Sei un Marketer, e stai pensando al tuo nuovo progetto di business? Pensi che la gestione di un magazzino fisico possa schiacciare la tua attività? In questi casi devi pensare alla possibilità di vendere con un E-commerce che opera con modalità dropshipping.

Si tratta di un sistema di vendita ove la merce viene spedita al cliente direttamente dal fornitore. Il rivenditore vende il prodotto senza avere la disponibilità dei beni, che vengono ordinati direttamente al fornitore. Sostanzialmente si vende qualcosa senza i costi legati alla gestione di un magazzino fisico.

La possibilità di vendere in dropshipping è una delle possibilità offerte dall’E-commerce. Negli ultimi anni tantissimi marketer hanno avviato una attività di vendita di beni con modalità dropshipping sfruttando i canali di vendita online più famosi. Mi riferisco in particolare ai seguenti:

  • Amazon;
  • Shopify;
  • Alibaba, etc.

Considera, inoltre, che la generalità dei clienti non viene a sapere che operi in dropshipping. Infatti, grazie alla spedizione private label, la merce può partire dal fornitore riportando il tuo indirizzo e contenendo la Fattura già personalizzata per il tuo negozio E-commerce. Di seguito analizziamo, quindi, come funziona la modalità di vendita in dropshipping di un E-commerce e qual è la sua disciplina fiscale.


DROPSHIPPING: IL FUNZIONAMENTO


Che cos’è la vendita in dropshipping?

Il dropshipping è una formula di vendita grazie alla quale l’impresa che svolge l’attività di E-commerce vende i  prodotti senza averli fisicamente in magazzino. Conclusa la vendita essa inoltra l’ordine al fornitore (c.d. “dropshipper“) convenzionato il quale provvede a:

  • Spedire i prodotti al cliente finale;
  • Emettere fattura nei confronti del dropshipper.

Le procedure da adottare dipendono, principalmente, dal Paese di stabilimento (di localizzazione) della società di E-commerce e dal Paese di invio dei beni. La logistica dell’operazione, ivi comprese le attività di stoccaggio, di imballo e di spedizione del prodotto sono a carico del fornitore (appunto il “dropshipper“). Questa modalità di vendita può rappresentare un grande vantaggio per il marketer (venditore). Infatti, non dover gestire direttamente il magazzino prodotti significa non dover immobilizzare liquidità.

Il magazzino rappresenta liquidità immobilizzata dell’azienda.

Senza doverti occupare della gestione del magazzino, oltre ad avere maggiore liquidità a disposizione, eviterai problemi di rotazione dei prodotti ed invenduto. Il dropshipping, grazie alle sue modalità di transazione, garantisce ai marketer che ne fanno uso, un notevole risparmio di tempo e denaro.

Nel seguito ci si limita a prendere in considerazione il caso di società di E-commerce localizzata in Italia.

Quali i passaggi della vendita in E-commerce?

Il marketer che effettua vendita in dropshipping deve seguire l’applicazione di un preciso schema applicativo. Questo schema prevede la redazione di un contratti di collaborazione commerciale tra il dropshipper (fornitore) e il marketer (gestore del sito di E-commerce). Questi contratti sono legati alla gestione ed evasione degli ordini, nonché alle commissioni applicabili dal gestore del portale sui prodotti da lui venduti.

drop shipping

In particolare, lo schema del Dropshipping è il seguente:

  • Il  Marketer tramite il suo sito di E-commerce raccoglie l’ordine del cliente finale e il corrispettivo per il prodotto ordinato;
  • Il Marketer comunica telematicamente l’ordine ricevuto al proprio fornitore (Dropshipper);
  • Il Dropshipper prepara, imballa e invia le merci ordinate all’indirizzo dell’acquirente. L’invio avverrà indicando sulla confezione il nome o il logo dell’impresa di E-commerce, come se l’invio fosse stato effettuato direttamente dal Marketer;
  • Il Marketer pagherà al produttore il prezzo di listino\catalogo del bene, trattenendo per sé la differenza rispetto al prezzo di vendita al pubblico.

Questa tipologia di contratto commerciale può rivelarsi molto vantaggiosa per l’impresa di E-commerce.

Il rapporto tra il venditore ed il dropshipper

Questa, infatti, risulta essere esonerata da una serie di adempimenti e responsabilità. Come contropartita, inevitabilmente, il Marketer rinuncia ad una parte degli introiti che potrebbe generare qualora decidesse di vendere in totale autonomia. Chi opera in dropshipping perde il controllo diretto di una parte importante dei passaggi di vendita. Con essi non vi è la possibilità di poter verificare direttamente i prodotti e la gestione dei resi. In ogni caso, a fare la differenza è il rapporto tra Marketer e Dropshipper. Più questo rapporto è stretto più sarà facile per il Marketer arrivare alla vendita dei prodotti.

La collaborazione costante tra questi due soggetti permette la rapida comunicazione di tutte le informazioni utili sul prodotto:

  • Codici di vendita;
  • Caratteristiche tecniche;
  • Metodi di conservazione;
  • Catalogo e foto dei prodotti;
  • Materiale pubblicitario;
  • Ogni altro elemento utile alla vendita del prodotto.

Gestione del software di dropshipping

Aspetto molto importante è la gestione del software. Avere un software di gestione integrato tra dropshipper e ed E-commerce è un aspetto fondamentale. Per l’esperienza dei clienti che seguo, avere un software preciso e performante è uno degli aspetti che portano al successo. Ricorda che il fornitore\produttore è direttamente responsabile per:

  • Danni dovuti a cose o persone dovuti a difetti del prodotto;
  • Danni dovuti all’utilizzo dello stesso da parte degli acquirenti o  consumatori finali.

Il contratto di dropship deve indicare come sono regolati questi aspetti ed in quali termini. In particolare:

  • Le tipologie di spedizione;
  • La tempistica e i costi indicativi, fissando dei termini, a carico del fornitore\produttore, per l’invio dei prodotti entro una certo tempo dal ricevimento dell’ordine.

Come trovare i fornitori per il dropshipping?

Un aspetto solitamente problematico per chi effettua operazioni di dropshipping è individuare eventuali fornitori per la vendita dei prodotti. La problematica comune è che i fornitori sul mercato sono sempre gli stessi per tutti. Per questo motivo, spesso, l’unica alternativa a disposizione è la competizione sul prezzo. Per questo motivo trovare fornitori diversi dalla concorrenza può essere un elemento di vantaggio competitivo.

Vediamo, quindi, alcuni consigli per individuare i tuoi fornitori per il tuo dropshipping.

  • UTILIZZA IN MODO PIENO I MOTORI DI RICERCA – Grossisti e dropshipper non si trovano guardando nella prima pagina di Google. Se digiti la parola “grossista abbigliamento“, sarà difficile riuscire a trovare il fornitore che fa al caso tuo se non cerchi in tutte le pagine offerte dalla ricerca.
  • NON FERMARTI ALL’APPARENZA – I fornitori tendono anche ad avere siti obsoleti, in stile “fine anni ’90”. Non farti spaventare se design e layout lasciano a desiderare. Se un sito elegante e moderno può essere indice della qualità del fornitore, per contro, non è detto che ad un sito scadente corrisponda un fornitore scadente.
  • UTILIZZA NELLA RICERCA SUL WEB TUTTI I TERMINI POSSIBILI – Quando cerchi i fornitori, non fermarti a ricerche generiche. Ad esempio non cercare su Google solo “grossista”. Assicurati, invece, di utilizzare altri possibili termini di ricerca, come “distributore”, “rivenditore”, “ingrosso”, “magazzino”, “fornitore”, ecc.

Solo così potrai trovare il fornitore giusto per te!

Come fare dropshipping su Amazon?

Fare dropshipping su Amazon non è molto diverso dal fare dropshipping sul proprio store. Per prima cosa occorre aprire un account da venditore su Amazon e caricare i tuoi prodotti. Amazon ha una regolamentazione delle vendite in dropshipping, in particolare è vietato rivendere su Amazon prodotti acquistati da un altro rivenditore online e recapitarli al consumatore con le sue credenziali, così come non si possono spedire ordini con distinte d’imballaggio, fatture, confezioni esterne e qualsiasi altra documentazione che riporti informazioni di contatto diverse da quelle presenti all’interno del proprio profilo Amazon da venditore. 

Per le spedizioni dovrai utilizzare la Logistica di Amazon, in particolare, il prodotto deve arrivare a un centro logistico Amazon prima di essere spedito all’acquirente.

