contabilità semplificata per cassa
contabilità semplificata per cassa

La contabilità semplificata è il regime fiscale ordinario per le imprese minori, che non hanno la possibilità di applicare regimi di vantaggio come il regime forfettario. Si tratta di un regime fiscale applicabile dalle persone fisiche (che esercitano attività di impresa o di lavoro autonomo), dalle società di persone (e assimilate) e dagli enti non commerciali.

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L’applicazione del regime fiscale della contabilità semplificata si attiva per opzione o per comportamento concludente da parte del soggetto. Tuttavia, per poter accedere a questo regime fiscale è necessario rispettare specifici limiti di fatturato annuo, differenziati a seconda dell’attività svolta (cessione di beni o prestazione di servizi).

La caratteristica principale di questo regime fiscale è l’applicazione del criteriodi cassa” (al posto di quello di competenza, applicato fino al 2016), già previsto per gli esercenti arti e professioni.

Sostanzialmente, le imprese hanno abbandonato l’adozione del principio di competenza, in favore dell’adozione del principio di cassa (già previsto per gli esercenti arti e professioni). In forza di tale criterio di determinazione del reddito i componenti rilevanti concorrono alla formazione del reddito nel momento della loro manifestazione numeraria. Vale a dire al momento del loro:

  • Incasso (se positivi);
  • Pagamento (se negativi).

Applicare la contabilità semplificata non è banale. Anche se questo regime fiscale prevede alcune agevolazioni nella tenuta dei libri e dei registri contabili, in ogni caso occorre rispettare precisi adempimenti fiscali che andremo ad analizzare in questo contributo. Di seguito puoi trovare moltissime informazioni che riguardano il funzionamento della contabilità semplificata e che possono esserti utili se stai pensando di applicare questo regime fiscale per la tua attività professionale o di impresa.

In ogni caso, se tutto questo non dovesse esserti sufficiente, al termine dell’articolo puoi trovare i riferimenti per contattarci direttamente e ricevere una consulenza personalizzata utile ad indirizzarti nel modo giusto verso questo regime fiscale.

Come funziona il regime della contabilità semplificata?

La contabilità semplificata è un regime fiscale disciplinato dall’art. 18 del DPR n. 600/73 che consente ai soggetti che ne usufruiscono di avere delle semplificazioni nella tenuta di libri e registri contabili rispetto alla contabilità ordinaria. Tuttavia, questo regime fiscale è applicabile solo a specifiche categorie di contribuenti e solo rispettando specifici limiti di fatturato.

Quali soggetti possono applicare la contabilità semplificata?

Possono applicare il regime fiscale della contabilità semplificata:

  • Persone fisiche che esercitano imprese commerciali ai sensi dell’art. 55 del TUIR;
  • Snc, Sas e soggetti ad esse equiparati ai sensi dell’art. 5 del TUIR;
  • Enti non commerciali che, a latere dell’attività istituzionale principale, esercitano un’attività commerciale in via non prevalente;
  • Trust, se esercitano un’attività commerciale in via non prevalente

Rispetto alle attività d’impresa, il regime contabile semplificato è applicabile naturalmente da determinate categorie di soggetti che non abbiano superato nell’anno precedente, oppure prevedano di non superare nell’anno in cui iniziano l’attività, determinati limiti di ricavi.

Quali sono i limiti di ricavi annui per la contabilità semplificata?

L’applicazione della contabilità semplificata presuppone che il titolare dell’attività non superi nell’annualità precedente il seguente limite di ricavi:

  • 400.000 euro, per imprese con oggetto prestazioni di servizi;
  • 700.000 euro, per imprese esercenti altre attività (cessione di beni).
Regime contabileLimite ricavi attività di prestazioni di serviziLimite di ricavi altre attività
Regime contabile semplificatoricavi < 400.000 euroricavi < 700.000 euro

Rientrano tra i soggetti che possono applicare il regime contabile semplificato gli imprenditori individuali che siano privi dei requisiti per beneficiare del regime forfetario di cui alla Legge n. 190/2014. Nonché quelli che, pur possedendo tali requisiti, abbiano esercitato apposita opzione per l’utilizzo del regime ordinario.

