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Diritto di autore con il Regime Forfettario: la tassazione

Tassazione ad specifica per il diritto d’autore percepito durante il Regime Forfettario. Si a deduzioni e tassazione sostitutiva, con contribuzione INPS e senza ritenuta di acconto.

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Se correlato con il lavoro autonomo in Regime Forfettario, il diritto di autore è tassato con sostitutiva, ma applicando le deduzioni forfetarie del TUIR.

I compensi derivanti dallo sfruttamento economico del diritto di autore percepiti da soggetti in Regime Forfettario devono scontare un regime di tassazione particolare. Si tratta, di un mix tra applicazione delle deduzioni legate alla disciplina dello sfruttamento del diritto di autore con l’applicazione dell’imposta sostitutiva sul Regime Forfettario.

L’occasione per l’Agenzia delle Entrate di chiarire la corretta applicazione della tassazione del diritto di autore per un soggetto che opera in Regime Forfettario si è resa necessaria considerata la mancanza di orientamenti in materia. L’Agenzia delle Entrate ha emesso il documento di prassi (Risposta a interpello n. 517/E/2019), con cui ha fornito i necessari chiarimenti.

Vediamo, quindi, con maggiore dettaglio, come devono essere trattati i compensi legati alla tassazione del diritto di autore per un soggetto che opera in Regime Forfettario.

Autore che opera in Regime Forfettario: la tassazione del diritto di autore

La società Alfa Spa eroga compensi per diritti d’autore a professionisti che si avvalgono del Regime Forfetario ex Legge n. 190/2014.

I diritti di autore corrisposti sono connessi all’attività di lavoro autonomo svolta dai percipienti.

Alfa chiede di conoscere il corretto trattamento fiscale da applicare ai diritti d’autore e, in particolare, se debba o meno effettuare la ritenuta d’acconto sui compensi erogati.

Tassazione del reddito da diritto di autore in Regime Forfettario: la soluzione dell’Agenzia delle Entrate.

Con la Circolare n. 9/E/2019, a seguito delle modifiche recate al Regime Forfettario ad opera dell’articolo 1, commi da 9 a 11, Legge n. 145/2018, l’Agenzia delle entrate ha avuto modo di chiarire che i diritti di autore percepiti da professionisti che adottano il Regime Forfettario:

  • Concorrono alla verifica del limite dei 65.000 euro per l’accesso o la permanenza nel regime stesso, se correlati con l’attività di lavoro autonomo svolta;
  • In ogni caso, soggiacciono alle modalità di tassazione previste dal comma 8, articolo 54, TUIR, riservata al diritto di autore.

Tale ultima disposizione disciplina la modalità di determinazione dell’importo imponibile dei diritti d’autore, prevedendone l’assoggettamento a tassazione IRPEF nella misura:

  • Del 75% ovvero
  • Del 60%, allorché il percipiente abbia meno di 35 anni di età.

Regime Forfettario e diritto di autore

Con il documento in analisi l’Agenzia delle entrate precisa ulteriormente che i diritti d’autore, incassati da un contribuente Forfettario che svolge un’attività di lavoro autonomo connessa:

  • Soggiacciono alle modalità di certificazione dei compensi del Regime Forfettario;
  • Sono soggetti all’imposta sostitutiva del 15% o del 5%.

Quindi, i diritti di autore conseguiti da un contribuente forfettario, se effettivamente correlati con l’attività di lavoro autonomo svolta dal soggetto, vanno tassati:

  • Applicando all’importo percepito la riduzione del 25% (o del 40%, se il forfettario è di età inferiore ai 35 anni), in modo da individuare l’ammontare imponibile;
  • Cumulando l’importo imponibile così calcolato con gli altri compensi della professione. L’ammontare complessivo derivante da tale somma sconta l’imposta sostitutiva del 15% o del 5%.
  • Sono soggetti alle stesse modalità di certificazione dei compensi previste per il regime agevolato, con conseguente esclusione dalla ritenuta d’acconto (cui ordinariamente sottostanno i compensi per diritto d’autore, ai sensi dell’art. 25 del DPR n. 600/73).

Come identificare l’attività correlata a quella di lavoro autonomo?

Possono concorrere alla verifica del limite di 65.000 euro, i compensi legati al diritto di autore solo se correlati con l’attività di lavoro autonomo svolta.

Questa circostanza è ritenuta sussistente se, sulla base di un esame degli specifici fatti e circostanze, gli stessi non sarebbero stati conseguiti in assenza dello svolgimento dell’attività di lavoro autonomo. In sostanza, i compensi per diritto di autore non concorrono in ogni caso al sopra citato limite. Ciò accade solo quando gli stessi siano connaturati alle prestazioni svolte e, dunque, debbano essere ricondotti all’attività autonoma esercitata in modo professionale. 

Casi tipici di autore in Forfettario potrebbero essere quelli di giornalisti e artisti, la cui attività ha proprio ad oggetto la realizzazione di opere protette dalla legge sul diritto d’autore. Il discorso, invece, non riguarderebbe quelle professioni rispetto alle quali il relativo ordinamento professionale non contempli tra le attività che possono essere svolte dall’iscritto quelle assoggettabili alla normativa sui diritti d’autore, come dottori commercialisti, avvocati, medici.