Dopo aver creato il tuo account da venditore dovrai scegliere un piano di vendita adatto alle tue esigenze

  • Individuale da scegliere se prevedi di vendere meno di 40 prodotti al mese, senza particolari necessità logistiche. I costi legati a questo piano si limitano a una commissione di 0,99€ su ogni articolo venduto. Per pubblicare le tue offerte di vendita, potrai caricare un solo articolo per volta.
  • Professionale per coloro che hanno un business avviato. Il canone del piano Professionale è di 39 euro al mese, mentre non sono previste le commissioni di chiusura che Amazon richiede sui prodotti appartenenti alla categoria Media. Potrai caricare diverse offerte.

Le commissioni di Amazon variano a seconda del tipo di prodotto spedito, variano dal 10% al 15%.

  • A questo punto, puoi accedere al pannello Seller Central e inserire:
  • Carta di credito
  • Numero di telefono
  • Dati sulla tua azienda
  • Informazioni sulla persona di riferimento principale
  • Informazioni sui titolari effetivi
  • Dati bancari

Successivamente puoi caricare i tuoi prodotti.

  • Amazon quando riceve un ordine per un tuo prodotto ti invia una email e un notifica sul tuo pannello Seller Central. A quel punto tu dovrai contattare il tuo fornitore in dropshipping e far spedire la merce. Quando il cliente riceve la merce, l’importo che ti è dovuto viene depositato sul tuo conto bancario al netto delle commissioni di Amazon.

Tra i vantaggi di fare dropshipping su Amazon c’è quello di poter svolgere la tua attività senza grandi costi, in primis quelli legati al possesso e gestione di un magazzino e sulla spedizione della merce. E’ un compito che svolgerà il grossista dei prodotti che deciderai di esporre all’interno del tuo profilo Amazon ma anche quello di poter sfruttare la visibilità di Amazon.


DISCIPLINA FISCALE


Il contratto di dropshipping da un punto di vista fiscale rientra nella più grande categoria dell’E-commerce. In pratica, per l’impresa di E-commerce, l’utilizzo del dropshipping diventa una modalità di vendita, che non influisce sulla normativa fiscale che è chiamata a rispettare, ovvero quella dell’E-commerce. Se desideri approfondire questo tipo di disciplina, troverà molto utile leggere la nostra guida: “E-commerce: guida alla disciplina fiscale“. In questa guida puoi trovare tutta la normativa fiscale aggiornata. In questa sede, invece, mi dedicherò a riassumere i passi da intraprendere per avviare questo tipo di attività, da parte dell’impresa di E-commerce.

Come si avvia fiscalmente un’attività di E-commerce in dropshipping?

Se desideri avviare un’attività economica in dropshipping devi seguire la seguente procedura. I passi seguenti sono quelli previsti dalla normativa fiscale ed amministrativa sull’argomento.

APERTURA DELLA PARTITA IVA PER DROPSHIPPING

Il primo adempimento è l’apertura della partita IVA. Presta attenzione al fatto che questa attività non può essere gestita con prestazioni occasionali. La vendita online è sempre considerata attività imprenditoriale. Questo significa che sei obbligato ad operare con partita IVA. Il tutto, indipendentemente, dal volume di vendite che otterrai nell’anno.

Nella partita IVA devi indicare il luogo ove eserciterai l’attività, ma soprattutto il codice attività. Il Codice Attività ATECO da utilizzare per il dropshipping è il seguente:

Codice Ateco 47.91.10 – “Commercio al dettaglio di prodotti via internet

ISCRIZIONE ALLA REGISTRO IMPRESE DELLA CAMERA DI COMMERCIO

Il secondo adempimento è l’iscrizione al Registro Imprese tenuto presso la Camera di Commercio della provincia competente. Questo obbligo comporta il pagamento di un diritto di iscrizione annuale di importo variabile.

ISCRIZIONE PREVIDENZIALE ALLA GESTIONE COMMERCIANTI

L’attività di E-commerce in Dropshipping è considerata attività commerciale. Per questo motivo l’INPS richiede obbligatoriamente l’iscrizione alla gestione previdenziale dei Commercianti.

PRESENTAZIONE DELLA SCIA IN COMUNE

La SCIA è la segnalazione certificata di inizio attività. Senza questo documento non è possibile avviare concretamente l’attività. La SCIA si presenta allo sportello delle attività produttive (SUAP) del tuo Comune. Ovvero il Comune ove hai deciso di operare. La pratica si presenta con modalità telematiche e comporta il pagamento di diritti e bolli.

LA SCELTA DEL REGIME FISCALE DA APPLICARE

Con l’apertura della partita IVA sei chiamato anche a scegliere il tuo regime fiscale. Solitamente se avvii una nuova attività economica può essere conveniente operare con il cd “Regime forfettario“. Si tratta di un regime fiscale di vantaggio introdotto dalla Legge n. 190/14. Questo regime fiscale ha il vantaggio di avere una tassazione ridotta ed anche una contribuzione molto vantaggiosa.

Tuttavia, non è possibile dedurre analiticamente i costi sostenuti. Questo significa che tutte le fatture dei fornitori non potranno essere dedotte dal tuo reddito. Quello che voglio farti capire è che operando in dropshipping la scelta del regime fiscale Forfettario non è sempre la migliore. Anzi, molto spesso il regime fiscale ordinario è più conveniente. Questo in quanto tale regime consente la deduzione analitica dei costi.

L’IMPORTANZA DI UNA CONSULENZA FISCALE SPECIFICA

Tantissimi software di gestione del dropshipping mettono a disposizione servizi di fatturazione. Quello che ti consiglio è di fare attenzione!

Questi servizi devono essere gestiti con l’ausilio del tuo consulente fiscale di fiducia. Senza un consulente fiscale (dottore commercialista) rischierai di commettere errori. L’attività dell’E-commerce in dropshipping deve essere gestita fiscalmente in modo automatico, ma in relazione al regime fiscale migliore per te.

Per questo motivo, la prima cosa da fare è scegliere assieme al tuo consulente il tuo regime fiscale. Successivamente potrai capire la corretta modalità di fatturazione. Se hai bisogno di un consulente fiscale che abbia esperienza in questo settore, non esitare, al termine della guida troverai il link per metterti in contatto con me!

Assieme al mio staff potrai avere consigli, consulenza, e realizzazione di un business plan per l’avvio della tua attività di E-commerce.

La modalità di fatturazione nel dropshipping

La modalità di fatturazione delle operazioni nel dropshipping avviene con le stesse modalità di un negozio di E-commerce. In questo caso il dropshipper (fornitore dei beni), emette fattura per i propri prodotti venduti all’impresa di E-commerce. L’E-commerce registra la fattura di acquisto, ed allo stesso tempo emetterà le fatture per le cessioni ai clienti finali.

Localizzazione del consumatore finale e del produttore in Italia

Procedura di fatturazione:

  • La società di E-commerce cede la merce al consumatore finale italiano e applica l’Iva italiana (emissione di fattura elettronica con Iva o semplice annotazione nel registro dei corrispettivi);
  • L’impresa produttrice italiana emette fattura elettronica con Iva nei confronti della società di E-commerce italiana e invia la merce al consumatore finale italiano.

Localizzazione del consumatore finale: altro Paese Ue (ad esempio: Germania) e produttore in Italia

La Direttiva 2017/2455/Ue del 5 dicembre 2017, con effetto a partire dal 1° luglio 2021, estende il sistema MOSS – Mini One Stop Shop, già operante per i servizi elettronici B2C, alla vendita on line di beni fisici. In virtù di tale sistema, l’impresa italiana venditrice:

  • Emette fattura nei confronti dei consumatori di altro Paese UE applicando l’Iva del Paese di residenza degli stessi;
  • Presenta all’Agenzia delle Entrate italiana una dichiarazione Iva trimestrale, distinguendo i corrispettivi e l’Iva a seconda del Paese Ue di riferimento;
  • Versa l’Iva così applicata all’Agenzia delle Entrate italiana, la quale provvede a rigirarla ai Paesi di spettanza (al netto di un eventuale compenso a titolo di rimborso delle spese di riscossione).

E’ stata fissata una soglia minima comunitaria di euro 10.000, sino alla quale il venditore è abilitato ad applicare  l’Iva del proprio Paese, salvo rinuncia a tale agevolazione e esercizio dell’opzione per l’applicazione dell’Iva del Paese del consumatore finale.

