Il bonus IRPEF 2022 spetta ai soggetti titolari di redditi da lavoro dipendente o assimilati in presenza di redditi complessivi fino a 15.000 euro. Per coloro che hanno redditi compresi tra i 15.001 ed i 28.000 spetta a condizione che la somma di tutte le detrazioni spettanti sia superiore all’imposta lorda. Per poter beneficiare del bonus è necessario che il soggetto titolare di redditi da lavoro dipendente presenti un IRPEF lorda superiore alle detrazioni di imposta spettanti ai sensi dell’art. 13, co. 1 del TUIR.

L’articolo 1, comma 3, della legge di bilancio 2022 ha ridotto da 28.000 euro a 15.000 euro la soglia di reddito complessivo prevista dall’articolo 1 del d.l. n. 3 del 2020, sopra la quale il trattamento integrativo di regola non spetta, lasciando inalterato l’impianto di determinazione e spettanza dello stesso. Il bonus è di 1.200 euro annue (100 euro al mese) per i contribuenti con reddito complessivo fino a 15.000 euro. Per i contribuenti con reddito compreso tra 15.001 e 28.000 euro vi è un particolare trattamento di applicazione del contributo integrativo legato a situazioni di “incapienza”. In particolare, il trattamento viene riconosciuto a condizione che l’IRPEF lorda sia inferiore alla somma:

  • Delle detrazioni per familiari a carico, di cui all’art. 12 del TUIR;
  • Delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente (escluse le pensioni) e redditi assimilati ex art. 13, co. 1 TUIR;
  • Delle detrazioni per gli interessi pagati su prestiti o mutui agrari o per gli interessi pagati su mutui ipotecari per l’acquisto o la costruzione dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale;
  • Delle rate relative alle detrazioni per spese sanitarie, per interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Al verificarsi di una di queste condizioni il trattamento integrativo viene erogato in una misura pari alla differenza tra la somma delle detrazioni e l’imposta lorda e comunque fino al limite di 1.200 euro annue. Chi ha un reddito compreso tra i 15.001 ed i 28.000 euro saprà se spetta o meno il trattamento integrativo in sede di dichiarazione dei redditi.

IRPEF 2022

Con la Legge di Bilancio 2022 (Legge n. 234/21) sono cambiati gli scaglioni IRPEF. L’IRPEF, ovvero l’imposta sui redditi delle persone fisiche, viene modificata per garantire al ceto medio un risparmio sulle imposte relative al lavoro, e la prima modifica a questa imposta riguarda le sue aliquote. Questa tassa è infatti suddivisa in scaglioni, che determinano l’applicazione delle imposte per ogni fascia di reddito annuale.

Ai sensi dell’art. 11 co. 1 del TUIR (modificato dall’art. 1, co. 2, lett. a) della Legge n. 234/2021), le aliquote IRPEF sono le seguenti a partire dal 1° gennaio 2022:

SCAGLIONI DI REDDITOALIQUOTA IRPEF
Fino a 15.000 euro di reddito23%
Da 15.000 euro a 28.000 euro di reddito25%
Da 28.000 euro a 50.000 euro di reddito35%
Oltre 50.000 euro di reddito43%

Le aliquote IRPEF indicate sono applicabili a partire dal periodo di imposta 2022 (modello 730/2023 o Redditi P.F. 2023). Tuttavia, occorre tenere conto del principio di cassa “allargato” di cui all’art. 51, co. 1 e 52 del TUIR, secondo il quale i compensi da lavoro dipendente relativi all’anno precedente ed incassati entro il 12 gennaio dell’anno successivo rientrano nel reddito dell’anno precedente.

In questa modulazione degli scaglioni IRPEF occorre tenere in considerazione anche la rimodulazione della detrazioni di imposta, che hanno un’incidenza proporzionalmente superiore per i redditi più bassi e diminuiscono progressivamente all’aumentare del reddito.

Leggi: “Nuova irpef e abolizione dell’irap per persone fisiche esercenti attività commerciali ed arti e professioni”

Chi deve pagare l’Irpef?

L’Irpef è dovuta da tutti coloro che hanno un reddito, sia come lavoratore dipendente, sia come autonomo, nonché soci di impresa, sono tenuti a pagare questa imposta. La cosa importante, che rende soggetti al suo pagamento, è essere residenti o aver conseguito il reddito in Italia.

Bonus Irpef 2022

Il trattamento integrativo previsto per il 2022 è il sostituto del bonus Renzi. Il bonus IRPEF 2022 spetta ai soggetti titolari di redditi da lavoro dipendente o assimilati in presenza di redditi complessivi fino a 15.000 euro. Per coloro che hanno redditi compresi tra i 15.001 ed i 28.000 spetta a condizione che la somma di tutte le detrazioni spettanti sia superiore all’imposta lorda. Per poter beneficiare del bonus è necessario che il soggetto titolare di redditi da lavoro dipendente presenti un IRPEF lorda superiore alle detrazioni di imposta spettanti ai sensi dell’art. 13, co. 1 del TUIR.

L’articolo 1, comma 3, della legge di bilancio 2022 ha ridotto da 28.000 euro a 15.000 euro la soglia di reddito complessivo prevista dall’articolo 1 del d.l. n. 3 del 2020, sopra la quale il trattamento integrativo di regola non spetta, lasciando inalterato l’impianto di determinazione e spettanza dello stesso. Il bonus è di 1.200 euro annue (100 euro al mese) per i contribuenti con reddito complessivo fino a 15.000 euro. Per i contribuenti con reddito compreso tra 15.001 e 28.000 euro vi è un particolare trattamento di applicazione del contributo integrativo legato a situazioni di “incapienza”. In particolare, il trattamento viene riconosciuto a condizione che l’IRPEF lorda sia inferiore alla somma:

  • Delle detrazioni per familiari a carico, di cui all’art. 12 del TUIR;
  • Delle detrazioni per redditi da lavoro dipendente (escluse le pensioni) e redditi assimilati ex art. 13, co. 1 TUIR;
  • Delle detrazioni per gli interessi pagati su prestiti o mutui agrari o per gli interessi pagati su mutui ipotecari per l’acquisto o la costruzione dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale;
  • Delle rate relative alle detrazioni per spese sanitarie, per interventi di recupero del patrimonio edilizio.

Al verificarsi di una di queste condizioni il trattamento integrativo viene erogato in una misura pari alla differenza tra la somma delle detrazioni e l’imposta lorda e comunque fino al limite di 1.200 euro annue. Chi ha un reddito compreso tra i 15.001 ed i 28.000 euro saprà se spetta o meno il trattamento integrativo in sede di dichiarazione dei redditi.

Esempio

Facciamo un esempio. Se il contribuente ha un reddito imponibile di 22.000 (su cui è tenuto a versare l’IRPEF), verrà applicata, un’aliquota del 23% sui primi 15.000 euro (3450 euro) e per lo scaglione che va dai 15.001 a 28.000 un aliquota del 25% (1750 euro). L’imposta lorda complessiva che il contribuente è tenuto a pagare ammonta a 5200 euro.

Per poter beneficiare del bonus da 100 euro, occorre avere detrazioni superiori ai 5200 euro. Oltre alle detrazioni da lavoro dipendente, se il contribuente non ha altre detrazioni come spese mediche, ristrutturazioni ecc.. le detrazioni spettanti sono inferiori all’imposta lorda e quindi il bonus non le spetta.

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Laureata in Giurisprudenza presso l'Università di Firenze. Approfondisce i temi legati all'IVA ed alla normativa fiscale domestica oltre ad approfondire aspetti legati al diritto societario.

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