Cosa accade quando l’autore svolge attività autonoma non correlata?

Come detto, caso classico è quello di avvocati, dottori commercialisti o medici che scrivono articoli o pubblicazioni. In questi casi il compenso per la pubblicazione di un articolo non andrebbe fatturato perché il diritto di autore non è riconducibile all’attività professionale.

L’ordinamento professionale di commercialisti, avvocati, consulenti del lavoro e medici, ad esempio, non contempla tra le attività che possono essere svolte dall’iscritto quella di redazione di libri e articoli. Dunque, è da ritenersi che, laddove questi professionisti percepiscano a tale titolo compensi per diritto d’autore, gli stessi non siano riconducibili all’attività professionale. Questi non debbono essere ricondotti ai ricavi professionali, dovendo invece essere assoggettati a tassazione sul 75% del loro ammontare (60% per gli autori di età inferiore ai 35 anni). D’altronde, la stesura di articoli e di libri è riconducibile alla libertà di pensiero costituzionalmente garantita e non è riferibile all’attività professionale.

Diritto di autore in Regime Forfettario e oneri contributivi

Va notato che la posizione presa dall’Agenzia delle entrate assume rilevanza anche sul piano contributivo, atteso che, concorrendo con gli altri compensi dell’attività, i diritti d’autore vengono altresì assoggettati agli ordinari obblighi previsti dalla cassa privata di appartenenza oppure dalla Gestione separata Inps.

La ritenuta di acconto non è dovuta

Dal canto suo, l’editore che corrisponde a un lavoratore autonomo forfettario diritti d’autore correlati alla sua professione, non deve effettuare alcuna ritenuta d’acconto sugli stessi.

Per l’esonero dalla ritenuta d’acconto, il sostituto d’imposta ha l’onere di acquisire dal professionista una dichiarazione, sotto la propria responsabilità, che i compensi percepiti per diritti d’autore sono correlati all’attività autonoma esercitata in Regime Forfettario.

Si precisa altresì che, qualora l’autore non sfruttasse alcun diritto d’autore oppure qualora i commissionari dell’istante dovessero svolgere a favore dell’istante medesimo un’attività effettivamente riconducibile, ai fini fiscali, a un rapporto di lavoro da cui ritrarre reddito di lavoro dipendente o assimilato a quello di lavoro dipendente, gli stessi nel primo caso non potrebbero applicare le disposizioni di cui all’articolo 54, comma 8, del TUIR e nel secondo caso non potrebbero applicare il regime forfetario in esame e l’istante ricadrebbe nell’obbligo di operare ai sensi di legge la ritenuta d’acconto, a nulla rilevando la sopra menzionata dichiarazione rilasciata dai commissionari medesimi.

Diritto di autore e Regime Forfettario: conclusioni

Se stai operando in Regime Forfettario e stai percependo comensi derivanti dallo sfruttamento economico del diritto di autore devi fare attenzione. La prima cosa da fare è capire se lo sfruttamento economico del diritto di autore è correlato alla tua attività professionale. Solo dove la risposta a questa domanda sia positiva è possibile applicare le disposizioni previste in questo articolo. Altrimenti, devi separare totalmente l’attività professionale da quella di autore.

Mi rendo perfettamente conto che, spesso, non sia semplice suddividere questo tipo di attività. Per questo motivo, se hai bisogno dell’aiuto di un professionista esperto, contattaci. Segui il link sottostante per metterti in contatto con me e ricevere una consulenza personalizzata in grado di risolvere i tuoi dubbi.

5 COMMENTI

  1. Salve sono un programmatore in regime forfettario che effettua lavori su commissione. Attualmente sto sviluppando un software per conto mio,i cui diritti di utilizzo vorrei cederlo ad una azienda che si occuperebbe di commercializzarlo in autonomia. In tal caso i compensi che percepirò per il diritto d’autore sono da considerai attività correlata a quella che svolgo in regime forfettario?
    Grazie anticipatamente

  2. Buongiorno,
    sono un’illustratrice ho realizzato delle illustrazioni per un editore avvalendomi del diritto d’autore con ritenuta d’acconto con compenso ridottissimo.
    Volendo in parallelo incrementare il mio reddito con una o più attività indicate di seguito posso usufruire del diritto d’autore con almeno alcune di esse senza aprire p.iva o devo rientrare nel caso dell’articolo?
    Può chiarire anche come fare con i contributi e a quanto ammonta l’importo da pagare? Sarebbe Gestione separata?

    – fare illustrazioni su commissione a privati (ad es. decorazione camerata bimbi/quadri personalizzati…)
    – fare corsi di disegno on line o in presenza
    – fare laboratori di lettura e disegno ad esempio presso una libreria
    – vendita a privati di disegni originali o stampe a tiratura limitata da un sito mio o meno
    – grafica per privati attraverso portali online

    Grazie!

  3. Francesca per l’analisi di situazioni personali per le quali è richiesta maggiore analisi, come nel suo caso, se vuole ci scriva in privato per una consulenza. La aiuteremo a risolvere i suoi dubbi.

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