Caso sotto soglia
  • La società di E-commerce cede la merce al consumatore finale tedesco e applica l’Iva italiana (emissione di fattura con Iva o semplice annotazione nel registro dei corrispettivi);
  • L’impresa produttrice italiana, in tale evenienza non sarebbe abilitata ad emettere fattura elettronica per operazione non imponibile articolo 58 del D.L. n. 331/93. Essa dovrebbe emettere fattura elettronica con Iva. Tale interpretazione è basata sull’opinione che l’applicazione dell’articolo 58 del Dl n. 331/1993 nei confronti del soggetto promotore dell’operazione triangolare sia condizionata al fatto che quest’ultimo possa applicare l’articolo 41 del Dl n. 331/1993 nei confronti del cliente finale. La formulazione letterale dell’articolo 58 porterebbe invece a una diversa interpretazione. In conclusione, l’interpretazione sopra formulata, pur discutibile,  è indubbiamente impostata a criteri di prudenza ed quindi da preferire. In tale ambito, l’impresa produttrice italiana emette fattura elettronica nei confronti della società di E-commerce, con applicazione dell’Iva italiana.
Caso sopra soglia
  • La società di E-commerce apre una posizione Iva in Germania e invita l’impresa produttrice italiana a emettere fattura nei confronti della società di E-commerce – posizione Iva tedesca;
  • La società di E-commerce – posizione Iva tedesca, cede la merce al consumatore finale tedesco e applica l’Iva tedesca (in base alla normativa interna di tale Paese);
  • L’impresa produttrice italiana emette fattura per operazione non imponibile articolo 41, co. 1, lett. a)  del D.L. n. 331/93 nei confronti della società di e-commerce – posizione Iva tedesca, invia la merce al consumatore finale tedesco e svolge la procedura cessioni intracomunitarie (annotando la fattura sul registro fatture emesse, presentando il Modello Intra cessioni; inserendo l’operazione nella comunicazione mensile delle operazioni transfrontaliere (“esterometro”) o trasmettendo la fattura allo SDI con il codice destinatario XXXXXXX, reperendo e tenendo agli atti le prove di cessione intracomunitaria.

Localizzazione del consumatore finale in Paese extra Ue (ad esempio: Svizzera)

  • La società di E-commerce cede la merce al consumatore finale svizzero e dichiara la stessa per l’esportazione definitiva dall’Italia, sulla base di fattura per operazione non imponibile articolo 8, co.1, lett. a) del DPR n. 633/72;
  • L’impresa produttrice italiana emette fattura elettronica per operazione non imponibile articolo 8, co. 1, lett. a) del DPR n. 633/72 – operazione triangolare, nei confronti della società di e-commerce e invia la merce al consumatore finale svizzero;
  • Entrambe le imprese italiane devono comprovare che la merce è effettivamente uscita dal territorio comunitario (a mezzo risultato di uscita ottenuto accedendo al sito dell’Agenzia delle Dogane ed eseguendo la prevista interrogazione a mezzo MRN; l’impresa produttrice italiana potrebbe provare l’esportazione a mezzo fattura vistata dalla Dogana di esportazione).
  • L’ operazione di importazione definitiva in Svizzera sarà eseguita a spese di uno dei due ultimi soggetti intervenuti nell’operazione, in base alle condizioni di resa Incoterms pattuite tra le parti. In genere, l’impresa produttrice italiana vende con la condizione di resa DAP (reso NON sdoganato all’importazione) e la società di e-commerce vende con la condizione di resa DAP o DDP (sdoganato all’importazione).
  • L’operazione di importazione in Svizzera viene eseguita in base alla fattura emessa dalla società di e-commerce.

Al riguardo occorre tenere presente che, a partire dal 1° gennaio 2019,  la normativa Iva svizzera prevede che nel caso di operatori economici esteri che importano in Svizzera beni di esiguo valore e cioè beni che all’atto dell’importazione in Svizzera generano un’Iva svizzera non superiore a 5 franchi svizzeri, ove il valore complessivo di tali importazioni superi la soglia di 100.000 franchi svizzeri l’anno, l’operatore economico estero deve aprire una posizione Iva in Svizzera a mezzo di rappresentante fiscale. In caso di supero della soglia di 100.000 franchi svizzeri / anno per l’importazione di beni di valore irrisorio:

  • La Dogana svizzera continua a non applicare l’Iva;
  • L’impresa italiana, mediante la partita Iva aperta in Svizzera, deve provvedere ad applicare l’Iva svizzera nei confronti dei clienti svizzeri.

Le operazioni triangolari Iva

Quando l’operazione di dropshipping viene eseguita tra soggetti residenti in Stati diversi, la stessa può essere ricondotta nel novero delle  “operazioni triangolari IVA“. Un’operazione triangolare è un’operazione nella quale:

  • Intervengono contemporaneamente tre operatori economici diversi, situati in diversi Stati comunitari o extra-comunitari;
  • I beni sono oggetto di due distinti contratti di cessione;
  • Per realizzare le due diverse cessioni si effettua un unico movimento di beni.

La particolarità delle operazioni triangolari, quindi, riguarda l’unicità dell’operazione rispetto a tutti i soggetti coinvolti. E’ fondamentale, quindi, che il bene oggetto delle vendita sia consegnato direttamente dal primo cedente al cessionario o destinatario finale. Per esserci operazione triangolare il bene deve transitare senza entrare nella disponibilità materiale del primo cessionario (ovvero il sito di E-commerce).

Per una visione complessiva delle operazioni triangolari Iva ti lascio a questo articolo: “Operazioni triangolari IVA: guida“.

Fatturazione di operazione triangolare extracomunitaria

Ipotizziamo che una società italiana (IT1) stipuli un contratto di dropshipping con una società avente sede in Cina (CN1). La società cinese si occuperà di spedire i prodotti ai clienti della società italiana. Ipotizziamo anche che la società italiana venda un bene ad un soggetto tedesco (DE1). La società italiana, quindi, da ordine al soggetto cinese di inviare la merce in Germania a mezzo corriere.

Triangolazione dropshipping
Triangolazione dropshipping

Per quanto riguarda gli obblighi di fatturazione la società italiana non realizza un’operazione intracomunitaria. Infatti, la merce non proviene da uno Stato membro.

La società italiana non compie nemmeno una cessione all’esportazione (non imponibile ai sensi dell’articolo 8 del DPR n 633/72), poiché la merce non è comunitaria. Da un punto di vista IVA la società italiana realizza un’operazione “fuori campo Iva“.

La società è tenuta ad emettere una fattura al soggetto tedesco, ai sensi dell’articolo 7 del DPR n. 633/72. Questo in quanto la merce è situata al di fuori dello Stato. Sarà, quindi, il soggetto tedesco ad assolvere l’IVA all’atto dell’importazione della merce.

Il soggetto italiano riceverà poi la fattura dal soggetto cinese che dovrà registrare esclusivamente in contabilità generale, non essendo, questa fattura un documento valido ai fini IVA in Italia, non essendoci alcuna importazione dei beni nel nostro Paese.


Vantaggi e svantaggi del dropshipping


Dopo aver visto come funziona il meccanismo del Dropshipping, avrai già capito quali sono i vantaggi di questa modalità di vendita. In particolare, possiamo definire vantaggi del Dropshipping i seguenti:

  • Riduzione dei costi legati al magazzino e alla spedizione della merce;
  • Minori rischi imprenditoriali.

Insomma, il Dropshipping sembrerebbe essere la modalità di vendita ideale per quanti di voi possiedono già un sito di e-commerce avviato. Tuttavia, non è così semplice come può sembrare: per riuscire in questo business è fondamentale trovare un Dropshipper valido, che abbia prodotti di qualità, buoni prezzi che possano consentire anche all’impresa di e-commerce di generare un margine. Inoltre, la puntualità nelle spedizioni, l’imballaggio e la corretta gestione dei resi saranno fondamentali per fare in modo che un vostro potenziale cliente torni ad effettuare acquisti nel vostro sito.

Una volta individuato un buon Dropshipper è fondamentale individuare i prodotti che, più di altri, riescano ad avere un buon mercato di vendita. Prodotti sui quali poter realizzare un buon margine di guadagno per singolo articolo venduto.

Questa è la base per avviare l’attività, tutto il resto riguarda la promozione, il marketing, e i social network. Ricordati che la concorrenza nel mondo del web è infinita. Riuscire a vendere un prodotto, con migliaia di altri potenziali venditori, non è per niente semplice.

