Redditi diversi
Redditi diversi

L’art. 67 del TUIR individua le fattispecie che rientrano nella categoria dei redditi diversi. L’elencazione, che assume carattere tassativo, ricomprende in via residuale quei redditi che non sono contemplati nelle altre categorie previste dal TUIR (redditi fondiari, redditi di capitale, redditi di lavoro dipendente, redditi di lavoro autonomo, redditi d’impresa). Infatti, le singole fattispecie sono inquadrabili nella categoria reddituale in esame a condizione che:

  • Non costituiscano redditi di capitale;
  • Ovvero non siano stati conseguiti nell’esercizio di arti e professioni o di imprese commerciali, o da snc e sas, né in relazione alla qualità di lavoratore dipendente.

Tali redditi sono soggetti al principio di cassa. conseguentemente, concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente nel periodo d’imposta in cui sono percepiti.

Quali sono i redditi diversi IRPEF? art. 67 del TUIR

L’art. 67 del TUIR contiene l’elencazione tassativa dei redditi rientranti nella categoria dei redditi diversi. Si tratta di una categoria residuale dei redditi imponibili IRPEF, prevista dall’art. 6 del TUIR. I redditi diversi di cui all’art. 67 del TUIR sono i seguenti:

  • Plusvalenze da cessioni immobiliari;
  • Plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate e non qualificate;
  • Plusvalenze da cessione di titoli non partecipativi, valute, metalli preziosi;
  • Plusvalenze da cessione di contratti a termine;
  • Plusvalenze da cessione di contratti produttivi di redditi di capitale;
  • Premi, vincite ed indennità;
  • Redditi di natura fondiaria non determinabili catastalmente;
  • Redditi da terreni dati in affitto per usi non agricoli;
  • Redditi di beni immobili situati all’estero;
  • Redditi derivanti dall’utilizzazione economica di opere dell’ingegno, brevetti industria, processi, formule;
  • Redditi derivanti da usufrutto e sublocazione di beni immobili;
  • Redditi derivanti dall’affitto, locazione e noleggio di beni mobili;
  • Redditi derivanti dall’affitto e usufrutto di aziende;
  • Plusvalenze realizzate dalla vendita delle aziende acquisite per causa di morte o per atto gratuito;
  • Redditi da attività commerciali non esercitate abitualmente;
  • Redditi da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente. Questi redditi sono soggetti a ritenuta a titolo d’acconto nella misura del 20%;
  • Redditi dalla assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere;
  • Indennità e rimborsi derivanti da attività sportive dilettantistiche;
  • Plusvalenza a seguito di trasformazione eterogenea.

I redditi ai fini IRPEF possono essere imputati seguendo il criterio di cassa (presi cioè in considerazione nel periodo d’imposta in cui sono stati percepiti) o il criterio di competenza (prendendoli in considerazione nel periodo d’imposta in cui sono maturati, indipendentemente dal momento della loro riscossione). I redditi diversi devono seguire il criterio di cassa.

Utili ed altri proventi equiparati percepiti fino al 2017

Rientrano nella categoria dei redditi diversi tutti gli utili e gli altri proventi ad essi equiparati corrisposti sia da società ed enti soggetti ad IRES che da società ed enti esteri di ogni tipo. Deve trattarsi di utili e proventi percepiti nel periodo di imposta, ma che si sono formati sino all’esercizio in corso al 31 dicembre 2017, in quanto quelli formatisi dal 2018 sono assoggettati a tassazione sostitutiva al 26%. Infatti, è stato previsto un periodo transitorio durante il quale agli utili prodotti fino all’esercizio in corso
al 31 dicembre 2017 e la cui distribuzione è deliberata dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2022 continua
ad applicarsi la disciplina previgente.

Più precisamente si tratta di utili derivanti da:

  • Partecipazioni qualificate in società italiane ed estere;
  • Partecipazioni non qualificate in società residenti in paesi a fiscalità privilegiata (c.d. “Paesi black list“) se i loro titoli non sono negoziati in mercati regolamentati.

