Visto di conformità
Visto di conformità

L’art. 1 co. 574 della Legge n. 147/13, ha previsto l’apposizione del visto di conformità ex art. 35 co. 1 lett. a) del D.Lgs. n. 241/97, da parte di un soggetto abilitato, per utilizzare in compensazione, mediante il modello F24, crediti di importo superiore a 5.000 euro annui di imposte erariali: IRES, IRPEF, IRAP, addizionali, imposte sostitutive e ritenute alla fonte.

I crediti fiscali derivanti dalla dichiarazione dei redditi, di importo superiore ai 5.000 euro per poter essere compensati con modello F24 dal contribuente, necessitano dell’apposizione del visto di conformità in dichiarazione dei redditi. Questo è quanto ha previsto l’articolo 1, comma 574, della Legge n. 147/2013.

Il visto di conformità si applica alle singole dichiarazioni dalle quali emerge il credito e riguarda le compensazioni di cui all’art. 17 del D.Lgs. n. 241/97, vale a dire le compensazioni orizzontali” che avvengono nel modello F24. L’apposizione del visto di conformità è uno strumento posto a tutela dei crediti erariali, attraverso la verifica della corretta applicazione delle norme tributarie, demandato a soggetti esterni all’Agenzia delle Entrate (professionisti). In particolare, il visto di conformità è necessario per l’utilizzo in compensazione dei crediti relativi alle imposte sui redditi, alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte di cui all’art. 3 del DPR n. 602/73, alle imposte sostitutive delle imposte sui redditi ed all’Irap.

Pubblicità

Quali imposte a credito sono soggette a visto di conformità?

Risultano inclusi, nel rilascio del visto di conformità, al superamento del limite dei 5.000 euro, i crediti derivanti dalle seguenti imposte:

  • Irpef, Ires e relative imposte addizionali;
  • Imposte sostitutive delle imposte sul reddito;
  • Irap;
  • Ritenute alla fonte di cui all’articolo 3 del DPR n. 602/1973.

Viceversa risultano esclusi tutti quei crediti il cui presupposto non sia direttamente riconducibile alle stesse imposte quali. Ne sono esempi, i crediti aventi natura strettamente agevolativa. Sul punto vedasi la Circolare n. 28/E/2014 dell’Agenzia delle Entrate, la quale indica ad esempio i seguenti crediti di imposta di natura agevolativa:

  • Credito per beni strumentali nuovi (art. 1, co. 184 – 197 Legge n. 160/19);
  • Credito per beni strumentali nuovi (art. 1, co, 1051 – 1063 Legge n. 178/20);
  • Credito formazione 4.0 (art. 1, co. 46 – 55 Legge n. 205/17);
  • Bonus investimenti pubblicitari (art. 57-bis D.L. n. 50/17).

Evidenza del visto di conformità in dichiarazione

La normativa prevede che l’utilizzo in compensazione orizzontale dei crediti fiscali sulle imposte dirette (Ires, Irpef e Irap), per importi superiori a 5.000 euro, sia subordinato, alternativamente, al seguente adempimento:

  • Apposizione del visto di conformità nella dichiarazione (di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a), del D.Lgs. n. 241/97) da parte di un intermediario abilitato (Caf, dottore Commercialista, Consulenti del lavoro, etc);
  • Sottoscrizione della dichiarazione stessa da parte dell’organo incaricato della revisione legale, ovvero il collegio sindacale, laddove lo stesso sia investito anche del controllo contabile (da un punto di vista pratico dovrà essere barrata la casella “Attestazione” presente nel frontespizio del relativo Modello Unico).

L’avvenuta apposizione del visto di conformità è testimoniata dalla compilazione dell’apposita sezione del frontespizio dei modelli dichiarativi. Di seguito il riquadro contenuto nel modello Redditi P.F.

Visto di conformità
Visto di conformità

Tuttavia, a differenza di quanto accade per la compensazione del credito Iva, la disposizione in esame non contiene l’ulteriore restrizione riguardante l’obbligo di differimento della possibilità di compensazione orizzontale al giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito, laddove la compensazione ecceda l’importo di 5.000 euro. In questo modo, le compensazioni orizzontali fino a 5.000 euro possono essere fatte liberamente, anche prima della presentazione della dichiarazione vistata, dal quale il credito stesso emerge. Mentre le compensazioni superiori alla soglia di 5.000 euro non devono attendere il giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi, ma possono essere effettuate immediatamente.

Modelli 730 e visto di conformità

In relazione ai modelli 730, i CAF o professionisti sono obbligati a rilasciare il visto di conformità, quindi non occorre richiedere l’apposizione di uno specifico visto qualora si voglia utilizzare in compensazione, mediante indicazione nel quadro I, un credito di importo superiore a 5.000 euro (Circolare n. 13/E/2019 Agenzia delle Entrate). 

