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Pensione senza tasse: 3 migliori Paesi in cui espatriare

Quali sono i migliori paesi ove trasferirsi da pensionati per ottenere una tassazione ridotta dei redditi da pensione.

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Paesi a tassazione ridotta per pensionati

Pensionati italiani all’estero: quali sono i 3 migliori Paesi in cui espatriare? In questo report troverai l’indicazione dei tre migliori Paesi che offrono il più basso livello di tassazione per i pensionati. 

In questo report ti farò scoprire quali sono i migliori 3 Paesi in cui andare a vivere se sei un pensionato, per ottenere una pensione con tassazione ridotta. Se stai pensando di lasciare l’Italia per andare a vivere altrove una volta raggiunta la pensione questo report ti sarà di grande aiuto.

La scelta del Paese di emigrazione è sicuramente uno degli aspetti principali da prendere in considerazione. Oltre agli aspetti legati al tenore di vita, alle aspettative e al costo della vita, è opportuno tenere presenti anche altri aspetti. In particolare mi riferisco ai vantaggi fiscali che uno Stato può offrire. In questo report troverai quelli che secondo la mia esperienza sono i 3 migliori Paesi in cui espatriare da pensionato.

La scelta di questi Paesi è effettuata prendendo in considerazione il regime fiscale che applicano ai redditi percepiti da parte di pensionati. Si tratta di particolari regimi fiscali volti ad attrarre in questi stati pensionati provenienti da altre parti del mondo. Per questo motivo se stai valutando un trasferimento di residenza all’estero da pensionato questi tre Paesi sono i migliori che puoi trovare. Attenzione però, bisogna sempre rispettare la normativa fiscale nazionale e convenzionale (ove esistente) legata al trasferimento di residenza fiscale all’estero, in modo da farsi trovare preparati in caso di possibile accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Sei pronto a scoprire i migliori Paesi dove espatriare da pensionato?! Si comincia!


Residenza Fiscale dei Pensionati

Trasferirsi all’estero comporta delle conseguenze fiscali importanti. In particolare, l’articolo 3 del DPR n. 917/86 (TUIR), definisce, infatti, quelle che sono le regole di tassazione dei soggetti residenti e non residenti in Italia. I soggetti fiscalmente residenti in Italia, sono tenuti a dichiarare in Italia tutti i loro redditi, ovunque prodotti, secondo la c.d. “worldwide taxation“, mentre i soggetti non residenti fiscalmente sono tenuti a dichiarare in Italia solo i redditi ivi prodotti (salvo quanto indicato nelle varie Convezioni bilaterali stipulate dall’Italia con i vari Paesi esteri).

Avrai capito, quindi, che è importante capire come fare ad essere considerati fiscalmente residenti all’estero. Per essere considerati residenti fiscalmente all’estero, devono sussistere le seguenti condizioni:

  • Non essere stati iscritti nell’anagrafe delle persone residenti in Italia per più della metà dell’anno (e cioè per 183 giorni negli anni normali, 184 in quelli bisestili), con contestuale iscrizione all’A.I.R.E.;
  • Di non avere avuto il domicilio in Italia per più di metà dell’anno (ex art. 43 c.c.);
  • Non aver avuto dimora abituale in Italia per più della metà dell’anno (ex art. 43 c.c.).

Devi tenere presente che qualora venga a mancare anche una sola di queste condizioni si è considerati residenti fiscalmente in Italia. Si è, inoltre, considerati residenti in Italia, ai sensi della legislazione italiana, salvo prova contraria, se si è cittadini italiani cancellati dalle anagrafi della popolazione residente ed emigrati in Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato (ex art. 2, co. 2-bis del TUIR). Si tratta, in particolare, dei territori individuati con decreto del Ministro delle Finanze 4 maggio 1999 e successive modifiche ed integrazioni (“Lista paesi black list“).

Pensione: tassazione dei residenti all’estero

Trasferirsi all’estero, ed effettuare il corretto trasferimento da un punto di vista fiscale è il punto di partenza per poter godere del beneficio più grande, perfettamente legale. Sto parlando del fatto di vedersi tassare la propria pensione esclusivamente all’estero. Quindi ricevere la pensione italiana al lordo delle trattenute fiscali. Non voglio entrare in questo contributo nel merito di come applicare questa procedura. Ne ho già parlato in questo articolo: “Pensione all’estero: il regime fiscale di tassazione“. Pertanto, se vuoi approfondire questo aspetto ti rimando al contributo.

Tieni presente però, che tale esenzione è valida soltanto per i pensionati italiani che ricevono pensioni per attività lavorativa svolta nel settore privato. Al contrario, le pensioni che derivano da attività lavorativa prestata nel settore pubblico, non possono godere di questa agevolazione. Il consiglio che posso darti è di verificare con attenzione questo aspetto per evitare di incorrere in inconvenienti dopo il trasferimento di residenza all’estero.

