Il divieto di licenziamento previsto dal Decreto Cura Italia e le ipotesi di cessazione del contratto di lavoro.

Il Decreto Cura Italia ha precluso la possibilità di effettuare licenziamenti per motivi economici, dal 17 marzo al 15 maggio 2020. La finalità di questa previsione, è senza dubbio, la tutela della stabilità dei rapporti di lavoro in questo periodo di emergenza sanitaria ed economica.

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La situazione di crisi economica causata dalle misure di contenimento Covid-19, ha messo a rischio molti posti di lavoro. A tal fine, il Governo, ha previsto un divieto temporaneo di effettuare licenziamenti di tipo economico.

L’art. 46 del DL n. 18/2020, ha precluso, l’avvio di nuove procedure di licenziamento collettivo. Restano sospese, sempre per 60 giorni, anche le procedure avviate dopo il 23 febbraio 2020.

Resta sospesa, anche la possibilità di avvalersi dei licenziamenti individuali, fino al 15 maggio, è vietato recedere dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo, ai sensi dell’art. 3 della L. n. 604/66.

Divieto di licenziamento

Il riferimento specifico alla norma contenuta nella legge sui licenziamenti individuali segna i confini del divieto. Ciò significa che, è esclusa l’applicazione, qualora la risoluzione del rapporto di lavoro non sia regolata da tale disposizione.

Vediamo quali sono le casistiche che restano al di fuori del divieto di effettuare licenziamenti per 60 giorni.

Divieto di licenziamento nel Decreto Cura Italia: le esclusioni

Lavoro domestico

Restano esclusi dal divieto, i datori di lavoro domestico.

L’esclusione è dovuta al fatto, che il licenziamento nel lavoro domestico, non è regolato dalle disposizioni di cui alla L. n. 604/66. Nel lavoro domestico, è pertanto possibile, recedere, anche in questo periodo, dal contratto ai sensi dell’art. 2118 c.c., fatto salvo l’obbligo del preavviso o del pagamento della relativa indennità sostitutiva.

Licenziamenti disciplinari

Inoltre, sono esclusi dal divieto i licenziamenti disciplinari e, quindi, sia il licenziamento per giustificato motivo soggettivo o con preavviso, determinato da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del prestatore di lavoro, sia il licenziamento per giusta causa o senza preavviso, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto.

Al lavoratore, resta il diritto di essere sentito a sua difesa, eventualmente con l’assistenza dell’associazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato. Vista la situazione epidemiologica, saranno adottate misure a distanza, come ad esempio un’audizione in videoconferenza.

Mancato superamento del periodo di prova

Restano esclusi dal divieto, anche la risoluzione del rapporto di lavoro per mancato superamento del periodo di prova.

L’art. 10 della L. n. 604/66 prevede che le norme sui licenziamenti individuali contenute nella legge non si applichino ai lavoratori in prova fino a quando la loro assunzione non diventi definitiva, mentre il recesso operato prima della scadenza è regolato esclusivamente dal co. 3 dell’art. 2096 c.c., che consente durante il periodo di prova a ciascuna delle parti di recedere dal contratto, senza obbligo di preavviso o d’indennità.

Si può, pertanto, porre fine al rapporto di lavoro, durante il periodo in cui sono vietati i licenziamenti, quando la prova è in scadenza o comunque sia trascorso un periodo ragionevole in cui abbia avuto effettivamente modo di svolgersi.

Il potere discrezionale del datore di lavoro di recedere durante il periodo di prova può essere legittimamente esercitato allorquando rifletta l’accertamento delle capacità professionali del lavoratore, a prescindere dall’arco temporale in cui tale accertamento sia avvenuto.

Scadenza del termine contratto a tempo determinato

Infine, resta escluso dal divieto, la risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti a tempo determinato, il cui rapporto di lavoro scada durante questi 60 giorni. In questo caso non si è, in presenza di un licenziamento, ma di una cessazione del rapporto di lavoro, per scadenza del termine.

3 COMMENTI

  1. salve, nulla e’ stato scritto nel caso una ditta voglia cessare l’attivita’, gia’ preventivata.

  2. Salve, e se il contratto fosse a tempo determinato e il datore di lavoro volesse anticipare il recesso per mancanza di lavoro?

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