Fattura Semplificata: istruzioni di compilazione

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La Fattura Semplificata può essere emessa fino ad un importo massimo di € 400,00. Non risulta possibile utilizzare la fattura semplificata, indipendentemente dall’importo per: le cessioni intracomunitarie; le cessioni di beni e prestazioni di servizi (escluse le operazioni esenti) effettuate nei confronti di un soggetto passivo stabilito in altro Stato comunitario, nel quale è dovuta l’imposta.

Tutti i contribuenti, soggetti passivi IVA, hanno la possibilità di emettere Fattura Semplificata (di cui all’articolo 21-bis del DPR n 633/72) per importi non superiori ad € 400,00.

A partire dal 1° gennaio 2019 qualora ne ricorra l’obbligo, la fattura semplificata deve essere emessa in formato elettronico (così come accade per la Fattura Ordinaria di cui all’articolo 21 del DPR n 633/72).

Vediamo, quindi, tutte le informazioni utili per l’emissione della Fattura Semplificata.

Fattura semplificata
Fattura semplificata

FATTURA SEMPLIFICATA: SOGGETTI INTERESSATI

L’emissione della Fattura Semplificata è disciplinata dall’articolo 21-bis del DPR n 633/72.

Hanno la possibilità di emettere la Fattura Semplificata tutti i soggetti passivi IVA, tenendo presente che:

  • Risulta possibile emettere fattura semplificata qualora l’importo dell’operazione non sia superiore ad € 400 (IVA inclusa);
  • E’ possibile emettere in modalità semplificata anche la fattura rettificativa (indipendentemente dal valore dell’importo). Come, ad esempio, le note di variazione emesse ai sensi dell’articolo 26 del DPR n 633/72.

Non è consentito l’utilizzo della Fattura Semplificata nei seguenti casi:

  • Le cessioni intracomunitarie, di cui all’articolo 41 del DL n 331/93;
  • Le cessioni di beni e prestazioni di servizi (escluse le operazioni esenti di cui ai nn. da 1 a 4 e 9 dell’articolo 10 del DPR n 633/72) effettuate nei confronti di un soggetto passivo stabilito in altro Stato comunitario, nel quale è dovuta l’imposta. Si tratta delle operazioni non soggette ad IVA per difetto del requisito della territorialità, effettuate da soggetti passivi stabiliti nel territorio dello Stato nei confronti di soggetti passivi debitori dell’imposta in un altro Stato membro con il meccanismo dell’inversione contabile. Operazioni per le quali in fattura deve essere apposta l’annotazione “inversione contabile”.

LA PROCEDURA PER L’EMISSIONE DELLA FATTURA SEMPLIFICATA

La Fattura Semplificata deve contenere almeno le seguenti indicazioni:

  • – data di emissione;
  • – numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
  • – ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale. Nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
  • – numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore;
  • – ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale. Nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti; in caso di soggetto stabilito nel territorio dello Stato può essere indicato il codice fiscale o il numero di partita IVA, ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento;
  • – descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi. In luogo della natura, qualità e quantità dei beni e servizi prestati richiesti per la fattura ordinaria, nella fattura semplificata e` possibile riportare la ‘‘Descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi’’ (es, come già ammesso per il settore della ristorazione, con la locuzione ‘‘menu` a prezzo fisso’’ o ‘‘menu` turistico’’ suggerita dalla C.M. 19 gennaio 1980, n. 3/380101 per le ricevute fiscali);
  • – ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla;
  • – per le fatture emesse ai sensi dell’art. 26 D.P.R. n. 633/1972, il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni specifiche che vengono modificate.

LA FATTURA SEMPLIFICATA RETTIFICATIVA

Sulle fatture rettificative (se si sceglie quanto previsto dall’articolo 21-bis del DPR n 633/72) va riportato, oltre alle specifiche indicazioni previste per la fattura semplificata, anche il riferimento delle fatture rettificate.

Questo aspetto può recare qualche problema operativo, in quanto una rettifica fatta a fine anno per sconti derivanti dal raggiungimento di obiettivi prefissati potrebbe richiedere l’indicazione nella fattura – anche semplificata – di tutti i documenti che sono stati emessi nell’anno e sono oggetto di variazione.