Inoltre, rientrano tra i redditi diversi IRPEF utili e i proventi:

  • Derivanti da contratti di associazione in partecipazione. Ad esclusione di quelli in cui l’apporto dell’associato sia costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro;
  • Derivanti dai contratti di cointeressenza (ossia dalla partecipazione, insieme ad altre persone o aziende a un’operazione economica, che implica la condivisione di utili/perdite);
  • Conseguiti in caso di recesso, riduzione del capitale esuberante o liquidazione anche concorsuale di società ed enti. Indipendentemente dal periodo di tempo intercorso tra la costituzione della società e la comunicazione del recesso, deliberazione di riduzione del capitale l’inizio della liquidazione.

Non sono considerati redditi diversi, invece, i seguenti:

  • I redditi di capitale esenti, quelli soggetti ad imposta sostitutiva e i dividendi derivanti da partecipazioni non qualificate, assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta in misura pari al 26%;
  • I redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta (interessi su titoli obbligazionari, titoli di Stato, interessi su depositi e conti correnti bancari, proventi da fondi comuni di investimento mobiliare);

 Altri redditi diversi di capitale

Rientrano in questa categoria gli altri redditi di capitale (articolo 44, comma 1, DPR n. 917/86 esclusa la lettera e), percepiti al lordo delle eventuali ritenute d’acconto. In particolare si tratta delle seguenti tipologie di reddito.

  • Interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti correnti  – Sono considerati redditi di capitale:
    • Gli interessi la cui determinazione è lasciata all’autonomia pattizia, ovvero, in mancanza di quantificazione, fissati al saggio legale di riferimento;
    • Gli interessi derivanti dai depositi, intesi come il contratto con il quale una parte riceve dall’altra una cosa mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla in natura;
    • Oppure, gli interessi derivanti da contratti di conto corrente, contratto mediante il quale le parti si obbligano ad annotare in un conto i crediti derivanti da reciproche rimesse, considerandoli inesigibili ed indisponibili fino alla chiusura del conto;

Gli interessi, in deroga al principio generale di cassa che regola i redditi di capitale, si presumono percepiti:

  • Alla scadenza stabilita per iscritto ovvero, in assenza, per l’ammontare maturato, giorno per giorno, nel peri odo d’imposta;
  • Nella misura pattuita, ovvero, in assenza, calcolati applicando il tasso legale.

In base a quanto previsto dall’articolo 26 DPR n. 600/1973, la ritenuta è sempre a titolo d’imposta per le persone fisiche diverse dagli imprenditori. Pertanto, ad esempio, non vanno riportate in dichiarazione gli interessi che la banca eroga, sui conti correnti attivi stipulati con persone fisiche non imprenditori, in quanto essi scontano la ritenuta a titolo di imposta. Invece, non rientrano nell’esclusione, e, quindi, vanno dichiarati, gli interessi da mutui, depositi e conti correnti stipulati tra privati o con soggetti esteri.

Rendite perpetue

Costituiscono redditi di capitali le somme percepite a titolo di rendita perpetua. Ossia in forza di un contratto mediante il quale una parte conferisce all’altra il diritto di esigere in perpetuo la prestazione periodica di una somma di denaro o di una certa quantità di altre cose fungibili, quale corrispettivo dell’alienazione di un immobile o della cessione di un capitale (art. 1861 c.c.). Parimenti sono considerati redditi di capitale i proventi derivanti da qualsiasi altra prestazione annua perpetua costituita a qualsiasi titolo, anche per atto di ultima volontà (art. 1869 c.c.).

Redditi derivanti da attività assimilate al lavoro autonomo

La legge prevede altre attività di lavoro autonomo c.d. “assimilate” in quanto non presentano tutte le caratteristiche tipiche del lavoro autonomo. In particolare, si tratta delle seguenti tipologie reddituali che rientrano tra i redditi diversi ai fini IRPEF:

Diritto di autore

I redditi derivanti dall’utilizzazione economica, da parte dell’autore o inventore, di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, processi, formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico (articolo 53, comma 2, lett. b), Tuir).