L’opzione per la contabilità semplificata deve essere esercitata dai soggetti titolari di reddito di impresa in sede di prima dichiarazione IVA annuale.

Precisazioni per il calcolo del limite di ricavi per la contabilità semplificata

Per accedere al regime delle imprese in contabilità semplificata per cassa, le predette soglie di ricavi devono essere computate tenendo conto dei ricavi che sono:

  • percepiti in un intero anno” (o che si presume di percepire per i soggetti che iniziano l’attività);
  • conseguiti nell’ultimo anno di applicazione dei criteri previsti dall’articolo 109, comma 2 del medesimo testo unico” (art. 18 co. 1 del DPR n. 600/73 come modificato dalla L. 232/2016).

Il regime di contabilità semplificata per cassa si estende di anno in anno finché siano possedute le sopra indicate caratteristiche, fatta salva l’opzione per il regime ordinario di contabilità.

Come si calcola il reddito in contabilità semplificata?

Le registrazioni contabili devono essere effettuate rispettando il criterio cronologico sulla base di incassi e pagamenti (ricevuti o effettuati). Per ciascuna operazione occorre indicare:

  • L’importo incassato/pagato;
  • L’indicazione del cliente/fornitore con cui è stata conclusa l’operazione;
  • Gli estremi del documento (generalmente una fattura elettronica, una fattura o una ricevuta) incassato/pagato.

La norma di riferimento per il calcolo del reddito delle imprese in contabilità semplificata per cassa è l’articolo 66 del TUIR. Questo principio di registrazione cronologia deve prendere in considerazione la data che indica il giorno dal quale la somma di denaro accreditata può essere effettivamente utilizzata. Al posto del criterio cronologico di registrazione è possibile indicare incassi e pagamenti sui registri IVA (comma 4 art. 18 DPR n. 600/73). Si tratta di un regime in cui la registrazione contabile del documento equivale all’incasso o pagamento dello stesso. Chiaramente questa opzione semplifica parecchio il meccanismo di funzionamento del nuovo regime delle contabilità semplificate per cassa.

Per effetto della riforma operata con la L. 232/2016, a partire dal 2017, il reddito delle imprese minori (art. 66 co. 1 primo periodo del DPR n. 917/86):

è costituito dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi di cui all’articolo 85 e degli altri proventi di cui all’articolo 89 percepiti nel periodo d’imposta e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività d’impresa

Tale risultato è poi aumentato e diminuito degli altri componenti positivi e negativi di reddito espressamente richiamati dall’articolo 66 comma 1 secondo periodo del DPR n. 917/86 (ossia ricavi da destinazione a finalità estranee all’esercizio dell’impresa ex art. 57 del TUIR, proventi immobiliari ex art. 90 co. 1 del TUIR, plusvalenze e sopravvenienze attive ex artt. 86 e 88 del TUIR, minusvalenze e sopravvenienze passive ex art. 101 del TUIR).

Continuano a concorre alla formazione del reddito gli altri componenti indicati ai co. 2 (quote di ammortamento, perdite su crediti e di beni strumentali, accantonamenti di previdenza e quiescenza) e 3 primo e secondo periodo (spese di lavoro dipendente, oneri di utilità sociale, spese relative a più esercizi, oneri fiscali e contributivi) dell’art. 66 del DPR n. 917/86.

Criterio di imputazione temporale

Come conseguenza dell’abrogazione del criterio di competenza (art. 109 co. 1 e 2 del DPR n. 917/86), l’imputazione temporale dei componenti reddituali per le imprese minori avviene in base al principio di cassa (piuttosto un criterio misto “cassa-competenza”).

Si osserva, infatti, che il nuovo co. 1 dell’art. 66 del DPR n. 917/86 riferisce il principio di cassa, utilizzando il riferimento alla “percezione”/”sostenimento”, solo ai componenti positivi e negativi espressamente indicati al primo periodo (ricavi, dividendi, interessi attivi e spese sostenute nell’esercizio dell’attività d’impresa).