Sembra ragionevole ritenere che in tali ipotesi torni applicabile quanto chiarito dalla Risoluzione n 36/E/2008, nella quale era stato ritenuto sufficiente indicare gli estremi contrattuali, la base di calcolo e la percentuale di sconto spettante

ELEMENTI CARATTERIZZANTI DELLA FATTURA SEMPLIFICATA

Vediamo, di seguito, i principali elementi che caratterizzano la Fattura Semplificata.

Dati identificativi del cessionario/committente e del rappresentante fiscale:

  • Ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio;
  • Ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti

In alternativa:

  • In caso di soggetto stabilito nel territorio dello Stato può essere indicato il codice fiscale o il numero di Partita IVA;
  • Oppure, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’UE, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento.

Descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi. Questo aspetto costituisce un’altra importante semplificazione rispetto alla fattura ordinaria, che richiede l’indicazione di natura, qualità e quantità dei beni ceduti e dei servizi prestati, nella fattura semplificata è possibile indicare in modo più generico (inserendo la sola descrizione) l’oggetto dell’operazione.

Ammontare del corrispettivo complessivo e dell’imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla

Per le fatture rettificative (di cui all’articolo 26 del DPR n 633/72) va riportato:

  • Il riferimento della fattura rettificata;
  • Le specifiche indicazioni che vengono modificate.

FATTURA SEMPLIFICATA E TRASMISSIONE ELETTRONICA DEI CORRISPETTIVI

La Fattura Semplificata può essere emessa anche con l’utilizzo del registratore di cassa.

Nel qual caso il cedente o prestatore può indicare nel documento gli stessi dati identificativi normalmente contenuti nello scontrino fiscale, omettendo le altre indicazioni richieste dall’articolo 21-bis, primo comma, lettera c), del DPR n 633/72.

La stessa possibilità è riservata anche per l’emissione della fattura ordinaria di cui all’articolo 21 del DPR n 633/72. In tal caso il cedente o prestatore può indicare nel documento gli stessi dati identificativi normalmente contenuti nello scontrino fiscale, omettendo le altre indicazioni richieste dall’articolo 21, secondo comma, lettera c), del DPR n 633/72.

A seguito dell’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi (art. 2, 1º comma del D.Lgs. n. 127/15, come sostituito dall’articolo 17, 1º comma, lett. a) del D.L. n. 119/2018 convertito con modificazioni dalla Legge n. 136/2018):

  • per i soggetti, di cui all’art. 22 del DPR n. 633/1972 (quali ad esempio: commercianti al minuto e artigiani, esercenti alberghi, pubblici esercizi, mense aziendali, ecc.), con volume d’affari superiore ad Euro 400.000 dal 1º luglio 2019 viene meno la possibilità di utilizzo della ricevuta fiscale ovvero scontrino fiscale, ferma restando la possibilità di emissione della fattura per scelta o su richiesta del cliente. Infatti, tali soggetti saranno tenuti alla trasmissione telematica dei corrispettivi;
  • Per i soggetti, di cui all’art. 22 del DPR n 633/1972 (quali ad esempio: commercianti al minuto e artigiani, esercenti alberghi, pubblici esercizi, mense aziendali, ecc.), indipendentemente dal volume d’affari, dal 1º gennaio 2020 viene meno la possibilità di utilizzo della ricevuta fiscale ovvero scontrino fiscale.Ferma restando la possibilità di emissione della fattura per scelta o su richiesta del cliente. Infatti, tali soggetti saranno tenuti alla trasmissione telematica dei corrispettivi.

CASI DI ESONERO DALL’OBBLIGO DI TRASMISSIONE TELEMATICA DEI CORRISPETTIVI

La disposizione normativa prevede che siano individuati i casi di esonero dall’obbligo di trasmissione telematica dei corrispettivi in ragione della tipologia di attività esercitata.

