Recesso del socio da Srl: profili civilistici e fiscali

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Il diritto di recesso è una facoltà concessa ai soci di risolvere il contratto sociale, al verificarsi di alcune fattispecie. Analizziamo la disciplina fiscale è contabile del recesso del socio da SRL. 

Il presente contributo si pone come obiettivo quello di evidenziare le peculiarità della disciplina del recesso del socio da SRL.

Tale disciplina, profondamente innovata con la riforma del diritto societario del 2006, si è orientata verso una maggiore tutela degli interessi del socio uscente rispetto a quelli della società e dei suoi creditori.

In particolare, l’articolo 2473 c.c. ha modificato i criteri di valutazione della quota di recesso del socio, passando da una logica a “Valori Contabili” ad una logica a “Valori Correnti di Mercato“. Logica con la quale riescono a trovare espressione anche tutti i valori che non trovano rilievo nel bilancio d’esercizio e nelle scritture contabili (si pensi ad esempio ai plusvalori latenti, all’avviamento o alle attività intangibili).

Recesso del socio da SRL

Il Diritto di Recesso nelle SRL

Nelle SRL l’articolo 2473 del codice civile prevede le ipotesi per le quali è possibile esercitare il diritto di recesso da parte del socio.

Si tratta di una serie di deroghe alla disciplina generale del contratto sociale, per il quale è possibile recedere soltanto con il consenso di tutti i soci.

Queste particolari ipotesi di recesso costituiscono un limite per la società ed una garanzia per i soci.

In particolare le fattispecie di recesso del socio possono essere:

  • Nel caso di cambiamento dell’oggetto sociale;
  • In caso di trasformazione della società (ovvero cambiamento del tipo di società);
  • Nel caso di fusione o scissione della società;
  • In caso di revoca dello stato di liquidazione;
  • In caso di trasferimento della sede all’estero;
  • Nel caso di compimento di operazioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto della società stabilito nell’atto costitutivo;
  • In caso di modifica del diritto agli utili dei soci;
  • In caso di eliminazione di una o più cause di recesso previste nell’atto costitutivo.

Ipotesi di recesso per SRL a durata indeterminata

Oltre alle sopra indicate ipotesi, il recesso del socio è sempre consentito nel caso in cui la società sia contratta a tempo indeterminato. In questo caso, serve un preavviso di almeno sei mesi.

In questo caso l’unico onere per il socio è rappresentato dall’obbligo di preavviso verso la società di almeno 180 giorni. Tale onere di preavviso può per altro essere ampliato dallo statuto della della SRL. Tuttavia, in ogni caso non può mai essere fissato in misura superiore a un anno.

Ipotesi di recesso inderogabile del socio

Vi sono poi ulteriori ipotesi di recesso (inderogabilmente previste dalla legge) sono riconducibili:

  • All’eventuale decisione di aumento a titolo oneroso del capitale sociale della SRL, con esclusione del diritto di opzione dei soci. Ossia con offerta diretta delle nuove quote in sottoscrizione a terzi. In tale caso, infatti, l’articolo 2481-bis comma 2 attribuisce il diritto di recesso ai soci che non hanno acconsentito alla decisione di esclusione del diritto di opzione;
  • All’eventuale presenza nell’atto costitutivo di vincoli assoluti alla circolazione delle quote. In questo caso lo statuto può eventualmente prevedere un periodo massimo di due anni, dalla data di sottoscrizione o acquisto della quota, di sospensione del diritto di recesso del socio.

Si ricorda brevemente che per limitazioni di tipo assoluto si intendono clausole statutarie che escludono espressamente qualsiasi possibilità di trasferimento a terzi per atto tra vivi. Ma anche clausole che comunque subordinano l’efficacia del trasferimento per atto tra vivi al mero gradimento degli organi sociali.

Oltre ai predetti casi (per i quali, come detto, il diritto di recesso compete per previsione inderogabile di legge), i soci sono liberi di individuare nell’atto costitutivo ulteriori presupposti che conferiscono ai soci dissenzienti il diritto di recedere.

