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Gestione separata Inps: guida alle aliquote 2019

Aliquote INPS gestione separata 2019: aliquota 25,72% per i professionisti con partita IVA. Aliquota al 34,23% per i soggetti non titolari di partita IVA. Infine, aliquota al 24% per i soggetti ad altra forma contributiva e pensionati. Calcolo contributi gestione separata e aliquote contributive 2019.

La Gestione separata dell’Inps è un particolare regime contributo che riguarda i professionisti non dotati di cassa previdenziale autonoma e i lavoratori parasubordinati.

La Gestione Separata INPS è stata introdotta attraverso la Legge n 335/95. Tutti i soggetti tenuti all’applicazione di questo regime sono tenuti a versare i contributi in percentuale rispetto al reddito generato da attività autonome o parasubordinate.

Per l’anno 2019 si segnala:

  • L’aliquota contributiva previdenziale applicabile agli assicurati  c.d. professionistisenza cassa“, al 25,72%;
  • L’aliquota contributiva previdenziale dovuta da parte dei lavoratori parasubordinati del 34,23%.

In questo articolo andrò ad analizzare le aliquote contributive INPS per la Gestione separata 2019. In particolare, presterò attenzione alle metodologie di calcolo del contributo dovuto.


Cos’è la Gestione Separata INPS?

La Gestione Separata INPS è un particolare regime previdenziale che si caratterizza per il fatto di essere separato, da tutti gli altri regimi previdenziali.

Infatti, difficilmente i contributi versati a questa gestione possono essere cumulati con quelli di altre gestioni previdenziali. Come ad esempio i contributi dei lavoratori dipendenti o quelli degli artigiani o commercianti.

Attualmente, quindi, la Gestione Separata è un regime previdenziale che non è ancora pienamente in grado di offrire prestazioni contributive di tipo pensionistico.

Versano in questa gestione attualmente tantissimi piccoli professionisti e lavoratori parasubordinati. Tuttavia, gli importi esigui versati, non permettono all’INPS di poter garantire un trattamento pensionistico efficace a chi raggiunge i requisiti pensionistici.

Per questo motivo, è opportuno verificare con attenzione se e quando si è obbligati all’iscrizione a questo particolare regime previenziale.


Gestione Separata: soggetti tenuti all’iscrizione

Per quanto riguarda il 2019 i lavoratori tenuti all’iscrizione alla Gestione separata Inps, ai sensi della Legge n 335/95, possono essere così riassunti:

  • Lavoratori a progetto titolari di contratti in essere al 25 giugno 2015 (e che non presentino gli “indici di non genuinità” di cui al DLgs n 81/2015. Pena la riconduzione, anche in tal caso, alla disciplina del lavoro subordinato);
  • Collaboratori coordinati e continuativi (anche occasionali), titolari di rapporti di lavoro esclusi dall’applicazione della disciplina del lavoro subordinato (articolo 50, comma 1, lettera c)-bis del DPR n. 917/86);
  • Associati in partecipazione che apportano solo lavoro titolari di contratti in essere al 25 giugno 2015;
  • Esercenti attività di lavoro autonomo occasionale e di vendita a domicilio, al raggiungimento di un reddito annuo, derivante da tali attività, superiore a €. 5.000,00;
  • Spedizionieri doganali non dipendenti;
  • Titolari di borse di studio per dottorato di ricerca;
  • Lavoratori autonomi professionali, titolari di Partita IVA, tenuti ad iscriversi alla Gestione separata, invece che ad una Cassa di previdenza, allorquando:  
    • Esercitino attività il cui esercizio non sia subordinato all’iscrizione ad appositi Albi o elenchi professionali;  
    • Pur svolgendo attività iscrivibili ad appositi Albi, siano esclusi dal versamento contributivo alle Casse di categoria, in base ai rispettivi statuti o regolamenti (si parla, appunto, di professionisti privi di Cassa di previdenza di categoria).

