Prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego – NASPI. Ambito di applicazione, modalità di calcolo, durata, domanda, decorrenza e condizioni Lavoro subordinato – Liquidazione anticipata e Lavoro autonomo. Decadenza Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata – DIS-COLL Requisiti per il diritto alla DIS-COLL Calcolo e durata Procedura Assegno di disoccupazione – ASDI Campo di applicazione Durata Progetto personalizzato Contratto di ricollocazione Campo di applicazione e dote individuale Diritti e doveri del beneficiario Decadenza dalla dote individuale.

Nella Gazzetta Ufficiale n. 290 del 15 dicembre 2014, è stata pubblicata la Legge 10 dicembre 2014, n. 183, c.d. Jobs Act, contenente le deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro.

La Legge delega prevedeva, tra le altre, la delega al Governo per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di disoccupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati.

In attuazione della delega, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 54 del 6 marzo 2015 il D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 22, approvato dal Consiglio dei Ministri in data 20 febbraio 2015, che ha introdotto, principalmente, i seguenti aspetti:

  • NASPI (Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego);
  • ASDI (Assegno di Disoccupazione);
  • DIS-COLL (Disoccupazione per i Collaboratori);
  • Contratto di ricollocazione.
Indennità di disoccupazione NASPI

Vediamo, di seguito tutta la disciplina riguardante la prestazione di assicurazione sociale per l’impiego NASpI.

Prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego – NASPI

Con il Decreto attuativo, a decorrere dal 1° maggio 2015 è istituita presso la Gestione prestazioni temporanee ai lavoratori dipendenti e nell’ambito dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASPI) introdotta con la c.d. Legge Fornero (Legge n. 92/2012), una indennità mensile di disoccupazione, denominata: “Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASPI)”, con la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione.

La NASPI sostituisce le prestazioni di ASPI e mini-ASPI introdotte dalla citata Legge n. 92/2012 e si applica ai casi di disoccupazione verificatisi a partire dal 1° maggio 2015.

Naspi: ambito di applicazione

Sono destinatari della NASPI i lavoratori dipendenti con esclusione dei dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche amministrazioni nonché degli operai agricoli a tempo determinato o indeterminato. Sono compresi nell’ambito di applicazione della NASPI anche:

  • Apprendisti;
  • Soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato con le medesime cooperative;
  • Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • Dipendenti a tempo determinato delle pubbliche amministrazioni.

La NASPI è riconosciuta solo:

  • Ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
    • Siano in stato di disoccupazione;
    • Possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno 13 settimane di contribuzione;
    • Possano far valere 30 giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • Ai lavoratori che hanno rassegnato le dimissioni per giusta causa e nei casi di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione preventiva per licenziamento per motivi oggettivi (articolo 7 della Legge n. 604/1966).

Naspi: soggetti esclusi dall’indennità di disoccupazione

Non possono accedere alla prestazione:

  • Dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni;
  • Operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • Lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale, per i quali resta confermata la specifica normativa;
  • Lavoratori che hanno maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  • Oppure lavoratori titolari di assegno ordinario di invalidità, qualora non optino per la NASPI.

Chi intende avviare un’attività lavorativa autonoma o d’impresa individuale o vuole sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa, nella quale il rapporto mutualistico ha a oggetto la prestazione di attività lavorativa da parte del socio, può richiedere la liquidazione anticipata e in un’unica soluzione della NASPI.

Naspi: modalità di calcolo

La NASPI è rapportata alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.

Nei casi in cui la retribuzione mensile sia pari o inferiore all’importo di 1.195 euro (dal 2015), rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente, la NASPI è pari al 75% della retribuzione mensile.

Nei casi in cui la retribuzione mensile sia superiore, l’indennità è pari al 75% del predetto importo incrementato di una somma pari al 25% dell’eccedenza.

In ogni caso la NASPI non può in ogni caso superare l’importo mensile massimo di 1.300 euro, rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell’anno precedente.

Inoltre la NASPI si riduce del 3% ogni mese a decorrere dal primo giorno del quarto mese di fruizione. La NASPI dà luogo a contribuzione figurativa, mentre non si applica il prelievo contributivo di cui all’articolo 26 della Legge 28 febbraio 1986, n. 41, prevista per i trattamenti di integrazione salariale.