Tali casi di esonero dovevano essere individuati da apposito Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Nella GU 18 maggio 2019, n. 115 è stato pubblicato il D.M. 10 maggio 2019 che prevede i seguenti casi di esonero:

  1. Alle operazioni non soggette all’obbligo di certificazione dei corrispettivi, ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. n. 696/1996. Si tratta della della vendita di tabacchi, quotidiani e periodici, cessione di alcuni prodotti agricoli, vendita a distanza ovvero corrispondenza – commercio elettronico indiretto, ecc. Stessa cosa per i servizi del D.M. 13 febbraio 2015 (servizi di stampa e recapito dei duplicati di patente e servizi di gestione e rendicontazione del relativo pagamento) e del DM 27 ottobre 2015 (prestazioni di servizi di telecomunicazione, teleradiodiffusione e di servizi elettronici – commercio elettronico diretto c.d. e-commerce);
  2. Alle prestazioni di trasporto pubblico collettivo di persone e di veicoli e bagagli al seguito, se i biglietti di trasporto assolvono la funzione di certificazione fiscale;
  3. Le operazioni collegate a quelle di cui sopra, nonché alle operazioni di cui all’art. 22 del DPR n. 633/1972, effettuate in via marginale rispetto alle precedenti o rispetto a quelle soggette agli obblighi di fatturazione (sul punto la disposizione normativa specifica che si considerano marginali le operazioni i cui ricavi o compensi non superano l’1 per cento del volume d’affari registrato nel 2018). Tale esonero torna applicabile fino al 31 dicembre 2019;
  4. Alle operazioni effettuate a bordo di navi, aerei o treni qualora il trasporto sia internazionale.

I contribuenti che esercitano le attività di cui sopra hanno la facoltà, comunque, di decidere se utilizzare la trasmissione telematica dei corrispettivi.

ESERCENTI IMPIANTI DI DISTRIBUZIONE DI CARBURANTI

Il decreto stabilisce, infine, che fino al 31 dicembre 2019, gli esercenti impianti di distribuzione di carburante sono esonerati dall’obbligo di memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri, per le operazioni di cui all’art. 22 D.P.R. n. 633/1972, diverse dalle cessioni di benzina o di gasolio, i cui ricavi o compensi non sono superiori all’1% del volume d’affari del 2018.

Per dette operazioni continuerà ad essere obbligatorio il rilascio della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale ovvero emissione della fattura se richiesta dal cliente.

Anche in tal caso è possibile (quindi, in via facoltativa) utilizzare da parte degli operatori la trasmissione telematica dei corrispettivi.


FATTURA EMESSA CON INDICAZIONE SEMPLIFICATA: CONCLUSIONI

In questo articolo ho cercato di spiegarti come tutti i contribuenti che effettuano attività di commercio al minuto hanno la possibilità di emettere Fattura Semplificata.

Si tratta di una fattura che ha il vantaggio di contenere minori indicazioni rispetto ad una normale Fattura Elettronica. Per questo motivo può essere interessante sfruttarla.

E’ opportuno ricordare che la possibilità è ammessa per importi fino a € 400 (IVA inclusa), e per tutte le operazioni economiche.

Se hai dubbi riguardanti le modalità di applicazione della Fattura Semplificata lasciaci in un commento.

CONSULTA LE FAQ SULLA FATTURA SEMPLIFICATA

Cos’è una Fattura in modalità Semplificata?

La Fattura Semplificata è un documento simile ad una fattura ordinaria ma con informazioni ridotte che può essere emesso in casi particolari.

La fattura semplificata è stata introdotta con articolo 21-bis del DPR n 633/72 come semplificazione sugli obblighi di fatturazione.

Quando si emette la Fattura Semplificata?

La Fattura in modalità Semplificata può essere emessa al posto della Fattura Ordinaria. Questo solo qualora l’importo della fattura sia inferiore a € 400 (IVA inclusa). Non deve trattarsi di cessioni intracomunitarie, ex articolo 41 del DPR n 331/93 o per beni o servizi per cui non valga il principio di territorialità ovvero quando l’IVA è dovuta nel Paese del committente.

Vantaggi della Fattura in modalità Semplificata

a fattura semplificata non richiede che vengano in inseriti i dati completi del cliente ma basta includere la Partita IVA oppure il codice fiscale.
Inoltre, non è necessario annotare tutti i dettagli di bene o servizi ma basta una descrizione sommaria.
Lo stesso vale per il totale e l’IVA che possono essere indicati in un’unica voce come totale IVA inclusa.

Cosa includere nella Fattura Semplificata

La fattura semplificata deve includere:
– Numero di fattura univoco in una sequenza senza salti;
– Data di emissione;
– I tuoi dati e quelli del cliente, comprensivi di Partita IVA;
Gli importi complessivi da pagare con IVA;
Nel caso in cui si tratti di una nota di variazione , devi riportare il riferimento al numero della fattura originale.

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