Se l’atto costitutivo dispone in tal senso, il diritto di recesso spetta ai soci (per previsione inderogabile di legge) anche nel caso in cui una o più di tali ulteriori presupposti vengano eliminati dall’atto costitutivo.

Ipotesi di recesso per SRL soggette a direzione e coordinamento

Un’ultima serie di ipotesi inderogabili di diritto di recesso del socio da SRL riguarda l’attività di direzione e coordinamento nei gruppi societari.

L’articolo 2497-quater comma 1 stabilisce infatti che il socio di una SRL soggetta ad attività di direzione e coordinamento può recedere anche nei seguenti casi:

  • Quando la società o l’ente che esercita l’attività di direzione e coordinamento delibera una trasformazione che implica il mutamento del suo scopo sociale;
  • Quando la società o l’ente che esercita l’attività di direzione e coordinamento delibera una modifica del suo oggetto sociale consentendo l’esercizio di attività che alterano in modo sensibile e diretto le condizioni economiche e patrimoniali della società soggetta ad attività di direzione e coordinamento;
  • Inoltre, quando a favore del socio sia stata pronunciata, con decisione esecutiva, condanna di chi esercita attività di direzione e coordinamento ai sensi dell’articolo 2497. In questo caso il recesso può essere solo totale, ossia non è possibile scegliere di esercitare il diritto di recesso solo per una parte della partecipazione posseduta;
  • All’inizio e alla cessazione dell’attività di direzione e coordinamento, se da tale circostanza ne deriva un’alterazione delle condizioni di rischio dell’investimento.

Revoca del presupposto o messa in liquidazione

Si ricorda che il recesso non può essere esercitato dal socio (e, se già esercitato, diviene privo di efficacia) se:

  • La società revoca la delibera che lo legittima;
  • Viene deliberato lo scioglimento della società.

Recesso del socio da SRL: modalità di esercizio

Per quanto concerne le modalità di esercizio del diritto di recesso del socio da SRL, l’articolo 2473 non reca alcuna disposizione espressa. Esso si limita a stabilire che

l’atto costitutivo determina quando il socio può recedere dalla società e le relative modalità

In assenza di una regolamentazione espressa nell’atto costitutivo, per analogia trova applicazione quanto previsto dal codice civile per le SPA.

Nell’ambito dell’autonomia statutaria, inoltre, i soci possono stabilire particolari modalità di applicazione del diritto di recesso del socio da SRL.

Fermo restando che le modalità individuate dai soci nell’atto costitutivo non dovrebbero comunque poter essere tali da rendere particolarmente difficoltoso l’esercizio in concreto del diritto di recesso.

A tale fine, sembra che il parametro di riferimento possa essere rappresentato dalle modalità previste dal codice civile in materia di SPA. Ragione per cui, se si condivide l’impostazione proposta, l’atto costitutivo di SRL dovrebbe poter prevedere modalità di esercizio del diritto di recesso autonomamente individuate dai soci. Ma in nessun caso implicanti:

  • Termini per l’esercizio del diritto più stringenti di quelli previsti per il recesso dalla SPA;
  • Modalità di comunicazione del recesso più farraginose della semplice comunicazione alla società.

Vediamo, quindi, le modalità di recesso del socio nelle SPA.

Modalità di recesso del socio nelle SPA

L’articolo 2437-bis stabilisce che il diritto di recesso deve essere esercitato mediante apposita comunicazione alla società nella forma di lettera raccomandata:

  • Spedita entro quindici giorni dall’iscrizione nel Registro delle Imprese della decisione dei soci che legittima il recesso, se esso consegue appunto da una decisione dei soci;
  • Spedita entro trenta giorni dalla data in cui il socio è venuto a conoscenza del presupposto che legittima il recesso, se esso consegue da un fatto diverso da una decisione assunta dai soci.

Sempre ai sensi dell’articolo 2437-bis in materia di SPA, la comunicazione deve indicare:

  • Le generalità del socio recedente;
  • Il domicilio per le comunicazioni inerenti al procedimento;
  • L’ammontare della partecipazione per la quale il diritto di recesso è esercitato.