Per gli ulteriori componenti reddituali indicati nell’art. 66 del DPR n. 917/86, invece, tale riferimento espresso non viene effettuato. Fatti salvi alcuni elementi, come ammortamenti ed accantonamenti di previdenza e quiescenza per cui l’imputazione necessariamente prescinde dalla manifestazione numeraria, non risulta pacifico se:

  • Il principio di cassa operi in via generalizzata in conseguenza dell’abrogazione del criterio di competenza;
  • Oppure, considerato che i vari componenti positivi e negativi vengono richiamati tramite specifico riferimento agli articoli del TUIR, continui ad applicarsi la disciplina in essi contenuta e, quindi, l’imputazione per competenza laddove previsto.

Componenti positivi di reddito

Secondo l’articolo 66 del DPR n. 917/86, nella determinazione del reddito d’impresa delle imprese in contabilità semplificata per cassa, rilevano i componenti positivi riepilogati nella seguente tabella.

  • Art. 85 del TUIR – Ricavi tipici
  • Art. 57 del TUIR – Ricavi da destinazione a finalità estranee all’impresa
  • Art. 89 del TUIR – Interessi attivi e utili derivanti da società semplici, snc e sas
  • Art. 90 co. 1 del TUIR – Proventi degli immobili che non beni strumentali
  • Art. 86 del TUIR- Plusvalenze dei beni relativi all’impresa
  • Art. 88 del TUIR – Sopravvenienze attive

Componenti negativi di reddito

Secondo l’articolo 66 del DPR n. 917/86, nella determinazione del reddito d’impresa delle imprese in contabilità semplificata per cassa, rilevano i componenti negativi riepilogati nella tabella seguente.

  • Art. 66 del TUIR – Spese sostenute  dell’attività d’impresa
  • Art. 95 del TUIR – Spese per prestazioni di lavoro
  • Artt. 95 e 109 co. 5 del TUIR – Compensi erogati agli amministratori o lavoratori dipendenti
  • Art. 105 del TUIR – Accantonamenti per le indennità di fine rapporto
  • Art. 61 del TUIR – Interessi passivi
  • Art. 99 co. 1 e 3 del TUIR – Oneri fiscali e contributivi
  • Art. 100 del TUIR – Oneri di utilità sociale
  • Art. 101 del TUIR – Minusvalenze, sopravvenienze passive e perdite su crediti
  • Artt. 64 co. 2, 102 e 103 del TUIR- Quote di ammortamento di beni materiali e immateriali
  • Art. 102 co. 6 del TUIR – Spese di manutenzione, riparazione, ammodernamento
  • Art. 108 del TUIR – Spese di pubblicità, rappresentanza
  • Art. 102 co. 7 del TUIR – Canoni di locazione anche finanziaria e di noleggio

Rimanenze finali deducibili nel primo anno

Come anticipato, ai fini della determinazione del reddito per le imprese in contabilità semplificata per cassa non assumono più rilevanza le rimanenze finali e iniziali di cui agli artt. 92, 93 e 94 del DPR n. 917/86. Infatti, in applicazione del principio di cassa, le spese per le merci acquistate diventano deducibili nel periodo di sostenimento del costo.

Perdite fiscali

Non è mutato il regime delle perdite fiscali che restano utilizzabili in riduzione del reddito complessivo, nel limite del loro ammontare; ove risultasse un’eccedenza, essa non può essere riportata ai periodi d’imposta successivi (art. 56 co. 2 del DPR n. 917/86)

Profili Irap

L’art. 1 co. 20 della Legge n. 232/2016 interviene sulle modalità di determinazione della base imponibile Irap delle imprese minori, inserendo il co. 1-bis all’interno dell’art. 5-bis del DLgs. n. 446/97. Si dispone, in particolare, che, per le società e gli imprenditori individuali ammessi al regime di contabilità semplificata, la base imponibile Irap è determinata secondo i criteri di cui all’art. 66 del Tuir.

Pertanto, a partire dal periodo d’imposta 2017, anche il valore della produzione netta delle imprese in contabilità semplificata andrà determinato in base al principio di cassa, secondo quanto riportato nei precedenti paragrafi.

