in più dal 2026: la simulazione

Ecco quanto pagherai di imposta su tre operazioni tipo, prima e dopo il raddoppio:

OperazioneMercatoTT 2025TT 2026Aumento
Acquisto € 10.000 azioni unicreditRegolamentato€ 10€ 20+100%
Acquisto € 50.000 azioni eniRegolamentato€ 50€ 100+100%
Acquisto € 10.000 azioni non quotateNon regolamentato€ 20€ 40+100%

Tabella: simulazione impatto su operazioni standard. L’importo si calcola sul controvalore dell’acquisto.

Un investitore che movimenta € 100.000 all’anno in azioni italiane quotate pagherà € 200 di tobin tax invece degli attuali € 100. Su volumi più alti l’impatto cresce proporzionalmente: chi investe € 1 milione pagherà € 2.000 invece di € 1.000.

Perché il governo ha scelto il raddoppio immediato

La manovra economica 2026 aveva introdotto una norma molto contestata: l’aumento della tassazione sui dividendi delle partecipazioni di minoranza. Dopo settimane di pressioni da parte di Confindustria e investitori istituzionali, il governo ha fatto marcia indietro su quella misura.

Ma servivano coperture alternative per mantenere i saldi di bilancio invariati. La scelta è caduta sulla tobin tax per tre motivi:

  • Garantisce un’entrata certa e immediata (stimata in 1,5 miliardi in tre anni);
  • Oggi genera solo 546 milioni annui, c’è margine di aumento;
  • Colpisce le transazioni finanziarie, non i redditi produttivi.

Il Ministro Giorgetti ha ribadito che: “ogni modifica alla manovra deve avere la sua copertura“. Il raddoppio serve proprio a questo: evitare la doppia tassazione sui dividendi alzando invece il costo delle compravendite di azioni. Il raddoppio della Tobin Tax porterà 337 milioni di euro nel 2026 secondo le stime ufficiali degli effetti finanziari dell’emendamento.

Cosa fare se investi in borsa italiana

Se hai un portafoglio con azioni italiane o stai pianificando investimenti per il 2026, considera questi aspetti pratici:

Nel breve termine (fino a fine anno): nessun impatto. La vecchia aliquota resta in vigore fino al 31 dicembre 2025.

Dal 1° gennaio 2026: ogni acquisto di azioni italiane costerà il doppio in termini di tobin tax. Questo vale anche per i pac (piani di accumulo) su titoli azionari italiani.

Strategie da valutare con il commercialista:

  • Privilegiare gli investimenti di medio-lungo termine per ammortizzare il costo fisso dell’imposta;
  • Considerare ETF armonizzati su indici italiani (ftse mib) che non scontano la tobin tax;
  • Per operazioni frequenti, valutare azioni estere o mercati non soggetti all’imposta.

La tobin tax resta non deducibile né da IRPEF né da Ires né da Irap, quindi è un costo “secco” che riduce il rendimento netto dell’investimento.

Attenzione: Non confondere la tobin tax con l’imposta sui capital gain. La prima si paga sul controvalore dell’operazione (0,4% del prezzo di acquisto), la seconda solo sulle plusvalenze realizzate (26% del guadagno). Sono due imposte diverse che si sommano: quando vendi con profitto, paghi prima l’imposta sull’operazione e poi il 26% sulla plusvalenza effettiva.

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