Le azioni per le quali il recesso è esercitato non possono essere cedute e devono essere depositate presso la sede sociale.

Recesso del socio da SRL: liquidazione della quota

Una volta esercitato il diritto di recesso, al socio receduto dovrà essere corrisposta la liquidazione della sua quota.

In ogni caso al socio, spetta comunque la liquidazione monetaria della quota. Anche se al momento del conferimento, egli aveva conferito un bene, o un servizio.

Il valore della quota di liquidazione è determinato a cura degli amministratori, attraverso la redazione di un bilancio straordinario, alla data di recesso del socio.

Solo in caso di disaccordo tra amministratori e socio, è richiesta la nomina di un perito da parte del tribunale.

La liquidazione della quota al socio receduto deve avvenire entro 6 mesi dalla data della comunicazione di recesso.

La quota non potrà essere acquistata dalla società, che non può compiere operazioni sulle proprie quote. L’acquisto però può essere effettuato dagli altri soci e, solo se tutti i soci vi consentano, da estranei alla società.

Integrità del capitale sociale

La volontà del legislatore di tutelare gli interessi del socio pone problemi di tutela dell’integrità del capitale sociale.

Capitale, la cui principale funzione è quella di porsi a garanzia dei creditori sociali, come presupposto necessario alla continuazione nel tempo dell’attività economica dell’impresa.

Il legislatore, ha previsto, a tutela del Capitale Sociale una sequenza di tecniche di liquidazione della quota receduta.

Tecniche di liquidazione della quota

Si tratta di modalità miranti ad allocare il peso economico del recesso su economie terze rispetto alla società, tramite:

  • Il recesso atipico – La vendita delle quote avviene nei confronti di soggetti terzi (estranei alla società), preventivamente individuati dai soci;
  • Il recesso tipico – La vendita delle quote sociali avviene nei confronti degli altri soci che rimangono in società.

In seconda istanza, la liquidazione della quota receduta deve avvenire attingendo alle riserve disponibili, in modo tale da non intaccare la consistenza del Capitale Sociale.

Solo in ultima istanza, e solo in caso di improcedibilità delle modalità sopra esposte, si potrà procedere all’annullamento della partecipazione receduta mediante la riduzione del capitale sociale. Nei limiti comunque previsti dall’articolo 2482 c.c..

Benché, quindi, il recesso tipico sia subordinato a quello atipico, che si sostanzia, come visto, in una compravendita di quote sociali (la quale non comporta particolari problematiche né dal punto di vista fiscale né da quello della sua rappresentazione contabile) non può essere sottaciuto il fatto che le quote di SRL non siano sempre facilmente alienabili.

Disciplina di recesso come garanzia massima

Da ultimo appare opportuno soffermarsi sul fatto che questa disciplina rappresenta una sorta di garanzia massima nei confronti del socio receduto, con la quale esso può tutelarsi nei confronti della società.

Tuttavia, nulla vieta la possibilità di trovare un accordo tra socio receduto e società a condizioni economiche e temporali diverse da quelle illustrate.

In pratica questa disciplina trova applicazione ogni qualvolta non vi sia uno specifico accordo scritto tra socio e società sui tempi e modalità di recesso della quota.

Recesso del socio da SRL: disciplina ficsale

Il recesso del socio da SRL rileva, dal punto di vista reddituale, sotto una duplice prospettiva, che di seguito andremo ad analizzare con maggiore dettaglio.

Profilo societario

Per la società, che a fronte del recesso riduce il proprio patrimonio, si tratta di individuare la natura fiscale delle somme erogate al socio recedente.

Infatti la differenza da recesso,  ovvero il maggior valore della quota rispetto ai valori contabili del patrimonio che la stessa rappresenta, (valutando le plusvalenze e gli avviamenti latenti), appare corretto considerarla una distribuzione di utili, in quanto tali indeducibili per la società.

Si deve innanzitutto chiarire che il recesso costituisce un’operazione sul capitale netto e, quindi, non ha di per sé effetti reddituali.