Rientrano in questa categoria i redditi derivanti dall’utilizzazione economica (cessione o cessione dei diritti) di beni immateriali tutelati dalle norme del diritto d’autore da parte dell’autore o inventore, e non conseguiti nell’esercizio di imprese commerciali. Rientrano in tale categoria anche i compensi conseguiti in via occasionale. Il reddito imponibile è dato dall’ammontare dei compensi in denaro o in natura percepiti nel periodo d’imposta anche sotto forma di partecipazione agli utili, ridotto del 25% a titolo di deduzione forfetaria delle spese sostenute, ovvero, del 40% se i relativi compensi sono percepiti da soggetti di età inferiore a 35 anni.

Contratti di associazione in partecipazione di solo lavoro

Gli utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione, quando l’apporto dell’associato è costituito esclusivamente dalla prestazione di lavoro (articolo 53, comma 2, lett. c), Tuir).

Nel caso di apporto di lavoro, la prestazione lavorativa dell’associato non è fiscalmente equiparabile a quella di lavoro dipendente in quanto manca, nell’associazione in partecipazione, sia il vincolo di subordinazione che la garanzia di una retribuzione da parte dell’associato. Pertanto, le partecipazioni agli utili, derivanti da contratti di associazione in partecipazione, sono considerate come redditi di lavoro autonomo quando l’apporto è costituito esclusivamente da prestazione di lavoro. Tali partecipazioni, dunque, costituiscono reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo d’imposta. I redditi dell’associato sono tassati in base al principio di cassa.

Utili a promotori e fondatori di società

Gli utili spettanti ai promotori e ai soci fondatori di società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata (articolo 53, comma 2, lett. d), Tuir).

Le partecipazioni agli utili spettanti ai soci promotori e fondatori di società soggetta ad IRES sono considerate come proventi assimilati a quelli di lavoro autonomo.

Levata di protesti

I redditi derivanti dall’attività di levata dei protesti esercitata dai segretari comunali (articolo 53, comma 2, lett. f), Tuir).

La loro assimilazione al reddito di lavoro autonomo non comporta il medesimo trattamento tributario, in quanto tali redditi sono determinati in misura forfetaria e quindi non sono prescritti obblighi contabili.

Detrazione d’imposta

Per queste tipologie di reddito è prevista una detrazione d’imposta pari a €. 1.104 se il reddito percepito non supera i 4.800 euro. Se il reddito è compreso tra i 4.801 euro e i 55.000 euro la detrazione è pari al risultato della seguente formula:

1.104 x (55.000 – reddito complessivo) / 50.200.

Infine, per i redditi superiori ai 55.000 euro la detrazione è nulla.

Altri redditi diversi

Vi sono, inoltre, alcune particolari tipologie di redditi diversi, tra le quali riportiamo le principali.

Plusvalenze da cessione di immobili detenuti da meno di 5 anni

Devono essere riportati i corrispettivi percepiti per la cessione a titolo oneroso di beni immobili acquistati (compresi i terreni agricoli) o costruiti da non più di cinque anni. Esclusi quelli acquisiti per successione e le unità immobiliari urbane che per la maggior parte del periodo intercorso tra l’acquisto o la costruzione e la cessione sono state adibite ad abitazione principale del cedente o dei suoi familiari. Non vanno indicati i corrispettivi delle cessioni se sulle plusvalenze realizzate è stata applicata e versata a cura del notaio, all’atto della cessione, l’imposta sostitutiva articolo 67, comma 1, lettera b) TUIR. Inoltre, qui devono essere riportate anche le plusvalenze realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione.

Usufrutto o sublocazione di immobili

Devono essere indicati i redditi che derivano dalla concessione in usufrutto e dalla sublocazione di beni immobili, dall’affitto, locazione, noleggio o concessione in uso di veicoli, macchine e altri beni mobili articolo 67, comma 1, lettera h) TUIR.

