detrazioni

Con l’ultima manovra fiscale sono cambiate alcune caratteristiche relative alla pressione fiscale sui lavoratori. In particolare cambiano i calcoli relativi all’IRPEF, ovvero l’imposta sui redditi delle persone fisiche.

Nella Legge di Bilancio 2022 infatti vengono apportate alcune misure per ridurre il cuneo fiscale, ovvero la pressione delle imposte sui lavoratori. In particolare le aliquote IRPEF passano da un sistema a 5 aliquote ad uno a 4 aliquote, e cambiano le detrazioni di imposta per i redditi, oltre al bonus IRPEF in passato individuato come bonus Renzi.

Secondo le nuove disposizioni cambiano quindi le detrazioni di imposta sui redditi da lavoro dipendente e sui redditi assimilati. Vediamo in questo articolo quali sono le dirette conseguenze delle ultime modifiche introdotte sul sistema fiscale della Legge di Bilancio 2022, soprattutto per quanto riguarda le detrazioni sui redditi di lavoro dipendente.

Legge di Bilancio 2022: modifiche all’IRPEF

La Legge di Bilancio 2022 introduce importanti modifiche al sistema fiscale italiano, in particolare l’imposta che più di tutto viene modificata è quella che riguarda l’IRPEF. Per garantire una ripresa economica nell’attuale momento storico infatti è stato tenuto conto del fatto che sia necessario diminuire la pressione fiscale soprattutto sui redditi dei lavoratori.

Di conseguenza cambiano tutte le detrazione di imposta che coinvolgono i redditi di lavoro dipendente e di alcuni redditi assimilati. Le detrazioni d’imposta solitamente spettano a tutti i contribuenti italiani che percepiscono reddito da lavoro dipendente, o assimilati.

Sono incluse nelle detrazioni di imposta tutte le figure che percepiscono reddito assimilato a quello di lavoro dipendente. Si tratta per esempio dei compensi derivati da soci di cooperative, indennità percepite da prestatori di lavoro dipendente, borse di studio, compensi per collaborazione continuativa, sono incluse le prestazioni pensionistiche di forme di previdenza complementare e le remunerazioni dei sacerdoti, oltre ai compensi derivanti da lavori socialmente utili.

L’attuale modifica il sistema di aliquote IRPEF introdotta con la riforma fiscale va a cambiare la situazione relativa alla detrazioni fiscali che cittadini possono ricevere tramite il proprio lavoro. Inoltre per alcune fasce di reddito viene eliminato il cosiddetto Bonus Renzi, mentre per altre fasce di reddito viene mantenuto.

Detrazioni fiscali e fasce di reddito

Le detrazioni fiscali sul reddito dei lavoratori dipendenti e assimilati vengono modificate in base alle ultime aliquote IRPEF stabilite dal nuovo sistema. Ricordiamo che attualmente il sistema di aliquote IRPEF, ovvero delle percentuali di imposte applicate sui redditi da lavoro, si riduce a quattro fasce. Ogni fascia si riferisce alla pressione fiscale in base ai redditi percepiti annualmente:

  • Da 0 a 15,000 euro di reddito: aliquota al 23%;
  • Da 15,000 euro a 28,0000 euro di reddito: aliquota al 25%:
  • Da 28,000 euro a 50,000 euro di reddito: aliquota al 35%;
  • Da 50,000 euro di reddito in poi: aliquota al 43%.

Il ricalcolo è stato fatto principalmente per limitare la pressione fiscale sulle fasce di reddito più deboli, eliminando alcuni scaglioni presenti precedentemente. Tuttavia come conseguenza diretta cambiano anche le detrazioni fiscali spettanti annualmente al cittadino che lavora guadagnando reddito da lavoro dipendente o assimilato.

Per quanto riguarda i cittadini con reddito inferiore a 15,000 euro, che rientrano nella fascia di pressione fiscale al 23%, la detrazione IRPEF lorda spettante è di 1,880 euro. Si tratta di una detrazione che non può essere inferiore alla cifra di 690 euro, e che per il lavoro a tempo determinato arriva a 1,380 euro.

Secondo quanto previsto quindi i cittadini che si trovano in questa fascia, soprattutto quelli che percepiscono un guadagno tra 8,000 e 15,000 euro, avranno detrazioni fiscali maggiori rispetto a quelle dell’anno passato.

Prendendo in considerazione invece le fasce di reddito successive, con aliquota al 25%, la detrazione IRPEF lorda annuale è di 1,910 euro, a cui viene sommato un importo derivato da un calcolo specifico che tiene in considerazione il reddito complessivo.

Prendendo in considerazione la terza fascia, con aliquota al 35%, la detrazione IRPEF lorda è sempre di 1,910 sommato all’importo derivato dal calcolo specifico. Anche per questa fascia le detrazioni fiscali risultano aumentate rispetto alla condizione precedente. Viene invece abolita la detrazione fiscale per i cittadini con reddito oltre a 50,000 euro.

