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Reverse Charge nel Regime Forfettario

Applicazione del Reverse Charge per i soggetti che adottano il Regime Forfettario di determinazione del reddito.

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Applicazione del Reverse Charge nel Regime Forfettario in caso di ricezione di fatture di servizi B2B con fornitori UE o Extra UE.

Quale procedura ai fini IVA deve essere adottata quando un soggetto che opera in Regime Forfettario si trova di fronte ad una fattura passiva per cui deve applicare il Reverse Charge?

Questa domanda ci viene posta molto frequentemente dai nostri lettori e per questo motivo abbiamo deciso di dare risposta in questo articolo.

Il meccanismo di applicazione dell’IVA da parte del cessionario committente con il Reverse Charge deve essere utilizzato anche dai soggetti titolari di partita IVA che operano con il Regime Forfettario.

Molto spesso si tende a credere che siccome il Regime Forfettario è un regime che non rientra nel campo di applicazione dell’IVA, allora non debba utilizzare il meccanismo dell’inversione contabile. Tuttavia non è così. Infatti, anche chi opera in Regime Forfettario deve applicare il Reverse Charge nel caso in cui riceva fatture di servizi da fornitori residenti in Paesi UE o Extra-UE.

Partiamo, quindi, da una domanda posta da un lettore per fornire una risposta completa sull’argomento.

Reverse Charge nel Regime Forfettario

Applicazione del Reverse Charge nel Regime Forfettario: caso pratico

Domanda – Un soggetto titolare di partita IVA opera in Regime Forfettario ed ha eseguito degli acquisiti di servizi da parte di un fornitore residente in Francia. Questi ha emesso regolare fattura assoggettando la stessa al regime di imponibilità nel Paese del committente, attraverso il meccanismo del Reverse Charge. Si chiede quale sia il comportamento da tenere da parte del committente italiano in Regime Forfettario e se questi, nonostante sia forfettario, debba presentare, entro il prossimo 30 aprile la dichiarazione IVA.

Risposta – Le prestazioni di servizi ricevute dal contribuente che opera in Regime Forfettario da altro soggetto IVA appartenente ad altro Stato UE rimangono soggette alle ordinarie regole.

Pertanto, anche in questo caso trova applicazione la disciplina e le disposizioni previste dagli articoli 7-ter e seguenti del DPR n 633/72 in ambito IVA.

Nel caso di acquisti di prestazioni di servizio intra-comunitarie, l’IVA deve essere in ogni caso assolta in Italia (Circolare n. 10/E/2016), per le operazioni B2B.

Adempimenti IVA per il Forfettario che riceve fattura di servizi UE

L’acquirente italiano (in Regime Forfettario) a fronte della predetta operazione deve ottemperare ai seguenti obblighi in ambito IVA:

  • Iscrizione al VIES (articolo 35, comma 2, lett. e-bis) DPR n. 633/1972), ovvero l’elenco delle partite IVA che possono operare in ambito comunitario;
  • Integrazione della fattura rilasciata dal fornitore intra-comunitario – in base al meccanismo di cui all’articolo 46, comma 1, D.L. 331 del 1993 (Reverse Charge) – indicando l’aliquota IVA dovuta e la relativa imposta;
  • Versare l’IVA entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione. Il versamento dell’IVA si rende necessario in quanto il soggetto in Regime Forfettario opera senza diritto alla detrazione dell’IVA sugli acquisti;
  • Compilazione dell’elenco riepilogativo degli acquisti intra-comunitari ex articolo 50 comma 6, del DL 331/93.

Come si sa, chi agisce nel regime forfettario, beneficia si una serie di semplificazioni negli adempimenti fiscali rispetto a chi, invece, opera in regime ordinario. Chi opera nel regime di favore, infatti, è esonerato:

  • Dalla registrazione delle fatture e dei corrispettivi;
  • Da tenuta e conservazione dei registri;
  • Dalla liquidazione e versamento dell’IVA; dalla dichiarazione IVA;
  • Dall’Esterometro;
  • Dalla comunicazione delle liquidazioni IVA, ecc.

Resta fermo l’obbligo di certificare i corrispettivi e di numerare e conservare le fatture emesse e ricevute.

Ad ogni modo, i predetti esoneri permangono indipendentemente dagli adempimenti obbligatori che occorre porre in essere nel caso in cui il contribuente forfettario svolga operazioni IntraUE. In altre parole, nonostante nel caso in esame il contribuente ha dovuto effettuare il Reverse Charge e versare l’IVA all’Erario in Italia, resta, comunque, esonerato dalla liquidazione IVA, dalla dichiarazione IVA, dalla comunicazione delle liquidazioni IVA e dall’Esterometro.

Il codice tributo per il versamento dell’IVA

Il contribuente il Regime Forfettario chiamato a versare l’IVA relativa ad operazioni in Reverse Charge deve versare l’imposta con modello F24.

Il codice tributo da utilizzare è quello del mese di riferimento. Dunque, per esempio, se la fattura fosse di gennaio, l’IVA andrebbe versata entro il 16 febbraio con codice tributo 6001.

Come detto, non deve essere presentata la dichiarazione dei redditi dal contribuente in quanto vige l’esonero dalla presentazione della dichiarazione IVA per i Forfettari.

2 COMMENTI

  1. Salve
    E possibile avere fatto un esempio pratico per il mio caso?iao
    Volevo un chiarimento
    Io sono un artigiano in regime forfettario devo ristrutturare un bagno e mi aiuterà un altro artigiano che e in regime ordinario e fatturerà a me , di conseguenza io al committente .
    Normalmente essendo due artigiani per Reverse charge l’IVA la dovrebbe incassare chi fatturare al committente e non chi fatturare ad un’altro artigiani , in questo caso non
    viene pagata a nessuno ?
    nemmeno all’artigianato in regime ordinario?
    In attesa di risposta
    vi ringrazio anticipatamente

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