Naspi: durata

La NASPI è corrisposta mensilmente, per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni.

Ai fini del calcolo della durata non sono computati i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione.

Per gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2017 la NASPI è corrisposta per un massimo di 78 settimane.

Naspi: domanda, decorrenza e condizioni

La domanda di NASPI si presenta all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

La NASPI decorre dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

L’erogazione è condizionata al permanere dello stato di disoccupazione ed alla regolare partecipazione a iniziative di attivazione lavorativa e a percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti. Le modalità precise di attuazione verranno regolamentate da Decreto ministeriale.

Disoccupazione involontaria

Si considerano disoccupati i lavoratori privi di impiego che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che dichiarino in forma telematica al portale nazionale delle politiche del lavoro la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego.

La presentazione della domanda di NASPI equivale a rilascio della predetta dichiarazione (DID). Nei 15 giorni successivi alla presentazione della domanda, il richiedente deve recarsi presso il Centro per l’Impiego per la stipula del patto di servizio personalizzato.

Lo stato di disoccupazione deve essere involontario. Tuttavia l’accesso alla NASPI, sussistendo gli altri requisiti, è consentito anche nei seguenti casi:

  • Dimissioni per giusta causa, qualora le dimissioni non siano riconducibili alla libera scelta del lavoratore ma siano indotte da comportamenti altrui che integrano la condizione di improseguibilità del rapporto di lavoro (circolare INPS 20 ottobre 2003, n. 163);
  • Dimissioni intervenute durante il periodo tutelato di maternità, ossia a partire da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del bambino;
  • Risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, purché sia intervenuta nell’ambito della procedura di conciliazione presso la direzione territoriale del lavoro secondo le modalità di cui all’art. 7 della legge 15 luglio 1966, n. 604 come sostituito dall’art. 1, comma 40, della legge n. 92 del 2012;
  • Risoluzione consensuale a seguito del rifiuto del lavoratore di trasferirsi presso la sede della stessa azienda distante più di 50 km dalla residenza del lavoratore e/o mediamente raggiungibile in 80 minuti o più con i mezzi pubblici;
  • Licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione di cui all’art. 6 del decreto legislativo n. 23 del 2015;
  • Licenziamento disciplinare.

Come presentare la domanda

La domanda deve essere presentata all’INPS esclusivamente in via telematica e a pena di decadenza entro 68 giorni, che decorrono:

  • Dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro. Il termine è sospeso per tutta la durata della maternità qualora si verifichi entro i 68 giorni dal licenziamento e riprende a decorrere per la parte residua al termine del periodo di maternità. Il termine è sospeso per tutta la durata di una malattia comune indennizzabile o di un infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile dall’INAIL qualora si verifichi entro i 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro;
  • Dalla fine del periodo di maternità indennizzato qualora la maternità sia insorta nel corso del rapporto di lavoro poi cessato;
  • Dalla fine del periodo di malattia indennizzato o di infortunio/malattia professionale. Questo qualora siano insorti nel corso del rapporto di lavoro poi cessato;
  • Dalla definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • – Dalla fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • Dal trentottesimo giorno dopo la data di cessazione, in caso di licenziamento per giusta causa.

Consultazione online della domanda

Una volta presentata la domanda di NASPI attraverso la modalità telematica sul sito dell’INPS potete verificare se la domanda è stata accettata o respinta direttamente dal sito Inps nell’apposta sezione dedicata all’Indennità-Na-spi.

Per approfondire le indicazioni fornite dall’Inps sulla disciplina NASPI potete consultare la Circolare n° 142 del 29/07/2015:

Lavoro subordinato – Liquidazione anticipata e Lavoro autonomo

Se il lavoratore instaura un nuovo rapporto di lavoro inferiore a sei mesi mentre sta ancora percependo il sussidio, può interromperlo per un massimo di sei mesi.

Se il lavoratore che percepisce la NASPI instaura un rapporto di lavoro con un reddito annuale inferiore al minimo escluso da imposizione, continuerà a percepire la NASPI, in forma ridotta.