Piano di analisi delle vendite

Senza un accurato piano di analisi delle vendite, un’analisi della concorrenza e dei prodotti offerti la vostra attività di vendita potrebbe non avere il successo sperato.

Per questo motivo affidarvi a consulenti esperti diventerà un aspetto fondamentale per rendere il business unico, diverso dalla concorrenza e quindi riconoscibile per il cliente finale. Ricorda, se il tuo sito web è riconoscibile allora i clienti che ti hanno trovato si ricorderanno di te quando avranno bisogno di fare un nuovo acquisto.

Tutto questo non è facile, richiede lavoro costante, pazienza e tanta voglia di riuscire. I problemi da affrontare sono e saranno tanti.

Eventuali resi dai clienti, ordini smarriti e problemi che possono riscontrarsi in una normale attività di vendita, saranno all’ordine del giorno. E’ necessario lavorare sui prodotti, presentarli in modo convincente, intervenire nei titoli, nelle descrizioni, nella presentazione di ognuno di essi.

Customer care, diritto di recesso, assistenza al cliente non vanno dimenticate, iniziative di marketing per vendere più e meglio rappresenteranno sempre un costo ed un investimento che fa la differenza. In definitiva, il dropshipping può essere una buona opportunità quanto si riesce a trovare un singolo fornitore in possesso di un marchio forte e conosciuto, con il quale si riesce ad instaurare una partnership.

Il massimo che puoi ottenere è arrivare a chiedere l’esclusiva della vendita online dei suoi prodotti.

Un consiglio: sfrutta le tante realtà aziendali (produttori, grossisti, o negozianti), che hanno magazzini molto grandi e che hanno necessità di aumentare le proprie vendite, e che ancora non sono presenti online. Potrebbero facilmente diventare tuoi dropshipper.

Dropshipping: consulenza fiscale

In questo articolo ho cercato di indicarti tutta la normativa civilistica e fiscale che riguarda l’attività di E-commerce in dropshipping. Operare in dropshipping non è semplice. Oggi il mercato è pieno di concorrenza, quindi riuscire a trovare una nicchia di mercato profittevole è difficile.

Per questo motivo tantissime attività di dropshipping hanno vita breve. Il consiglio che posso darti è quello di affidarti sempre a professionisti esperti in vari settori che possano aiutarti a gestire la meglio l’attività.

Se cerchi un commercialista che possa aiutarti a gestire al meglio la tua attività, contattami! Segui il link seguente per metterti in contatto con me! Analizzerò la tua situazione per una consulenza e successivamente se vorrai potrai avere una consulenza fiscale continuativa annuale!

Commenti:
Considerata l’elevata quantità di commenti che ci arrivano ogni giorno è opportuno effettuare alcune precisazioni. Saranno pubblicati soltanto commenti che arricchiscono il testo dell’articolo con particolari situazioni, utili anche per altri lettori. Se non trovi il tuo commento pubblicato significa che abbiamo già fornito risposta al quesito e che, quindi, la risposta si trova nel testo dell’articolo o in altri commenti. Se comunque desideri una risposta o l’analisi della tua situazione personale, puoi contattarci attraverso il servizio di consulenza fiscale.

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Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

97 COMMENTI

  1. L’articolo è fatto molto bene e rispecchia la trafila che ho dovuto seguire io per l’apertura della mia attività. La mia esperienza con il dropshipping è stata molto positiva, anche se in un settore particolare come quello per adulti e anche se ero abbastanza dubbiosa all’inizio ho avviato il mio sexy shop online in dropshipping, fortunatamente ho trovato una società seria con cui collaborare in franchising sexxxyshop.it , mi hanno fornito tutti gli strumenti di vendita, prodotti e supporto informatico essendo più una commerciale che non un informatica :)) ho aperto la società e la mia posizione alla camera di commercio e ora grazie anche ad amazon, groupon e ebani mi sono attestata sui 15 ordini giornalieri e riesco a guadagnare pur applicando un ricarico minimo 230€ al giorno.

  2. Salve, la ringrazio per aver lasciato il suo commento e la sua esperienza personale. Potrebbe essere interessante sapere se il ricarico che applica sui prodotti è deciso da lei oppure se è imposto dalla società che le fornisce i prodotti.

  3. Riguardo questa modalità di vendita vorrei sapere come comportarsi nei casi in cui il mio fornitore all’ingrosso sia residente fuori dall’ UE.

    Le mie perplessità riguardano principalmente l’assolvimento degli obblighi iva.

    La mia circostanza sarà la seguente:

    Io società italiana che vende ad altri paesi della CE ed extra CE .
    Vendendo in paese dell’ UE e non in Italia dovrei emettere fattura senza iva perchè poi l’obbligo di eventuali dazi e iva sarebbero da attribuire al cliente finale?

    si tratterebbe di prodotti che non vengono spediti con corrieri espresso ma con posta di stato economica ma comunque tracciabile.

    nel caso dovessi esser io ad occuparmi degli obblighi iva come dovrei gestirla ?

    I commercialisti che ho consultato affermano che per esser in regola con gli obblighi iva dovrei procurarmi la bolla doganale di ogni transazione per dimostrare che l’iva su quei prodotti sia state effettivamente corrisposta. è un’affermazione corretta?
    mi sembra un adempimento impossibile .

    ed in piu’ come potrei io dimostrare o procurarmi questa bolla doganale per ogni singolo stato , e come dovrei comportarmi per quei pacchi che passano senza imposizioni in quanto considerati sotto franchigia?

    vorrei intraprendere questo genere di attività , ma non prima di essermi adeguatamente informato per far tutto in regola.

  4. Salve, quello che le hanno detto i commercialisti che ha consultato è corretto. Quando si effettua la cessione di un bene in E-commerce indiretto in altro Paese UE è necessario avere prova (sufficiente una comunicazione dell’acquirente che accerti che la merce è arrivata nel suo stato di destinazione) che il bene è uscito dai confini nazionali, in modo da poter emettere fattura non imponibile ai sensi dell’articolo 41 del D.L. n. 331/93. Mentre quando la vendita è verso Paese Extra-UE è necessario avere prova della bolla doganale, in modo da emettere fattura non imponibile articolo 8 del DPR n. 633/72. In mancanza di questi elementi la fattura deve essere emessa con Iva. Questa disciplina riguarda la vendita verso altri operatori economici.
    Quando, invece, la vendita riguarda privati, deve essere emessa fattura con Iva Italiana. Tuttavia, se si superano alcuni limiti di vendita stabiliti da ciascun Paese, è necessario identificarsi in quel Paese per emettere fattura con Iva di quel Paese. Per approfondire le consiglio di leggere questo nostro contributo dedicato alla disciplina dell’E-commerce (Disciplina fiscale dell’E-commerce). Se vuole avviare questa attività chieda il consulto di un commercialista esperto di ecommerce.

  5. salve innanzitutto grazie per la risposta, ma rileggendo la mia richiesta mi sono reso conto di non aver specificato bene la mia richiesta.
    La mia vendita e’ in modalità dropshipping.
    io vendo il prodotto sul mio sito (in italia), il compratore diciamo tedesco o francesce compra il mio prodotto;io compro ed affido la spedizione al mio dropshipper in China o comunque fornitore extra UE.
    Non posso emettere fattura con iva altrimenti alla dogana il mio cliente pagherebbe per una seconda volta quest’imposta.

  6. In questo caso sarà il soggetto francese o tedesco, in quanto acquirente, a pagare l’Iva in dogana, al momento dell’importazione dei beni dalla Cina. Lei dovrà emettere al soggetto acquirente (francese o tedesco), una fattura fuori dal campo di applicazione dell’Iva, ai sensi dell’articolo 7, e riceverà una fattura dal dproshipper cinese che dovrà semplicemente annotare in contabilità generale (non essendoci importazione del bene in Italia, non ci sono documenti rilevanti ai fini Iva).

  7. Salve, ho letto i vostri articoli ben fatti, ma che comunque non hanno risolto i miei dubbi e perplessità che già tre consulenti a cui mi sono rivolto non sono stati in grado di fare dandomi tre risposte e soluzioni differenti, il che mi sembra alquanto strano non trovare un punto d’intesa su tre diverse consultazioni, mi spiego e vado al dunque della mia esigenza e dubbio che riquarda i contributi INPS se obbligato a versarli oppure no, reggime fiscale a parte.
    Bene detto questo la mia richiesta è scaturita da un idea di due progetti differenti tra di loro da avviare entrambi o solo uno dei due ossia:

    1) Sito di e-commerce solo on-line con la modalità dropshipping con fonitori esteri prevalentemente EU e clienti finali in EU quindi negozio virtuale senza nessuna sede per la vendita se non quella legale;

    2) Sito internet che ospita diversi venditori, i quali pagano un abbonamento più una commissione sulle vendite, stile Amazon.