Ai fini della contribuzione dovuta, i suddetti soggetti vengono distinti in:

  • Soggetti iscritti anche ad altre forme previdenziali obbligatorie o pensionati;
  • Soggetti iscritti alla Gestione separata che non risultino iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, né pensionati.

Contribuzione dovuta alla Gestione separata

La contribuzione dovuta alla Gestione separata presenta caratteristiche diverse rispetto alle altre gestioni previdenziali obbligatorie (la gestione dell’assicurazione obbligatoria dei lavoratori dipendenti, e le gestioni dei commercianti, artigiani, e lavoratori agricoli autonomi).

In particolare:

  • L’iscrizione alla Gestione separata non è subordinata al requisito della prevalenza dell’attività svolta. Essendo obbligatoria ogni qualvolta si sia titolari di determinati redditi. Es. redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente derivanti da collaborazioni coordinate e continuative o redditi da lavoro autonomo professionale. Indipendentemente dal loro ammontare e dalla contestuale iscrizione in altre gestioni previdenziali;
  • Quanto sopra trova conferma nella previsione di aliquote contributive differenti a seconda che si tratti di:  
    • Soggetti iscritti alla Gestione separata che non risultino iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Né pensionati;
    • Soggetti iscritti alla Gestione separata iscritti provvisti di altra tutela pensionistica obbligatoria o titolari di pensione;
  • Ai fini del computo della base imponibile contributiva, si applica il principio di cassa e non di competenza.

Ripartizione dell’onere contributivo

L’onere contributivo per gli iscritti alla Gestione separata non è sempre totalmente a carico del lavoratore.

Tuttavia, in alcuni casi anche in parte a carico del datore di lavoro.

Vediamo quali sono le regole vigenti per la ripartizione dell’onere contributivo per gli iscritti alla Gestione Separata.

Co.co.co, lavoro occasionale in Gestione Separata

Nei confronti dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, dei lavoratori autonomi occasionali e dei venditori a domicilio, ed assimilati (rapporti di collaborazione con medici specializzandi, titolari di borse di studio/assegni di ricerca, etc), l’obbligo di versamento dei contributi è così ripartito:

  • E’ posto in capo al committente:
    • Sia per la quota a proprio carico di 2/3;
    • Sia per la quota a carico del lavoratore, pari a 1/3;
  • Deve essere assolto, mediante modello F24, entro il giorno del 16 del mese successivo a quello di corresponsione dei compensi.

Ad esempio, i contributi dovuti da lavoratori autonomi occasionali (per le somme annue superiori a € 5.000), sono così ripartiti:

  • 1/3 del contributo dovuto a carico del lavoratore, e
  • 2/3 a carico del datore di lavoro. Il datore di lavoro verserà l’intero contributo.

E’ un onere del lavoratore informare i propri committenti del superamento della soglia di € 5.000. Questo in modo che i committenti possano operare, oltre alla ritenuta fiscale sul compenso, anche quella previdenziale.

Associati in partecipazione in Gestione Separata

Nei confronti degli associati in partecipazione che apportano solo lavoro, l’onere contributivo è ripartito:

  • Per il 45%, a carico dell’associato;
  • Per il restante 55%, a carico dell’associante.

Professionisti senza cassa professionale

Per i liberi professionisti “senza cassa“, è confermata la facoltà di rivalsa nei confronti dei propri committenti, nella misura del 4% dei compensi lordi.

L’obbligo di versamento dei contributi è posto direttamente in capo al lavoratore sul quale grava per intero l’obbligo di versamento. Fatta salva, come detto, la facoltà di rivalsa, nei confronti dei committenti, del 4% della prestazione effettuata.

L’importo deve essere versato, mediante modello F24, secondo lo stesso meccanismo degli acconti (due acconti, ciascuno del 40% del contributo dovuto in base al reddito di lavoro autonomo professionale dell’anno precedente), e del saldo (una volta noto il reddito da lavoro autonomo professionale dichiarato per l’anno precedente), negli stessi termini di pagamento dell’IRPEF.