Il lavoratore che ha diritto alla NASPI può anche richiederne la liquidazione anticipata, in un’unica soluzione, a titolo di incentivo all’avvio di un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale o per la sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio. A tal fine, deve presentare all’INPS, a pena di decadenza, domanda di anticipazione in via telematica entro 30 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma o dalla data di sottoscrizione della quota di capitale della cooperativa.

Il lavoratore che durante il periodo in cui percepisce la NASPI intraprenda un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale, dalla quale ricava un reddito inferiore al limite utile ai fini della conservazione dello stato di disoccupazione (€. 4.800 annue), deve informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne. La NASPI, in questo caso, è ridotta di un importo pari all’80% del reddito previsto.

Decadenza

Il lavoratore decade dal diritto alla NASPI nei seguenti casi:

  1. Perdita dello stato di disoccupazione;
  2. Mancata comunicazione dell’inizio di un’attività lavorativa subordinata;
  3. Mancata comunicazione dell’inizio di un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale;
  4. Raggiungimento dei requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato;
  5. Acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità, salvo il diritto del lavoratore di optare per la NASPI.

Il lavoratore perde, inoltre, il diritto in caso di inottemperanza agli obblighi di partecipazione alle azioni di politica attiva del lavoro.

Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata – DIS-COLL

In attesa degli interventi di semplificazione, modifica o superamento delle forme contrattuali previste dalla Legge delega, in via sperimentale per il 2015, è stata introdotta, per i collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto (con esclusione degli amministratori e dei sindaci) iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati e privi di partita Iva una indennità di disoccupazione mensile denominata DIS-COLL.

Tale indennità viene corrisposta per le ipotesi di perdita involontaria dell’occupazione verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015 e non dà luogo a contribuzione figurativa.

Requisiti per il diritto alla DIS-COLL

La DIS-COLL è riconosciuta se ricorrono i seguenti requisiti:

  • Stato di disoccupazione al momento della domanda di prestazione;
  • Tre mesi di contribuzione nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente l’evento di cessazione dal lavoro al predetto evento;
  • Un mese di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di almeno un mese che abbia dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione, nell’anno solare in cui si verifica l’evento di cessazione dal lavoro.

Calcolo e durata

Il trattamento per i collaboratori è rapportato al reddito imponibile ai fini previdenziali relativo all’anno in cui è avvenuta la cessazione del rapporto e a quello precedente, diviso per i mesi di contribuzione.

È pari al 75% del reddito se questo è pari o inferiore a 1.195 euro mensili, mentre se il reddito è superiore al 75% si aggiunge il 25% della differenza fra quanto percepito e il massimale. In ogni caso, come per la NASPI, non può superare l’importo di 1.300 euro al mese.

L’indennità è ridotta del 3% a partire dal quinto mese ed è corrisposta per un numero di mesi pari alla metà di quelli di contribuzione presenti nel periodo che va dal 1° gennaio dell’anno solare precedente alla cessazione del lavoro al predetto evento e non può in ogni caso superare la durata massima di 6 mesi.

Procedura

Come per la NASPI, la domanda va presentata all’INPS in via telematica entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di collaborazione, decorre dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda e in ogni caso non prima dell’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro.

L’erogazione è condizionata al permanere dello stato di disoccupazione ed alla regolare partecipazione a iniziative di attivazione lavorativa e a percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi competenti.

In caso di impiego subordinato, il trattamento verrà sospeso, mentre sarà erogato in forma ridotta per chi intraprende un’attività autonoma (secondo gli stessi criteri della NASPI).

Assegno di disoccupazione – ASDI

A decorrere dal 1° maggio 2015 è istituito, in via sperimentale per l’anno 2015, l’assegno di disoccupazione (ASDI), con la funzione di fornire una tutela di sostegno al reddito ai lavoratori che abbiano fruito della NASPI per l’intera sua durata entro il 31 dicembre 2015, che siano privi di occupazione e si trovino in una condizione economica di bisogno.

