Società irregolare: quali requisiti? Che responsabilità hanno i soci? Chi ha la rappresentanza in giudizio? Cerchiamo di fare chiarezza sulle società irregolari e cosa esse siano.

Una società di persone si costituisce mediante atto avente forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, che deve prevede le attività imprenditoriali che possono essere svolte e devono esser registrati nel registro delle imprese. Tuttavia, possono iniziare ad esercitare l’attività, però fin quando non saranno iscritte saranno irregolari, ciò comporta l’inopponibilità a terzi dell’esistenza della società, con relative conseguenze in punto di responsabilità.

La situazione cambia, evidentemente, quando la società di persone si “regolarizza”, completando il proprio iter di “nascita” mediante l’iscrizione al registro delle imprese.

La caratteristica principale delle società irregolare deriva dalla circostanza che non è possibile che la società risponda delle obbligazioni assunte in assenza della registrazione, o almeno non solo il patrimonio della società è aggredibile dai creditori. Dunque, si connota per una limitata responsabilità, ciò comporta alcune significative differenze.

Vediamo insieme cos’è una società irregolare.

Cos’è una società irregolare?

Quando parliamo di società irregolare, necessariamente ci riferiamo ad una struttura societaria che è astrattamente riconducibile alle società di persone cioè:

Come ben sappiamo, questa tipologia di società si connota per la prevalenza dell’elemento personale rispetto a quello patrimoniale. Normalmente sono costituite mediante atto costitutivo, che ha la forma di atto pubblico e scrittura privata autenticata, che va iscritto nel Registro delle Imprese. Laddove, invece, la società non provveda a tale iscrizione, ma dia comunque inizio alla propria attività, allora si parla di società irregolare.

Queste società, che spesso vengono definite come società di fatto impropriamente (vedremo nell’ultimo paragrafo la differenza con società di fatto e occulte), possono svolgere la propria attività imprenditoriale. Tuttavia, anche ove vi sia un atto costitutivo e si proceda a svolgere le attività previste dall’atto in questione, comunque avranno delle limitazioni dal punto di vista della responsabilità. Infatti, l’impresa, ancora non iscritta, non ha ancora personalità giuridica, sebbene sia dotata di una limitata soggettività.

Sinteticamente possiamo affermare che ciò comporta che non potrà procedere ad opporre ai terzi la costituzione della società, e tendenzialmente risponderà delle obbligazioni assunte con il proprio patrimonio.

Mancando tale iscrizione, quindi, non sarà possibile produrre l’effetto proprio della “pubblicità” della costituzione. Infatti, proprio grazie all’iscrizione che i terzi, i quali dovessero concludere un contratto con l’impresa, non potranno avere effettiva conoscenza del soggetto, della consistenza patrimoniale e della responsabilità del proprio interlocutore.

Quindi al fine di tutelare i terzi, che potrebbero quindi essere del tutto ignari dell’esistenza della società, non è possibile instaurare un rapporto tra società e terzi.

Pubblicità e inscrizione

Sinteticamente, allora, affermare che:

  • una società di persone si costituisce mediante atto avente forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata, che deve prevede le attività imprenditoriali che possono essere svolte e devono esser registrati nel registro delle imprese;
  • tuttavia, possono iniziare ad esercitare l’attività, però fin quando non saranno iscritte saranno “irregolare”, ciò comporta l’inopponibilità a terzi dell’esistenza della società, con relative conseguenze in punto di responsabilità

La situazione cambia, evidentemente, quando la società di persone si “regolarizza”, completando il proprio iter di “nascita” mediante l’iscrizione al registro delle imprese.

La disciplina della società irregolare

l codice civile non disciplina espressamente la figura della società irregolare. Questa, infatti, si limita a richiamare le norme che possono essere applicate anche se la società non è iscritta. Tuttavia, dobbiamo evidenziare che l’irregolarità comporta alcune significative modifiche alla disciplina ordinaria.

Le società irregolari e di fatto, come affermato poc’anzi, infatti, si caratterizzano per la mancata iscrizione nel registro delle imprese. Tale elemento, che si sostanzia in un onere di pubblicità detta dichiarativa, non escludere il sorgere della società, ma ha significative ripercussioni nel rapporto con i terzi.

Ciò comporta delle conseguenze in punto di capitale sociale, ma anche in ambito processuale possono esservi rilevanti ripercussioni.

Ad esempio, la legge prevede che i soci della società irregolare dovranno provvedere a conferire parte del capitale per il conseguimento dell’oggetto sociale. Ciascuno partecipa in parti uguali e rispondono solidalmente, come previsto ai sensi dell’art. 2253 co. 2 c.c.

Inoltre, dal punto di vista processuale, giacché non è possibile provare l’esistenza della società mediante l’sicrizione, è previsto che si possa offrire la prova dell’esistenza della struttura in questione mediante ogni mezzo previsto dall’ordinamento, anche mediante presunzioni o prova testimoniale, ai sensi degli artt. 2721 e 2724 c.c. (Cass. 08/10/1973, n. 2511).