Detto questo, vediamo quali sono 3 migliori Paesi dove espatriare per i pensionati italiani.


Pensionati italiani all’estero: il Portogallo

Il Portogallo è sicuramente il Paese europeo che ha saputo attrarre maggiormente i pensionati. La ragione principale è legata al regime fiscale che il Portogallo applica nei confronti dei pensionati provenienti dall’estero. Il D.L. n. 249/2009 approvato dal parlamento portoghese ha introdotto la figura del soggetto “Residente non abituale” (“Nao residente Habitual”).

Lo status di Residente non Abituale permette di ottenere tassazione al 10% per 10 anni di imposte sulla pensione, da parte delle autorità fiscali portoghesi dipende dal verificarsi di tre condizioni essenziali:

  1. Che l’interessato non sia stato tassato come residente fiscale in Portogallo in nessuno dei cinque anni precedenti a quello in cui lo statuto viene richiesto;
  2. Che l’interessato possieda le condizioni necessarie per essere considerato residente fiscale in Portogallo. La residenza può essere acquisita nei casi in cui il soggetto :  
    • Abbia soggiornato in territorio portoghese per più di 183 giorni, di seguito o interpolati;
    • Nel caso in cui il periodo di permanenza sia inferiore ai 183 giorni, disponga in territorio portoghese di abitazione in condizioni che permettano di supporre l’intenzione di mantenerla e occuparla come residenza abituale;
  3. Lo status di residente fiscale non abituale sia richiesto entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui l’attribuzione dello statuto dovrà produrre effetto.

Lo status di residente non abituale in Portogallo permette di ottenere la tassazione con aliquota 10% della pensione estera percepita. L’agevolazione ha una durata di dieci anni.

Attenzione! Fino a quando non otterrai questa qualifica di residente non abituale in Portogallo la pensione percepita dall’Italia sarà regolarmente tassata in Portogallo.

Per approfondire: “Pensionati italiani in portogallo: tasse al 10% estere per 10 anni“.


Pensionati italiani all’estero: la Turchia

Sono sicuro che non avresti mai pensato di trovare la Turchia in questa lista di Paesi. Ricorda che questa lista è stilata in base ai vantaggi legati ai regimi fiscali dei vari Paesi per i pensionati italiani.

La Turchia può vantare un regime tributario particolarmente vantaggioso, soprattutto per i pensionati italiani. In particolare, i pensionati che hanno ottenuto la pensione da un pubblico impiego. In pratica, i pensionati che decidono di trasferirsi in Tunisia, possono beneficiare di una tassazione del solo 20% della loro pensione lorda italiana. Per poter ottenere questa agevolazione è indispensabile effettuare una corretta procedura di trasferimento di residenza all’estero.

Anche la Tunisia ha introdotto un regime fiscale per i soggetti “Residenti non domiciliati“.

Presupposti per l’esenzione da tassazione

Il riconoscimento dello statuto di residente fiscale non abituale, è conseguenza del possesso di alcuni requisiti. La verifica di questi requisiti consente di ottenere la riduzione dell’80% della pensione tassabile, da parte delle autorità fiscali tunisine. Tale detassazione dipende dal verificarsi di tre condizioni essenziali:

  • Il pensionato italiano non sia stato tassato come residente fiscale in Tunisia in nessuno dei cinque anni precedenti a quello in cui lo statuto viene richiesto;
  • Il pensionato italiano possieda le condizioni necessarie per essere considerato residente fiscale in Tunisia. La residenza può essere acquisita nei casi in cui il pensionato:  
    • Abbia soggiornato in territorio portoghese per più di 183 giorni, di seguito o interpolati;
    • Nel caso in cui il periodo di permanenza sia inferiore ai 183 giorni, disponga in territorio tunisino di abitazione in condizioni che permettano di supporre l’intenzione di mantenerla e occuparla come residenza abituale;
  • Lo statuto di residente fiscale non abituale sia richiesto entro il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui l’attribuzione dello statuto dovrà produrre effetto.

Deve essere ricordato che il conseguimento dello status di residente non domiciliato in Tunisia non è automatico. Esso dipende dalla valutazione e approvazione previa da parte delle autorità fiscali tunisine. La valutazione di ogni richiesta e la conseguente valutazione avviene, in media, entro sei mesi. Fino a quel momento non si potrà godere del regime di esenzione parziale, di cui stiamo parlando.

Se vuoi approfondire: “Italiani in Tunisia: detassazione della pensione“.