Redditi diversi di natura fondiaria non determinabili catastalmente

Si tratta, per lo più, di censi, decime, quartesi, livelli, altri redditi consistenti in prodotti del fondo o commisurati ai prodotti stessi, compresi quelli dei terreni dati in affitto per usi non agricoli articolo 67, comma 1, lett. e) TUIR.

Altri redditi diversi

Altri redditi diversi sui quali non è stata applicata alcuna ritenuta. Ad esempio vincite conseguite all’estero per effetto della partecipazione a giochi on line articolo 67, comma 1, lett. d) TUIR. Sono classificati come redditi diversi anche:

  • Le vincite delle lotterie, dei concorsi a premio, dei giochi e delle scommesse organizzati per il pubblico;
  • I premi derivanti da prove di abilità o dalla sorte e quelli attribuiti in riconoscimento di particolari meriti artistici, scientifici o sociali.

Essi costituiscono reddito per l’intero ammontare percepito nel periodo d’imposta, senza alcuna deduzione. Inoltre, rientrano tra le vincite tassabili anche quelle conseguite per effetto della partecipazione a giochi on line.

Beni immobili situati all’estero

I redditi dei terreni e dei fabbricati situati all’estero sono tassati con diverse modalità a seconda che si tratti di:

  • Immobili soggetti ad imposizione in base a criteri catastali nello Stato ove l’immobile è situato;
  • Immobili per i quali non è prevista una tassazione su base catastale (in tal caso, i presupposti per la tassazione sono generalmente costituiti dalla presenza di canoni di locazione).

Nel caso in cui lo Stato estero preveda, nella sua legislazione interna, la tassazione dell’immobile in base a criteri di tipo catastale o similari, l’art. 70, comma 2, del TUIR stabilisce che esso concorre alla formazione del reddito in Italia in base alla valutazione effettuata dallo Stato estero. In pratica, si assoggetta a tassazione la rendita catastale dell’immobile (o i criteri comunque assunti dallo Stato estero per la valutazione), al netto delle spese eventualmente riconosciute in detrazione.

Se, invece, lo Stato estero non assoggetta a tassazione sui redditi l’immobile, il contribuente residente in Italia è tenuto a dichiarare il reddito percepito (es. canoni di locazione), potendo usufruire al contempo di una riduzione forfetaria del 15% (articolo 70, comma 2, TUIR). Tale norma deve essere interpretata nel senso che:

  • Se il reddito derivante dalla locazione è soggetto a imposte sui redditi nello Stato estero, occorre indicare nella dichiarazione italiana l’ammontare dichiarato nello Stato ove è situato l’immobile; in questo caso spetta il credito per le imposte estere, e non la deduzione forfetaria del 15%;
  • Se, invece, lo Stato estero non prevede l’imposizione diretta sui canoni di locazione, concorre alla formazione del reddito italiano il canone ridotto del 15%, senza potere fruire del credito per le imposte estere.

Sportivi dilettanti

Le indennità di trasferta, e i rimborsi forfetari di spesa, i premi e i compensi erogati dal Coni, dalle federazioni sportive nazionali, dall’Unione Nazionale per l’Incremento delle Razze Equine (UNIRE), dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegue finalità dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto.

Si tratta di redditi percepiti da soggetti che svolgono attività sportiva dilettantistica. Questi redditi sono assoggettati ad imposizione secondo le seguenti modalità (Circolare n. 21/E/2003, paragrafo 5.2, Agenzia delle Entrate):

  • I primi €. 10.000,00 complessivamente percepiti nel periodo d’imposta non concorrono alla formazione del reddito;
  • Sulla parte che eccede i €. 10.000,00 fino a €. 28.158,28 viene operata una ritenuta a titolo di imposta, con un’aliquota del primo scaglione di reddito (23%), maggiorato delle addizionali Irpef;
  • Sulle somme eccedenti i e. 28.158,28 viene operata una ritenuta a titolo d’acconto, sempre con un’aliquota del primo scaglione di reddito, maggiorato delle addizionali Irpef.