    La mia posizione attuale contributiva e fiscale è di dipendente a tempo pieno ed a tempo indeterminato di una società privata nazionale dalla quale ho già ricevuto il nulla osta per intraprendere questo tipo di seconda attività lavorativa.

    Quindi con dette premesse sono obbligato ad aprire un’altra posizione contributiva all’INPS?

    In attesa Cordiali saluti.

    Vincenzo

  8. Salve, non vedo perché a questa domanda trova dubbi o perplessità. Se lei è lavoratore dipendente a tempo pieno, quando avvia un’attività commerciale, come gli esempi che ha citato, non è tenuto alla contribuzione Inps per gli artigiani e i commercianti. A questo link del sito Inps trova direttamente il riferimento a quanto le ho detto.

  9. Quindi come contribuzione INPS non devo versare nulla sotto nessuna forma ed aliquota qualunque sia la dimensione del fatturato?
    Inoltre chiedevo se era possibile conoscere punto per punto con eventuali codici merciologici o simili i passi da fare per aprire un’attività di commercio on-line con modalità Dropshipping e se è necessario recarsi da un commercialista per farlo.
    Ultima cosa se potete farmi un preventivo di consulenza e gestione fiscale a distanza se è possibile farlo con i registri fiscali presso il vostro studio di consulenza?
    In attesa porgo cordiali saluti.
    Vincenzo

  10. Come le dicevo se lei è un lavoratore dipendente, ha già una contribuzione Inps, quindi non è tenuto a versare alla Gestione commercianti. Per tutto il resto le serve la consulenza di un Commercialista, per l’avvio dell’attività e per la gestione contabile. Vi servirà un budget per programmare la fase di start-up, la decisione se avviare in forma individuale o societaria, il regime fiscale da avviare, l’apertura del sito web e la gestione di tutta la regolamentazione, insomma non si tratta di aspetti che possono essere improvvisati. Per quanto riguarda questi aspetti siamo a disposizione per approfondimenti, ma non ci occupiamo di gestione contabile.

  11. Buongiorno,
    riguardi il dropshipping avrei una domanda a cui non sono ancora riuscito a trovare risposta. Sono in regime dei minimi, posso vendere in dropship dal mio sito in tutto il mondo? Intendo, in area UE so che non è un problema (almeno così credo) ma in area extra UE? Grazie, cordiali saluti.

  12. Il dropshipping ha un meccanismo particolare di funzionamento e di fatturazione, come avrà letto, tutto dipende da dove è situato il soggetto che gestisce il magazzino. Se il soggetto che gestisce il magazzino è in Cina, non ci sarà per lei nessuna cessione all’esportazione, visto che i beni si trovano già in Paese extra-UE.

  13. Il soggetto che ha il magazzino e spedisce è in Cina.
    Io, tra l’altro, acquisterei solo prodotti al di sotto dei €20 che, se non sbaglio, è il limite su cui non viene applicata la tassa doganale.

    In questo caso il dropship è fattibile in regime minimi, vendendo in area UE?

    Grazie

  14. Certamente, lei può vendere in tutto il mondo, in quanto non si realizza mai una cessione all’esportazione (vietata per i contribuenti minimi). La merce è spedita direttamente dal dropshipper al cliente finale, quindi, come indicato nell’esempio, lei emetterà una fattura non soggetta ad Iva al cliente finale e riceverà una fattura dal fornitore extra-UE che non avrà rilevanza ai fini Iva.

  15. Ottimo articolo, nel mio caso volevo sapere alcune cose in merito al dropshipping.
    Faccio un esempio, il produttore mi fornisce un listino di cellulari che mi venderà con fattura con il reverse charge, io come devo comportarmi per il prezzo da proporre ai miei clienti? Chi pagherà l’iva? Se il cliente finale vuole la fattura, devo applicare l’aliquota iva ordinaria? Sinceramente ho un pò di difficoltà a capire questo meccanismo del reverse charge applicato al dropshipping.
    Attendo anche un esempio chiarificatore. Grazie

  16. Se i cellulari li acquista lei e li rivende non è dropshipping. Per esserlo il cliente ordina dal suo catalogo a €.100, dove 90 è il prezzo del fornitore e €.10 la sua commissione. Il fornitore invia il bene e l’acquirente paga a lei i €. 100 della vendita. Poi lei riceverà fattura dal fornitore per i €. 90 di sua spettanza. Spero sia tutto chiaro adesso.

  17. Salve,innanzitutto volevo complimentarmi con le spiegazioni chiare che date,molto meglio di tanti commercialisti,con questo avrei due domande da fare diverse tra loro,ho il regime forfettario e sono venditore solo online, la prima domanda è la seguente:
    So che non sono soggetto ad iva,non la pago e non la scarico,acquisto in Francia dove il fornitore mi vende i prodotti senza iva,sul mio sito al mio cliente italiano devo presentare il prodotto con l’aggiunta dell’iva oppure no? Se la devo presentare e quindi fare pagare, nel registro dei corrispettivi devo inserire il totale della vendita prodotto più iva? Poi a fine anno come funziona quando presento quella vendita a livello fiscale? Quell’iva mi viene poi tolta o mi resta in tasca? Capisco la mia totale ignoranza e spero di una vostra delucidazione.
    Seconda domanda:
    A livello di dropshipping se il mio fornitore è ITALIANO mi presenterà i suoi prodotti da vendere ai miei clienti con l’IVA,una volta effettuata la vendita al mio cliente del prodotto,quindi prodotto+iva+commissione per me,a livello fiscale visto che c’è di mezzo l’IVA io come mi devo comportare?
    Grazie di cuore.

  18. Lei deve fare fattura al suo cliente finale, senza Iva, è in regime forfettario. Dovrà ricevere poi fattura dal fornitore francese, che non deve riportare Iva fino a quando lei non raggiunge la soglia di €. 10.000 di acquisti annui. La procedura indicata con fornitore italiano non è corretta. Lei ha seriamente bisogno di un commercialista che le indichi la corretta procedura da seguire in questi casi. Mi contatti in privato.

  19. Buongiorno,

    Grazie per eventuali risposte. Ecco la mia situazione di dropshipping:

    -Fornitore in Francia
    -Mia società in Spagna (di diritto spagnolo)
    -Miei clienti in Italia (privati)

    La merce va direttamente dal fornitore (Francia) al cliente (Italia).

    Devo applicare l’IVA?
    Oltre i €35.000 cambia qualcosa?

    grazie mille, siete i migliori
    Marco

  20. Salve Marco, lei ha due possibilità: 1) Identificarsi fiscalmente in Italia e applicare l’Iva italiana alle transazioni che effettua. 2) Aderire al Regime del Moss dalla Spagna, allo stesso modo dovrà pagare l’Iva in Italia per ogni cessione, ma con questo regime evita di doversi identificare in Italia, farà tutto in Spagna.

  21. Buongiorno, sono in procinto di avviare un’attività online che ricorda molto il modello da voi descritto di DROP-SHIPPING ma che a mio parere non vi rientra:
    – la società erogherà servizi B2B di promozione su piattaforma e-commerce di prodotti, gestione vendite, gestione spedizioni, gestione riscossioni
    – sul portale il prezzo del prodotto (PREZZO B) è dato dal ricavo del produttore (PREZZO A) + costo dei miei servizi al produttore e costi di spedizione (che sostengo io)
    – una volta ricevuto ordine da un cliente finale (e relativo pagamento PREZZO B) innesco il produttore
    – retrocedo al produttore ricavo di sua competenza (PREZZO A)
    – mando il corriere dal produttore a ritirare il prodotto per farlo recapitare all’acquirente finale
    – il produttore (è lui che vende il prodotto e NON io) fattura al cliente finale l’intero PREZZO B = PREZZO A + miei costi + spese di spedizione
    – fatturo al produttore la differenza PREZZO B – PREZZO A

    A vostro parere, il modello si addice a quello da voi descritto non essendo io un rivenditore?