La situazione economica di bisogno del nucleo familiare sarà valutata in applicazione dell’ISEE (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159) non computando l’ammontare dei trattamenti NASPI percepiti.

Campo di applicazione

Nel primo anno di applicazione gli interventi sono prioritariamente riservati ai lavoratori appartenenti a nuclei familiari con minorenni e, secondariamente, ai lavoratori in età prossima al pensionamento.

In ogni caso, il sostegno economico è condizionato alle risorse dello specifico Fondo istituito presso il Ministero del Lavoro.

Durata

L’ASDI è erogato mensilmente per una durata massima di sei mesi ed è pari al 75% dell’ultima indennità NASPI percepita e viene incrementato in base ad eventuali carichi familiari del lavoratore con i criteri che saranno stabiliti con un successivo Decreto.

Inoltre potrà essere parzialmente cumulato con i redditi derivanti da nuova occupazione, secondo i criteri da definirsi con Decreto.

NASPI e malattia del lavoratore

Precisiamo che l’indennità di disoccupazione NASPI, non sostituisce l’indennità di malattia che spetta al lavoratore.

In caso di malattia insorta durante la  disoccupazione, ma comunque entro 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, l’INPS sarà tenuta ad erogare l’indennità di malattia. Ed eventualmente avrà facoltà di fare arrivare al lavoratore la visita fiscale.

La disoccupazione viene sospesa per tutta la durata della malattia per poi essere ripristinata per la parte residua dal momento della ripresa della capacità lavorativa.

NASPI e maternità del lavoratore

In ogni caso, l’indennità di maternità è sempre indennizzata al lavoratore quando essa insorge entro sessanta giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro dipendente.

Qualora la lavoratrice si trovi, all’inizio del periodo di congedo di maternità e stia già percependo la NASPI, ha diritto all’indennità giornaliera di maternità anche nel caso in cui  siano trascorsi sessanta giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

In questo caso la prestazione di disoccupazione si sospende per poi essere ripristinata per la parte residua al termine del periodo di maternità.

NASPI e lavoro domestico

Al fine del raggiungimento del requisito delle 30 giornate di effettivo lavoro per i lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari (colf e badanti) sono inoltre stati forniti ulteriori chiarimenti.

Considerato che non è possibile stabilire le giornate di effettiva presenza sul lavoro in quanto i lavoratori domestici hanno un contratto che riporta solo le ore lavorate all’interno del mese, l’INPS ha stabilito che per la copertura contributiva di una settimana sono necessarie almeno 24 ore di lavoro, dunque per la ricerca delle 30 giornate il calcolo verrà fatto settimanalmente.

Una settimana piena di contribuzione sarà pari a 120 ore (cioè 24×5).

NASpI: quando è cumulabile con i redditi di lavoro

Sono state individuate dall’INPS le fattispecie concrete di cumulabilità tra redditi da lavoro dipendente, autonomo o accessorio e indennità NASpI. In particolare, l’Istituto ha individuato i casi nei quali, in presenza di una concomitante attività di lavoro, il soggetto percettore di NASpI conserva il diritto alla prestazione previdenziale, in misura intera o ridotta. I

n alcune ipotesi, inoltre, è obbligatorio inviare apposita comunicazione all’INPS di avvio attività, pena la decadenza dalla prestazione previdenziale: tale adempimento spetta a tutti i liberi professionisti iscritti a specifiche casse, all’amministratore, al consigliere e al sindaco di società.

Nella circolare n. 174 del 2017, l’Istituto ha individuato alcune situazioni nelle quali, in presenza di una concomitante attività di lavoro, il soggetto percettore di NASpI conserva il diritto a detta prestazione, in misura intera o ridotta di un importo pari all’80 per cento del reddito previsto derivante dall’attività di lavoro.

Borse di studio, stage e tirocini professionali

La titolarità di borse lavoro, stage e tirocini professionali, premi o sussidi per fini di studio o addestramento professionale comporta la percezione di redditi che, sotto il profilo fiscale, sono assimilati a quelli da lavoro dipendente. Tuttavia, poiché non si tratta di svolgimento di un’attività lavorativa prestata dal soggetto con correlativa remunerazione, è prevista l’integrale cumulabilità con l’indennità NASpI.