Sono esclusi dall’imposizione i rimborsi di spese documentate relative al vitto, all’alloggio, al viaggio ed al trasporto, sostenute in occasione di prestazioni effettuate fuori dal territorio comunale. Questa modalità di imposizione è estesa ai rapporti di collaborazione coordinata e continuativa svolta da soggetti con funzioni amministrative e gestionali di natura non professionale.

Redditi diversi da lavoro occasionale

Si tratta, principalmente di redditi derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente articolo 67, comma 1, lett. i) TUIR. Redditi derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente o dalla assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere articolo 67, comma 1, lett. l) del TUIR.

Lavoro autonomo occasionale

I redditi derivanti da attività di lavoro autonomo occasionale sono costituiti dall’ammontare percepito nel periodo d’imposta al netto delle spese inerenti sostenute. Le spese, per poter essere dedotte, devono essere validamente documentate. I redditi sopra indicati sono soggetti a ritenuta a titolo d’acconto nella misura del 20%. Tali redditi devono essere indicati dal committente nella Certificazione Unica – Lavoro autonomo e contraddistinti, nel punto 1 “Causale”, con il Codice “M” o “O”.

La Certificazione Unica deve essere rilasciata al prestatore d’opera entro il mese di marzo dell’anno successivo a quello in cui si è svolta la prestazione di lavoro.

Redditi diversi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere

I redditi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere sono costituiti dall’ammontare percepito nel periodo d’imposta al netto delle spese inerenti sostenute. Si tratta ad esempio, della c.d. indennità di rinuncia percepita, per la mancata assunzione del personale, avviato al lavoro ai sensi della Legge 2 aprile 1968, n. 482. Tali redditi sono riportati nella Certificazione Unica – Lavoro autonomo e contraddistinti, nel punto 1 “Causale”, con il Codice “M1” o “O1”.

Redditi diversi: consulenza fiscale

Se hai dubbi sulla dichiarazione dei redditi diversi nella tua dichiarazione dei redditi, contattami per ricevere una consulenza personalizzata. In questo modo potrai risolvere i tuoi dubbi ed evitare di commettere errori.

Laurea in Economia Aziendale nel 2014 presso l'Università degli Studi di Firenze. Collabora stabilmente nella redazione giornalistica di RadioRadio nel ambito fiscale. Appassionato da sempre di Start-up, ha il sogno di diventare business angel per il momento opera come consulente azienda nel mondo delle Start up. [email protected]

63 COMMENTI

  1. La collocazione è corretta, ma in questo caso nessuna spesa può essere portata in deduzione a meno che non vi siano spese dirette ed inerenti a quel ricavo.

  2. Salve, ho già inviato il 730 online ma non ho messo un reddito per prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale con casuale A. Adesso vorrei fare l ‘unico ma non so dove inserire questo reddito perchè c’è solo il righo per lavoro occasionale mentre il mio è abituale, dove lo inserisco?
    grazie mille.

  3. Lei ha bisogno di un commercialista, rischia seriamente di sbagliare, deve compilare una nuova dichiarazione, ma senza competenze in materia rischia seriamente di sbagliare. Se vuole siamo a disposizione.

  4. Un soggetto con partita Iva non ha solo un valore da indicare, ma una dichiarazione dei redditi coerente da redigere. Se non vuole avvalersi di un professionista, faccia pure.

  5. grazie, parlate di spese dirette, potete fare qualche esempio? ovvero : uno dei gestori, chiedendo una diminuizione del canone faceva presente di voler rescindere il contratto anticipatamente, a tal proposito veniva dato incarico ad un legale per seguire il caso, la spesa può essere considerata diretta? altra ipotesi, l’amministratore fa pagare una quota parte relative alla ripartizione e versamento del ricavo in questione, può essere che tale spesa sia diretta?

  6. La spesa diretta è quella correlata al ricavo. Si tratta di spese senza le quali non si sarebbe potuto produrre quel ricavo. Per una attività di agenzia occasionale l’agente sostiene delle spese di trasporto, senza le quali non avrebbe potuto incontrare il cliente e chiudere l’affare.

