In quali casi è possibile ottenere l’esenzione dal bollo auto? Vediamo le principali casistiche per essere esentati dal pagamento del bollo sugli autoveicoli.

Il bollo auto è dovuto periodicamente, di anno in anno, dal proprietario del veicolo in ragione del possesso. Questo è dovuto indipendentemente dall’utilizzo del medesimo su strade pubbliche.

Il possesso dell’autoveicolo è determinato in base a quanto risulta dal Pubblico registro automobilistico (PRA). Per tutti i veicoli soggetti ad iscrizione (nelle ipotesi in cui, tuttavia, l’automobilista rimanga intestatario di un veicolo da egli non più posseduto, può fornire la prova contraria rispetto alle risultanze del PRA).

La tassa automobilistica non è dovuta per effetto dell’iscrizione al PRA. Infatti essa è dovuta in conseguenza della circolazione su strade ed aree pubbliche (in tal caso, essa viene definita “tassa di circolazione“).

Circolazione su strade e aree che fa scattare il presupposto dell’imposta per alcune categorie di veicoli.

Veicoli come:

  • I ciclomotori, i quadricicli leggeri (le cosiddette minicar);
  • I veicoli di particolare interesse storico e collezionistico (ultraventennali);
  • I veicoli ultratrentennali.

Tuttavia, alcune categorie di soggetti o di veicoli hanno la possibilità di ottenere l’esenzione dal bollo auto. Ne sono esempi i soggetti portatori di gravi disabilità, le vetture ultra trentennali e le vetture alimentate a GPL. Vediamo nel dettaglio cosa prevede la legge.

Esenzione dal bollo auto

Vediamo, quindi, di seguito quali sono le tipologie di soggetti e vetture che possono godere dall’esenzione dal bollo auto. Di seguito le principali casistiche di esenzione.

Esenzione bollo auto per i disabili che possono fruire della Legge n. 104

È possibile essere esentati dal pagamento del bollo auto per i veicoli intestati a soggetti disabili. L’esenzione dal bollo auto spetta sia quando l’auto è intestata al disabile sia quando l’intestatario è un familiare del quale egli è fiscalmente a carico.

L’ufficio competente per la concessione dell’esenzione è l’ufficio tributi dell’ente Regione. Nelle regioni in cui tali uffici non sono stati istituiti l’interessato può rivolgersi all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate.

Per la gestione delle pratiche di esenzione alcune regioni si avvalgono dell’Aci.

Attenzione: le Regioni possono estendere l’agevolazione anche ad altre categorie di persone disabili, rispetto a quelle indicate all’inizio del presente capitolo. E’ quindi opportuno informarsi presso gli Uffici competenti per verificare la sussistenza del diritto all’esenzione.

La procedura da seguire per l’esenzione

Se il disabile possiede più veicoli, l’esenzione spetta solo per uno di essi: egli stesso, al momento della presentazione della documentazione, indicherà la targa dell’auto prescelta.

Restano esclusi dall’esenzione gli autoveicoli intestati ad altri soggetti, pubblici o privati (enti locali, cooperative, società di trasporto, taxi polifunzionali, eccetera).

Per fruire dell’esenzione il disabile deve, solo per il primo anno, presentare all’ufficio competente (o spedire per raccomandata A/R) la documentazione prevista (vedi, più avanti, il paragrafo dedicato).

I documenti vanno presentati entro 90 giorni dalla scadenza del termine entro cui andrebbe effettuato il pagamento.

Una volta riconosciuta, l’esenzione è valida anche per gli anni successivi, senza che l’interessato ripresenti l’istanza e invii nuovamente la documentazione. Tuttavia, dal momento in cui vengono meno le condizioni per avere diritto al beneficio (per esempio perché l’auto viene venduta) l’interessato deve comunicarlo allo stesso ufficio a cui era stata richiesta l’esenzione.