Nei casi, invece, di assegnisti e dottorandi di ricerca titolari di borse di studio e assegni di ricerca, coperti anche dalla prestazione di disoccupazione DIS-COLL, l’importo spettante per la NASpI viene ridotto.

I compensi derivanti dalle suddette attività non possono superare il limite annuo di euro 8.000. In tale caso il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne, anche ove sia pari a zero.

Attività sportiva dilettantistica

I premi ed i compensi erogati nell’esercizio diretto di attività sportive dilettantistiche dal CONI, dalle Federazioni sportive nazionali, dall’U.N.I.R.E., dagli enti di promozione sportiva e da qualunque organismo, comunque denominato, che persegua finalità sportive dilettantistiche e che da essi sia riconosciuto, costituiscono redditi diversi.

E’ prevista la piena cumulabilità di questi redditi con l’indennità NASpI e il beneficiario della prestazione non è tenuto ad effettuare all’INPS comunicazioni relative all’attività svolta.

Prestazioni di lavoro occasionali

Le prestazioni di lavoro occasionali sono attività lavorative di tipo autonomo che danno luogo, nel corso di un anno civile per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro.

Tali compensi percepiti dal prestatore sono esenti da imposizione fiscale e non incidono sullo stato di disoccupazione.

Il beneficiario della prestazione NASpI non è tenuto a comunicare all’INPS il compenso derivante dalla predetta attività.

Attività professionale esercitata da liberi professionisti iscritti a specifiche casse

La percezione ordinaria dell’indennità è consentita fino al limite di reddito pari a euro 4.800.

Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASPI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero.

Amministratore, consigliere e sindaco di società

I compensi corrisposti ad amministratori, sindaci e consiglieri di società sono assimilati a redditi da lavoro dipendente, in presenza dei quali l’importo della prestazione viene erogata in misura ridotta entro il limite di reddito pari a euro 8.000.

Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, informare l’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività cui si riferiscono i compensi, o dalla presentazione della domanda di NASpI se la suddetta attività era preesistente, dichiarando il reddito annuo che prevede di trarne anche ove sia pari a zero.

Socio di società di persone

Ai soci e i familiari e per i soci accomandatari che svolgono la loro attività con carattere di abitualità e prevalenza e sono iscritti alla Gestione previdenziale degli Artigiani o dei Commercianti, la NASPI viene erogata in misura ridotta.

Il limite di reddito entro il quale è da ritenersi consentita l’attività in questione è pari a euro 4.800.

Il beneficiario della prestazione deve, a pena di decadenza, inviare apposita comunicazione all’INPS entro un mese dall’inizio dell’attività.

Soci di società di capitali

I redditi da capitale non sono riconducibili ad attività di lavoro dipendente o ad attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale: il beneficiario della NASpI titolare di redditi da capitale può dunque percepire la prestazione per intero.

Stesso trattamento spetta ai promotori e ai soci fondatori di società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata che partecipano agli utili spettanti.

Lavoro accessorio

In caso di prestazioni di lavoro accessorio:

  • Se il compenso percepito in ciascun anno civile non supera i 3.000 euro, l’indennità è interamente cumulabile;
  • Se i compensi percepiti per lavoro accessorio superano detto limite, ma si attestano al di sotto dei 7.000 euro per anno civile, la prestazione NASpI sarà ridotta di un importo pari all’80 per cento del compenso. Valore rapportato al periodo intercorrente tra la data di inizio dell’attività e la data in cui termina il periodo di godimento dell’indennità o, se antecedente, la fine dell’anno.

Il beneficiario dell’indennità NASpI è in ogni caso tenuto a comunicare all’INPS, entro un mese rispettivamente dall’inizio dell’attività di lavoro accessorio o, se questa era preesistente, dalla data di presentazione della domanda di NASpI, il compenso derivante da tale attività.