  7. Buongiorno, da un mesetto sto provando ad usare eToro per fare trading online, al momento non ho guadagnato nulla, anzi perdo. Però mi chiedevo, se dovessi quadagnare per esempio 100 euro, come li dichiaro? Io sono dipendente, uso sempre il 730 precompilato. Mi pare di capire che vada inserito nel quadro D1, dico bene? Ma in che termini, mi può cortesemente fare un esempio pratico?
    Per esempio nel rigo D1 alla voce “tipo di reddito” cosa metto? E nelle successive “redditi” e “ritenute”? Va compilato anche D2?
    e poi come funziona? I guadagni si sommano all’IRPEF? PErché oppure la tassazione al 26% si calcola a parte e in tal caso dove va segnata la cifra da pagare per questa tassazione? Perché in fondo mi pare ci sia solo il punto per segnare la quota IRPEF da pagare e non lo spazio per segnare questo 26%
    Chiedo scusa, ma sono molto confuso sul funzionamento. Grazie mille

  8. Buongiorno, sono una studentessa universitaria di 26 anni; nel tempo libero, sono riuscita a trovare alcuni siti di microlavoro e scrittura free-lance, quasi tutti stranieri, che mi hanno permesso di guadagnare 4750 euro l’anno negli ultimi due anni (non ho intenzione di aprire partita IVA ne` iscrivermi alla gestione separata INPS, percio` sono stata attenta a non superare tale soglia.) Poiche` negli anni scorsi avevo anche altri redditi (pensione di riversibilita` e cointestazione di due immobili), ho sempre compilato il 730. Su indicazione del CAF che mi ha aiutato, i redditi online sono stati classificati come redditi da lavoro occasionale. Le ditte estere mi pagano direttamente su Paypal in dollari, che poi Paypal stesso converte in euro e versa sul mio conto corrente. Sempre su indicazione del CAF, come documentazione relativa ho sempre presentato l’estratto conto di Paypal con tutti gli importi versatimi nel corso dell’anno.Tale procedura e` effettivamente corretta, considerando che le aziende non versano ritenuta d’acconto ne` altro allo stato italiano? Posso continuare a seguire questa procedura negli anni a venire (sempre sotto la soglia dei 4750 euro annui?)

  9. La prestazione di lavoro autonomo occasionale non ha alcun limite di reddito. Il limite dei €. 5.000 cui lei fa riferimento non ha alcun riscontro sulla normativa fiscale. Per questo il comportamento tenuto non è corretto. Se la prestazione lavorativa è continuativa nel tempo occorre operare obbligatoriamente con partita Iva. Dovrà essere verificata poi la disciplina sul monitoraggio fiscale delle attività finanziarie estere, visto che è titolare di un conto Paypall. A mio avviso è una situazione da modificare la sua. Se vuole possiamo sentirci in privato.

  10. Il CAF stesso mi ha detto che il conto Paypal non va tenuto in considerazione, visto che la giacenza media è ben inferiore a 5000 euro annui (verso sul conto corrente ogni volta che raggiungo 500 euro), e il ‘traffico totale’ di denaro annuo è ben al di sotto dei 15000 euro. Per quanto riguarda la continuità, il tipo di lavoro è del tutto saltuario. Magari lavoro per una settimana di fila per un’ora al giorno, poi più nulla per due settimane, poi un paio di giorni per la settimana successiva, poi più nulla anche per tre mesi… Dipende dalla mia disponibilità in termini di tempo, e da quella dei siti in termini di lavoro. Non c’è regolarità, nè obbligo.

  11. Buongiorno, sono un ricercatore (reddito annuo 50,000) e l’anno scorso ho guadagnato circa 8000 Euro scrivendo alcuni articoli tecnici per un sito web. Come devo dichiarare questo reddito nel 730, e quanto saranno le tasse da pagare su quel reddito? Grazie mille.