Gli uffici che ricevono l’istanza trasmettono al sistema informativo dell’Anagrafe tributaria i dati contenuti nella stessa (protocollo e data, codice fiscale del richiedente, targa e tipo di veicolo, eventuale codice fiscale del proprietario di cui il richiedente è fiscalmente a carico).

Devono inoltre dare notizia agli interessati sia dell’inserimento del veicolo tra quelli ammessi all’esenzione sia dell’eventuale non accoglimento dell’istanza.

Quali categorie di disabili possono fruire dell’esenzione dal bollo auto?

Nello specifico, rientrano tra i soggetti per quali vige l’esenzione dal pagamento del bollo auto i seguenti soggetti:

  • I disabili non vedenti o sordi come risultante dalle certificazioni rilasciate da Commissioni mediche pubbliche di accertamento;
  • i disabili pluriamputati o con gravi limitazioni della capacità di deambulare, affetti da handicap grave di cui al comma 3, dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992, come risulta dalla certificazione rilasciata dalla Commissione medica ASL;
  • I disabili psichici o mentali (di gravità tale da fruire dell’indennità di accompagnamento) affetti da handicap grave di cui al comma 3, dell’art. 3 della legge n. 104 del 1992, come risulta dalla certificazione rilasciata dalla Commissione medica ASL.

L’esenzione dal bollo auto stabilita dalle Regioni

Le Regioni sono libere di stabilire esenzioni sul bollo auto, senza rispettare i limiti dettati dalle norme statali. L’unico vincolo che hanno è quello di non aumentare la pressione fiscale rispetto ai massimi previsti dallo Stato.

A stabilire questa regola è intervenuta la sentenza della Corte Costituzionale n. 122/2019 del 20 maggio 2019. Questa sentenza ha, di fatto, affidato alle Regioni la totale discrezionalità in materia, purché nei limiti del massimale imposto dalle norme statali. 

I giudici costituzionali hanno deciso che le peculiarità attribuite alla tassa automobilistica impongono alle Regioni soltanto di non aumentare la pressione fiscale oltre i limiti fissati dal legislatore statale. Questo quindi indica che le regioni hanno il potere d’introdurre delle esenzioni anche se non sono previste dal legislatore statale.

Ad esempio, la Lombardia ha introdotto delle agevolazioni per chi acquista veicoli a basse emissioni inquinanti, rottamando i vecchi veicoli. In questa regione le auto elettriche sono esenti dal bollo, così come quelle a gas e a idrogeno. Per queste tipologie di vetture il bollo è esente per sempre, mentre per le auto nuove o usate Euro 5 o euro 6, bifuel o ibride, l’agevolazione ha durata triennale se contestualmente all’acquisto si rottamano veicoli Euro 0 e 1 (diesel e benzina) ed Euro 2 e 3 (solo diesel).

Esenzione dal pagamento del bollo auto per i veicoli a GPL

L’esenzione del pagamento bollo auto è prevista non solo per particolari tipologie di soggetti ma anche per alcune categorie di vetture. Tra le auto esenti dal bollo ci sono le auto alimentate a GPL, ma la regolamentazione di questa materia varia in base alle singole Regioni.

Vediamo, di seguito, quali sono le Regioni che prevedono l’esenzione del bollo per le auto GPL.