Limiti solo per compensazione orizzontale

Come precisato dalla Circolare n. 10/E/2014, il limite dei 5.000 euro, superato il quale scatta l’obbligo di apporre il visto di conformità, è riferibile esclusivamente alla compensazione orizzontale dei crediti a seguito del richiamo all’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997 e, quindi non alla compensazione verticale, ancorché questa venga effettuata mediante la presentazione della delega di versamento.

Il limite di importo di 5.000 euro si riferisce alle singole tipologie di credito emergenti dalla dichiarazione. In altri termini, se dalla dichiarazione dei redditi emergono due diversi crediti d’imposta rispettivamente di ammontare inferiore a 5.000 euro, ma complessivamente di importo superiore alla soglia, quest’ultimi potranno essere utilizzati in compensazione senza apporre il visto di conformità. Viceversa, l’utilizzo in compensazione di un credito per un importo superiore a 5.000 euro comporta l’obbligo di apposizione del visto su tutta la dichiarazione, anche in presenza di altri crediti, utilizzati o meno, di ammontare inferiore alla soglia.

Utilizzo del credito oggetto di visto di conformità

Il rilascio del visto di conformità è richiesto al fine di poter utilizzare in compensazione orizzontale il credito con il modello F24. Il visto riguarda la possibilità di utilizzare in compensazione crediti di importo superiore a 5.000 euro. Tale compensazione può avvenire soltanto a partire dal decimo giorno successivo all’avvenuta presentazione della dichiarazione.

Esonero dall’applicazione del visto di conformità

I principali casi di esonero dall’applicazione del visto di conformità possono essere così schematizzati:

  • Compensazione di crediti tributari di importo inferiore a 5.000 euro, dal giorno successivo a quello di chiusura del periodo di imposta per il quale deve essere presentata la relativa dichiarazione;
  • Compensazione orizzontale di crediti erariali per il versamento dell’acconto;
  • Conseguimento di adeguato livello di affidabilità fiscale ai fini degli ISA.

I crediti tributari (IRPEF, IRES, IRAP, ritenute alla fonte, imposte sostitutive delle imposte sui redditi) di importo fino a 5.000 euro, possono essere utilizzati in compensazione a partire dal giorno successivo a quello di chiusura del periodo di imposta per il quale deve essere presentata la relativa dichiarazione dalla quale emergerà il credito. In pratica, sono liberamente compensabili a prescindere dalla presentazione del modello dichiarativo.

Particolare attenzione deve essere posta sulla compensazione orizzontale per il versamento dell’acconto. In questo caso, siamo di fronte ad ipotesi di esonero dall’apposizione del visto. Ad esempio, ipotizziamo un credito IRPEF, di 7.000 euro, ed un acconto da versare per 8.000 euro, il modello F24 può essere prestato senza l’apposizione del visto sulla dichiarazione dei redditi.

Ulteriore ipotesi di esonero dall’applicazione del visto di conformità si ha nel caso in cui il contribuente abbia conseguito un livello di affidabilità fiscale ai fini degli ISA individuato con provvedimento direttoriale dell’Agenzia delle Entrate.

L’esonero dal visto di conformità non si applica ai crediti relativi alle ritenute fiscali operate dal contribuente in qualità di sostituto di imposta, emergenti dal modello 770.

Di seguito l’evidenziazione dell’esonero dall’apposizione del visto di conformità nel modello Redditi P.F.

Esonero applicazione visto di conformità
Esonero applicazione visto di conformità

Vincolo alla possibilità di compensazione dei crediti fiscali

L’art. 31 del D.L. n. 78/2010 ha introdotto il divieto di compensazione dei crediti relativi alle imposte erariali, in presenza di dediti iscritti a ruolo o derivanti da accertamento esecutivi relativi alla medesima tipologia di imposta, scaduti e di importo superiore a 1.500 euro.

Chi sono i soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità?

I soggetti abilitati al rilascio del visto di conformità sono (articolo 35, decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241) gli iscritti:

  • Nell’albo dei dottori commercialisti e degli esperti contabili;
  • Nell’albo dei consulenti del lavoro;
    Nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle Camere di Commercio per la sub-categoria
    tributi alla data del 30.9.93, in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza o in
    economia e commercio o equipollenti o del diploma di ragioneria;
    Gli iscritti al registro dei revisori legali (*)
    I responsabili dei centri di assistenza fiscale imprese.

I soggetti ammessi al rilascio del visto di conformità devono eseguire una serie di adempimenti preliminari:

  • Ottenere l’abilitazione all’invio delle dichiarazioni fiscali;
  • Stipulare una specifica polizza assicurativa per la responsabilità professionale;
  • Effettuare una comunicazione alla Direzione Regionale delle Entrate competente in base al proprio domicilio fiscale.