  22. Il modello che lei descrive non è dropshipping. Il fornitore vende un bene ad un prezzo maggiorato delle sue commissioni? non vedo perché dovrebbe farlo, sinceramente. Se trova un fornitore disposto ad accettare l’operazione può farlo, ma non è dropshipping. Lei sta facendo un contratto di agenzia, ovvero un mandato senza rappresentanza, dovrebbe essere inquadrato come un agente di commercio. Faccia attenzione.

  23. Grazie. Esatto, il fornitore vende il bene ad un prezzo maggiorato delle mie commissioni e lo fa (sto trovando riscontri positivi) in quanto mi rivolgo a fornitori molto piccoli, che non hanno il tempo materiale per gestire spedizioni e per allargare il proprio mercato. Il modello mira ad espandere il loro mercato in altre regioni e non cannibalizzare il loro. Mi conferma dunque che l’inquadramento è quello di agente di commercio? Grazie mille

  24. Buongiorno sono Maurizio e mi complimento per l’ottimo servizio di consulenza da voi offerto .
    Nel mio caso faccio produrre e spedire dalla China i miei prodotti, quest’ ultimi verranno spediti negli USA dove una società americana gestirà la logistica,spediezioni e resi.
    I miei prodotti verranno venduti negli Stati Uniti .
    In questo caso come devo gestire l’Iva?
    Grazie mille per il vostro tempo

    Cordialmente
    Maurizio

  25. Complimenti per l’ottimo articolo.

    Approfitto della competenza e della cortesia per un paio di domande.

    Io ho partita iva come ditta individuale artigiana ed ho regime forfettario. Nel caso volessi aggiungere l’ateco 47.91.10 per vendere in dropshipping, cosa comporterebbe ciò da un punto di vista contributivo, visto che già pago i contributi come artigiana?

    Da un punto di vista fiscale invece? Attualmente l’ndice di redditività del mio ATECO è del 67%, come coesisterebbe con la indice di redditività del nuovo ATECO?

    Nel caso il mio fornitore fosse cinese ed i miei clienti italiani, come mi dovrei comportare con l’IVA?
    Io al cliente non dovrei metterla in fattura. Leggevo però che il fornitore cinese dovrebbe versare l’IVA, cosa che difficilmente succede, e che se il fornitore non la versa può essere richiesta dall’agenzia Delle entrate a me…Ho le idee un po’confuse a riguardo.

    Potrebbe chiarire la gestione dell’IVA in questo caso specifico, fornitore cinese e spedizione Delle merci in Italia, sia per chi come me è in regime forfettario sia per chi si trova in regime ordinario?

    Grazie

  26. Se la prevalenza della sua attività è quella artigianale, rispetto a commercio, rispetto a quella del commercio, non deve fare niente, altrimenti dovrà pagare i contributi alla gestione commercianti. Da un punto di vista fiscale dovrebbe separare i redditi delle due attività.

    In caso di regime forfettario lei fa fattura al cliente italiano senza iva in virtù dell’esenzione data dal regime. Riceverà fattura dal cliente cinese per la merce, che comprenderà anche l’Iva che il fornitore cinese paga alla dogana italiana quando importa la merce.

    Il procedimento è identico anche in regime ordinario, solo che la fattura al cliente italiano va con Iva.

    Sicuramente ha bisogno della consulenza di un Commercialista, se fa questo tipo di operazioni.

  27. Per attività prevalente si intende quella che fattura di più?
    Nel caso l’attività prevalente divenisse poi quella da commerciante dovrei versare alla cassa commercianti invece che artigiana?

    Come si può verificare che il fornitore cinese assolva realmente al pagamento dell’iva? si tratta di prodotti del valore di pochi euro (3/10 €) .
    Nel caso il fornitore cinese non assolva al pagamento, può essere un problema anche mio?
    grazie

  28. Nel momento in cui i beni passano la dogana lo spedizioniere per il fornitore o il fornitore stesso devono pagare l’Iva italiana, altrimenti i beni restano in dogana e non passano la frontiera. L’Iva è a carico del fornitore, che poi la riaddebita a lei nella sua fattura.

  29. Ma sicuro che pacchetti del peso di 100g con merce del valore di 3€ passino per la dogana?

    Nella fattura del fornitore Cinese deve essere espressamente indicata l’iva?

    in definitiva, se in qualche modo il cinese evade l’iva, io ci posso andare di mezzo?

  30. salve! sono residente italiano(non cittadino) e vorrei avviare un’attivita dropshipping utilizzando vari fornitori statunitensi che spediscono all’interno degli USA e non solo. specifico che l’attivita sara svolta attraverso uno semplice store ebay sul domenio .com ; adesso i dubbi sono:
    1-che tipo di partita iva aprire? ordinario? capisco che ha dei costi di mantenimento e tasse(quali saranno?) ma se l’attivita non rende? ; o forfettario? capisco che ci sono dei limiti ma riguardanti che cosa? la cifra d’affari o il guadagno? perche un primo buon anno e se generi 100.000$(che supererebbe i limiti del regime forfettario) di vendite cosa che ti portera un profitto di piu o meno 10.000$(che non supererebbe i limiti) dopo le commissioni
    2-come si pagano le tasse su questa attivita? l’operazione sarebbe: cliente mi paga attraverso paypal; io vado dal fornitore e acquisto il prodotto attraverso gift card e da la si avvia la spedizione.
    Non sono informato al 100% in campo legale in italia ma gli americani lo fanno senza problemmi

  31. Buonasera e complimenti per l’articolo esaustivo.

    Una domanda relativa ai contributi INPS : io sono lavoratore autonomo in partita iva (Agente di Commercio) , pertanto iscritto alla Gestione Commercianti INPS

    Devo tener conto di una nuova posizione contributiva, oppure no in questo caso specifico?
    Grazie

    Roberto

  32. Buonasera a tutti, appuriamo questa cosa: Io azienda italiana, se emetto fattura ad un cliente privato situato in germania di un articolo spedito da un dropshipper spagnolo , devo inserire l’IVA ?

    Grazie

  33. C’è una regola precisa che dice come lei deve emettere l’Iva ad un cliente privato UE. Per la risposta a quesiti di carattere personale c’è l’apposito servizio di consulenza online dedicato all’Iva, a questo link

  34. buongiorno,
    ho un quesito diverso da quelli sopra. Tramite Amazon ho acquistato per la mia società un computer da una società di Hong Kong ed ho ricevuto la fattura direttamente dal fornitore con addebito dell’iva italiana. Il mio commercialista, interpellato, non è riuscito a darmi una risposta su come registrare la fattura stessa in contabilità, lei mi può dare un’indicazione sulla procedura corretta?. (anche Amazon non mi ha dato risposta esaustiva).
    Grazie e cordiali saluti

  35. La fattura molto probabilmente riporta Iva italiana perché il fornitore ha stabile organizzazione in Italia. La fattura si registra come una qualsiasi fattura nazionale.

  36. Marco
    febbraio 27, 2017 at 14:55

    Buongiorno,
    Grazie per eventuali risposte. Ecco la mia situazione di dropshipping:
    -Fornitore Olandese
    -Mia società olandese(stabile organizzazione) con rappresentaza iva italiana
    -Miei clienti in Italia (privati)
    La merce va direttamente dal fornitore (olandese) al cliente (Italia).
    Il mio fornitore olandese deve applicarmi l’iva anche se la merce va un altro stato visto che il cliente finale e’ un privato?
    grazie mille, siete i migliori
    Alberto

  37. Il fornitore olandese emetterà fattura per la cessione intracomuniaria del bene effettuata. Il cliente italiano, invece, riceverà fattura con Iva 22% perché trattasi di cessione nazionale.

  38. Buonasera, propongo una piccola variazione alla domanda formulata dal sig. Marco:
    – Fornitore in Francia;
    – Mia società in Italia;
    – Miei clienti in Italia (privati);
    la merce va direttamente dalla Francia ai miei clienti in Italia.

    Come vanno trattate le due operazioni (due operazioni solo sulla carta)? sono entrambe non imponibili?
    La mia cessione è non imponibile ex-art 7- bis DPR633/72?

  39. Si tratta di due diverse operazioni Iva, la prima non imponibile Iva, in quanto acquisto intracomunitario, mentre la seconda è una cessione nazionale del bene da assoggettare ad Iva.

  40. Salve, complimenti per l’articolo.

    il mio caso:

    Sono residente a Londra.