Per approfondire: “Rivalsa del 4% in fattura: guida


Base imponibile per la Gestione Separata

Il contributo dovuto alla Gestione Separata INPS è applicato sul reddito determinato con i criteri IRPEF.

La determinazione della base imponibile contributiva, segue, quindi le regole di determinazione dell’imponibile fiscale.

Per i professionisti iscritti alla Gestione separata, titolari di redditi di lavoro autonomo, di cui all’articolo 53 del DPR n 917/86, la contribuzione dovuta deve essere calcolata sul reddito netto professionale.

Ovvero, il risultante dalla differenza tra compensi percepiti e costi sostenuti, determinato sulla base delle disposizioni di cui all’articolo 54 del DPR n 917/86.

Aliquote Gestione separata

L’individuazione delle aliquote contributive e previdenziali applicabili ai soggetti tenuti all’iscrizione, dipende dalla tipologia di soggetto iscritto, con le seguenti differenziazioni.

Soggetti iscritti anche ad altra gestione o pensionati

A partire dal primo gennaio 2018, per i soggetti iscritti anche ad altre Gestioni previdenziali obbligatorie o pensionati, siano essi titolari, o meno, di partita IVA, l’aliquota contributiva previdenziale (di finanziamento e di computo) è rimasta invariata al 24%. Raggiungendo così la misura prevista a regime dall’articolo 1, comma 79, della Legge n. 247/2007 (e successive modificazioni).

Per i soggetti iscritti anche ad un’altra Gestione previdenziale obbligatoria o titolari di pensione, non è dovuto alcun contributo aggiuntivo a titolo assistenziale dello 0,72%.

Soggetti iscritti solo alla Gestione separata

All’interno della categoria dei soggetti iscritti esclusivamente alla Gestione separata INPS e non titolari di pensione, la Legge n 208/2015 determina una distinzione tra:

  • I lavoratori autonomi titolari di posizione fiscale ai fini IVA, per i quali il previsto aumento contributivo continua ad essere soppresso;
  • Gli altri soggetti (collaboratori coordinati e continuativi, associati in partecipazione, lavoratori autonomi occasionali, venditori a domicilio), ai quali si applica quanto stabilito dal suddetto della Legge n. 232/2016. Pertanto, l’aliquota contributiva previdenziale (di finanziamento e di computo) applicabile, per il 2019:  
    • Ai soggetti con partita IVA, resta fissata al 25,72%;  
    • Ai soggetti non titolari di partita Iva, resta fissata al 34,23%.

Con riferimento alla categoria dei soggetti iscritti solo alla Gestione separata e non pensionati, resta, invece, fermo l’obbligo di versare un contributo aggiuntivo a titolo assistenziale:

  • Finalizzato al finanziamento delle prestazioni economiche temporanee erogate dall’INPS, ove ne ricorrano i presupposti (indennità di maternità/paternità, trattamento economico per congedo parentale, indennità giornaliera di malattia, indennità di malattia per degenza ospedaliera, assegno per il nucleo familiare);
  • Pari, a decorrere dal 7 novembre 2007, allo 0,72%.

Tabella aliquote Gestione Separata INPS

Aliquote per categoriaIscritti ad altra gestione previdenziale o pensionati Iscritti alla Gestione Separata titolari di partita IvaIscritto alla Gestione Separata non titolari di partita Iva
Aliquota previdenziale24%, fino al massimale
della base imponibile
25%, fino al massimale
della base imponibile
33,51%, fino al massimale
della base imponibile
Aliquota contributivaNO0,72%, fino al massimale della base imponibile 0,72%, fino al massimale della base imponibile
Contribuzione totale24%, fino al massimale
della base imponibile
25,72%, fino al massimale
della base imponibile
34,23%, fino al massimale della base imponibile

Lavoro a progetto

Il D.Lgs. n. 81/2015, con l’obiettivo di promuovere il lavoro subordinato e contrastare il ricorso fraudolento alle tipologie contrattuali non subordinate più spesso utilizzate, in funzione elusiva della normativa di tutela dei lavoratori dipendenti, ha disposto l’abrogazione dal 25 giugno 2015, della disciplina in materia di collaborazione coordinata e continuativa.