Prestazione di lavoro intermittente

In caso di prestazione di lavoro intermittente senza obbligo di risposta alla chiamata, l’erogazione della NASPI da parte dell’Istituto viene sospesa per le sole giornate di effettiva prestazione lavorativa. Mentre può essere riconosciuta durante i periodi non interessati da prestazione lavorativa tra una chiamata e l’altra. In caso di prestazione di lavoro intermittente con erogazione della indennità di disponibilità, la NASpI può essere corrisposta soltanto se il reddito percepito dal lavoratore si attesta al di sotto degli 8.000 euro.

Il percettore di NASpI, che intenda avvalersi della possibilità di effettuare il cumulo tra il reddito derivante dal rapporto di lavoro intermittente e la prestazione di disoccupazione, è obbligato a comunicare all’Istituto, entro il termine di un mese dalla ripresa dell’attività lavorativa, il reddito annuo che prevede di trarre dalla stessa.

Incentivo all’autoimprenditorialità

Il lavoratore avente diritto alla corresponsione della NASpI può richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione, dell’importo residuo del trattamento spettante e non ancora erogato. L’erogazione anticipata può avvenire a titolo di incentivo all’avvio di un’attività lavorativa autonoma o di impresa individuale.

In particolare, l’incentivo all’autoimprenditorialità può essere riconosciuto per:

  • Lo svolgimento di un’attività professionale esercitata da liberi professionisti, a prescindere dalla cassa previdenziale di appartenenza;
  • L’avvio di un’attività di impresa individuale commerciale, artigiana, agricola;
  • La sottoscrizione di una quota di capitale sociale di una cooperativa nella quale il rapporto mutualistico ha ad oggetto la prestazione di attività lavorative da parte del socio;
  • La costituzione di società unipersonale (S.r.l., S.r.l.s. e S.p.A.) caratterizzata dalla presenza di un unico socio;
  • Costituzione o ingresso in società di persone (S.n.C o S.a.S) – in analogia peraltro a quanto era già previsto per l’istituto dell’anticipazione in materia di indennità di mobilità (circ.n.70 del 30 marzo 1996) – in quanto il reddito derivante dall’attività svolta dal socio nell’ambito della società è fiscalmente qualificato reddito di impresa;
  • Costituzione o ingresso in società di capitali (S.r.L) in caso di svolgimento dell’attività a titolo di socio lavoratore.

NASpI e attività di lavoro: Tabella di Sintesi

Tipologia di redditoCumulabilitàLimite di reddito €
Lavoro occasionaleTotale5.000,00
Lavoro dipendenteParziale8.000,00
Assegno di ricerca/dottoratoParziale8. 000,00
Borsa di studio / tirocinioTotaleNessuno
Compenso da ASDTotaleNessuno
Compenso amministratoreParziale8.000,00
Libero professionistaParziale4.800,00
Soci di capitaleTotaleNessuno
Socio di società di personeParziale4.800,00
Socio di capitale + lavoroParziale4.800,00
Compenso sindaco societàParziale8.000,00
Lavoro accessorioTotale3.000,00
Lavoro intermittenteParziale8.000,00

Indennità NASpI: conclusioni e consigli

La disciplina NASPI non è semplice, purtroppo. Se non siete esperti e non sapete se rientrate o meno nei requisiti per ottenere l’indennità NASPI vi consigliamo comunque di provare ad inoltrare telematicamente la domanda all’INPS.

Nella peggiore delle ipotesi riceverete una lettera dell’INPS a casa con la quale vi informano che la vostra domanda è stata respinta e non succederà proprio nulla, ma almeno ci avrete provato.

Prima di prendere decisioni importanti a seguito della lettura di questo articolo, per la vostra sicurezza, vi consiglio di chiedere conferma delle informazioni al numero verde Contact Center INPS  803 164 (gratuito da rete fissa), in quanto le normative potrebbero essere soggette a cambiamenti.

Se, volete, infine, raccontarci la vostra esperienza personale, lasciateci un commento. La vostra esperienza potrà essere utile a tutti gli altri lettori.