  12. Prima di tutto si deve partire dal verificare se per l’attività che ha svolto è necessaria o meno una posizione Iva e poi si può capire come tassare quel reddito. Se vuole mi contatti in privato.

  13. Buongiorno, ho una situazione un po’ particolare e per quanto mi sia documentata ho ancora le idee molto confuse. In riferimento al 2017 ho una CU di circa 21.000 e per un breve periodo di lavoro anche una certificazione di lavoro autonomo con un ammontare lordo corrisposto di c.ca 1.150 nella quale è riportata la causale V, quindi non prestazione occasionale. La ditta per cui ho lavorato mi ha detto chiaramente che essendo un importo inferiore a 4.800 non serve dichiararlo nel 730. Invece documentandomi ho saputo che se NON sono stati percepiti altri redditi non serve, in caso contrario si. Premetto che nel 730 precompilato dell’agenzia delle entrate questa certificazione non mi compare in automatico, e in tutte le istruzioni che ho letto citano altre causali per esempio V1 (attività commerciali non esercitate abitualmente). Della causale V nessuno parla, o meglio, ho trovato solamente che è un codice utilizzabile esclusivamente nel mod. Unico. Devo presentare ugualmente la dichiarazione per altre spese, perciò come devo comportarmi con questa certificazione?

  14. Salve Giada, la causale V della CU riguarda i venditori a domicilio. Quello che deve fare è capire assieme ad un consulente la sua situazione fiscale per capire se e come presentare la dichiarazione dei redditi. Se vuole sono a disposizione e nel caso mi contatti in privato.

  15. Buongiorno, ho percepito da una associazione dilettantistica sportiva euro 150 (redditi causale 1 codice N, codice 7 Altre somme non soggette a ritenute). Dove devo inserirla nel mio 730 essendo lavoratore a tempo indeterminato?

  16. buonasera,

    mi trovo ad affrontare un dilemma che non riesco a risolvere. Sono un lavoratore dipendente e sarei intenzionato ad inviare il 730 precompilato senza modifiche. Tuttavia mi sono ricordato che l’anno scorso ho guadagnato tramite Google Adsense (banner pubblicitari) la modica somma di 80 euro. Google mi ha rilasciato una ricevuta che non credo si possa definire tale (non è indicato numero progressivo, ritenuta, ecc…). Mi chiedo, come devo dichiarare questa cifra irrisoria per non evadere i 15-20 euro di tasse che dovrei pagare?
    Grazie

  17. grazie, della risposta, ma potrebbe suggerirmi anche quale tipo di reddito utilizzare? Io supporrei che si tratta del 9 (altri redditi diversi sui quali non è stata applicata alcuna ritenuta).
    Inoltre mi chiedevo se nel campo a latere SPESE posso inserire i 70 euro di spese di hosting del sito web sul quale ho inserito i banner che hanno generato reddito (se sì va indicato il prezzo iva inclusa o esclusa).
    Grazie mille del supporto

  18. buongiorno. ho iniziato da un mese un’attività di vendita prodotti occasionele, oltre al mio lavoro da dipendente. mi è stato detto dal servizio legale dell’azienda che i redditi percepiti sotto i 5000 euro non devono essere dichiarati perchè essendo attività occasionale non sono comulabili. volevo sapere se è vero e come mi devo comportare visto che prendo anche il bonus di 80 euro del governo renzi.
    grazie
    simone

  19. Quello che le hanno detto non è corretto, a meno che non si tratti di vendita porta a porta. Le serve comunque un commercialista che le chiarisca la situazione e le indichi come comportarsi. Se vuole sono a disposizione per una consulenza.

  20. Salve sto compilando il 730 online e avendo lavorato come “prestazione occasionale per persone fisiche non soggette alla ritenuta” oltre ad altri lavori a tempo determinato…
    Questa voce (lavoro occasionale) mi pare di aver capito di doverla inserire nel rigo d5 ma nel quadro 4 “ritenute” non ho capito cosa dovrei inserire..
    Grazie.

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