Atteso che non sono state introdotte modifiche né al co. 1, né al co. 2 del citato art. 5-bis, per tali soggetti seguiterà a non poter essere esercitata l’opzione per il calcolo dell’Irap in base alle risultanze del bilancio (ex art. 5 del DLgs. 446/97).

Componenti reddituali rilevanti

L’individuazione dei componenti reddituali rilevanti continua ad avvenire, nelle imprese in contabilità semplificata per cassa, ai sensi dell’art. 5-bis co. 1 del DLgs. n. 446/97.

Pertanto, per effetto delle novità apportate dalla Legge n. 232/2016, non mutano i proventi e gli oneri concorrenti alla formazione del valore della produzione netta (che restano i consueti), ma soltanto il criterio di imputazione temporale.

Ad esempio, per i soggetti in esame:

  • Le plusvalenze e le minusvalenze continueranno a risultare non imponibili o indeducibili;
  • I costi relativi al personale, ove deducibili (es. dipendenti a tempo indeterminato, addetti alla ricerca e sviluppo), lo saranno in base al principio di cassa, salve le eccezioni espressamente previste anche ai fini del reddito d’impresa (es. accantonamenti al TFR).

Disposizioni applicabili

Ai soggetti in contabilità semplificata per cassa si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui all’art. 1 commi 18 e 19 della Legge n. 232/2016, in materia, rispettivamente, di:

  • Deducibilità dal reddito determinato per cassa delle rimanenze finali dell’esercizio precedente;
  • Concorso alla formazione del reddito dei diversi componenti in caso di passaggio dal regime semplificato al regime ordinario, e viceversa.

In ordine alla locuzione “in quanto compatibili“, il testo di legge non contiene ulteriori specificazioni. In attesa degli opportuni chiarimenti, pare ragionevole ritenere che la norma intenda riferirsi ai proventi e agli oneri che, in ogni caso, non concorrono alla formazione della base imponibile Irap.

Così, ad esempio, alle plusvalenze e alle minusvalenze conseguite nel 2016 dai soggetti in esame, irrilevanti ai fini del calcolo dell’Irap, non troverà comunque applicazione la regola secondo la quale un componente reddituale, se ha già concorso alla formazione del reddito secondo le regole ordinarie (principio di competenza), non deve essere computato nella determinazione del reddito secondo le regole del nuovo regime semplificato.

Contabilità semplificata per cassa: profili contabili

Al fine di adeguare alle nuove modalità di determinazione del reddito gli adempimenti contabili a carico delle imprese in contabilità semplificata per cassa, la Legge n. 232/2016 ha sostituito integralmente l’art. 18 del DPR n. 600/73.

È stato già messo in evidenza come restano immutati i limiti di ricavi per accedere al regime di contabilità semplificata che, dal 2017, salvo casi particolari di passaggio tra regimi, sono computati in base al principio di cassa. Invece, le modifiche più rilevanti si registrano nella tenuta dei registri contabili.

Registri obbligatori in contabilità semplificata

I registri obbligatori da tenere in caso di utilizzo del regime contabile semplificato differiscono tra esercenti arti e professioni ed esercenti attività commerciali.

Professionisti

I professionisti devono tenere:

RegistroNormativa
Registro delle vendite ai fini IVAArt. 23 del DPR 633/72
Registro degli acquisti ai fini IVAArt. 25 del DPR 633/72
Registro dei beni ammortizzabiliArt. 16 del DPR 600/73
Registro delle somme in depositoArt. 3 co. 2 del DM 31.10.74

Imprenditori

Gli imprenditori devono tenere:

RegistroNormativa
Registro cronologico dei ricavi e delle spese
registro delle vendite, degli acquisti e gli altri prescritti ai fini IVAArtt. 23, 24 e 25 del DPR 633/72
Registro dei beni ammortizzabiliArt. 16 del DPR 600/73

Entrambe le categorie di soggetti devono tenere, ove necessario, il libro unico del lavoro di cui all’art. 39 del D.L. n. 112/2008.