18 COMMENTI

  1. Buongiorno, vi faccio i complimenti e avrei un quesito riguardo il lavoro autonomo occasionale e la naspi.
    in pratica sono stato licenziato da lavoro dipendente dal 01/12/2017 e considerando che possiedo i requisiti mi trovo in procinto di effettuare la richiesta online per la Naspi da questo mese, il dubbio che mi sorge che mentre ero ancora occupato dipendente ho effettuato due prestazioni di lavoro autonomo occasionale verso due soggetti A e B di 1000,00 euro ciascuna una nel mese di ottobre e una nel mese di novembre,
    ora a vostro avviso tali prestazioni configurabili come reddito supplementare pur se svolte e pagate prima della richiesta Naspi devo comunque informare l’INPS dichiarando il reddito percepito e La NASPI sarà ridotta all’80% oppure non contano perchè svolte prima della richiesta?
    grazie mille.

  2. Le prestazioni sono fatte in un periodo in cui era ancora dipendente, quindi non devono essere comunicate all’Inps.

  3. Il licenziamento per giustificato motivo SOGGETTIVO presuppone il pagamento della Naspi dopo 38 gg dalla domanda come quello per giusta causa o questa interpretazione è errata? Grazie

  4. L’interpretazione è corretta. La NASPI spetta sia per licenziamento per giusta causa sia per licenziamento per giustificato motivo soggettivo.

  5. Ciao, avrei una domanda. Ad agosto ho fatto la domanda per ricevere la Naspi e l’ho ricevuta da subito senza problemi in quanto ne avevo pienamente diritto. Il 1° novembre ho avviato una ditta individuale e quindi con la conseguente apertura di partita iva e sono divetanta una libera professionista (non sono iscritta a nessun albo professionale e non sono iscritta alla camera di commercio, la mia attività rientra in questa tipologia di codice ateco “749099 – ALTRE ATTIVITA’ PROFESSIONALI NCA”. Il 25/11 mi sono recata presso un Caaf e ho fatto la domanda per la liquidazione totale presentando tutta la documentazione richiesta (certificato apertura p.iva, fatture emesse…). Oggi sul sito dell’INPS vedo che la mia richiesta è stata respinta.
    Sapete dirmi come posso comportarmi per favore? Da come ho interpretato io la normativa avevo diritto alla liquidazione.

    Grazie mille!!!

  6. Buongiorno, io avrei due domande da porre:
    Un lavoratore a chiamata con ritenuta d’acconto dunque senza nessun tipo di contratto, ha diritto alla NASPI?
    Una baby sitter pagata con il libretto famiglia o bonus baby sitter Cura Italia 2020 avrà poi diritto alla NASPI?
    Non riesco a trovare nessuna articolo al riguardo.
    Ringrazio anticipatamente.

  7. Salve,
    ho un contratto scuola che scade il 30 giugno e una partita IVA, con reddito al di sotto dei 4800 euro, potrei percepire naspi alla scadenza del contratto. Ora però mia madre aveva dato in locazione un locale, purtroppo mia madre è venuta a mancare e dopo la successione dovrei entrare anche io, insieme ai miei familiari, nel possesso del locale e in una parte del reddito da affitto che ne deriva. In ordine alla Naspi, questi redditi come vengono inquadrati?

  8. Buongiorno, io sto percependo la Naspi in quanto il mio contratto con un teatro italiano (da lavoratore dipendente a tempo determinato) è terminato a fine aprile. Ho avuto la proposta di eseguire 2 concerti a luglio (ovviamente in questo periodo con cachet striminziti) che dovrei fatturare con la partita iva. Come funziona con la Naspi? La perdo? Non ho capito bene come funziona l’abbattimento dell’80% come funziona, se vale solo per il mese in cui fatturo il concerto o se questo abbattimento perdurerebbe anche in seguito.

  9. Buongiorno,
    La mia domanda NASpI à stata respinta per il siguente motivo: “REDDITO DA ATTIVITA’ AUTONOMA/ACCESSORIO/SUBORDINATO
    SUPERIORE AI LIMITI STABILITI.” Da lavoratore subordinato (nel privato), il mio stipendio mensile lordo era di 2648 euro lordi al mese. Ho fatto ricorso online ma non ho ancora ricevuto nessun riscontro.
    C’è un limite di reddito per beneficiare la NASpI? Qual sarebbe l’importo (non lo trovo da nessuna parte).
    Grazie!

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