Soggetti beneficiari

  • contribuenti titolari di redditi di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 49 del TUIR, con esclusione però dei pensionati;
  • soggetti titolari dei seguenti redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 50 co. 1 del TUIR:
    • compensi dei soci lavoratori delle cooperative (lett. a);
    • indennità e compensi percepiti a carico di terzi dai prestatori di lavoro dipendente per incarichi svolti in relazione a tale qualità (lett. b);
    • borse di studio e assegni di formazione professionale (lett. c);
    • compensi per rapporti di collaborazione coordinata e continuativa (lett. c-bis);
    • remunerazioni dei sacerdoti (lett. d);
    • prestazioni pensionistiche erogate da forme di previdenza complementare (lett. h-bis);
    • compensi per lavori socialmente utili (lett. l).

Detrazioni per reddito da lavoro dipendente e assimilato: contribuenti con un reddito complessivo fino a 15.000 euro

Nel caso in cui il reddito complessivo del contribuente non superi 15,000 euro, spetta una detrazione dall’IRPEF lorda pari a 1,880 euro. Tuttavia, la detrazione non può essere inferiore:

  • 690 euro;
  • per i rapporti di lavoro a tempo determinato, a 1,380 euro.

Detrazioni per reddito da lavoro dipendente e assimilato: Contribuenti con un reddito complessivo superiore a 15.000 euro e fino a 28.000 euro

Nel caso in cui il reddito complessivo del contribuente sia superiore a 15,000 euro ma non a 28,000 euro, spetta una detrazione dall’IRPEF lorda di 1,910 euro, aumentata del prodotto tra 1,190 euro e l’importo corrispondente al rapporto tra 28,000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 13,000 euro.

Se il risultato del rapporto è maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro cifre decimali (mediante troncamento degli ulteriori decimali, senza arrotondamento).

Detrazioni per reddito da lavoro dipendente e assimilato: Contribuenti con un reddito complessivo superiore a 28.000 euro e fino a 50.000 euro

Nel caso in cui il reddito complessivo del contribuente sia superiore a 28,000 euro ma non a 50,000 euro, spetta una detrazione dall’IRPEF lorda di 1,910,00 euro, per la parte corrispondente al rapporto tra l’importo di 50,000 euro, diminuito del reddito complessivo, e l’importo di 22,000 euro.

Se il risultato del rapporto è maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro cifre decimali (mediante troncamento degli ulteriori decimali, senza arrotondamento).

Detrazioni fiscali per pensionati

Fino adesso abbiamo escluso la questione dei cittadini che recepiscono pensione. Per questi cittadini le detrazioni variano in base al reddito complessivo. Per alcuni soggetti spetta una detrazione lorda annua, purché il reddito non superi 8.500 euro annui, di 1,955 euro. In ogni caso la detrazione non può scendere oltre 713 euro. Rispetto al funzionamento delle detrazioni del periodo precedente, si verifica un incremento del limite di reddito complessivo, che prima era di 8,000 euro.

La detrazione fiscale spettante è aumentata, e l’importo minimo rimane lo stesso. In questo caso il vantaggio per i pensionati riguarda la possibilità di avere una zona non tassata per quanto riguarda i redditi inferiori. Per tutti i cittadini invece che risultano essere pensionati con redditi superiori, fino a 28,000 euro, la detrazione IRPEF lorda è di 700 euro sommati alla cifra risultante da un calcolo che tiene conto del reddito complessivo.

E in questo caso il limite massimo di reddito viene elevato fino a 28.000 euro. Per tutti i pensionati che percepiscono un reddito che va da 28,000 a 50,000 euro la detrazione IRPEF lorda risulta essere nuovamente di 700 euro sommati alla cifra risultante dal calcolo specifico. Rimane attivo il divieto per i pensionati di cumulare il reddito da pensione con reddito da lavoro dipendente o assimilati.

Con il nuovo sistema di aliquote cambia anche il bonus Renzi, ovvero il bonus IRPEF che prevedeva l’erogazione di 100 euro in busta paga. Di fatto questo bonus viene abolito e riassorbito dalle nuove aliquote, ma non per tutti. Per chi recepisce un reddito inferiore a 15,000 euro, ovvero per i cittadini che si trovano nella prima fascia, il bonus IRPEF rimane invariato.

Classe 1992, laureata in Scienze della Comunicazione all'Università degli Studi di Torino, da sempre sono appassionata di scrittura. Dopo alcune esperienze all'estero, ho deciso di approfondire tematiche inerenti la fiscalità nazionale relativa alle persone fisiche ed alle partite Iva. Collaboro con Fiscomania.com per la pubblicazione di articoli di news a carattere fiscale. Un settore complesso quello fiscale ma dove non si finisce mai di imparare.

2 COMMENTI

  1. Buongiorno,
    dall’articolo si evince che tra le categorie dei beneficiari di detrazioni per redditi da lavoro dipendente e assimilati 2022, ci sono i “contribuenti titolari di redditi di lavoro dipendente ai sensi dell’art. 49 del TUIR, con esclusione però dei pensionati”. Vorrei sottoporre il seguente esempio: soggetto che ha un reddito di lavoro dipendente di circa 30 mila euro e un reddito di pensione per causa di servizio di 16 mila euro. Per il calcolo dell’importo spettante per detrazioni da lavoro dipendente si prende in considerazione solo il reddito da lavoro dipendente o anche il reddito da pensione? Se si devono considerare entrambi i redditi, ne scaturisce che, le detrazioni per lavoro dipendente, saranno inferiori a quelle avute nel 2021.

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