Esonero dalla tenuta dei registri IVA

A partire dalle operazioni IVA effettuate dall’1.1.2021, in via sperimentale, nell’ambito di un programma di assistenza on line basato sui dati delle operazioni acquisiti con le fatture elettroniche, con le comunicazioni delle operazioni transfrontaliere, nonchè sui dati dei corrispettivi acquisiti telematicamente e degli altri dati fiscali presenti nel sistema dell’Anagrafe tributaria, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione di tutti i soggetti passivi dell’IVA residenti e stabiliti in Italia le bozze dei seguenti documenti:

La convalida o l’integrazione dei dati contenuti nei predetti registri IVA proposti dall’Agenzia delle Entrate comporta l’esonero dalla tenuta degli stessi. Limitatamente alle imprese in contabilità semplificata, è previsto che:

  • Resti comunque ferma la tenuta dei registri cronologici dei ricavi e delle spese (art. 18 co. 2 del DPR 600/73);
  • L’esonero dalla tenuta dei registri non operi per i soggetti che hanno optato per il “regime delle registrazioni IVA“(art. 18 co. 5 del DPR 600/73).

Registrazioni per determinare il reddito d’impresa

Nei registri cronologici devono essere annotati, entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi, i componenti positivi e negativi di reddito, diversi da ricavi e spese, rilevanti ai fini della determinazione del reddito d’impresa (art. 18 co. 3 del DPR n. 600/73).

Nei limiti della compatibilità con il nuovo principio di cassa preposto alla determinazione del reddito d’impresa, il riferimento dovrebbe rimanere ai componenti indicati nell’art. 9 co. 1 del DL 69/89 e nel DM 2.5.89.

Registri Iva

Analogamente al sistema precedente resta obbligatoria, per le imprese in contabilità semplificata per cassa, la tenuta dei registri IVA delle vendite, degli acquisti e dei corrispettivi.

Sostituzione dei registri cronologici con quelli IVA

L’art. 18 co. 4 del DPR n. 600/73 prevede una semplificazione degli adempimenti contabili, consentendo di sostituire i registri cronologici dei ricavi e delle spese mediante la tenuta dei soli registri IVA, a condizione che vengano rispettate alcune condizioni necessarie a garantire l’osservanza del principio di cassa nella determinazione del reddito.

La semplificazione comporta:

  • La separata annotazione sui registri IVA delle operazioni non soggette a registrazione ai fini dell’imposta;
  • L’annotazione su detti registri dell’importo complessivo dei mancati incassi o pagamenti con l’indicazione delle fatture cui le operazioni si riferiscono, nell’ipotesi in cui alle registrazioni effettuate ai fini IVA non corrisponda l’incasso del corrispettivo o il pagamento della spesa nello stesso anno; i ricavi e le spese saranno poi separatamente annotati nei registri IVA relativi al periodo d’imposta in cui avviene l’incasso o il pagamento, indicando il documento contabile già registrato ai fini IVA.

Sia nel caso di tenuta dei registri cronologici sia nell’ipotesi in cui si tengano esclusivamente i registri IVAintegrati“, laddove la contabilità dell’impresa minore sia tenuta da un soggetto terzo, potrebbe essere opportuno predisporre una prima nota di cassa al fine di indicare al tenutario della contabilità le date degli incassi e dei pagamenti.

Presunzione di incasso e pagamento

Un’ulteriore semplificazione contabile è prevista dall’art. 18 co. 5 del DPR n. 600/73 che consente ai contribuenti in contabilità semplificata per cassa di esercitare apposita opzione, vincolante per almeno un triennio, per tenere i registri IVA senza operare annotazioni relative ad incassi e pagamenti, fermo restando l’obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette a registrazione IVA.

In tal caso, per finalità di semplificazione, opera una presunzione legale secondo cui la data di registrazione dei documenti coincide con quella di incasso o pagamento.

Esempio

Si consideri il caso di un’impresa, che, a fine 2020, provvede alla consegna di un bene con emissione di fattura ad inizio 2021. La fattura viene pagata nel 2020. La tabella seguente indica quando il ricavo concorre alla determinazione del reddito in base ai diversi regimi applicabili.