    Marketer: Londra
    Dropshipping / Fornitore: Italia
    Clienti e Consegne: Italia

    come funziona in questo caso? Tasse in Italia? E p.iva inps etc?

    grazie

  41. Buonasera,
    leggevo questa risposta… e anche io sono nella situazione Dropshipping con fornitore Italiano.
    Vorrei meglio comprendere il discorso iva, quando faccio fattura ad un cliente PIVA (al privato è facile). Il Cliente PIVA, mi “contesta” la fattura in quanto non riportando l’indicazione dell’IVA non potrà portarla in detrazione, e quando rivenderà prodotto da me acquistato invece farà fattura (o scontrino o altro) su cui invece verserà IVa.
    Si può, in regime forfettario, ecommerce in dropshipping, fare fattura ad un cliente PIVA indicando l’iva?
    Grazie.

  42. Questo problema non dipende dal dropshipping, ma dal suo regime fiscale. Non è possibile con il regime forfettario emettere fatture con Iva. Questo è un problema per i suoi clienti aziende che non possono detrarsi l’Iva in acquisto. Dovrà fare una valutazione di convenienza e valutare di cambiare regime fiscale.

  43. Buongiorno,
    la mia domanda è molto semplice, nel sistema di e-commerce in DROPSHIPPING (vendita di alimenti) sono necessari requisiti che comprendono qualche attestato di corso? per esempio haccp o SAB?
    Grazie in anticipo.

  44. Buonasera, i commercialisti mi stanno facendo impazzire, pare che pochissimi conoscano i contratti di dropshipping.
    Mia azienda . Italiana – Marketer
    Dropshipper: italiano (fornitore)
    Cliente – B2C comunitario e extracomunitario
    Quindi i commercialisti insistono di applicare quanto segue ai fini iva:
    – vendita a chiunque in italia – si applica IVA italiana
    – vendita in europa a privati – si applica IVA italiana
    – vendita in europa a privati – si applica IVA del paese se si superano alcuni limiti di fatturato
    – vendita in europa ad aziende – non si applica IVA (intrastat)
    – vendita extra ue – non si applica iva in quanto si parla di esportazione

    Mi pare molto diverso da quanto spiegato in questo sito così chiaro e lineare.
    Che mi suggerisci?

  45. Le regole che lei mi dice sono corrette, ma come indicato nell’articolo devono essere applicate correttamente nel rapporto tra fornitore/venditore/cliente finale, secono lo schema della triangolazione. Ogni caso deve essere valutato a se, quindi le consiglio di affidarsi ad un Commercialista esperto di questo ambito. Se desidera possiamo essere a sua disposizione.

  46. Salve, veramente complimenti per la consulenza che offrite.
    il mio caso di droship:
    sono residente a Malta.
    fornitore italiano e clienti per lo più privati italiani.
    Per cui il mio fornitore mi emette fatture senza iva (operazione intracomunitaria)
    io come devo fatturare con o senza iva ai clienti privati italiani?

    grazie in anticipo.

  47. Lei dovrà fatturare con Iva italiana. Le consiglio però di farsi seguire da un Commercialista esperto in quanto ogni vendita può avere delle particolarità. Se vuole siamo a disposizione.

  48. Buongiorno,
    la mia attività online di dropshipping è in Italia. I miei fornitori sono in Olanda e Germania e i clienti finali sono in Italia e Francia
    Come è possibile vendere col sistema Dropshipping?
    Se ad esempio
    Incasso € 100 dal cliente.
    Pago € 90 al fornitore che spedisce il prodotto al ciente.
    La mia commissione è € 10
    La fattura rilasciata a me dal fornitore Olanda/Germania è senza IVA.
    Sul mio incasso di 100 € devo pagare € 22,0 di IVA mentre il mio guadagno è € 10.
    Grazie mille

  49. Salve,

    ho un caso analogo a uno già esposto:

    Società di capitale Olandese che vende in dropshipping con fornitore in Italia e clienti privati prevalentemente in Italia; immagino che io riceverò fattura senza Iva e dovrò fatturare con Iva italiana; è corretto ?

  50. Salve Marco, lei dovrà integrare la fattura ricevuta per prima cosa secondo le regole Iva. Senza un consulente che la segua su questi aspetti rischia di commettere errori. Se vuole siamo a disposizione.

  51. Bell’articolo! Avrei una domanda:

    Nel caso di Operazione triangolare extracomunitaria, cioè società italiana (IT) stipula un contratto di dropshipping con una società avente sede in Cina (CN), che si occuperà di spedire i prodotti direttamente ai clienti della società italiana. I clienti finali saranno in Europa o USA.

    Per una società italiana, quando si acquista da un paese extra UE, non è la bolla doganale l’unico documento che ha valore fiscale per dedurre i costi? Il problema in questo caso è che le singole bolle sono intestate ai singoli clienti e inviate ai singoli clienti.

    Oppure la fattura che rilascia il fornitore cinese può essere utilizzata fiscalmente dalla società Italiana per dedurre i costi?

  52. Questo esempio è riportato nell’articolo. Non ci sarà bolletta doganale in quanto i beni non arrivano in Italia. Il costo si deduce tramite fattura del fornitore cinese.

  53. Ok, grazie. E nel caso di triangolazione CINA-ITA-ITA? Quindi con fornitore Cinese, azienda italiana e cliente finale italiano? In questo caso i beni arriverebbero in Italia. ll costo si deduce sempre tramite fattura del fornitore cinese?

  54. Per il costo funziona allo stesso modo, ma in questo caso c’è anche la questione dell’Iva da analizzare. Se vuole mi contatti per una consulenza, o se vuole per la gestione della sua contabilità.

  55. Buonasera. Innanzitutto complimenti per il vostro sito! Vorrei porVi il seguente quesito.
    Ho una pagina Facebook ( non sito web o affini ) in cui propongo cellulari e accessori ( che io acquisto tramite il wholesale market DHGATE.IT ) ai potenziali clienti i quali, in seguito a campagne pubblicitarie FACEBOOK ADS ec.. da me pagate, mi contattano privatamente tramite la stessa pagina e, in seguito ad accordo telefonico, accreditano sullla mia carta ricaricabile POSTEPAY EVOLUTION ( non mediante bonifico IBAN ma mediante RICARICA DIRETTA ) il pagamento del prodotto da loro scelto, avente il costo finale da me specificato ( maggiorato con il mio ” compenso ” ). La mia domanda è la seguente: dal momento che il cliente finale risulta essere la persona che ordina in modo diretto sul sito di wholesale DHGATE, e quindi io figuro semplicemente come colui che paga tramite propria carta di debito la merce sul sito con i dati di spedizione del cliente finale, le mie entrate Postepay giornaliere ( mediante ricariche e non bonifico IBAN ordinario ) sono da dichiarare? Oppure vengono intesi, ai fini fiscali e legali, come semplici ricariche volontarie? Ragion per cui, dunque, non sarei tenuto a dichiarare? Vi ringrazio per l’attenzione ed attendo una vostra gentile risposta! 🙂

  56. L’attività che lei sta facendo è un acquisto per conto del cliente finale. Lei è un soggetto che opera come intermediario tra il portale di e-commerce e il cliente finale. Per come è gestita la sua attività non è regolare. Occorre un contratto di mandato con l’acquirente che la autorizzi e da qui deriva la percentuale che trattiene, come compenso. La sua attività è quella tipica di un agente di commercio. Attività regolamentata e per la quale occorrono autorizzazioni per poterla svolgere. Operare in questo modo la espone a forti rischi sotto vati punti di vista. Se vuole ne parliamo meglio in privato, e se vorrà potrà contare su di noi, per regolarizzare la sua posizione e per gestire la sua attività da un punto di vista fiscale.

  57. Buonasera, il mio caso è questo:
    Sono un venditore Amazon è mi è stato proposto di vendere un prodotto in dropshipping.
    La situazione è la seguente:
    – Possiedo società italiana
    – Il fornitore ha sede a Malta e merce stoccata nelle Canarie, dalle quali partono le spedizioni
    – Clienti finali: Regno Unito

    Come mi devo comportare con il fornitore? Quali sono i miei adempimenti? Devo avere VAT inglese?

    Grazie mille

  58. Per questi aspetti che richiedono una analisi più approfondita della propria situazione personale se vuole sono a disposizione per aiutarla tramite consulenza. Nel caso mi faccia sapere.

  59. Buonasera ! Innanzitutto complimenti per il vostro sito !

    La mia domanda è : siccome io sono all’estero, posso attuare tutta questa procedura ( cioè apertura della partita iva, iscrizioni della gestione IPNS, presentazione SCIA ecc) dall’estero ? solo online ? oppure è necessario la mia presenza in Italia ?

