NASPI e lavoro occasionale

Molti si chiedono se esiste una compatibilità tra la ricezione della NASPI, ovvero dell’indennità di disoccupazione erogata mensilmente, e il lavoro, in particolare in relazione alle prestazioni di lavoro occasionali. La risposta a questa domanda è affermativa: chi si trova in uno stato di disoccupazione può svolgere dei lavori di tipo occasionale, senza perdere di fatto l’indennità di disoccupazione fornita dalla NASPI.

Va analizzata la specifica situazione, e non sempre la NASPI è compatibile con il lavoro. In linea generale infatti la regola prevede che con l’inizio di un nuovo lavoro termini in automatico alla ricezione dell’indennità, prevista appunto per chi si trova in una situazione di disoccupazione.

Sono previste inoltre alcune sanzioni di tipo amministrativo se il soggetto che percepisce l’indennità di disoccupazione NASPI in realtà stia lavorando, come dipendente, anche senza un contratto a regolamentare il rapporto di lavoro. Si tratta di sanzioni a carico del lavoratore, ma che possono coinvolgere anche il datore di lavoro. Vediamo in questo articolo come funziona la compatibilità della NASPI insieme al lavoro occasionale.


Naspi: cos’è e come funziona

La NASPI, ovvero l’indennità di disoccupazione, è un’erogazione mensile che viene garantita ai lavoratori che perdono il lavoro. Entrando in uno stato di disoccupazione, e presentando apposita richiesta all’INPS, è possibile accedere a questa particolare indennità.

Questa forma di sostegno economico è rivolta a chi aveva un rapporto di lavoro di tipo subordinato, e ha perso successivamente in modo involontario la propria occupazione. Sono inclusi tra gli aventi diritto di accedere a questa indennità anche gli apprendisti, e i soci di cooperative, purché si siano trovati in un rapporto di lavoro di tipo subordinato. Sono inclusi i dipendenti determinati delle amministrazioni pubbliche e il personale artistico.

La NASPI è un’erogazione mensile da richiedere subito, appena si perde il lavoro in modo involontario. Si tratta di una di quelle misure che quest’anno è stata ampiamente richiesta anche a causa della situazione lavorativa di moltissimi italiani con l’arrivo della pandemia.

In linea generale la normativa prevede che la NASPI venga erogata dall’ottavo giorno successivo a quando finisce il rapporto di lavoro. Si tratta di una erogazione mensile che corrisponde come durata ad un tempo stabilito da un calcolo, come spiega l’INPS:

“La NASpI è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi quattro anni.”

L’erogazione della NASPI prevede un’indennità economica del 75% rispetto al pagamento mensile fornito dall’azienda, che va poi riducendosi nel tempo. Questa erogazione viene sospesa nel caso in cui il soggetto trovi un nuovo impiego.

Naspi e lavoro: quando è possibile

La normativa prevede che questa particolare erogazione INPS venga sospesa quando il soggetto trova una nuova occupazione, con un tipo di contratto di lavoro subordinato, ma non superiore a 6 mesi. Lo stesso accade per una nuova occupazione anche in paesi diversi dall’Italia, ma appartenenti all’Unione Europea.

Tuttavia il lavoratore va a perdere il diritto a ricevere l’erogazione quando non si trova più in stato di disoccupazione, incluso se inizia una nuova attività autonoma. Il soggetto è tenuto a comunicare all’INPS il cambiamento, entro un mese dall’inizio del lavoro. Tuttavia è possibile continuare a ricevere la NASPI nel momento in cui si svolge un lavoro di tipo autonomo e occasionale.

La stessa condizione è confermata anche da una circolare dell’ente previdenziale, che specifica che alcuni tipi di attività di lavoro possono andare di pari passo con la ricezione dell’indennità di disoccupazione. Ci sono diversi casi in cui è possibile ricevere la NASPI lavorando, è uno di questi riguarda l’esistenza di prestazione di lavoro di tipo occasionale.

In particolare l’INPS prevede che la naspi possa ancora essere erogata normalmente in queste situazioni:

  • Il soggetto interessato presenta di compensi da borse di studio, stage e tirocini, oppure redditi derivati dall’attività sportiva dilettantistica;
  • Il soggetto riceve compensi da prestazione di lavoro di tipo occasionale, con importo annuale che non supera i 5.000 euro;
  • Casi particolari in cui i redditi derivano da attività professionale di liberi professionisti iscritti a casse specifiche;
  • Casi particolari in cui redditi derivano dallo svolgimento di attività di tipo amministrativo di consiglio o sindaco di società.

Naspi e lavoro occasionale

Può accadere che il soggetto disoccupato che sta ricevendo la NASPI incominci in concomitanza alcune attività che può svolgere in modo occasionale e di tipo autonomo. Si tratta di attività che non sono correlate un vero e proprio lavoro di tipo subordinato, e soprattutto hanno un reddito tale da non comportare la sospensione dell’indennità di disoccupazione, perché si trova ad essere inferiore di 5.000 euro.

In questo caso il soggetto può continuare a richiedere la NASPI secondo le normative previste:

“Ammessa la possibilità di acquisire prestazioni di lavoro occasionali, intendendosi per tali le attività lavorative che danno luogo, nel corso di un anno civile per ciascun prestatore, con riferimento alla totalità degli utilizzatori, a compensi di importo complessivamente non superiore a 5.000 euro.”

Questo significa che nel momento in cui il soggetto opera in modo autonomo occasionale, può continuare a ricevere la prestazione INPS a sostegno del reddito, non gli verrà né sospesa né annullata. Va ricordato però che nel caso in cui il soggetto raggiunge l’età pensionabile, si attiva automaticamente la ricezione della pensione, non è in questo caso possibile ricevere ulteriormente l’indennità di disoccupazione.

Sanzioni per la ricezione indebita dell’indennità

Il soggetto che si trova in uno stato di disoccupazione e percepisce NASPI può incorrere a sanzione nel momento in cui viene nuovamente impiegato in un lavoro dipendente, o avvia un’attività autonoma remunerativa, e non lo comunica all’INPS, continuando a percepire l’indennità.

In questo caso sono previste delle sanzioni, perché il lavoratore che non comunica l’avvenuto cambio dello stato di disoccupazione può incorrere in multe che possono arrivare anche al datore di lavoro stesso. In particolare si tratta della situazione per cui il soggetto continua a percepire la NASPI pur lavorando in nero per un datore di lavoro.

Il datore di lavoro può incorrere in sanzioni anche di ingente entità, e anche il lavoratore stesso rischia delle multe. In linea generale l’indennità di disoccupazione è pensata per chi si trova in uno stato di disoccupazione involontaria, e se da un lato ammette la concomitanza di un lavoro come quello relativo alle prestazioni occasionali, dall’altro non è possibile ricevere queste indennità lavorando in modo continuativo.

Si tratta in questo caso di violazione delle norme previste, e le sanzioni partono dal primo giorno da cui viene accertata l’azione illecita.


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Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

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