La responsabilità

Come affermato nei precedenti paragrafi, la società irregolare si caratterizza per la circostanza che non è possibile che la società risponda delle obbligazioni assunte in assenza della registrazione. Si caratterizzata da una limitata responsabilità, cioè comporta alcune significative differenze.

Infatti, generalmente si afferma che i soci della società irregolare rispondono personalmente ed illimitatamente delle obbligazioni sociali. In altre parole, la responsabilità sociale si presume in capo ad ogni socio che agisce per conto della società, e i diritti nascenti dal rapporto sociale si prescrivono nel termine ordinario di 10 anni anziché nel più breve termine di 5 anni previsto dall’art. 2949 c.c..

In particolare, si ritiene che se i soci, in assenza di iscrizione, fanno sorgere l’affidamento sull’esistenza della società nei terzi, trova applicazione la disciplina dell’art. 2297 c.c.. La norma preveda: “Fino a quando la societa’ non e’ iscritta nel registro delle imprese, i rapporti tra la societa’ e i terzi, ferma restando la responsabilita’ illimitata e solidale di tutti i soci, sono regolati dalle disposizioni relative alla societa’ semplice”.

Ciò è stato affermato anche in relazione alla disciplina del fallimento. Infatti, laddove si applichi la disciplina della società apparente, si afferma che l’esteriorizzazione del rapporto sociale è condizione sufficiente, e non necessaria, per l’assoggettabilità al fallimento. Quindi, in tal caso, si dovrà negare ai soci apparenti la possibilità di eccepire al terzo l’inesistenza della società.

La responsabilità delle società semplici

Coma affermato poc’anzi, la mancata iscrizione nel registro delle imprese, comporta l’applicazione delle disciplina delle società semplici in tema di responsabilità. In particolare si prevede la c.d. autonomia patrimoniale imperfetta. Ciò comporta che delle obbligazioni assunte per la società, i creditori non solo possono rivalersi sul patrimonio sociale, ma anche su quello dei soci.

In specie saranno chiamati a rispondere solo quei soci che hanno agito in nome e per conto della società, e che quindi abbiano assunto l’obbligazione in favore della società stessa. Questa, invero, è la principale differenza che sussiste tra società di persone e società di capitali. In questa ipotesi infatti, delle obbligazioni risponde esclusivamente la società, nei limiti del patrimonio, ove il patrimonio dei soci non è aggredibile dai creditori.

Tuttavia, ricordiamo che il creditore potrà rivalersi sul socio, soltanto in via sussidiaria. Ciò significa che il creditore sociale dovrà cercare di escutere il patrimonio sociale e, solo in caso di insufficienza di quest’ultimo, passare a quello dei singoli soci.

Differenza tra società irregolare, occulta e di fatto

Possiamo anche svolgere ulteriori considerazioni sulla differenza che esiste tra società irregolare, occulta e di fatto.

In primo luogo, possiamo distinguere tra società irregolari e di fatto, che sebbene possano sembrare simili, è possibile effettuare una nette distinzione tra queste due categorie. Infatti, queste due figure giuridiche tendono spesso ad essere confuse, nonostante le società di fatto sono del tutto distinguibili dalle società irregolari.

In particolare, le società di fatto, come per le irregolari, non sono iscritte nel Registro delle Imprese. Tuttavia, a differenza di queste, non sono costituite mediante atti formali che ne sanciscono la costituzione.

Quindi, possiamo affermare che le società di fatto, a differenza delle società irregolari, non sono costituite mediante atto costitutivo. La loro nascita viene dunque fatta discendere dal semplice consenso espresso tra soggetti che intendono svolgere un’attività imprenditoriale in comune.

Per quanto riguarda invece la seconda distinzione, facciamo riferimento alle società occulte. Queste ultime si caratterizzano per la circostanza per cui i soci pattuiscono che la società debba rimanere, appunto, segreta. Ciò significa che nei rapporti esterni, la società occulta si caratterizza per essere un imprenditore individuale, che si assume il compito di intrattenere rapporti con i terzi.

La società occulta si caratterizza per l’assenza di solidarietà esterna, quindi formalmente i creditori potranno rivalersi solo nei confronti dell’imprenditore individuale. La solidarietà, infatti, connota solo i rapporti tra i soci formali di una società.

Quindi la società occulta ha come principale effetto quella di limitare la responsabilità dei soci.

Occultando la società, l’unico patrimonio aggredibile dai creditori è quello dell’imprenditore individuale, cioè del socio che è l’unico ad apparire formalmente quale titolare dell’attività imprenditoriale.

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Avvocato "Laureatasi in Giurisprudenza con la votazione di 110 e Lode presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II" e con approfondita conoscenza delle materie del Diritto Civile e del Diritto Amministrativo. Ha brillantemente concluso la pratica forense in diritto civile e il tirocinio ex art. 73 d.l. 69/2013 presso la Procura della Repubblica di Napoli Nord".

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