    Grazie mille !

  60. Salve Sarah e grazie per i complimenti. Se vive all’estero, bisogna capire prima perché operare in Italia, ci sono vari aspetti da tenere in considerazione altrimenti rischia di trovarsi in situazioni di doppia imposizione che è preferibile evitare. Le serve sicuramente un commercialista che la aiuti nella sua attività. Se vuole ne parliamo in dettaglio in privato tramite consulenza. La aiuterò a risolvere il suo problema e nel caso ad avviare nel migliore dei modi la sua impresa in Italia.

  61. Buonasera, complimenti per l’articolo, davvero ben fatto.

    Mi sorge un dubbio: Ipotizzando che un cliente IT acquisti un prodotto da un e-commerce IT che ha il fornitore CN, per quanto riguarda l’applicazione dei dazi e dell’IVA ad assolverli sarà il cliente finale, ma nel caso la dogana gli richieda documenti del pagamento, il cliente mostrandogli il pagamento effettuato all’ e-commerce IT, quindi comprensivo di maggiorazione, andrà a pagare i dazi e l’IVA su questo?

  62. Ad assolvere dazi e dogana è il soggetto che sdogana la merce. Tali costi poi saranno fatturati al cliente finale. A meno che non sia direttamente il cliente finale a sdoganare la merce.

  63. Buongiorno
    avrei una domanda.
    Sarei interessato ad avviare un’ attività in drop shipping rifornendo il mio catalogo da Aliexpress e vendendo i prodotti tramite un sito fuori dall’ Italia, sarebbe quindi una Operazione triangolare extracomunitaria.
    Il mio dubbio è questo:
    Aliexpress non fornisce nessuna fattura e ad ogni vendita sarei costretto a richiedere l’invio della fattura ad i vari commercianti presenti su questa piattaforma.
    Questo documento è realmente cosi’ necessario o posso ovviare all’ assenza di quest’ultimo in qualche modo ?
    Grazie

  64. Salve Marco, quando si avvia questo tipo di attività è di suo interesse ricevere le fatture dei fornitori, perché è un costo che riduce il suo reddito imponibile.

  65. Buongiorno,
    vorrei iniziare un’attività di droppshiping con Shopify + Oberlo.
    Vorrei sapere se devo prima aprire la partita iva e sbrigare tutti gli altri adempimenti burocratici o se posso partire direttamente con l’implementazione dello store.
    Nel caso di necessità di apertura partita iva, devo effettuarla a titolo personale (persona fisica) o devo considerare il nome del sito ecommerce?
    Inoltre, per quanto riguarda la fatturazione, bisogna munirsi di apposito software o avviene direttamente attraverso la piattaforma ( in questo caso Shopify)?

    Grazie

    Rocco

  66. Salve Rocco, prima che il sito sia reso pubblico servono tutte le autorizzazioni amministrative e l’apertura della Partita IVA. Per la fatturazione serve apposito software ma per quello potrò affidarsi a quello del Commercialista che la seguirà. Se non ne ha uno di riferimento posso aiutarla, mi contatti in privato per una consulenza, le indicherò il nostro servizio di consulenza continuativo e riceverà un preventivo.

  67. Salve, anch’io sono interessata ad aprire una partita iva italiana e un sito e-commerce. Voglio fare Dropshipping con prodotti della Cina e vendere in tutto il mondo (se possibile) Ma il calcolo del iva dipendendo del paese mi spaventa un po. Vorrei fare tutto giusto e allo stesso tempo che sia lo più conveniente per me. Grazie

  68. Buongiorno,

    complimenti per l’articolo.

    Avrei una domanda: nel caso di Consumatore, Fornitore e Marketplace (eCommerce) in Italia, come viene rapportata l’IVA nelle fatturazioni tra i 3 attori?
    Mi spiego meglio:
    1. Il Consumatore acquista un bene ad un prezzo X comprensivo di IVA sul Marketplace
    2. Il Marketplace riceve tale importo, scorpora l’IVA e da questa cifra ricava la percentuale per il Fornitore (ad esempio 90%)
    3. Ora, il Marketplace deve inviare al Fornitore il 90% con o senza IVA calcolata sul 90%? E di conseguenza il Fornitore emetterà fattura verso il Marketplace per il valore del 90% del bene + IVA?

    Grazie,
    Andrea

  69. Buongiorno e complimenti per il bell’articolo.
    Avrei una curiosità relativa ai dati personali dei consumatori.
    Ammesso che il consumatore che effettua l’acquisto dia il consenso a farlo, il Dropshipper acquisisce il diritto ad utilizzare i dati personali per fini commerciali o tale diritto rimane in capo solamente al Marketer che ha effettuato la vendita? E se fosse quest’ultimo il caso, il Marketerer può cederne l’uso al Dropshipper?

    Grazie
    Simone

  70. Buongiorno bell’articolo molto esaustivo, mi viene solo un dubbio.
    Ho una partita iva italiana, risiedo in Italia. Acquisto oggetti da un fornitore UE che però provvede a spedire direttamente al consumatore finale UE. Io come venditore, essendo il cliente finale un privato, sono esentato da emissione fattura e scontrino, ma annoto solo sul registro corrispettivi l’importo visto che l’ammontare delle vendite è inferiore alle soglie previste.
    Ma nel caso in cui la spedizione al cliente finale privato, non sia fatta verso un privato UE ma ad un privato extra UE, la spedizione viene sempre fatta dal mio fornitore UE direttamente quindi la merce non entra in Italia, ma da paese UE finisce in un paese Extra UE (cliente privato senza p.iva) sono sempre esentato dall’emissione dello scontrino e della fattura oppure devo emettere fattura non imponibile art. 8, oppure f.c. iva art 7?

  71. Complimenti per l’esaustivo articolo e la chiarezza espositiva, ma mi è rimasto solamente un dubbio in termini di triangolazione extra UE!
    Quando scrive: “La società è tenuta ad emettere una fattura al soggetto tedesco, ai sensi dell’articolo 7 del DPR n. 633/72. Questo in quanto la merce è situata al di fuori dello Stato. Sarà, quindi, il soggetto tedesco ad assolvere l’IVA all’atto dell’importazione della merce”
    essendo nella maggior parte dei casi l’utente finale un PRIVATO, come potrà lui, il nostro cliente finale privato, ad assolvere all’IVA all’atto dell’importazione? Non siamo noi a questo punto a dover assolvere all’iva al 22% includendola nel prezzo del prodotto?!
    La ringrazio anticipatamente.
    Un saluto

  72. Salve, ho un azienda con sede alle Isole Canarie, vorrei fare dropshipping con un grossista italiano sul territorio italiano quindi spedizione Italia-Italia come mi devo comportare con le fatture in entrata ed in uscita visto che qui non abbiamo L iva? Grazie mille e complimenti per il suo lavoro.

  73. Ottimo articolo.
    Ho solo una perplessità.
    Avendo un sito web in dropshipping, una volta che vendo il mio prodotto ,ipotizzando, a 100 euro con profitto di 50 euro, la fattura che andrò a emettere al privato sarà di 100 euro oppure di 50?, dato dal fatto che 50 euro andranno al fornitore per il costo del suo prodotto e 50 andranno a me.

    Nel caso la risposta fosse affermativa, se fatturo 100 Mila e me ne entrano 50 mila, andrò a pagare le tasse per 100 Mila euro oppure 50 Mila?
    Sarei felice potessi risolvermi questo dubbio.

  74. La fattura è sempre dell’importo che si incassa. Detto questo le consiglio di approfondire bene il funzionamento della fatturazione della sua azienda con il Commercialista che la segue, perché ha dei dubbi molto importanti che deve risolvere e che dipendono anche dal regime fiscale adottato. Inoltre, deve considerare gli aspetti legati all’IVA. Se desidera approfondire siamo a disposizione per una consulenza, nel caso ci contatti in privato per un preventivo.

  75. Buongiorno, ho contattato un dropshipper che oltre a fornire abbigliamento esegue la stampa sui capi scelti del mio marchio, e cura la spedizione al cliente, tramite una propria piattaforma e-commerce. Al cliente fattura il dropshipper, io riceverei mensilmente un compenso su ogni singola vendita. Come si inquadra giuridicamente e fiscalmente la mia figura? Io provvederei a curare il marketing su mie pagine social. Grazie

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