L’eliminazione del lavoro a progetto fa salvi, fino alla scadenza, i contratti di lavoro a progetto in corso a tale data e l’applicazione, dal primo gennaio 2016, della disciplina del lavoro subordinato anche alle collaborazioni che si concretino in prestazioni di lavoro:

  • esclusivamente personali;
  • continuative;
  • le cui modalità di esecuzione siano organizzate dal committente anche con riferimento ai tempi e al luogo di lavoro. Si parla di “indici di subordinazione” o “indici di non genuinità” delle collaborazioni.

Peraltro, sono fatte salve dalla suddetta estensione della disciplina del lavoro subordinato:

  • sia le collaborazioni escluse, per espressa disposizione di legge, dalla stessa, vale a dire le collaborazioni:
    • regolamentate da contratti collettivi nazionali stipulati da associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;  
    • rese da professionisti iscritti in Albi professionali, da amministratori o sindaci di società, da partecipanti a collegi o commissioni ovvero a favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI;  
    • stipulate, entro il 31 dicembre 2016, nell’ambito della Pubblica Amministrazione;
  • sia le collaborazioni coordinate e continuative prevalentemente personali di cui all’articolo 409 c.p.c., le quali possono nuovamente essere instaurate senza necessità di uno specifico progetto, né del rispetto dei limiti temporali, purché risultino prive dei nuovi indici sopra individuati, incentrati sul carattere della “etero-organizzazione“.

Come si effettua l’iscrizione alla Gestione Separata INPS?

L’iscrizione alla Gestione Separata INPS deve essere effettuata autonomamente dal lavoratore autonomo. Mentre, per quanto riguarda i lavoratori parasubordinati l’iscrizione è effettuata a cura del datore di lavoro.

L’iscrizione deve, in ogni caso, essere effettuata telematicamente, accedendo con le proprie credenziali al “cassetto previdenziale” INPS.

Se non lo hai già fatto, devi sapere che, occorre registrarsi sul portale INPS per ricevere le credenziali di accesso al proprio cassetto previdenziale.

All’interno della sezione “servizi per il cittadino” è necessario cercare la voce “iscrizione Gestione Separata INPS“.

All’interno di questa pagina devi indicare la tipologia di attività esercitata (autonoma o parasubordinata). In caso di attività di lavoro autonomo devi indicare la data di inizio attività ed il codice attività che hai comunicato al momento di apertura della Partita IVA.

Mentre, in caso di attività parasubordinata devi indicare la data in cui ha avuto inizio l’attività lavorativa.

L’iscrizione avviene automaticamente ed immediatamente viene rilasciata la ricevuta di avvenuta iscrizione.

L’iscrizione alla Gestione Separata si effettua una sola volta, anche se l’attività per cui è richiesta l’iscrizione viene cessata e ripresa più volte.

Ricorda che, l’iscrizione alla Gestione Separata INPS deve essere effettuata nel termine di 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa.

Federico Migliorini

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.

View Comments

  • Se sei n collaboratore occasionale, non autonomo, iscriversi alle Gestione Separata, come si fa?Io sono iscritta alla Gestione Separata, ma come parasubordinato, dal datore di lavoro.

    • L'iscrizione alla gestione separata si fa una sola volta. Nel suo caso se è già iscritto, non deve fare niente, se non comunicare l'applicazione delle ritenute previdenziali al suo committente.

  • Salve per i collaboratori occasionali l'aliquota al 34% si applica sul totale dei redditi percepiti durante l'anno?