Il professionista che rilascia il visto di conformità deve inoltre provvedere alla trasmissione telematica della dichiarazionevistata” (Risoluzione n. 99/E/2019 Agenzia delle Entrate), salvo che ricorra uno specifico “collegamento” tra il professionista che appone il visto e il soggetto che provvede all’invio della dichiarazione.

Come verificare se un professionista è abilitato al rilascio del visto di conformità?

Per verificare se un professionista è abilitato al rilascio del visto, è possibile fruire del servizio di interrogazione messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate:

I controlli sulle dichiarazioni per il rilascio del visto

L’obiettivo dei controlli propedeutici al rilascio del visto di conformità è quello di  evitare errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili, delle imposte e delle ritenute, nonché nel riporto delle eccedenze risultanti dalle precedenti dichiarazioni. Il controllo pertanto è di tipo formale e non comporta valutazioni di merito di alcun tipo.

Modalità di controllo generale

Riscontro della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze della relativa documentazione e alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti d’imposta, lo scomputo delle ritenute d’acconto, i versamenti.

Modalità di controllo specifica

Per soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili: in aggiunta ai menzionati riscontri occorre verificare la regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie; la corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e di queste ultime alla relativa documentazione.

I controlli automatici dell’Agenzia delle Entrate sulle compensazioni

L’Agenzia delle Entrate, in occasione della ricezione delle dichiarazioni inviate telematicamente, effettua dei controlli automatici circa la regolarità dell’apposizione del visto. Le verifiche sono relative:

  • Alla presenza del codice fiscale del professionista vistante nell’elenco dei soggetti abilitati all’apposizione del visto presso la Direzione Regionale competente, oppure la presenza dello stesso in situazione “non attivo”;
  • La coincidenza tra il professionista che ha vistato la dichiarazione ed il soggetto che l’ha inviata.

La ricorrenza delle fattispecie evidenziate viene evidenziata con uno specifico messaggio nella parte della ricevuta telematica dedicata alle segnalazioni.

Sanzioni applicabili sulle compensazioni senza visto di conformità

Sanzioni per il contribuente

Nel caso in cui si dovesse utilizzare un credito in compensazione orizzontale di importo superiore ad 5.000 euro per singola imposta senza che la relativa dichiarazione sia debitamente vistata si applica, nei confronti del contribuente, la sanzione prevista in caso di omesso versamento e quindi pari al 30% del credito indebitamente utilizzato. Vedasi le risoluzioni n. 82/E/2018 e n. 99/E/2019.

Se il credito è stato utilizzato in misura superiore a 5.000 euro, occorre distinguere a seconda di quando è stata presentata la dichiarazione integrativa:

  • In ipotesi di presentazione entro 90 gg dalla scadenza del termine ordinario, l’Agenzia ritiene applicabile solo la sanzione per la violazione formale (art. 8 co. 1 del D.Lgs. n. 471/97);
  • Dopo il decorso del termine citato, l’Erario applica la sanzione del 30% (art. 13, co. 4 del D.lgs. n. 471/97), che è ravvedibile secondo la disciplina ordinariamente prevista.

Sanzioni per il professionista

In capo al professionista, il rilascio infedele del visto di conformità, è sanzionato sulla base di quanto previsto dall’articolo 39, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 241/1997 e quindi con sanzione pecuniaria da 258 euro ad 2.582 euro. In ipotesi di violazioni ripetute e particolarmente gravi si potrà incorrere nelle sanzioni accessorie con sospensione della facoltà di rilasciare il visto di conformità per un periodo da uno a tre anni.

Ulteriori violazioni commesse successivamente al periodo di sospensione possono, inoltre, portare all’inibizione al rilascio del visto di conformità. Le sanzioni in oggetto sono definibili in via agevolata fruendo della loro riduzione ad un terzo così come previsto dall’articolo 16, comma 3, del D.Lgs. n. 472/1997 qualora il pagamento avvenga entro il termine previsto per la proposizione del ricorso. Tale definizione, però, non impedisce l’applicabilità delle sanzioni accessorie (articolo 39, comma 4-bis, D.Lgs. n. 241/1997).

Superbonus 110% e visto di conformità

Il rilascio del visto di conformità è stato previsto anche in caso di esercizio dell’opzione per lo sconto in fattura o la cessione del credito d’imposta, in relazione agli interventi che danno diritto al c.d. “superbonus del 110%” (artt. 119 e 121 del D.L. n. 34/2020 e circ. Agenzia delle Entrate 22.12.2020 n. 30). Il visto deve essere apposto sulla comunicazione da inoltrare all’Agenzia delle Entrate, per attestare la conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta del 110%.

Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. Richiedi una consulenza personalizzata con me.