Regime contabileOrdinarioSemplificatoSemplificato   con presunzione
Periodo di concorso al reddito 2021 (data consegna) 2020  (data pagamento) 2021 (data registrazione)

Si consideri, inoltre, che la stessa impresa paghi, nel 2020, un anticipo per merce che le verrà consegnata l’anno successivo. La fattura viene ricevuta nel 2021. La tabella seguente indica quando la spesa concorre alla determinazione del reddito in base ai diversi regimi applicabili.

Regime contabileOrdinarioSemplificatoSemplificato   con presunzione
Periodo di concorso al reddito 2021 (data consegna) 2020   (data pagamento) 2021 (data registrazione)

Rapporto con il regime di cassa ai fini Iva

L’adeguamento del sistema contabile delle imprese alla contabilità semplificata per cassa non ha ricadute sull’Iva. Infatti, indipendentemente dagli effettivi incassi e pagamenti, le liquidazioni periodiche ai fini di tale imposta sono eseguite con le consuete modalità in base ai documenti registrati.

Una soluzione per l’eventuale disallineamento IVA-imposte dirette potrebbe essere rappresentata dall’adozione del regime di Iva per cassa (c.d. “cash accounting“), di cui all’art. 32-bis del D.L. n. 83/2012, che consentirebbe di rendere esigibile l’imposta al momento dell’incasso del corrispettivo dal cliente e detraibile in funzione del pagamento al fornitore.

Contabilità semplificata per cassa: conclusioni

Concludiamo questo approfondimento con un consiglio di carattere operativo: per le nuove contabilità semplificate per cassa è possibile seguire lo stesso iter oggi normalmente utilizzato per i professionisti, che già oggi determinano il reddito con il regime di cassa. Ecco i passaggi che possono essere seguiti per una corretta tenuta della nuova contabilità per cassa dei semplificati:

  • Adottare il sistema dei registri iva integrati;
  • Alla fine del periodo d’imposta considerato stampare l’elenco dei documenti annotati e consegnarlo al cliente per una verifica;
  • Compilazione – da parte del cliente – di un elenco/report barrato con i ricavi ed i costi non incassati/pagati;
  • Acquisire tale documento sottoscritto dal cliente ed effettuare le rettifiche ai fini delle imposte sui redditi.

Contabilità semplificata: consulenza fiscale

Se hai letto questo articolo e ti stai rendendo conto che necessiti dell’analisi della tua situazione personale, ti invito a contattarci attraverso il form di cui al link seguente. Riceverai il preventivo per una consulenza personalizzata in grado di risolvere i tuoi dubbi sull’argomento. Soltanto in questo modo, infatti, potrai essere sicuro di evitare di commettere errori, che in futuro possono esserti contestati e quindi sanzionati.

Commenti:
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8 COMMENTI

  1. Buongiorno non è chiara una cosa, se opto per l’opzione del regime della presunzione per tre anni
    le fatture con data 2018 registrate nel 2018 ma con competenza 2017 tipo le bollette, le indico come fatture da ricevere e le imputo al bilancio 2017?
    quindi esistono ancora le fatture da ricevere o da emettere con questa opzione?
    grazie
    cinzia

  2. Andando con presunzione di cassa, si guarda a quando la fattura è registrata per il pagamento, quindi non ci sono più scritture di competenza come le fatture da emettere o ricevere.

  3. adottando il criterio della registrazione,il costo del personale può essere imputato per competenza ? il saldo 2017 dell’inail, ad esempio, pagato nel 2018, può essere imputato al 2017?

  4. Buona sera,
    acquisto merci fattura emessa 2017, pagata in parte nel 2017 e in parte pagate nel 2018, vanno al 2017 e al 2018, così come realmente pagate?
    Grazie, saluti. Maria Grazia

  5. buongiorno
    avendo scelto il regime presunzione di cassa, documento incassato e pagato come datato , per gli interessi passivi conto corrente per i quali ho il documento della banca con importo al 31/12/2018 ma addebitati sul mio conto il 31/03/2019 dell’anno successivo , devo registrarli nel 2018 o 2019 ?
    grazie Serena

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