L’articolo 2473 del codice civile, prevede, per la liquidazione della somma al socio recedente, l’utilizzo esclusivo di poste del patrimonio netto, che codificano, in un certo senso, l’intangibilità del Conto economico.

Testualmente, il procedimento di liquidazione della partecipazione receduta per le SRL, è disciplinato dall’articolo 2473, comma 4, secondo eterzo periodo. Il quale recita:

Può avvenire anche mediante acquisto da parte degli altri soci proporzionalmente alle loro partecipazioni oppure da parte di un terzo concordemente individuato dai soci medesimi. Qualora ciò non avvenga, il rimborso è effettuato utilizzando riserve disponibili o, in mancanza, corrispondentemente riducendo il capitale sociale; in quest’ultimo caso si applica l’articolo 2482 e, qualora sulla base di esso non risulti possibile il rimborso della partecipazione del socio receduto, la società viene posta in liquidazione

Profilo del socio recedente

Per il socio recedente, le somme ricevute in parte abbattono il valore della partecipazione posseduta e, per l’eccedenza, rappresentano una “nuova ricchezza“, che appare corretto assoggettare a tassazione, secondo le modalità che descriveremo in seguito.

A seconda dei casi potremmo avere:

Socio persona fisica non impresa

Socio uscente persona fisica che non detiene la partecipazione in regime d’impresa, la disciplina del recesso tipico è quella dell’articolo 47, comma 7 del DPR n. 917/86. Secondo il quale:

le somme o il valore normale dei beni ricevuti dai soci in caso di recesso costituiscono utile per la parte che eccede il prezzo pagato per l’acquisto o la sottoscrizione delle azioni o quote annullate”

La differenza tra quanto ricevuto a fronte del recesso ed il costo fiscalmente riconosciuto delle quote annullate costituirà, perciò, reddito di capitale.

Reddito che sarà tassato attraverso l’applicazione di una imposta sostitutiva del 26% (sia per partecipazioni qualificate che non qualificate).

Socio persona fisica in regime di impresa

Socio uscente persona fisica che detiene la partecipazione in regime di impresa oppure una società di persone.

In questo caso la disciplina di recesso è regolata dall’articolo 59 del DPR n. 917/86, che esplicitamente rimanda all’articolo 47 dello stesso testo.

La differenza tra il costo fiscale della partecipazione e la somma liquidata in conseguenza del recesso verrà, perciò, tassata con imposta sostitutiva del 26%.

La quota di recesso è componente positiva del reddito di impresa, indipendentemente dall’entità della partecipazione detenuta.

Socio società di capitali

In caso di socio uscente soggetto all’applicazione dell’imposta sul reddito delle società (Ires), la differenza, come sopra determinata, costituisce componente positivo di reddito.

L’Agenzia delle Entrate, ha chiarito che la differenza tra le somme liquidate (o il valore normale dei beni assegnati) e il costo fiscale della partecipazione deve essere suddivisa in due distinte componenti:

  • Una prima, corrispondente alla quota parte relativa alla restituzione del capitale e delle riserve di capitale, che dovrà essere qualificata quale plusvalenza ai sensi dell’articolo 86, comma 5‐bis, e che, quindi, verrà esentata dalla tassazione solo se saranno verificati i requisiti della Pex (articolo 87, comma 6, del DPR n. 917/86);
  • Ed una seconda, che costituisce, invece, utile assoggettato al regime proprio di cui all’articolo 89 del DPR n. 917/86 e, quindi, sempre tassato nel limite del 5%.

Recesso del socio da SRL: disciplina contabile

La modalità obbligatoria per contabilizzare il recesso tipico di un socio avviene mediante l’imputazione, in contropartita al debito verso il socio recedente, di riserve disponibili ed eventualmente del capitale sociale.

Capitale che andrà perciò corrispondentemente ridotto.

Riserve disponibili  (per la loro intera capienza e fino a concorrenza della somma liquidata) – Sez. Dare – XXX
Capitale sociale (in caso di capienza delle riserve disponibili e nei limiti dell’art. 2482c.c.) – Sez. Dare – XXX
Debiti verso socio recedente – Sez. Avere – XXX

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