    • Salve Jacqueline, se l'attività è prestata in regime di lavoro autonomo occasionale l'aliquota INPS si applica solo per gli importi superiori alla soglia di € 5.000.

  • Buongiorno,
    innanzitutto vorrei ringraziare per questo bel articolo.
    Io lavoro part-time nella pubblica istruzione, ho un contratto da dipendente part-time da un privato, un contratto co.co.co con un istututo privato e inoltre svolgo prestazioni occassionali per 2 commitenti. Ovviamente sono iscritta alla gestione separata.
    Leggendo qui avrei capito che ho la aliquota ridotta al 24% in quanto assunta da dipendente (sia dal Ministero di pubblica istruzione che da un privato), è corretto?
    Grazie.

    • Salve Lea, quanto afferma è corretto l'aliquota previdenziale è quella ridotta. Tuttavia, la invito a valutare anche l'aspetto fiscale, in quanto se le prestazioni non fossero "occasionali", è necessario operare con Partita IVA.

  • buon giorno,
    senza fare le rivalutazione anno per anno, se io ho un montante contributivo da estratto conto
    di circa 500.000 euro con 23 anni di contributi ( gestione separata) e dal 2020 non verso più nulla chiudo , sono del 1967 , cosa mi spetterà di pensione di vecchiaia o anticipata ?

  • Buongiorno. Quest'anno supero il limite di 5000 euro come lavoro occasionale. Il mio commitente mi ha suggerito di iscriversi alla Gestione Separata INPS. Non ho il contratto firmato come collaboratore o un lavoratore occasionale. In questo caso ci vuole? Quante tasse oltre contributi INPS devo pagare?
    Grazie.

    • Quello che deve domandarsi è se può continuare con questo tipo di inquadramento che riguarda solo attività non continuative nel tempo. A mio avviso dovrebbe andare verso la Partita IVA. Comunque, per rispondere alla sua domanda, in questo articolo trova tutte le info: "Prestazione occasionale: guida".

  • IL CONTRIBUTO INPS GESTIONE SEPARATA DI UN PENSIONATO DOVUTO PER L'8% E' DETASSATO DA IRPEF?

  • Salve,
    avrei bisogni di un chiarimento. Da quet'anno sono entrata a fare parte di una SNC come socia ma continuo a svolgere altre attività di lavoro autonomo occasionale. Dal momento che le mie collaborazioni cn 2 diversi committenti superano i 5000 euro annui, devo applicare l'aliquota del 34,23%?

    • E' il committente che deve trattenerle il contributo previdenziale. Deve comunicare ai suoi committenti il superamento della soglia.

  • Salve,
    Grazie per le preziose informazioni contenute in queste pagine.
    Io avrei una domanda da porre: il reddito generato da un lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata con partita IVA in regime forfettario, può essere considerato un reddito assimilabile a quello di lavoratore dipendente? Per esempio nel calcolo degli assegni per il nucleo famigliare.
    Ringrazio anticipatamente.
    Buona serata

  • Salve, è possibile avere delle delucidazioni sul minimale della gestione separata per quanto riguarda il libero professionista "senza cassa"? Devo pagare il 25,72% del reddito imponibile? e se non ho un reddito tale che supera € 15.710,00 (reddito minimo annuo) devo comunque pagare € 4.040,612? grazie in anticipo.

    • Come spiegato nell'articolo i contributi dovuti alla gestione separata sono calcolati sul reddito imponibile IRPEF, senza minimale.

  • Salve,
    sono iscritto alla Gestione Separata come parasubordinato (contratto co.co.co). Non mi è chiaro se, facendo delle prestazioni occasionali, il limite di 5000€ si applica solo al reddito derivante dalle prestazioni occasionali oppure va considerato anche quello proveniente dal co.co.co.
    Grazie in anticipo per ogni chiarimento

    • La prestazione occasionale ha regole proprie indipendentemente da altre tipologie reddituali percepite. Il limite di € 5.000 è relativo alle sole prestazioni occasionali.

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