Pensionati italiani all’estero: Cipro

Cipro è il terzo Paese che ho scelto per il regime fiscale offerto ai pensionati esteri. Va detto che Cipro è un Paese White list, quindi non vi sono problematiche legate al trasferimento di residenza.

Per i pensionati esteri Cipro ha riservato un regime fiscale davvero vantaggioso. Si tratta di una tassazione proporzionale del 5% sui redditi da pensione provenienti dall’estero e superiori a €3.420.

Sotto a tale soglia gli assegni previdenziali non vengono proprio tassati!

Si tratta di un vantaggio da non sottovalutare. Una no tax area ed una tassa piatta del 5% sui redditi da pensione provenienti dall’estero. A questa imposta si deve aggiungere una sovrattassa destinata a rafforzare le finanze pubbliche dell’isola. Anche in questo caso, il presupposto fondamentale per ottenere il regime fiscale è l’aver effettuato correttamente il trasferimento di residenza a Cipro.

Solo dopo aver ottenuto residenza fiscale nello Stato sarà possibile ottenere questa agevolazione.

L’unico motivo per cui ho inserito Cipro al terzo posto della classifica è quello finanziario. Inutile negare che Cipro abbia passato negli anni scorsi diversi periodi di illiquidità. Crisi che sono poi sfociate in prelievi forzosi sui conti correnti. Per questo motivo è opportuno avere cautela in questo tipo di trasferimento.


Pensionati italiani all’estero: cosa scegliere?

In questo report ho voluto indicarti tre diverse opzioni per il tuo trasferimento di residenza all’estero da pensionato. Ognuna di queste opzioni ha vantaggi e svantaggi e non tutte possono essere indicate per te. Individuare la migliore dipende da una serie di variabili ulteriori come la possibilità di poter sfruttare correttamente l’agevolazione fiscale. Senza considerare il tenore di vita e lo stile di vita a cui si ambisce dopo il trasferimento di residenza. Inutile andare in un Paese che ha un tenore di vita più alto di quello che ci si può permettere. In questo modo anche il vantaggio fiscale andrebbe sprecato.

Per questo motivo, se stai pensando di trasferirti all’estero devi confrontarti con un esperto in questo ambito per prendere la decisione migliore per te! Accanto a questa lista di Paesi ne esistono altri in Europa in grado di garantire altri vantaggi. Anche se questi tre che ti ho indicato offrono sicuramente i vantaggi fiscali maggiori.

Il consiglio che posso darti è quello di stare lontano dai pacchetti preconfezionati legati al trasferimento. Non ci sono regole valide per tutti. La scelta deve essere fatta in relazione alla tua situazione personale. Non sottovalutare il trasferimento. Ogni anno centinaia di contribuenti vengono sottoposti a controllo proprio sul loro trasferimento all’estero.


Pensionati italiani all’estero: consulenza fiscale

Se stai cercando un dottore commercialista esperto in fiscalità internazionale che possa aiutarti a fare la scelta giusta, contattami! Ho esperienza in questo settore ed aiutato tantissime persone nel loro trasferimento di residenza all’estero.

Ricorda che un trasferimento di residenza effettuato non in compliance con la normativa fiscale italiana può portare gravi conseguenze. Oltre a non poter godere delle agevolazioni indicate nel report sarai chiamato a versare sanzioni ed interessi in Italia.

Non te lo consiglio! Potresti mettere a repentaglio i tuoi progetti futuri e i tuoi risparmi.

Non rischiare nel tuo trasferimento di residenza all’estero ed affidati a professionisti esperti.

Se vuoi saperne di più su come opero o se vuoi sottopormi la tua situazione contattami al link sottostante. Riceverai il mio preventivo in breve tempo, e potrai interagire con me.

Cosa aspetti?! Questo è il link

Commenti:
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8 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    vorrei avere informazioni e suo preventivo circa un trasferimento in Tunisia, io e mia moglie saremo pensionati fra un paio di anni, lei dipendente pubblico io privato.

    Grazie
    Massimo Rallo

  2. Salve Massimo, noi non ci occupiamo di pratiche ma di consulenza fiscale. Quello che possiamo fare è aiutarvi ad individuare il modo migliore, in relazione alla vostra situazione personale, per chiudere ogni rapporto con l’Italia ed ottenere nel più breve tempo residenza fiscale in Tunisia. Nella consulenza le indicheremo anche il cronoprogramma da seguire per il trasferimento. Se interessato mi scriva per un preventivo a questa mail: info@fiscomania.com

  3. Sto per trasferirmi in Austria..sono vedova pensione mia e reversibilitá di mio marito..ambedue dipendenti privati. ,Mi conviene?? Io sono nata e vissuto a 100 km. Dal confine..quindi sono perfettamente integrata.Volevo solo sapere se le trattenute saranno superiori alle italiane!! Grazie
    Plai Lea

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