Esenzioni bollo auto per veicoli a GPL suddivise per Regione

Abruzzo
Solo i veicoli alimentati esclusivamente a GPL pagano un quarto della tassa automobilistica prevista per i corrispondenti veicoli a benzina, hanno quindi uno sconto del 25% sul bollo auto.
Campania
Per i primi cinque anni le auto GPL sono esentate dal pagamento del bollo. Successivamente vengono tassate come le auto a benzina.
Emilia Romagna
Per i veicoli a doppia alimentazione o anche solo a GPL, per i primi cinque anni c’è lo sconto del 75% sul totale che dovrebbero versare se fossero auto a benzina.
Lazio
Le autovetture alimentate esclusivamente a GPL sono soggette al pagamento di un quarto della tassa automobilistica prevista per i corrispondenti veicoli a benzina, ovvero con uno sconto del 25%.
Liguria
Le auto GPL beneficiano dell’esenzione dal primo bollo e dalle prime cinque annualità, dopo le quali viene pagata la cifra per intero come le auto a benzina.
Lombardia
Le auto GPL in Lombardia sono esentate al 100% dal pagamento del bollo, senza limiti di tempo dall’immatricolazione.
Marche
Per le auto alimentate esclusivamente a GPL il bollo auto è scontato al 75% sul totale che avrebbero dovuto versare le auto con pari potenza alimentate a benzina.
Piemonte
Sono esentate dal pagamento tutte le auto con impianto GPL di serie, mentre l’esenzione dura 5 anni per le auto a cui è stato installato l’impianto successivamente
Puglia
Le auto alimentate esclusivamente a GPL o con doppia alimentazione benzina/GPL immatricolate dal 1° gennaio 2013 non pagano il bollo per il primo periodo fisso e per le prime cinque annualità. Al termine dei cinque anni le auto con alimentazione solo GPL pagano con uno sconto del 75%, mentre quelle a doppia alimentazione pagano per intero.
Umbria
Le auto a GPL immatricolate dopo il 2013 non pagano il bollo per il primo periodo fisso e i due anni successivi. Dopo pagano pagano un quarto della tassa di possesso, con uno sconto pari quindi al 75%.
Valle d’Aosta
Le auto GPL pagano la tassa di possesso con il 75% di sconto
Veneto
Le esenzioni valgono soltanto per le auto alimentate solamente a gas, che non abbiano anche il serbatoio di benzina. Lo sconto è del 75%.

Esenzione dal bollo per auto ibride/elettriche

Per quanto riguarda le ulteriori esenzioni dal bollo auto, i fortunati saranno coloro che acquisteranno un’auto ibrida o auto elettrica.

Difatti, per incentivare maggiormente l’acquisto di auto non inquinanti, anche attraverso l’ecobonus, chi acquista un’auto ibrida non pagherà il bollo per 3 o 5 anni a seconda della regione e chi paga con bonifico o con altri particolari sistemi di pagamento, si avrà la possibilità di usufruire di uno sconto del 10%.

Consigliamo di verificare la situazione attraverso il sito internet della tua Regione.

Esenzione dal pagamento del bollo per le auto storiche

Si può fare richiesta di esenzione bollo auto anche per le vetture definite storiche, ma in questo caso si deve distinguere le auto ultra ventennali da quelle ultra trentennali.

Sono considerati veicoli storici ultratrentennali gli autoveicoli costruiti da oltre 30 anni e non adibiti ad uso professionale o utilizzati nell’esercizio di attività di impresa, arti o professioni.

I veicoli storici ultratrentennali usufruiscono dell’esenzione bollo auto totale e tale beneficio è automatico: non occorre presentare alcuna domanda né iscrivere il proprio veicolo in un apposito registro storico.

Tuttavia, se un veicolo ultratrentennale è posto in circolazione su strade e aree pubbliche è dovuta una tassa di circolazione forfettaria pari a 28,40 euro.

Questa tassa di circolazione non è dovuta se il veicolo rimane inutilizzato, senza mai circolare su aree pubbliche; al contrario, il conducente deve portare con sé la ricevuta di pagamento della tassa di circolazione perché è previsto il controllo su strada da parte degli organi di polizia.

Differente la situazione per i veicoli ultra ventennali. Con la Legge di Bilancio dello Stato per il 2019 è stato disposto che le auto di interesse storico e collezionistico con anzianità di immatricolazione compresa tra i venti e i ventinove anni in possesso del certificato di rilevanza storica annotato sulla carta di circolazione hanno diritto ad una riduzione del 50% del bollo auto, mentre gli autoveicoli e i motoveicoli ultraventennali, esclusi quelli adibiti ad uso professionale, senza certificato di rilevanza storica annotato sulla carta di circolazione ma con attestazione di storicità ASI o FMI sono assoggettati al pagamento della tassa automobilistica regionale nella misura ridotta del 10 per cento.

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